- 8 ore fa
Categoria
📺
TVTrascrizione
00:08Sono Stefania Porcelli, romana, trasteverina e ristoratrice di terza generazione.
00:17Il ristorante è un ristorante storico, siamo qui da 90 anni e che col carettiere,
00:22iniziato da mio nonno nel 1935 insieme a mia nonna.
00:32È rimasto un locale tipico negli arredi e nella proposta della cucina,
00:38un locale che mantiene la sua storicità e tipicità.
00:41Non è una cucina soltanto fatta o per il turista o per il romano in genere,
00:46è una cucina fatta con amore.
00:48Io mentre cucino ho una sensazione proprio di mantenere vivo un ricordo
00:51e questa è una cosa che per me è fondamentale.
01:02Esco da qui. Passato Ponte Sisto, invece di andare verso Campo dei Fiori,
01:05mi diriggo verso Via Renula.
01:07Larga Renula, Piazza Argentina,
01:09imbocco dentro a Via di Torre Argentina e arrivo al Panteo.
01:12O a Lardonna, come si dice a Roma.
01:14Il Panteo, che ne vogliamo dire, è un posto meraviglioso.
01:17Il Panteo è una bellezza, una bellezza di sensazioni.
01:22È tutto cambiato, ma ogni tanto qualche negozietto c'è un becco ancora di quelli della volta.
01:27C'è un negozio dove c'è una cartoleria dove fa le cose ancora fatte a mano,
01:31per cui un po' di sapore antico ancora lo trovo.
01:34E poi niente, ti metti là, ti metti davanti al Panteo e respiri.
01:38Se uno pensa a quanti secoli è che c'è questo paggeggio lì e non c'è proprio così.
01:46Poi dal Panteo, mi posso girare un pochettino, vado lì un po' più avanti, a sinistra,
01:51Corso Rinascimento, imbocco dentro Piazza Navona.
01:53Piazza Navona che per noi bambini, quando eravamo bambini, rappresentava il sogno di tutto l'anno.
01:59Andare a Befana a Piazza Navona, bancarelle, quel sapore,
02:04l'odore del caramello, lo zucchero caramellato, le castagne, i mostacioli,
02:09tutta quella roba caramellata, tutte quelle bancarelle con un sacco di pacottiglia.
02:14Poi stava il tiro al segno, avevamo i fuciletti, c'era mio padre,
02:18il poveraccio quando ci portava, eravamo un 4-5, gli facevamo spenne in capitale
02:22per farci sparare per Piazza Navona così che facevano ridere.
02:25L'Epifania era la festa vera dei bambini a Roma.
02:28Noi della mia generazione ancora aspettavamo la Befana.
02:32Veramente Roma è una gran ruffiana, eh, tacchiappa.
02:37E quando tacchiappa anche morano.
02:47Mio nonno, mio padre, parliamo di gente che faceva il carettiere, erano trasportatori di vino,
02:53perciò partivano da Roma con un caretto e andavano ai castelli romani e andavano a caricare il vino
03:00e poi distribuivano il vino in tutte le osterie.
03:02Erano persone semplici del popolo, noi veniamo da una famiglia proprio di gente semplice.
03:07Perciò nella sua semplicità lui riusciva a portare nella sua osteria, nel 35, un prodotto di eccellenza.
03:15Tant'è che nella nostra osteria ci venivano tutti quelli che col passaparola sapevano che da Ghecco e il carettiere
03:21c'era il vino più buono della zona dei castelli.
03:29Subito nel dopoguerra, dove l'alce stava pure un pochettino più di benessere, no? Cominciavano a scire.
03:34Mio nonno era desideroso di mettere su un piatto che, come diceva lui, mare e terra.
03:39Anche se non era un pesce fresco, noi avevamo un tonno sott'olio buonissimo e i funghi porcini secchi.
03:45E pensò, defasta, pasta col tonno rafforzata dal profumo dei funghi.
