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Legislazione e politiche per i minori e per la famiglia
PIPPI E CENTRI PER LE FAMIGLIE
PIPPI E CENTRI PER LE FAMIGLIE
Categoria
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ApprendimentoTrascrizione
00:00Buongiorno, benvenuti a questa nuova lezione sui servizi sociali.
00:06Oggi ci occupiamo di legislazione e politiche per i minori e la famiglia.
00:13Innanzitutto andiamo a vedere com'è costituito il sistema dei servizi ed intervento a sostegno dei minori e delle famiglie.
00:21Guardiamo prima quali sono i principali riferimenti normativi.
00:26La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre
00:341989,
00:35è ratificata dall'Italia con la legge 176-91, la legge 184 del 1983, il diritto del minore ad una
00:46famiglia,
00:46La legge 149 del 2001, che tra l'altro modificava la legge 184 del 1983 con disciplina dell'adozione e
00:59dell'affidamento dei minori,
01:00nonché modifiche al titolo 8 del libro primo del codice civile.
01:05La legge 8 novembre 2328, ovviamente legge 4 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
01:19Quindi, se andiamo a prendere quest'ultima all'articolo 16, parla proprio della valorizzazione e del sostegno delle responsabilità familiari.
01:29Al comma 1 viene stabilito che il sistema integrato di interventi e servizi sociali riconosce e sostiene il ruolo peculiare
01:39delle famiglie
01:40nella formazione e nella cura della persona, nella promozione del benessere e nel perseguimento della coesione sociale.
01:48Sostiene e valorizza i molteplici compiti che le famiglie svolgono sia nei momenti critici e di disagio,
01:56sia nello sviluppo della vita quotidiana.
01:59Sostiene il mutuo aiuto e l'associazionismo delle famiglie nella formazione di proposte e di progetti per l'offerta di
02:06servizi
02:07e nella valutazione dei medesimi.
02:09Al comma 2, l'articolo 16 specifica che
02:13I LEP, quindi i livelli essenziali delle prestazioni sociali erogabili nel territorio nazionale,
02:20tengono conto dell'esigenza di favorire le relazioni, la corresponsabilità e la solidarietà tra le generazioni,
02:28di sostenere la responsabilità genitoriale, di promuovere le pari opportunità e la condivisione di responsabilità tra uomini e donne,
02:38di riconoscere l'autonomia di ciascun componente, la famiglia.
02:44Ancora, il comma 3,
02:46nell'ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali hanno prioritÃ
02:51a. L'erogazione di assegni di cura e altri interventi a sostegno della maternità e paternità responsabili
02:59da realizzare in collaborazione con i servizi sanitari e con i servizi socio-educativi della prima infanzia.
03:06b. Politiche di conciliazione tra il tempo di lavoro e il tempo di cura.
03:12c. Servizi formativi e informativi tra il tempo di lavoro e il tempo di cura anche attraverso la promozione del
03:22mutuo aiuto tra le famiglie.
03:24d. Prestazione di aiuto e sostegno domiciliare anche con benefici di carattere economico,
03:31in particolare per le famiglie che assumono compiti di accoglienza verso persone non autosufficienti.
03:38e. Servizi di sollievo per i medesimi casi.
03:41f. Servizi per l'affido familiare.
03:46L'articolo 22,2, lettere C e D ci parla di dei LEPS, livelli essenziali delle prestazioni sociali,
03:55e ci dicono alla lettera C
03:57d. Interventi di sostegno per i minori in situazioni di disagio tramite il sostegno al nucleo familiare di origine
04:06e l'inserimento presso famiglie, persone e strutture comunitarie di accoglienza di tipo familiare
04:13e per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
04:18La lettera D
04:19misure per il sostegno delle responsabilità familiari, ai sensi dell'articolo 16 che abbiamo appena visto,
04:27per favorire l'armonizzazione del tempo di lavoro con il tempo di cura familiare.
