Il programma affronta la più sanguinosa e oscura saga criminale della storia italiana, concentrandosi sulla figura di Pietro Pacciani e sulla tesi giudiziaria dei "compagni di merende". Corrado Augias (che aveva già trattato storicamente il caso nel 1987 alla guida del programma Telefono Giallo) analizza in questa puntata i sedici omicidi che tra il 1968 e il 1985 hanno terrorizzato le campagne toscane...
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CortometraggiTrascrizione
00:02Buonasera, la storia che vi racconto stasera è forse il più vecchio enigma della recente
00:08storia italiana. Pensate che tra due anni, nel 2008, saranno 40 anni che questa storia
00:17è cominciata. Eppure, attualmente oggi, 2006, sono al lavoro su questa serie di crimini
00:25di cui adesso vi dico ben due procure, quella di Firenze e quella di Perugia, nel tentativo
00:33di chiarire un incredibile intrico di vittime, di possibili esecutori, di circostanze e di
00:40interessi intrecciati. Parlo del mostro di Firenze, edizione generica sotto la quale non sappiamo
00:47nemmeno bene se si nasconda o si nascondesse una sola persona o un gruppo di persone a
00:55loro volta sovrastate da un altro gruppo in posizione di comando. L'itinerario di stasera
01:02si svolgerà, a cura nostra della redazione e della regia, attraverso una serie di tappe
01:09significative che cercano di simboleggiare i momenti e i luoghi più significativi, più
01:16densi anche di sinistra memoria, di questa vicenda. Che comincia così. Comincia con un
01:24appello lanciato nel 1992 da Ruggero Perugini, che era il capo della cosiddetta SAM, squadra
01:34antimostro, nel quale diceva quello che ora ascoltiamo.
01:38La gente qui ti chiama mostro, maniaco, belva. Ma in questi anni credo di aver imparato
01:46a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il povero schiavo in realtà
01:56di un incubo di tanti anni fa che ti domina. In questo momento non ti sto mentendo e non
02:04mentirò neanche dopo se e quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti tiranneggia.
02:12Tu sai come, quando e dove trovarmi. Io aspetterò.
02:17Era un appello, uno degli appelli che vennero fatti nel tentativo di stanare il mostro e dico
02:24stanare perché come vedete qui abbiamo ricostruito un pezzo, un brandello di una possibile campagna
02:33toscana, quella campagna che ha dato luogo a infiniti film, romanzi, dipinti, idilliaca,
02:43una gresta, un scenario agricolo amichevole, ma in questo caso invece uno scenario che si
02:50colora sinistramente. Ed è proprio in una campagna così mezzo coltivata e mezzo rustica
02:58che ha inizio la nostra storia come il filmato vi mostra.
03:05Una notte un bambino bussa al portone di una casa. Dalla finestra della casa si affaccia
03:10un uomo. Aprimi la porta che ho sonno e ho il babbo a letto ammalato. Dopo mi accompagna
03:15a casa perché la mia mamma e lo zio sono morti in macchina, dice il bambino. Sembra una favola
03:22spaventosa. E invece non lo è. Il bambino si chiama Natalino Mele. La sua mamma, Barbara
03:29Locci, l'ha portato con sé all'appuntamento con l'amante, Antonio Lobianco, che lui, Natalino,
03:35chiama semplicemente zio, come d'altra parte tutti gli amanti di sua madre.
03:41La sera del 21 agosto 1968 i tre erano andati al cinema. Poi, verso le 11 di sera, l'uomo
03:48aveva fermato la macchina lungo una strada isolata nella campagna, poco lontano dal cimitero
03:52di Signa. Mentre il bambino dormiva, Barbara e Antonio avevano iniziato ad amoreggiare.
03:59All'improvviso qualcuno aveva scaricato sui loro corpi otto colpi di pistola.
04:10Natalino, subito dopo, era stato portato via dalla macchina e lasciato solo davanti al
04:14portone di una casa. Gli inquirenti seguirono la pista del delitto passionale, maturato
04:25all'interno di una cerchia ristretta di Sardi, una piccola comunità immigrata in Toscana
04:29negli anni 50 e mai completamente integrata. Stefano Mele, il marito tradito di Barbara
04:37Locci, coinvolse dapprima gli altri amanti della moglie. Barbara Diamanti ne aveva avuti
04:42tanti e per questo era stata soprannominata la peregina. Poi Mele confessò di essere
04:48stato lui ad uccidere sua moglie. Venne condannato a 13 anni.
04:53Sei anni dopo. È il 15 settembre 1974. Siamo a Borgo San Lorenzo. Pasquale Gentilcore e Stefania
05:02Pettini sono due fidanzati. Quella notte si sono appartati in macchina. Otto colpi di pistola
05:07raggiungono la coppia. Il ragazzo muore all'istante. La ragazza trascinata fuori dalla
05:12macchina viene colpita da 97 coltellate. Un tralcio di vite le viene infilato nella vagina.
05:18I bossoli ritrovati nel luogo del delitto sono marca Winchester con la lettera H impressa
05:23nel fondello. Una beretta calibro 22 ha sparato. Tiranno le perizie balistiche.
05:306 giugno 1981. Scandicci. Carmela Denuccio e Giovanni Foggi, un'altra coppia di giovani
05:36fidanzati, sorpresa in atteggiamenti intimi in macchina, viene massacrata da otto colpi
05:41di arma da fuoco. L'assassino infierisce ancora una volta sul corpo della giovane. Poi
05:47con tre colpi, profondi e precisi, asporta il pube della vittima.
05:55Vicino ai corpi, i bossoli di una calibro 22 marca Winchester, con la lettera H impressa
06:01nel fondello. 22 ottobre 1981. Località Le Bartoline, vicino a Prato. Altri due fidanzati,
06:10Susanna Cambi e Stefano Baldi, decidono prima di tornare a casa, di appartarsi in una stradina
06:16di campagna. E qui, vengono uccisi dalla stessa calibro 22. Ancora una volta, il corpo
06:23della giovane straziato e mutilato.
