00:08Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste approfondimenti
00:13dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Voglio dare alle persone uno spazio dove fermarsi
00:19a pensare sia un atto politico. Con questa visione, Brian Nino, musicista, compositore
00:25e artista inglese che da oltre 40 anni lavora con la luce e il suono, trasforma Parma in
00:32un luogo dove fermarsi e riflettere è un modo per sognare una società migliore, una società
00:38che sceglie la bellezza come resistenza alla crudeltà e al rumore dei nostri tempi. A
00:44presentarci i due progetti artistici di Brian Nino, Sid, ai Giardini di San Paolo e My Light
00:51Tirsa, all'ospedale Vecchio, che resteranno visitabili fino al prossimo 2 agosto, sono
00:56il Vice Sindaco Lorenzo Lavaggetto e il Curatore Alessandro Albertini. Ciao, benvenuti.
01:02Grazie, buongiorno.
01:03Buongiorno.
01:04Vice Sindaco, come avete fatto a portare Brian Nino a Parma?
01:09È stata ovviamente una proposta del Curatore Alessandro Albertini che è qua con me e della
01:16sua attività che conosciamo in città da tempo, che aveva questo contatto. Penso che
01:24la cosa più affascinante di questa relazione che si è costruita, che non è stata ovviamente
01:30per nulla semplice, perché stiamo parlando di uno tra i più impegnati artisti del mondo
01:35in questo momento in giro dappertutto, l'abbiamo visto anche in Italia e in altre circostanze molto
01:40significative come a Venezia in un'installazione, peraltro in collegamento con la Santa Sede.
01:47Qua siamo riusciti a costruire questa cosa, peraltro sviluppando il progetto nel tempo con
01:55diverse ambizioni, perché inizialmente eravamo partiti soltanto sul Giardino di San Paolo
02:02e poi successivamente abbiamo aggiunto anche l'ospedale vecchio e quindi abbiamo costruito
02:09un percorso all'interno dell'attività artistica, oltre che l'esposizione al Giardino di San
02:15Paolo, che obiettivamente all'inizio non pensavamo di riuscire a fare, però questa cosa ha generato
02:24anche un notevole coinvolgimento di Brian Nino stesso, infatti siamo molto contenti perché
02:29solitamente da quanto apprendo non è normale che sia presente sul posto, mentre invece è
02:34rimasto a Parma per più di dieci giorni e ha sviluppato direttamente entrambe le proposte
02:41artistiche e quindi fondamentalmente ci siamo riusciti, sarà stato anche un po' miracoloso,
02:48però penso che effettivamente, miracoloso tra virgolette, ma ovviamente penso che sia stata
02:53una grande opportunità per la città e credo che sia una bella cosa che siamo riusciti a fare.
02:58Alessandro, tu collabori con Brian Nino da tempo, vuoi raccontarci come è nata l'idea
03:03di portare questi suoi progetti artistici a Parma?
03:08Appunto, dal momento che collaboravo già da tempo con Nino e c'è un rapporto di fiducia
03:15reciproca e di collaborazione, a un certo punto è nato in me il desiderio di portarlo
03:21nella mia città, nella città nella quale sono nato e alla quale comunque sono indubbiamente
03:26molto legato e quindi nasce tutto più o meno da lì. La base del progetto è sì, dell'installazione
03:32dei giardini di San Paolo, da lì è partito tutto.
03:37Poi il caso anche ha voluto forse che coincidessero appunto l'idea della riapertura dell'ospedale
03:46vecchia, insomma iniziava ad essere un rumor abbastanza frequente e dall'altra parte io
03:51avevo notizia del fatto che Nino volesse fare appunto una prima retrospettiva importante,
03:58quindi ho cercato di far coincidere le due cose, insomma vincendo insomma la concorrenza
04:04di altre città più blasonate magari, però penso che il risultato sia stato ottimo così,
04:10cioè la scelta è stata a detta di tutti, comunque anche dello staff e di Nino stesso,
04:15una scelta fortunata.
04:18Partiamo da Seed che è un'audio installazione site specific che Brian Ino ha realizzato
04:24con la collaborazione di un'artista turca, raccontaci.
04:29Allora l'artista turca è Ece Temo il Curan, c'è da dire che quando Ino ha l'idea di
04:36coinvolgere
04:37Ece nel progetto installativo, nel progetto artistico, già stavamo dialogando di questa
04:43installazione, comunque lui già stava pensando a come sviluppare il progetto all'interno
04:49dei giardini di San Paolo.
04:51Il caso ha voluto che Ece parlasse con Brian di questa sua idea altamente, molto poetica,
04:59molto poetica di farsi forza e supportarsi in un periodo molto difficile che la vedeva
05:08coinvolta nella scrittura, nella pubblicazione di un libro che aveva a che fare con la ricerca
05:19della verità all'interno di un governo dittatoriale in un regime fascista, lei trova l'idea
05:32di supportarsi, di accompagnarsi di figure fantastiche che sono questi uccelli fantastici
05:40che lei ha creato e questi uccelli hanno ispirato la creazione di Brian che ha deciso appunto di
05:50abitare ai giardini di San Paolo di questi uccelli fantastici e poi della sua musica.
