Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa

Categoria

📺
TV
Trascrizione
00:08Sardegna
00:09Benvenuti in un angolo di Sardegna, dove il tempo sembra scorrere secondo i ritmi della natura.
00:14La provincia di Oristano è un mosaico di paesaggi antichi e sorprendenti.
00:19Dune dorate che incontrano un mare cristallino, stagni popolati dai fenicotteri,
00:24borghi che ci raccontano tradizioni secolari e siti archeologici che testimoniano storie millenarie.
00:30In questo viaggio vi porto alla scoperta di una terra autentica,
00:34dove la natura è ancora protagonista e l'ospitalità ha il sapore genuino delle cose semplici.
00:40Dalle spiagge selvagge della Costa Verde alla Penisola del Sinistro,
00:45da Santa Giusta all'atmosfera medievale di Oristano,
00:48dai misteri della civiltà nuragica ai sapori unici alla cucina locale.
00:52Un percorso fatto di emozioni, incontri e scoperte entusiasmati.
00:56Preparatevi e lasciatevi guidare dai colori, dai sapori e dalle storie di un territorio
01:02che non smette mai di sorprendere.
01:28Caro amico Gilberto Aru, Penisola del Sinistro,
01:32raccontami un po' questo territorio.
01:35Guarda, possiamo dire con tutta tranquillità che siamo in una delle zone più straordinarie
01:42della Sardegna, per molti motivi, non solo dal punto di vista geografico,
01:46ma anche storico, culturale, ambientale.
01:49Qui ci troviamo davanti a uno degli stagni più grandi d'Europa,
01:53che la storia ci racconta che una presenza storica a partire già dall'antichità,
02:02quindi abbiamo anche dei reperti archeologici, abbiamo degli scavi che non sono ancora completati,
02:10ma già danno un'idea di quello che era questo territorio qua.
02:14Noi che siamo in una sub-regione della Sardegna molto importante,
02:18perché abbiamo una grande biodiversità, dai stagni alle risaie agli agrumetti,
02:25alla parte del Campidano con tutti i granai, quindi è una sub-zona della Sardegna molto importante,
02:33sempre colonizzata, perché ci hanno sempre colonizzato, ma ci hanno portato anche tanto,
02:37tutte le varie colonizzazioni.
02:38Guarda, molti vedono le colonizzazioni come un fatto negativo,
02:43e se guardiamo l'aspetto positivo, perché ci hanno portato,
02:47chi è venuto in Sardegna, anche con intenzioni belliche, non sempre pacifiche,
02:54ci hanno portato i loro sistemi culturali e culturali.
03:00Ma anche contaminazioni antiche, perché qua ha un ritrovamento importantissimo,
03:04sono i giganti di Monte Prama, questi guerrieri che erano a protezione del Faraone.
03:09Certo, è stata una scoperta molto interessante, secondo me la storia della Sardegna bisognerebbe riscriverla,
03:18tenendo conto di questi ritrovamenti e tanti altri che sicuramente ci sono in questo territorio,
03:23come in altre parti della Sardegna.
03:25Però non dimentichiamoci che qui, storicamente, ci sono state e ci sono delle zone viticole molto importanti,
03:33tant'è che facendo queste ricerche qua, quando sono stati ritrovati anche questi giganti Monte Prama,
03:41sono stati ritrovati dei vinaccioli, quindi vuol dire che c'era una presenza e un'attività agricola e viticola sin
03:48dall'antichità.
03:49Giulietta, quindi voglio andare a scoprire un po' e a farmi raccontare di questi ritrovamenti,
03:55di questo museo importantissimo che racconta la storia di questa zona.
03:58Certo, questa è una cosa molto importante perché è un monumento che dobbiamo salvaguardare.
04:05Andiamo!
04:13Il Museo Marongiu raccoglie tutto il valore archeologico di questa zona, vero Anthony?
04:20Ma sì, il museo racconta 7.000 anni di storia di un parco archeologico naturale
04:25che si estende per l'intera penisola del Simis, perché l'uomo ha scelto di insediarsi sin da 7.000
04:33anni
04:33proprio qua, in questa penisola.
04:35La possibilità di avere un approdo, ma non solo, la presenza dello stagno.
04:41Lo stagno a Cabras è da diversi millenni quello che dà la vita, dà il cibo, il pesce.
04:49E da lì tutta una tradizione che si è via via evoluta, sia nella conservazione che nella cucina,
04:56che nel modo di sperimentare anche attraverso le influenze che sono arrivate dal resto del Mediterraneo,
05:03anche quello allargato verso Oriente.
