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TVTrascrizione
00:09Sardegna
00:09Benvenuti in un angolo di Sardegna, dove il tempo sembra scorrere secondo i ritmi della natura.
00:15La provincia di Oristano è un mosaico di paesaggi antichi e sorprendenti.
00:20Dune dorate che incontrano un mare cristallino, stagni popolati dai fenicotteri,
00:24borghi che ci raccontano tradizioni secolari e siti archeologici che testimoniano storie millenarie.
00:31In questo viaggio vi porta alla scoperta di una terra autentica,
00:35dove la natura è ancora protagonista e l'ospitalità ha il sapore genuino delle cose semplici.
00:41Dalle spiagge selvagge della Costa Verde alla penisola del Sinis,
00:45da Santa Giusta alla atmosfera medievale di Oristano,
00:49dai misteri della civiltà nuragica ai sapori unici alla cucina locale.
00:52Un percorso fatto di emozioni, incontri e scoperte entusiasmarie.
00:57Preparatevi e lasciatevi guidare dai colori, dai sapori e dalle storie di un territorio
01:02che non smette mai di sorprendere.
01:21Siamo nel Montiferro, esattamente a Santo Lussogio,
01:25un paese che si è sviluppato sulla cultura agropastorale,
01:28ma in particolar modo per che cosa?
01:31Beh, diciamo che la cultura agropastorale nel nostro paese si applica con l'allevamento del bestiame,
01:38per cui delle pecore, poi l'allevamento bovino, ma anche dei cavalli.
01:44Per quanto riguarda i prodotti gastronomici, naturalmente si fa riverimento soprattutto ai prodotti del latte bovino,
01:51per cui il sugasizzolo, il formaggio poi della treccia, che è ugualmente la pasta del sugasizzolo,
01:57la fresa e tutti i prodotti, diciamo così, della nostra cucina riprendono un po' questi prodotti primari.
02:05Tra l'altro di una razza importantissima, che è la razza sardamodicana del Montiferro.
02:09Sì, esatto, questa è una razza che è stata introdotta nei secoli, non so più quanto tempo,
02:17è la razza che prevale sulle altre razze che abbiamo qui con me.
02:20Quindi un'economia basata ancora adesso sulla produzione dell'atterocasearia.
02:26Esatto.
02:26E comunque voi di tutte queste attività agropastorali avete fondato un museo importantissimo,
02:32che racconta un po' le tradizioni.
02:33Sì, nel nostro museo potrete trovare gli attrezzi che servivano appunto per l'allevamento del bestiame,
02:40per la trasformazione, ma anche per tutte quelle attività artigianali
02:43che erano complementari alle produzioni di allevamento.
03:01Maria, qui è racchiusa veramente tutta la storia dell'economia agropastorale,
03:08e non solo agropastorale e lussorgese.
03:11Assolutamente sì.
03:12Diciamo che questo museo è stato il primo in Sardegna.
03:15Nel 1976 il gruppo del Centro di Cultura UNLA, guidato dal maestro Salis,
03:22era composto da un numero enorme di ragazzi, di giovani, ma anche di persone acculturate,
03:28si sono resi conto che in quel periodo si stavano perdendo le radici.
03:32E quindi hanno cercato di raccogliere in una mostra, che in un primo tempo doveva essere temporanea,
03:39un insieme di attrezzature per l'agricoltura e per la pastorizia.
03:43Ha avuto talmente tanto successo che la gente ha capito che gli oggetti a casa propria non avevano nessun valore.
03:51Messi qua tutti insieme davano il senso della storia e aiutavano a recuperare le radici che si stavano perdendo.
03:58Questo che vedrete poi qui è una stufa, è arrivato un mese fa.
04:03Di tanto in tanto qualcuno viene, posso donarvi degli oggetti?
04:06L'unico oggetto acquistato dentro questo museo è questo carro.
04:11Gli altri oggetti sono tutti donazione della popolazione, che lo sente un po' come suo, in un certo senso, il
04:18museo.
04:18Siamo anche molto gelosi, diciamo, di questa realtà.
04:23Ma come è strutturato il museo?
04:25Allora, abbiamo delle stanze che possiamo definire a tema, oppure una serie di temi insieme.
04:31Abbiamo la stanza del contadino, del pastore e del carbonaio, che raccoglie tutti gli oggetti tipici di queste lavorazioni.