03:49Io la ripeto esattamente come l'ha impostata lui.
03:52Siccome c'era questo mito del prodotto di terra, in questo caso il fungo secco porcino,
03:59eccolo qua, meraviglioso, selezionato, vedete questi sono i funghi porcini secchi, splendidi.
04:05E questo è un tonno, questo è un tonno eccezionale.
04:08Vedete? Allora questo è un tonno lavorato al fresco, un tonno rosso dei nostri mari, lavorato al fresco.
04:15È un tonno buggeru, che è un tonno che arriva dalla Sardegna, che viene pescato e lavorato immediatamente.
04:23Non è un tonno che viene prima congelato e questo ha un valore aggiunto.
04:27E poi ovviamente in olio d'oliva.
04:28Questo qua sono riuscita a trovarlo grazie a Norita, che è una distribuzione che mi fornisce di alcuni di questi
04:34articoli.
04:35Ma abbiamo fatto una ricerca forte, eh.
04:37Per cui diceva che c'era questo piatto che rappresentava tanto il mare quanto la terra.
04:41E poi c'era la spaghettata carrettiere, a nascita nella volontà di mio nonno di aggiungere un piatto a una
04:46cucina,
04:47che era già abbondante perché i piatti romani sono tanti, però ci vuole mettere una cosa, un'impronta sua.
04:52Qui l'aglio ci va. Ce ne possiamo mettere pure 4-5 spicchi, perché il tonno vuol aglio e i
04:58funghi vogliono l'aglio.
04:59A questo punto io già me li sono preparati. Questi sono funghi ammollati.
05:07Io quest'acqua dei funghi non la butto perché è indispensabile per l'esecuzione del piatto.
05:12Li scolo, li tiro su e l'acqua la lascio ferma.
05:25E voilà. Questi li vado a tagliare. Non tanto tanto perché devono essere un po' grossolani così.
05:34Questo è già andato l'aglio. Ci aggiungo il peperoncino che ci va.
05:41E ci metto.
05:48Tensione che schizza.
05:51E ci metto la caretiera.
05:53Che ancora oggi, ti posso dire, sono più che apprezzati.
05:56C'è tanta gente che viene a mangiare questo piatto.
05:58A questo punto, vedete, questi già hanno fritto bene i funghi.
06:04Ho fatto depositare qualsiasi sedimento e l'ho filtrata.
06:08Perciò vado ad aggiungere, per dar sapore a tutto, l'acqua dei funghi.
06:12Così si finiscono di ammorbidire, si insaporiscono bene con l'aglio e il peperoncino.
06:19Diciamo che a questo punto sto quasi a mezza cottura perché non è una salsa che ha bisogno di tanta
06:23cottura perché la pasta col tonno è veloce.
06:26Insieme ai funghi io ci metto un po' di tonno, appena un po', perché poi lo metto a due riprese.
06:33Adesso ce ne metto un po' per farlo insaporire insieme ai funghi.
06:36Dopo che ho fatto stringere un po' il pomodoro ce ne metto altro.
06:42Eccolo qua.
06:47Ecco qua.
06:49Mentre sta finendo di insaporire il fungo col tonno, io butto giù la pasta per fare una bella porzione di
06:56spaghetti, anzi di spaghettoni che hanno alla garettiera.
07:03Voilà.
07:05Et voilà.
07:09Il fungo si è insaporito.
07:12Metto giù il pomodoro.
07:13Questo è il pomodoro pelato, sfranto con le mani.
07:16Non deve essere troppo pomodoroso, deve prevaricare l'olio.
07:21Una pasta che ha bisogno di pomodoro ma non deve essere a prevaricare.
07:26A questo punto metto un po' di sale.
07:30Perché il tonno è saporito ma non è salato.
07:35Fa giusto di sale.
07:37Il tempo che si coce il pomodoro, che si coce la salsa, è pronta la pasta.
