Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Nella prima puntata di Neuro-Contextual Talks, Giulio Giovine ci guida alla scoperta della nuova metodologia sviluppata da Seedtag

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:01Benvenuti alla prima puntata di Neuro Contextual Tolls, una nuova rubrica dedicata a esplorare
00:06l'evoluzione della pubblicità contestuale nell'era dei dati e dell'intelligenza artificiale. Negli
00:13ultimi anni il Contextual Advertising è tornato al centro delle strategie digitali e oggi vive
00:19una nuova evoluzione, è quella che Sittag definisce Neuro Contextual Advertising. Per capire meglio
00:26di che cosa si tratta e quale opportunità tutto questo apre per i brand abbiamo qui con noi Giulio
00:31Giovine, Sales and Marketing Director Italy di Sittag. Buongiorno Giulio. Buongiorno Simone,
00:38buongiorno a tutti. Allora partiamo facciamo un passettino indietro Giulio. Sittag è una delle
00:44società che ha contribuito a sviluppare il Contextual Advertising e vorrei chiederti qual è il percorso
00:50che vi porta oggi a parlare di Neuro Contextual Advertising. Grazie Simone. Sì, effettivamente
00:56abbiamo sempre contribuito allo sviluppo di questo segmento, abbiamo sempre guidato, cercato di guidare
01:03questo segmento appunto partendo dall'e-image advertising che ci ha sempre reso, come dire,
01:09dall'inizio un po' nativi contestuali e guardando poi allo sviluppo del Contextual Advertising fino a
01:14detenere una posizione di leadership a livello globale. All'interno di questo percorso abbiamo,
01:20come dire, sempre cercato di mantenere fermo un posizionamento privacy first con una grande
01:25attenzione alle privacy, appunto alla privacy delle nostre audience e dall'altra parte cercando
01:31di inserire dei nuovi layer tecnologici sempre focalizzati sull'artificial intelligence che ci
01:37ha portato a sviluppare delle logiche di dynamic placement optimization ad esempio per andare a
01:42ottimizzare le ad unit e quindi l'attention all'interno delle pagine, dei contenuti appunto
01:49dei nostri publisher partner. Abbiamo integrato delle soluzioni di Contextual Audience per andare
01:55a creare delle audience contestuali sempre con al centro appunto un concetto privacy first ma con
02:02l'utilizzo di modelli di machine learning che ci aiutano appunto a creare delle audience contestuali
02:07all'interno dell'open web. Abbiamo integrato delle soluzioni basate sulla generative AI per fornire
02:13delle logiche di dynamic creative optimization, quindi come dire il nostro percorso è sempre stato
02:19orientato all'evoluzione tecnologica e oggi ci rendiamo conto che appunto il mercato del Contextual
02:26Advertising può avere una nuova era, un nuovo capitolo e quindi per questo siamo il primo player mondiale
02:34ad aver sviluppato una soluzione di Neuro Contextual Advertising. Neuro Contextual Advertising
02:40quindi come dicevi prima appunto il mondo delle neuroscienze e da questo punto di vista abbiamo
02:45cercato di validare da un punto di vista scientifico, didattico le nostre soluzioni e il nostro nuovo
02:50posizionamento, la nostra tecnologia. È per questo che abbiamo sviluppato un'attività di ricerca con
02:56Moran Surf della Columbia University in cui non siamo andati solo ad approfondire appunto quali potessero
03:02essere gli scontri da un punto di vista media ma proprio analizzando il modello di funzionamento
03:08del cervello umano. Su questo ha fatto emergere anche alcuni numeri interessanti che vedremo
03:14in un breve video e poi andiamo avanti ad approfondire con qualche domanda.
03:20Hello everyone, my name is Shari Munoz and I am the Head of Research and Measurement at CTAG.
03:25Thank you for having me and I'm excited to discuss CTAG's Neuro Contextual Advertising.
