00:08Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:14dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Oggi scopriamo un tesoro dell'età del bronzo,
00:21una vasca imponente profonda a tre metri che un tempo doveva contenere manufatti di ceramica,
00:27di fibre e di legno, un monumento conservato al Museo archeologico di Noceto, oggi esplorabile
00:35grazie alla realtà virtuale. Ne parliamo oggi con l'archeologo Francesco Garbasi di Archeovea
00:42Impresa Culturale e con Carla Cogliati, direttrice del Museo archeologico di Noceto, archeologa.
00:49Benvenuti. Grazie Sabrina. Carla, vuoi raccontarci la storia di questa imponente vasca,
00:56linea nota come la vasca votiva di Noceto? Sì, la vasca votiva è stata rinvenuta casualmente nel
01:042005 alla periferia sud dell'attuale comune di Noceto in occasione di lavori edili per la
01:11realizzazione di un nuovo complesso residenziale. Si tratta di un ritrovamento eccezionale,
01:16innanzitutto perché ha conservato materiali fragili e deperibili straordinariamente, compreso
01:24il legno di cui è realizzata la vasca e perché ci parla di un popolo, il popolo definito dagli
01:31archeologi la civiltà delle terra mare, che ha vissuto per ben cinque secoli nel nostro territorio
01:36e più in generale nel territorio della pianura padana centrale. Delle terra mare si conoscono
01:42tantissimi aspetti grazie a una lunga tradizione di studi che risale fino dalla fine dell'Ottocento,
01:48ma il ritrovamento della vasca ha permesso di aggiungere nuove conoscenze, soprattutto in
01:53relazione ai rituali e ai culti di questo popolo. Sembra infatti che questo vaccino artificiale,
01:59scavato nell'argilla rivestito degli elementi linee e poi riempito d'acqua, fosse stato realizzato
02:06per la venerazione degli elementi naturali attraverso le deposizioni rituali in acqua, appunto,
02:13che furono compiute ripetutamente per circa un secolo. Francesco, il team di Archeovea ha ideato
02:21e curato il percorso virtuale che consente al visitatore di viaggiare nel tempo, quindi di
02:27tornare indietro di 3500 anni, giusto? Esatto Sabrina, abbiamo realizzato questo progetto dal titolo
02:34Archeologia e paesaggi digitali, che è stato progettato da noi come Archeovea e cofinanziato
02:40dal Comune di Noceto, che ha aderito a un bando di finanziamento della legge 18, una legge
02:45regionale, che finanzia proprio questi progetti sui musei. Da lì è iniziato il percorso,
02:51durato circa un anno, di realizzazione di tutta la parte multimediale e questo l'abbiamo
02:57fatto in sinergia con diversi enti, diversi soggetti, che ci hanno permesso di raggiungere
03:01un risultato davvero eccezionale, che oggi è visitabile appunto in museo. Questo Archeovea
03:08ha avuto il ruolo di coordinamento e di definizione delle parti da ricostruire, mentre invece la parte
03:17virtuale, i modelli tridimensionali, sono stati fatti dal nostro collaboratore Matteo Morelli,
03:23che ha dato vita a un paesaggio scomparso di 3500 anni fa. La finalità del progetto è quella
03:33di avvicinare un pubblico giovane al museo, ma anche proprio di far comprendere appieno quello
03:40che è stato questo monumento. Ci sono state fatte altre due azioni per rendere sempre più accessibile
03:47il museo, un'audioguida in doppia lingua italiano-inglese e un libro illustrato dedicato ai ragazzi,
03:54ma va benissimo anche per gli adulti, per i contenuti che ha, che abbiamo pubblicato proprio
03:59l'anno scorso. Carla, cosa possiamo aspettarci da questa esperienza virtuale? La ricostruzione
04:06virtuale permette di immergersi nel paesaggio da appunto di 3500 anni fa, fra le capanne del
04:12villaggio dell'età del bronzo e a pochi passi da questo raggiungere la vasca votiva per ripercorrere,
04:20rivivere in qualche modo i gesti e appunto i passi che sono stati fatti dagli abitanti della
04:26terra-mare quando in occasioni speciali, rituali, raggiungevano la vasca per donare le loro offerte
04:33alle divinità della natura. E nella vasca ci si può anche immergere per cogliere poi l'esito finale
04:39di questi gesti importanti e carichi di significato, osservando proprio i reperti, gli oggetti adagiati
04:45sul fondo, in attesa che il tempo appunto li seppellisse da quei sedimenti che migliaia di anni
04:51dopo poi gli archeologi hanno scavato per riportarli in luce. Infatti ogni elemento della
04:57ricostruzione è stato accuratamente definito grazie a un lungo lavoro preparatorio che ha visto il
05:03riesame dei dati scientifici, la ricostruzione tridimensionale dei materiali originali e una
05:09lunga ricerca dei dettagli che potessero essere il più possibile coerenti con l'ambiente di quel
05:15tempo. Fondamentali in questo momento sono stati anche gli aiuti e i continui confronti con chi la
05:21vasca l'ha studiata a fondo e l'ha scavata come la dottoressa Angela Mutti e il professor Mauro
05:27Cremaschi. Si può quindi attraverso la realtà virtuale completare il percorso del museo e quindi
05:34vedere trasformati in immagini e suoni quel mondo che fino a quel momento i reperti e i pannelli e la
05:41stessa vasca ricomposta avevano raccontato. Francesco quali strumenti avete scelto per la
05:48ricostruzione della realtà virtuale? Sì abbiamo scelto due strumenti complementari, un grande monitor
05:55touchscreen che permette la visita virtuale ai gruppi quando sono guidati da una guida oppure
06:02dal singolo visitatore in museo. In alternativa è possibile chiedere in biglietteria dei visori,
06:09ne abbiamo quattro che permettono un'esperienza totalmente immersiva nell'anno ceto di 3500 anni
06:15fa e dove si può appunto fare anche un viaggio e un tuffo all'interno della vasca votiva.
06:23Carla quali saranno gli sviluppi futuri di questo progetto? La volontà per il futuro è quello di
06:29rendere sempre più accessibili il museo e i suoi contenuti a partire da un incremento anche delle
06:34proposte didattiche e quindi un aumento appunto della partecipazione delle scuole a cui già
06:39rivolgiamo numerosi progetti e che trovano in questi dispositivi multimediali utili strumenti.
06:45Archeovea inoltre sta già lavorando per inserire il museo in un circuito più ampio di coinvolgimento
06:51e sensibilizzazione all'arte e alla storia del territorio grazie a collaborazioni con altre realtà
06:57culturali della provincia di Parma per garantire quindi offrire servizi sempre più agevolati al
07:03pubblico e ai visitatori. Io ringrazio Carla Cogliati e Francesco Garbasi e vi do appuntamento
07:10alla settimana prossima con nuove interviste approfondimenti di Gazzetta Club.
Commenti