04:40Abbiamo la stanza della tessitura, dove c'è tutta la filiera della lana e del lino.
04:45Abbiamo la stanza degli artigiani, la cucina, dove c'è tutto ciò che serve per la separazione della farina.
04:53La stanza del cavallo non può mancare.
04:56Abbiamo una stanza dedicata al formaggio e alla sua lavorazione nella campagna.
05:00La cantina, che raccoglie tutti gli oggetti e tutto ciò che serve, dall'impianto della vigna fino all'imbottigliamento.
05:08E abbiamo anche un reperto storico, che è un alambicco storico, che era di Don Niccolò Meloni,
05:15col quale all'inizio del Novecento si faceva il cognac Sardegna.
05:19Anche perché Santo Lussuzio era conosciuta per il cognac, che è stato uno dei primi cognac nazionali,
05:26ma anche per la Bardente.
05:28Abbardente, certo.
05:30Che è la grappa.
05:31Distillazione da vino.
05:32Cultura del distillato esiste da tantissimo tempo.
05:38Quando è che ha chiuso l'ultima, una delle ultime?
05:40Il 1904 Don Niccolò Meloni ha chiuso la distilleria, però nelle case si è continuata a distillare.
05:47E si continua tuttora.
05:49E si continua tuttora.
05:49E infatti adesso vado a scoprire come viene fatto questo distillato.
05:53Grazie mille.
05:54Grazie a voi.
06:01Carlo, a Barodente.
06:04Allora, la distinzione di Santo Lussuzio è a secoli di storia.
06:09Voi nel museo avete visto l'ambicco dell'agronomo Niccolò Meloni, che ha iniziato la prima distinzione del 1890,
06:14fine prima del 1900, producendo acqua vite di vino sia normale che il cognac.
06:21Abbardente da noi vuol dire acqua vite di vino.
06:24Alla destra del Montiferro vuol dire acqua vite di vinaccia.
06:27Quindi oggi quando uno chiede a darmi un goccio di acqua vite di abbardente,
06:31rischia di trovarsi due prodotti diversi.
06:33Questa è un po' la particolarità, la differenza nell'isola di questo prodotto principe.
06:37Per la Santo Lussuzio c'è la quale tradizione?
06:41Questo è il cognac Sardegna, è uno dei primi cognac nell'isola ed è quello che è rimasto tuttora appunto
06:47nella mente degli isolani.
06:50Noi siamo partiti da questo, riportare la Santo Lussuzio e l'arte distellatoria sugli scaffali della Sardegna e anche oltre.
06:58Quindi questa è stata una bella scommessa, una bella iniziativa che oggi,
07:03un'attività che non c'era oggi da cinque booster paga più la mia.
07:06Quindi qualcosa che veramente partendo dalla storia, partendo dalla tradizione, si è fatto un business.
07:12All'ambico continuo?
07:14All'ambico continuo è quello che aveva Don Niccolò Meloni che avete visto nel museo.
07:17Io non sono all'ambico molto più grande, però discontinuo.
07:21La differenza è che nel continuo tu immetti continuamente la materia prima
07:24e attraversando il vapore disalcoli la materia prima.
07:27Invece noi qua facciamo la cotta e poi spegnevo.
07:30Lo assaggiamo?
07:31Assolutamente, assaggiamo un prodotto che è invecchiato in botte.
07:34Diciamo che sarebbe un branding non certificato.
07:38Questa è la Bar Nessato Lussuzio, produciamo tre tipi di acquavite.
07:42La bianca, normale, qui un'espressione dell'aromatizzazione del vino.
07:47L'anice, aromatizzata a semi d'anice, che è quella che più si produce nelle case.
07:52E poi la barricata, che sarebbe l'antesignale del cognac, diciamo che è quella che poi diventa
07:58la cognac, che si è invecchiata in botti.
08:00Il profumo di salute.
08:02Il profumo?
08:02Il profumo è molto, sente il legno ma non domina.
08:05Ha un 18 mesi di bianca.
08:12È morbido.
08:14Morbido, alcolicità non è...
08:15Assolutamente, 42 gradi, ma il trucco sta appunto nel sentire l'alcol, non deve sentire
08:20l'essenza.
08:21Infatti sente molto l'essenza, sì.
08:23Assolutamente, sì.
08:24Sennò è anestetizzato il palazzo.
08:27Grazie, grazie mille per questa spiegazione.