06:2819 giugno 1982. Antonella Migliorini e Paolo Mainardi. Stesso scenario. Ma il giovane ai primi
06:36spari tenta la fuga. Le ruote della macchina nella retromarcia finiscono nel fosso. L'assassino
06:41prima colpisce i fari della vettura, poi c'entra il guidatore. Infine spara alla ragazza. Il suo
06:48corpo non viene deturpato. Forse l'assassino non ne ha il tempo. I bossoli, ancora una volta
06:54a marcare il territorio. I carabinieri, avvertiti da una telefonata, trovano il ragazzo ancora
07:00vivo, sopravvissuto a quell'orrore. Morirà poche ore dopo in ospedale, senza aver mai ripreso
07:06conoscenza. L'opinione pubblica è sconvolta. Gli inquirenti brancolano nel buio. Un sottofficiale
07:13dei carabinieri si ricorda del delitto del 68, dei due amanti e del bambino. Nel dossier
07:18sono ancora conservati i bossoli del duplice omicidio. Un fatto strano. Infatti, in caso
07:24di sentenza definitiva, i corpi del reato devono essere distrutti. Sono calibro 22, marca Winchester,
07:31con la lettera H sul fondello. Si scopre che sono stati esplosi dalla stessa arma che
07:36ha insanguinato la campagna vicino Firenze. Stefano Mele, però, il marito tradito, si
07:43trovava in carcere durante gli omicidi. È possibile che l'arma mai ritrovata sia stata consegnata
07:48ad un complice? Viene arrestato Francesco Vinci, un altro amante della donna assassinata
07:54nel 68. Un uomo violento, già finito in carcere per maltrattamenti alla moglie. È
08:00stato trovato il mostro. Firenze tira un sospiro di sollievo. Ma per poco.
08:07Un'arma dunque, un'arma simile a quella che state vedendo, una Beretta calibro 22, la quale
08:16non è mai stata trovata, come ci ha detto eloquentemente il parlato di questo filmato.
08:23Sono stati trovati invece, e li vedete qua, questi bossoli. Come vedete si tratta di munizioni
08:31di piccolo calibro, nulla a che vedere con il calibro 9 da guerra, però tali da poter
08:38provocare la morte se sparati da breve distanza. Ora, l'enigma particolare che si concentra su
08:48questo dettaglio fondamentale, peraltro, di questa serie di delitti è appunto la natura
08:54dell'arma e il luogo in cui potrebbe o potrebbe essere stata nascosta. Io ho qui in studio,
09:01e lo prego di accomodarsi, un collega, buonasera Spezzi, il collega Mario Spezzi, che è uno
09:07dei giornalisti da Nazione, che è uno dei massimi, diciamo così, esperti italiani. Poi parleremo
09:13a lungo di ogni cosa. Per adesso volevo chiederle, Spezzi, perché il ritrovamento di quest'arma
09:19che qui abbiamo messo in forma simbolica sarebbe tanto importante?
09:24Per due motivi essenzialmente. Perché è l'unico elemento ormai dopo tanti anni di tipo
09:30oggettivo che collegherebbe un eventuale responsabile direttamente agli omicidi. E poi perché, sapendo
09:38con quasi certezza chi la usò nel 68, bisognerebbe riuscire a capire in quali mani passò quando
09:45poi cominciarono, sei anni dopo, i delitti maniacali.
09:48I delitti maniacali. Lei pensa che realisticamente questa arma, parliamo di 40 anni fa, sia ancora
09:58viva, diciamo, riferibile da qualche parte?
10:02Molto spesso, io penso che il responsabile dei delitti maniacali sia un serial killer,
10:08cioè un assassino maniacale, molto spesso hanno un attaccamento di tipo feticistico alle
10:12armi, per cui se ne disfano molto difficilmente.
10:14Grazie, Spezzi. Noi tra un attimo, grazie tante, noi tra un attimo ci rivedremo e naturalmente
10:19approfondiremo ogni altro aspetto. Per adesso invece continuiamo in questa macabra, ma del resto
10:26stiamo parlando di una serie di delitti, sinistra ricostruzione degli altri delitti della serie.
10:359 settembre 1983, Galluzzo, comune di Firenze. Un furgoncino Volkswagen, due turisti tedeschi,
10:45Rush Uwe e Horstmeier, raggiunti da sette colpi di pistola, una Beretta calibro 22, la firma
10:52dell'assassino. Ma è un omicidio anomalo. I corpi dei due giovani non sono stati sfregiati.
10:58Forse la corporatura minuta e i capelli lunghi di uno dei due ragazzi hanno tratto in inganno
11:03l'assassino, che non si rende conto di aver preso di mira due uomini. Forse è un omicidio
11:09improvvisato messo in atto solo per scagionare Francesco Vinci. Il giudice istruttore Mario
11:15Rotella decide prima di lasciare in carcere Francesco Vinci, poi lo rilascia. Dietro le sbarre
11:21finiscono Giovanni Mele e Pietro Mucciarini, rispettivamente fratello e cognato di Stefano
11:26Mele, il marito della donna uccisa nel 1968. Il giudice Rotella è convinto. La chiave
11:32dell'enigma si trova nei violenti e torbidi rapporti che legano gli appartenenti al clan
11:37dei Sardi. Ma un nuovo delitto fa crollare ogni certezza.
11:42La Toscana si è svegliata di nuovo con l'incubo del maniaco che sorprende ed uccide le coppiette.
11:4729 luglio 1984. Vicchio del Mugello. Pia Rontini e Claudio Stefanacci. Due giovani fidanzati
11:55nella loro macchina che cercano un po' di intimità. Poi, ancora, la stessa calibro 22 che spara
12:01altri sei colpi. Nessuna possibilità di fuga. Questa volta il mostro asporta dal corpo senza
12:07vita della ragazza, oltre al pube, anche il seno sinistro. L'Italia intera è scioccata.
12:14Firenze è una città in stato di allarme. Se un giovane non rientra dopo mezzanotte,
12:19immediatamente i genitori chiamano la polizia. Nasce la SAM, la squadra speciale antimostro.
12:26Viene addirittura istituita una taglia per trovare il mostro.
12:34Il giudice istruttore Rotella segue ancora la pista sarda e arresta Salvatore Vinci,
12:39fratello di Francesco. Anche lui era un amante di Barbara Locci. È un uomo senza scrupoli,
12:45vizioso. Ha avuto rapporti sessuali anche con il marito di Barbara Locci, Stefano Mele.
12:50Ma il mostro torna a colpire.
12:52Buonasera, il mostro di Firenze è tornato a colpire ancora le vittime due giovani francesi,
12:58Nadine Moriot, 36 anni, e Jean-Michel Crauchilli, di 25 anni.
13:038 settembre 1985. San Casciano. Ancora un delitto anomalo, ma questa volta per ferocia.
