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  • 18 ore fa

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Trascrizione
00:07Il mio viaggio prosegue, un viaggio che faccio grazie alla preziosa collaborazione del Consorzio
00:12del Monferrato e della Barbera d'Asti. Dove mi trovo oggi? Beh, mi trovo in un punto panoramico
00:19bellissimo perché oggi scoprirò un vitigno che amo particolarmente, il Ruchet. Perché ho scelto
00:25di iniziare da questo bellissimo punto panoramico. Beh, perché qui sono veramente in mezzo ai
00:30sette comuni del Ruchet. Accanto a me una bellissima Big Bench. Forse a fine giornata avrò tempo
00:37per rilassarmi, ma ora devo iniziare il mio percorso. Assaggerò vini, passeggerò in mezzo
00:43alle vigne, ma soprattutto incontrerò belle persone.
01:00L'amico guardò la luna e ci pensava. Mi pareva davvero di non averla mai vista così,
01:08ma insieme di averne in bocca e sapore, di salutare in lei qualcosa di antico, di infantile. Tanto
01:16che dissi, è una luna da vigna. Da bambino credevo che grappoli d'uva li faccia e li maturi
01:23la luna. Non so, disse l'amico, per me è sempre la stessa. Ora il brivido mi aveva lasciato e
01:32la
01:32luna con suo sapore di vendemmia ci guardava entrambi come una creatura che conoscevo e ritrovavo
01:39Cesare Pavese da la luna e i falò.
01:50Sto per raggiungere la cantina di Luca Ferraris, quindi la mia prima tappa, ma non potevo non
01:56fermarmi nel cuore di questo delizioso paesino Castagnole Monferrato. Dietro di me la chiesa
02:02di San Martino. Davanti a me sono subito rimasto impressionato da questa meridiana. È al centro
02:09la scritta è evidente. RUQUÈ. Ecco, proprio così. Oggi vado alla scoperta del RUQUÈ.
02:31Beh, devo dire che non c'è luogo migliore per un amante del vino, per un appassionato del vino,
02:37farlo in un posto come questo. Partiamo da qui Luca, siamo dentro un inferno, giusto?
02:45Siamo dentro un inferno, inferno che ci hanno dato la possibilità di entrare all'interno
02:49del patrimonio UNESCO, quindi nel 2014 questi inferno sono appunto patrimonio dell'umanità.
02:56Chi meglio di te può raccontarci la storia del RUQUÈ è quello che ha significato per un
03:05intero territorio. Quindi qui si parla veramente di un vino, ma non solo di un vino, di un simbolo
03:10che poi ha fatto sì che questo territorio rinascesse. Beh sì, questo è un territorio che
03:16oggi vive grazie a RUQUÈ e oggi è rinato grazie a RUQUÈ perché siamo a Castagnole Monferrato
03:22che è al centro di quello che era il triangolo industriale italiano, quindi Torino, Milano,
03:27Genova. Tutti sono scappati da questo territorio, compresi i miei genitori. E io sono tornato
03:32all'età di vent'anni e grazie a un legame indissolubile con questo paese, con questo
03:38territorio, ho deciso di concentrare, di dedicare la mia vita a RUQUÈ, a questa denominazione
03:43che è stata creata per mano di un parroco, Don Giacomo Cauda.
03:46E infatti lì voleva arrivare. Il parroco Don Cauda fu fondamentale, vero? Lo ricordate
03:54sempre? Lo ricordiamo sempre. Io ho avuto la fortuna di verlo come vicino di casa anche.
03:58Io ho avuto la fortuna di frequentare il suo oratorio, ho avuto la fortuna di parlare
04:03con lui di RUQUÈ, parlare di paesaggio e parlare appunto di terroir, dove mettere le piante.
04:09E questo è stato un insegnamento sicuramente unico per questo vitigno.
