00:08Benvenuti a Gazzetta Gleb, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:14dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Proseguiamo il racconto della mostra
00:19Visioni impossibili e oggi ci spostiamo dall'abbazia di Val Serena a Palazzo Pigorini.
00:25Palazzo Pigorini nella mostra curata dall'Oxacche in collaborazione con il Comune di Parma propone
00:33opere di arte cinetica, programmata e visuale, tutte giocate sull'interazione tra spazio,
00:39luce e movimento. Attraverso le raccolte dell'Oxacche il percorso espositivo esplora le ricerche
00:45artistiche che si affermarono a livello nazionale e internazionale tra la fine degli anni 50 e gli
00:52anni 60 e che posero al centro del proprio operare il rapporto tra arte e tecnologia,
00:58la dimensione progettuale e il lavoro di gruppo. Partendo dalle celebri opere di Bruno Munari e
01:04Enzo Mari iniziamo la visita insieme a uno dei curatori della mostra Paolo Barbaro, responsabile
01:11della sezione fotografia dell'Oxac. Quella di Palazzo Pigorini dedicata all'arte programmata,
01:17cinetica, curata da Alessandra Cocella, in qualche modo distilla uno degli aspetti più
01:25peculiari forse di questa stagione e di questa eredità Bauhaus dentro quello che accade negli
01:32anni 60. Sono opere che non sono da contemplare come sculture, nemmeno girandoci attorno per
01:43vedere come sono fatte dietro, ma sono opere che o si muovono, suggeriscono movimento, con un'aria
01:52spesso un po' da elettrodomestico strano che suggerisce dei messaggi da un tempo lontano ma molto
02:01vicino a noi per tanti aspetti. Il coinvolgimento dello spettatore per me di tutto, tante di queste
02:07opere penso a Grazia Varisco, la Specosfera di Enzo Mari funzionano perché lo spettatore le guarda,
02:15si sposta, ci guarda dentro, si allontana, dietro penso a Opera aperta di Umberto Eco, un libro
02:23sicuramente che c'è in travolta, che riflette ed è riflesso da questo tipo di ricerca. Le opere
02:29esposte sono, adesso gli autori non li ricorderò sicuramente tutto, però mi viene in mente Grazia
02:36Varisco che è anche riportata sulla cartolina che è un'immagine lenticolare che vedete che spostandola
02:43insomma, mette in movimento l'opera. Davide Boriani, questa scultura in movimento, questo oggetto
02:50che è molto interessante perché è una macchina piena di limatura con dei magneti che sollevano
02:56contro un fondo scuro dei frammenti di limatura, quindi immagini casuali che cambiano continuamente,
03:05si può stare a guardarlo per mezz'ora e avremo delle immagini sempre diverse che poi richiamano,
03:11non so, le totentanz medievali, queste forme un po' spettrali che si allontanano, credo
03:17che ci sia uno specifico anche proprio italiano di una ricerca tecnologica, però con una memoria
03:25di una storia dell'arte anche nostra in qualche maniera. Poi Colombo, queste luci pulsanti che
03:32segnano uno spazio attraverso tre strati di plexiglass. L'allestimento è stato condotto
03:37con dei criteri forse qui più visibili veramente di vicini all'Essismore di Mies, poche opere
03:46in queste stanze, si entra come in un appartamento decisamente fuori moda con questi oggetti futuribili
03:56ma contemporaneamente anche passati. Ognuno di questi oggetti chiede, domanda allo spettatore
04:04di essere guardato da vicino, da lontano, spostandosi, aspettare, vedere cosa succede perché
04:10molti di questi cambiano, si muovono e suggeriscono proprio un accesso artistico a quelle che erano
04:20le ricerche sulla percezione visiva che poi troverete sviluppate anche a Paradigna nelle
04:26opere di Franco Grignani che era proprio cultore di studioso attento di queste ricerche che
04:32vengono proprio dal Bauhaus, via Molinaggi, Giorgi Che, Pesce e così via. Le opere del contemporaneo
04:39spesso non sono concepite per una lunga durata. Plastica, carta, a volte addirittura il nastro
04:47adesivo, gli impianti elettrici delle opere che vedete a Palazzo Pigorini sono sicuramente
04:53non a norma attuale, già questo il problema di metterle in sicurezza in qualche modo sdatura
04:59l'opera, infatti molte delle opere che vedete ferme avrebbero dovuto essere in movimento.
05:04In questo caso il restauro è sempre inevitabilmente tradire l'opera in qualche modo, anche se ogni
05:13mostra, in ogni caso è un'attualizzazione, quindi cambia la percezione dell'opera stessa.
05:21Sicuramente il restauro del contemporaneo è un'operazione molto complessa perché i materiali
05:28sono diversi, oggetti complessi che vanno rimontati ed è molto più complesso che non rimontare
05:35un meccano, anche perché poi arrugginisce, poi la polvere, anche l'inquinamento, ha lavorato
05:45molto pesantemente su questi oggetti, spesso in modo più pesante che uno sull'arte antica
05:50o moderna in senso corretto.
05:53Ringrazio Paolo Barbaro, responsabile della sezione fotografia dell'Oxac di Parma e tutti
05:58voi che ci avete seguito stasera.
06:00La puntata di oggi è disponibile sull'app 12TV Parma.
06:04Chi vuole essere in maniera aggiornato sulle iniziative di Gazzetta Club può iscriversi
06:09gratuitamente al sito gazzettadiparma.it.
06:12Vi do appuntamento alla settimana prossima con gli intervisti e gli approfondimenti di
06:16Gazzetta Club.
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