13:12Infatti il ragazzo in un primo momento riesce a scappare dalla tenda. Il mostro lo raggiunge e
13:17alle spalle lo pugnala. Poi nasconde il corpo sotto il fogliame. Torna dalla ragazza e le
13:22asporta sia il pube sia il seno sinistro. Il corpo viene nascosto all'interno della tenda.
13:27Il mostro, per la prima volta, vuole ritardare il ritrovamento dei corpi. Il motivo si scoprirà
13:33solo il giorno dopo. In procura viene recapitata una lettera contenente un lembo del seno sinistro
13:37di Nadine. Nell'intenzione del mostro, gli inquirenti si sarebbero trovati con in mano
13:42la prova che c'era stato un altro delitto, senza però aver individuato la vittima. Con
13:48questa aperta provocazione terminano gli omicidi del mostro di Firenze. È a questo punto che
13:53il procuratore Pierluigi Vigna decide di non seguire più la pista sarda. Vengono scagionati
13:58tutti i sospetti. Intanto la SAM rielabora i dati accumulati in quasi 20 anni di indagini
14:04e arriva ad una rosa di 60 nomi. Poi 30. Infine, ad un uomo solo. Pietro Pacciani. Nato
14:12a Vicchio, residente a Mercatale, è stato in carcere 15 anni per aver ammazzato la propria
14:17fidanzata. Conosce mille mestieri. Un contadino con le scarpe grosse e il cervello fine. Tiene
14:24sotto sequestro tutta la famiglia. La moglie grulla. Le figliole non le fa mai uscire di casa.
14:29È un tiratore scelto. Così viene descritto in una lettera anonima inviata alla caserma
14:34dei carabinieri dopo l'ultimo omicidio. I dati sono quasi esatti. Pacciani da giovane
14:40non ha ucciso la fidanzata, ma il rivale, con ira e furia bestiale. Dalla donna ha poi
14:46preteso un rapporto sessuale vicino al corpo dell'uomo appena assassinato. E le figliole
14:51non solo non le fa uscire, ma ne ha abusato sessualmente fin da bambine. Un uomo bestiale.
14:57Un mostro. Il mostro di Firenze.
15:04Ecco, io mi trovo davanti a una macchina di vecchio modello, ma modello che fu teatro,
15:11ahimè, sinistro teatro, di alcuni di quegli omicidi. Ci sono questi fidanzati che si appartano
15:19la sera, la notte, in un boschetto, in quel paesaggio apparentemente idilliaco che abbiamo
15:27visto poc'anzi e che poi qui, in questo fragile riparo, possono essere scovati e colpiti,
15:35come può accadere, come è accaduto allora e come purtroppo è accaduto anche qualche
15:40altra volta. Ma adesso la differenza è che il mostro pare abbia un nome. È quel Pacciani
15:48che abbiamo visto nelle immagini poc'anzi e che fin dall'aspetto si dichiara per ciò
15:54che è, cioè un contadino brutale. Tra un po' vi farò vedere una prova grafica, quindi
16:01equivalente a una confessione, per così dire, dal punto di vista psicologico, della sua brutalità.
16:08C'è quel sinistro dettaglio delle amputazioni del seno sinistro che si ripete. La teoria
16:15venne avanzata che quella fosse una particolare forma di vendetta perché la sua fidanzata
16:23fedifraga quel seno aveva mostrato al suo amante. Questa storia è piena di dettagli tra
16:30il losco, l'erotico, il sinistro, il torbido e naturalmente non tutti possono essere riferiti
16:37ma alcuni devono essere riferiti. Comunque Pacciani c'è e Pacciani finisce alla sbarra.
16:4519 aprile 1994. Si apre il processo a Pietro Pacciani. Sono chiamate a deporre le persone
16:52più vicine all'imputato per dimostrarne la brutale personalità e le sue perversioni.
16:56ma Pietro Pacciani nega sempre tutto. La gente in giro, che sapevano, dice, quello va a guardare
17:04nel coppio e nel bosco. Io non ho mai andato a guardare, se fosse andato a guardare uno, fa
17:10quelle schifezze uno va a guardare e fa un altro. Io lo facevo la mia moglie, la mia moglie
17:16apposta. Vi picchiava anche per altri motivi. Anche quando non si voleva andare a letto con
17:21lui. È una montatura questa, è tutta una farsità. Facevate l'amore insieme, signora?
17:28Sì. Come si comportava, signora? Si comportava male di stringermi forte, amore suo.
17:37Stava di volve come una popola. Hai capito? La mollaia il primo piano e la mi dice che io
17:43vengo a cercare lei. Le immagini delle vittime proiettate in aula riportano il processo alla
17:49sua cruda e terribile realtà. Si vede la vite, se si può ingrandire ancora, se si può.
17:54È un ragazzo della scorta che ha avuto qualche problema sulle foto.
17:59Quali sono le prove del coinvolgimento dell'imputato in questi delitti?
18:04Gli inquirenti hanno trovato nella casa di Pacciani un album da disegno e un portasapone
18:09che sarebbero appartenuti ai ragazzi tedeschi assassinati. Ma l'indizio più importante sarebbe
18:15una cartuccia calibro 22 serie H incastonata in un trave nel giardino della casa.
18:21La chiave dell'enigma è ancora l'arma. L'arma che lega tutti i delitti. L'arma che non si
18:28riesce a trovare. Un testimone, Lorenzo Nesi, un amico dell'imputato, rivela che Pacciani
18:34negli anni 70-80 si vantava di andare a caccia di Fagiani con una beretta calibro 22.
18:40Le intercettazioni delle microspie nella casa dell'incriminato documenterebbero la
18:45sua preoccupazione nel nascondere appunto quest'arma.
18:48Anche se Pacciani lo dice sottovoce però la microspie riesce a catturarlo. Indola metto
18:54ora.
18:55Ma Pacciani nega sempre tutto. Poi fa un ultimo appello ai giudici.
18:59Io sono innocente come il Dio sulla croce.
19:03Dopo sette mesi, 41 udienze, 156 testimoni. La sentenza.
19:08In nome del popolo italiano, la corte d'assise di primo grado di Firenze in sezione prima
19:13dichiara Pacciani Pietro colpevole delitti a lui ascritti come in imputazione, ad eccezione
19:19di quelli di omicidio e di porto d'arma comune a sparo relativi all'omicidio in danno di
19:23Lobianco Antonio e di Locci Barbara. E lo condanna alla pena dell'ergastolo con isolamento
19:28diurno per la durata di anni 3. L'udienza è tolta.