04:13Io dico sempre la bellezza del vino, come lo intendiamo nei tempi nostri, nei tempi moderni,
04:18è che in pochi giorni una bottiglia può arrivare ovunque nel mondo. E ovunque nel mondo
04:23arriva non solo un vino buono, ma un vino che comunica un territorio. È così anche per il RUQUÈ?
04:28Questo sì, assolutamente sì. Ed è l'orgoglio di noi produttori, soprattutto di quei produttori
04:33che sono nati e cresciuti in questo territorio in tempi non sospetti, perché 25-30 anni fa
04:38questo territorio era fatto di gerbidi e il mondo del RUQUÈ non è volatuale.
04:42Oggi questo territorio vive di un ritorno d'immagine da chi? Da questi produttori, come me
04:51e altri miei colleghi, che abbiamo preso la valigia, anziché mettere i vestiti,
04:55abbiamo messo RUQUÈ in valigia e l'abbiamo portato in giro per tutto il mondo.
04:58Quindi sulle tavole dei ristoranti più belli del mondo, dal Giappone agli Stati Uniti d'America,
05:04la gente beve RUQUÈ e questa gente poi viene a scoprire questo territorio.
05:08Io dico sempre che oramai un grande vino non è solo quello che è più buono a livello
05:13organolettico, ma è quello che ha una tipicità, un'unicità, un carattere.
05:18E il RUQUÈ di carattere e di unicità ne ha da vendere.
05:22Beh, a volte mi chiedono a che cosa assomiglia il RUQUÈ e il RUQUÈ non assomiglia a nulla.
05:26Ha una piacevolezza incredibile con un quadro olfattivo unico nel suo genere, unico al mondo.
05:33Io dico sempre che non esiste un competito del RUQUÈ e questa è un po' anche la nostra fortuna.
05:38È una piccola doc, una doc rara, una doc che magari all'inizio è stato difficile da raccontare,
05:44ma quando apri la bottiglia, quando metti il naso in quel bicchiere, si innamorano.
05:49Ti chiedo un'ultima cosa perché hai detto ora il RUQUÈ e questa è una cosa molto bella,
05:55lo possiamo trovare nelle tavole dei migliori ristoranti al mondo,
05:58però io un po' di tempo fatto ho sentito dire una cosa che mi è piaciuta moltissimo
06:03ed è una cosa che non è da sottovalutare.
06:07Il RUQUÈ è anche e continua ad essere, soprattutto per questo territorio, il vino del popolo,
06:12il vino della quotidianità.
06:13Questa è una cosa bella per me.
06:15Questa è una cosa bellissima.
06:16Pensa che una volta veniva, era individuato come il vino dell'amore,
06:19si utilizzava durante i periodi della festa.
06:22Tutte le famiglie, prima dell'arrivo di Don Giacomo Cauda, facevano la damigiana di RUQUÈ
06:27e se la bevevano in casa durante la Pasqua, durante il Natale.
06:30Finché poi arriva questo parroco che prende in mano un bicchiere di RUQUÈ,
06:34ne capisce le potenzialità e da lì nasce la prima vigna,
06:38la vigna del parroco, la prima vigna di RUQUÈ, 1964.
06:41Quindi una doc anche giovane se vogliamo.
06:43Ti rubo un altro minuto, magari ci spostiamo perché so che è una bellissima sala degustazione.
06:49Tu prima di dire una cosa, mettere il naso nel RUQUÈ,
06:52ma la stampiamo una bottiglia e se lo mettiamo anche noi il naso nel RUQUÈ.
06:55E beh certo, siamo qua apposta.
06:57Poi la prendiamo qui nel nostro infernotte e voilà.
07:00Perfetto.
07:15Luca, grazie anche per questo brindisi che in effetti è molto significativo,
07:21adesso che ho conosciuto la storia, sia fatto con la vigna del parroco.