05:06Però ecco, questa è la centralità di questo luogo e presumibilmente questa centralità
05:11che soddisfava le possibilità di sostentamento, ha attirato qui chi filosoficamente ha pensato
05:19di realizzare questi monumenti sacri, che altro non sono che le nostre statue di Monteprama.
05:27Statue che non raffigurano solo sembianze umane, ma abbiamo anche i modelli di Nuraghe e i Bettili
05:35che testimoniano la volontà di sacralizzare e di raccontare l'epopea della civiltà nuragica.
05:42Sono stati scolpiti presumibilmente quando i nuraghi non si costruivano più.
05:47E dunque era una visione che i sardi di allora avevano della grandeur che aveva riguardato la civiltà nuragica.
05:56Quante sono state trovate?
05:57Sono stati ritrovati in frammenti.
06:00I frammenti poi sono stati sottoposti nel 2014, c'è una grande campagna di restauro che ci ha restituito
06:06quello che voi vedete adesso e dall'anno prossimo in questo museo di questa piccola cittadina
06:13di 9.000 abitanti sarà possibile vedere una mostra con tutte le statue riunite,
06:19una trentina complessivamente, sia quelle che sono già qui a Cabras
06:22che quelle che arriveranno dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
06:26che si compie finalmente la volontà del Ministero di riunire il complesso statuario nella sede originaria.
06:32Però nel frattempo hanno fatto il giro del mondo perché tutti ne parlano
06:35e portano l'onore della Sardegna e la storia della Sardegna in giro per il mondo.
06:40Parallelamente quando noi esponiamo le nostre statue e la nostra civiltà nuragica
06:45creiamo delle vetrine per l'agroalimentare della Sardegna.
06:49A New York hanno avuto un grandissimo successo nell'arco di sei mesi tre diverse iniziative,
06:54complessivamente sono state 24 tra le aziende di ristorazione e le aziende dell'agroalimentare di qualità
07:00che hanno messo in mostra i loro prodotti a New York e non solo.
07:04Grazie Antonio, questa splendida spiegazione.
07:07Io continuo il mio giro per le strade di Cabras.
07:09Saremo con voi.
07:10Grazie.
07:25Felice, azienda PassiU dagli anni?
07:28Dagli anni 70, praticamente appunto in quegli anni stava iniziando a fermarsi il riso qui in Sardegna
07:36perché praticamente è abbastanza noto ormai che è stato il campionato di Ristano
07:42bonificato ai tempi di Mussolini e trasformato a parer nostro in una piccola pianura padana.
07:48Quello che un po' ha permesso anche appunto al riso di essere coltivato e avere pian piano
07:56nel corso degli anni un bellissimo riscontro, un bellissimo risultato che poi ci ha portato
08:04tutto il comparto sardo a diventare un'eccellenza a livello nazionale nella moltiplicazione del riso
08:09da seme.
08:10Parliamo comunque di un territorio che si presta alla coltivazione del riso e non solo e su cui
08:15chiaramente incide tantissimo sia il clima, quindi il sole, il vento, tutto quello e anche
08:21l'acqua, tutto quello che poi permette la formazione e anche la moltiplicazione delle sementi che
08:27sicuramente vengono molto apprezzate anche nel mercato e nel nord Italia.
08:32E che tipologie di riso coltivate voi principalmente?