08:30Grazie a voi.
08:30E brindiamo a Santo Lussuzio di nuovo, no?
08:32Grazie a voi.
08:44Zizetta, mi devi parlare di un dolce tipico di Santo Lussuzio, e qual è?
08:49Allora, ti voglio far conoscere un dolce nostro tipico, Sosculzone de Mendula.
08:57Sarebbero raviolini di mandorle.
09:01Sono dei dolci che ci hanno tramandato le nostre nonne, tra l'altro è un dolce che diciamo
09:07che si fa solo qui a Santo Lussuzio, io non l'ho mai visto.
09:10Quindi cucina popolare, cucina povera, a Santo Lussuzio va molte mandorle, noci, e quindi
09:15tutti i prodotti erano quelli locali.
09:19Ingredienti.
09:20Ok, allora per fare la pasta esterna del raviolo ci va la farina.
09:26Semola di grano duro, semola, rimacinata.
09:30Lo strutto.
09:31E lo strutto che era l'olio dei poveri.
09:33Sì, lo strutto.
09:35La mia ti aiuto, così ti libero il campo.
09:37Un pizzico di sale e l'acqua.
09:43Acqua fredda o acqua tiepida?
09:45Acqua tiepida.
09:46Così si spoglia meglio.
09:48Praticamente questo dolce diciamo che è anche tipico del nostro carnevale.
09:53Sapete che c'è Sagarrella, il carnevale lussurgese e il raviolino è proprio il dolce tipico.
09:58Se tu vieni a Santo Lussurgio per carnevale, nelle strade c'è dove ci sono le corse, è raro che
10:05non ti invitino un raviolino, perché è proprio il nostro dolce tipico di carnevale.
10:09Poi si fa anche per Pasqua, un dolce della Pasqua.
10:13Quindi un dolce delle feste diciamo.
10:15Delle feste, però più che altro per il carnevale è questo, un dolce di carnevale.
10:21E tra l'altro si può anche conservare perché...
10:23Si conserva benissimo perché è solo farina, mandorle, zucchero, quindi è anche un dolce che si conserva abbastanza.
10:29Comunque una volta amalgamata e lavorata bene, il risultato finale è questo.
10:36E questo si bella liscia.
10:38Si lascia riposare in frigorifero.
10:39Si fa riposare in frigo.
10:41Quindi a questo punto si prende la pasta e si comincia la lavorazione.
10:46Ok, questo è il risultato finale della...
10:51Quindi si taglia un pezzo, così.
10:56Io ti faccio l'assistente.
10:58Grazie.
10:59Mentre invece il ripieno come è fatto?
11:01Allora, il ripieno si fa con lo zucchero.
11:04Lo zucchero si fa a filo, si mette sul fuoco.
11:08Si fa andare a filo.
11:10A che temperatura?
11:11Sui 104-105 gradi.
11:13Una volta che è bello filante, bello lucido, ci si mettono le mandorle macinate e la buccia del limone.
11:20Si fa cuocere qualche minutino.
11:23Ah, quindi il risultato finale del ripieno è questo, giusto?
11:25Sì, questo è il risultato finale del ripieno.
11:28Una volta che si sfredda, poi va diviso così in palline, in modo da poter fare i raviolini, da poterlo
11:36inserire all'interno della sfoglia.
11:40Quindi, diciamo che è una pasta violata questa.
11:43Sì, una pasta violata, bene, deve usare una sfoglia abbastanza sottile.
11:47Diciamo che la pasta violata è anche quella del Seadas.
11:50Sì.
11:50D'altronde gli ingredienti cos'erano?
11:52Grano, semola, strutto, formaggio, miele, mandorle, qui una cucina nostra tradizionale povera.
11:59Le cose che si avevano in casa prima e quindi...
12:02Adesso l'hai stesa molto sottile, senza l'aiuto di farina.
12:07No, no, no, non è appiccicosa.
12:09Quindi a questo punto, quando si fa la sfoglia bella sottile, allora vanno messi, va messo il ripieno così.
12:16Si fanno proprio dei ravioli, diciamo, eh?
12:18Dei veri e propri ravioli.
12:21Ecco qua.
12:24Mandiamo via l'aria, mandiamo.
12:30Ecco qua.
12:31A questo punto si tagliano.
12:34Si tagliano.
12:34Usami.
12:35Cottura in forno?
12:36Cottura.
