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  • 2 giorni fa
Management sanitario - Organizzazione aziendale sanitaria
Trascrizione
00:04...di management sanitario. Oggi andremo a parlare dei dipartimenti e dopo i dipartimenti
00:19parleremo delle articolazioni organizzativo funzionali delle aziende sanitarie. I dipartimenti
00:27rappresentano la struttura organizzativa fondamentale dell'azienda, dipartimenti che
00:33possono essere preposti alla produzione dei servizi e delle prestazioni essenziali, dalla prevenzione
00:42alla riabilitazione o all'organizzazione e gestione delle risorse necessarie alla produzione degli
00:49stessi. Ovvero possiamo avere dipartimenti di produzione e dipartimenti di supporto, quindi
00:57i dipartimenti di produzione sono quei dipartimenti che si occupano di produrre il prodotto cura
01:06in senso lato, fosse anche una prestazione di laboratorio, mentre i dipartimenti di supporto
01:13sono quei dipartimenti che supportano i primi, quindi l'economato, l'ufficio personale, l'ufficio
01:24paghe, l'ufficio assunzioni, l'ufficio concorsi, il bilancio, il patrimonio, eccetera. I dipartimenti,
01:33chiaramente quelli di produzione, garantiscono il governo clinico del sistema di produzione dei servizi
01:40sanitari, assicurando la qualità tecnica delle prestazioni dei servizi e sviluppando la
01:46partecipazione dei professionisti alle decisioni di carattere organizzativo e gestionali che influenzano
01:53la qualità dei servizi e il rendimento delle risorse disponibili. I dipartimenti sono la principale
02:03sede operativa di attuazione e di gestione delle attività relative al governo clinico e dal programma
02:10aziendale di gestione del rischio che hanno nel collegio di direzione l'organo di governo. I
02:17dipartimenti aggregano una pluralità di unità operative, servizi, discipline o funzioni assistenziali
02:25a fini o complementari ed assicurano la gestione unitaria delle risorse al fine di soddisfare gli
02:33obiettivi negoziati a livello aziendale, adottando soluzioni organizzative che garantiscano servizi
02:40rispondenti alle necessità assistenziali ed alle preferenze della persona. In particolare,
02:47i dipartimenti perseguono l'ottimizzazione dell'uso delle risorse professionali e tecnologiche,
02:52nonché la ricerca e la messa in pratica di innovazioni organizzative al fine di migliorare
02:58la qualità dei servizi e la loro sostenibilità economica. Quindi abbiamo detto che il dipartimento
03:08è l'unità di base della nostra azienda, ma questo non significa che al di sotto del dipartimento
03:18non ci possano essere strutture più piccole o al di sopra strutture più grandi. Dobbiamo prenderlo
03:24un po' come se fosse il metro, no? Il metro è un'unità di misura, esistono misure più piccole,
03:29il decimetro, il centimetro, il millimetro, ma esistono anche misure più grandi, il decametro,
03:34l'elettometro, il chilometro e via via. Quindi il dipartimento è composto da due o più unità
03:42operative affini o complementari fra di loro. Quando si parla di UO senza nient'altro indicare
03:52si intende UOC, cioè UO complesse. Quindi il dipartimento sono due o più unità operative affini
04:02o complementari tra di loro. Quindi per branca specialistica, per branca amministrativa, comunque
04:14sono due o più UO affini o complementari fra di loro. Da un punto di vista organizzativo, i dipartimenti
04:25sono strutture complesse di tipo gestionale che accorpano unità organizzative legate da una
04:32relazione gerarchica. Dipendono direttamente dalla direzione generale. Hanno autonomia tecnico-professionale
04:39e gestionale nei limiti degli obiettivi assegnati e delle risorse attribuite ed operano secondo il
04:46piano annuale di attività gestendo le risorse negoziate con la direzione generale. Sono inoltre
04:54obiettivi dell'organizzazione dipartimentale. Promuovere il mantenimento e lo sviluppo delle
05:02conoscenze e delle competenze tecniche e professionali attraverso la predisposizione di
05:08programmi di formazione e di ricerca a carattere multidisciplinare. Promuovere e garantire il
05:15rispetto dei requisiti di qualità previsti dal sistema regionale per l'autorizzazione
05:20accreditamento. Attuare la verifica sistematica e continuativa dell'attività svolta e dei risultati
05:28raggiunti. Garantire una corretta, continua e capillare diffusione delle informazioni all'interno
05:36del Dipartimento. I Dipartimenti hanno di norma estensione intraaziendale. Al fine di garantire
05:44la continuità assistenziale e o di realizzare economie di gestione possono essere previste
05:51forme di integrazione funzionali anche fra dipartimenti di aziende sanitarie diverse. In tal
05:58caso si parla di area vasta. Sono organ del Dipartimento il Direttore di Dipartimento e il
06:06Comitato di Dipartimento. Il Dipartimento è una sorta di federazione di unità operativi e servizi che
06:19mantengono la loro autonomia, indipendenza e responsabilità così come quella di ciascuno
06:27dei soggetti che lo costituiscono e che nel medesimo tempo riconoscono la loro interdipendenza
06:34in funzione del raggiungimento di comuni obiettivi ed adottano codici concordati e consensuali di
06:43comportamento clinico, assistenziale, didattici e di ricerca con accettati e condivisi risvolti
06:50operativi, collaborativi, etici, medico-legali ed economici. Compiti del Dipartimento sono quelli
06:58di assistenza, formazione ed aggiornamento, didattica, ricerca, educazione e informazione sanitaria.
