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Il ciclo di approfondimento storico Enigma (andato in onda su Rai 3 tra il 2002 e il 2009) si è distinto per la sua capacità di far luce sui grandi misteri del passato.


La puntata del programma "Enigma", condotto da Corrado Augias, dedicata a Salvatore Giuliano ha analizzato i lati oscuri della vita e della morte del celebre bandito siciliano. Viene messa in discussione la versione ufficiale secondo cui Giuliano sarebbe stato ucciso in un conflitto a fuoco dai carabinieri, proponendo l'ipotesi che sia stato tradito e ucciso dal suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, per conto di menti più raffinate. Sono stati indagati i presunti legami tra Salvatore Giuliano e la X MAS (Decima Mas), oltre ai contatti con i servizi segreti americani nel contesto del dopoguerra. La narrazione ha inserito la figura di Giuliano all'interno della complessa situazione politica siciliana del dopoguerra, tra separatismo, banditismo e la gestione del potere mafioso...

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Trascrizione
00:03Buonasera, mi diceva Francesco Cerafici che è uno degli autori del programma, in un paese
00:09diverso dal nostro un programma come Enigma non si potrebbe fare, perché la nostra è
00:15come costellata di fatti dove gli eventi realmente accaduti, la mitologia sugli eventi, si confondono
00:24le une cose con le altre tutte intrise di memoria e il passato collettivo che noi abbiamo alle
00:31spalle è fatto anche di mille ombre che si estendono su avvenimenti remoti, prossimi,
00:40recentissimi. Il fatto di cui vi parliamo stasera che poi è una strage, una strage terribile,
00:46accade mezzo secolo fa, più o meno, in Sicilia, ma non è una storia siciliana, certo è lì,
00:52i protagonisti sono siciliani, la terra è quella, ma è una storia italiana, per le
00:58ombre che ancora oggi nonostante una sentenza della magistratura definitiva abbia individuato
01:04i colpevoli, per le ombre che ancora oggi quella storia ha addosso e che noi stasera cercheremo
01:10di rievocare. Siamo nell'Italia dell'immediato dopoguerra, la strage alla quale ho accennato
01:16è quella di Portella delle Gineste, il protagonista di quella storia si chiamava Salvatore Giuliano,
01:22questo filmato ricostruisce gli avvenimenti.
01:26Primo maggio 1947, Sicilia, Portella della Ginestra. Migliaia di contadini e lavoratori
01:34di San Giuseppe Iato, San Cipirello e Piana degli Albanesi sono riuniti per la festa del
01:40lavoro.
01:43è un'antica tradizione che solo il regime fascista aveva interrotto. La guerra è finita,
01:52il fascismo è caduto, la sinistra unita nel blocco del popolo ha appena vinto le elezioni
01:58regionali. C'è un clima festoso, ma su questa folla di uomini, donne e bambini qualcuno comincia
02:07a sparare. La sparatoria va avanti per 20 minuti. 11 morti, moltissimi feriti. È una strage.
02:37le autorità non hanno dubbi. A sparare sulla folla inerme sono stati gli uomini della banda
02:42di Salvatore Giuliano.
03:08Francesco Rosi, grande regista civile, nella drammaticità di Salvatore Giuliano.
03:13la tragicità del bianco e nero di questo film che risale al 1961. Avete visto, notato
03:18quelle ombre lunghe del tramonto con quei sopravvissuti, chini sui corpi di chi era caduto, ci restituisce
03:27tutta la tragicità di quella giornata del 1947. Guardatela in questa fotografia da satellite
03:35la piana degli albanesi, la portella delle ginestre. Qui, in questo spiazzo centrale dove c'è un curioso
03:43monumento detto Sasso Barbato in memoria di un medico condotto di fine ottocento che dedicava
03:50il suo lavoro ai poveri. Qui era radunata la folla. Da questo monte si disse che fossero partite
03:59le scariche omicide. In realtà pare, ma lo vedremo meglio nel confronto al proseguo di
04:07questa puntata, che l'azione fosse stata organizzata in maniera militare per cui anche da altri fronti
04:15ci furono scariche di fucileria. Quale fucileria? Questa, guardate. Qui abbiamo le armi che vennero
04:23usate in quel primo maggio. Questo è un moschetto automatico Beretta, detto Mab e se è consentito
04:30un piccolo ricordo personale, questa era l'arma che io tanti anni fa avevo in dotazione quando
04:36facevo il soldato. Un Mab. Questo è un moschetto 91, un modello 91, cioè 1891, ma pensate che con
04:46una variante di questo modello venne ucciso nel 63 a Dallas il Presidente Kennedy. Questo
04:57è un mitragliatore Breda, questo è calibro 9, questo è calibro 9, questo è calibro 6,
05:025, 65. Mitragliatore Breda, arma micidiale, tutte e tre sono armi da guerra. Questa è la
05:09caratteristica. E questo noi abbiamo, si può parlare di mafia, di mafiosi, oggi forse le armi
05:16da guerra dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, sono più diffuse nel mondo, il
05:22famoso Kalashnikov, ma queste erano armi da guerra nel 1947 e già questo è una cosa che
05:30dà da pensare. Adesso vedremo un altro firmato per cercare di capire meglio chi era Salvatore
05:38Giuliano, perché noi dobbiamo stabilire chi fosse il supposto, il presunto protagonista
05:44di quella strage. Ce lo spiega il filmato.
