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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:08Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:14dedicati alle iniziative della Gazzetta di Parma. Il critico d'arte Pierre Stany lo definì il
00:21Leonardo e il Peter Pan del design italiano. Bruno Munari, una delle più iconiche figure
00:27del design e della comunicazione visiva del XX secolo, viene celebrato in una mostra curata
00:33da Marco Meneguzzo e da Stefano Roffi e allestita alla Fondazione Magnani Rocca. Sintesi, pragmatismo
00:42e realizzazione sono nelle parole di Meneguzzo i tratti salienti di un genio che sape raccontarsi
00:48in un'autobiografia di solo 38 riche, quello nato a Milano nel 1907, quello delle macchine
00:56inutili del 1930, quello dei libri leggibili del 1949, quello delle forchette parlanti
01:05del 1958 e così via. Sperimentare il limite, annullare il tempo, il viaggio nella seconda,
01:13terza e quarta dimensione sono le sezioni in cui si articola il percorso espositivo con
01:19oltre 250 opere. Entriamo allora nella Villa dei Capolavori e lasciamoci guidare dalle parole
01:26del curatore Stefano Roffi, direttore della Fondazione Magnani Rocca.
01:31Bruno Munari è di casa la Fondazione Magnani Rocca già da molto tempo, abbiamo da tanti anni
01:39avviato un lavoro con le scuole proprio improntato al metodo di Bruno Munari, quindi avvicinare i
01:46bambini all'arte attraverso il gioco. Quindi da questa presenza ormai praticamente di casa
01:54abbiamo pensato di dedicare a Munari anche una mostra, non soltanto il laboratorio, una
01:59mostra che potesse raccontare tutto di lui. Da qui il titolo Bruno Munari tutto, perché
02:06per prima cosa è un artista, un inventore che si è dedicato veramente a tutto dalla creazione
02:15pubblicitaria, al design, alle arti figurative, alla scultura, alla pedagogia, ha lavorato a tutto
02:20campo. La mostra è strutturata in cinque sezioni. Bruno Munari inizia la sua attività nel periodo
02:28futurista, alla fine degli anni 20, incontra Filippo Tommaso Marinetti a Milano, per cui il primo
02:36Munari è un Munari futurista. La prima sezione è dedicata a questo periodo ed è l'unica sezione
02:43cronologica. Le sezioni successive invece procedono per via tematica, cercano collegamenti
02:50fra le varie attività che lui ha svolto e prendono spunto da temi su cui si è concentrato
03:00principalmente. Ad esempio la ricerca di una quarta dimensione, la ricerca del punto estremo a cui si può
03:08spingere la ricerca creativa. Tutta l'arte di Bruno Munari è dedicata a sovvertire proprio l'idea
03:17tradizionale dell'arte. Il vero artista per lui è il bambino, quindi tutti siamo artisti, tutti abbiamo
03:24la possibilità di vedere la realtà in un mondo, il mondo in un modo diverso e di trasmetterlo proprio
03:31con creatività, senza lasciarci condizionare da stereotipi accademici che hanno condizionato,
03:40che hanno indirizzato la creazione artistica per tutto il tempo precedente. Faccio un esempio,
03:48una sedia che tradizionalmente è considerata qualcosa di accogliente dove si può instaurare
03:55una piacevole conversazione. Ecco, lui ha creato una sedia con una seduta inclinata che diventa
04:02l'opposto, non è più un luogo dove accogliere qualcuno ma piuttosto il modo per far capire
04:08all'ospite che ha poco tempo che è bene che se ne vada. Il bello per Munari è qualcosa di
04:15inconsueto,
04:17non dobbiamo pensare alla belletta tradizionale. Lui non tratta nature morte, non tratta paesaggi,
04:25ma lui è affascinato dalla bellezza che può essere presente negli oggetti di uso quotidiano.
04:33Faccio un esempio rivelatore. Era molto colpito da alcuni oggetti che vengono tradizionalmente
04:42usati da tutti ma di cui è ignoto l'autore. Il cavatappi oppure anche il leggio per la musica.
04:51Sono oggetti molto usati ma non è noto chi abbia concepito queste cose. Il suo principale
04:59lascito sicuramente è la capacità di aprire gli occhi in modo diverso sulla realtà, gli occhi
05:07del bambino. Tutte le scuole conoscono Munari perché il suo metodo pedagogico di avvicinare
05:15i piccoli all'arte attraverso il gioco è applicato ovunque. Noi lo applichiamo alla fondazione,
05:23attraverso il laboratorio, attraverso la mostra. In questi giorni vediamo tante famiglie con
05:30bambini che si avvicinano all'arte attraverso le sorprese disseminate nel percorso della mostra
05:37da Bruno Munari e nel contempo vediamo anche tanti creativi, architetti, designer. Munari è
05:45una sorta di padre putativo per loro per cui la fondazione è vivacissima in questo periodo.
05:52Ringraziando Stefano Roffi, direttore scientifico della fondazione Magnani Rocca, vi ricordo che
05:57la puntata di oggi è disponibile sull'app di 12TV Parma. Io vi do appuntamento alla settimana
06:03prossima con nuove interviste e approfondimenti di Gazzetta Club.
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