07:04Chiaramente stiamo parlando di quelli di produzione. Il Decreto Ministeriale 8 novembre 1976 elenca quali
07:15obiettivi dei Dipartimenti la convergenza di competenze ed esperienze scientifiche, tecniche
07:22ed assistenziali di gruppi e di singoli operatori per consentire l'assistenza sanitaria completa del
07:30malato, incremento della ricerca e collegamento tra didattiche e assistenza, miglioramento delle
07:36tecniche sanitarie a livello interdisciplinare, aggiornamento e perfezionamento professionale
07:42degli operatori sanitari di ogni livello ai fini di una assistenza sanitaria più qualificata e paritaria
07:48per tutti i cittadini. Ancora, superamento delle disfunzioni che determinano tempi lunghi o inutili
07:57di indigenza, umanizzazione dei rapporti tra strutture, operatori, utenti e familiari, corresponsabilizzazione
08:05di tutti gli operatori in relazione alle rispettive mansioni o funzioni, collegamenti tra competenze
08:11ospedaliere e quelle di altre strutture socio-sanitarie del territorio, per quanto attiene agli interventi
08:18di tipo preventivo, curativo, riabilitativo e all'educazione sanitaria. Possiamo quindi affermare
08:28che gli obiettivi fondamentali dei ripartimenti sono quattro. Obiettivo organizzativo, migliore coordinamento
08:35del complesso di attività riferiti a pazienti per il cui trattamento risulta indispensabile
08:42la concorrenza di un sistema complesso di competenze e di risorse. Obiettivo clinico, il miglioramento
08:50della qualità dell'assistenza grazie all'opportunità di federare i diversi professionisti intorno a
08:58percorsi diagnostici, terapeutici condivisi al fine di ridurre la variabilità nelle procedure e nei
09:07risultati derivanti dal continuo confronto tra le pratiche assistenziali dei singoli e quelle
09:14suggerite dalle migliori evidenze scientifiche disponibili secondo l'approccio delle BN e BN.
09:22Obiettivo economico, gestione più efficiente delle risorse. Obiettivo strategico, diffusione,
09:28delle conoscenze scientifiche e lo sviluppo delle competenze organizzative. I dipartimenti
09:36possono essere da un punto di vista istituzionale aziendale, il dipartimento che aggrega unità
09:43operative della stessa azienda, interaziendale, il dipartimento che coinvolge unità operative di più
09:49aziende o da un altro punto di vista, quindi da quello della composizione, possiamo avere il
09:57dipartimento ospedaliero, quello che aggrega solo unità operative ospedaliere del medesimo ospedale
10:05o di ospedali diversi, ma della medesima azienda accorpare a fini funzionali. Territoriali, il
10:12dipartimento che coinvolge solo unità operative extra ospedaliere, quindi quelle del distretto.
10:18transmurale, il dipartimento che coinvolge unità operative ospedaliere e distrettuali,
10:25o interaziendale, rapporti che vengono disciplinati con specifici accordi e convenzioni.
10:35I dipartimenti possono essere, a seconda del tipo di aggregazione, funzionale, quindi senza la messa
10:42in comune fisica di spazi e risorsi o strutturale, quindi con contiguità spaziale delle unità operative
10:50accorpate. Oppure, come abbiamo visto in base alla funzione, di produzione o di supporto, che è la
11:00differenza che ci interessa di più ai fini del nostro studio. Ancora, giusto per citarvi quante
11:08possibili differenziazioni di dipartimenti possiamo avere, il dipartimento a seconda del tipo di governo
11:19questa volta può essere forte, quindi il dipartimento che gestisce gerarchicamente i fattori produttivi di
11:26cui dispone. Oppure Devole, che è il dipartimento che coordina trasversalmente l'attività liberamente
11:32programmata e gestita dalle singole unità operative. I dipartimenti obbligatori per legge sono quattro,
11:41salute mentale, emergenza sanitaria, il materno infantile e la prevenzione. E qui abbiamo la nostra
11:51azienda. La nostra azienda è costituita da tre articolazioni organizzativo funzionali. Queste tre
12:07articolazioni organizzativo funzionali sono il dipartimento di prevenzione, che è l'unico
12:12dipartimento ad essere anche articolazione, il distretto e il presidio. Chiaramente il distretto
12:25è composto da due o più dipartimenti territoriali, adesso purtroppo sono venute bianche le freccine per
12:32cui non si vedono. Il dipartimento di prevenzione sotto di sé, le vedete quelle sul blu che mi sono
12:39venute bianche. Il dipartimento di prevenzione sotto di sé non ha altri dipartimenti perché è
12:44esso stesso un dipartimento. Il presidio ha sotto di sé i dipartimenti ospedalieri e ognuno di questi
12:55dipartimenti è composto da due o più UO complesse, affini o complementari fra loro. Le freccine fortunatamente
13:08nelle slide che avete sul sito si vedono bene, per cui il problema da questo punto di vista non c
13:15'è.
