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Trascrizione
00:18San Marzano è una delle più belle realtà dell'enologia pugliese.
00:23Oltre mille piccoli viticoltori conferiscono le loro uve a questa azienda, perfettamente organizzata, che se ne prende cura.
00:32Le trasforma in una gamma di ottimi prodotti.
00:36Vini che raccontano il territorio e la sua unicità grazie a una squadra di professionisti di prim'ordine.
00:41Al mio arrivo incontro il presidente, Francesco Cavallo.
00:45Un uomo, una visione.
00:50Un posto bellissimo, un progetto affascinante. Dove siamo esattamente?
00:56Adesso siamo nel comune di Marugio, al confine con il comune di Torricella.
01:03Siamo chiaramente nel pieno porto di Taranto e qui è la parte a sud del porto di Taranto.
01:12Il mare è lì, però siamo immersi in un altro mare, un mare verde di vigne.
01:18Siamo, è certo, questa è una zona altamente evocata per la produzione del preditivo, tanto che il professor Calò, direttore
01:30di San Michele all'Adice, la classifica, la migliore zona per la produzione del preditivo.
01:38Ah, e qui voi avete un progetto ambizioso perché gli ettari sono tanti.
01:44Beh certo, vorremmo ricostruire quella che è la storia della Puglia e del Salento in specifica modo.
01:52Quindi vorremmo, oltre a ristrutturare la nostra, la masseria e i vecchi pagliari, dove far vivere ai nostri clienti e
02:05ai nostri amici proprio la vita contadina di una volta.
02:09E' quindi il vigneto e quindi 1500 piante di frutti autoctoni pugliesi in via di estinzione, che partono dai peretti
02:21selvatici a una varietà di fichi autoctoni pugliesi.
02:26E quindi vorremmo far immergere i nostri clienti, i nostri consumatori finali nel mondo della Puglia, è enologica, ma anche
02:34orticola, frutticola, insomma.
02:37Quindi un luogo di accoglienza e di cultura materiale, insomma.
02:42Un bagno di agricoltura e di prodotti di un tempo.
02:50Come si chiamerà?
02:51Oggi l'azienda è Samia, un nome antico da alcune ricerche storiche.
03:00Pare che i primi abitanti di questa zona sono stati i greci, perché siamo nella piena magna grecia.
03:07Io devo farvi complimenti, perché insomma recuperare una struttura antica in abbandono, ma creare questo parco della memoria, questo parco
03:16agricolo e culturale al tempo stesso, è un'impresa straordinaria.
03:23Io credo che avrà un grandissimo successo.
03:26Lo sforzo che stiamo facendo è in male, ma soprattutto per la ricerca meticolosa dei frutti, delle piante, che è
03:39difficile trovarle.
03:41Oggi grazie all'Istituto Sperimentale Basile Caramia di Locorotondo, probabilmente siamo stati un po' più facilitati a trovarli.
03:50Insomma un inno alla biodiversità.
03:52Ecco, ma qui nascerà anche una linea di vini?
03:54Ebbè decisamente, con tutti questi vigneti, decisamente sì, stiamo già programmando e puntando a produrre dei vini chiaramente di altissima
04:05qualità,
04:06sfruttando appunto la tesi del professor Calò che vede in questo terroir proprio il Grand Cru del Primitivo.
04:15Bene.
04:15E quindi da quello partiremo a produrre un Grand Cru.
04:20Fantastico.
04:21Grazie.
04:29Tommaso, siamo finalmente in mezzo alla vigna, questo è Primitivo, dove siamo?
04:33Sì, assolutamente.
04:34Siamo in un bellissimo vigneto di Primitivo, in una delle zone centrali della DOC.
04:40Siamo in Agro di Marugio, a ridosso del Mar Ionio, su questo terreno di medio impasto, tendenzialmente sabbioso, ricco di
04:48scheletro,
04:48quindi un terreno che ben si addice alla coltivazione del Primitivo.
04:52I terreni così sciolti generalmente sono terreni che garantiscono e conferiscono poi alle uve e al futuro vino grande struttura,
05:01corpo, grandi caratteristiche polifenoliche e anche quindi cromatiche.