06:09È morto da oltre mezzo secolo, ma il suo nome, la sua storia, il mito del bandito
06:14Giuliano non si sono spenti. Di Salvatore Giuliano si sono occupati storici, giornalisti,
06:19curiosi. Sono state scritte decine di biografie. La sua vicenda è stata raccontata da film,
06:30opere liriche e musical. Le sue imprese criminali hanno riempito le pagine dei giornali e lo hanno
06:36reso un personaggio leggendario. Ma chi è Salvatore Giuliano? Il mito popolare lo ha dipinto
06:45come un bandito cavalleresco, nobile e pietoso, protettore dei deboli e della Sicilia. Le cronache
06:52hanno raccontato di un bandito sanguinario e spietato, colluso con la mafia e i poteri
06:56forti. Ma forse la vera storia di Salvatore Giuliano non è ancora stata scritta. Montelepre è il
07:03suo paese e la sua roccaforte. Tra queste viuzze e su questi monti Giuliano organizza
07:09la sua banda, il suo esercito, che per sette anni, a partire dal 1943, metterà a ferro
07:15e fuoco la Sicilia, lasciando sul proprio cammino centinaia di morti. Contro di lui lo
07:30Stato manda i propri uomini. Costituisce dapprima l'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza,
07:35poi il CFRB, Corpo Forze Repressione Banditismo. Ma la banda Giuliano è inafferrabile.
07:44Il re di Montelepre compie assalti agguati contro carabinieri e poliziotti, sequestri di
07:49persona, rapine e distorsioni, come la maggior parte delle bande che nel dopoguerra imperversano
07:55in Italia. Ma Salvatore Giuliano non è un bandito come gli altri. Compie stragi, attacca
08:01sedi di partito, sfida lo Stato, stampa volantini, fa proclami, rilascia interviste. Scrive persino
08:08al presidente degli Stati Uniti, Harry Truman. Gli confessa la propria volontà di estirpare
08:13i comunisti dalla terra siciliana. Insomma, Giuliano si fa attrarre e coinvolgere dalla
08:18politica. Il mio fratello Salvatore Giuliano ha preso contatto con il movimento del separatismo
08:26nel 1945. Ci hanno portato i gradi dei comandanti dell'ES, i distintivi, le divise, armi, munizioni,
08:37insomma, tutte. Io mi dico che la polizia attribuiva a mio fratello, che mio fratello assassinava
08:45i carabiniere senza motivo. Non è niente vero. Se ci sono state perdite di carabinieri
08:52è stata semplicemente nella lotta del separatismo. Perché giustamente è stata una guerra. Anche
08:58da parte di mio fratello ci sono state perdite di uomini. Quindi lei mi insegna che quando c'è
09:03una guerra le perdite sono su una parte e l'altra. Ma sempre a scopo politico.
09:09Nel 1946 la Sicilia ottiene l'autonomia e il movimento separatista depone le armi per
09:15diventare un partito politico. Molti, tra quelli che hanno combattuto per la causa separatista,
09:22ottengono l'amnistia dei reati politici. Non Giuliano e la sua banda. Loro sono solo dei
09:28banditi. Giuliano resta latitante. Attorno a lui e ai suoi uomini continuano a concentrarsi
09:38gli interessi e le trame di mafiosi, reazionari, monarchici e non solo. Informative dei servizi
09:46segreti italiani e americani di quegli anni sembrano collegare la banda a gruppi avversivi
09:50neofascisti. È forse il lato oscuro della storia di Giuliano. Un volto nuovo e sconosciuto
09:58del bandito.
10:00di giudici e carnifici faceva. O di le poverette approfittava, la sua connanna sicura
10:06l'aveva. E la giustizia soppi prima prova un trucchieri chiamato Terranova. E su c'avia
10:12frumento, pasta ed ova e con l'usura a credito venneva. Azzercando così i puncenti
10:18chiamati alle creanti poveri che aveva e guadagnando l'umile e peccento quando venneva
10:23un chilo di promento. Ma non sape sto fatto un dà momento, tu di Giuliano ci figi lo conto
10:29lo stesso e no, beazza senza stento. Che la sentenza c'è legge a doppunto. Il canta
10:40è una storia, elemento caratteristico di ogni storia popolare che si rispetti. Neanche
10:52questo manca e non mancano neanche, come vedete qua, le fiancate dei carretti e le illustrazioni
11:01popolari della vicenda dove questa rappresenta la strage di Portella, vedete la folla che
11:08arriva festosa, il comizio, le bandiere e poi i banditi che sparano dalla sommità di
11:16questa montagna, i primi morti, il pianto, il cadavere. In queste storie Giuliano viene
11:26dipinto come un eroe popolare, una specie di rusticano Robin Hood che toglie ai poveri
11:33per dare ai ricchi, in realtà ben altre sono le implicazioni della sua azione, perché
11:38hanno riflessi politici e hanno anche riflessi che vanno al di là dei confini italiani.
11:45Nel commento al filmato che avete appena udito avete sentito fare dei riferimenti ai servizi
11:52italiani e americani, torneremo su questo punto. È esattamente una delle ombre più lunghe
11:59che stanno su questo fatto e non soltanto sulla strage di Portella, su una serie di fatti
12:07che hanno accompagnato la storia di questa Repubblica nel secondo dopoguerra. C'è anche
12:13un'altra parte della storia di Giuliano che è questa e che si chiude con questa immagine
12:19qui. Ma adesso parliamo della Sicilia, anzi di quel particolare momento della sua storia
12:26che ha una data precisa, 10 luglio 1943.
12:3610 luglio 1943, è il D-Day dell'operazione Aschi. Migliaia di uomini con carri armati
12:44e mezzi bellici mettono piede sulla costa sudorientale della Sicilia. È una delle più grandi operazioni
12:51anfibie mai realizzate. I combattimenti vanno avanti per oltre un mese prima della capitolazione
13:02dell'isola. Nonostante bombardamenti e distruzioni, ovunque la popolazione accoglie festante le
13:09truppe alleate. È la fine della guerra e forse la fine della fame. Gli americani, sostiene
13:17qualcuno, per preparare il piano dello sbarco, si sono rivolti a mafiosi del calibro di Lachi
13:21Luciano, promettendogli libertà in cambio di informazioni e appoggi.