04:34Il piano nazionale sociale 18-20 sul rafforzamento degli interventi e dei servizi nell'area dell'infanzia e dell'adolescenza
04:45nello specifico parla di
04:471. Interventi di sostegno al contesto familiare in cui vivono bambini e ragazzi
04:53quindi parliamo di
04:54A. Sostegno socioeducativo domiciliare
04:57B. Sostegno alla genitorialità e servizio di mediazione familiare
05:02C. Specifici sostegni in presenza di un bambino o bambina nei primi mille giorni di vita
05:08quelli più critici per una famiglia
05:11D. Attivazione, sostegni innovativi, percorsi gruppali, famiglie, persone di appoggio, ecc.
05:182. Interventi di sostegno ai contesti quotidiani di vita dei bambini e dei ragazzi
05:25A. Nella scuola
05:26quindi interventi coprogettati e cogestite con gli insegnanti
05:31sia di gruppo sia in equip multidisciplinare
05:34per singoli alunni e studenti in condizioni di difficoltà rischio
05:38B. Nel territorio
05:40Sostegni e servizi socioeducativi territoriali
05:453. Sistemi di intervento per minorenni fuori dalla famiglia di origine
05:52Caregivers, minori, rimossi dalla famiglia di origine
05:55che avvicinandosi alla maggiore etÃ
05:58vanno accompagnati in un inserimento in società fuori dalla struttura ospitante
06:06Quindi parlando di interventi a sostegno dei minori e delle famiglie
06:12parliamo di
06:131. Centri per le famiglie
06:162. Parliamo del programma PIPP
06:183. Parliamo del Care Levers
06:24Parlando dei centri per le famiglie
06:27questi sono citati per la prima volta nella legge 285 del 1997
06:32L'esperienza dei centri per le famiglie può essere considerata
06:36un esempio significativo nel panorama dei nuovi servizi
06:40di tipo preventivo, promozionali e a dimensione comunitaria
06:44L'agenzia comunale di supporto alle esigenze delle famiglie con figli
06:49che da un lato realizza iniziative a carattere cittadino
06:52e dall'altro si impegna a sviluppare in collaborazione con altri servizi comunali
06:57spassi di aggregazione sociale per bambini, adolescenti e per le stesse famiglie a livello territoriale
07:03Unità polifunzionali in relazione alle pluralità delle problematiche familiare emergenti
07:10e alle professionalità diversificate
07:15Riferimenti espliciti ai centri per le famiglie sono rinvenibili già nella pianificazione nazionale
07:20approvata ai sensi dell'articolo 18,2 della legge nazionale 328-2000
07:26quindi Piano Nazionale degli Interventi e Servizi Sociali 2001-2003
07:31Il piano auspicava la loro diffusione considerandola obiettivo di carattere generale
07:37volto al sostegno delle responsabilità genitoriali
07:40In tempi ben più recenti i centri per le famiglie nuovamente citati nel Piano Nazionale per la Famiglia
07:46licenziato dal Consiglio dei Ministri il 7 giugno 2012
07:50sono stati ricompresi tra i servizi da sviluppare per la promozione di forme di sostegno alle famiglie
07:57considerati quali naturale completamento delle attività di consultorio familiare
08:03e luogo fisico aperto sul territorio e al territorio
08:09gestito e progettato con le reti dell'associazionismo familiare
08:13in modo da essere realmente in grado di intercettare i diversi bisogni presenti sul territorio
08:20per offrire una risposta flessibile ed articolata
08:24Quindi i centri per le famiglie possono funzionare come
08:28struttura di rilevazione dei bisogni delle famiglie
08:31centri di documentazione
08:33sportelli informativi relativi alle risorse presenti sul territorio
08:38servizi di consulenza
08:40centri di raccordo tra le risorse solidaristiche pubbliche e private di terzo settore
08:45o erogatori di specifici servizi
08:49gruppo di auto mutuo aiuto
08:51mediazione familiare
08:53banche del tempo
08:54prestiti sull'onore
08:56ludoteche
08:57spassi giochi
08:58e promozione di iniziative tese a diffondere la cultura dell'affido familiare
09:03quindi possono avere un orientamento più adultocentrico o più puerocentrico
09:13Quindi questi centri per famiglie sono caratterizzati da un apporto innovativo
09:18quindi un passaggio da servizi meramente assistenzialistici a servizi cooperativistici e comunitari
09:25ispirati al principio di sussidiarietà sia nella sua accessione verticale che orizzontale
09:32improntati alla valorizzazione della dimensione di normalità della famiglia
09:37e all'opportunità di guardare ai bisogni della stessa attraverso un cambio di prospettiva da parte delle istituzioni
09:43Assunto è che nessuna famiglia è esente da momenti critici
09:48i quali possono essere superati solo attraverso un'azione di sostegno volta a prevenire
09:55l'insorgere del disagio in forme cristallizzate e potenzialmente cronicizzanti
10:03Quali sono quindi le aree di intervento per i centri per le famiglie?