07:41Perché la pasta lì ci vanno 15 minuti.
07:43E qui fra 10 minuti spengo tutto.
07:45Ed è pronta la spaghetti alla garettiera.
07:48A questo punto, come vi avevo detto prima, ci metto dell'altro tonno.
07:53Perché il tonno meno si coce più è saporito.
07:56Vedete?
07:56Così lo troviamo intero.
07:58Per cui questa pasta mio nonno diceva che era Maremonti perché no?
08:03In montagna c'è i funghi e al mare c'è il tonno.
08:08Sono quelle paste gourmet di una volta.
08:13Vedete questo lo faccio andare altri 5 minuti ma neanche 5 minuti, 2-3 minuti per insaporire ancora un po'
08:18il tonno con la salsa.
08:19Ed è pronta.
08:21Pronta la pasta, eh?
08:23Pronta.
08:29Eccola qua.
08:34Questa è pronta.
08:36E la togliamo.
08:45Guardate, è una crema proprio venuta.
08:47Meraviglia delle meraviglie.
08:51Eccola.
08:53Vi diamo la giratina perché comunque insaporirla un po' ci vuole.
08:57Questo è un primo e un secondo, eh?
09:00E adesso andiamo ad impiattare.
09:13Mamma mia che meraviglia.
09:15Guardate che pezzi di tonno.
09:18Funghi.
09:18C'è tutto.
09:23Questo, sono spaghetti alla carattiera, ricetta di mio nonno.
09:27non si sa se è copiata o se è un po' rubacchiata quella.
09:30E' chiaro ma sotto la luna non canti più.
09:39Gli stornelli le serename.
09:44fine settimana a Roma.
09:46Nei locali grandi come questo, di accoglienza di tradizione, si usava il posteggiatore.
09:51Quello che andava in giro con una bella chitarra, cantava un po' del repertorio romano,
09:55oppure italiano in genere, e allietava un po' il fine settimana dei clienti.
09:59però c'è stato un momento in cui i clienti non apprezzavano molto,
10:04vuoi perché c'è stato un cambiamento anche generazionale, ma anche secondo me
10:08un cambiamento rispetto a come ci si diverte a tavola o quello che voglio o quello che non voglio.
10:13però poi abbiamo interrotto per qualche anno Susanza.
10:17Dopo la pandemia, sempre grazie a mia figlia che ormai è diventata la mia ispiratrice su molte cose,
10:24mi ha proposto, ma perché non facciamo il fine settimana con un po' di musica?
10:28Ma senza esagerare, un paio d'ore, no?
10:30Vengono due persone carine che sanno un po' di repertorio romano
10:34e c'è un ottimo riscontro perché quello che pensavo fosse ormai un genere che non è più in uso,
10:39e invece è stato riscoperto anche dai giovani che vengono qui a cantare,
10:43a battere le mani tutti insieme e a divertirsi in una maniera semplice,
10:48con meno artifici.
11:15Io vado ancora nella zona dei Castelli perché qui è tradizione che in questo locale ci sia un vino sfuso
11:22buono,
11:23di ottimo livello, però me la sono andata a scegliere, un po' come aveva fatto mia nonna all'epoca,
11:27come faceva mio padre, e io mi sono fatta un bel giro di tante aziende e poi ho trovato un
11:32'aziendina,
11:32pure questa di famiglia dove c'è sta, c'è stava un padre che purtroppo ora non c'è più,
11:38che era quello di cui io mi ero innamorata follemente perché era uno di una sapienza,
11:42era un enologo che senza aver fatto enologia non usava lievidi stravaganti ma cercava di fare un buon lavoro in
11:50vigna
11:50e come mio padre e mio nonno dicevano se lavori bene in vigna, se il terreno c'è,
11:55se il microclima è giusto perché è tutto una questione di microclima, terreno, vitigno, varietà,
12:03il vino ha da venire buono se sta in mani sapienti.