07:25Sì esatto, mi piacerebbe dedicare questo brindisi fatto con te proprio a Don Giacomo Cauda,
07:32che è stato l'ideatore di questo vitigno e l'uomo che ha consentito di essere qua oggi sia a
07:38me che a te,
07:38perché se non ci fosse stato RUQUÈ magari non eravamo qua a parlare di RUQUÈ o di vino.
07:43Assolutamente, tra l'altro bellissima questa sala degustazione, bella luminosa.
07:46Il mio sguardo va alla frase proprio di Don Giacomo.
07:50Il RUQUÈ è un corpo perfetto, un equilibrio di aromi, sapori e profumi unici.
07:54Degustato, con moderazione, libera lo spirito e apre la mente.
07:57Allora, proviamo ad aprirla questa mente.
07:59Apriamo la mente.
08:00E assaggiamola.
08:04Beh, quando parlavo di unicità fin dal naso è veramente incredibile.
08:09Però poi mi piace alla fine anche questa secchezza che è in bocca,
08:14e questa freschezza come lascia la bocca molto molto pulita.
08:17Quindi al dispetto di un naso esplosivo, poi invece la bocca,
08:22è una di quelle bocche che dà proprio il piacere di sorso dopo sorso.
08:28Forse lui dice, degustato con moderazione, ma questi sono vini che se uno è rilassato
08:33e non deve guidare, un bicchiere in più lo beve.
08:36Qui sono vini che si bevono e io dico sempre, quando mi chiedono del RUQUÈ,
08:40racconto sempre il RUQUÈ come un vino di grande piacevolezza,
08:44ma che quando lo metti in bocca, come dici tu, ricorda molto i vini piemontesi,
08:48è molto piemontese.
08:50Ti attacca ma ti addolcisce allo stesso momento.
08:52E allora, brindiamo a Don Giacomo Cauda.
08:56Assolutamente.
08:56Viva il RUQUÈ.
08:57Viva il RUQUÈ.
09:08Il RUQUÈ è un raro vitigno autottono endemico del Monferrato,
09:15riqualificato, ritrovato e riqualificato da Don Giacomo Cauda negli anni Sessanta,
09:20è stato per tanti anni considerato una piccola chicca per le sue caratteristiche di aromaticità e di freschezza.
09:29Nell'87 diventa una denominazione di origine, nel 2010 una denominazione di origine consolata e garantita.
09:36Prodotto in sette piccoli comuni, dà vita a dei vini che hanno delle caratteristiche uniche.
09:43In questi ultimi anni, anche con un certo successo, parliamo di una crescita della superficie vitata,
09:51siamo arrivati a oltre 100 ettari, parlavamo di 10 ettari quando eravamo all'inizio, negli anni Ottanta,
09:57e quindi, nonostante delle caratteristiche abbastanza uniche,
10:01che lo rendono molto particolare e anche un po' forse estraneo alle classiche uve rosse piemontesi,
10:10sta dando grandi soddisfazioni.
10:13Sono vini sottili, freschi, aromatici, chiaramente con note di rosa, con note di erbe aromatiche,
10:22che possono in qualche modo affascinare e rendere e dare vita, anzi, a un territorio
10:31che non a caso, d'altra parte, ha un altro vitigno aromatico, la Malvasia Nera, come il suo pendau.
10:37Le prime tracce di questo vitigno le troviamo nel XVIII secolo, forse di origine francese.
10:44La cosa particolare è che ha diversi nomi.
10:47Viene chiamato Rouchet, alla francese, Roque, all'italiana, oltre a Roque,
10:54ma anche nell'Alessandrino, col nome di Moscatellina,
11:00probabilmente per le sue caratteristiche aromatiche che ricordano il moscato.
11:22Guardate questo stemma, questo è lo stemma araldico,
11:26che è a testimonianza di un casolare, del casolare in cui ci troviamo di anni,
11:31ne sono passati davvero tanti, si pensa che sia addirittura del 1700.