10:073. Informazione
10:10Sostegno alla coppia e alle competenze genitoriali
10:14e sviluppo di risorse familiari e comunitari
10:20Andiamo alla prima area
10:22Area dell'informazione
10:23Obiettivi specifici
10:24Assicurare alle famiglie con bambini residenti in cittÃ
10:29un accesso rapido e amichevole a tutte le principali informazioni utili per la propria organizzazione familiare
10:36Ascolto e forme di accompagnamento personalizzato
10:40Questa esigenza diventa imprescindibile per alcuni nuclei familiari
10:45come quelli con bambini disabili o quelli di recente immigrazione
10:48i quali, oltre che necessitare spesso di contenuti informativi mirati, richiedono attenzione relazionale
10:57Attività quindi garantite
10:59Sportelle informativi
11:01Sito web
11:02Newsletter
11:05Seconda area
11:06L'area del sostegno alle competenze genitoriali
11:09Obiettivi specifici
11:11Contrasto delle forme di isolamento ed esclusione delle famiglie
11:15nell'affrontare l'esperienza genitoriale
11:17Favorendo occasioni di confronti socialitÃ
11:20Supporto alle competenze educative delle figure genitoriali
11:24con particolare riguardo ai momenti di crisi e fragilità che caratterizzano il ciclo di vita
11:29Nascita dei figli
11:31Periodo adolescenziale
11:32Conflittualità coniugale
11:34E separazione
11:35Sostegno alle figure genitoriali
11:38Mediante la condivisione dell'esperienza tra le famiglie
11:41e la corresponsabilità dei genitori
11:43nell'educazione e nella cura dei bambini
11:49Consulenze educative familiare
11:51Intese come un intervento di aiuto
11:53che attraverso la relazione fra professionista ed utente
11:57mira a migliorare i processi di cambiamento ed autonomia
12:00e a rinforzare i percorsi evolutivi
12:03valorizzando sia le risorse sia le relazioni con l'ambiente circostante
12:09Spazio e tempo dove i genitori possono parlare delle loro difficoltà con i figli
12:13fin dai primi giorni di vita
12:17Sostegno in situazioni conflittuali
12:21e di disagio relazionale
12:23Facilitare il superamento delle crisi di transizione
12:27nell'età evolutiva
12:29Agevolare l'elaborazione di eventi traumatici e luttuosi
12:33Accompagnamento ai processi evolutivi e comunicativi
12:36per il miglioramento della qualità della vita delle famiglie
12:41Supporto ai genitori in caso di crisi familiari e o di coppia
12:45frequenti ad esempio nei primi mille giorni di vita del neonato
12:49periodo maggiormente stressante per le coppie
12:52Quest'ultima criticità è quella che causa le masorie di crisi familiare
12:56perché l'arrivo di un neonato spesso mina i fragili meccanismi
13:00su cui si fonda il sistema famiglia
13:02Viene anche posto come criterio preferenziale
13:05per l'assegnazione del reddito di cittadinanza
13:07per alleviare le famiglie almeno del peso economico
13:11Importante è quindi il lavoro dello psicologo e dell'educatore
13:15per provare a ricucire gli strappi familiari
13:17verificatisi in tale periodo