05:57Non voglio raccontare di più perché poi insomma toglierà un po' di sorpresa per gli spettatori
06:03visitatori.
06:04L'esperienza dei visitatori ai giardini di San Paolo diventerà un vinile che verrà
06:11poi conservato alla Casa del Suono.
06:14L'idea era quella di conservare in maniera permanente traccia della collaborazione tra
06:19l'artista e la città.
06:21Uno per ragioni del tutto evidenti, il fatto di poter tenere traccia di questa collaborazione
06:30è sicuramente un dono prezioso e poi in secondo luogo anche perché risponde a un progetto
06:38presentato al Ministero al quale è stato riconosciuto il primo posto nella classifica
06:46graduatoria del PAC 2025 sia per punteggio ricevuto che per entità del contributo erogato.
06:55e quindi c'è questa doppia regione e quindi l'esperienza che i visitatori vivono oggi
07:03all'interno dei giardini di San Paolo sarà fatta oggetto di field recording quindi di
07:08registrazione sul campo, verrà registrata e impressa come suol dire su vinile in un'unica
07:14coppia e questo vinile verrà acquisito nella collezione permanente della Casa del Suono.
07:19Dai giardini di San Paolo passiamo all'Ospedale Vecchio dove appunto avete allestito la più
07:26grande retrospettiva e la prima retrospettiva di Brian Nino.
07:30In che modo hai studiato il percorso espositivo?
07:36Di questo non me ne voglio prendere troppi meriti perché risponde molto alle idee,
07:43alle idee, al concept che Brian ha voluto dare insieme a Dominic che è curatore insieme
07:52a me e ideatore di buona parte del design della mostra.
08:02Quindi diciamo che è un gioco di squadra in cui si rimpalla delle idee, si sollevano dubbi,
08:10quindi è il risultato insomma di un gioco di collaborazione che vede un po' queste tre
08:17parti principalmente coinvolte, Ino e Dominic e il sottoscritto.
08:24Nel percorso troviamo un'opera face to face che mette in crisi l'idea di identità, in che modo?
08:33La mette in crisi o in realtà la eleva, diciamo che dal punto di vista tecnico si tratta di una
08:45serie
08:45di volti umani realmente esistenti perché si tratta di una settantina di fotografie
08:50che attraverso un software di morphing, un programma che permette appunto la metamorfosi
08:59da un volto in un altro, nella fase intermedia genera una serie infinita di nuovi esseri umani virtuali.
09:11Quindi da un lato si annulla l'identità dell'individuo per generarne forse tante collettive.
09:27Mi fa piacere anche solo rilevare il fatto che questa installazione ha a che fare principalmente
09:36con il tema della caducità, cioè il fatto che comunque anche le nostre espressioni
09:41sono destinate poi a modificarsi e a cambiare.
09:46Quindi insomma è sicuramente un'installazione nella quale abbandonarsi e lasciarsi avvolgere
09:53per un lungo tempo, sulla quale puoi meditare.
09:57A me piace molto la riflessione sul senso degli spazi pubblici come i giardini, le piazze, le strade.
10:06Qui si fa riferimento spesso e anche all'ospedale vecchio che è recuperato,
10:12insomma che sono spazi nei quali ci si può dedicare ad attività di carattere sociale,
10:21anche a riflessioni individuali e anche con più persone, sostanzialmente incontro con più persone
10:28che di fatto è un modo per cercare di esorcizzare la nostra società che è estremamente veloce,
10:35molto rapida, che ha anche elaborato mezzi di comunicazione estremamente diretti
10:38come quelli che utilizziamo quotidianamente e allo stesso tempo
10:44diciamo un modo anche per cercare di ricostruire delle reti sociali
10:49che tra le persone che mettono fine a condizioni di conflittualità così elevata
10:55come quelle che viviamo non solo quotidianamente ma internazionalmente.
11:00Questo mi sembra una parte molto interessante del ragionamento che è stato fatto
11:03e anche molto bello che sia qui.
11:05Brianino ha elogiato la nostra socialità e nella lezione magistralis
11:10che ha tenuto la Casa della Musica ha detto che Parma è una società fortemente civilizzata.
11:16Sì, credo che questo sia molto bello anche il fatto che una persona che ha avuto
11:22un'esperienza internazionale veramente consistente, che lo sia stato in tutto il mondo
11:28e abbia conosciuto persone in tutto il mondo ritiene che Parma sia una città bellissima
11:33oltre a questo e effettivamente questo ci ha obiettivamente fatto molto piacere
11:40di saperlo perché il fatto che siano stati scelti due luoghi che riaprivano
11:44e ritornavano alla città, che questi due luoghi siano proiettati attraverso
11:50la notorietà di Brianino in un contesto internazionale significativo
11:54e che l'immagine che se ne ricava è quella di una città viva dal punto di vista culturale
11:59ma contestualmente anche molto bella, penso che sia il migliore regalo che potevamo fare
12:04alla cittadinanza attraverso il coinvolgimento di una personalità di questo tipo.
12:09Bene, io ringrazio Lorenzo Lavaggetto e Alessandro Albertini
12:13e vi do appuntamento la settimana prossima con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
12:17Grazie mille!
12:19Grazie mille!
12:25Grazie a tutti.
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