12:37Non vengono fritti questi?
12:38No, no, no, in forno.
12:39A quanti gradi e per quanto tempo?
12:43Allora, diciamo sui 160 gradi per una quindicina di minuti.
12:48Quindi, disetta, questo è quello crudo, abbiamo detto.
12:51Sì.
12:51Qui abbiamo quello cotto, che deve essere bianco.
12:54Bianco.
12:55E finiamo con la glassatura.
12:59Con la glassatura, che una volta che si sfreddano vanno glassati, insomma, abbelliti.
13:03Quindi in questo micro laboratorio hai ricreato il tuo ambiente per poter fare questo dolce tipico.
13:11Sì.
13:11Ma posso assaggiarlo?
13:12Certo che puoi assaggiarlo.
13:13Perché già è leggero, eh.
13:18Com'è?
13:19Spettacolare.
13:20Senti la mandorla, senti tutto.
13:23Grazie mille.
13:24Proseguo il mio cammino per Sant'Urussuogio.
13:26Ok, grazie a te.
13:27Grazie.
13:28È stato un piacere.
13:36Bruno, siamo nel campagna di Sant'Urussuogio.
13:38Dietro di noi queste bellissime vacche rosse del Montiferro.
13:42Come lascia questa razza?
13:43Questa è la razza sardomodicana.
13:46È la razza principale, diciamo, più caratteristica, più che principale del Montiferro.
13:52È una razza che viene creata dalla lungimiranza di due allevatori di queste zone, che hanno pensato di rinsanguare una
14:01razza locale, podolica, presente da secoli.
14:05In questo territorio, con dei buoi modicani, coppi provenienti da modica, con la razza modicana.
14:14Diciamo però anche che questa razza sta un po' soffrendo perché l'allevatore deve comunque tenere un certo riso a
14:25conto economico della sua azienda.
14:26E dunque questa razza ha delle, diciamo, defiance, se vogliamo chiamarle così, confrontata con altre razze da carni, dove la
14:36produzione di carne è una razza molto maggiore.
14:39Però, secondo me, questo deve essere comunque superato dalla sapidità e la miglior genuinità di queste carni della sardomodicana.
14:50Anche perché abbiamo pascoli liberi.
14:53Volevo aggiungere quello perché la carne della razza sardomodicana, o meglio, la vacca sardomodicana, sta fuori tutto l'anno.
15:02Non ha delle stalle di ricovero se non per le fasi di mungitura, eccetera.
15:07Bucche felici.
15:08Sì, diciamo che vivono quasi in natura e quasi allo stato selvatico.
15:12E abbiamo un pascolo di pianura e un pascolo anche di montagna, quindi a seconda anche delle stagioni abbiamo queste
15:21che sono delle pratterie, queste vacche mangiano anche le ghiande.
15:25Diciamo che è un animale versatile della sardomodicana perché abbiamo sia razza da carne ma anche da latte.
15:33Sì, è una delle razze cosiddette a triplici attitudine che sarebbero il lavoro, la carne e il latte.
15:39Il latte è di ottima qualità perché ovviamente col pascolo brado si ha un latte di ottima qualità e il
15:47latte che viene utilizzato per produrre il casizzolo del Montiferro che comunque è anche un presidio slow food al pari
15:54delle carni.
15:56Ma anche la particolarità di mungitura è fondamentale.
15:58Sì, queste vacche hanno la caratteristica di non rilasciare il latte se non c'è la presenza del vitello, per
16:05cui diciamo che dobbiamo seguire proprio i loro ritmi.
16:09Noi possiamo rubare, tra virgolette, un po' di latte al vitello, mentre lui mangia la sua parte e noi prendiamo
16:18la nostra allevatori.
16:19In mancanza del vitello non riusciremo a mungere queste vacche, che mungiamo anche rigorosamente a mano perché diciamo che si
16:27prestano a questa mungitura.
16:30Fino a oggi non abbiamo allevamenti che mungono con le mungitrici.
16:35Quindi abbiamo un latte grasso, un saporizzo.
16:38Sì, assolutamente.
16:39Prende i sapori di queste terre.
16:41Certo.
16:41Però mi interessa adesso vedere come si fa il casizzolo del Montiferro.
16:45Andiamo.
17:01Allora, dalla sarda modicana, produciamo un latte strepitoso e viene trasformato nel famoso casizzolo del Montiferro.