13:19dando loro il supporto per superare la crisi ricomponendo il nucleo
13:26Orientamento legale al diritto di famiglia
13:28In alcuni momenti o fasi dell'essere famiglia
13:32capita di dover affrontare alcune questioni attinenti
13:35tematiche legali più o meno complesse
13:38Avvicinarsi alla materia giuridica non è una cosa semplice
13:42Se a questa difficoltà si collega la dimensione degli effetti in gioco
13:46sovente è lecito provare un senso di disorientamento e inadeguatezza
13:52Spazio di colloquio riservato che aiuta ad orientare
13:55ad affrontare questioni legali più o meno complesse
13:58attinenti il diritto di famiglia
14:00Informazioni riguardanti la convivenza
14:03la famiglia di fatto
14:04il divorzio
14:05la separazione
14:06l'affidamento dei figli
14:08eredità e donazioni
14:11Consulenze nel primo anno di vita
14:13quindi rivolte ai genitori che si trovano ad affrontare i primi dubbi
14:16o che desiderano essere accompagnati
14:18nelle proprie scelte
14:20relativi a temi delicati
14:21quali l'allattamento materno
14:23i ritmi delle popate e del sonno
14:25le modalità di sversamento
14:27Oppure possiamo avere spazio giochi e accoglienza
14:29quindi un luogo d'incontro
14:31per bambini e famiglie
14:33dove giocare, sperimentare, crescere, socializzare
14:36conoscere altre mamme e famiglie
14:37all'estimento di un'area attrezzata
14:39con presenza di educatori
14:41per la realizzazione di attività finalizzate
14:44alla stimolazione e lo sviluppo
14:46dei bambini di età compresa 0-36 mesi
14:50Arriviamo alla terza area
14:53l'area per lo sviluppo delle risorse familiari e comunitari
14:57quindi qui i centri per le famiglie
15:00si occupano di accoglienza familiare
15:02quindi promozione di forme diversificate
15:05di accoglienza e solidarietà sociale
15:07da parte di famiglie nei confronti
15:10di altre famiglie in difficoltÃ
15:11riconoscimento del protagonismo familiare
15:14in particolare gli obiettivi specifici di quest'area
15:17sono promuovere e sostenere l'affido familiare
15:20il volontariato familiare
15:22e più in generale
15:23le persone disponibili ad accogliere
15:26e a prendersi cura di minori
15:27al di là dei vincoli parentali di consanguineitÃ
15:31sperimentare interventi di appoggio
15:33affiancamento familiare da parte di volontari e famiglie disponibili
15:37consente di aiutare i minori che vivono in situazioni familiari difficili
15:42prevenendo forme di disagio più gravi e la stessa eventualità di un loro allontanamento dai genitori naturali
15:55ancora promozione di risorse comunitarie
15:58e dei rapporti intergenerazionali
16:01quindi lo sviluppo di azioni di comunitÃ
16:03e valorizzazione delle competenze
16:05delle reti informali
16:07come risorsa strategica
16:09un esempio di iniziativa
16:11proprio di quest'area
16:12è costituito dalle cosiddette banche del tempo
16:15e di gruppi di auto mutuo aiuto tra le famiglie
16:23arriviamo al secondo aspetto
16:26il PIPI
16:27che cos'è il PIPI?
