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  • 7 mesi fa

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Trascrizione
00:08Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:13dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Le pagine dei libri prendono vita tra
00:19le mani dell'artista Stefano Arienti. A Palazzo Marchi, alla mostra Coltivazione
00:24Erbace, visitabile fino al prossimo 14 di dicembre, i libri attraverso forature, pieghe
00:32e cancellazioni diventano opere d'arte, gesti minimi e poetici che trasformano la materia
00:39in linguaggio, offrendoci una riflessione sulla vita, sul tempo e sulla forza della rinascita.
00:46E dei libri manipolati di Stefano Arienti ne parliamo oggi con Elena Brai, curatrice della
00:51mostra e con Francesco Francesconi, storico dell'arte di Archeovea e impresa culturale.
00:57Ciao, benvenuti.
00:58Buongiorno.
00:59Ciao Sabrina, grazie.
01:01Francesco, Palazzo Marchi è uno dei palazzi più belli della nostra città, che ospita mostre
01:08di arte contemporanea. Perché questa scelta?
01:11Allora, è una vocazione quasi naturale, quella di un palazzo storico che ha una collezione
01:17permanente che racconta il Settecento, secolo in cui viene edificato appunto Palazzo Marchi,
01:23siamo nella seconda metà del Settecento, un momento fondamentale per lo sviluppo dell'arte
01:28a Parma e questa fucina di artisti che fu l'Accademia di Belle Arti, da cui nasce appunto
01:35la maestranza che porta allo sviluppo del palazzo, è stata fondamentale in questo momento
01:42storico ed è stato un grande interprete di questa contemporaneità. Allo stesso modo
01:47l'arte contemporanea della nostra contemporaneità può dialogare con quel momento storico creando
01:55e arricchendo di nuovi significati questo straordinario luogo storico.
01:59Elena, ci presenti la personalità artistica di Stefano Arienti. Come lo collochiamo nel
02:04panorama dell'arte contemporanea italiana?
02:08Sì, Stefano è un grandissimo artista che è rede della tradizione dell'arte povera,
02:13della transavanguardia e lui si trasferisce a Milano dal Mantovano in realtà per studiare
02:19all'università di Agraria e mentre a Milano incontra Corrado Levi che definisce il suo primo
02:25maestro e così viene a conoscenza del miglio artistico appunto presente a Milano e sostanzialmente
02:32si scopre un artista ma avendo a che fare con le opere d'arte, avendo a che fare con proprio
02:37l'oggetto d'arte nella sua fase di creazione che è una caratteristica che peraltro lo accompagna
02:43per tutta la vita e che è una caratteristica che si può fortemente anche vedere in mostra.
02:49Coltivazione Erbace è il titolo della mostra, poetico ma anche curioso. Perché questa scelta?
02:55Allora in mostra abbiamo portato i libri manipolati che sono un suo corpus di opere molto specifico
03:01perché sono delle opere che lui ha prodotto durante i 40 anni della sua carriera artistica
03:06e che in qualche modo mostrano, sono un osservatorio privilegiato per parlare della sua pratica
03:12perché è un oggetto col quale ha avuto sempre a che fare appunto manipolando e testando anche
03:17una serie di tecniche su questo oggetto qui e abbiamo deciso di portarlo in mostra.
03:22All'interno della mostra l'oggetto libro che tutti quanti conosciamo perché lui prende degli oggetti
03:27che sono appunto i libri ma che sono i libri che tutti noi abbiamo a casa, dai ricettari
03:31ai libri religiosi, alle enciclopedie, alle guide turistiche, li prende e li trasforma attraverso delle manipolazioni.
03:39E questi oggetti quindi cambiano forma e acquisiscono una nuova forma esattamente come le piante
03:47che nelle loro dinamiche si trasformano continuamente per acquisire forme di volta in volta in maniera diversa.