17:10Qui a Santo Lussogio è un'istituzione questo formaggio.
17:14Ma mi spieghi da questa cagliata le varie fasi della trasformazione.
17:18Allora, la cagliata, questa che è la pasta matura che viene fatta, verrà poi lavorata all'interno di Sula Violu,
17:24che è un contenitore in rame stagnato,
17:30la cagliata viene prodotta alla mattina attraverso la mungitura che viene fatta solo manualmente, la mungitura delle vacche.
17:38Quindi viene fatta la cagliata e la cagliata viene poi, viene fatta a 35-36 gradi, diciamo che è più
17:46o meno la temperatura del latte della vacca stessa.
17:50Quindi non avrebbe nemmeno bisogno.
17:52Quindi latte crudo parliamo.
17:52Parliamo esattamente di latte crudo, sì.
17:55E come caglio?
17:55E come caglio utilizziamo un caglio di vitello.
17:58La trasformazione della pasta acida, come avviene?
18:00Viene messa in un contenitore e viene fatta maturare.
18:03Il caglio viene unito ad un siero che si chiama siero, chiamiamo siero innesto, che è semplicemente la parte del
18:11siero rimanente dalla giornata precedente,
18:14che viene unito al latte in modo da agevolare la maturazione della pasta.
18:19Quindi possiamo dire una sorta di lievito madre?
18:21È come se fosse una sorta di lievito madre, sì.
18:24Noi abbiamo nello specifico due tipi di produzioni, che sono una, che è quella del pascolo di collinare, dove siamo
18:30ora, che il formaggio rimane molto giallino,
18:32e un'altra, che è un pascolo di montagna, dove spostiamo la nostra mandria al pascolo di montagna verso la
18:42fine della primavera,
18:42perché lì ingiallisce più tardi, però comunque sta già iniziando a ingiallire il pascolo,
18:47quindi il prodotto rimane un prodotto più chiaro, perché il pascolo sta iniziando ad asciugare e rimane in stagionatura molto
18:54più sapido.
18:55Quindi la famosa transumanza, diciamo.
18:57È la famosa transumanza, esatto.
18:58Ci siamo? Ti do una mano?
18:59Sì, grazie, non lo passi là.
19:01Ok.
19:03In origine, anzi in realtà in molte delle produzioni da tuttora del casezzolo, questo contenitore non è in acciaio, ma
19:10è uno strumento in terracotta,
19:12che si chiama tovania.
19:14Noi l'abbiamo convertito per praticità, perché in realtà questo è molto più leggero.
19:20Adesso la lavori, la pressi?
19:22Sì, la presso fino a farla diventare perfettamente lucida.
19:25Questo è già un momento in cui la devo prendere in mano per lavorarla.
19:28Ora ho fatto una forma...
19:29Scusa, cosa c'è qua?
19:29Fai vedere cosa c'è.
19:31Così è assaggiata le varie fasi.
19:32Poi ti consiglio di metterla a salare dopo, perché è ancora migliore.
19:36Quindi tu adesso lo lavori?
19:38Sì, lo lavori, arrivo al momento per fargli la testa.
19:40Questa è una forma piccola.
19:42E in genere a Santo Lusso ci fanno delle forme che sono abbastanza grandi, perché agevolano la stagionatura.
19:49Quindi è anche portata la stagionatura abbastanza prolungata?
19:56Probabilmente, originariamente il formaggio Casizzolo si consumava, non dico solo, ma soprattutto stagionato intorno ai 4-5 mesi.
20:04È il periodo di stagionatura migliore.
20:05Rimane morbido, rimane molto gustoso.
20:08È un semistagionato che è perfetto per qualsiasi momento della giornata.
20:15È di rimane molto cremoso, appunto.
20:17È un formaggio che non si asciuga quasi mai.
20:19Soprattutto se le forme sono molto grandi.
20:21Più sono grandi le forme, meglio tiene la stagionatura, chiaramente.
20:24E ora gli faccio la testa.
20:25Anche la testa è un segno di riconoscimento di ogni famiglia, di ogni produzione, perché ognuno fa una testa diversa
20:34rispetto all'altro.
20:36A casa mia si fa quasi sempre la testa a tre, trame sul pascolo di montagna che distinguiamo facendo una
20:42testa a di fuente.
20:43Quindi è il timbro personale, la chiusa è il timbro.
20:46La mia è la più brutta di tutti, comunque.
