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  • 2 settimane fa

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Trascrizione
00:12Grazie a tutti
00:30Sto tornando nelle bellissime colline tra Conegliano e Valdobbiadene, tanto belle e uniche da essere patrimonio dell'umanità.
00:38Qui è nato uno spumante di successo planetario, il Prosecco, quello superiore.
00:45Partiamo da dove tutto è cominciato nel 1876.
00:48A farmi da guida Diego Tomasi, un passato da ricercatore, oggi direttore del Consorzio.
00:56Diego, io credo che per capire fino in fondo questo territorio e i suoi vini bisogna partire proprio qui dall
01:04'istituto.
01:05Sì, dalla scuola Cerletti, prima scuola enologica d'Italia.
01:09Gli enologi, pensa Marco, non si fermano solo sul territorio ma vanno anche all'estero.
01:15Li troviamo in Australia, li troviamo in Sudafrica, li troviamo in Europa.
01:18Quindi qui parte veramente la scienza e la cultura della scuola dell'enologia, pensando anche che a fianco nel 1923
01:26è nata la stazione sperimentale per la viticoltura.
01:29Quindi scienza e didattica messi assieme credo che sia proprio il connubio più perfetto.
01:33Ma poi negli ultimi vent'anni è nata anche l'università.
01:38Quindi qui siamo immersi in scienza, didattica, ricerca, un polo tecnologico quindi quasi unico d'Italia.
01:45Però ti prometto Marco che avremo altre sorprese nel nostro percorso e sicuramente resterai colpito da questa nostra grande realtà.
01:53La scuola enologica di Conegliano nasce nel 1876 grazie alla lungimiranza, l'idea di due uomini importanti e prestigiosi per
02:03questo istituto, Antonio Carpenè e Gian Battista Cerletti.
02:07Nel corso del tempo è diventato un vero e proprio campus all'interno del quale noi possiamo trovare, oltre che
02:13il percorso viticolo-enologico,
02:16anche quello delle produzioni e trasformazioni, della gestione del territorio e l'istituto professionale.
02:22Inoltre è una scuola particolare perché, oltre ad essere centro di formazione, ha anche una propria azienda agraria con 23
02:29ettari di terreno,
02:30una cantina dove produciamo il nostro vino e una fattoria didattica.
02:42Con Diego percorriamo il territorio per capirne l'unicità e la tipicità.
02:47Sì, qui pochi giorni fa è passato il giro d'Italia.
02:51Il nostro tour è sicuramente più comodo, ma non meno interessante.
02:56Da est verso ovest fino a Valdobbiadeli.
03:00Seconda tappa.
03:01Ti ho portato qui perché qui veramente inizia il nostro tour enologico.
03:06Siamo nella zona di Carpesi-Caogliano, ma le due caratteristiche e peculiarità che rendono unica questa zona
03:13sono da un lato il suo substrato pedologico, qui siamo nell'unica area morenica della nostra denominazione.
03:21Morenica significa con un suolo formato da ghiaia, da sabbia,
03:25è tutto materiale che è arrivato dallo scioglimento del ghiacciaio del Piave, che stava proprio lì dietro,
03:30e quindi rende questi suoli abbastanza poveri, non troppo ricchi in acqua.
03:35E dall'altro lato abbiamo invece anche un effetto climatico quasi unico,
03:38cioè un'escursione termica giorno-notte che non abbiamo in altra parte delle nostre colline.
03:43Pensa verso agosto-settembre possiamo raggiungere anche i 14-15 gradi di sbalzo termico tra giorno e notte
03:49e questo si trasforma, si tramuta poi in complessità aromatiche e peculiarità aromatiche che troviamo soltanto qui.
03:57Anche la vendemmia è un po' anticipata grazie al fatto che queste viti un pochettino soffrono la carenza idrica,
04:03allora viene accelerata la vendemmia e questa è forse la prima zona che viene vendemmiata,
04:08l'ultima seguirà dopo circa due settimane.
04:22A San Pietro di Feletto tappa nell'antica Pieve per ammirare un affresco del 1100
04:29dove il Cristo elenca le attività interdette nei giorni festivi,
04:34tra cui quelle di vigna e di cantina.
04:36Morale
04:38La domenica non si lavora
04:50Finalmente si stappa.
04:52Il primo assaggio è con Gianfranco Zanon, enologo, direttore tecnico di un'importante cantina.
05:07Caro Gianfranco, abbiamo un Brut, bellissimo colore, riflessi verdolini,
05:16naso di grande freschezza, molto floreale, è un naso che fa molto valdobbiadene,
05:21con queste note di fiori bianchi, di glicine, però c'è anche questa mela fresca, croccante,
05:29che dà l'idea di un vino secco, asciutto, con una bella freschezza, una bella avena acida.