19:33I giudici della corte concludono però che Pacciani non poteva essere da solo a commettere
19:38alcuni delitti. Una dichiarazione che scardina tutte le precedenti tesi investigative basate
19:43su un unico serial killer.
19:50Nel 1996 gli avvocati di Pacciani ricorrono in appello.
19:55In aula non è più presente l'imputato. Per i suoi difensori, le sceneggiate, invece di
20:00impietosire la corte, hanno sortito l'effetto contrario. Tutti gli indizi del primo processo
20:05vengono facilmente smontati. L'attenzione degli inquirenti si è rivolta però verso un
20:10testimone, Mario Vanni, che già nel corso del primo processo sembra nascondere qualcosa
20:15di indicibile. Quale segreto lega queste due persone?
20:19L'ultimo giorno del processo di secondo grado, il colpo di scena. La procura chiede che vengano
20:25ascoltati quattro nuovi testimoni, due dei quali testimoni oculari presenti al delitto
20:31del 1985. Alfa, beta, gamma e delta. La loro identità viene tenuta nascosta per motivi di sicurezza.
20:39Ma il presidente della corte d'assise, Francesco Ferri, respinge la richiesta.
20:44Non siamo ancora nel campo dell'algebra?
20:47Certo, certo, certo.
20:48Lo stesso giorno, alle ore 11, la corte si ritira. Dopo solo quattro ore, la sentenza
20:55che scagiona Pietro Pacciani con formula piena.
20:58No, no, no, no, signori!
21:01Due giorni prima di questo clamoroso verdetto, la stessa procura aveva spiccato un mandato
21:06di cattura per Mario Vanni, accusato di essere il complice di Pietro Pacciani nell'esecuzione
21:11dei delitti. Una situazione assurda. In pochi giorni era stato scarcerato il presunto mostro
21:18di Firenze e incriminato il suo complice.
21:27Questo riassunto, forzatamente conciso, che i filmati e il commento ci presentano, ci fanno
21:33capire almeno una cosa, di come la giustizia, chiamiamo così, cioè l'amministrazione giudiziaria,
21:40le indagini di polizia, cercassero una, disperatamente, una traccia che le mettesse sull'avviso, che le
21:49mettesse sulle piste del vero responsabile di questo delitto. Possiamo fidarci di una sentenza
21:56d'assise in primo grado che condanna l'ergastolo e di una sentenza d'assise in secondo grado che
22:02addirittura lo capovolge e lo giudica. Guardate, innocente, lo rilascia. Questi erano, Alfa,
22:09Beta, Gamma, Delta, erano i quattro testimoni, due dei quali allora non vollero che la loro
22:16immagine venisse rivelata. Questo è Ferdinando Pucci, i nomi si sanno ovviamente. Questo è
22:23Giancarlo Lotti, questa è la Gabriella Ghiribelli che due accettarono di deporre e altri due invece
22:36come il secondo e questo Norberto Galli preferirono che la loro immagine restasse nascosta. Ho
22:45una domanda da fare ad un altro collega che ha seguito dall'inizio e conosce approfonditamente
22:50il caso. Amatore Agostini, buonasera, come stai? Mettiamoci là davanti. Agostini, ho detto
23:00prima, la domanda è rapida, la risposta è rapida e poi avremo modo di parlare più
23:04approfonditamente. Ho detto prima che il capovolgimento della sentenza, che aria si respirava in quel
23:11dibattimento?
23:12Il processo d'appello era come se la sentenza di assoluzione fosse già scritta, perché
23:20alcune cose non si sapevano e la sentenza già di condanna, il Presidente Ognibene, aveva
23:28già indicato la possibilità che ci fossero dei complici, quindi c'era ancora tutto da
23:32scoprire e Pacciani non sembrava in quel momento la persona responsabile di questi delitti.
23:38e quindi la sentenza d'appello era già praticamente nell'aria, si respirava già questa soluzione.
23:46Ma voi che seguivate la cosa, adesso a parte che forse si respirava nell'anzi sicuramente,
23:52ma voi che seguivate la cosa, come siete stati soddisfatti o insoddisfatti? Ho sentito
23:59che qualcuno ha battuto le mani alla lettura del dispositivo.
24:03Sì, come al solito c'erano gli innocentisti e i colpevolisti, come in molte occasioni.
24:11Direi che in quel momento erano più gli innocentisti, hanno tirato un sospiro di sollievo quando
24:16c'è stata l'assoluzione.
24:17Con quella sentenza entrano in ballo, entrano nel gioco i compagni di merende?
24:22Sì, tra l'altro condannati, colpevoli e complici di un innocente, perché a quel punto Pacciani era innocente.
24:34E di questo ci dobbiamo occupare adesso, col filmato che segue.
24:40Quali sono le scottanti rivelazioni di Alfa, Beta, Gamma e Delta?
24:45L'8 settembre 1985, la notte dell'ultimo delitto, Gabriella Ghiribelli, il testimone Gamma, e Norberto Galli, il testimone Delta,
24:56passano con la loro macchina vicino alla piazzola di Via degli Scopeti
25:00e vedono un'auto che riconoscono come quella di Giancarlo Lotti.
25:06Giancarlo Lotti, il testimone Beta, racconta agli inquirenti di essersi fermato in quel luogo con un amico,
25:12Fernando Pucci, il testimone Alfa.
25:16Ed è proprio Fernando Pucci che confessa di aver assistito al delitto dei due francesi.
25:21Io senti fare come uno strappo, una fenda, con un coltello.
25:27Chi ce l'aveva in mano il coltello?
25:28Lui in mano.
25:30L'altro cosa faceva?
25:31La pistola.
25:33Ce l'aveva il pacciano?
25:34Sì.
25:34Poi si senti due spari.
25:36Andiamo a vedere che c'è.
25:38Ma io senti una voce, se mi mandate via vi sta ammazzando anche voi.
25:42Era stato Lotti a portarlo quella sera agli Scopeti, per fargli vedere chi era il mostro di Firenze.
25:49Confessione dopo confessione, Lotti ammetterà di essere stato presente anche ad altri delitti
25:54commessi da Pietro Pacciani e Mario Vanni, e addirittura di avervi partecipato attivamente.
26:02E quando da testimone diventa indagato, si giustifica dichiarando di essere stato costretto
26:07e che Pacciani lo ricattava.
26:10La minaccia era che se non avesse fatto tutto quello che gli ordinava, in paese tutti avrebbero
26:15saputo che era un omosessuale.
26:18Dichiara infatti al giudice che in passato era stato sorpreso proprio da Pacciani in atteggiamenti
26:24intimi con un uomo, e che una sera Pacciani lo aveva addirittura violentato.