03:53Quindi sicuramente questa rispecchia molto bene l'operazione artistica che è stata fatta col libro
03:58ma che va anche a sposarsi con l'operazione artistica che è fatta a Palazzo Marchi
04:02perché Palazzo Marchi da una parte conserva e valorizza il proprio patrimonio artistico
04:08e dall'altro lo porta avanti appunto facendolo dialogare col contemporaneo.
04:12Quindi in qualche modo è anche un legame di tutti questi attori che sono stati messi in gioco.
04:17Ecco Elena, Arienti con gesti semplici trasforma i libri in opere d'arte. Quali gesti sono?
04:26Questi gesti sono tantissimi, sono tutti presenti in mostra, ci abbiamo tenuto in maniera particolare
04:30a dare visibilità a tutte le operazioni tecniche che sono state fatte, ad esempio ha cancellato i libri,
04:37li ha piegati, la sua prima opera che sono le turbine, che è l'opera con cui peraltro è diventato
04:41famoso
04:42insomma a livello artistico perché è stata la prima opera che ha venduto e ha presentato un'importantissima mostra al
04:47PAC nel 1986.
04:49È presente in mostra ma ce ne sono anche tantissime altre manipolazioni tra cui ad esempio la traforatura
04:54che ha invece una genesi diretta con le tecniche antiche della storia dell'arte
04:59come la tecnica dello spolvero attraverso cui appunto venivano forati grandi fogli messi a parete
05:05per poi lasciare il tracciato per fare gli affreschi.
05:08e la tecnica della traforazione ha una genesi diretta con questo discorso qui.
05:14Quindi è possibile vedere in mostra lungo tutto il percorso le diverse manipolazioni che sono state fatte dall'artista.
05:20È un aneddoto che a me diverte sempre raccontare, che racconta Stefano con estrema bellezza
05:25che spiega il perché insomma un oggetto che è così comune venga trasformato in opera d'arte.
05:31Lui ricorda quando appunto stava producendo turbine nell'86 ed era sotto Natale
05:35ed era lì insomma a piegare questo libro e a un certo punto fu costretto a scendere per buttare la
05:42spazzatura
05:42e in mezzo ai rifiuti trovò un festone natalizio fatto dai vicini esattamente con la stessa tecnica.
05:47E lì capì che non era tanto importante inventare qualcosa di nuovo
05:52quanto invece copiare la cosa giusta e portare l'attenzione sulla cosa giusta
05:57perché alla fine l'arte è una forma di curiosità, una forma di attenzione alle cose che ci circondano,
06:03un modo di saper vedere e anche un modo un po' di divertirsi
06:07perché l'arte abbiamo sempre a dire che è un gioco serio.
06:10Elena, Stefano Arienti lavora con gesti apparentemente semplici.
06:15Come riesce a trasformare il libro in un'opera d'arte?
06:20Vorrei rispondere a questa domanda usando un aneddoto che mi piace molto
06:24che racconta sempre Stefano.
06:26Era più o meno Natale e lui stava facendo la sua prima opera
06:31con i libri manipolati che è appunto Turbina di cui abbiamo parlato prima
06:34e era lì a piegare la carta e cercare di capire quale piegatura dargli
06:38e a un certo punto insomma doveva scendere per andare a buttare la spazzatura
06:43e andando a buttare la spazzatura tra i cassonetti vide questo festone natalizio
06:48che avevano buttato i vicini che era fatto esattamente con la stessa tecnica
06:52con cui lui aveva appena realizzato Turbina, quindi piegando insomma questa carta.
06:57E lì capì che la cosa veramente importante non era tanto inventare qualcosa di nuovo
07:01quanto portare l'attenzione e copiare le cose giuste più interessanti.
07:06Penso che tutta la mostra possa essere letta attraverso questo bellissimo aneddoto.
07:13Sono tutte operazioni estremamente semplici, quelle che fa Stefano cancellare, traforare, piegare
07:19sono cose che abbiamo fatto tutti quanti alle elementari.
