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  • 3 mesi fa
Trascrizione
00:08Ben tornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste approfondimenti
00:13dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Tutto in una sera è il titolo della
00:18mostra curata da Alessandro Castiglioni, vice direttore del Museo Maga di Gallarate,
00:24in corso presso l'associazione Remo Gaibazzi fino al prossimo 30 aprile. Una mostra che racconta un
00:32incontro avvenuto nell'autunno del 1987, un incontro fortemente voluto dal gallerista Giorgio
00:39Mazzocchi tra Mario Schifano e Remo Gaibazzi, due personalità antitetiche ma unite da una profonda
00:48visione sulla vita e sulla pittura. Io do il benvenuto a Giorgio Mazzocchi, gallerista e
00:54socio fondatore dell'associazione Remo Gaibazzi e ad Andrea Piazza, presidente dell'associazione
01:00Gaibazzi. Ciao benvenuti. Ciao. Buongiorno. Giorgio, chi è stato Remo Gaibazzi e qual è stato il suo
01:07contributo all'arte del Novecento? Dunque, Remo Gaibazzi è un artista che nasce e vive a Parma,
01:14se vive e muore a Parma, ed è un autore che prevalentemente si è voluto interessare del proprio
01:24territorio, perciò dell'elemento di relazione fra lui e la sua comunità. È un artista che decide
01:36di non accettare le regole del sistema dell'arte e perciò si pone al di fuori, decidendo di non
01:51esporre mai nello stesso luogo per non avere una connotazione mercantile di rapporto con il luogo
02:01dove lui espone. Il momento espositivo per lui è un momento di relazione con la propria comunità e
02:10perciò la mostra e le opere servono per creare questo dialogo sulle problematiche naturali della vita.
02:21Giorgio, ci racconta come avvenne l'incontro quindi in quell'autunno del 1987 tra Mario Schifano
02:28e Remo Gaibazzi. Era sorto come motivazione mia personale, quella che due artisti che ritenevo
02:41fondamentali per l'attività della mia galleria potessero incontrarsi, era questa sfida di vedere
02:47quale relazione poteva nastere fra due artisti che visivamente erano opposti,
02:54sullo sistema della velocità di Schifano invece della monotonia e della lentezza del lavoro di Gaibazzi.
03:05Riusci a farli incontrare e quel giorno ho cercato di attivare perché Schifano aveva anticipato
03:17l'ingresso di Gaibazzi in galleria. Avevo cercato di motivare e far vedere, far conoscere il lavoro di Gaibazzi a
03:25Schifano,
03:27il quale in un primo momento diede uno sguardo, ma veloce, proprio come non curanza e la cosa mi preoccupò.
03:39Però questo fatto fu smentito dopo poco che Gaibazzi entrando in galleria, Schifano lo incontrò con le parole
03:55maestro guardando il suo lavoro mi vergogno del tempo mio, perciò con una idea di aver recepito interamente quello che
04:05era il lavoro di Gaibazzi.
04:09Andrea, qual è stato il contributo dell'archivio Mario Schifano e quello del vostro archivio chiaramente?
04:17Noi innanzitutto abbiamo realizzato la mostra grazie al contributo di Fondazione Cari Parma del Comune di Parma
04:23e abbiamo realizzato la mostra in collaborazione con l'archivio Schifano, quindi con la vedova di Mario Schifano
04:32perché questo ci dà una certa garanzia sull'autenticità delle opere esposte.
04:39Le abbiamo scelte insieme al curatore che è Alessandro Castiglioni, che è il vice direttore del Museo Maga di Gallarate
04:49ma è anche collaboratore dell'archivio Schifano e quindi è stato scelto lui come curatore della mostra
04:55e abbiamo scelto le opere in base a un dialogo di tipo tematico tra i due artisti, ad esempio per
05:05quello che riguarda il gesto,
05:07se in Gaibazzi il gesto è misurato e controllato, in Schifano il gesto invece è immediato,
05:14cioè non c'è una mediazione tra il movimento della mano e il cervello
05:20e quindi è un'espressione non calibrata su tempistiche meditative come invece per l'opera di Gaibazzi.
05:35Quindi si tratta di un dialogo tra i due per ossimoro, diciamo per opposti.
05:41Oppure ad esempio per quello che riguarda, non so, il soggetto del paesaggio,
05:46abbiamo scelto alcune opere di Schifano che lui definiva paesaggi anemici,
05:52cioè paesaggi ridotti all'essenza, ai minimi termini,
05:57in dialogo con delle opere di Remo, aniconiche, diciamo,
06:08dove non c'è più una realtà oggettuale da rappresentare,
06:15quindi il risultato è un'opera molto sintetica, molto ridotta ai minimi termini.
06:24Andrea, sono previsti degli appuntamenti collaterali alla mostra?
06:28Il 4 marzo con Alessandra Cocella e Cristina Casero sulla rivoluzione dei linguaggi nell'arte italiana
06:34tra il 1960 e il 2000, il 13 marzo con Paolo Villa sulla rappresentazione degli artisti nel cinema,
06:43il 27 marzo con Sara Martin con un incontro dedicato a David Lynch
06:48e il lavoro degli artisti sullo schermo, e il 18 aprile con Alessandro Castiglioni,
06:54che è il curatore della mostra, per un approfondimento su Schifano.
06:57Giorgio, tu sei stato uno dei fondatori dell'associazione Gaibazzi,
07:00quali obiettivi vi siete prefissati?
07:03Il primo obiettivo era quello di costruire la storia, la vita di Gaibazzi,
07:10creare un archivio naturalmente delle opere con l'intento anche di seguire un po' il suo insegnamento.
07:21Lui era un intellettuale, un intellettuale artista che da sempre ha seguito tutte le evoluzioni,
07:32le situazioni e i fatti storici della città stessa,
07:36prendendo posizione su costruzione del Piazzale della Pace, su altri interventi,
07:43perché riteneva che fosse un obbligo dell'intellettuale ad operare in questo.
07:53Bene, io ringrazio Giorgio Mazzocchi e Andrea Piazza
07:55e vi do appuntamento la settimana prossima con nuove interviste approfondimenti di Gazzetta Club.
08:09Grazie a tutti.
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