11:36Oggi il mio viaggio del Rouchet termina proprio qui, alle Tenute Montemagno,
11:41ma ho ancora qualcosa da scoprire.
11:44Mi sta aspettando, proprio alle mie spalle, in cantina, Gianfranco,
11:48l'enologo della Tenuta, e con lui parlerò di tante cose,
11:51mi farà scoprire un altro pezzettino del Rouchet e di questo territorio.
12:04Ciao Franco, ciao Giuseppe, ciao, piacere di rivederti.
12:08Piacere mio.
12:10Oggi la mia giornata è stata lunga, perché ho veramente visitato tanti luoghi del Rouchet,
12:16ma non potevo non finire qui in bellezza, in questa cantina meravigliosa.
12:21Sono felice.
12:22Anzi, grazie di avermi accolto proprio in mezzo alle botte, dove il vino riposa.
12:26È un piacere.
12:27Chi meglio di te mi può descrivere il Rouchet, ma anche in generale questo territorio?
12:33Intanto, due notizie se posso della cantina, perché questa struttura è nata negli anni 2004-2005,
12:42da un imprenditore che si è innamorato di questo territorio e ha ristrutturato e ha ingrandito questa struttura
12:50con nuovi vigneti e tra cui sicuramente il protagonista è il Rouchet.
12:55Quanto ne ha beneficiato questo territorio di quest'uva particolarissima, sia per le sue caratteristiche,
13:01ma anche perché poi, rispetto a tante altre varietà in Piemonte, lo sappiamo,
13:06ce ne sono di validissime, tra le più valide al mondo, però lei in questi anni si è fatta spazio,
13:12no?
13:13Beh, intanto parlare di Rouchet vuol dire parlare di un vitigno a bacca rossa con delle caratteristiche uniche.
13:21Cioè, un vitigno considerato aromatico o semi-aromatico, ma a differenza degli altri aromatici,
13:28con una ricchezza di tannini unica.
13:30Questo dà sicuramente un'impronta incredibile.
13:33Senti, Gianfranco, ti chiedo un'altra cosa, perché io ogni volta che vengo in queste zone
13:40è veramente come se mi rinnamorassi ogni volta di queste dolci colline
13:46e poi dell'alternanza molto bella che c'è tra le vigne, alcune volte i pascoli, i semi nativi e
13:54il bosco.
13:55E tu, da enologo, mi dici tutto questo...
13:59Noi diciamo, è bella la biodiversità, ma recca un vantaggio alle vigne, quindi all'uva e quello che portiamo in
14:06cantina?
14:06Beh, questo è un territorio che io considero molto unicum, diverso rispetto a quello che è la Langa,
14:15a quello che è il Roero, agli altri territori piemontesi vocati per l'enologia.
14:19Per carità, sono quasi tutti terreni eccellenti in quel modo.
14:23Però in questa zona, se avrai notato, c'è per fortuna carenza di capannoni.
14:30Questo vuol dire che quando tu guardi e ti affacci da queste colline,
14:35vedi ancora castelli, campanili, torri,
14:39e vedi che questi capannoni, per fortuna, sono relegati in posizioni un po' più infelici.
14:45Colline dolci, sembra di essere anche in altre regioni, non ne voglio nominare,
14:50però è un po' più atipico, ma è un buon ferrato dolce
14:54e questo, secondo me, porta anche a un clima particolare.
14:59Tu calcola che in questa zona è un microclima con una delle più basse piovosità del Piemonte.
15:05Ah sì, vedi?
15:07Non lo considero arido, ma sicuramente questo terreno
15:10è un terreno che non ha bisogno di grandi piogge,
15:13perché c'è una bella argilla e l'argilla, essendo molto igroscopica,
15:17tiene molto bene l'umidità e allora resiste anche molto bene.
15:21E questo rocchino può far che bene.
15:24Assolutamente.