08:35Noi abbiamo iniziato, inizialmente, chiaramente per quanto riguarda il mercato abbiamo fatto
08:40riso da seme, abbiamo avuto modo di conoscere tante sementi, noi coltivavamo quasi dieci
08:45sementi l'anno con 8.000 acquintali di produzione annua e chiaramente lì abbiamo avuto modo
08:51di conoscere tutti i risi che hanno fatto la storia dell'esicoltura italiana, quindi
08:55parlo del carnaroli classico, poi ultimamente abbiamo anche deciso di puntare sul violone
09:00nano classico, che sono poi i due risi da risotto e poi dall'assieme a loro abbiamo introdotto
09:05dei risi un po' di nicchia come l'aromatico Gange, che è il primo riso aromatico italiano,
09:10quello più antico, che abbiamo deciso appunto di valorizzare da dieci anni, lo stiamo portando
09:14avanti, lo stiamo selezionando e poi pian piano abbiamo deciso di puntare su anche delle
09:20varietà innovative tipo il riso nero gioiello, che è un riso integrale, molto ricco di antuciani
09:26e sicuramente molto molto particolare come sapore, come profumi, che sta dando ottimi riscontri
09:33anche in cucina, ecco. Ci sono i profumi della Sardegna. Questo diciamo che è la vostra
09:36cassaforte, eh? Sì, è un... C'è tutto il riso grezzo, perché dopo subisce,
09:40quante lavorazioni subisce? Beh, chiaramente la prima fase dopo che viene raccolta è l'essicazione,
09:45dove appunto il riso si permette di conservarsi al meglio anche per molto tempo, se è ben
09:51conservato. Si deve asciugare bene. Sì, deve essere raggiunto a una certa umidità e poi
09:55chiaramente c'è la fase in cui viene poi trasformato e processato per poter essere poi consumato,
10:03quindi da lì si va a eliminare appunto la buccia, tutta la patta integrale. La modatura,
10:07la lucidatura. Tutto sì, pulitura del riso che permette appunto di averlo poi bianco e pronto
10:13per essere cucinato. Quest'isola qua ci regala tanta biodiversità, il riso è una biodiversità,
10:19prenderò del riso perché dopo lo utilizzerò in una mia ricetta, però parlando di acqua,
10:24rimanendo con i piedi nell'acqua, io adesso vado nella peschiera a vedere la lavorazione della
10:29bottarga. È stato un piacere Luigi, grazie per essere. Grazie mille Felicio, andiamo così mi accompagni fuori.
11:02Ci troviamo nello stagno di Cabras, il più grande d'Europa. E qui cosa abbiamo?
11:08Qui siamo esattamente nella peschiera di San Madri, che fa parte sempre dello stagno di Cabras.
11:14Siamo 104 soci effettivi e svolgiamo tutti i lavori sia in peschiera che la pesca nello stagno.
11:21La pesca nello stagno consiste che si va con i tre magli. La maglia è diversa, dipende dal periodo,
11:27per prendere per esempio l'alizza ramada si usa la maglia del 9, per prendere il muglio cefano
11:34del pesce che si usa per la bottarga usiamo il 6 o il 7. Quindi una pesca naturale?
11:39Una pesca tutta naturale. Non c'è allevamento? No, è allevamento zero.
11:42Diciamo che qui siamo nei lavorieri che sono questi imbuti. Esatto, sono la forma di imbuto
11:46perché lavoriamo con l'alta e la bassa marea. Quindi abbiamo questi imbuti qua enormi
11:51dove il pesce entra dal mare, entra allo stagno e poi non può uscire e poi lo acchiappate.
11:57Esatto. Quindi chiudete gli invasi e pescate. E oltre al mugine un altro...
12:01Ci sono delle anguille, ci sono delle sogliole, qualche orata, le spigole.
12:05Però principalmente è l'anguilla. Principalmente è l'anguilla e il mugine.
12:09Esatto. E il mugine, il famoso mugine per la bottarga, che è il mugicefalo.
12:13Il mugicefalo, esatto. Si chiama mugicefalo.
12:16Perché rispetto agli altri mugini cosa...
12:17E lo peschiamo nel periodo, diciamo, e diciamo che rinventa più grande degli altri.
12:23Quindi è fondamentale. È fondamentale, sì. Il periodo migliore per pescarlo per la bottarga
12:27è diciamo che da agosto sino a metà ottobre.
12:31Il mare è più caldo. Il mare è più caldo. Poi si usa una tecnica di pesca che il 90
12:35% viene preso con le mani.
12:37Ancora con le mani. Perché con la rete, diciamo che è pericolosa.
12:42Ma me la fai vedere?
12:43Certo. Andiamo.
12:45Andiamo.
13:11Nicola, buongiorno.
13:12Buongiorno.
13:13Cosa stiamo preparando?
13:14Stiamo preparando la bottarga locale di Cabras, del nuovo Consorzio Pontis.
13:19Allora, bottarga. Diamo delle informazioni. Mugine, pescato qua, nello stagno di Cabras.
13:27viene lavorato, viene tagliato, viene viscerato.
13:32Sì.
13:32E la saccovarica, eccola qua, è la bottarga.
13:35Con l'unghia.
13:36Con l'unghia.
13:36Con l'unghia.
13:37Guarda, facciamo una cosa, metto a pulire i guanti, così.
13:40L'unghia è questa.
13:43Noi l'abbiamo sempre lasciata dall'antichità, diciamo. È una nostra sorta di riconoscimento.
