00:09Ben tornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:14dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. A vent'anni dalla scomparsa Parma ricorda Mario
00:19Tommasini, politico amministratore parmigiano conosciuto come il Basaglia Emiliano che si
00:25sta estrenuamente per la chiusura dei manicomi. Cuore delle iniziative è la mostra Manicomio
00:31Occupato, in corsa all'Ape Museo fino al prossimo 10 maggio. Una mostra che racconta i 35 giorni
00:38di occupazione dell'ospedale psichiatrico di Colorno attraverso fotografie, articoli della
00:44Gazzetta di Parma e materiale d'archivio della Fondazione Tommasini. Io do il benvenuto a Marcella
00:50Saccani, presidente della Fondazione Mario Tommasini e a Susanna Tomaselli, componente
00:57della Fondazione e curatrice della mostra. Benvenute. Grazie, buongiorno. Parma ricorda Mario Tommasini
01:03scomparso nel 2006. Che cosa ha rappresentato per la storia della nostra città e soprattutto
01:09a livello nazionale? Credo che Tommasini sia stato e rappresenti ancora oggi un valore aggiunto
01:20per la nostra città perché ci ha consentito la instaurazione, creazione di un welfare molto
01:31più moderno e molto più avanzato che ha come centro la persona, maschio o femmina che sia,
01:38piccolo o grande e il rispetto fondamentale dei diritti.
01:45Mario Tommasini è un militante, un attivista della politica, uomo di sinistra che partecipa
01:59anche da, diciamo, alla resistenza nella componente della sua età che era, diciamo, poco più
02:11di un adolescente. Mario Tommasini è un uomo che è molto difficile avere un quaderno dove possiamo
02:21farci stare tutti gli attributi e le caratteristiche che lo possono definire.
02:27Susanna, come avete deciso di raccontare appunto questo manicomio occupato, quindi 35 giorni di
02:33occupazione dell'ospedale psichiatrico di Colorno?
02:36Abbiamo raccolto documenti d'archivio, abbiamo avuto la disponibilità di due fotografi importanti
02:47della nostra città . Vogliamo ricordare?
02:49Certo, Giovanni Ferraguti e Franco Furoncoli in particolare, che ci hanno consentito di aggiungere
02:57alla documentazione che avevamo, quindi documenti degli studenti, dei degenti, dei partiti, di tutte
03:08le organizzazioni a cui però per noi era importante descrivere giorno per giorno 35 giorni che hanno
03:19segnato la storia che ha portato alla riforma psichiatrica nel nostro paese e quindi abbiamo
03:26utilizzato negli articoli della Gazzetta di Parma in particolare, sì, qualche altra testata, ma la
03:34Cazzetta di Parma ha seguito, direi giorno per giorno, i fatti, riportando anche gli eventi più
03:42importanti, diciamo non è che era presente un giornalista lì sul posto regolarmente tutti i giorni, ma
03:49tutti i fatti, i momenti salienti sono sicuramente stati raccontati dal nostro quotidiano locale.
03:57Ecco, cosa accadde in quei 35 giorni e soprattutto come reagì la città ?
04:01Tutto partì da un'idea che vedeva alleati i studenti della facoltà di medicina e Mario
04:11Tomasini. Il lavoro degli studenti all'interno era quello di spiegare, di coinvolgere i familiari
04:19dei degenti che erano convinti dell'importanza del valore. Gran parte degli infermieri hanno
04:30partecipato e un medico Bagnasco che fin dall'origine era d'accordo con questo intervento
04:37così di rottura, no? Prima si parlava solo in termini teorici, si discuteva del problema della
04:45psichiatria. Lui invece è voluto entrare e soprattutto far vedere quello che succedeva lì dentro. 1.100 persone
04:54ha trovato in quelle condizioni. Donne, uomini, bambini che sono entrati non solo perché malati
05:02ma perché orfani, abbandonati oppure con qualche problema di comportamento. Il caso che spesso
05:11ricordiamo è quello un po' emblematico di un bambino entrato a tre anni e mezzo che Mario porta
05:21la fruttoria di Vigeffio dopo più di 40 anni e che racconta che era entrato, e lo si legge dalla
05:32cartella clinica di questo bimbo, che era entrato perché aveva pur così piccolo problemi nel riconoscere
05:41i pericoli. Ecco Susanna, quelli erano anni difficili per Parma perché prima dell'occupazione
05:47del manicomio c'era stata l'occupazione dell'università e del Duomo. Molto brevemente
05:53che cosa ci racconti? Guarda che erano anni di molto di fermento generale. Nella nostra cittÃ
06:00c'erano le lotte studentesche, c'erano anche le lotte operaie, stabilimenti importanti della
06:08nostra città , quali erano Bormioli, Salamini e Ridania, per esempio gli operai volevano salari
06:16migliori, volevano condizioni migliori di lavoro. Gli studenti si opponevano, contestavano il
06:23piano di studi, il fatto che non c'era un piano alloggi. Poi quelli di medicina si sono concentrati
06:31sul tema della medicina psichiatrica, i giovani cattolici invece su un dissenso che esprimevano
06:39nei confronti della chiesa, rispetto al fatto che a quel tempo la curia di Parma voleva realizzare
06:48delle nuove chiese con i soldi delle banche, mentre i giovani cattolici volevano che il contributo
06:58arrivasse dai fedeli, oppure la differenza economica che c'era tra i sacerdoti della diocesi
07:06e i parrochi di Campania. Quanto è attuale il pensiero di Tommasini e soprattutto qual è il suo
07:13lascito alle nuove generazioni? L'idea della libertà come punto di partenza ma anche di arrivo.
07:25La mancanza di avere... Mario Tommasini non aveva paura di niente, di nessuno. Prima avete citato
07:32il libro di Bruno Rossi, Eretico per amore, che è una storia straordinaria, non solo della vita di Mario,
07:40ma dove la vita di Mario cincunea e nasce, che sono i borghi di Parma e quando te finisci di
07:49leggere
07:49quel libro lì e noi ci teniamo tanto a avere fatto una specie di compendio perché le nuove generazioni
07:56lo possano apprezzare, coglie anche quest'idea della storia di una città che si muove dentro l'anima
08:09e i sentimenti di un uomo, di un uomo come Mario Tommasini. Voi sapete che Mario e Bruno Rossi erano
08:16amici di infanzia, uno a sinistra e l'altro a destra, per ragioni anche di, diciamo così, di ceto sociale,
08:25ma il libro è molto bello e ci dispiacerebbe che si perdesse nel tempo e nella storia di una cittÃ
08:34come la nostra. Ha avuto molto successo, noi abbiamo fatto questo perché i giovani, i ragazzi
08:41possono apprezzarlo nella semplicità con cui oggi un compendio, chiamiamolo così, può offrire.
08:50Mario è stato un grande innovatore. Bene, la ringrazio per questo ricordo commosso di Mario Tommasini,
08:57saluto quindi Marcella Saccani, presidente della fondazione Mario Tommasini e Susanna Tomaselli,
09:04componente della fondazione e curatrice della mostra Manicomio Occupato. Vi do appuntamento
09:08alla settimana prossima con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
09:20Grazie a tutti.
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