00:09Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:14dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Ha iniziato a fotografare per gioco e nel giro di
00:21due anni ha ritratto ben 330 parmigiani. Dopo il grande successo della prima edizione,
00:28Parma in posa torna nelle librerie con nuovi volti e ritratti. Chiedo il benvenuto al fotografo
00:34Francesco Bocchi e a Paolo Barbaro, docente di fotogiornalismo all'Università di Parma.
00:42Francesco, come è nato il progetto di Parma in posa? Come dicevi giustamente tu, è nato
00:48principalmente per gioco, anche se fotografare una persona non è mai uno scherzo, però diciamo
00:55che bisogna fare un passo indietro. Nel 2020-2021 Parma era capitale della cultura e all'interno di
01:03tutte queste manifestazioni che si sono tenute c'era anche un evento capitanato da Olivero Toscani
01:11che prevedeva il censimento fotografico dei parmigiani. Per dirla alla Toscani avremmo dovuto
01:18fotografare la R di Parma. Questa cosa non si è tenuta perché poi è arrivato il Covid e ha cancellato
01:24tutto, ma nella mia testa è rimasta un po' quest'idea di portare avanti questo progetto.
01:30E così ho iniziato nel 2021, all'inizio ho preso un garage in Piazzale Santa Croce, dove ho cercato
01:38di chiamare principalmente i personaggi più interessanti a Parma, quindi tipo il sindaco,
01:45il direttore, il direttore dell'ospedale, ma anche personaggi di cultura, spettacolo.
01:50E in questo piccolo garage è passato prima Genegnocchi, poi Mauro Coruzzi, l'allora sindaco
01:58Federico Pizzarotti. E di lì è diventato sempre più una cosa strutturata, sempre più importante
02:04perché è passato poi Vittorio Ferrarini che mi ha dato una grossa mano a trovare altre persone.
02:11Poi Lufer mi ha ospitato nel suo studio e quindi la cosa è diventata sempre più grande
02:17fino ad arrivare poi a pubblicare un libro.
02:23Paolo, oggi fotografare è alla portata di tutti. Che valore detiene ancora la fotografia d'autore?
02:33Sì, è interessante questa domanda perché che cosa è un autore? L'autore sì, più che
02:40essere una persona, almeno secondo me, secondo la politica che perseguo come allievo in qualche
02:47modo di Quinta Valle, non è tanto una persona geniale quanto il nodo dove si incrociano dei
02:53rapporti della cultura dell'immagine, non soltanto in questo caso della fotografia ma di tante altre
02:59cose. Per cui l'autore è quello che mette in gioco più o meno consapevolmente, comunque
03:05la lettura deve essere consapevole, quello che è una cultura dell'immagine. È come uno
03:11scrittore che racconta qualche cosa. Mi viene in mente poi l'inizio delle lezioni di Luigi
03:19Guerri, cominciava sempre con la fotografia della terra vista dallo spazio e diceva che lì
03:25dentro c'erano tutte le immagini del mondo. Questo lo diceva nel 1982-83. Credo che adesso
03:32l'immagine della terra non contenga più le immagini perché le immagini sono immateriali,
03:38sono codificate, sono impulsi, segnali binari. Per cui l'autore che mette in gioco un'immagine
03:46è costruita a partire da un sapere dichiarato, credo che sia urgente, non per fare un'ulteriore
03:53immagine ma per rallentare e dare qualche consapevole esempio.
03:59Francesco, cosa significa per te ritrarre una persona?