13:50Ecco qua, l'unghia in pratica è la parte dell'ombelico, la parte della pancia del pesce.
13:56Io arrivo da Carloforte, quindi culturalmente la bottarga di tonno, che viene messa sotto sale
14:01dai 20 ai 27 giorni sotto pressa. La bottarga di Mugine, invece, quanto viene?
14:06La bottarga di Mugine dipende dalla grandezza della baffa, perché ci sono baffe, quella tipo
14:13tre ore e mezza, quella, va benissimo. Ci sono baffe più grandi e più piccole.
14:17Sono 200 grammi di bottarga, abbiamo qua.
14:20A seconda della dimensione della bottarga, viene lasciata o di più o di meno. Ci sono
14:25bottarga da mezz'ora, da due ore, da tre ore e anche da quattro.
14:29Per legge, il Mugine viene pescato e viene abbattuto.
14:33Sì, viene abbattuto. Una volta che è abbattuto, la bottarga, diciamo, può iniziare a essere lavorata.
14:42Vai. A me piacciono tre mani in pasto in queste cose qua, quindi ti aiuto volentieri.
14:48La cosa fondamentale della bottarga è una volta che è stata tolta dal sale, vento secco.
14:56Abbiamo la camera di essicazione, che sono controllate temperature e umidità, sono sempre sotto controllo.
15:03Però quando si facevano all'aperto, la cosa fondamentale era il vento asciutto e poco umidità.
15:13Una volta che sono passate le ore, dalla mezz'ora alle tre ore, queste bottarga cosa facciamo?
15:20Vengono pulite e lavate?
15:21Vengono lavate, tolte dal sale e messe in sala di essicazione.
15:26E l'essicazione quanto può durare?
15:29Dipende sempre dalla dimensione della bottarga.
15:34Possono durare tre giorni quelle piccoline, quattro giorni.
15:37Quelle più grandi anche una settimana, nove giorni, dieci giorni.
15:42Dipende.
15:42E dopodiché abbiamo la certificazione bottarga con unghie di cabra,
15:46assoluta lavorazione artigianale fatta da questa cooperativa.
15:48Fatta dal Consorzio Ponte, sì.
15:50Grazie per la spiegazione.
15:52Prego.
15:53E buono spaghetto alla bottarga a tutti.
16:07Sono Agriturismo Il Giglio, fratelli Oruca e carissimi amici,
16:12per parlare di un olio extravergine d'oliva italiano, una DOP Sarda spettacolare.
16:18La Sardegna è ricca di olivetti, è ricca di varietà che si è dato benissimo al territorio.
16:25Cosa c'è di meglio di pane carasau, olio e un po' di sale.
16:38Antonella, siamo in questo olivetto secolare.
16:41Qui ci troviamo a Massama, siamo nella piana del fiume Tirso,
16:47quindi abbiamo una zona veramente ricca in quanto abbiamo un clima mediterraneo,
16:52ma anche un terreno molto fertile.
16:54Qui si fa anche la doppia cultura e poi abbiamo degli olivetti come detto tu secolari.
16:59La cultivar d'eccellenza qui è la Semidana che ci dà un olio spettacolare a livello di profumi,
17:05a livello di un amaro e un piccante equilibrato e anche ricco di polifenoli.
17:11Ma siamo in un olivetto che è molto molto antico.
17:14Sì, questo è proprio un olivetto antichissimo, parliamo addirittura del 1700-1760.
17:19Noi siamo la quinta generazione di una famiglia di agricoltori,
17:23qui si è sempre fatta agricoltura, Massama è sempre stato un borgo contadino
17:27dove si è fatto, da sempre mio nonno faceva il grano duro, tuttora noi produciamo grano duro,
17:33però il nostro fiore all'occhiello è l'olivo e la produzione in biologico.
17:38E tra l'altro qui abbiamo Semidana, Tonda di Cagliari e abbiamo anche Bosana
17:42che vanno a comporre poi il blend per la nostra Donna Marisa che è una DOP Sardegna.
17:48Quindi adesso io vado a preparare un piatto con un carissimo amico che conosci bene,
17:53che è un piatto della tradizione dove utilizzerò il tuo olio e il riso di oristano.
17:59Andiamo da Angelo dei Giganti che ci farà la Merca di Muggine. Andiamo!
18:06Angelo, ma San Merca cos'è?