03:30Over the summer we embarked on this journey because at CTAG we always believe that reaching people
03:36is one thing but truly understanding them is what makes a difference. We tested that belief
03:41scientifically to uncover what really happens inside the brain when an ad is placed in the right
03:47context and it's emotionally aligned with the content around it. We partnered with a neuroscientist
03:53from a leading university and used EEG methodology with an aid control environment. That's how we
03:59were able to record brain activity. We tested non-contextual ads, standard IEP ads, and neurocontextual
04:06ads. We used three neuroscience KPIs and we measured engagement, attention, and emotion. Our findings
04:14revealed that neurocontextual ads generated the strongest neural engagement, three and a half
04:20times higher than non-contextual and 30% higher than standard IEP contextual. And we're not talking
04:27about click-through range or dwell time. We're talking about cognitive brain activity. This means
04:33that with neurocontextual the message is processed more deeply and remembered better and it's a sign of
04:39attention and connection. For advertisers this is critical because creative quality and contextual
04:46fit are the two most powerful levers for campaign effectiveness. And now with our Liz AI, which
04:52encompasses interest, intent, and emotion, we're better able and we're better equipped to connect
04:58consumers and drive higher outcomes. Thank you for listening and welcome to the neurocontextual era.
05:04Dunque Giulio, proviamo a decodificare un po' il concetto dopo aver visto questo contributo.
05:10Più precisamente in cosa si differenzia il neurocontextual advertising dal contextual advertising come già
05:16lo conosciamo? Allora, neurocontextual sostanzialmente deriva dal link tra le neuroscienze e la contextual
05:24artificial intelligence che appunto, come raccontavo, è stato il nostro focus ad oggi, che oggi ha la
05:30possibilità di rivolversi ancora e grazie, come dire, ai principali fondamenti di neuroscienze ci dà la
05:36possibilità di interpretare la lettura di un articolo e stimare, prevedere quali possono essere, come dicevi
05:43prima, delle sensazioni piuttosto che delle emozioni, degli interessi o delle intenzioni da chi lo sta
05:49leggendo. E' per questo che il nostro focus oggi non è più una categorizzazione contextual
05:56paragonabile a quella del mercato, degli standard di mercato, che tipicamente si soffermano su una
06:02classificazione degli articoli sulla base di una categoria di interessi piuttosto che di una tipologia
06:08di publisher o sulla parte di brain safety, ma cerchiamo di andare oltre, cerchiamo di interpretare
06:13appunto il modello di funzionamento del cervello umano e capire sulla base di alcuni segnali come si
06:19vanno ad attivare delle aree cerebrali appunto nelle audience di riferimento. Questo ci consente di
06:26focalizzarci appunto su questi tre layer che sono gli interessi, questi chiaramente vanno ad attivare
06:32delle aree cerebrali, tipicamente l'attenzione selettiva, quindi leggendo degli interessi in linea
06:38con quello che è la nostra sfera di interesse abbiamo una propensione maggiore poi a fruire in una
06:43maniera migliore il messaggio pubblicitario, piuttosto che le emozioni che vanno a lavorare
06:49sulla memorizzazione, ci dare la possibilità di memorizzare un contenuto in maniera più profonda,
06:54in maniera quindi più forte e le intenzioni che chiaramente è una parte che sta molto a cuore dei
07:01brand e va a lavorare appunto su quell'area cerebrale che attiva quella parte di decision making e
07:06quindi un percorso che ci porta poi a selezionare, a scegliere o acquistare un determinato prodotto.
07:12Ecco mi sembra molto interessante ma mi colpisce l'attenzione anche sul tema delle emozioni,
07:19no? Quindi perché dal vostro punto di vista questa dimensione è così importante nella comprensione
07:27dello stato d'animo dell'utente, dell'utente in generale e soprattutto sono così le emozioni
07:32sono considerate da voi centrali poi per l'efficacia del messaggio pubblicitario?
07:37Allora le emozioni sono dei segnali rapidi che cogliamo in maniera molto rapida, sono evolutivamente
07:45antichi, di conseguenza danno la possibilità al nostro cervello di modulare l'attenzione e la memorizzazione,
07:52di conseguenza quanto più cerchiamo di mantenere un messaggio allineato a una tipologia di emozione,
07:59tanto più andiamo a scaturire quell'aloe effect, quindi quella sensazione di ipertinenza e quindi
08:06uno sforzo cognitivo più basso e di conseguenza una maggiore efficacia da un punto di vista di comunicazione.