13:28La mafia siciliana dunque sosterrebbe gli alleati. Una cosa è certa, caduto il fascismo,
13:34la mafia ristabilisce il controllo sul territorio. Si fa garante dell'ordine pubblico e in qualche
13:39caso ottiene anche incarichi. Il capo mafia Calogero Vizzini, per dirne una, diventa sindaco
13:46di Villalba. Sono anni difficili quelli dell'immediato dopoguerra. Il movimento separatista
13:54raccoglie simpatie e si organizza militarmente. La popolazione, afflitta da anni di privazioni,
14:00è in agitazione. Il movimento per l'occupazione delle terre, le lotte sindacali, la riforma
14:08agraria, provocano scontri tra contadini e grandi proprietari, sostenuti dalla mafia latifondista.
14:16Alle elezioni regionali del 20 aprile 1947, i socialcomunisti, uniti nel blocco del popolo,
14:22vincono le elezioni. Ma in quel tormentato dopoguerra in Sicilia, sono in molti a temere
14:34l'avanzata delle sinistre. Monarchici, conservatori, neofascisti, proprietari terrieri, mafiosi.
14:41Come nel resto del mondo, due blocchi cominciano a confrontarsi. Un confronto che porterà a
14:46qualche anno più tardi, alla guerra fredda. Gli alleati, ancora prima della fine della guerra,
14:53hanno cominciato ad organizzarsi per contrastare e contenere il pericolo di un'influenza sovietica
14:57in Italia. L'OSS, Office of Strategic Services, il servizio segreto americano con a capo James
15:11Jesus Engleton, avrebbe tra i propri obiettivi proprio quello di creare una rete di uomini
15:17in grado di opporsi con tutti i mezzi ad un'eventuale prevalenza politica dei comunisti.
15:23E su questo terreno sarebbe nata una sorta di intesa con quei gruppi di clandestini
15:27neofascisti che già dalla fine del 1943 si riorganizzano e proliferano nell'Italia liberata.
15:36Si legge in un documento del SIS, il Servizio di Informazioni e Sicurezza, del 25 giugno 1947.
15:43La banda Giuliano è da ritenersi, fin dall'epoca delle nostre prime segnalazioni, a completa disposizione
15:49delle formazioni nere. Dalle carte emergerebbe dunque che la banda Giuliano avrebbe contatti
15:56con queste formazioni neofasciste. Ma ci sarebbe di più. La banda avrebbe ramificazioni in Calabria,
16:03Campania e a Roma. Ci sarebbero addirittura relazioni tra la banda Giuliano e uomini della
16:09decima massa, la formazione del principe nero Iunio Valerio Borghese.
16:16Pensate che cosa fu quel mese di luglio del 1943 dal quale questo documentario, questo
16:23filmato, questo documento è cominciato. Il 10 luglio gli americani sbarcano in Sicilia,
16:29il 19 luglio c'è il grande bombardamento di Roma con più di 2000 morti, una settimana
16:35dopo, il 25 luglio, Mussolini nella riunione del Gran Consiglio viene messo in minoranza
16:42e cade il fascismo. Mussolini viene arrestato etc. In mezzo a tutto questo, fin dal 1943
16:52e ancora di più poi nel 45, nel 47, nel 48, con le grandi elezioni politiche che fecero
17:00da sparti acqua di quel periodo, si cominciano a delineare le ombre di una possibile unione
17:06tra servizi segrete degli Stati Uniti che vedevano giustamente del resto l'Italia come una terra
17:11di discrimine, di confine tra il mondo occidentale e il mondo comunista e associazioni neofasciste
17:20e addirittura banditesche come quella del Salvatore Giuliano. Io qui sono in mezzo a questi
17:26parafernalia che vedete, qua c'è una fotografia del principe Junio Valerio Borghese, la decima
17:32massa che possiamo dire una specie di marins, una fanteria di marina, truppe scelte, truppe
17:39di ardimento, si era segnalata per azioni valorose. Dopo la guerra diventò una struttura
17:45parapolitica, semiclandestina, pronta a essere anche strumentalizzata come poi in effetti
17:51fu. Questa è una divisa originale, dell'epoca vedete le caratteristiche mostrine rosse che
17:58poi durante il periodo della resistenza e della lotta antifascista assumeranno purtroppo
18:04un connotato sinistro e crudeltà, questa è originale, invece gli standardi, lo scudetto
18:12che vedete qui sono parafernalia contemporanei perché il mito perdura, il mito di questo
18:19reparto perdura e queste sono cose che continuano a essere stampate e che piacciono a qualcuno
18:25evidentemente. Attiro solo la vostra attenzione su quella cosa laggiù che dice Memento a udere
18:32semper, perché mass originariamente significava motobarca armata svan, ma l'immaginifico Gabriele
18:42d'Annunzio trasformò quell'acronimo in Memento a udere semper che è proprio una cosa tipica
18:50d'Annunziana. Ma vediamo, io vi ho soltanto accennato, vediamo nei dettagli che cos'era e quali
18:58erano le caratteristiche in positivo e in negativo di questo reparto.
19:20Decima marinai, decima comandante, questo il grido di guerra della decima flottiglia
19:26mass del principe nero, Iunio Valerio Borghese. La decima mass è un corpo speciale dei mezzi
19:35d'assalto della marina italiana, che in guerra si distingue per audacia e successi. Iunio
19:42Valerio Borghese ne assume il comando nel maggio 1943 e ne diventa subito il comandante carismatico.
19:50I Marò, gli uomini della decima, lo riconoscono come capo assoluto, al di sopra delle gerarchie
19:56militari, al di sopra di Mussolini stesso.
20:01Parla sua eccellenza il mareciano Pietro Badaglio. Il governo italiano, riconosciuto la impossibilità
20:09di continuare la imparilotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare
20:20ulteriori e più gravi fiagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower.
20:29Borghese considera l'armistizio dell'8 settembre una resa vergognosa per l'onore e l'orgoglio
20:34della patria e, ancora prima che si costituisca la Repubblica Sociale Italiana, si schiera
20:39a fianco dei tedeschi per combattere gli angloamericani. Migliaia di giovani volontari si arruolano
20:47nella decima massa, che, da leggendaria flottiglia di mare, si trasforma in una divisione di terra
20:53con armi, ranghi e insegne proprie. Finanziamenti autonomi, piena libertà d'azione e fedeltà
21:01assoluta al proprio comandante. Ma questa autonomia sarà motivo di dissidio con Mussolini
21:08e con le più alte gerarchie di Salò. Ottobre 1944. Iunio Valerio Borghese costituisce
21:18il battaglione Vega, nel quale riunisce gli uomini più esperti. Hanno il compito di svolgere
21:24una guerra segreta oltre le linee, con azioni di spionaggio e sabotaggio contro gli alleati.