13:17Ci possono poi essere all'interno delle UO delle UOS, ma va fatta una distinzione importante.
13:31Mentre tutte le UO complesse del dipartimento formano il dipartimento, la somma di tutte le UOS di quella
13:47UOC non fa la UOC. Questo perché? Perché sostanzialmente la UOS è un meccanismo, se vogliamo,
13:58una sorta di premialità per i medici di quella UO che si sono distinti in qualche modo
14:10e gli si dà una sorta di incentivo con progressione di carriera.
14:19E quindi sostanzialmente, per farvi capire la peculiarità, all'interno del reparto di ginecologia
14:29ostetricia di Rimini c'era un medico genetista molto bravo al quale l'allora primario disse
14:35io ti do la direzione di questa UO semplice genetica medica, quindi non mi occuperò più di genetica,
14:45sarà tutto tuo, tu rispondi a me. Quindi si è spogliato di una microparte del suo potere
14:51e ha messo a disposizione di questo medico due infermieri, un tecnico, uno psicologo
14:58per accogliere le famiglie che magari avevano problemi di difetti, con patologie per supportare
15:09appunto le famiglie ed ecco perché non si possono fare troppe UOS all'interno di una UO
15:14perché altrimenti il primario dovrebbe spogliarsi di tutto il suo potere, ma a quel punto
15:19quale incentivo prenderebbe mai se fanno tutto gli altri. Quindi capite che... no?
15:31Poi ci possono essere anche, mentre questa UOS, adesso ripeto purtroppo non vedete la freccia
15:36che è verso il basso, è sotto una UO, ci possono essere anche delle UOS dipartimentali,
15:49cioè messe trasversalmente, cioè sullo stesso piano delle altre UO del dipartimento. Mentre
15:55la UOS è servente a un'unità operativa complessa, le UOSD sono, se vogliamo sì, serventi al
16:04dipartimento, ma vuol dire sullo stesso piano delle UO. Immaginiamo, per farvi un esempio,
16:13una UO di un dipartimento che racchiuda medicina interna e chirurgia e decidono che siccome i tempi
16:26per fare analisi del sangue, ma di questo periodo magari anche tamponi covid eccetera eccetera, fatti
16:31dal dipartamento di radiologia dove è incardinato il laboratorio analisi, sono troppo lenti, per cui
16:36decidono di farsi al loro interno una UO semplice dipartimentale che è funzionale alle altre due
16:44unità operative, quindi fa analisi solo ed esclusivamente per le altre due unità operative
16:51di quel dipartimento, quindi è sul loro stesso piano.
16:58Dicevamo, come organizzazione interna del dipartimento abbiamo gli organi che sono il direttore
17:05il comitato che vi ho già citato, ma c'è anche l'assemblea di dipartimento. Partiamo
17:11da quest'ultima che è chiaramente quella meno importante perché altro non è che la riunione
17:21di tutti coloro che lavorano all'interno di quel dipartimento e solitamente si fa all'inizio
17:29dell'anno per presentare il lavoro che c'è da fare e alla fine dell'anno per vedere quello
17:35che si è fatto o semplicemente a gennaio dove si presenta il lavoro da fare e contemporaneamente
17:42si fa la relazione di come è finito l'anno precedente, quindi si vede sostanzialmente
17:48pochissimo. Ben più importanti sono il direttore di dipartimento e il comitato di dipartimento.
17:58Il direttore di dipartimento rappresenta il dipartimento nei rapporti con gli altri organi
18:04dell'azienda e con gli interlocutori esterni. Il direttore presiede e dirige il comitato di
18:13dipartimento al fine di perseguire l'integrazione tra le diverse unità organizzative, l'ottimizzazione
18:21dell'organizzazione e della gestione delle risorse assegnate, lo sviluppo e l'uniforme applicazione
18:29di procedure comuni e il raggiungimento degli obiettivi negoziati con la direzione generale.
18:36Il direttore di dipartimento ha la responsabilità gestionale complessiva del dipartimento e
18:43risponde alla direzione generale dell'attuazione degli obiettivi e del corretto utilizzo delle
18:49risorse assegnate. Promuove all'interno del proprio dipartimento un utilizzo flessibile
18:55del personale ed un uso razionale delle risorse assegnandole alle strutture organizzative del
19:02dipartimento stesso anche adottando modelli di integrazione. Egli è responsabile dal punto di
19:10vista professionale in ordine al corretto utilizzo dei metodi e strumenti del governo clinico.
19:17Il direttore di dipartimento è un direttore di struttura complessa nominato dal direttore
19:25generale entro una terna di candidati, quindi scelto, indicata dal comitato di quel dipartimento,
19:33tra i dirigenti con incarico di direzione di una delle strutture complesse aggregate nel
19:42dipartimento. Il direttore generale lo nomina con scelta motivata e secondo criteri espliciti
19:50e predefiniti, tra cui il possesso di particolari attitudini organizzative o gestionali e capacità
19:57di coinvolgimento, valorizzazione e responsabilizzazione dei collaboratori. In caso di dissenso rispetto
20:05alla proposta del comitato di dipartimento, il direttore generale ne esplicita le motivazioni.