08:13è stato sicuramente, come dire, è un modello innovativo che portiamo all'interno della nostra tecnologia,
08:20ci basiamo su un foundation model che è basato su una tecnologia di machine learning basata sugli embeddings appunto,
08:28che ci dà sostanzialmente la possibilità di traslare qualsiasi contenuto, che sia un testo, che sia un immagine, un video,
08:35lo facciamo sostanzialmente diventare una sorta di vettore numerico e ci dà la possibilità di andare a posizionarlo
08:42all'interno di una sorta di spazio multidimensionale.
08:45Di conseguenza riusciamo a capire, a partire da un brief di un cliente, cercare di interpretarlo e capire a che
08:52tipologia di emozioni si può legare
08:54e poi andiamo a riscontrare le stesse emozioni, andiamo a cercare delle emozioni simili all'interno di questo spazio multidimensionale
09:02attraverso il nostro agent proprietario Leeds, che appunto interpreta gli articoli, stima la tipologia di emozione che suscita nelle audience
09:11e cerca appunto di avere questa pertinenza, questo link.
09:16Quindi, come dire, poi cerchiamo di sviluppare questo tipo di attività, sia da un punto di vista di targeting, di
09:24analisi iniziale,
09:25sia poi nella delivery e nell'erogazione dei formati pubblicitari.
09:30Perfetto Giulio, per, come dire, per andare un po' ad entrare più nel merito di quello che interessa probabilmente
09:37chi ci sta ascoltando, quindi le strategie attivabili poi per i brand, grazie a questo tipo di informazioni,
09:42ecco questo, che tipo di attivazione rende possibili o più possibili di prima?
09:48Come dicevamo, la nostra tecnologia, il nostro agent Leeds, ci dà la possibilità di supportare il brand a 360 gradi,
09:58quindi con un percorso che parte da un'idea di planning in cui il nostro agent va a interpretare un
10:05brief,
10:06va a interpretare quali sono le esigenze di un brand, le trasforma in quelli che possono essere delle strategie di
10:12planning
10:13orientate appunto agli interessi, alle emozioni o alle intenzioni sulla base di quelli che poi sono gli obiettivi della campagna
10:20e poi successivamente ci dà la possibilità di affiancare il brand anche in una parte di declinazione creativa.
10:27Abbiamo un prodotto integrato al nostro agent che si chiama Mosaic, che ci dà la possibilità di analizzare degli asset
10:33creativi,
10:34creare delle declinazioni e poi, sempre proseguendo in questo percorso,
10:39andarle a derogare all'interno di un network di editori partner,
10:44chiaramente sempre focalizzati su una grande qualità del contenuto e sempre focalizzati su una autorevolezza del nostro partner.
10:52Chiudiamo il cerchio con tutta la parte di Insight che ci sta molto a cuore,
10:56che ci dà la possibilità di approfondire i vari risultati, sia da un punto di vista media,
11:02ma come abbiamo visto anche da un punto di vista più profondo, legato all'ambito delle neuroscienze,
11:07legato all'analisi del comportamento del cervello umano.
11:11E questa parte di Insight chiude il cerchio, dandoci la possibilità poi di sviluppare questa continuous learning agenda,
11:18che è un percorso che ci piace tanto perché ci dà la possibilità di affiancarci appunto come un partner e
11:24brand
11:25e supportarlo in tutte queste fasi.
11:28Benissimo, e come abbiamo sentito l'Irza, anche combinando creatività e appunto contesto corretto, emozioni corrette,
11:36i risultati poi si vedono nella comunicazione ed è un approccio che continueremo a esplorare in questa serie,
11:44in altre tre puntate coinvolgendo anche delle aziende, dei vari soggetti che stanno già lavorando con voi su questa cosa
11:53e quindi l'invito è continuare insomma a seguire questa rubrica per saperne di più Giulio.
11:58Quindi ci rivediamo presto con dei nuovi appuntamenti con Neuro Contextual Talks.
12:04Assolutamente, grazie mille Simone e ci vediamo alla prossima puntata. Grazie.
12:19Grazie a tutti.
Commenti

Consigliato