12:14Sono a Pavona, siamo vicinissimo ad Albano che è una delle zone più vocate per il vino dei Castelli
12:20e sono in questa azienda, azienda agricola Pinci perché è frutto di generazioni di lavoro e di fatica
12:26di una famiglia che è iniziata come la mia perché i nonni di Stefano che vi farò conoscere fra un
12:32po'
12:32facevano i carettieri e commercializzavano il vino, ma il carettiere significa che sapevano quello che prendevano,
12:39che compravano perché si intendevano e sapevano come si lavorava in vigna.
12:43Ho conosciuto il padre prima di lui, mi è sembrato di rivedere e resumare mio nonno, mio padre
12:48e tutto quello che erano stati i racconti della mia vita, ho sentito proprio un colpo al cuore
12:53e posso dire con soddisfazione di continuare a lavorare come facevano i carettieri, in fondo io sono una carettiera.
13:05Adesso vi facciamo vedere quello che facciamo normalmente all'inizio dell'anno,
13:10cioè all'inizio dell'anno sì perché il vino poi a questo punto è arrivato a maturazione
13:14e Stefano fa una vinificazione partendo da dei mono vitigni che vengono tenuti a fare la loro fermentazione
13:22in botti termorecolate e poi a questo punto dobbiamo fare l'assemblaggio,
13:27cioè dobbiamo creare il bicchiere di vino che andrà per tutto l'anno nel mio ristorante.
13:32Questa è una cosa che faceva mio nonno e io voglio continuare fino a che possa fare questa cosa,
13:36anche perché ho trovato terreno fertile.
13:38Adesso dimmi caro Stefano che cosa mi stai proponendo perché io nel bicchiere voglio sapere quello che ci metti.
13:44Qui abbiamo una malvasia in purezza mentre quest'altra bottiglia è un blend di trebbiano e bombino.
13:52Adesso li andremo a fare assaggiare a Stefano e poi farà un eventuale taglio
13:56per quello che secondo lei nel suo ristorante sia il taglio migliore.
14:00Ovviamente i vini sono ancora sporchi, un primo...
14:03Qui già intanto mettiamo i profumi, poi...
14:10Quanto è che c'hai il biologico? Perché qui si parla del biologico ma si parla da due giorni.
14:14Poi aveva iniziato nell'87-88, calcolando che all'epoca ancora non c'era un vero disciplinare,
14:21non c'era neanche la legge perché poi è uscita nel 92.
14:23Non è una terza generazione ma è una seconda generazione di produttori perché nasciamo come
14:27tra virgolette carettieri, perciò commercianti.
14:31Mio nonno comprava il vino da dei vignaioli qui intorno, nei castelli,
14:37e poi lo andava a rivendere ai vari ristoranti privati e quant'altro.
14:41Con mio nonno subentra mio padre e mio zio continuano questo lavoro,
14:45però da lì diventano anche vinificatori, cioè fanno lo step successivo.
14:49Non comprano più il vino diretto ma comprano le uve e le trasformano.
14:53Continua così per svariati anni, poi mio padre si ritrova da solo a gestire questo lavoro
14:57che era un grande lavoro e allora ha deciso di vendere tutto quello che aveva dentro
15:01e ricavato iniziare a fare una tua azienda proprio vinicola.
15:07La scelta di Pinci è nascita dal fatto che nel 98 mio padre è venuto a mancare
15:13e noi avevamo un produttore che gli forniva il vino da circa 40 anni.
15:18Però c'era mio padre, era seguito da mio padre e tutto filava liscio.
15:22Io quell'anno mi sono ritrovata a gestire l'attività in Toto al 100% e ho delegato
15:29e mi mandò un vino da menaglie proprio, la roba si dice da menaglie.
15:34E ho detto basta, non si può fare.
15:36E da lì a breve ho conosciuto tuo padre e ho rivisto proprio i miei che parlavano di vino,
15:43i miei che sapevano quello che facevano e poi mi raccontò appunto che facevano i carettieri.