26:30La sentenza del processo ai cosiddetti compagni di merende confermerà la pista che i testimoni
26:35Alfa, Beta, Gamma e Delta avevano indicato.
26:39Giancarlo Lotti e Mario Vanni verranno giudicati complici di Pietro Pacciani negli ultimi quattro
26:45duplice omicidi, e condannati all'ergastolo il primo, e a trent'anni il secondo.
26:50Sentenza definitiva, confermata fino in Cassazione.
26:54Pietro Pacciani, a cui sarebbe aspettato un processo a parte, non verrà mai giudicato.
26:59Con la sua morte improvvisa e misteriosa, un infarto per aver assunto medicinali incompatibili
27:04con le sue patologie, era calato il sipario sul protagonista principale di tutta questa
27:08storia.
27:09I compagni di merende.
27:11I tre mostri condannati, sono personaggi grotteschi.
27:15Giancarlo Lotti è senza fissa dimora.
27:17I pasti gli sono offerti dal ristoratore del paese, in cambio di burle a sue spese.
27:22In paese, lo chiamano il catanga.
27:24Mario Vanni, il postino, viene da tutti ricordato per aver fatto cadere inavvertitamente sul pullman,
27:30davanti agli occhi divertiti dei passeggeri, un vibratore acceso.
27:34È soprannominato torsolo, la parte della mela che si butta.
27:38Pietro Pacciani era solito arrabbiarsi furiosamente avvampando in viso, e per questo era soprannominato
27:44il vampa.
27:46È credibile che vampa, catanga e torsolo, i matti del paese, abbiano tenuto in scacco
27:51per anni esperti e investigatori?
27:53E dov'è la pistola che ha firmato tutti i delitti?
28:03Vedete, abbiamo dato questa forma concisa alla ricostruzione degli eventi, non soltanto
28:08perché la formula del programma ci obbliga, ma anche per una scelta, oso dire una parola
28:14difficile, stilistica, nel senso che rivedendo in così breve tempo riassunti i fatti, si capiscono
28:22anche le difficoltà quasi insormontabili dell'inchiesta.
28:26Tanto è vero che, come ho detto all'inizio, qualcuno lo ricorda, a quasi 40 anni di distanza
28:32dei fatti ci sono ancora due procure che stanno lavorando su questa delitti, in parte soluti,
28:39in gran parte no. Guardate per esempio quest'altro dettaglio che vi faccio vedere. Vedete, accanto
28:46ad una coppia di vittime venne trovato a terra quel cerchio di pietre. Ora voi sapete che
28:53quello può essere tutto, può essere il resto di un fuoco che non è mai stato acceso, di
28:58un camping, di un accampamento, può essere un segno esoterico, dentro c'erano due bastoncini
29:04messi in croce, ma erano andati in croce per caso o erano stati messi in croce come un
29:10segno, anche questo, voi sapete quei riti strani che fanno, e poco distante c'era una
29:17pietra di questa forma, cioè descritta come una pietra a tronco di piramide, non è propriamente
29:25una piramide, ma insomma è piuttosto esagonale. Che voleva dire quella pietra? Anche quella
29:32era un segno o non era un segno? O stava lì per caso? Sta di fatto che perfino un dettaglio,
29:39forse insignificante come quello, apre un nuovo scenario nell'indagine.
29:44Nel processo ai compagni di Merende era emerso un inquietante interesse degli indagati per
29:49l'occultismo e il mondo esoterico. Pacciani, Vanni e Lotti frequentavano uno strano personaggio,
29:56Salvatore Indovino, un santone, un mago. Nella sua abitazione, nella campagna di San Casciano,
30:02succedevano cose strane. È la stessa Gabriella Ghiribelli, una prostituta che conosceva bene
30:08i compagni di Merende, a raccontarlo.
30:11Ho trovato tante volte una stella a cinque punte, dei ceri e addirittura dei guanti preservativi,
30:22come si chiama. Tra l'altro ho trovato anche del sangue.
30:26La stessa dinamica dei delitti aveva evidenziato una serie di coincidenze che farebbero risaltare
30:31una componente esoterica. I crimini, salvo alcune eccezioni, erano sempre stati commessi
30:36nelle notti di Novilunio e nello svolgersi dell'atto sessuale della coppia. Le asportazioni
30:42del pube e del seno potevano anch'esse essere lette nella stessa direzione.
30:48I giudici, nella sentenza che condanna Vanni e Lotti, avevano ipotizzato che dietro quei
30:54delitti ci fossero dei mandanti e avevano chiesto di indagare. C'era la dichiarazione
30:59di Giancarlo Lotti.
31:00Ho detto che questo dottore andava dal mercatale, dal Pietro, per prendere questa roba delle
31:05donne.
31:06Gli dava qualcosa in cambio?
31:09Dici di ne pagare poi.
31:10Gli ne?
31:11Dici di ne pagare poi stai pagando.
31:13E c'era anche un'ispiegabile piccola fortuna nel conto postale di Pietro Pacciani, accumulata
31:18negli anni in cui si svolsero i delitti. Negli anni successivi le indagini portarono all'individuazione
31:25nella ricca e colta toscana di un gruppo di persone insospettabili. Un farmacista, un
31:30dermatologo, un dottore, un avvocato. Sono loro i mandanti? Quelli che commissionavano
31:36a Pacciani, Vanni e Lotti delitti e feticci in cambio di denaro? Era una setta satanica
31:42o che altro? Nel corso delle indagini, gli inquirenti iniziano ad indagare sulla morte
31:48del dottor Francesco Narducci, morto annegato nel lago Trasimeno il 13 ottobre 1985.
31:55Dopo 20 anni la procura di Perugia ipotizza il delitto, addirittura con una messa in scena
32:00che prevederebbe un doppio cadavere. Il dottore, dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti,
32:06avrebbe frequentato Francesco Calamandrei, il farmacista di San Casciano, rinviato da pochi
32:11giorni a giudizio come mandante dei delitti dalla procura di Firenze. Narducci avrebbe fatto
32:17parte di questo secondo livello e, diventato inaffidabile, sarebbe stato ucciso. Se a questa
32:24si aggiungono altre morti misteriose avvenute nel decennio precedente, lo scenario si complica
32:29ulteriormente. Francesco Vinci venne trovato carbonizzato nella sua auto. Milva Malatesta,
32:37amante di Francesco Vinci, una prostituta che secondo alcune testimonianze avrebbe partecipato
32:42a rituali esoterico-sessuali a casa del mago indovino, morì qualche tempo dopo anche lei
32:47carbonizzata nella sua auto, insieme al figlio Letto Mirco, di tre anni. Poi Renato Malatesta,
32:54marito di Maria Sperduto, amante di Pacciani. Venne trovato impiccato, ma si disse che non
33:00si trattava di suicidio. Quando un delitto, una serie di delitti, assumono connotati, implicano
33:09rapporti così complicati, è giustificata la speranza di arrivare prima o poi a risolverli.