05:07Infatti la vendemmia c'è già stata, ma vedo questi grappoletti, i racemi.
05:11Sì, la vendemmia si è conclusa circa qualche giorno fa, però ovviamente sono rimasti i racemi che non sono altro
05:18che delle fruttificazioni secondarie e che quindi hanno una materietà scalare.
05:23Nuva mi sembra fantastica questa.
05:25Assolutamente, in passato i nostri nonni utilizzavano queste uve per fare i vini della casa o comunque i vini rosati,
05:32però possiamo denotare la grande struttura, non è altro che appunto...
05:38Esce già rosso, sì, assolutamente, perché la concentrazione polifenolica...
05:42Attenzione, ho la camicia bianca io.
05:44La concentrazione polifenolica e cromatica è veramente interessante, frutto di un contesto, di un agroecosistema che conferisce determinate caratteristiche uniche
05:53nel suo genere.
05:54Qui l'hai scelto, pensato, impiantato tu. Secondo che criteri questo video?
05:59Sì, ovviamente abbiamo pensato ad una viticoltura di tipo moderno, ma perfettamente legata e piena espressione di un territorio, quindi
06:11legata alla tradizione, perché per noi di San Marzano innovazione e tradizione devono andare di pari passo.
06:16Che tipo di viticoltura fai? Biologica?
06:19Abbiamo appunto scelto per filosofia e mission aziendale appunto di essere la piena espressione della viticoltura marina insieme ad un
06:29concetto di agricoltura biologica, perché fare agricoltura in questi terreni, così diciamo ostili, difficili, ricchi di scheletro e in prossimità
06:39del mare, quindi con indici di salinità quasi al limite, è molto difficile.
06:44Ma abbiamo giovato di tante situazioni.
06:47Ecco, perché c'è il rovescio della medaglia, è difficile però c'è dei vantaggi.
06:51Assolutamente, difficile a scapito dell'aspetto quantitativo, a vantaggio dell'espressione qualitativa di quella che è il vero primitivo.
06:58Anche perché ci siamo accorti che le brezze marine e le umidità del mattino ricche in grande contenuto appunto di
07:05iodio e di sodio hanno un'azione sanitizzante e di conseguenza è come se fosse, permettimi il termine,
07:13come se fosse un naturale anticrittogamico e quindi perché appunto il sale ha un'azione di contrasto allo sviluppo delle
07:21principali crittogame,
07:23ma anche un'azione di contrasto a quello che è lo sviluppo della chenopi, quindi della biomassa fogliare e anche
07:29della produzione.
07:30E quindi qui il progetto è di fare un grande primitivo.
07:34Assolutamente, oggi siamo qui e ogni anno monitoriamo e analizziamo quella che è l'espressione nel tempo del vitigno in
07:43questo agro, nell'agro di Marugio.
07:45E in questa situazione con determinate tecniche agronomiche che partono dall'inverno con la gestione dei sovesci, quindi in biologico
07:54utilizziamo diverse essenze.
07:56Ecco, che essenze utilizzate?
07:57Sì, generalmente sono essenze miste fra leguminose e graminacee, ma abbiamo sperimentato da qualche anno l'utilizzo di facelia.
08:04La facelia è una pianta che in Italia non si vede molto.
08:06Assolutamente no, siamo quasi i pionieri in questa essenza, è una pianta bellissima,
08:11oltre che dall'effetto cromatico bellissimo perché sono questi fiori violacei, quindi molto bella,
08:18ma poi anche una pianta mellifera, quindi attira tantissimo le api che conferiscono poi una serie di vantaggi all'agro
08:25ecosistema in genere
08:26e quindi ci permette di fruire dei servizi ecosistemici all'interno del sistema vigneto.
08:31Insomma la ricerca non dorme mai?
08:33Assolutamente.
08:33Tu dormi qualche volta?
08:34Mai.
08:35Mai?
08:35No, va bene.
08:57Il tramare è un rosato dal bel colore rosa pallido, ha un profumo intenso, ricco, che mi ricorda i frutti
09:03rossi, la ciliegia, la prugna,
09:05ma è colorito di brezza marina e di erbe della macchia mediterranea.