07:22La differenza sta nella dedizione, nella cura e nell'amore che si dà a quel gesto
07:28e a quell'opera nel momento in cui è prodotta.
07:31E io penso che anche un altro aspetto importante sia quello del divertimento
07:34perché alla fine l'arte è un gioco serio.
07:38Consigliaci due opere assolutamente da vedere.
07:42È molto difficile perché credo che tutta la mostra in ogni aspetto sia estremamente curata
07:47e porti tantissime cose molto interessanti del lavoro di quest'artista.
07:52Ce n'è una in particolare però a cui sono molto affezionata
07:54che è Copertini italiane, che è un'opera del 97
07:57e che è stata per la prima volta esposta nel 97 e mai più portata in esposizione.
08:06Quindi è stato un grandissimo regalo che ci ha fatto l'artista perché poi è un'opera anche particolarmente delicata
08:11che il pubblico può maneggiare e sfogliare.
08:14È un'opera composta da una tantina di libri che hanno un'immagine di un'opera d'arte a scopo
08:19illustrativo
08:20e altri 12 libri che invece sono monografie di artisti che Stefano è andato a sabotare attraverso dei collage
08:28che sono dei collage molto divertenti.
08:30Sono difficili da vedere a primo acchito perché sono inseriti in una maniera molto precisa e molto delicata
08:38ma sono anche molto divertenti, sono anche ironici.
08:41Infatti questi sono i libri tendenzialmente dei suoi grandi maestri
08:44che attraverso questa operazione di riappropriazione ha mostrato.
08:51Sono sicuramente molto affezionata a quest'opera perché credo che il discorso del divertimento
08:55di cui stavamo parlando prima sia particolarmente visibile in quest'opera qua.
09:01e forse mi piacerebbe anche citare enciclopedie che è un'installazione nell'ultimo salone,
09:07il Salone delle Feste, che è una stanza già di per sé stupenda con questi stucchi dell'Albertogli,
09:13una stanza molto eterea che Stefano ha voluto ulteriormente valorizzare attraverso della lana cardata,
09:20dispersa, che rende il tutto molto leggero e attraverso queste enciclopedie,
09:26sono più di 300 enciclopedie sparse per la sala,
09:29che il visitatore è invitato a sfogliare e ad andare a trovare gli interventi dell'artista.
09:36È un momento secondo me bellissimo che ognuno si può prendere per vedere le opere
09:40ma anche semplicemente per prendersi del tempo per sé
09:43e ritornare a questo oggetto che ormai sembra lontano
09:47ma che è qualcosa di anche estremamente vicino e molto intimo.
09:51Francesco Palazzo Marchi è diventato quindi un laboratorio di arte contemporanea.
09:57Quale approccio devono avere gli artisti che si avvicinano?
10:01Allora abbiamo citato prima il Palazzo Storico che diventa anche luogo di arte contemporanea,
10:08ce ne sono diversi esempi.
10:09In Italia io credo che la particolarità di Palazzo Marchi sia appunto questa forte identità
10:15caratterizzata sia dalla collezione permanente sia dalla decorazione a stucco
10:20e quindi non è solamente un contenitore ma è proprio un luogo ricco di contenuto
10:25che in un certo senso diventa sfidante per l'artista nella misura di rapporto con questa storicità.
10:34Quindi un aspetto interessante sono le opere size specific come ad esempio Orto di Libri
10:40che Stefano ha realizzato nel cortile del Palazzo
10:44a cui anche Anna Marchi ha partecipato con i bambù raccolti dal suo giardino
10:50e che insomma è un'opera davvero da scoprire e da ammirare
10:53e che oltretutto si manipola attraverso le intemperie o gli agenti atmosferici
11:00che inevitabilmente vanno a dialogare con l'opera stessa.
11:05Io ringrazio Elena Brai e Francesco Francesconi
11:09vi do appuntamento la settimana prossima con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
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