00:07Ben tornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:13dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Vanta la più lunga siepe di bosso della nostra
00:20regione e 15 ettari di parco. Tra roseti, prati di viole e distese di ciclamini, oggi entriamo
00:29a Villa Malenchini, accompagnati dall'agronomo ed esperto di biodiversità Mauro Carboni.
00:35Benvenuto Mauro. Grazie Sabrina. Allora Mauro, prima di fare una passeggiata ideale per il
00:42parco di Villa Malenchini, ti chiedo, a chi dobbiamo la costruzione di questa grande casa?
00:49Diciamo che questa bellissima villa trae le origini tra la fine del 500 e l'inizio del 600
00:57della famiglia Lampugnani, che la costruisce come una dimora di famiglia residenziale perché
01:04erano nobili che possedono possidenti di quelle zone. Da lì poi passa da famiglia a famiglia,
01:13come succede per diverse di queste ville, fino ad arrivare alla fine dell'800, nel 1895,
01:20quando il conte Araggi la acquista e la dona alla figlia eletta fortunata che è in dono
01:30di nozze. E da lì diventa, diciamo, la cosa più importante perché questa signora, questa
01:38nobile donna, sposa Luigi Malenchini, quindi da lì, da quel momento, passa la famiglia Malenchini,
01:45ma lei ha la passione per la botanica tale da dare un contributo veramente molto importante
01:53al parco che ancora oggi vediamo. Ecco, il parco nasce come giardino all'italiana e poi
02:00si trasformano in secoli. Sì, è tipico di molti parchi italiani. Il giardino un tempo era
02:07uno stato simbolo, quindi avere un giardino di un certo valore e che seguisse certe mode era
02:13una caratteristica importante per le persone nobili di alto rango. Ovviamente ci sono le
02:21mode del tempo, quindi in un certo periodo andava di moda il giardino all'italiana, poi
02:27quello alla francese e poi quello all'inglese. E quindi spesso, e Villa Malenchini, il parco
02:32della Villa Malenchini è assolutamente uno di questi casi, uno di questi esempi, subisce
02:38delle diverse evoluzioni. Quindi c'è una stratificazione di stili, quindi parte all'italiana,
02:44adesso è un po' all'inglese, anche se poi nel mezzo ci sono poi magari dei momenti di
02:50non ben chiara definizione dove nasce anche della vegetazione spontanea, autoctora, e quindi
02:56che si va a intromettere in queste... quindi diventa un po' una stratificazione. È un po'
03:02come guardare questo giardino, è un po' come guardare una ristrutturazione o una villa
03:08storica o un castello o degli scavi archeologici. Ci sono diverse persone che ci hanno messo mano
03:13e anche quello il suo bello.
03:16Qual è stato e qual è il contributo degli Amici del Parco?
03:20Questa è una bellissima iniziativa perché gli Amici del Parco è un gruppo di appassionati,
03:24di volontari che abitano a Carignano, che si sono adoperati a partire dal periodo del
03:30Covid fondamentalmente, hanno adottato questo parco, l'hanno sentito un po' loro, anche
03:36per merito della famiglia Malenchini che lo condivide non soltanto all'interno della famiglia
03:43ma anche con queste persone e anche con la cittadinanza, spesso è aperto infatti. Sono
03:48un gruppo di persone, di volontari che aiutano alla manutenzione del parco e questo è un bellissimo
03:54esempio di solidarietà e di condivisione di attività comuni.
04:01Ecco Mauro, nella visita che hai condotto insieme ai nostri abbonati ci hai fornito quello che è
04:08l'ABC della potatura delle rose. Tu ci hai insegnato che potare non significa tagliare ma dialogare con le piante,
04:15vero?
04:15Ma in realtà quello che ti ho detto è stata una rosa che un giorno mi si è confidata e
04:21mi ha detto molte persone mi tagliano ma poche
04:24più potano. In effetti potare non significa prendere una forbice e cominciare a tagliuzzare qua e là dei rami, significa
04:30saper dove intervenire. L'intervento della potatura è una ferita quindi comunque creiamo un minimo di stress alla pianta.
04:37È chiaro che serve anche per darle alcune indicazioni di come noi vorremmo che lei crescesse.
04:42Io garantisco che le piante ci ascoltano, quindi la potatura è un modo per comunicare, per parlare alle piante.
04:50Dobbiamo però sapere il linguaggio, altrimenti rischiamo di non comunicare correttamente.
04:56Quindi potare significa rispettare la pianta, significa conoscerla, osservarla e fare degli interventi dedicati affinché
05:06possa andare in una direzione piuttosto che un'altra. Quindi alla pianta possiamo dire
05:12fai tanti fiori oppure fanne meno, vai a una certa altezza oppure cresci un pochettino meno,
05:18vai in una direzione piuttosto che in un'altra e ti garantisco che la pianta lo fa, ci ubbidisce.
05:24È ovvio che dobbiamo usare il linguaggio giusto e non è il nostro, è il suo, quindi siamo noi a
05:30dover imparare
05:30il linguaggio delle piante. Quindi potare le piante si può, anzi si deve, è consigliato anche perché
05:37è bello, è divertente stare fuori soprattutto nelle giornate primaverili, ma bisogna farlo con
05:43oculatezza anche perché le piante sono degli esseri viventi e come tali devono essere rispettate.
05:49Ecco, nella tua lezione di potatura abbiamo visto appunto una rosa giovane e una rosa un pochino più vecchia.
05:57Quali sono le differenze? Beh, allora innanzitutto è il fatto dell'età della pianta, quindi l'età devi come
06:04nelle persone, puoi pretendere certe cose a un ragazzino diverse da una persona più anziana.
06:10Quindi una rosa giovane la possiamo, diciamo, stimolare di più, quindi la possiamo potare in maniera
06:18anche un pochettino più decisa, piuttosto che ci aspettiamo che lei reagisca in un certo modo,
06:24in maniera più vigorosa. Una rosa vecchia, un pochettino più attempata, è chiaro che
06:30dobbiamo essere un po' più delicati. Perché? Perché è una situazione in cui non è pronta
06:36ad una risposta importante, quindi dobbiamo potarla poco, tendenzialmente, vedere anche
06:42come reagisce nel tempo, perché non dimentichiamoci che non dobbiamo potare tutto, cioè le piante
06:47hanno un'evoluzione nel tempo, quindi magari la portiamo con un po' più delicatezza e quindi
06:52facciamo tanto anche taglio. Vediamo come reagisce lei, se le reazioni possono essere
06:58emettendo un germoglio più lungo piuttosto che più corto. Se vediamo che emette dei germogli
07:03vigorosi, vuol dire che ci possiamo puntare, quindi a seconda della nostra volontà possiamo
07:08quindi anche intervenire. Viceversa, la pianta giovane è di solito più esuberante e quindi
07:13ci possiamo lasciare andare anche qualcosa di un pochettino più interessante da questo
07:19punto di vista. Bene, io ringrazio Mauro Carboni e vi do appuntamento alla settimana prossima
07:25con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
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