20:13Per quello che riguarda invece la nomina direttore di unità operativa, la selezione viene effettuata
20:20da una commissione composta dal direttore sanitario dell'azienda interessata e da tre direttori di
20:26struttura complessa nella medesima disciplina dell'incarico da conferire, individuati tramite
20:31sorteggio da un elenco nazionale nominativo costituito dall'insieme degli elenchi regionali
20:38dei direttori di struttura complessa appartenenti alle varie regioni del Servizio Sanitario Nazionale.
20:46Qualora fossero sorteggiati tre direttori di struttura complessa della medesima regione
20:51dove assiede l'azienda interessata alla copertura del posto non si procede alla nomina
20:58del terzo sorteggiato e si prosegue nel sorteggio fino ad individuare almeno un componente della
21:04commissione direttore di struttura complessa in regione diversa da quella dove assiede la
21:10predetta azienda. La commissione elegge un presidente tra i tre componenti sorteggiati in caso di parità
21:17di voto e eletto il componente più anziano. In caso di parità nelle deliberazioni della commissione
21:24prevale il voto del presidente. La commissione riceve dall'azienda il profilo professionale
21:31del dirigente da incaricare sulla base dell'analisi comparativa del curriculum dei titoli professionali
21:38posseduti avuto anche riguardo alle necessarie competenze organizzative e gestionali, dei volumi
21:44dell'attività svolta, dell'aderenza al profilo ricercato e degli esiti di un colloquio, la commissione
21:50presenta al direttore generale una terna di candidati idonei formata sulla base dei migliori
21:57punteggi attribuiti. Il direttore generale individua il candidato da nominare nell'ambito
22:03della terna predisposta dalla commissione ove intende nominare uno dei due candidati che non hanno
22:09conseguito il miglior punteggio deve motivare analiticamente la scelta. Al direttore di dipartimento
22:18tornando al nostro dipartimento invece è conferito il mandato di realizzare il programma dipartimentale
22:27su base triennale annualmente verificato relativamente allo stato di realizzazione. Il direttore di
22:33dipartimento mantiene la direzione della struttura alla quale appartiene salvo deroga motivata dal
22:39direttore generale adatto della nomina. L'incarico di direttore di dipartimento può essere attribuita
22:47qualora l'attività gestionale sia di particolare rilevanza con l'obbligo dell'impegno esclusivo
22:54sollevando per la durata di tale incarico il dirigente della responsabilità di direzione
23:01dell'unità operativa ad esso affidata e con diritto di essere reintegrato nel posto di
23:07responsabilità al termine dell'incarico. Nel caso di incarico esclusivo il direttore generale può
23:13nominare direttore del dipartimento anche un dirigente di struttura complessa non inserito
23:20nel dipartimento stesso purché in possesso di adeguata competenza e capacità gestionale
23:28e organizzativa. L'incarico di direttore di dipartimento può essere revocato quando
23:36vengono accertati i risultati negativi di gestione e il mancato raggiungimento degli
23:41obiettivi assegnati. L'incarico di direttore di dipartimento è conferito con apposito contratto
23:48a tempo determinato che ne disciplina i contenuti, la durata e la retribuzione. Il direttore di
23:54dipartimento è sovraordinato ai direttori di unità operativa per gli aspetti di natura
23:59gestionale attenenti il dipartimento. Arriviamo al secondo organo, il comitato di dipartimento.
24:10Il comitato di dipartimento è l'organo collegiale di supporto al direttore del dipartimento. Assicura
24:19la partecipazione degli operatori ai processi di programmazione delle attività e alla definizione
24:27dell'assetto organizzativo gestionale del dipartimento. È convocato dal direttore del
24:33dipartimento secondo le modalità previste dal regolamento elaborato dal comitato e approvato
24:39da direttore generale. Possiamo anche dirlo per fare un paragone che così come il collegio di direzione
24:47ha al suo interno le figure più importanti dell'azienda, i comitati di dipartimento hanno
24:53al loro interno le figure più importanti di quei dipartimenti. A titolo esemplificativo,
25:02i direttori delle unità operative, i coordinatori di area sanitaria e sociale delle unità operative
25:08dei servizi, i dirigenti con incarico di responsabilità di gestione di struttura
25:13organizzativa semplice, i dirigenti con incarico professionale di alta specializzazione, i referenti
25:19alla funzione di formazione, qualità, innovazione e ricerca, i componenti dell'ufficio dipartimentale
25:25di Stato. Compiti del comitato di dipartimento. Il comitato di dipartimento propone modelli
25:35organizzativi e di gestione delle risorse che siano coerenti e funzionali agli indirizzi
25:41aziendali relativamente ad azioni ed interventi necessari alla promozione della salute, alla
25:48prevenzione della malattia, alla cura, alla riabilitazione fisica, sociale e lavorativa.