05:37Adesso lo assaggiamo.
05:38Assaggiamo, così sentiamo meglio.
05:44Grande nitidezza, grande pulizia.
05:47Poi c'è proprio la croccantezza del frutto, una bella spina dorsale acida, un bel allungo finale e un ritorno
05:56di frutto ancora.
05:57Sicuramente l'esercizio di queste tipologie di spumanti della nostra denominazione nel Conegliano Vadoviadene,
06:04per la versione Brut, è quello di cercare al massimo la pulizia.
06:08Quindi un calice che deve essere pulito, elegante, fine, ripetibile nella beva,
06:15armonico, con un finale piacevole lungo, giustamente sapido, ma molto molto elegante, molto fine, molto floreale.
06:21Quello che abbiamo appena bevuto.
06:23Assolutamente sì.
06:23Senti, però, nella mia esperienza, ho visto nel corso degli anni il mercato si è spostato,
06:29perlomeno come numero di etichette, molto verso gli stili più secchi.
06:34Quindi Brut, che prima era una percentuale minima del mercato, Extra Brut, adesso anche i Nature.
06:43Che cosa, come sta evolvendo?
06:45Sicuramente c'è un mercato in evoluzione e anche noi tecnici cerchiamo di seguire un po' quelle che sono le
06:49tendenze del mercato.
06:51Io dico sempre che l'approccio iniziale ai vini spumanti della nostra denominazione, del Conigliano Baldobbiadene,
06:56è un approccio leggero, piacevole, di gioia e quindi la versione Extra Dry è quella più interessante.
07:02Ma poi c'è un'evoluzione.
07:04C'è un'evoluzione tecnica, produttiva, che queste colline ci permettono di fare,
07:07perché abbiamo delle uve straordinarie.
07:09E quindi la ricerca tecnica è quella di ridurre il residuo zuccherino e dare al consumatore delle versioni più particolari,
07:17magari anche delle rive, quindi dei vigneti di singola produzione,
07:21che possono esprimere delle caratteristiche particolari.
07:24È chiaro che le versioni Brut sono quelle che rappresentano al meglio questa definizione di precisione,
07:29di caratteristica del prodotto.
07:30Perché una volta si diceva che con un vitigno semi-aromatico come la glera,
07:36lo zucchero serviva per evitare questa chiusura, questo fine bocca amarognolo,
07:42che un po' disturbava, per raggiungere un certo equilibrio e per esaltare i profumi tipici della varietà.
07:50Io vedo che ci state riuscendo anche con meno zucchero.
07:53Come è stato possibile?
07:55C'è anche da tenere in considerazione in questi ultimi vent'anni, nel bene e nel male,
07:59il cambiamento climatico, quindi i vini che hanno anche meno acidità,
08:03tendenzialmente nelle varie annate, nella mediana delle ultime dieci annate,
08:06la ricerca di un'armonizzazione che passa attraverso l'integrità e il mantenimento
08:11di quello che ci dà madre natura, di quello che ci dà l'uva in campo,
08:15quindi centrare al meglio i giorni di raccolta delle uve di ogni singolo vigneto.
08:19Questo ci permette poi di avere sensazioni magari un po' meno vegetali,
08:23dei vini base e dei vini spumanti e arrotondare anche con qualche grammo di zucchero in meno.
08:27E questo è molto interessante sicuramente.
08:30Per il consumatore più evoluto, ma anche per il consumatore neofita
08:33e per un gusto un po' forse anche più internazionale della nostra denominazione.
08:38No, complimenti perché ci siete riusciti in pieno.
08:40Bravi.
08:41Cin cin.
08:42Salute.
08:42Salute, viva.
08:45Uno dei punti di forza del Conagliano Vado Biadene Prosecco Superiore di ECG
08:50e la sua versatilità, la sua eleganza, la sua finezza
08:54e quindi ecco la possibilità di essere consumato in diversi momenti della giornata
08:58a partire dal mezzogiorno fino alla sera.
09:01Questa sua versatilità deriva anche dal diverso residuo zuccherino
09:06con cui viene prodotto e proposto il Conagliano Vado Biadene.
09:09Quindi il dosaggio, così si definisce la quantità di zucchero che è ancora presente nel vino,
09:14può andare da un valore pari a zero, quindi con l'extra brut, fino all'extra dry o al dry
09:20dove la quantità di zucchero può essere superiore al 17%.