09:10In bocca è morbido, polposo, fresco, sostenuto da una bella acidità e chiude lungo sulle note del frutto, asciutto ma
09:20non troppo.
09:21Che spettacolo qui!
09:35Che cos'è questa struttura?
09:38Questa è una stazione meteo, nonché una stazione di controllo e in questo momento sto sincronizzando i dati,
09:47cosa che posso fare in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo.
09:51Questa appunto va a raccogliere tutti i dati ottenuti dalle varie stazioni di riferimento all'interno del vigneto,
10:01elabora i dati e utilizzando degli input di tipo meteorologico, ad esempio velocità del vento,
10:06bagnatura fogliare attraverso questo sensore di umidità, il pluviometro e l'umidità,
10:11in base poi alle sonde che abbiamo all'interno del vigneto, quindi questo tipo delle radici artificiali e delle foglie
10:19artificiali,
10:19organizza il tutto e ottengo un output, cioè un dato finale, dove in qualsiasi momento conosco la situazione del mio
10:28vigneto.
10:29Tutto questo a che cosa ti serve?
10:31Ciò mi consente di ottimizzare quello che è l'utilizzo delle risorse, quindi risorse non solo ambientali ma anche economiche,
10:38quindi di puntare all'ottimizzazione di tutte le operazioni all'interno del vigneto,
10:44quindi dalla gestione dell'irrigazione alla gestione della strategy, quindi dell'aspetto fitosanitario.
10:51E ciò mi consente di gestire ad esempio i momenti di stress per far sì che ottenga il massimo della
10:59qualità,
11:00poiché sappiamo che un vigneto riesce ad espletare le sue massime potenzialità quando è in un regime di stress controllato,
11:08poiché in questo regime produce una serie di fitolescine, di fitocomposti,
11:12che poi danno origine a quelli che sono i polifenoli, allontiociani.
11:15Quindi alla qualità.
11:16E alla qualità.
11:32Qui siamo nel cuore di San Marzano, vedo legno dappertutto, quante barrique avete?
11:42Abbiamo circa 2000 barrique con una turnazione di massimo tre passaggi,
11:49con un periodo che va da qualche mese, sei mesi, per un massimo di 12 e 18 mesi.
11:57Il concetto è che il legno deve essere soltanto una cornice, una finitura, non deve sovrastare il frutto.
12:06Il vino non deve sapere di legno, no, ma in effetti i risultati vi danno ragione.
12:13Ci serve semplicemente per affinare e per dare quell'eleganza al vitigno primitivo
12:24e al negramaro per limare i tannini.
12:32Sulla scia del successo del primitivo abbiamo pensato di valorizzare anche il negramaro.
12:42Vabbè, il grande vitigno salentino oltre il primitivo.
12:45Esatto.
12:45Quindi questo è proprio la crema della crema.
12:47Il negramaro è un vitigno, per la verità, che è un po' più difficile.
12:54Il nome ci richiama un po' a questo colore molto fitto
12:58e ha il tannino di base che è amaro.
13:05Beh, proprio cupo, nero quasi.
13:09È un vino nero.
13:09Nero due volte perché si dice che il nome sia Niger in latino
13:16e Mavros in greco, quindi in tutte e due le lingue, nero nero.
13:20È doppiamente nero.
13:22Ragion per cui un vino che è così ricco di polifenoli
13:26ha il tannino che non è sempre molto dolce.
13:32Ha bisogno di essere levigato.
13:34Abbiamo pensato a una barrique più tostata
13:39perché ci voleva un legno un po' più strong
13:45per un vino che era più strong.
13:50Il vino si sente molto giovane,
13:53ma questo è un vino che ha un potenziale di evoluzione,
13:56di invecchiamento notevole.
14:01Tanto frutto, spezia, ma poi c'è questo senso di mineralità,
14:06di terra, di sottobosco, sotto che è molto interessante.
14:11Tu si apre.
14:12Poi note tostate, note fumetti,
14:14ma proprio in sottofondo appena appena te le devi andare a cercare.
14:18Poi è un vino che veramente, da quando l'abbiamo versato,
14:21da adesso sta a cambiare, ha bisogno di ossigenarsi, di respirare.