16:28è il programma di intervento per la prevenzione dell'istituzionalizzazione
16:35non a caso il nome PIPI richiama PIPI calzelunghe
16:39proprio per la sua resilienza
16:42nel superare le difficoltÃ
16:44e quindi le linee di indirizzo nazionale
16:48sull'intervento con bambini e famiglie
16:50in situazioni di vulnerabilitÃ
16:52hanno la finalità di prevenzione
16:54quindi diffusione di pratiche uniformi
16:57e sviluppo nell'area della promozione
16:59e della prevenzione
17:01per ampliare il ventaglio di opportunitÃ
17:03per i bambini che vivono in contesti familiari vulnerabili
17:07e per i quali l'allontanamento
17:09non risulterebbe essere l'intervento più appropriato
17:12e innovazione
17:14cioè rivoluzione delle pratiche interprofessionali
17:18e interistituzionali
17:19tramite la costruzione di nuovi equilibri
17:22fra promozione, prevenzione e protezione
17:25e la diffusione di un approccio innovativo e partecipativo
17:28per la valutazione e la progettazione delle situazioni familiari
17:34le modalità di attuazione del programma PIPI
17:37sono chiaramente individuare il miglior approccio
17:40e le possibili azioni con cui fronteggiare
17:42le diverse situazioni di vulnerabilità familiare
17:46quindi favorire la permanenza
17:48e o nel caso il bambino viva già fuori famiglia
17:51la riunificazione del bambino con la propria famiglia
17:54garantire la stabilità nella sua collocazione
17:58sostenendo il suo senso di appartenenza ad una famiglia e o una storia familiare
18:05indicazioni unitarie
18:06orientano il lavoro di cura e protezione dell'infanzia
18:09nell'area della promozione
18:11che riguarda gli interventi che promuovono condizioni adatte alla crescita
18:15prevenzione
18:16che riguarda gli interventi che prevengono i possibili rischi nel periodo di sviluppo
18:22protezione
18:23in senso stretto
18:25che prevede interventi che preservano e o proteggono
18:28la salute e la sicurezza del bambino
18:31quali ad esempio il collocamento fuori famiglia
18:35linee di indirizzo interessano in particolare le situazioni di vulnerabilitÃ
18:39una condizione potenziale che può riguardare ogni famiglia
18:43in specifiche fasi del suo ciclo di vita
18:45è caratterizzata dalla mancata o debole capacità nel costruire e o mantenere
18:51l'insieme delle condizioni interne ed esterne
18:54che permettono ai genitori di mettere in atto le azioni di cura
18:58non una caratteristica di certe persone
19:00ma una situazione socialmente determinata
19:03spesso interdipendente a forme di povertà economica o educativa o sociale
19:09costituisce quindi una minaccia per il benessere e lo sviluppo dei bambini
19:13e spesso ne segna negativamente la traiettoria biografica
19:18esempio il percorso scolastico
19:22linee di indirizzo interessano in particolare le situazioni di vulnerabilitÃ
19:26da vulnerabilità può emergere la negligenza parentale o trascuratessa o una carenza nella
19:32capacità di risposta ai bisogni evolutivi dei figli da parte delle figure genitoriali
19:37negligenza trascuratessa carenza può riguardare i bisogni di salute educazione sviluppo psico emozionale
19:44nutrimento protezione ambiente di vita sicura
19:48ossia l'eventuale mancanza delle necessarie misure di sorveglianza accudimento e protezione dei bambini
19:54intercettando precocemente alcune forme di negligenza è possibile
20:00prevenire forme più gravi di maltrattamento abuso o insuccesso scolastico
20:07le linee di indirizzo per quello che riguarda le evidenze scientifiche
20:11ambienti caldi, supportivi, ben trattanti garantiscono ogni bambino
20:15il miglior sviluppo di capacità cognitive, sociali ed affettive
20:19una capacità nasce quando un bisogno è stato soddisfatto
20:23anche i bambini che hanno sperimentato situazioni avverse sin dalla prima etÃ
20:27possono modificare la traiettoria del loro sviluppo
20:31una volta venuti in contatto con questi ambienti benevoli
20:34studi sulla resilienza evidenziano che i bambini, le famiglie e le comunitÃ
20:38riescono ad affrontare situazioni avverse quando sono aiutati a riconoscere e utilizzare
20:43le proprie risorse individuali, familiari e sociali
20:48una cornice di riferimento con questi principi è il modello triangolare del mondo del bambino