21:30Ma non solo. Borghese vuole creare una rete clandestina in grado di organizzarsi militarmente
21:35e politicamente per opporsi al comunismo.
21:44Prima ancora della fine del conflitto, quando l'Italia è ancora divisa in due, con a nord
21:48i nazifascisti e a sud gli alleati, Borghese avrebbe avuto i primi contatti con i servizi
21:54segreti italiani che sperano di salvaguardare dalla distruzione gli impianti industriali del
21:58nord e con i servizi alleati, interessati alla rete clandestina creata da Borghese.
22:0726 aprile 1945. Milano è sotto il controllo dei partigiani. Borghese ordina lo scioglimento
22:15della decima. Nei giorni seguenti viene arrestato e di fatto messo in salvo da James Jesus Angleton,
22:22il capo dei servizi segreti alleati, per poi essere internato nell'isola di Procida in attesa
22:27di essere processato per crimini di guerra. Ma un agente del SIS, nel documento interamente
22:35dedicato ai rapporti tra Giuliano e le formazioni nere, avrebbe riferito anche che al bandito
22:41Giuliano doveva essere demandato il compito di provvedere all'evasione di Borghese, perché
22:46soltanto l'ex capo della decima massa era ritenuto in grado di assumere militarmente
22:50il rango, per l'influenza esercitata, di capo delle formazioni clandestine dell'isola.
23:01Guardate questa bella immagine spavalda del bandito Giuliano alle mie spalle. Vedete
23:09questo giovanotto, un'aria rustica, rusticana potrei dire, ma da Robin Hood come molti
23:18lo interpretavano, uno che toglieva i ricchi per dare ai poveri. La polizia e i carabinieri
23:24non riuscivano a trovarlo, ma lo trovavano per esempio delle affascinanti reporter che
23:30lo raggiungevano nel suo nascondiglio e avevano anche delle avventure di tipo romantico,
23:38chiamiamolo così, con lui. Naturalmente si trattava di un bandito, ma quante volte un uomo,
23:45un assassino circondato da una certa aura non ha mietuto anche successi di tipo amoroso.
23:54Nel nostro caso abbiamo un altro dettaglio che va sottolineato ed è quello rappresentato
24:01da questi abiti, questo impermeabile, questo binocolo, perché testimoni quel giorno del 1947,
24:08primo maggio, il giorno della strage, dissero di aver notato incontro cielo su un'altura
24:16un uomo così vestito che osservava, che scrutava l'andamento militare come un generale.
24:23Era probabilmente Giuliano? È possibile che fosse Giuliano, anche questo è un elemento
24:29che non è mai stato interamente chiarito. Comunque lunga che sia stata la sua avventura,
24:37anche per lui un giorno, arriva la resa dei conti e guardate un po' che cos'è la predestinazione,
24:44vorrei dire, perché neanche la resa dei conti, che adesso vedremo nella sua drammatica sequenza
24:50finale, riesce a chiarire interamente, non solo le ombre pregresse, ma nemmeno le ombre
24:56che accompagnano quella morte.
25:003 maggio, alle ore 11 in tutta Italia sciopero generale di protesta e di lutto, nove sono
25:06i morti di Sicilia, più di cento i feriti. Il corteo romano è aperto da una doppia fila
25:11di ciclisti, mani sulla spalla l'uno dell'altro come al ritorno dall'officina. Silenzio, ordine
25:16e dignità nel dolore e nella protesta, così il popolo risponde al brigantaggio dei massacratori.
25:24Dopo la strage l'Italia tutta si stringe attorno alle vittime di Portella della Ginestra.
25:30I giornali riportano la cronaca dell'agguata. All'assemblea costituente il deputato comunista
25:38Girolamo Licausi denuncia il clima di intimidazione a cui da mesi i comunisti siciliani sono soggetti.
25:48Ma il ministro dell'interno Mario Scelba esclude categoricamente che ci sia un movente politico
25:54per la strage. Le conclusioni dell'inchiesta sono approssimative. Molte testimonianze vengono
26:02trascurate. I mandanti, ammesso che ce ne fossero, rimangono sconosciuti. Alcuni componenti della
26:08banda Giuliano vengono arrestati e finiscono con il confessare. Altri, come Salvatore
26:14Ferreri, fra diavolo, perdono la vita in circostanze poco chiare.
26:23Il processo per la strage di Portella della Ginestra si apre a Viterbo il 12 giugno 1950.
26:30Giuliano è il principale imputato. È ancora latitante, ma non per molto.
26:38Ecco Castelvetrano dove Turiddo era stato abilmente attratto. Dalle 3 e 15 quando il carabiniero
26:44Ferreri avvistò il bandito, la sparatoria durò fino alle 3 e 50. Quando Giuliano raggiunse
26:48la via Mannone, imboccò il cortile moresco della Casa de Maria. Forse era ferito. Sparò
26:54ancora. Il capitano Ferreri aprì il fuoco. Giuliano cadde qui, dov'è la pozza di sangue.
27:00La robitoria del cimitero viene portata fuori la salma. Giuliano aveva 28 anni. Sulla
27:05sua faccia di cui è stato preso il calco non si leggono quasi più i segni di un destino
27:09a sinistro. Eppure è lui.
27:17La versione ufficiale dei carabinieri è assai confusa e non convince nemmeno i giornalisti,
27:23tanto che Tommaso Besozi, per l'europeo, farà un titolo che passerà alla storia.
27:27Di sicuro c'è solo che è morto. I documenti che Giuliano portava sempre con sé sono spariti
27:34e sulla possibile dinamica della sua uccisione sono state avanzate un'infinità di ipotesi.