33:17Guardate, vi voglio far vedere un dettaglio che però illumina molto bene le difficoltà
33:23con le quali ci si è trovati a combattere. Questi sono una serie di disegni dello stesso
33:29Pacciani, il quale dimostra una certa abilità. Se quel poveraccio avesse potuto magari studiare
33:37in un qualche istituto di storia di belle arti, sarebbe diventato una cosa diversa da quel brutale
33:44contadino che poi è stato. Guardate questo, l'uomo completamente vestito, la donna nuda in
33:50una posizione di offerta, ma vedete quasi bestializzata da questa pelle, peli come una
34:01belva, come un cane lupo che di fatti compare qua, laddove qui c'è un dettaglio, non so
34:10se lo possiamo illuminare, dove dice qui la didascalia, spesso le didascalie sono scritte
34:16in un italiano sgrammaticato, la gallina senza mutande, se ti prendo lo senti, ecco questo
34:22è un'allucinazione bestiale chiaramente, così come lo è questo bacio, guardate la
34:31fantasia, questo bacio tra un uomo e un lupo, alla quale fa da contrasto questo altro disegno,
34:38dove invece sotto le due aquile, qui c'è un agnellino e la didascalia che accompagna il
34:45segno grafico dice una cosa che sembra contraddire tutto il complesso delle altre, dice l'agnello
34:53di Dio che togli i peccati del mondo, povera bestia, perché lo mangiate? Ecco, questo è
35:01una cosa da animalista, è una cosa pietosa, che è un dettaglio della personalità di Pacciani
35:09che come ripeto sembra contraddire tutto il resto. Disegni come questi possono essere
35:17un indizio significativo, anche su questo dettaglio importante peraltro, gli psichiatri si sono
35:23divisi, chi ha detto di sì, chi ha detto di no, ma dai disegni così come da altri elementi
35:29che sono stati raccolti? È possibile risalire alla personalità del soggetto che ne è autore?
35:37Francesco Bruno, criminologo molto noto, si espresse qualche tempo fa nei termini che adesso
35:43ascoltiamo.
35:43Si trattava di una sola mano, di un serial killer che agiva all'interno di cause e motivazioni
35:55esoteriche e comunque religiose distorte, veri e propri deliri che avevano a che fare con la
36:03natura e con la riproduzione e che probabilmente il delitto dell'85 sarebbe stato l'ultimo compiuto
36:16all'interno di quel ciclo.
36:18Questa è la dichiarazione di Francesco Bruno, adesso è arrivato il momento di discutere delle
36:24ipotesi che sono state avanzate nel corso del programma con i nostri due colleghi illustri
36:31e che si sono praticamente, vi siete entrambi specializzati. Se vi posso dire, riassumendo
36:39in termini molto sintetici quello che io ho capito durante il programma e durante la sua
36:44preparazione, noi ci troviamo davanti a due ipotesi, almeno due ipotesi possibili. La prima
36:50è che il mostro di Firenze sia veramente un mostro, cioè una persona fisica individuata
36:57che ha agito, vivo o morto che sia oggi e passato tanto tempo, praticamente da solo. La
37:04seconda ipotesi è che invece quello che noi diciamo il mostro di Firenze sia un nome
37:09collettivo perché si riferisce a un gruppo di persone a loro volta sorrastate da un altro
37:15gruppo di persone mandanti, spezzi. Lei che ne pensa?
37:19Io sono convinto che sia... Parli più forte. Io sono convinto che sia un solo assassino. Un
37:25solo assassino. E la convinzione si deriva da diversi fattori, a parte il fatto che ho
37:31seguito sempre il caso fin dall'81, non c'è niente, ma niente, sulle scene dei delitti
37:37che lasci pensare alla presenza di più persone. Di più persone. Amadori concorda? No, io penso
37:43che posso essere più d'uno e penso che l'ipotesi del compagno di Mirendi sia...
37:49La verosimile. Amadori, Spezzi ha detto sulla scena dei delitti non si trova nulla che possa
37:57far pensare a più persone. Lei perché pensa il contrario? Per intuizione o perché...
38:02No, per un paio di motivi almeno. Il primo è il racconto di Lotti. Lotti sicuramente non
38:09era una persona istruita, ma era un registratore. Cioè quello che lui ha vissuto ha riportato
38:17esattamente quando ha deciso, quando ha mollato le difese. Diciamo che è un pentito, no?
38:22Diciamo che è un pentito. Sì, grosso modo. Comunque un passo importante l'ha fatto fare
38:26lui, raccontando particolari sicuramente inediti, come la morte di Pierontini quando...
38:33Di una delle vittime, diciamo. Di una delle vittime. Se facciamo nulla, no, se no ho paura
38:38che ci si disorienti. Perfetto. Per la morte... Per la morte di una delle vittime, raccontando
38:44di alcuni versi che la vittima aveva fatto in limine vite, che nessuno non era mai uscito
38:51sui giornali e poi il perito medico-legale è un dettaglio specifico, è soltanto chi
38:55poteva essere lì, cioè chi era lì poteva saperlo. O esserselo inventato... Lui non ha
39:00un'ideazione... Non ha un'ideazione a quell'altezza. Spezzi, questo mi sembra abbastanza
39:05ragionevole. Beh, direi che questa qui è la prova che Lotti mentiva. Dagli esami clinici
39:12risulta che la povera ragazza morì al primo colpo, non avrebbe il tempo neanche di dire
39:16hai. E Lotti mente per altri versi. Mente perché dice di aver visto Vanni tagliare
39:22la tenda, cosa che era scritto su tutti i giornali e che quindi tutti potevano sapere.