04:05Effettivamente, come dicevo prima, è iniziato per gioco ma fino a un certo punto perché da
04:10una parte è vero che ho iniziato fotografando amici e conoscenti, quindi era una cosa più
04:15informale, dall'altra però sapevo che stavo facendo una cosa seria perché ritrarre una
04:21persona in fotografia non è uno scherzo perché innanzitutto devi chiedere a una persona di
04:28prepararsi, uscire di casa, trovare un parcheggio, venire in studio e dedicarmi poi mezz'ora del
04:34proprio tempo posando, che posare poi non è così semplice, stanca, è faticoso, quindi
04:41bisogna prenderlo in maniera un po' più seria. E poi, come diceva Barbaro, in effetti la
04:47fotografia deve essere qualcosa di autore, la fotografia di autore non è la foto che si
04:54può fare facendo i selfie, pubblicandola sui social, che è un'immagine che viene, va e
05:00poi sparisce. La fotografia d'autore deve raccontare qualcosa, deve raccontare una storia,
05:07per cui va preso in maniera un po' più definita il ritratto e bisogna cercare di coinvolgere
05:16la persona anche con un po' più di empatia, cercare di entrare nel personaggio e come multifotografi
05:25anche io ho la presunzione, diciamo, di cercare di capire una persona in 30 secondi e cercare
05:33quindi di coinvolgerla subito e nel ritratto fare capire subito chi è.
05:40Paolo, per che cosa si caratterizza la fotografia di Bocchi?
05:45Allora sì, queste cose che ho appena detto sono molto interessanti, fanno quasi intendere
05:51un lavoro faticoso anche da parte di chi viene fotografato per comunicare. Ecco, in realtà
05:58ho trovato nel suo modo di fotografare, perché poi sono anch'io un fotografato, un suo personaggio
06:04in qualche modo, una leggerezza e un senso del gioco, che so che questa leggerezza costa
06:12veramente dell'impegno da parte di chi la fa e soprattutto molto pensiero, considerando
06:18poi che la sua fotografia lui non è quella di un ritrattista puro, non comincia come ritrattista
06:24ma come fotografo di spazi soprattutto, molto vicino alla nuova fotografia colori di paesaggio
06:31italiana degli anni Ottanta, quella sì, dopo viaggio in Italia, dopo esplorazione sulla
06:37Via Emilia, viene accolto sempre con queste connotazioni nelle ricerche che intraprende Nino
06:45Migliori e poi conferisce tutto questo universo di immagini molto diverse al XAC, per cui c'è
06:53una parte della sua fotografia nelle nostre raccolte. Dopodiché diventa fotografo di ritratto
07:01rialacciandosi in realtà a una tradizione fondamentale, fondante direi, della fotografia.
07:07Il daguerrotipo in fondo ha il successo che ha avuto e diffonde questa tecnologia in tutto
07:12il mondo in poche settimane, perché infila l'iconologia del ritratto miniato. Dopo c'è
07:19uno scatto ulteriore che è quello della carte visite, siamo in grosso modo 1860, in cui la fotografia
07:27assume come quantità produttiva una dimensione veramente industriale. Ecco, mi sembra che Francesco
07:34decostruisca un po' questa dimensione industriale restituendo al soggetto quello che l'industrializzazione
07:42del ritratto gli sottrae. Disdery aveva 4-5 atelier, uno per i fidanzati, uno per gli studiosi,
07:51l'altro per le giovani famiglie, produceva qualcosa come 2.000 ritratti al giorno, però
07:58tutti standardizzati. Invece Francesco, ricordo che la prima cosa che ha proposto era di trovare
08:05in casa un oggetto che ci fosse caro, che ci rappresentasse, quindi si è proprio questa
08:10nostra di restituzione che ho trovato molto interessante. Credo che si veda poi nel divertimento
08:17di chi si è lasciato fotografare, di chi è diventato immagine di bocchi.
08:24Francesco, un'ultima battuta. Qual è il futuro di Parma in posa?
08:29Dunque, adesso è appena uscito il secondo libro, qualche settimana fa, e mi stanno chiedendo
08:35in tanti se continuerò. Non ho ancora deciso, ma penso che probabilmente uscirà un terzo libro
08:42a fine dell'anno prossimo. Bene, io ringrazio Francesco Bocchi e Paolo Barbaro e vi do appuntamento
08:50alla settimana prossima con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
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