25:54Promuove altresì il processo di innovazione e di miglioramento della qualità, definisce i criteri
26:01per la individuazione dei fabbisogni prioritari di formazione e di ricerca e predispone i relativi
26:08piani di periodo. Contribuisce alla formulazione della proposta di piano annuale del Dipartimento
26:15e partecipa al processo di budgeting, che è quello che a noi interessa di più. Assicura le verifiche
26:23trimestrali del piano di produzione negoziato, pianifica le iniziative per il miglioramento
26:30dell'integrazione tra le unità operative, della diffusione delle informazioni e dello sviluppo di
26:36norme di buona pratica professionale fra le unità operative stesse. Propone l'attivazione di gruppi
26:44di miglioramento, fornisce tutti gli elementi utili alla predisposizione della relazione d'esercizio
26:51semestrale ed annuale. Le unità operative sono strutture organizzative complesse del Dipartimento
27:01che aggregano risorse professionali di tipo medico, infermieristico, tecnico, amministrativo e finanziario
27:10ed assicurano la direzione e l'organizzazione delle attività di competenza nel rispetto degli indirizzi
27:17aziendali, degli obiettivi e dei criteri definiti nell'ambito del Dipartimento di appartenenza.
27:26Quindi possiamo anche dire che unità operativa complessa è un'articolazione settoriale del
27:31Dipartimento per discipline e funzioni, comprende diversi livelli assistenziali, decenza ordinaria,
27:37degli ospita, chiaramente stiamo parlando di quelle di produzione. L'unità operativa semplice,
27:43struttura semplice, modulo organizzativo è un'articolazione organizzativa dell'unità operativa
27:49complessa o, come abbiamo visto prima in alcune realtà, anche del Dipartimento per lo svolgimento
27:55di attività specialistiche o strumento per distinguere l'organizzazione di particolari livelli
28:02di erogazione dell'assistenza. Abbiamo visto, qui mi è scappato una zetta in più in articolazioni,
28:12abbiamo visto prima le tre articolazioni organizzativo funzionali, adesso andiamo a vedere che cosa sono.
28:26La prima, il Dipartimento di Prevenzione. È una struttura operativa dell'azienda sanitaria istituita e organizzata
28:36da ciascuna regione allo scopo di garantire la tutela della salute collettiva, perseguire obiettivi di promozione
28:44della salute, agire per la prevenzione delle malattie e della disabilità, operare per il miglioramento
28:51della qualità della vita. A tal fine, il Dipartimento di Prevenzione promuove azioni volte ad individuare
28:59e rimuovere le cause di nocività e malattia di origine ambientale, umana ed animale, garantendo le seguenti
29:08funzione di prevenzione collettiva e sanità pubblica anche a supporto dell'autorità sanitaria locale,
29:15profilassi delle malattie infettive e parassitarie, tutela della collettività dei rischi sanitari
29:21degli ambienti di vita anche con riferimento agli effetti sanitari degli inquinanti ambientali,
29:27tutela della collettività e dei singoli dai rischi infortunistici e sanitari connessi agli ambienti di lavoro.
29:35Sanità pubblica veterinaria, che comprende sorveglianza epidemiologica delle popolazioni
29:41animali e profilassi delle malattie infettive e parassitarie, farmacovigilanza veterinaria,
29:47igiene delle produzioni zootecniche, tutela igienico-sanitaria degli alimenti di origine
29:52animale, tutela igienico-sanitaria degli alimenti, sorveglianza e prevenzione nutrizionale,
29:57attività di promozione della salute e di prevenzione delle malattie cronico-degenerative.
30:02In collaborazione con gli altri servizi e dipartimenti aziendali, tutela della salute
30:07nelle attività sportive.
30:11Nello svolgere le sue funzioni, il Dipartimento di Prevenzione promuove iniziative coordinate
30:16con i distretti, con i dipartimenti dell'azienda sanitaria locale, con le aziende ospedaliere,
30:22con le agenzie regionali per l'ambiente, con gli istituti zoopropilatici sperimentali e con
30:28gli altri organismi paritetici previsti dal Decreto Legislativo 626 del 1994.
30:34Il Dipartimento di Prevenzione ha autonomia organizzativa e contabile ed è organizzato
30:41in centri di costo e di responsabilità.
30:45Il Direttore di Dipartimento è scelto dal Direttore Generale tra i dirigenti con almeno
30:51cinque anni di anzianità di funzione e risponde alla Direzione Aziendale del perseguimento degli
30:57obiettivi aziendali, dell'assetto organizzativo e della gestione in relazione alle risorse assegnate.
31:05Dal punto di vista strutturale interno, le Regioni disciplinano l'articolazione dei Dipartimenti
31:15in strutture organizzative specificatamente dedicate a igiene e sanità pubblica, igiene
31:22degli alimenti e della nutrizione, prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, sanità
31:27animale, igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto
31:34degli alimenti di origine animale e loro derivati, igiene degli allevamenti e delle produzioni
31:40zootecniche.
31:42Le strutture organizzative si distinguono in servizio o in unità operativa in rapporto
31:48alla omogeneità della disciplina di riferimento e dalle funzioni attribuite, nonché alle caratteristiche
31:55e alle dimensioni del vaccino di utenza.