20:49Loro sono più bravi.
20:52Salamoglia?
20:52Salamoglia.
20:53E rimane quanto?
20:54E rimane per 6-8 ore a chilo di formaggio.
20:57Dipende da quanto è sapida la salamoglia.
21:00Quindi adesso salamoglia, ma la stagionatura io voglio vederla.
21:08Quindi qui abbiamo stagionato di stagionatura.
21:13Questi sono 9 mesi di stagionatura.
21:18È più o meno la stessa stagionatura, però di una formata piccola.
21:22Qua si esprime.
21:32Qua senti la grassezza, il pascolo.
21:36E anche il tuo lavoro, perché è fondamentale questo.
21:39Casizzolo del Montiferro, latte crudo.
21:42Latte crudo.
21:42Tipicità di questa zona, di Santu lo Surgio.
21:44Però io sono stato curioso di toccare un'altra volazione.
21:48Il siero che rimane.
21:50Cosa ne facciamo?
21:52Ne facciamo un sacco di cose.
21:54Perché possiamo farne delle minestre, possiamo usarle per condimento, su minestruni o altre zuppe.
21:59Una delle ricette più comuni è la minestra di Abagaso.
22:05Quindi semplicemente acqua, l'acqua a cui viene aggiunto un po' di Abagaso, che è appunto questo siero di lavorazione.
22:10Che bella grassa è.
22:11Che bella grassa, perché è il risultato di tutta la lavorazione del formaggio che abbiamo fatto.
22:17Quindi tu mi prepari una bottiglietta di Abagaso, perché io vado a un carissimo amico, che è un grande chef.
22:23E lui mi preparerà una ricetta con Abagaso.
22:25Grazie mille e buon lavoro.
22:27Grazie, a voi.
22:33Benvenuto Luigi, cosa mi hai portato a Santu lo Surgio?
22:36Ti ho portato Sabagaso.
22:38Questo è buono, questo è un gran prodotto.
22:40Se dobbiamo fare una cucina sarda tradizionale, nel Guilce o comunque nelle zone dove fanno Casizzolo, Sabagaso era un prodotto
22:47principale.
22:48Io ti voglio far assaggiare la minestra di Abagaso.
22:50Eccolo qua.
22:52E' bellissimo, si vede già il colore, anche da come lui.
22:56Noi portiamo a bollore.
22:58Quindi abbiamo una parte proteica importante.
23:00Esatto.
23:01E una parte di pasta che è la parte...
23:05Che doveva dare sostanza.
23:06Che doveva dare sostanza, riempire la pancia.
23:08In questo caso la variante cosa ho fatto?
23:10Una sorta di pasta con patate cozze.
23:14Ecco.
23:15Quindi patate in questo caso qua arrivano su da fonica.
23:21Voi una patata fatta in asciutto, molto buona.
23:24La cozza l'ho solo aperta a crudo.
23:27Quindi vado a mettere a crudo perché mi mantenga la sua sapidità.
23:29Un po' di salinità con il formaggio va benissimo.
23:32Ci sta sempre bene questo abbinamento qua.
23:34Anche perché la pasta patate è cozza, una grattata di formaggio c'è sempre.
23:37Quindi Roberto, adesso arriva a bollore.
23:38Adesso guarda, un po' di bollore e poi prendiamo la frigo.
23:42Aiuto io, ti aiuto, vai.
23:45Si vede che è fatta a mano, è irregolare.
23:47Si vede, si vede.
23:48Il profumo del grano è spettacolare.
23:50Usiamo un grano capelli locale, anche questo.
23:54Ecco qua, vedi.
23:55Mettiamo a cuocere la frigo con un sabagaso.
24:00Quindi Roberto, dieci minuti.
24:02E poi è pronta.
24:04Tu sei quasi pronto?
24:05Io sono quasi pronto.
24:05Io la faccio così, guarda.
24:07Allora, mi prendi la tua variante, dai, vediamo.
24:09Io ti lascio tradizionale, la mia è tradizionale.
24:12Infatti da te voglio il tradizionale.
24:15Io me la prendo.
24:16Guardate, hai buttato e fate in abbondanza.
24:19Guarda la bellezza.
24:20Una volta questi piatti poveri si facevano sempre in abbondanza.
24:24E quello che rimaneva si mangiava il giorno dopo.
24:26E era sempre buono.
24:28Ok.