20:53quindi il modello multidimensionale che comprende
20:561. i bisogni di sviluppo del bambino
20:582. le risposte dei genitori a tali bisogni
21:013. i fattori ambientali e familiari che possono favorire o ostacolare questo sviluppo
21:07queste tre macro dimensioni costituiscono le aree su cui costruire l'analisi
21:12la valutazione e la progettazione di ogni situazione familiare
21:18quindi
21:25andiamo
21:26a vedere
21:27lo schema
21:29del programma Pippi
21:31al centro il modello multidimensionale del mondo del bambino
21:35al centro c'è me stesso
21:37quindi di cosa ho bisogno per crescere
21:39da un lato da chi si prende cura di me
21:42dall'altro
21:43e nell'altro
21:44nel luogo in cui vivo
21:46quindi dal punto di vista di
21:48di cosa ho bisogno per crescere
21:50ho bisogno di salute e crescere
21:53emozioni, pensieri, comunicazioni e comportamenti
21:56ho bisogno di autostima
21:57ho bisogno di relazioni familiari e sociali
21:59ho bisogno di apprendimento
22:01ho bisogno di gioco libero
22:02invece nell'area da chi si prende cura di me
22:05ho bisogno di cura di base
22:06sicurezza, protezione
22:08calore, affettivo e stabilità emotiva
22:10guida, regole e valori
22:12divertimento, stimoli e incoraggiamento
22:16autorealizzazione delle figure genitoriali
22:18invece nel luogo in cui vivo
22:20ho bisogno di relazioni e sostegno sociale
22:22lavoro e condizione economica
22:24rapporto con la scuola e le altre risorse educative
22:26abitazione, partecipazione e di inclusione
22:29nella vita della comunitÃ
22:32quindi il coinvolgimento degli attori
22:35e delle loro responsabilità nel programma Pippi
22:37quindi l'educazione, lo sviluppo dei bambini
22:39specialmente quelli appartenenti a famiglie vulnerabili
22:43sono una responsabilità di tutte le collettivitÃ
22:46quindi parliamo del bambino
22:48parliamo della famiglia
22:50ma anche ai soggetti di vicinanza solidale
22:53così come gli attori istituzionali
22:55stato, regioni, ambito territoriale
22:58azienda sanitaria
23:00servizi, autorità giudiziarie
23:04il bambino, età 0-17 anni
23:06vive in una famiglia che si trova in situazione
23:08di vulnerabilità e o povertà educativa, sociale e economica
23:12può avere ritardi o disturbi effettivi
23:14di comportamento, di apprendimento
23:16a casa, a scuola e nella vita di tutti i giorni
23:19la famiglia del bambino
23:20i genitori sono le persone che hanno la responsabilità del bambino
23:24fondamentale assicurare accompagnamento necessario
23:27a rispondere ai bisogni di crescita dei bambini
23:29nei luoghi in cui vive
23:31coinvolgendo tutte le persone
23:33che hanno un ruolo nel suo percorso di crescita
23:35gli insegnanti, gli educatori, i pediatri
23:38la vicinanza solidale
23:40ogni famiglia che vive in una situazione di vulnerabilitÃ
23:44può trovare sostegno nella propria rete familiare allargata
23:47dagli amici o da altre famiglie
23:49che possono dare, nella vita di tutti i giorni
23:52un aiuto per la cura dei bambini
23:53e per la realizzazione di attività concordate
23:56con tutti gli operatori
23:57queste persone possono affiancare la famiglia e il bambino
24:00nello svolgimento di alcuni compiti quotidiani
24:03nell'accesso ai servizi e alle risorse
24:06presenti nel proprio territorio
24:08per fornire un supporto efficace e tempestivo
24:11alle famiglie vulnerabili
24:12le attività dovrebbero essere programmate
24:15e coordinate dall'insieme di enti e soggetti
24:17che a vario titolo si occupano di sostegno
24:19alle famiglie e ai bambini
24:20questa collaborazione è basata su alcuni principi di fondo
24:24tra cui la centralità del bambino
24:26e dei suoi bisogni di sviluppo
24:28la valorizzazione della famiglia
24:30quale risorse per realizzare le risposte a questi bisogni
24:33la responsabilità degli enti locali
24:35nella programmazione e attuazione dei servizi sociosanitari
24:38l'individuazione di ambiti territoriali ottimali
24:41per garantire l'azione di servizi sociali e sociosanitari
24:44l'introduzione di servizi di monitoraggio
24:46e verifica delle azioni intraprese
24:48gli attori istituzionali
24:50lo Stato
24:51compito di coinvolgere attivamente tutti i soggetti istituzionali
24:55ministeri, regioni, province autonome, comuni