15:24Se c'è una cosa che ho ripetuto in questo mio viaggio,
15:28non solo oggi, ma in questi giorni,
15:30in cui sto, come dire, scoprendo il Monferrato,
15:36è una cosa che io ripeto sempre,
15:38l'importanza di essere divenuto patrimonio dell'UNESCO.
15:44E quanto un valore del genere,
15:48un riconoscimento del genere,
15:49può far bene alla fine a una bottiglia di vino, secondo te?
15:53Tantissimo.
15:53Vero?
15:54Tantissimo, perché stiamo vedendo l'importanza che ha l'enoturismo,
15:59l'enogastronomia.
16:00E mai come in questo territorio si è visto negli ultimi anni
16:04una crescita, un apprezzamento di questo territorio.
16:08E chi viene in questa zona non è un turista,
16:12chiamiamolo solo dominicale,
16:14tante volte è un turista innamorato del territorio,
16:16che si ferma e va a scoprire le cantine,
16:19va a scoprire il piccolo ristorante,
16:22così anche a scoprire qualche piccola realtà
16:25con delle produzioni di nicchie importanti.
16:28Prima hai parlato di ricettività,
16:31di enoturismo,
16:33di quanto è importante il ruolo del vino
16:36all'interno di questo mondo.
16:38E io, Gianfranco, oggi mi sento particolarmente fortunato,
16:41perché è vero che, come ti ho detto all'inizio,
16:43la mia giornata è stata abbastanza lunga,
16:46ma io qui finisco in relax
16:48la mia lunga giornata,
16:51perché qui, appunto, tenuta a Montemagno,
16:54c'è anche un bellissimo relais,
16:56e non so se tu lo sai il privilegio che ho oggi io.
16:59Lo chef è all'opera perché mi sta preparando un piatto,
17:03incontrerò Denis, che mi servirà alcuni vini,
17:06e quindi finirò la mia giornata a tavola.
17:09Sono un po' invidioso.
17:10Sei un po' invidioso.
17:11Perché sono già passato in cucina prima,
17:14e ho dato, diciamo così, un'annusata,
17:16ma c'era un profumo mica male.
17:19Non dirmi nulla, ora li raggiungo,
17:21ma perché a me piace veramente scoprire all'ultimo.
17:24No, no, ci deve essere la sorpresa.
17:26Grazie Gianfranco del tuo tempo.
17:27Grazie, è stato un piacere.
17:28Ci rivedremo presto in mezzo al vino,
17:31in mezzo alle vigne,
17:32e comunque nel nostro mondo.
17:33Nel nostro momento, così, insieme,
17:36mi ha fatto veramente piacere,
17:38ma ci saranno altri momenti.
17:40Visto che siamo uomini del vino,
17:43assolutamente sì,
17:44sicuramente ci ritroveremo.
17:45A presto.
17:46Grazie.
17:47A presto, ciao.
18:06Buongiorno Giuseppe.
18:07Dennis, è un piacere ritrovarti.
18:09È un piacere nostro,
18:10e sono contento di averti al nostro tavolo.
18:13Perfetto.
18:15Prego, assaggiate.
18:16Ebbè, il momento migliore per un assaggio.
18:18Partiamo, partiamo.
18:19Questo è il nostro primo prodotto,
18:21Ruchet Classic,
18:23prodotto dall'azienda Ferraris.
18:24Benissimo.
18:27E questo è il secondo prodotto,
18:30l'azienda Tenuta Montemagno,
18:32dove poi ci troviamo in questo istante.
18:38Sempre Ruchet.
18:39Perfetto.
18:40Dennis, io ne approfitto
18:41e ti chiedo giusto qualche informazione
18:43su questo ristorante
18:45e su questo bellissimo relè in cui mi trovo.
18:47Assolutamente, molto volentieri.
18:48Ci troviamo presso il ristorante
18:50La Ciretta sul Comò.