15:48E questa cosa a me mi ha illuminato perché come dico io il carettieri non era un semplice trasportatore,
15:53era uno che se ne capiva di vino.
15:55Il potere ancora in questa epoca avere un referente come te
15:59che mi permette di fare quello che faceva mio nonno.
16:01Senti, lo sai che c'è? Sengiamo questo vino se non mi metto a piangere.
16:09Ecco questo...
16:11Non è male eh.
16:13Ci proviamo a mettere un goccetto?
16:15Dai proviamo.
16:16Questo che mi sta mettendo dentro?
16:18Questa qui è la malvasia.
16:19Questa è la malvasia.
16:20Qui c'era...
16:20Qui c'era trebbiano e bombino.
16:24E bombino.
16:24Mettiamo, facciamo ad occhio adesso più o meno.
16:26Allora qui gli mancava un po' di aeromaticità.
16:29Un po' di naso.
16:29Un po' di naso, bravo.
16:33Allora con la malvasia gli diamo il naso che mancava.
16:38Adesso ci siamo.
16:51Da perfezionare poi tutto quanto però ecco diciamo che l'incronta è questa qui.
16:55Sì.
16:55Tu stussi delle cose adesso che ti darai da qua.
16:59Mi porti i campioni e poi mi dici questo è così, questo è i metalli percentuali.
17:05E poi decidiamo.
17:06Sì.
17:07Per me vanno bene questi eh.
17:08Ci metti troppa roba poi non ci capisci niente.
17:10Qui sento che c'è un bel bicchiere.
17:13Un bel bicchiere giusto per la cucina romana.
17:16Allora, vogliamo fare un brindisi?
17:17Facciamo un brindisi.
17:18A tutto il mondo e speriamo di poter continuare a fare quello che stiamo facendo.
17:22Voilà.
17:28La diatriba della matriciana.
17:30È nata la matrice, è nata a Roma.
17:32Posso dire famo pace.
17:33Per chi se ne importa non è nata, è nata.
17:35Volemo dire che è una cosa buona.
17:37Io so che la fanno tutti bene perché se vieni a matrice
17:39ti mani la matriciana eccezionale.
17:41Ma se vieni proprio a Roma non siamo secondi a nessuno.
17:43E poi vogliamo parlare del guanciale?
17:46Eccolo qua.
17:47Guanciale conciata al pepe.
17:50Stagionato.
17:51Non è carne fresca questo.
17:53Per lo meno ha tre mesi questo qua.
17:55Bello, tosto, come ci piace a noi.
17:58E poi sempre delle distribuzioni che mi ricerchiamo i prodotti
18:01a 1.0 kg la do.
18:03Che addirittura questo.
18:05Mi arriva da Campagnano Romano dove c'è un signore
18:08che alleva i maiali un po' liberi
18:11per cui oltre a dargli da mangiare.
18:13Lui sicuramente qualche cosa gli dà.
18:14Ma può andare nel boschetto a mangiare.
18:17Sai chi andrà.
18:18E questo guancialetto è un po' più saporitello.
18:21Bisogna pulirlo bene il guanciale.
18:23Perché se ci lasciate una parte gialla che è arancico
18:26sa di cattivo il guanciale.
18:28Qui ci abbiamo.
18:30Vi faccio vedere.
18:31Vi tagliamo un pezzo.
18:34Guardate che meraviglia.
18:35C'è tanto grasso ed è giusto che ce l'abbia.
18:39Però c'è una bella strisciata di magro.
18:42Allora.
18:44Io levo pure dalla parte della cosa.
18:46Diciamo che c'è il pepe.
18:47No.
18:48Sotto al pepe è giallo.
18:49Guardate.
18:49Lo faccio vedere.
18:50Vedete che sotto al pepe è giallo?