39:26Dice di aver visto Pacciani entrare nella tenda attraverso il taglio. Ebbene, il taglio
39:32è di 30 centimetri, il taglio è solo esterno, i teli sono due, quello interno non è tagliato,
39:38quindi lui racconta una cosa che non sta né in cielo né in terra. Fantasie. Non solo,
39:43ma viene tenuto, poi segregato per mesi in un luogo segreto che poi era la questura di
39:49Arezzo, dove viene interrogato da chi lo tiene in custodia e riesce a dare la versione così
39:56uguale a come si sa, tutti sanno, e mi sembra abbastanza incredibile che chi ha partecipato
40:02a tre delitti non riesca a dare alcun riscontro oggettivo.
40:08Per me non è stato tenuto segregato, ha avuto del stato a Genova anche presso psicologi che
40:15si erano accorti che lui aveva un blocco ed era necessario dal punto di vista investigativo
40:21di superare questo blocco. Il blocco era l'esperienza che lui aveva avuto omosessuale,
40:28quello era un blocco che gli impediva qualunque confessione. Una volta scoperto quello, da lì
40:34praticamente è uscito tutto, lui ha votato il sacco, con alcune imprecisioni, perché ci
40:39possono essere delle imprecisioni, ma non sono così determinanti.
40:43Vedete, noi stiamo cercando di riassumere nella contrapposizione dei giudizi in buona fede
40:48ovviamente di due colleghi, entrambi convinti di ciò che dicono, riassumere quelle che sono
40:54le state, sono tuttora, le difficoltà enormi di entrare dentro questo caso. La mia idea personale
41:00è che troppi elementi si sono avviluppati. Se il regista Andrea Bevilacqua mi dà il permesso
41:07di farlo, non vorrei guastargli l'inquadratura, arriverei fino lì a prendere quel sasso. Posso
41:13farlo? Sì, lo posso fare, scusate, vado a prendere questa pietra, perché vorrei porre
41:19proprio parlando della complessità degli elementi che si sono sovrapposti fino a confondere le
41:27acque nel modo che avete visto. Questa pietra qua, Spezzi, posso dire che lei per questa pietra
41:34qua è finito in galera? Anche per quella pietra. Anche per questa, in che senso? Nel senso
41:39che questa pietra, che è un fermaporte piuttosto comune nelle case di campagna. È un fermaporte
41:44che si compra. Ma nei mercatini delle bulge lo trovo, nelle vecchie case di campagna le
41:49trovo. Allora? Allora, in un delitto, quello dell'ottobre
41:55dell'81, fu trovata una pietra del genere e ricordo perché ero presente quando il colonnello
42:00dell'amico dei carabinieri la raccolse, visto che non ho trovato niente, raccolgo anche questa
42:04e non era sulla scena del delitto, era una ventina di metri e lì è rimasta tra i corpi
42:08di reato per decenni. Il nuovo investigatore, il commissario Giutteri, ha creduto che invece
42:13fosse una piramide tronca con significati esoterici e addirittura satanici.
42:18Satanici.
42:19Allora, a questo punto io me ne feci prestare una da un mio amico, perché ripeto, non è
42:24un oggetto neanche raro, per mostrarla proprio in una trasmissione televisiva. Dopodiché
42:27me la sono tenuta in casa, non l'ho restituita e quando fui perquisito mi fu trovata e quindi
42:35io avevo questo oggetto definito nel rapporto, piramide tronca base esagonale, occultata dietro
42:42una porta, un fermaporte.
42:44Occultata dietro una porta, ma è questo che poi quando insomma si scivola...
42:48E non mi è stato mai restituito perché, dice il giudice Mignini di Perugia, mi ricollega
42:54direttamente alla serie dei duplici omicidi.
42:56Cioè lei sarebbe un complice di omicidio?
43:00Secondo la procura di Perugia io sarei il mandante dell'omicidio del dottor Narducci, in quanto
43:09essendo io il mostro di Firenze volevo eliminare qualcuno che mi stava per capire.
43:13Ok, va bene, sorvoliamo sui dettagli. Io quello che posso chiedere al collega Agostini
43:19e Agostini, sono passati, ho detto prima, l'ho ripetuto anche un'altra volta, sono passati
43:2538 anni da quando questa storia è cominciata. Ha senso continuare a indagare?
43:33Beh, c'è un motivo, vabbè, l'omicidio non si prescrive mai e quindi è chiaro che va
43:39perseguito finché c'è la possibilità. C'è anche un motivo, secondo me, di studio
43:45perché è importante questa serie di delitti seriali che hanno sconvolto Firenze, sono
43:53importanti perché potrebbero aprire scenari nuovi, anche negli Stati Uniti per esempio
43:58non si sono mai avuti casi ipotesi di omicidi seriali in gruppo, quindi aprirebbe un capitolo
44:05nuovo nella criminologia.
44:06Nella criminologia, sì, ma lo chiede a tutte e due, risponde a chi vuole, fare delle indagini,
44:13tenere in piedi una corte degli uffici, cancellieri, segretari, investigatori, che lavorano su un
44:20caso a tanti anni di distanza. Che volete mai che si cavi fuori? Non è che io voglio, per
44:26carità, scoraggiare nessuno. Mi chiedo se c'è un senso, se c'è un senso pratico.
44:32Io credo, certo, praticamente io credo che sia impossibile perché poi c'è da dire che in
44:38tanti anni si sono sovrapposti, stratificati diversi investigatori, diversi giudici, delle
44:45indagini malfatte con una cultura, parlo anche del passato, non sto parlando solo dell'oggi,
44:50con una cultura investigativa inadeguata a questo tipo di omicidi, con dei testimoni,
44:56con dei personaggi che poi si sono rivelati essere dei calumniatori professionisti.
45:02Faccio per dire, l'esempio mi sembra che sia nella richiesta che ora il Pubblico Ministero
45:08di Firenze Canessa ha presentato per il rinvio a giudizio dell'ex farmacista di San Casciano
45:14come mandante. Ebbene, quello che dovrebbe sembrare la robustezza della tesi accusatoria
45:20a me sembra la sua debolezza. E cioè 28 faldoni di 8 mila pagine per dimostrare uno che lei
45:28mi insegna, uno dei reati più difficili, mandante esecutore, di 40 anni fa. Gli inglesi
45:35hanno una bellissima prola per dire prova, evidence, cioè una cosa evidente. Ora io
45:39mi chiedo, in 8 mila pagine è evidente che non c'è niente di evidente.
45:44Certo, perché è verosimile quello che le dice.
45:48Io penso che molte cose...
45:51Perché poi è una domanda da farle invece.
45:53Sì, molte cose erano già scritte nel tempo. È vero che le indagini sono state fatte
45:59a tratti male, che molti investigatori si sono sovrapposti. Molti tra gli investigatori e
46:05tra chi ha lavorato si è fulminato in questa indagine. Però molte cose sono già scritte.