27:41Giuliano doveva essere eliminato. Perché? Era un testimone scomodo?
27:48Come scrisse Tommaso Besozi, l'abbiamo visto nel documentario, di sicuro c'è solo che è
27:54morto. La ricostruzione dei carabinieri faceva acqua da tutte le parti. D'altra parte questa
28:01fu una delle morti pubbliche, diciamo, una delle prime morti pubbliche ampiamente documentate
28:07sia dal punto di vista fotografico che in quei documentari che precedevano i film. La televisione
28:12non c'era, sarebbe venuta di lì a qualche anno. Di questa scena vi faccio notare qui nella sagoma
28:19disegnata a terra col gesso, come poi resterà nel cortile di quella casa, non si vede, ma si vede
28:24qua e l'abbiamo vista nel filmato, ma si vede soprattutto qua, vedete in questa cantastorie, in questa
28:33scena da cantastorie, si vede che mentre il cadavere di Salvatore Giuliano, già
28:42face, prono, faccia a terra col mitra, la pistola, come abbiamo messo nella nostra ricostruzione,
28:49le macchie di sangue sulla sua canottiera sono tutte sul dorso. Ora, se lui fosse caduto,
28:57ucciso nel conflitto a fuoco dei carabinieri, quelle macchie ovviamente non sarebbero state
29:02sul dorso, questo senza voler fare nessuna parodia investigativa, è chiaro che è una prova
29:08che quel cadavere venne messo lì in quella posizione per nascondere un'altra vicenda.
29:17Qui c'è scritto quale altra vicenda si fosse trattato, c'è scritto, è disegnato il racconto,
29:25ma io per adesso non ve lo dico, perché noi vogliamo andare a un altro punto, al processo
29:31che venne fatto, perché dopo quell'uccisione, e dopo alcuni mesi, si apre un processo che
29:38va avanti così.
29:40Il processo alla banda Giuliano per la strage di Portella della Ginestra si celebra a Viterbo
29:45tra il 1950 e il 1952, con mille colpi di scena.
29:53Molti componenti della banda ritrattano le loro confessioni, estorte a quanto sostengono,
29:58con la forza.
30:01In aula vengono letti i memoriali di Giuliano, ma non convincono, qualcuno avanza l'ipotesi
30:07che siano stati scritti sotto dettatura.
30:10Gaspare Pisciotta, il luogotenente di Giuliano, l'uomo che più di chiunque altro gli è stato
30:14vicino, promette, o forse minaccia, di fare rivelazioni importanti, ma non ora, non qui.
30:21Intanto, con un clamoroso colpo di scena, confessa di aver ucciso lui, Salvatore Giuliano,
30:26quella notte a Castelvetrano.
30:28Sostiene di averlo concordato con il ministro Scelva.
30:33Tutti quanti noi servimmo con lealtà e disinteresse, i separatisti e i monarchici.
30:38Iddi a Roma con le loro cariche, mentre noi ci hanno ammanettato e scaricato in galera.
30:44Omicidi, sequestri, ricatti per centinaia di milioni e poi tutto diventa politica.
30:48Ho collaborato con l'ispettore di polizia, tutti fommo confidenti, tutti, banditi, polizia
30:54e mafia, erano tutte nella genetà.
30:56Poi, un altro colpo di scena.
30:59Pisciotta fa i nomi dei presunti mandanti.
31:01A ordinare la strage furono il principe Gianfranco alliata di Montereale, il deputato monarchico
31:07Giacomo Cusumano, l'onorevole monarchico Tommaso Leone Marchesano e il democristiano
31:13Bernardo Mattarella.
31:17Gli inquirenti ordinano nuovi sopralluoghi a Portella.
31:22La giustizia si è spostata sul luogo a far parlare le cose.
31:26Da grosse valigie escono gli incantamenti.
31:30Poi i carabinieri fanno avanzare i testi.
31:32Dopo giurato raccontano.
31:34Le 11 del mattino, già si aprivano gli involti delle merende.
31:37Le prime raffiche di Mitra furono credute mortaretti di allegria.
31:42La traiettoria delle raffiche è indicata dai quattro cacciatori che i banditi sequestrarono
31:46durante la sparatoria.
31:48Essa durò forse 20 minuti.
31:51Si tenta di tirare le fila di questa vicenda fitta di bugie, depistaggi, responsabilità
31:57occultate, testimoni inascoltati o morti ammazzati.
32:043 maggio 1952.
32:07La sentenza.
32:09Ergastolo per Gaspare Pisciotta e altri 11 della banda.
32:14Pisciotta promette altre rivelazioni.
32:16Ma non finisce così.
32:18Si dovrà fare un giorno un altro processo, quello per la morte di Salvatore Giuliano
32:22e allora dirò tutto quello che non ho detto qui.
32:24Ma non farà in tempo.
32:27Chiamate un medico, presto, presto.
32:29Ma non farà in tempo.
32:35Ma non farà in tempo.
32:379 febbraio 1954.
32:41Gaspare Pisciotta muore avvelenato nella sua cella, a Palermo, nel carcere del Lugardone.
32:48Con lui se ne va forse la speranza di fare piena luce sui tanti misteri che hanno circondato la vita
32:54di Salvatore Giuliano.
32:56Ecco un altro testimone che non potrà più parlare.
32:58Pensate che in carcere, Pisciotta stava scrivendo il suo memoriale che naturalmente, dopo la sua morte, sparisce.
33:06Come tante volte abbiamo sentito, borse sparite, borse gonfie di documenti ritrovate vuote o non ritrovate affatto.
33:15C'è un episodio di Pisciotta, è un prototipo tra l'altro, perché qualcuno ricorderà che anche Sindona morirà avvelenato
33:24anni dopo.
33:24Siamo già nella nostra epoca, diciamo, mentre questa è preistoria.
33:30Morirà avvelenato da un caffè in carcere.
33:34Era stata una messa in scena?
33:37Era stato lo stesso Sindona a uccidersi?
33:40O era invece qualcuno che lo voleva fare fuori?
