00:09Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:14dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Oggi scopriamo il Museo del Quotidiano o dell'ovvio,
00:21definizione cara al suo fondatore, un museo che si trova ad Ozzano Taro e che raccoglie forbici,
00:28martelli, pinze, pestarole, botti, tutti oggetti che testimoniano la storia comune di uomini e
00:36donne dell'età del pane, del mondo contadino preindustriale e artigianale. Un museo ideato
00:42da Ettore Guatelli, nato nel 1921 a Collecchio, figlio di Mezzadri, maestro elementare, collezionista
00:50di cose di storie, etnografo, un visionario che interloqui con poeti e professori, fotografi e
00:56grafici, artigiani, contadini e rottamai. Guatelli, frequentatore dei magazzini dei
01:02raccoglitori dell'Appennino, salvò dalla distruzione cose e attrezzi provenienti dalle
01:07case contadine e dai laboratori delle artigiani. Ne raccolse più di 60 mila. Chi fu Ettore
01:13Guatelli e qual è il suo lascito culturale lo chiediamo ad Alfredo Peri, presidente della
01:18Fondazione Guatelli.
01:19Nasce ovviamente dall'idea di Ettore Guatelli, una persona che vive in una cultura contadina
01:26dei nostri territori, con un fisico debole e quindi non particolarmente adatto al lavoro
01:33dei campi e quindi il suo contributo alla famiglia e poi ben oltre la famiglia lo trova
01:39nella capacità e nell'intuizione di diffondere i valori e le caratteristiche del vivere quotidiano,
01:46della cultura della sua epoca, del suo tempo e in questo diventa un pedagogo, come diceva
01:54lui un maestro, un maestro elementare, un maestro delle colonie estive e cerca in questo modo
01:59di insegnare alle giovani generazioni, ai ragazzi, ai bambini cosa significava davvero
02:05vivere in quella cultura, in quel contesto. Quindi è un maestro ma che poi ha una grande
02:12intuizione culturale e artistica. Possiamo dire che era tante cose insieme, lui deve
02:18la sua formazione proprio a questa attenzione, alla formazione dei giovani e dei ragazzi,
02:24aiutato da Tiglio Bertolucci che lo aiuta a prendere la licenza di maestro, quindi è
02:30un po' un'autodidatta che cresce con questa idea di divulgare e poi poco alla volta ha una
02:38grande intuizione, quindi il collezionismo non racconta esattamente come era Ettore, è
02:44come se lui avesse riempito i suoi tubetti dei colori di artista con gli oggetti. Gli oggetti
02:49erano i suoi colori e con quelli è riuscito ad esporre sulle pareti, nell'abitazione,
02:56nel podere che frequentava ovviamente e dove risiedeva e lì espone, espone i suoi quadri
03:03che sono la raffigurazione attraverso gli oggetti di quello che era la vita quotidiana
03:09ma anche di quello che c'era dietro e dentro agli oggetti stessi. Oggi è una funzione
03:13ancora diversa da quella che forse aveva concepito Ettore, Ettore diceva è facile fare
03:19il museo con le cose belle, è molto più difficile fare un bel museo con delle cose
03:23povere. Lui è riuscito in questa impresa, 60.000 oggetti esposti più forse altrettanti
03:29accumulati negli spazi del museo e oggi però è anche un luogo di incontro, di dialogo,
03:38di confronto con diverse discipline culturali. Il Guatelli è sicuramente un museo che ha
03:45una forte impronta demo etno-antropologica come dicono gli scienziati e questo è un valore
03:51inestimabile perché la stessa dimensione del museo offre la possibilità di studiare, di
03:58di cercare, di approfondire, ma è anche un luogo artistico. Il Museo Guatelli è una
04:04grande installazione artistica e quindi è un luogo di comunicazione fra arte, cultura,
04:08natura. È un grande elogio al riuso e oggi è uno dei temi che vanno per la maggiore,
04:15cioè la sostenibilità della nostra vita e lì c'è la rappresentazione plastica, concreta,
04:21oggettiva di luoghi e di oggetti che dimostrano come una volta non si comprava ma si costruiva.
04:28educare i ragazzi e offrire loro uno spazio assolutamente originale per fare scuola, per
04:35fare formazione, per imparare. Siamo nell'epoca della tecnologia, del digitale, dell'intelligenza
04:42artificiale. Immergersi nel Guatelli significa toccare con mano com'era la vita quotidiana
04:49prima di questa grande rivoluzione tecnologica e credo che sia fondamentale per le prossime
04:55generazioni avere un luogo nel quale si tengono le mani sulle radici, sulla memoria,
05:01non solamente in termini astratti. Chi viene al Guatelli immediatamente parla con i nonni,
05:09con i genitori, con i parenti, con le storie che hanno sentito in famiglia e questo credo
05:14che sia uno degli elementi fondamentali. Poi il Guatelli è anche un grande luogo di ricerca,
05:19di dialogo con la comunità scientifica internazionale perché la cultura nostra, delle miglie romagne,
05:26ma del nostro paese, ha molto da dire e molto da dialogare anche con le altre culture.
05:31È un luogo intrigante, è una grande provocazione, è una grande installazione artistica. Posso
05:49c'è anche la storiografia vera e propria che racconta di epoche di migrazioni, di epoche di fatica,
05:57di epoche di povertà, ma anche epoche nelle quali le comunità che vivevano e che usavano
06:03quegli oggetti che sono l'espressione di quella cultura esprimevano anche una grande dignità.
06:09Quindi tutto questo insieme è un po' la cifra distintiva di un museo che per dimensioni
06:15e per contenuti credo che non abbia uguali, quantomeno in Italia.
06:21Io ringrazio Alfredo Peri, presidente della Fondazione Guatelli e vi ricordo che la puntata
06:26di oggi è disponibile sull'app di 12TV Parma. Vi do appuntamento alla settimana prossima
06:32con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
06:45Grazie a tutti.
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