00:08Nella Rocca di Sala Baganza ha aperto il pubblico a quasi tre secoli dopo la sua realizzazione
00:15l'appartamento di Antonio Farnese, un progetto reso possibile da una sinergia pubblico e privata.
00:23Ne parliamo oggi con Carlo Mambriani, docente di storia dell'architettura dell'Università di Parma.
00:28Ciao Carlo, benvenuto. Grazie, benvenuta. E con Alessandro Malinverni, storico dell'arte e direttore del Centro di Studi di Valorizzazione
00:37delle Residenze Ducali di Parma e Piacenza.
00:40Ciao Alessandro. Ciao Sabrina. Carlo, insieme ad Elisabetta Fadda tu sei stato il curatore scientifico del progetto che appunto ha
00:48consentito l'apertura al pubblico dell'appartamento di Antonio Farnese.
00:53Vuoi raccontarci come è nato il progetto e come si è sviluppato?
00:56Il progetto nasce qualche anno fa per iniziativa dei comuni di Sala Baganza.
01:03Quando Aldo Spina, il sindaco, ha chiesto a me e a Elisabetta Fadda di coordinare due borse di ricerca universitaria
01:10finanziate dal comune,
01:12è partita una ricerca davvero importante che ha svelato molte novità ancora inedite sulla storia di questa bellissima rocca e
01:21dei suoi appartamenti,
01:22in particolare quello di Antonio Farnese. Da lì, attraverso un percorso complicato, perché c'è stata la pandemia e quindi
01:30abbiamo potuto riprendere soltanto dopo qualche mese di interruzione,
01:35siamo arrivati a questo accordo stipulato tra il comune e i proprietari di questa ala privata della Rocca,
01:42che rende possibile la gestione pubblica per diversi anni e anche quindi questa apertura che il comune ha voluto realizzare,
01:51anche se gli interni non sono restaurati, come un cantiere aperto, un passaggio in sicurezza che permetterà ai futuri restauratori
02:01di operare,
02:02ma al pubblico di ammirare questa bellissima, anche se non restaurata, residenza.
02:08Ecco Carlo, le vicende della Rocca di Sala Baganza sono state alquanto tribolate, vero?
02:14È stato davvero un patrimonio che ha sofferto, come tanti altri.
02:20Le residenze educare di Parma e Piacenza hanno avuto delle vere e proprie trasformazioni, spesso in negativo,
02:27soprattutto dall'unità d'Italia in poi, quando non sono state più residenze.
02:31La Rocca di Sala però è partita prima da questo pubblico perché già in età napoleonica viene data a un
02:37privato,
02:38in compensa di danno di guerra subiti, e quindi viene utilizzata per circa due secoli da privati cittadini
02:46che non hanno più i mezzi dei nostri duchi per mantenere in ordine e eventualmente decorare questi spazi.
02:55Alessandro, Carlo prima ha parlato di Antonio Farnese, tu te ne sei occupato in un tuo saggio recentemente,
03:03che cosa ci vuoi raccontare di lui?
03:05È una personalità decisamente affascinante, quella di Antonio, forse ancora troppo poco nota al grande pubblico,
03:14un principe che ha viaggiato molto, diversamente dai suoi antenati,
03:19e ha fatto un viaggio di tre anni in Europa, quindi ha avuto la possibilità di vedere e conoscere tantissime
03:26residenze.
03:27Una volta rientrato a Parma, ha deciso di vivere a Palazzo Rangoni
03:31e il fratello Francesco gli ha dato la possibilità di vivere anche a Sala Vaganza
03:36ed è lì che ha creato questo splendido appartamento, rivolgendosi agli artisti più in voga all'epoca.
03:43Quindi una figura che dal punto di vista politico non ha dato poi un grande contributo
03:48perché ha regnato davvero molto poco, dal 1727 al 1731, ma in ambito artistico sicuramente ha lasciato un segno.
03:57Ecco Carlo, visitare l'appartamento significa poter ammirare gli splendidi affreschi di Galeotti
04:03che sono stati studiati appunto da Elisabetta Fadda.
