00:09Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti
00:14dedicati alle iniziative della Gazzetta di Parma. Nella nostra provincia si contano 16 varietà di
00:21pere, 9 di mele, 19 di vite, 27 di ortaggi, 18 di cereali e 14 razze animali autoctone. Un patrimonio
00:31unico e prezioso che appartiene a tutti noi da conoscere e custodire. La ricchezza della
00:37biodiversità parmense viene illustrata in una nuova pubblicazione, ora in edicola con la Gazzetta
00:42di Parma, realizzata in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e con il contributo di Rosa
00:48dell'Angelo. L'Atlante dell'agrobiodiversità parmense, curato da Mauro Carboni, Enzo Melegari,
00:55Cristina Piazza, Alessio Zanon, Tommaso Ganino e Matteo Risconi con i rispettivi staff, nasce come
01:03rivisitazione e integrazione del volume Frutta e Buoi, edito nel 2013 con il patrocinio della
01:09provincia di Parma. Come possiamo tutelare dall'estinzione il ricco patrimonio delle antiche
01:15varietà vegetali e delle razze animali? Lo chiediamo a Mauro Carboni, agronomo ed esperto
01:21di biodiversità. Con biodiversità intendiamo l'insieme della diversità con cui tutti gli
01:27organismi viventi sul pianeta si manifestano a noi. Con agrobiodiversità è una, diciamo,
01:34una sezione, chiamiamola così, della biodiversità generale perché andiamo a concentrare la nostra
01:40attenzione su tutte le razze animali, le varietà vegetali che la natura ha saputo con la sua generosità
01:47donarci nelle sue diversità, ma che di queste l'uomo ha saputo nella storia, nell'alimentazione,
01:55ma non solo, diciamo utilizzarle e farle tra virgolette proprie e quindi far parte in maniera
02:03abbastanza sincrona tra quello che è stata la storia dell'uomo e l'uso di queste razze
02:11o varietà. Come si fa a tutelarle? Ci sono tanti modi per tutelarle. Innanzitutto è farle conoscere
02:17e questo abbiamo tentato con questo libro di realizzarlo, quindi far conoscere alle persone
02:23quelle che erano le razze animali e le varietà vegetali. Poi chiaramente spetta anche alle persone
02:31stesse cercare di dare un loro contributo e lì basterebbe poco. A volte è sufficiente
02:37chi ha un giardino piantare una pianta di questi frutti antichi oppure allevare uno di questi
02:44animali oppure anche chi non l'avesse andarle a cercare, consumarle, quindi prendere quella
02:51varietà di mela o quella varietà di pera invece che magari quelle internazionali. Il volume è
02:57strutturato in diverse sezioni. C'è il settore dedicato ai vegetali in cui troviamo tutte
03:02le varietà di frutta, di vite, di uva, di orticole, oltre che tutta la parte legata agli
03:10animali, quindi con tutti quelli che erano le razze antiche che erano coltivate nella provincia
03:16di Parma. In ognuno di questi settori e di sezioni abbiamo l'elenco e le schede descrittive
03:26di ognuna di queste varietà. Quindi ogni pianta, ogni animale ha la sua immagine, anzi
03:32le sue immagini perché è un testo anche molto iconografico, e le sue descrizioni, storia,
03:38la cultura che lo caratterizza, ma anche le sue caratteristiche e in molti casi, anzi
03:44in quasi tutti, anche le ricette che sono abbinate a quella varietà vegetale per esempio.
03:52La storia dell'olivicoltura a Parma è una storia veramente molto antica, perché
03:58sembra effettivamente che il nostro territorio non sia adatto alla coltivazione dell'olivo,
04:01in realtà non era così, perché la storia dimostra il contrario. In passato, soprattutto
04:07a partire dal 1200, la nostra collina era probabilmente adornata di tanti oliveti, quindi
04:14doveva sembrare una piccola toscana. Il tempo poi è passato, i climi sono cambiati, c'è stato
04:20un periodo di abbandono, tanto che molte di queste piante sono scomparse, e oggi però
04:26siamo di fronte ad una rinascita, una rinascita perché il cambiamento climatico ci porta ad
04:31avere una maggiore predisposizione a questa cultura qui a Parma, ma anche perché alcune
04:37di queste piante del 1200 sono ancora vive, sono ancora qui con noi, piante veramente incredibili,
04:42e che con queste potremmo generare davvero una nuova olivicoltura a Parma.
04:46Il pomodoro riccio è veramente un gioiello del nostro territorio, perché è con quello
04:52che è nata tutta l'industria legata proprio all'industria del pomodoro, della trasformazione
04:57del pomodoro. La passata di pomodoro sembra sia nata a Parma proprio alla fine dell'Ottocento,
05:03grazie all'agronomo Carlo Rognoni, che a Mamiano, proprio nella Mamiana, lì a Panocchia,
05:10ha realizzato la prima conserva, che era il sestuplo concentrato, con questa varietà.
05:17Quindi addirittura la portò a Parigi all'Expo nel 1878, ricevendo anche degli encomi.
05:23Quindi il pomodoro, l'industria del pomodoro nasce a Parma grazie a questo bellissimo pomodoro,
05:29che è un pomodoro grosso, veramente tutto costoluto, buonissimo, e che da allora ai giorni
05:37nostri è rimasto sempre più in circoscritto, non è più quello coltivato, però abbiamo
05:43la presenza di questo pomodoro. Un'altra chicca di questo testo è legato all'uva termarina.
05:50L'uva termarina è un'uva particolarissima, perché ha gli acini piccolissimi, senza semi
05:55ed è dolcissima. Era un'uva che una volta veniva coltivata intestata da ogni filare, perché
06:00così innalzava il grado alcolico dell'intero filare. Quindi era un'uva veramente importante
06:07all'epoca. Oggi è quasi estinta, per fortuna l'abbiamo salvata e alcuni nuovi agricoltori
06:14la stanno coltivando e ottenendo degli ottimi risultati.
06:18Ringrazio Mauro Carboni e tutti voi che ci avete seguito. Vi ricordo che la puntata di
06:23oggi è disponibile sull'app di 12TV Parma. Io vi do appuntamento alla settimana prossima
06:28con nuove interviste e approfondimenti dedicate alle iniziative di Gazzetta di Parma.
06:41Grazie a tutti.
Commenti