33:43Per quello che riguarda Pisciotta non c'è dubbio che qualcuno lo volesse fare fuori.
33:48Sia che la strecnina, una dose massiccia da cavallo, come si suol dire, fosse stata messa nel caffè,
33:55e nel qual caso avrebbe un'origine interna al carcere, sia che fosse stata messa invece nella medicina che lui
34:03era tisico,
34:04che prendeva abitualmente per soffocare la tosse e in questo caso il veleno veniva da fuori del carcere.
34:13Siamo arrivati, per quanto è consentito ad un programma televisivo, ricostruzione di cronaca,
34:20siamo arrivati alla conclusione della nostra storia, della ricostruzione degli eventi, del racconto per così dire,
34:27ma siccome ci sono una quantità incredibile di libri che sono stati scritti,
34:33dove queste vicende vengono approfondite in maniera molto più completa di quanto abbiamo potuto fare noi,
34:40noi di questi libri e di questi autori, che ringraziamo di essere venuti, di questi libri dicevano abbiamo scelti due.
34:48Uno è questo di Giuseppe Parlato, Fascisti senza Mussolini, edito dal Mulino,
34:53e uno edito da Bompiani, e questo di Giuseppe Casarubea, Storia segreta dello Sicilia,
35:00dallo sbarco alleato a Portella delle Ginestre.
35:03Ora scrive Casarubea, che un uomo della decima massa, addestrato dalle SS di Verona,
35:11venne spedito in Sicilia per unirsi a Giuliano, e poi continua in inglese,
35:17Head of a Fascist Band in the Palermo, cioè capo di una formazione fascista a Palermo, Giuliano.
35:24Così lo definiscono i servizi americani e aggiunge,
35:27la banda Giuliano è da ritenersi, fin dall'epoca delle nostre prime segnalazioni,
35:31a disposizione delle formazioni nere.
35:35Scrive invece Parlato, il quadro della presenza fascista al Sud,
35:40dei rapporti con l'OSS, che sono i servizi, ricordo, l'ho detto il firmato, ma lo ricordo anch'io,
35:46l'OSS è il padre della CIA, per così dire, è l'antenato della CIA,
35:51e sono i servizi segreti americani, sono i servizi segreti americani capeggiati da quel Angleton,
35:58che meriterebbe lui sì un'altra di queste puntate di Enigma,
36:02perché è uno dei personaggi più affascinanti, misteriosi, ambigui dei servizi segreti mondiali.
36:10Forse faceva addirittura il doppio gioco con i sovietici, o di questo venne accusato,
36:15insomma, ma quella è un'altra storia, come si usa dire.
36:19Scrive dunque Parlato, il quadro della presenza fascista al Sud e i rapporti con l'OSS sono chiari,
36:25ciò che non è chiaro è l'estensione di tali rapporti fino al 1947,
36:29cioè fino alla strage di Portella delle Ginestre.
36:33Parlato e Casarubea sono qui con noi oggi e ne approfittiamo, ringraziandovi, ripeto,
36:38per aver accettato il nostro invito, buonasera signori professori,
36:42ne approfitto per rivolgere loro alcune domande a completamento della sommaria ricostruzione dei fatti
36:51che abbiamo svolto finora.
36:53Allora, professor Casarubea, in due parole, ci spiega la sua posizione su questa,
37:01se è possibile fare le due parole, su questa drammatica vicenda?
37:05Ma questa è una vicenda molto complessa, che per essere spiegata necessita di uno scavo in diversi archivi,
37:16perché gli archivi italiani da soli non sono sufficienti.
37:19Non sono sufficienti, e quali altri?
37:21Soprattutto gli archivi inglesi e secondariamente gli archivi americani.
37:28Lei ha scavato?
37:29Noi abbiamo scavato, dico noi perché mi sono avvalso della notevole collaborazione di Mario Cereghino,
37:38che è uno studioso di Buenos Aires, nato a Buenos Aires.
37:44Procediamo con molta sintesi, perché il tempo non è molto, avevo molte domande a farle.
37:49Dunque, l'altro archivio è l'archivio sloveno di Ljubljana.
37:52Niente meno.
37:53Dico Ljubljana perché Ettore Messana, che viene mandato in Sicilia nel maggio del 1945,
38:06era stato questore a Ljubljana, in epoca fascista, quindi dal 1941 al 1942,
38:13aveva fatto poi una…
38:15Salti i dettagli, vada per sommelier.
38:17Poi, anziché essere processato per i crimini che aveva commesso in Slovenia contro la resistenza titina,
38:25era stato mandato, promosso e mandato in Sicilia come ispettore generale di pubblica sicurezza.
38:32Ecco il collegamento colubiano.
38:34Lei condivide questa prima impostazione del suo collega parlato?
38:40Sì, condivido questa impostazione.
38:43Io credo che il problema sia estremamente complesso, credo anch'io che il problema sia da affrontarsi
38:50sugli archivi stranieri, in particolare quelli americani che sono stati già visti, certamente
38:54quelli inglesi, sicuramente quelli sloveni.
38:58Credo anche che il problema sia poi quello dell'utilizzazione e della selezione della documentazione,
39:05perché molti di questi documenti, mi riferisco soprattutto alla documentazione americana,
39:11contengono situazioni veritiere, situazioni poco veritiere e situazioni di volutamente
39:19fuorviante, come nel costume dei servizi segreti.
39:22Certo, io però vorrei cercare, nella rispettiva posizione che avete su queste cose, vorrei cercare
39:31di, ormai è passato mezzo secolo e passa, 60 anni, quanti sono, vorrei cercare di tirare
39:37una sintesi, la sintesi che io da profano ho fatto, da cittadino, da uomo che legge i giornali
39:43e qualche volta li scrive, ma ho fatto questa, Salvatore Giuliano si è trovato incastrato
39:49in un gioco più grande di lui.