24:29Vai.
24:31Io metto le patate che sono al dente.
24:36Sì.
24:37Ha un profumo bellissimo.
24:38Tu vuoi un filo d'olio?
24:40Un filo d'olio lo voglio, sì.
24:42Ok.
24:44Ma voglio dare anche un po' di sapidità.
24:46Guarda con cosa gliela do.
24:48Cosa mi hai portato qua?
24:49Io ti ho portato delle cozze.
24:51Ok.
24:52Cozze che arrivano dalla zona mia.
24:54Queste arrivano da Sant'Antioco.
24:56Dall'algo in Sant'Antioco.
24:58Andiamo a impiattare, Roby.
24:59Vai, vai, vai.
25:07Le cozze le metti a crudo?
25:09Le cozze le metti a crudo.
25:10Si cuociono stesso, stesso col calore.
25:13Della frigo la stessa.
25:14Della frigo la stessa che è un prodotto eccezionale.
25:18Prodotto stabilato.
25:20Bello.
25:20E dopo voglio che si senta anche la croccantezza della cozze.
25:26Bellissimo.
25:27Così.
25:30Questa è la frigo la tradizionale.
25:33Bella asciutta la lasciamo.
25:35Sì.
25:37Qua.
25:40Abbiamo messo la frigo la.
25:42Io ci metto poco poco il formaggio.
25:44Non è indispensabile.
25:45Una volta si mangiava la frigo la una bagazzo e basta.
25:48Io ho giusto una parte così, due scagliette.
25:52Ma anche un bel profumo rilascia.
25:54Sì.
25:54Esattamente.
25:55Hai messo un filo d'olio?
25:56Messo un filo d'olio, Roby.
25:57Ok.
25:59Roberto, ricetta tradizionale pura.
26:02Una variante con le cozze.
26:05Abbiamo un amico dall'altra parte
26:06che aspetta che io gli dia il là.
26:10per l'abbinamento.
26:10A Giuseppe Carrus che lo salutiamo.
26:12Eh beh, Giuseppe ci fa i grandi abbinamenti.
26:14Giuseppe deve abbinare un vino a questo piatto.
26:18Quindi, Roberto, grazie di questa tua spiegazione fantastica.
26:21Grazie a te della visita.
26:22Salutiamo Giuseppe.
26:23Giuseppe, ti ha l'abbinamento.
26:25Alla prossima.
26:27Caro Luigi, minestra di Fregola.
26:31È vero che anche qui c'è il mare,
26:34ma io voglio avere coraggio di abbinarci un rosso.
26:37Anche per dimostrare che ci sono tanti vini rossi sardi
26:41che è vero che hanno la struttura mediterranea,
26:43ma poi sono anche dotati di eleganza.
26:46Che cosa ho scelto?
26:47Ho scelto il Bovale Memorie di vite dell'azienda Quartomoro.
26:53Me lo vado subito a versare.
26:55Quartomoro è l'azienda di Piero Cella,
26:58un importante enologo della Sardegna.
27:01Io amo sempre chiamarle un piccolo laboratorio di ricerca,
27:05perché grazie ai giri e alla conoscenza di Piero su e giù per la Sardegna,
27:09ora nella sua cantina sperimenta vitigni autotoni su suoli
27:14veramente che negli anni sono riusciti a dare dei vini incredibili.
27:18In questo caso siamo a Marrubio, nell'Oristanese.
27:21Questo viene chiamato Memoria di vite.
27:24E appunto è un po' il ricorrere ai vitigni della memoria,
27:28ai vitigni storici.
27:29Andiamo ad assaggiarlo.
27:35È un 2023, quindi un vino giovane,
27:40un vino fragrante, vitale, energico.
27:43E poi c'è la bocca.
27:44Guardate, è incredibile la sapidità che si trova in questo vino.
27:49Supera la freschezza acida, anzi la esalta,
27:53ma soprattutto supera il tannino.
27:55Ed è per quello che l'ho voluto abbinare con questa minestra.
27:58Sono sicuro che l'abbinamento andrà benissimo
28:00perché il vino è veramente grandioso.
28:03È un vino quasi arcaico.
28:05È un vino appunto della memoria,
28:07come Piero Celle e la sua famiglia l'ha voluto chiamare.
28:10Salute con questo vino e buon appetito con la ricerca.
28:41Salute con questo vino e buon appetito con la ricerca.
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