18:51Siamo all'interno di questa splendida struttura
18:54nel cuore del Monferrato,
18:55in provincia di Asti.
18:56Il nome è Tenuta Montemagno.
18:57Meravigliosa struttura di 17 camere.
19:00E oggi ci troviamo al suo interno,
19:03dove il ristorante è pronto a ricevere
19:05gli ospiti sia interni che esterni.
19:07Ecco, questo è molto importante,
19:08quindi anche gli ospiti esterni
19:09possono vedere qui
19:10e godersi il pranzo.
19:11Assolutamente, possono godersi
19:13sia del pranzo
19:13e anche della struttura stessa
19:14dove abbiamo lo splendido giardino.
19:17Sono curioso di sapere
19:18cosa lo chef mi ha preparato.
19:20Non mi resta che correre in cucina
19:21e portare il piatto.
19:22A tra pochissimo allora.
19:30Grazie mille.
19:32Non poteva che essere tagliari
19:34con un tartufo nero estivo
19:38chiamato scorzone.
19:40Sai perché mi piacciono
19:41questo genere di piatti?
19:42Per la loro semplicità,
19:45ma io so, perché mi diletto un po' in cucina,
19:48che poi per gli chef sono i più difficili
19:49perché tutto deve essere...
19:52Assolutamente, assolutamente.
19:53Grazie Denis.
19:54Ringrazio ovviamente anche lo chef
19:56e io adesso vedo un po'
19:57come si comportano questi due rouquet.
19:59Buona continuazione.
20:00Grazie.
20:03Allora, il primo è incredibile
20:05perché mostra tutte veramente
20:07quelle che sono le caratteristiche del rouquet,
20:09soprattutto nella sua esplosione floreale.
20:13Anche il secondo,
20:15ma lo sento un pochettino più avustero,
20:17quindi ha una complessità diversa.
20:19E questo è il bello dello stesso vitigno,
20:22in questo caso stessa annata,
20:23ma evidentemente due aziende diverse.
20:33Molto simile a livello gustativo,
20:36trovo una freschezza maggiore nel primo,
20:40mi sembra quasi invece una sapidità
20:43maggiore nel secondo.
20:45Due caratteristiche che nel rouquet giovani,
20:48sono due 2023,
20:50sono assolutamente le peculiarità.
20:53Vediamo un po' adesso il piatto
20:54e vediamo un po' come si comporta in abbinamento.
21:04La semplicità del tagliarino al burro
21:07è arricchita
21:09dalla complessità
21:11soprattutto aromatica
21:13del tartufo, come diceva Dennis,
21:14veramente sono i piatti che io adoro,
21:17che io preferisco.
21:21E qui, come dicevo prima,
21:22è proprio l'acidità che mi viene incontro
21:24perché rispetto alla parte di tendenza dolce,
21:28a questo aspetto burroso,
21:30il vino riesce ad equilibrare il tutto,
21:33non senza sovrastare nulla
21:35e la bocca rimane assolutamente pulita,
21:38fresca, elegante.
21:45Questo bellissimo timbro sapido del rouquet
21:48sembra quasi dare una continuità col piatto
21:51perché il piatto ovviamente ha la sua profondità,
21:54il tartufo ovviamente aiuta molto in questo
21:57e quindi ci voleva un vino assolutamente sapido.
22:00Due grandi espressioni di rouquet,
22:03un piatto assolutamente della tradizione del Piemonte,
22:07è evidentemente la tradizione del Monferrato,
22:10quindi direi che quando ci sono buoni vini,
22:14grandi piatti e soprattutto quando si abbinano bene,
22:17beh, il piacere della tavola è assolutamente garantito.
22:20E non resta che augurarvi una piacevole continuazione
22:26e noi ci vediamo per un altro giorno
22:27sempre qui nel Monferrato.
22:37Grazie a tutti i nostri spettatori e i nostri spettatori e i nostri spettatori.
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