18:08Allora, San Merca è un piatto antichissimo di origine finice,
18:14vuol dire preparato con sale. Il pesce è molto salato perché in antichità,
18:22non essendoci frigoriferi, veniva salato apposta.
18:25Viene tagliato a squamato, spanciato e tagliato a pezzetti a trance,
18:32messo in acqua fredda, solo ricoperto di un tanto di acqua così e poi dosato di sale.
18:38Facciamo magia?
18:39Sì.
18:40Qui ce l'abbiamo già pronta perché ci siamo anticipati con il lavoro.
18:44Se è piccolino invece si può metterla in terra.
18:49Facciamo un distinguo.
18:50Facciamo anche un distinguo perché in Sardegna Merca nell'entroterra
18:53è un cibo salato, in questo caso si fa col formaggio,
18:56qua invece la Merca è fatta col Muggine.
18:58Sì, è un piatto che si fa a cabras poi, non è che…
19:01Sì, si fa solo a cabras, si fa conservato nell'erba ziba.
19:05Sì, sì.
19:06Comunque i sale e l'arceta hanno sempre conservato tutto,
19:08sin dall'antichità.
19:09E non c'è nessun problema su quello.
19:11Invece noi, a Carloforte, per conservare tutta la parte,
19:15il quinto o quarto del tono, quindi il musciame, la bottarga,
19:17e le altre cose usiamo l'elicris.
19:21Quindi lo vedi come la cultura del mare si avvicina.
19:24Ognuno nelle sue parti.
19:26Quindi anche tutta la parte gelatinosa lascia…
19:29Questo è proprio il grasso che lascia il Muggine quando sta cucinando.
19:34Beh, Angelo, sai che dopo io con un pezzettino di Muggine
19:38fare una ricetta, prendo spunto dalla sua.
19:42Quindi questo è il grasso che mi dà un bel sapore.
19:47È un fumetto, diciamo.
19:49Sì, sì.
19:50Lo puoi utilizzare benissimo.
19:51Io me lo ottengo e lo uso.
19:53Questo sistema qua è anche un sistema utilizzato per il trasporto.
19:56Questo sì, perché essendo saziba,
19:59essendo un'erba palustre perché nasce nei contoni dallo stagno,
20:05è impermeabile.
20:07È insapore, è impermeabile.
20:09Perciò non cambia il sapore al pesce e in più per il trasporto non perde
20:15perché non gocciola, perché diventa…
20:17Diventa molto finta.
20:18Sì, sì, sì.
20:21Adesso la chiudiamo.
20:23Manca il profumo, sente proprio il profumo del pesce.
20:26Sì, sì, sì.
20:26Quindi solo acqua e sale, niente aromi.
20:29Niente aromi.
20:31Ecco qua.
20:32Nel frattempo, io nel frattempo mi accendo anche la pentola
20:39perché io pensavo di fare.
20:41Dato che qua riso a volontà, quindi una maggiore stagno.
20:44È la zona.
20:46La merca, te l'ho fregata, un po' di mugine che vado a lavorare.
20:53Stiamo concludendo la chiusura.
20:56Nel frattempo che chiudi io vado, metto il riso a tastare.
20:58Vai tranquillo.
20:59Vado in asciutto, vado.
21:07Cosa faccio?
21:08Lo tosto a secco e dopo metto olio a crudo, il Dona Marisa.
21:24E andiamo a bagnare con acqua naturale.
21:32Niente sale perché il sale, siamo pieni di sale.
21:36Oggi il sale ce l'abbiamo in abbondanza.
21:39Allora, il riso bagnato.
21:42Vieni.
21:43Taglia qua.
21:46Facciamo la prima maniglia.
21:49Taglia un altro pezzo?
21:51Un altro pezzo, però vuole più grande.
21:53Perché lo attacchiamo da qui, da qui e facciamola.
21:57Abbiamo un po' uomo di mare.
22:04Da qui?
22:05Sì.
22:14Ok.
22:15Te lo lascio libero così continui tu.
22:19Pensate quante cose scopriamo in questo viaggio.
22:22Quante cose che raccontano tradizioni di culinaria, ma anche di sopravvivenza.
22:29perché questo qua era il cibo che doveva durarti due o tre giorni.
22:33Per chi andava a lavorare in campagna, non c'erano le macchine niente, dovevano stare lì con le pecore o
22:38in campagna.
22:41Io ho riso, guarda cosa ho fatto adesso.
22:42Lo insaporisco con un po' di fondo di mugine.
22:46E nel frattempo cosa faccio?
22:50Un po' di finocchietto.