18:52Se non levi questa parte col pepe
18:54quando vai a sfrigolare il guanciale
18:57senti praticamente il sapore di arancito.
18:59E io non ce lo voglio sentire.
19:00Poi ognuno a casa sua.
19:04Ma per fare la migragnosa
19:05per due grammi di guanciale
19:08ti mancano male.
19:09Ma manco per niente.
19:11Il fatto è che noi romani siamo migragnosi.
19:15Ecco qua.
19:16Lavo tutto.
19:17E poi faccio una bella fetta.
19:20Vi faccio vedere come lo taglio.
19:22E poi andiamo avanti.
19:24Vi faccio un pezzettino
19:26e vi faccio vedere come lo taglio.
19:28Mi ricontrollo la fetta.
19:29Tutto bene.
19:30Tutto a posto.
19:31Leviamo questo che non mi piace.
19:33Olè.
19:34Ecco qua.
19:35E vado.
19:42Guardate che bel guanciale.
19:44Questa è una meraviglia.
19:45La padella si è scaldata.
19:48Io mi sono portata avanti con il guanciale.
19:51E come facciamo adesso?
19:52Mettiamo un po' di guanciale così.
19:54Sì.
19:55Senza olio.
19:57Assolutamente senza olio.
19:58Perché?
19:59Vedete il grasso che ha questo?
20:04Vedete?
20:06Adesso?
20:08Il guanciale sta praticamente.
20:11Si squaglia il grasso.
20:13Mentre si fa bene il guanciale che si deve rosolare.
20:16Vi faccio vedere il solito pomodoro.
20:18Guardate.
20:19Questo è un pomodoro eccezionale.
20:21Ed è quello che uso io.
20:23Questo è un altro santo.
20:25E fa il pomodoro come se faceva una volta.
20:28A bagno, Maria.
20:30Sono pomodori belli, sani, morbidi.
20:33Guardate come sono maturi.
20:34Non ci vanno la cipolla nell'aglio.
20:36La matriciana, almeno quella che faccio io.
20:38E non dico che la ricetta mia è quella unica, originale.
20:42Quella che faccio io è guanciale, pomodoro, pecorino.
20:46Un altro ingrediente indispensabile che deve essere buono è il pecorino romano.
20:53Questi lo fanno nel Lazio.
20:55Me lo portano che ha circa 10, 11, 12 mesi.
20:59E poi si fa un paio di mesi al Monte dei Cosci, dove è Doll.
21:03C'ha le grotte proprio lì a testaccio.
21:06È una cosa eccezionale.
21:07È di tanto sapore quella grotta che voi immaginate.
21:10È dolce piccante profumato.
21:12E io, ecco, mi basta quello che ho.
21:16Vi faccio una patriciara favolosa.
21:19Ecco, questo l'abbiamo preso abbastanza croccante.
21:23A questo punto lo dovremmo sfumare col vino.
21:28Sempre il vino bianco dei Castelli Romani dell'azienda agricola Pinci.
21:34Vedete, non ce ne va tanto.
21:36Perché questo serve pure per levare un po' di un po' di darbo in ciale.
21:41Lo facciamo evaporare bene.
21:43Quando è evaporato il vino, siamo pronti per il pomodoro.
21:49È andato.
21:50Uno, due, tre.
21:52Pomodoro.
21:53Uno, due, tre.
21:58E ci siamo.
22:00Basta così, se no, è troppo pomodoro.
22:02E questo adesso?
22:0410 minuti?
22:05Un quarto d'ora?
22:07Tocco.
22:08È veramente pronta.
22:09La pasta viene fatta con la trafila di bronzo.
22:11C'è tutta la lavorazione come si deve.
22:13Però c'è 20 minuti di cottura.
22:15E allora, mentre io faccio bollire la pasta che ho già messo giù, questo è pronto.
22:20Sulla pasta ne possiamo disquisiti.
22:23I bucatini ci fanno bene i bucatini.