39:51L'Italia comincia ad essere nel 1947 quella terra di confine tra este e ovest che purtroppo
39:57sarà fino al 1992, cioè fino alla caduta dell'Unione Sovietica praticamente, 89 Berlino,
40:0592 Cremlino, dalla quale noi abbiamo avuto, noi in Italia, abbiamo avuto una quantità
40:12di vantaggi, perché abbiamo avuto i dollari dall'America, i rubli dall'Unione Sovietica,
40:17tutti hanno portato un sacco di soldi, ma anche una quantità di tragedie.
40:24Allora, in due parole, lei mi può chiudere la vicenda Giuliano o no?
40:31Ma vede, io penso che se non si fa giustizia sui morti non si può chiudere questa vicenda,
40:36perché le stragi purtroppo, o grazie a Dio, non vanno e non debbono andare in prescrizione,
40:43se le stragi andassero in prescrizione sarebbe una sostanziale ingiustizia, quindi la pacificazione
40:49sì, io penso che il popolo italiano debba essere pacificato, ma a condizione che si
40:56faccia giustizia, chiarezza…
40:57Che vuol dire fare giustizia e supportare la vicenda ministra?
41:00Che si faccia un processo serio contro i mandanti che allo Stato attuale…
41:04Secondo lei, nella sua opinione di studioso, quali sono e chi sono i mandanti?
41:09Dunque, i mandanti sono coloro che erano organizzati militarmente per il colpo di Stato
41:16che si stava preparando in Italia. Portella della Ginestra doveva servire soltanto come
41:22esca per lo scatenarsi della reazione che si doveva impiantare.
41:28Si possono individuare, se no con nome e cognome, con funzione e appartenenza politica a questi
41:33mandanti?
41:33I mandanti sono lontani e vicini, vi sono mandanti intermedi, vi sono mandanti territoriali,
41:41può essere mandante anche l'ispettore Messana, il quale fa passare impuniti e inosservati
41:49tutti i delitti contro i capi Lega, contro le Camere del Lavoro, contro i lavoratori del
41:57primo maggio, contro coloro che si erano resi responsabili degli assalti contro le Camere
42:02del Lavoro del 22 giugno, i quali passano indenni come se non fossero mai accaduti quei
42:09fatti. Lei può fare, poi vengo subito da lei per l'altro, lei può fare un parallelo
42:13tra questo lasciare passare indenni gli attacchi alle sedi delle Camere del Lavoro sindacalisti
42:17con quello che era accaduto nel 19 quando le squadre nere, governo FACTA, erano state
42:25lasciate indenni fino al 22, al 28 ottobre?
42:28Sì, io penso che si possa costruire un parallelo anche se i tempi sono completamente diversi.
42:34Ovviamente, grosso come modalità di…
42:36Sì, un parallelismo parlato. Il professore ha detto una cosa precisa, la condivide?
42:44Allora io credo che il punto d'incontro, intanto premetto che il discorso a mio avviso…
42:49Con la stessa sintesi che sono riuscito a scopare…
42:52Certo, certo. Va messo sul piano storico più che sul piano giudiziario, almeno per
42:56quanto mi riguarda. Il problema è che certamente…
42:59Scusi se la interpreto bene, lei non sente come il professore l'esigenza di un processo
43:04finale che faccia giustizia?
43:07Io sento l'esigenza di una chiarezza di carattere storico in questo momento.
43:11Va bene, già c'è una differenza.
43:13Sì, che ritengo sotto certi punti di vista ancora più rilevante rispetto ad un processo,
43:19perché il processo evidentemente si riferisce a persone, queste persone nel frattempo sono
43:23defunte, quindi se si fa un processo si deve andare a cercare delle persone. Se si fa una
43:29ricostruzione storica si può andare a riguardare i fatti e anche le persone e gli enti.
43:35E' chiaro, il punto di incontro, io penso, finale possa essere questo. Penso che siamo
43:43d'accordo che dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma già in qualche misura
43:48anche prima, da parte delle organizzazioni del fascismo che sta per finire, si incomincia
43:55a pensare al dopo e si incomincia ad organizzare una rete in funzione della prossima guerra che
44:01ci sarà, quella contro il comunismo, per organizzare una resistenza, tra virgolette, in funzione
44:07anticomunista.
44:08A questo bisogno…
44:09Che c'entra Giuliano con questa ricostruzione?
44:11Giuliano può entrare in questo discorso nella misura in cui una Sicilia, terra di forti
44:17contraddizioni, terra di latifondi e quindi anche terra poi in questo momento di mafia,
44:21di occupazione americana, di contrasti, diventa l'elemento più interessante per svolgere un'azione
44:28o di provocazione o comunque di denuncia della…
44:33Per certi aspetti le vostre analisi coincidono, per altri no, mi pare di capire.
44:39Io penso che si debba soprattutto cercare la verità, la verità storica dovrebbe finalmente
44:47coincidere con la verità giudiziaria, purtroppo non è stato così perché a 24 ore di distanza
44:55dalla strage di Portella Scelba disse è stato Giuliano, quindi non si poteva senza che
45:00neanche fossero aperte le indagini…
45:01Ricordiamo per quelli nati che Scelba era un ministro dell'interno, forse il più famoso
45:07ministro dell'interno che abbiamo avuto nel dopoguerra.
45:10Il quale come ministro dell'interno peraltro sapeva cosa gli passavano i servizi segreti
45:15italiani, cioè il SIS? Il SIS era informato dell'organizzazione del golpe del 1947 e quindi
45:22il ministro Scelba avrebbe dovuto in qualche modo prendere dei provvedimenti.
45:27Quale fu la motiva? Prego.
45:29Il golpe si riferisce al golpe, diciamo, reazionario, a un golpe anticomunista in questo caso?
45:36Non era solo anticomunista, perché molti vedevano nella Repubblica il comunismo, ma non
45:42era così, persino i liberali di Croce passavano per comunisti, cioè vi era una visione del
45:48comunismo piuttosto lata.