31:58Prima di fare i distretti, aggiungo due parole sul Dipartimento di Protezione.
32:07Abbiamo detto che è compito della Regione garantire ILEA ed è compito dell'azienda sanitaria
32:24erogare ILEA delle tre aree.
32:27Quindi per girarla in un altro modo potremmo dire che compito del Dipartimento di Prevenzione
32:36è quello di erogare ILEA dell'area della prevenzione, così come compito del Presidio
32:47è quello di erogare ILEA dell'area ospedaliera, così come è compito del distretto erogare ILEA
33:01dell'assistenza distrettuale.
33:03Ma a differenza degli altri due che hanno come unico compito predominante quello dell'erogazione
33:11dei ILEA, il distretto non ha solo quello di compito.
33:17Quindi andiamo a vedere il distretto.
33:22Il distretto è anch'esso una articolazione organizzativo funzionale della US sul territorio
33:31concepita allo scopo di garantire un sistema di intervento sanitario di risposta ai bisogni
33:39sanitari della popolazione con autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziare,
33:46con contabilità separata all'interno del bilancio della USL.
33:51Che cosa vuol dire?
33:52Vuol dire che se questo è il bilancio della USL non c'è un'unica voce costi per...
34:00Immaginiamo che ci sia solo due voci, costi per medicinali, costi del personale e di qua
34:10incassi da ticket, incassi da regione.
34:14Bilancio ipersemplificabile.
34:18Non sono accorpati tutti così, ma c'è distretto e la contabilità, quindi costi di quel distretto,
34:31costi del personale di quel distretto.
34:35Secondo distretto, costi di quel distretto.
34:38Se c'è un terzo distretto uguale, poi il totale è chiaramente sempre quello, ma così
34:45vedi subito il confronto fra i vari distretti.
34:48Stessa cosa diremo poi per i presidi, uguale.
34:51Quindi il totale di tutti i costi sarà sempre lo stesso, il totale di tutti i ricavi sarà
34:56sempre lo stesso, ma sono spacchettati in modo che già il direttore generale possa vedere
35:03per esempio stupido, perché quel distretto consuma in carta, in risma di carta, il triplo
35:10di quell'altro distretto eppure alla metà degli utenti?
35:15Allo stesso modo, grazie a questa divisione, la regione riesce a vedere il consumo di tutti
35:21i distretti della regione.
35:22Quindi aspetta, come mai quello là di carta consume più che tutti gli altri distretti della
35:27regione?
35:30Ok?
35:31Quindi, contabilità separata, così come il presidio, se chiaramente separata, ma all'interno
35:40del bilancio globale dell'azienda sanitaria.
35:44I distretti rappresentano l'ambito strategico istituzionale in cui si valutano le necessità
35:50assistenziali, si formulano i piani della committenza che esprimono il fabbisogno di assistenza
35:57sanitaria, socio-sanitaria e sociale.
35:59Eccoli qua.
36:01Il secondo compito del distretto è quello di formulare i piani della committenza.
36:12Quindi è qui che viene ad avere un senso la regola delle 3 A, che cominciava con l'autorizzazione
36:27da parte del comune in cui assede la struttura, continuava con l'accreditamento fatto con la
36:37regione, proseguiva eventualmente con la convenzione fatta con la regione e l'azienda sanitaria di
36:45riferimento per poter essere inseriti nei piani della committenza che sono all'interno del programma
36:54delle attività territoriali.
36:56Nei distretti si assicura l'accesso ottimale all'assistenza sanitaria primaria e ai servizi
37:02socio-sanitari ed ha il ruolo di garante dell'erogazione dei LEA a livello distrettuale.
37:08Quindi al distretto spetta il compito di promuovere e sviluppare la collaborazione con i comuni, la
37:19popolazione e le sue forme associative per la rilevazione dei bisogni della salute e la relativa
37:25programmazione degli interventi, assicurare l'accessibilità ai servizi sanitari e sociali
37:32ad alta integrazione sanitaria secondo criteri di equità e di appropriatezza, garantire l'integrazione
37:40tra attività territoriali ed ospedaliere e tra attività sanitarie e sociali.
37:47Quindi non ha solo il compito di erogare il LEA nell'area distrettuale, ma tutta questa
37:54serie di compiti che abbiamo visto.
37:57distretto che, come abbiamo visto nella slide che ce l'avevo anticipato, è composto
38:02da due o più dipartimenti territoriali.
38:07L'ambito di operatività del distretto a livello nazionale dà una forbice ampia, perché
38:18dice da 40.000 a 80.000, in Emilia Romagna il paletto è stato messo a 60.000.
38:24Comunque, in tutta Italia la forbice è 40.000-80.000, chiaramente devono essere tenuti in considerazione
38:34le caratteristiche geomorfologiche del territorio e, questo però vale solo per l'Emilia Romagna,
38:43quindi non per voi, l'ambito distrettuale è determinato dalla conferenza territoriale, sociale
38:50e sanitaria. Per voi, se ci sono ambiti distrettuali, conferenza dei sindaci. Che differenza c'è
38:58fra distretto e ambito distrettuale? Allora, il territorio dell'azienda sanitaria è diviso
39:07in distretti che, come dicevamo prima, hanno un range 40.000-80.000. Però può capitare,
39:15e spesso capita, che all'interno del distretto ci siano comuni con necessità differenti.