14:25Sì, in realtà sì, questi sono vini che hanno bisogno di aprirsi molto.
14:30E anche qui, insomma, giudicare dal colore, dalla concentrazione,
14:34è una cosa anche come gradazione.
14:36Come gradazione, sì.
14:38Vino importante.
14:38Sono vini che hanno 15 gradi di partenza poi con il tempo
14:43e sono anche molto glicerinati.
14:47Beh, grande bocca, grande verticalità, trovo.
14:50Ha delle prospettive di maturazione negli anni notevoli.
14:57Qui il tannino si sente, insomma.
14:59Si sente di più rispetto al primitivo.
15:01Tannini vellutati, ben risolti, tannini eleganti.
15:05Tutto va a comporre un quadro aromatico di grande intensità,
15:11però in un guanto vellutato, insomma.
15:30Quante persone lavorano qui?
15:32Cioè, tu dirigi una squadra...
15:34120 persone.
15:36Mamma mia, adesso siamo nel massimo.
15:38Sì, nel massimo, perché ci sono anche, diciamo, dei dipendenti stagionali.
15:42E quanti quintali di uva lavorate?
15:46Siamo a un massimo di 200.000 quintali di uva.
15:50Per bacco.
15:51Sì.
15:51Ebbè, d'altra parte, 1.500 ettari.
15:541.500 ettari, sì.
15:57Comprensibile.
15:58E senti, se vogliamo dare qualche numero, come bottiglie, su che numeri ci...
16:03Come bottiglie, non rimaniamo mai standard, per fortuna, perché...
16:08Ci sono delle variazioni, da una vendemmia all'altra, però...
16:12Sì, allora, siamo arrivati ad un massimo di 14 milioni.
16:18Per bacco.
16:19Complimenti.
16:19Vuol dire che sui mercati di tutto il mondo...
16:22Siamo, sì, più o meno in 60 mercati di tutto il mondo.
16:25Ricopriamo un po' tutto l'emisfero.
16:30Mamma mia.
16:31Complimenti.
16:32Veramente impressionante vedere tutto questo.
16:39Ed eccoci al cuore della San Marzano.
16:42Questo è un vigneto straordinario.
16:44È la vigna 60 anni, che è diventata il simbolo di questa azienda.
16:48Qui nasce un vino conosciuto in tutto il mondo.
16:53Tommaso, ci siamo.
16:55Siamo nel vigneto 60 anni, nella valle del 60 anni.
17:00Sì, qui...
17:01E queste sono le vigne più vecchie dell'azienda.
17:03Assolutamente.
17:03Qui è dove viene una, diciamo, delle nostre punte di diamante, di 60 anni.
17:07Frutto della media dell'età di questi vecchi alberelli.
17:10Io amo queste piante perché sono testimonianza di una viticoltura, la nostra viticoltura.
17:17Amo definire queste piante come esemplari pleiotrofici ed egliotrofici, cioè capaci di adattarsi al passare del tempo, ma soprattutto a
17:26quella che è la direzione del sole.
17:27In effetti la concentrazione fenolica che si ha su queste piante è eccezionale.
17:33Non c'è paragone con una linea giovane.
17:35Assolutamente, poiché il grappolo riesce ad avere una distribuzione omogenea della radiazione solare su tutto il grappolo.
17:42Ne consegue quindi un profilo polifenolico ed organolettico in genere eccezionale.
17:48Senti, qui sono stati, vedo, adattati a spalliera, insomma, nel corso degli anni.
17:52Sì, sì, però anticamente era diverso.
17:54Anticamente la viticoltura si è ispirata un po' al pumo grottagliese, cioè nel senso tutta la parte della biomassa fogliare
18:05veniva legata all'apice a forma di pumo, il classico pumo grottagliese.
18:13Ovviamente nel passare degli anni questa operazione è risultata molto onerosa e anche per certi versi molto scomoda quando si
18:20hanno un po' di volumetrie,
18:21perché qui poi il progetto San Mazzano ha portato ad unificare tantissimi fazzoletti di terra destinati allo sveglimento e all
18:30'abbandono
18:30e adesso abbiamo raggruppato circa 20 ettari in questa zona.