45:50Perché in realtà i stessi documenti, i stessi documenti americani, i stessi documenti italiani
45:55parlano di una possibilità di golpe, ma da parte comunista e d'altra parte la provocazione
46:02a cui lei faceva riferimento nel momento in cui si ammazzano inermi operai a portella
46:09della ginestra, non può che preludere ad una reazione di segno contrario e questo potrebbe
46:14essere il discorso della provocazione. Ma il golpe, così come l'ora X che in tutta
46:19Italia viene diffusa come idea nel 1947, è la possibilità che il Partito Comunista, come
46:24l'ha fatto nell'est europea, prende il potere con le armi.
46:27Ma vedete, scusi, risponda brevemente perché poi vi devo fare una domanda.
46:31No, ma brevissimamente, se esaminiamo i documenti inglesi e americani, in questo sono concordi,
46:40il golpe che si sta preparando in Italia non è quello comunista, quello che si evince
46:45in modo chiaro è il golpe dei fascisti, dei neofascisti organizzati a un livello capillare
46:52anche in Sicilia, ma anche a Torino, anche soprattutto nella zona di confine nord-orientale
46:57dell'Italia. Il golpe che si organizza operativamente è un golpe fascista.
47:04Laddove quello comunista di cui parla parlato era un, dice lei, era un fantasma.
47:10Era un fantasma, era un paventato fantasma.
47:13Può anche essere stato un paventato fantasma. Di fatto il golpe anticomunista in un'Italia
47:19che sta diventando anticomunista perché nel maggio del 1947 la democrazia cristiana lascia
47:26fuori i comunisti e i socialisti al governo, lo trovo un pochino, mi lascia un pochino
47:29perplesso.
47:30Poi consacrato dalle elezioni del 18 aprile del 1948.
47:33Esattamente, esattamente. Se mai vedo più probabile tra i due golpe, voglio dire, un
47:38golpe, un'azione, diciamo, di massa comunista.
47:41Vi devo fare una domanda. Non è così. Ecco, allora prendo atto. Prendo atto che ci sono
47:50due posizioni inconciliabili. Da una parte si dice il golpe demuto era quello fascista,
47:57neofascista, di cui peraltro si continuerà a parlare per decenni perché io ricordo che
48:01ancora negli anni 60 continuavo a sentir parlare di questo golpe fascista, la strategia della
48:10tensione, il piano solo, il gladio e tutte quelle robe lì. No, dice parlato, non è quello
48:17che si temeva, ma un golpe di tipo comunista, cioè che l'Italia, sottratta dopo l'accordo
48:24di Yalta, la spartizione del mondo alla parte comunista e caduta, c'è chi dice, io condivido
48:32nella parte occidentale, venisse sottratta, strappata e riportata all'interno del blocco.
48:37E lì i documenti sloveni potrebbero essere molto interessanti per vedere i rapporti.
48:41E andatevi a cercare, benedetti ragazzi. Quando finiamo, andiamo.
48:43Quando andatevi a cercare, sarebbe ora che venissero fuori. Io però voglio dire, siccome
48:49devo chiudere, vi voglio fare una domanda finale che vi dico la verità, preme a me, ma
48:54credo che prema, datemi voi storici una spiegazione del perché la nostra storia nazionale, al contrario
49:02di quella della maggior parte degli altri favisi europei. Penso alla Germania, penso alla Francia,
49:08penso soprattutto alla Gran Bretagna. Perché è continuamente inquinata da questi, il golpe
49:15di qua, il golpe di là, quelli sono comunisti, quelli sono fascisti. Perché siamo così accesi?
49:23C'è una ragione storica, è che l'Ulidità di Italia è stata malfatta. È che siamo stati
49:28una zona di confine tra due monti troppo a lungo. Qual è? Lei ce l'ha una spiegazione?
49:34Ma io penso che la spiegazione possa trovarsi nella gestione della politica europea già
49:40dall'impianto degli anni 40, cioè a partire dallo sbarco angloamericano. Perché è da lì
49:47che si avvia un processo democratico deviato, bagato in partenza. Nel senso che attraverso
49:55Engleton, che qui è stato citato ampiamente, si avvia in Italia un percorso di democrazia
50:02mal costruita perché vede all'interno dello Stato la penetrazione non solo di Cosa Nostra,
50:10che nasce proprio negli anni 40, a partire da Portella come organizzazione, ma anche del
50:18vecchio regime fascista. La sua spiegazione è la mia cruda domanda.
50:25Intelligente cruda domanda. Credo che l'Italia sia un paese di forti lacerazioni dal punto
50:32di vista ideologico e lo è sempre stato da Napoleone in poi, se vogliamo, dalla rivoluzione
50:37francese in poi. Questa è stata anche la sua ricchezza però, attenzione, non è stata
50:41soltanto la sua dannazione. Il problema è un altro, il problema è come si riesce a
50:48ricostruire la storia cercando di uscire dalle lenti dell'ideologia. Questo è il vero
50:53problema perché che ci sia una contrapposizione ideale nella popolazione lo trovo un elemento
51:00di democrazia e di ricchezza. Che la storia si faccia invece con le lenti dell'ideologia
51:04a questo, probabilmente, è un difetto che noi abbiamo.
51:07Grazie, professor Casarrubea, hai parlato. Ecco, questo era quel succo che abbiamo tirato
51:12fuori dalla vicenda Giuliano. Vedete perché il nostro paese, in questa piccola breve discussione
51:19finale con questi due professori, credo che sia venuto fuori chiaramente perché il nostro
51:23paese è pieno di enigmi, il che consente anche, se mi consentite di ridurre al minimo questa
51:31vicenda, di fare programmi come questi. Grazie, alla prossima.
Commenti
carlonicotera84320
Creator
Ci sono misteri che segnano la nascita di una nazione, segreti così profondi da diventare il peccato originale di una Repubblica. Per la storia ufficiale, la parabola del bandito Salvatore Giuliano si chiude all'alba del 5 luglio 1950 in un cortile di Castelvetrano, crivellato di colpi. Ma a distanza di decenni, quel cadavere steso sotto il sole della Sicilia non è la fine della storia. È l'inizio del più grande enigma del dopoguerra italiano...

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