04:06Sì, il segno di cui parlava Alessandro è proprio la scelta di un artista straordinario,
04:11è uno dei protagonisti della grande decorazione europea del Settecento.
04:16Il fatto di averlo qui nei Ducati non è certo una sua iniziativa perché aveva già lavorato a Colorno
04:22per Dorote e Sofia e per diverse famiglie nobili di Parma, Ricordi San Vitale, di Pallavicino, tra i maggiori.
04:29Ma Antonio ha voluto che ogni volta del suo appartamento fosse decorato con una allegoria,
04:36con una celebrazione delle proprie virtù di committente d'arte e di mecenate.
04:41Elisabetta Fadda ha studiato queste figurazioni e ha trovato sull'iconologia di Cesare Ripa,
04:49che è il prontuario per tutti gli artisti, le soluzioni agli enigmi figurativi
04:54che questi affreschi ancora oggi ci lanciano come sfida.
05:00Alessandro, non solo Antonio Farnese ma anche diversi duchi e duchesse amarono la rocca di Sala Baganza.
05:07Stiamo pensando a Don Ferdinando di Borbone, a Don Filippo e anche a Maria Maglia.
05:13Sì, diciamo che Sala Baganza è stata amata soprattutto dai sovrani cacciatori.
05:18In particolare Don Filippo quando arriva qui in Emilia nel 1748 si trasferisce subito a Sala Baganza
05:26anche se all'epoca era in una situazione disastrosa perché non abitata da tanto tempo.
05:30Dopo di lui verranno Don Ferdinando che per un po' di tempo occuperà l'appartamento che era stato di Antonio
05:37ma a un certo punto lo lascerà alla moglie, Maria Maglia, che aveva bisogno di allargarsi all'interno della residenza.
05:43Maria Maglia è stata una provetta cacciatrice a Mazzone, ha amato moltissimo il rapporto con la natura.
05:51Sappiamo che ha intrapreso anche dei viaggi, oggi diremmo delle gite, nei nostri territori.
05:59Ricordo quella in Valtidone, che è una valle del Piacentino, una gita che è durata sei giorni
06:04e che la duchessa ha fatto da sola, senza Don Ferdinando, montando a cavallo,
06:09arrivando addirittura fino alla Rocca Dol Giso, che è un luogo sperduto, molto in cima a queste colline.
06:16Sala Baganza era molto innamorata di questo luogo e ha voluto poi lì vicino anche il Casino dei Boschi.
06:24Ecco, siamo in chiusura, immaginando così una visita ideale attraverso le diverse sale.
06:30Che cosa si prospetta come prima sala per il visitatore? Che cosa possiamo ammirare?
06:35Sì, anzitutto si ha la percezione di questo appartamento introdotto da un oratorio,
06:42ricavato da due sale precedenti con bellissimi affreschi del Cinquecento,
06:46opportunamente ritoccati per diventare volta di un oratorio,
06:51quindi simboli religiosi aggiunti da Giuseppe Rocchetti soltanto nel Settecento,
06:56e poi un'infilata di sale davvero emozionante, affacciate sulla piazza del paese da un lato
07:02e sul cortile interno che oggi è un giardino.
07:06Percorrendo queste sale si ha proprio l'impressione di come si doveva vivere un tempo in questi appartamenti
07:12e grazie alle ricerche condotte da Fabio Stocchi e da Giulia Cocconi per l'universitÃ
07:18abbiamo scoperto anche dei dettagli di vita quotidiana,
07:21penso per esempio a Maria Maglia e i suoi cani che erano governati da cancelletti di legno,
07:27i quali andavano però cambiati e sostituiti di volta in volta perché evidentemente questi cani li rosichiavano troppo.
07:34Bene, io ringrazio allora Carlo Mambriani, docente di storia dell'architettura all'Università di Parma
07:39e lo storico dell'arte Alessandro Malinverni,
07:42direttore del Centro Studi di Valorizzazione delle Residenze Ducali di Parma e Piacenza
07:46e vi do appuntamento alla settimana prossima con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
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