18:35Ovviamente la gestione risultava particolarmente difficoltosa e abbiamo adottato appunto l'utilizzo di un classico filo in corten,
18:44dove appunto potesse essere, il che potesse essere di sostegno alla vegetazione e alla struttura fruttifera.
18:51Quindi voi qui state facendo un lavoro complicatissimo, insomma, di restauro e di mantenimento di un vigneto antico, insomma.
19:00Sì, sì, assolutamente. Infatti durante il corso della stagione abbiamo selezionato e a partire dall'anno scorso abbiamo selezionato delle
19:08marze
19:08che ogni anno vengono innestate sulle fallanze che poi andiamo a trovare.
19:15Perché ovviamente un vigneto così antico deve essere disetaneo, come dite voi tecnici.
19:21Insomma, ogni pianta ha un'età diversa, quindi 60 anni era l'età media.
19:27È la media, è la media dell'età, ovviamente perché abbiamo visto dalle piante di 80 anni fino alle giovani
19:33piante.
19:33E questi sono i racemi.
19:35Questi, i classici racemi, sono buonissimi.
19:38È veramente un qualcosa di...
19:42Assaggiamo, assaggiamo, guarda che roba.
19:47Eccezionale.
19:48Devo dire, non è un'uva di seconda scelta quest'anno, veramente?
19:55Assolutamente, assolutamente.
20:04Timo non è un nome a caso.
20:06Questo vino mi ha affascinato per la freschezza e l'intensità delle note mediterranee e di erbe aromatiche.
20:12C'è il timo, appunto, ma c'è il lentisco, il cisto, il corbezzolo, lo iodio.
20:18Sono i profumi di queste dune carezzate dalla brezza marina.
20:23In bocca è ricco e sapido, quasi salato, come deve essere un buon vermentino.
20:27È lungo, persistente.
20:29Un vino di mare.
20:49Siamo andati per anni alla ricerca del clone perfetto, dell'omologazione, dell'omologazione.
20:54E invece qui no, è un inno alla biodiversità, insomma.
20:56Sì, perché purtroppo per anni anche la viticoltura, ad esempio mondiale, trainata dalla viticoltura francese in particolare,
21:02ha portato alla selezione monoclonale.
21:05Quindi selezione monoclonale dove si sono creati veri e propri impianti, quasi, permettimi il termine, industriali,
21:12di un unico clone che avesse un unico adattamento e che avesse poche variabilità all'interno, diciamo, del periodo vegetativo
21:22e su una scala anche di più annate.
21:24Ovviamente noi ci siamo trovati e nel momento in cui ci siamo trovati in questo patrimonio di biodiversità,
21:31assolutamente la nostra missione è quella di continuare a preservare.
21:34In effetti, ti dirò Marco, come cooperativa e come azione anche sociale nei confronti dei nostri soci,
21:42cerchiamo di stimolare attraverso una remunerazione più alta delle uve provenienti ad alberello
21:49chi mantiene questi sembrali.
21:52È ovvio che bisogna dargli un premio, insomma.
21:54Assolutamente.
21:55Senti, poi a un certo punto le chiacchiere sono chiacchiere.
21:58Quando metti il vino nel bicchiere che viene da vigne come questa,
22:02tu senti una complessità, una profondità, una ricchezza che altre vigne non riescono a dare.
22:12Quindi è veramente un patrimonio che va tutelato.
22:15Certo.
22:20Sto per incontrare l'enologo dell'azienda che controlla 1200 soci e 1500 ettari di vigneto.
22:28Ma questi vigneti hanno un cuore, la vigna 60 anni, dove nasce un vino di livello eccellente.
22:39Davide, assaggiare il 60 anni nel bicchiere del 60 anni, nella vigna del 60 anni,
22:46insomma, è una bella cosa, una bella emozione.
22:49Beh sì, sembra il massimo, partire dalla vigna e arrivare direttamente al bicchiere
22:54per vedere cosa la terra ci dà.
22:56Allora, la terra ci dà un'uva fantastica e lo sappiamo,
23:00ma quando quest'uva arriva in cantina che succede?
23:02Beh, una massima attenzione già a partire dalla campagna
23:05con una selezione delle uve direttamente in campagna.