22:25I mezzi paccheri ci fanno bene.
22:27Si metti i paccheri.
22:28Ci fanno fare il tonnarello?
22:29Ma niente.
22:30Certo.
22:30Fa come ti pare.
22:36bello questo sughetto, eh?
22:39Intanto prima la giro così.
22:43Prima la giro con un po' di sugo e basta.
22:46Poi ci metto l'altro sugo perché ho messo poco.
22:53Una girosa manciata di pecorino.
22:57Giro.
23:00Guardate che meraviglia.
23:03E andiamo.
23:04Allora.
23:06Si sposa con questo bel piatto bianco.
23:16Voilà.
23:19La pasta è un po' al dente, ma a noi la roba ci piace al dente, eh?
23:24Ecco la matriciana.
23:25Ci ho proprio veramente poco a farla.
23:27È un sugo veloce.
23:29Che ne dite di questa matriciana? Si può fare?
23:33La tovaglia bianca è l'unica cosa che io accetto per una ristorazione classica.
23:38Perciò io tutti i giorni controllo che sia tutto a posto.
23:42E poi ho una buona azienda che mi propone queste cose.
23:46Servizio espresso.
23:46Eccolo qua.
23:47Servizio espresso.
23:48Che è successo?
23:49Ah, ma hai portato quelle che mancavano?
23:50Esatto.
23:51Grazie Stefano.
23:52Lui è Stefano Spadini che mi fa questo bel servizio.
23:55E ad avere un referente che se c'è un problema chiami.
23:59Oggi per esempio ho avuto un problema.
24:00Mi sono stati portati meno coprimacchi.
24:03E lui è venuto a portarmeli.
24:05Grazie Stefano.
24:06Io poi c'ho una signora che è la vostra referente,
24:08Michela, che poveraccio.
24:10Ogni volta che ho avuto il telefono,
24:11dice mo che è successo?
24:13Però devo dire che loro hanno questa lavanderia
24:16da più di quattro generazioni, no?
24:17Sì, come vuoi.
24:18Quattro generazioni al 1907.
24:20Ti tocca che mi sopporti perché io sono una che sta tutto il giorno qua
24:23e ve rompere le scatole per tutta la vita.
24:25Se continuate a farmi il servizio che mi stai rifacendo.
24:28Grazie.
24:28Grazie a te.
24:41Grazie a te.
24:46Grazie a te.
25:14Quando ero bambina che andavo a assaggiar vino con mio padre,
25:17sei, sette anni, e nella piazza centrale Monteforsio Cadone
25:21c'era sta cantina di sto Ginetto, si chiamava Ginetto.
25:26Si scendeva da una porticina piccolina.
25:29In questa cantina c'erano delle botti di castagno enorme,
25:32non so da quanti toliti fossero, ma io ero abbastanza piccola,
25:35per cui mi ricordo queste botti di castagno monumentali.
25:39Da questo buco si infilava un bicchierino,
25:42si tirava su un goccettino di vino.
25:43Mio padre assaggiava il sorso e lo sputava,
25:46come aveva fatto per l'assaggio, se no ti embriagli.
25:49A me mi faceva senti un po', ero piccolo,
25:51io mettevo la bocca su sto vino, invece di sputarlo mi andavo giù.
25:55Né in questa specie di grotta che andava nei viscere dalla terra,
26:00c'era solo odore di vino, c'erano le salazioni dell'alcol a mille.
26:04Insomma, fatta a breve, io rientravo da questa esperienza in cantina
26:10come il sacco di patate, perché ero stordita.
26:12L'assaggio del vino e l'odore del vino che me nebbriava.
26:24A presto!
26:27A presto!
26:32A presto!
26:34A presto!
26:35A presto!
26:37A presto!
26:38A presto!
26:40A presto!
26:40A presto!
26:42A presto!
26:42A presto!
26:44A presto!
26:46A presto!
26:47A presto!
26:47A presto!
Commenti