22:53Adesso va il periodo che non ci sta bene.
22:58Che col mugine ci sta sempre bene, ma col pesce in generale.
23:06L'olio.
23:09Quello buono.
23:10Da una marisa.
23:12Già il profumo si sente.
23:16Voglio prendere, voglio sentire anche la serenità con me.
23:23E' lui?
23:24E' lui, è lui.
23:29La giusta quantità, anche perché dopo c'è la bottarga che mi dà sapidità, quindi...
23:36Ecco qua.
23:38E dopo ci manca un po' di acidità, che in questo caso ci viene data...
23:44Metto il succo di limone, non la boccia, proprio il succo metto.
23:50E questo lo vado a mettere alla fine quando vado a mantecare.
23:55Allora, il riso è pronto.
23:56Togliamo.
23:58Semplice.
24:01Quindi, qui abbiamo merca, olio e finocchietto.
24:05Se mi diverso ancora un po' d'olio.
24:11Nel frattempo, un po' di pepe macinato fresco.
24:20E finisco anche con un po' di formaggio, che ci sta sempre bene.
24:27La bottarga la mettiamo alla fine, sopra.
24:31E la metti grattugiata o a fettine?
24:33La metto grattugiata, guarda.
24:36Se vuoi dare più sapidità, usiamo la parte finale.
24:40Perché la parte finale è quella che acchiappa un po' più di sale.
24:46Se vogliamo dare un po' di freschezza, possiamo mettere anche un po' di buccia di limone.
24:57Eccolo qua, ci siamo.
25:00E che profumo c'è, no?
25:02Sì.
25:06Eccolo qua, ci siamo.
25:16E che profumo c'è, no?
25:21Sì.
25:22No, finiamo.
25:24No, finiamo.
25:28Olio.
25:30Un po' di finocchietto che mi rinfresca.
25:37Una grattata di bottarga, in questo caso usiamo il tono con un mio maggio a Carloforte.
25:48La tua merca è qua, mi prendo lo zainetto.
25:52Me ne vado.
25:53Me ne vado.
25:55Riso che richiama un po' tutta la cultura del mare.
25:58Riso Carnaroli, in questo caso qua coltivato in queste bellissime zone, in queste risaie qua.
26:06La tua merca, limoni, finocchietto e olio di antarale del Giglio che qua abbonda.
26:12E la bottarga di Carloforte.
26:14E siamo in causa di un amico che è Giuseppe Carrus, perché su questo piatto mi deve abbinare lui il
26:20vino.
26:21Noi fratebo ti ringrazio di questa splendida spiegazione.
26:24Mi prendo il mio fagotto e me ne vado.
26:28E dammi anche l'olio, dai.
26:30Ciao, grazie.
26:33Beh, caro Luigi, questa è una vera sfida Samerka,
26:36una delle grandi eccellenze del nostro territorio,
26:39ma poi in questo caso anche, mi permetto di dire, la tua bottarga di tonne,
26:44quindi quel sapore più forte, più intenso che però tu, sono sicuro, è equilibrato a dovere.
26:49Ho giocato proprio sulla bottarga di tonno ed è il motivo per cui ho scelto un rosso.
26:55Ti propongo un bovale, un bovale che viene dalle zone interne della Sardegna
27:00e lo produce l'azienda Olianas del bravissimo viticoltore Stefano Casadei.
27:07Questo è il Perdigi.
27:12Lo verso nel bicchiere e già si vede il colore proprio del bovale,
27:16che è questo colore molto intenso, questo rosso rubino concentrato.
27:22È una 2022, annata molto giovane, buona adesso, ma è un vino che sicuramente invecchierà molto bene.
27:34Il frutto qui è rosso ma c'è anche un frutto nero, c'è una mora, c'è una prugna,
27:40la ciliegia,
27:41c'è un tocco speziato molto molto bello di pepe nero e un tono di sottobosco terroso di resine molto
27:50interessante.
27:51La bocca ha un tannino delicatissimo, è morbido, è avvolgente, deve un po', come dire, equilibrare la potenza e la
28:00sapidità della botarga.
28:03Ma sapidità ovviamente ce n'è anche qui, c'è una bellissima freschezza che invoglia a un sorso successivo
28:09e il tocco sapido che è un po' il timbro di tanti vini della Sardegna.
28:14Come ho detto, questa è una piccola sfida, ma io sono sicuro andrà benissimo. Salute!
28:20Grazie a tutti!
Commenti