39:25Vi faccio un esempio proprio perché da me, nel distretto di Rimini Sud, c'è questa problematica.
39:31perché abbiamo una serie di comuni che sono sulla costa, quindi Riccione, Misano, Cattolica e una serie
39:43di comuni che sono nell'Interland, quindi Coriano, Mondaino, Montegridolfo, Saldeccio, Morciano e via
39:54di Scorrento. E chiaramente è inevitabile. I primi sono costieri, gli altri sono contadino
40:04barra, contadino rurali barra montani, hanno inevitabilmente problematiche diverse e problematiche
40:13di salute diverse. Ed ecco che i sindaci di quei territori hanno stabilito di fare due ambiti
40:23per fare dei piani più mirati a livello più piccolo, quindi il programma, il PAT è
40:32uno, è a livello distrettuale, ma è diviso per ambiti, quindi sostanzialmente si dividono
40:37le risorse, invece che fare per tutto il distretto, nei due ambiti. Poco cambia dal punto di vista
40:45del nostro studio, dal punto di vista pratico delle cose, sì, ma dal punto di vista del nostro
40:51studio poco cambia. Quindi non ci andiamo a complicare troppo la vita parlando anche di
40:58ambito distrettuale, rimaniamo nel distretto. Alla fine comunque gli ambiti distrettuali come
41:04sono ma fanno il distretto. Però rimaniamo a parlare solo del distretto, distretto che garantisce
41:10assistenza specialistica ambulatoriale, attività o servizi per la prevenzione e la cura delle
41:16tossicodipendenze, attività o servizi consultoriali per la tutela della salute, dell'infanzia, della
41:22donna e della famiglia, attività o servizi rivolti a anziani e disabili, attività o servizi di
41:30assistenza domiciliare integrata, attività o servizi per le patologie da HIV e per le patologie in
41:36fase termine. Come vedete il LEA dell'assistenza distrettuale. Ad apposito atto organizzativo è
41:45demandata l'organizzazione complessiva dei servizi territoriali e delle sue articolazioni,
41:53con particolare riferimento al sistema di integrazione con i dipartimenti ospedalieri e
41:59di servizi amministrativi, stabilendo i necessari collegamenti per garantire l'efficacia e l'efficienza
42:06dei programmi di integrazione. L'azienda potrà articolare la produzione dei servizi a livello
42:14sovradistrettuale qualora esista un miglior rapporto costi-benefici in funzione alla tutela
42:22della salute dei cittadini. L'abbiamo già detto, il distretto esercita le funzioni di programmazione
42:29e valutazione dell'assistenza necessaria alla popolazione di riferimento attraverso i piani
42:35della committenza ai diversi dipartimenti del SSR, strutture organizzative di erogazione di servizi
42:43a loro volta organizzate in unità operativa di servizi deputati a garantire globalità dell'assistenza
42:49e a assicurare il governo clinico. I dipartimenti possono essere territoriali e ospedalieri.
43:01Il distretto è anche l'ambito della programmazione sociale e sociosanitaria. È infatti il luogo
43:10elettivo dell'integrazione sociosanitaria e del rapporto con i comuni titolari della gestione
43:17di servizi sociali. È l'ambito ottimale per le aziende pubbliche di servizi alla persona,
43:24nuovi soggetti pubblici che erogano servizi sociosanitari e sociali e che derivano dal piano
43:30di trasformazione dell'ex IPA, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza delle quali abbiamo
43:36parlato nella prima lezione, e per il reparto del Fondo regionale per la non autosufficienza.
43:41Le funzioni di programmazione sono esercitate dal comitato di distretto, che riunisce i sindaci
43:49dei comuni dell'ambito territoriale distrettuale, di concerto con il direttore di distretto.
43:57L'organizzazione di tutti i servizi erogati dall'SSR è basata sulla rete e sulla integrazione
44:05al fine di garantire continuità delle cure. L'integrazione riguarda quindi tutti i dipartimenti
44:10sia territoriali che ospedali. L'integrazione fra le cure primarie e l'ospedale riguarda
44:16prioritariamente la dimensione protetta, che richiede lo sviluppo di protocolli clinici
44:21e organizzativi per garantire appropriatezza e continuità assistenziale in rapporto con i medici
44:27di medicina generale e i familiari del malato. L'assistenza specialistica che deve prevedere sia
44:33gli aspetti organizzativi, cercando di concentrare gli accessi, sia gli aspetti clinico-assistenziali.
44:40L'integrazione con i dipartimenti di salute mentale e dipendenze patologiche è finalizzata
44:45all'integrazione dei percorsi rivolti ai pazienti cronici e alle consulenze ai medici di famiglia.
44:51Con il dipartimento di sanità pubblica si opera per la prevenzione delle malattie e la promozione
44:56della salute. Programmi trasversali interdipartimentali riguardano ad esempio il percorso nascita,
45:02i programmi di screening per la prevenzione e il trattamento dei tumori, i programmi di
45:07cure palliative.