24:58competenti al fine di garantire la diffusione delle esperienze
25:02strumenti e pratiche locali efficaci
25:05basate su linee di indirizzo nazionale
25:08i livelli essenziali delle prestazioni
25:10regioni e province autonome
25:12costruire un sistema di interventi
25:14che possa rispondere efficacemente ai bisogni delle famiglie
25:16e rilevare dati sulle azioni intraprese
25:19necessarie un'integrazione tra i differenti settori
25:23sociale, sociosanitario, istruzione, formazione, lavoro, abitazione
25:28un adeguato finanziamento e un'appropriata dotazione di personale multidisciplinare
25:32è necessario promuovere azioni di formazione interprofessionali
25:39ancora l'ambito territoriale
25:41gestire unitariamente in maniera efficace ed efficiente i servizi
25:44essi sono la sede della programmazione locale
25:47e del coordinamento degli interventi dei servizi sociali a livello locale
25:50della promozione di buone pratiche interprofessionali
25:53l'azienda sanitaria in ogni ambito territoriale
25:56deve essere garantita la piena integrazione ed efficacia
25:59degli interventi sociali e sanitari
26:00tramite l'attivazione di equip multiprofessionale
26:03con responsabilità dei servizi nella costruzione del progetto quadro
26:07della valutazione del bambino e dei genitori
26:08e degli interventi di sostegno e assistenza
26:11i servizi sanitari specialistici
26:14neuropsichiatria, dipendenze patologiche, salute mentale
26:16collaborano per prevenzione, cura e riabilitazione
26:20del bambino e o della sua famiglia
26:23servizi educativi prima infanzia e scuola
26:26ruolo chiave nel favorire lo sviluppo
26:28in un contesto a misura dei bisogni dei bambini
26:31nidi, scuole, servizi, associazioni e reti familiari
26:35possono attivare efficaci percorsi di prevenzione
26:38e legami di solidarietà tra le famiglie
26:40il coinvolgimento del servizio educativo e o dell'istituto scolastico
26:45previsto già nelle prime fasi dell'intervento PIP
26:48insegnanti ed educatori partecipano come componenti attivi all'equipe
26:53apportando le proprie conoscenze sul comportamento
26:57sulla crescita, sugli apprendimenti
26:59e sui rapporti sociali nel contesto scolastico
27:04l'autorità giudiziaria interviene a seguito di segnalazione
27:07qualora si prefigurino elementi specifici di preoccupazione
27:10relativi a un bambino per rimuovere i quali non bastano
27:13gli interventi sociali o sanitari e occorre un provvedimento giudiziale
27:17può imporre prescrizioni affinché i genitori collaborino
27:20alle fasi e alle azioni previste nel progetto quadro
27:24al fine di superare la situazione che compromette lo sviluppo del figlio
27:28fondamentale raccordo tra l'autorità giudiziaria
27:31e il sistema integrato dei servizi
27:33per garantire lo scambio di informazioni
27:35per rispettare il miglior interesse dei bambini
27:38l'autorità giudiziaria può richiedere la cosiddetta valutazione
27:42della recuperabilità genitoriale
27:44intesa come opportunità di conoscenza e confronto con la famiglia
27:49per verificare la possibilità di attivare le risorse genitoriali
27:53di promuovere la comprensione da parte dei genitori
27:56dell'eventuale danno recato allo sviluppo del bambino
27:59attraverso i propri comportamenti
28:01e di individuare strategie riparative a favore dei bambini
28:06e quindi
28:07e questa è le azioni chiave
28:11del percorso di accompagnamento
28:14quindi analizzare
28:16partecipare
28:18agire
28:19valutare
28:20sostanzialmente altro non è che
28:22lo schema famoso
28:24poi anche nella valutazione della performance
28:26plan du check act
28:29modello ormai famosissimo
28:32ma anche qui
28:34analizzare
28:35progettare
28:36quindi agire
28:38e valutare
28:38cioè quindi controllare
28:40in modo ciclico
28:41a che punto siamo
28:42e se siamo lontani dall'obiettivo
28:45il correttivo da attivare
28:47ai fini di arrivare a una nuova progettazione
28:51ho finito quindi
28:53la lezione di oggi
28:55come sempre vi chiedo
28:57di seguire il canale
29:00fumettificio su dailymotion
29:02far capire che vi è piaciuta
29:05la lezione di oggi
29:07e vi ringrazio
29:09e ci vediamo
29:09alla prossima lezione
29:11ciao a tutti
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