23:08Arrivando in cantina facciamo una pre-macerazione a freddo,
23:12quindi una macerazione a freddo pre-fermentativa,
23:14di circa 24-48 ore a 7 gradi,
23:17in modo tale da far esaltare più la parte aromatica.
23:22Successivamente facciamo partire la fermentazione,
23:24portata sempre a una temperatura intorno a 23-25 gradi
23:29per non perdere tutta la parte aromatica.
23:31Fermenta in acciaio?
23:32Fermenta in acciaio.
23:32Fermentazione in acciaio, temperatura controllata,
23:35una cinetica di fermentazione lineare,
23:37in modo tale da non avere problemi durante la fermentazione.
23:42Finita la fermentazione,
23:43sviniamo che mediamente dura intorno a 10 giorni
23:47per far sì che avvenga anche la parte macerativa,
23:50di macerazione e quindi l'estrazione di tutta la parte polifenolica
23:53dalla buccia.
23:55E poi è pronto per l'invecchiamento in barrique.
23:58Ecco, quindi matura nelle botti di legno nuovo?
24:02Sì, sì, tutto legno nuovo.
24:04Ah, come lo scegliete il legno?
24:05Cerchiamo di usare tostatura molto leggera,
24:09in modo tale da far esaltare più la parte aromatica del vitigno
24:13e non andare a influenzare il vino con il legno.
24:17Comunque giustamente è il vino bandiera dell'azienda,
24:21perché è un vino,
24:22tanto ha un colore bellissimo,
24:24questo rubino intenso, brillante,
24:27ma poi ha un naso di una eleganza, di una finezza.
24:31Quanto dura invece la maturazione in legno?
24:34Ogni anno è differente,
24:36però siamo intorno ai 12 mesi.
24:39Poi si affina in bottiglia?
24:41Poi di nuovo in acciaio,
24:44circa 2-3 mesi prima di andare in bottiglia,
24:46in modo tale da ricreare la massa iniziale.
24:51E poi in bottiglia prima della commercializzazione?
24:53In bottiglia ha bisogno di almeno 3-4 mesi di maturazione.
24:58Cioè questo frutto così intenso,
25:00queste note di macchia mediterranea,
25:04ma qui siamo nel cuore del Mediterraneo,
25:07queste note delicatamente speziate,
25:09queste note di pepe,
25:12ma è la ciliegia, la marasca,
25:14la ciliegia matura.
25:17La sovramaturazione dell'uva
25:18ci porta ad avere tutta questa parte aromatica,
25:20che poi cerchiamo di esaltare
25:22durante la fermentazione e l'affinamento.
25:25una sfumatura di tabacco, di tostato,
25:30ma elegante, sottesa, diciamo,
25:33all'opulenza del frutto,
25:34un naso importante, ricco,
25:37e anche la bocca.
25:41La ricchezza del primitivo,
25:43in bocca,
25:44un'esplosione.
25:46Un'esplosione di frutto, sì.
25:48Vino intenso, ricco,
25:50opulento,
25:51ma dotato di una spina acida
25:53che gli dà freschezza e
25:55grande bevibilità,
25:56grande persistenza aromatica.
25:58Bellissimo lavoro, complimenti.
26:00Grazie mille.
26:15Io non avevo mai visto
26:17all'interno di una pagliara.
26:19Sì, qui si nota
26:20il colorito,
26:22il colore rosso,
26:23le pietre che è sempre
26:25il portato della presenza di ferro
26:27nel nostro suolo e sottosuolo.
26:29Queste sono pagliare piccoline,
26:31insomma, nella famiglia,
26:32grande famiglia di Trulli,
26:33Pugliesi, Salentini,
26:35della Valle d'Itria,
26:36ci sono varie tipologie.
26:37Queste così piccole
26:38erano usate più che altro
26:39come ricovero per gli attrezzi,
26:41sostanzialmente,
26:42per gli attrezzi agricoli.
26:43Oh, è un simbolo
26:44di questo territorio?
26:45Assolutamente.
26:45Infatti lo usiamo,
26:47è un po' assurdo,
26:49è simbolo della DOC,
26:50del primitivo di Manduria,
26:51l'abbiamo adottato anche
26:53nel nostro consorzio di tutela.