46:13Si tratta di rileggerle in un'ottica attuale, nell'ottica degli nuovi sviluppi avuti.
46:19Quindi, c'è 8 mila pagine, magari alcune sono inutili, però sicuramente c'è qualcosa
46:25dentro che può aiutare...
46:26Lei mi sembra molto più fiducioso di Spezia, allora le faccio quest'altra domanda.
46:31Lei crede, ritiene, è verosimile che questi delitti, alcuni di questi almeno, siano stati
46:38commessi da più persone, i compagni di merende, diciamoli così. Ma crede anche che sopra
46:44quei disgraziati che erano i compagni di merende ci fosse un gruppo di persone più
46:49consapevoli che li dirigeva e li mandava a fare quelle robe?
46:54Io non mi spiego, per esempio, la ricchezza economica di Pacciani e di...
47:00Ma si può parlare di vera ricchezza?
47:02Sì, per quei tempi sì.
47:03Era un gruzzoletto, se mi ricordo.
47:05Era... quello di Pacciani, un potere d'acquisto pari a circa 900 milioni dell'epoca.
47:10Ah, beh, insomma, è un gruzzoletto.
47:12Non è poco. Visto che lui lavorava saltuariamente, è vero che risparmiava, che non spendeva.
47:17Lei se l'è posta questa domanda? Il miliardo di Pacciani, chiamiamo...
47:21Il calcolo del miliardo mi dispiace, ma è molto, molto, molto...
47:25Non l'ho fatto io.
47:26Io sì, lo so, lo so che non è fatto da te, ma è molto fantasioso.
47:29È fantasioso.
47:30Riferiamoci...
47:31Beh, scusate, scusate...
47:32Aveva 132 milioni del 92.
47:35Però...
47:35Ognuno faccia i suoi conti.
47:37Va bene, vada avanti, Agostini.
47:40Parte che aveva diviso in tre uffici postali.
47:43Guarda caso, in coincidenza dei delitti, in tre uffici postali diversi.
47:47Sì, tutto a nome suo.
47:47La domanda era, lei crede che sopra Pacciani ci fosse un circolo di persone, di professionisti,
47:53i quali dicevano, faccio la caricatura, Pacciani, vada lì, mi ammazzi una ragazza e mi porti un pub.
48:00Beh, ora non so se stanno esattamente in questione, però penso che sia possibile questo, sia per l'aspetto economico
48:09che anche per quello che ha detto Il Lotto.
48:11Il Lotto candidamente ha detto c'era il dottore, cioè per lui vuol dire una persona di un certo livello,
48:18di un certo spessore.
48:19Magari non era proprio un medico chirurgo, ma c'era qualcuno che poteva commissionare.
48:24Secondo me è possibile.
48:26Io abito a Mercatale, cioè da sempre conosco questi personaggi da sempre.
48:33Un po' bizzarri.
48:33Sì, con tutta la loro follia, però ritengo che sia possibile.
48:39Spezzi.
48:40Assolutamente.
48:40Assolutamente.
48:41Io, tra l'altro, lei avrà dimenticato, ma ho avuto l'onore di che lei me lo recensì in televisione,
48:46io ho scritto un libro, Le Sette di Satana, un saggio sulle sette sataniche.
48:51L'abbiamo fatto, sì sì, l'abbiamo citato in una puntata.
48:53E posso dire che nelle mie ricerche, ma sfiderei chiunque a trovare, non dico in Italia, ma in tutto il
49:00mondo e in ogni epoca, una setta composta di persone normali, intelligenti, addirittura altolocate, che fanno queste cose.
49:07Non esiste, non è mai esistita.
49:09E non si capisce perché dovrebbe esistere.
49:11Spezzi, però, scusi, non è mai esistita, ma mi permetto di, non nella fattispecie, ma noi abbiamo letto diversi casi
49:19di cronaca invece in cui più persone, anche giovani, si riunivano proprio per uccidere, per seppellire in un bosco, al
49:28termine di riti e se grandi.
49:30Sì, certo, ma stiamo parlando di giovani, emarginati, drogati, infatti qui stiamo parlando di seri professionisti che si dedicherebbero a
49:38queste cose.
49:39Questa mi sembra una cosa, non rischia di buttare un'ombra, anzi una luce un po' ridicola su tutta la
49:45storia?
49:46Sì, di sicuro, questo è un aspetto effettivamente un po' ridicolo, sono altri gli indizi raccolti, altri gli elementi, certo
49:56stanno valutando anche quello.
49:57C'è un'anomalia, perlomeno che lascia sconcertati, e cioè che la procura di Firenze arriva alla conclusione che il
50:05mandante è uno solo.
50:08Viene sul suo terreno, diciamo così, viene sul suo terreno.
50:11No, assolutamente, perché per me non c'è nessun mandante.
50:13Guardi che questi delitti, con questi tipi di esportazioni, senza andare a disturbare il diavolo o altro, sono avvenuti tante
50:21volte in America.
50:22Ebbene, alla procura di Firenze arriva alla conclusione che il mandante è uno solo.
50:25La procura di Perugia sta indagando su una serie di mandanti, la cosa sconcertante è che a fare tutte e
50:29due le indagini è lo stesso poliziotto, il commissario Giuttari.
50:32Ecco, allora su questa polemica, nota finale del collega Spezio, ringrazio tutti, ringrazio voi.
50:41Della pazienza tirerei questa piccola conclusione finale.
50:45Avete sentito nelle posizioni di due giornalisti esperti che si sono dedicati molto,
50:52hanno seguito praticamente come dei professionisti dell'indagine, non della cronaca,
50:57questi fatti avete sentito come si possa arrivare a due conclusioni quasi diametralmente opposte.
51:06Arriveremo mai a sapere chi è stato, a sciogliere questo enigma, chi è stato davvero il, i mostri di Firenze?
51:14Io, francamente, ne dubito. Arrivederci.
51:31Arrivederci.
51:32Arrivederci.
51:33Arrivederci.
51:35Arrivederci.
51:37Arrivederci.
51:37Arrivederci.
51:38Arrivederci.
51:40Arrivederci.
51:40Arrivederci.
51:41Arrivederci.
51:42Arrivederci.
51:43Arrivederci.
51:43Arrivederci.
51:44Arrivederci.
51:44Arrivederci.
51:45Arrivederci.
51:46Arrivederci.
51:46Arrivederci.
51:47Grazie a tutti.
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