00:08Ben tornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:13dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Sono passati più di 80 anni da quando l'8 settembre
00:21del 1943, in seguito all'armistizio di Cassibile e all'intervento militare dei tedeschi, per gli
00:28italiani, iniziò la fase più tragica della Seconda Guerra Mondiale, un periodo fatto di stenti e di
00:34bombardamenti che portò alla guerra civile e quindi alla liberazione. Numerosi soldati italiani
00:40rifiutarono di proseguire la guerra al fianco dei nemici e anche di tornare sotto l'insegno del nuovo
00:46governo fascista, la Repubblica Sociale Italiana. Catturati furono inviati nei campi di prigionia
00:52del Reich e destinati ad una durissima detenzione, segnata dalla fame e dal lavoro forzato. Ed è
00:59proprio questa resistenza, quella degli internati militari italiani, che è dedicata alla mostra
01:04allestita all'Ape Museo e curata dall'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea.
01:11La mostra dal titolo Internati Militari Italiani nei Lager Tedeschi, Parma 1943-1945. Ne parliamo
01:21con Marco Minardi, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e con Rocco Melegari,
01:27storico e co-curatore della mostra. Questa mostra nasce in occasione dell'ottantesimo della lotta di
01:35liberazione, della resistenza e della liberazione di Parma, dell'Italia e la fine della guerra. Abbiamo
01:42ragionato come gruppo di lavoro di come impostare un percorso che attraversa, doveva attraversare
01:49tra il 23 e il 25. Quella degli internati militari è una vicenda in qualche modo poco
01:56nota alla memoria pubblica, alla narrazione pubblica, è rimasta tra le pieghe della storia,
02:03diciamo, e ci sembrava un punto importante di passaggio per poi capire il perché tanti
02:10giovani italiani e anche uomini adulti si trovavano sui monti a fare la resistenza. Questo
02:16è un passaggio fondamentale per capire questo. Internati militari italiani sono quei militari
02:23italiani che dopo l'8 settembre, cioè dopo l'annuncio dell'armistizio, vennero catturati
02:27dai tedeschi. Erano considerati traditori perché l'annuncio di Badoglio significava denunciare
02:34l'alleanza con la Germania e quindi furono denominati internati militari e non prigionieri
02:39di guerra, appunto per privarli delle coperture che lo status di prigioniero garantiva e quindi
02:45di poterli impiegare nei lavori bellici. Un aspetto fondamentale della loro esperienza
02:52è che la deportazione fu seguita a un rifiuto della collaborazione con i tedeschi che con
03:01la Costituzione della Repubblica Sociale Italiana proposero a questi soldati, nel frattempo
03:06deportati, di continuare a collaborare con la Germania e quindi di combattere per l'RSI.
03:11Quindi il loro significato per la storia dell'antifascismo risiede proprio in quel no pronunciato
03:16nei confronti della collaborazione con il Terzo Reich e quindi con l'RSI e che fu una vera
03:23propria, appunto, altra resistenza. Il percorso espositivo l'abbiamo pensato come un racconto,
03:29una narrazione che parte da una piccola testimonianza di un internato militare che racconta che non
03:39c'è memoria della sua esperienza e che loro sono stati dimenticati. Quindi il percorso
03:44è un tentativo di ricostruire e restituire memoria, ma al tempo stesso costruire un racconto
03:50storico che per forza deve essere complesso e quindi abbiamo introdotto una serie di temi
03:57che rendono la vicenda degli internati militari più credibile, più reale e al tempo stesso
04:04abbiamo provato a interpretare quell'esperienza, non semplicemente a raccontarla, cioè fare
04:11un'operazione storica, interpretarla che, come dice il titolo della mostra, l'altra resistenza,
04:18coloro che finirono nei lager e non aderirono all'esercito tedesco della Repubblica Sociale
04:23italiana, compievano un atto di resistenza, un'altra resistenza, ma pur sempre una resistenza
04:30al nazionalsocialismo.
04:32Io vorrei citare almeno due esperienze che secondo me sono fondamentali, sia per il caso
04:37di Parma, ma a livello nazionale che abbiamo raccolto appunto per questa mostra. Il primo
04:42è quello di Pietro Cavazzini, che era un tenente medico catturato in Albania nel settembre
04:46del 1943 e poi internato a Gorlitz. In quanto tenente medico si occupava dell'infermeria
04:51del campo e ogni giorno vide passare nell'infermeria centinaia di internati militari che erano provati
04:58sia per le malattie sia per le condizioni di vita proibitive che vivevano appunto nel
05:02campo di Gorlitz. E lui realizza su materiali di fortuna un quaderno in cui annota nome e cognome
05:10è data di morte di tutti i compagni che purtroppo caddero nel campo. Si tratta di un quaderno
05:15con 517 nomi di internati che quindi è una testimonianza fondamentale delle durissime
05:23condizioni di vita nel lager. E la seconda testimonianza molto simile a quella di Pietro
05:28Cavazzini e di Giovanni Araldi che riuscì a sottrare dal campo di Dora Mittelbau nel 1945
05:34parte dell'archivio del campo che era una sorta di schedario che conteneva i dati di tutti
05:41i morti degli internati militari e lui in una testimonianza del 2003 ricordò di averlo
05:48fatto appunto per consegnare quella memoria di chi non sarebbe più tornato a casa alle
05:53rispettive famiglie. Quindi anche lì una consapevolezza che il proprio sacrificio non doveva essere
05:58dimenticato perché stava alla base di un'identità nuova che avrebbero consegnato alla società
06:05civile da cui provenivano.
06:06L'archivio dell'istruttore di resistenza ha raccolto negli anni testimonianze orali, documenti,
06:12fondi archivistici. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una serie di immagini al National
06:18Archives di Washington che ritraggono proprio i giorni dell'occupazione tedesca e la cattura
06:24dei militari italiani e poi una serie di documenti privati a casa di famiglie e anche
06:33di piccole fondazioni come la Fondazione Guareschi e altre fondazioni che conservano quadri, dipinti,
06:41documenti, foto, lettere di questa esperienza.
06:44Io ringrazio Marco Minardi, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea
06:50e Rocco Melegari, storico e cocuratore della mostra, allestita all'Ape Museo, visitabile
06:56fino al prossimo 15 giugno, mostra dal titolo Internati militari italiani nei lager tedeschi
07:02Parma 1943-1945. Vi ricordo che tutte le puntate di Gazzetta Club sono disponibili
07:11sull'app di 12 TV Parma.
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