45:09Chi è il direttore del distretto? Il direttore del distretto è l'espressione territoriale
45:16del decentramento del governo aziendale. Tradotto in parole povere è il rappresentante
45:22del direttore generale all'interno del distretto. È un soggetto preposto alla rappresentazione
45:28delle politiche aziendali a livello locale. Rappresenta la direzione generale nel rapporto
45:33con i comuni dell'ambito territoriale di competenza. È garante della copertura della missione del
45:41distretto e della coerenza tra la programmazione dei servizi da assicurare alla popolazione e
45:48il finanziamento, nonché del rispetto dei suoi vincoli economico-finanziari.
45:53Al direttore del distretto sono assegnati i compiti di governo del proprio ambito territoriale
45:59curando le relazioni con il comitato di distretto nell'ambito di una programmazione partecipata
46:08e promuovendo e sviluppando le collaborazioni con la popolazione e le sue forme associative
46:13per la identificazione delle necessità assistenziali e l'elaborazione dei relativi programmi di intervento.
46:20Il direttore del distretto si avvale di un ufficio di coordinamento delle attività distrettuali
46:25composto da rappresentanti delle figure professionali operati nei servizi distrettuali.
46:31Sono membri di diritto di tale ufficio un rappresentante dei medici di medicina generale,
46:37uno dei pediatri di libera scelta ed uno degli specialisti ambulatoriali convenzionati operati
46:43nel distretto. L'incarico di direttore è attribuito dal direttore generale ad un dirigente
46:49dell'azienda che abbia maturato una specifica esperienza nei servizi distrettuali e un'adeguata
46:54formazione nella loro organizzazione oppure ad un medico convenzionato da almeno 10 anni.
47:01Il direttore del distretto governa il processo di allocazione delle risorse tra le diverse linee
47:08di servizio garantite dai dipartimenti, presiede e monitorizza la coerenza delle strutture organizzative
47:16operanti nel proprio territorio affinché sia assicurata la piena attuazione della programmazione,
47:22nonché l'integrazione tra l'insieme dei soggetti che sono chiamati alla sua realizzazione.
47:28È responsabile delle attività riconducibili alla integrazione sociosanitaria, esercita la
47:34funzione di committenza ed assicura il raggiungimento dei LEA previsti dalla programmazione aziendale
47:41e dai piani annuali di attività, con particolare riferimento ai dipartimenti territoriali.
47:47Il direttore di distretto gestisce unitamente al comitato di distretto il fondo distrettuale
47:53per la non autosufficienza.
47:55Una forma innovativa di articolazione organizzativa è rappresentata dai nuclei di cure primarie
48:01che sono le unità organizzative di base del sistema delle cure primarie e costituiscono
48:06in luogo privilegiato per perseguire gli obiettivi di continuità assistenziale, integrazione
48:12delle attività territoriali e di governo clinico attraverso l'azione congiunta dei medici di
48:17medicina generale, pediatri di libera scelta e degli altri operatori territoriali, sanitari,
48:23sociali e sociosanitari.
48:26La Casa della Salute.
48:28Aspetti principali della Casa della Salute sono accoglienza e orientamento ai servizi sanitari,
48:34sociosanitari e assistenziali, assistenza sanitaria per problemi ambulatoriali urgenti,
48:40possibilità di completare i principali percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso
48:46all'ospedale, gestione delle patologie croniche attraverso l'integrazione dell'assistenza
48:51primaria con i servizi specialistici presenti, interventi di prevenzione e promozione della
48:58salute.
48:58Gli OSCO, ospedali di comunità, sono strutture intermedie tra l'assistenza domiciliare e
49:04l'ospedale, in sostanza un ponte tra i servizi territoriali e l'ospedale, per tutte quelle
49:11persone che non hanno necessità di essere ricoverate ai reparti specialistici, ma necessitano
49:17di un'assistenza sanitaria che non potrebbero ricevere a domicilio.
49:23spesso sono attivati presso le case della salute, l'assistenza è erogata in moduli
49:28assistenziali di norma di 15-20 posti letto, la responsabilità del modulo è di un responsabile
49:34infermieristico, la responsabilità clinica è affidata a medici di famiglia o ad altro
49:39medico, mentre l'assistenza è garantita da infermieri presenti continuativamente nelle
49:4424 ore coadiuvati da altro personale e altri professionalisti quando necessario.
49:50La durata media dell'adegenza attesa ha una durata limitata di norma non superiore alle
49:556 settimane in relazione alla valutazione e agli obiettivi definiti.
50:02Abbiamo finito questa parte di questo argomento, per cui chiudo qui la registrazione e ne apro
50:12una successiva per l'argomento seguente.
50:15Grazie per l'ascolto ragazzi.
50:42Grazie.
51:12Grazie.
51:42Grazie.
52:12Grazie.
52:42Grazie.
53:12Grazie.
53:42Grazie.
54:12Grazie.
54:23Grazie.
54:42Grazie.
54:53Grazie.
55:12Grazie.
55:23Grazie.
55:42Grazie.
56:12Grazie.
56:42Grazie.
56:43Grazie.
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