26:54È un po' il,
26:56è un motivo ricorrente,
26:57diciamo,
26:58le masserie sono la parte
26:59più nobile a livello architettonico,
27:01però con le nostre pietre
27:02si facevano anche queste pagliare,
27:03questi Trulli,
27:04che in realtà sono proprio
27:05il portato dei lavori agricoli,
27:07perché quando si andava
27:08a preparare un campo
27:09per fare il vigneto,
27:10non c'erano certo
27:11gli attrezzi,
27:12i trattori,
27:13i ripper che ci sono adesso
27:14per preparare il suolo,
27:15si scavava a mano
27:17con la zappa,
27:18eccetera,
27:18si tiravano via i sassi
27:19e si facevano i muretti
27:20e si facevano le pagliare,
27:22con questo utilizzo,
27:23diciamo,
27:23da chi ci dormiva
27:25in quelle più grandi
27:25e chi le usava
27:26solo per riporvi attrezzi.
27:34Mauro,
27:35esperienza bellissima
27:37questa visita,
27:38ma qui c'è un territorio
27:39che ha tante ambizioni.
27:41Sì,
27:42la nostra doc
27:44ha lavorato bene
27:46in questi anni,
27:46siamo riusciti
27:47a far conoscere
27:48il nostro vino,
27:49siamo riusciti
27:51a renderlo adatto
27:52ai palati internazionali,
27:54il pubblico,
27:55i consumatori,
27:56gli intenditori
27:57si attendono
27:57un vino di qualità,
27:58adesso dobbiamo,
27:59siamo attesi,
28:01si attende da noi
28:02il salto di qualità,
28:04cioè il fare veramente sistema,
28:05imparare a tenere sempre alta
28:07la barra di qualità
28:08come viticoltori,
28:09perché molto spesso
28:10quando si parla
28:11dei problemi di un territorio
28:12si individua sempre
28:13un nemico esterno,
28:13gli imbottigliatori settentrionali,
28:15quelli che usano il nostro nome,
28:17in realtà
28:18dobbiamo imparare
28:19noi stessi viticoltori
28:20a mantenere alte
28:21le esigenze di qualità
28:22in vigneto
28:22e in cantina
28:23prima di tutto
28:23e quindi questo è un compito
28:25al quale ci dobbiamo apprestare
28:28federati nel consorzio
28:30e poi chiaramente
28:31anche insegnare
28:32in giro per il mondo
28:33che cosa vuol dire
28:34il primitivo di Manduria
28:35perché c'è tanto vino
28:36per esempio
28:36che va sotto il nome primitivo
28:38ma spiegare che
28:39il top della piramide
28:41è il primitivo di Manduria
28:44è un'ambizione importante
28:46che siamo chiamati
28:47a svolgere tutti insieme.
28:49in Puglia
28:49la nostra ricchezza
28:51sono l'agricoltura
28:52e il turismo
28:52qui stesso
28:53a Samia
28:53noi adesso
28:54pianteremo
28:551200 alberi
28:57diversi
28:58di varie specie
28:58tutte
28:59dell'ecosistema
29:01mediterraneo
29:02proprio in omaggio
29:02a questo nostro sentimento
29:04perché
29:04è vero
29:05che la sostenibilità
29:06ormai
29:07è la base
29:07del marketing
29:08agroalimentare
29:09ma in realtà
29:09per noi pugliesi
29:10è un'esigenza
29:13filosofica
29:14ontologica
29:14e per noi
29:15è importantissimo
29:16continuare a tenere vivo
29:17questa diversità
29:21fantastico
29:27è stato un viaggio
29:29in uno dei paesaggi
29:30più belli
29:30del nostro sud
29:31il sud che funziona
29:32e ci rende orgogliosi
29:33dove c'è un mare
29:35bellissimo
29:35che regala i suoi profumi
29:37a vini
29:37dal carattere
29:38straordinario
29:39abbiamo conosciuto
29:41un'azienda moderna
29:42che dona visibilità
29:43internazionale
29:44a viticoltori
29:45che vivono ancora
29:47nel rispetto
29:47della tradizione
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