09:23La grande interazione anche che esiste tra il viticoltore e l'enologo
09:26si spinge proprio a capire esattamente quali siano le migliori destinazioni
09:31in termini di residui zuccherini in funzione della ricchezza aromatica delle diverse uve
09:35e quindi della provenienza, perché l'abbiamo detto più volte,
09:38i nostri suoli, i nostri climi fanno sì che la varietà glera
09:42possa esprimersi e dare espressioni organolettiche diverse.
09:58La denominazione Conegliano Vado Biadene Pro Sicco Superiore
10:03dal 1962 è tutelata e regolata dal Consorzio di Tutela.
10:08A Solighetto, nella storica sede di Villa Brandolini, incontro il Presidente, Elvira Bortolomiollo.
10:17Allora Presidente, numeri fantastici che ci arrivano dal Consorzio?
10:22Sì, infatti Conegliano Vado Biadene ha prodotto nel 2021 104 bilioni di bottiglie.
10:28Però?
10:29Per la nostra denominazione è davvero un valore molto importante, un numero importante.
10:35E lo beviamo tutto noi in Italia, no?
10:37No, assolutamente.
10:39Viene esportato in circa 180 paesi nel mondo.
10:42Per prima abbiamo la Gran Bretagna, poi la Germania e anche la Svizzera.
10:47Nei paesi, poi gli Stati Uniti per noi sono sicuramente extraoceano il paese più importante.
10:53Il Canada magari.
10:54Certo, anche il Canada, però abbiamo anche dei paesi emergenti importanti come l'Australia,
10:59dove c'è una grande potenzialità e dove noi possiamo essere riconosciuti come una denominazione storica.
11:12Il progetto delle rive sta portando i risultati che vi eravate prefissi?
11:17Le rive sono per noi delle aree che sono state codificate come particolari,
11:23sia per quanto riguarda il clima, sia per quanto riguarda l'aspetto pedologico.
11:27Per cui noi abbiamo sempre più il bisogno di far emergere questi aspetti così particolari
11:34e quindi abbiamo un percorso che è ancora lungo, ma ha già dato buonissimi risultati.
11:40Le rive oggi fanno capire come questa denominazione ha delle possibilità di esprimere anche i cru nella propria cantina
11:51e quindi di conseguenza dà un valore ancora più importante al Conegliano Valdobbiadene.
12:15Con Diego facciamo tappa in uno degli angoli più suggestivi della denominazione.
12:20Familiarizzo con i suoli di Marne e conglomerati, con i ciglioni.
12:25Iniziamo a parlare di rive.
12:28Posto meraviglioso, veramente.
12:30Sì Marco, ti ho portato proprio nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, patrimonio dell'UNESCO.
12:36Proprio guarda un riconoscimento ottenuto tre anni fa, un riconoscimento che ci fa un grandissimo onore,
12:42ma anche direi totalmente meritato per questo paesaggio unico formato da ciglioni,
12:48da colline con delle forme del tutto particolari, con una certa biodiversità che puoi ancora vedere intorno a noi.
12:54C'è tanto bosco qui.
12:55Questo è il nostro punto di forza, quindi quanto bosco e quanto poco vigneto.
13:03Per cui stiamo anche cercando di valorizzare la presenza di questo bosco
13:06e anche far capire che siamo quasi una realtà, come si dice adesso, carbon free.
13:11Sì, questo è anche uno dei prossimi obiettivi del Consorzio, dimostrare che siamo sostenibili da tanti punti di vista.
13:19E tu hai colto appieno il fatto del bosco.
13:22Di bosco ce n'è, il bosco occupa le zone meno vocate per la viticultura ed è comunque un bosco
13:27che viene custodito gelosamente.
13:29Però Marco vorrei farti vedere anche queste pendenze così verticali, questa viticultura eroica, questi microclimi che cambiano quasi ogni gradino.
13:40Visto da vicino è impressionante.
13:43Eh beh sì, quindi qui si fa tutto a mano, qui ci vogliono 800 ore di mano d'opera all
13:47'anno per partire dal germogliamento ed arrivare fino alla potatura.
13:51Per cui direi che questo è il vero sentimento che i nostri viticoltori hanno, questo attaccamento a queste loro rive,
13:57questa fatica,
13:58questo coinvolgimento di anche due o tre generazioni contemporaneamente ai bambini e si arriva fino ai genitori e ai nonni.
14:05Per cui questo è quello che ci rende orgogliosi, ma soprattutto anche abbiamo capito che dobbiamo assolutamente rispettare quello che
14:13la natura ci ha dato
14:14e anche in cantina viene mantenuto tutto ciò che il vigneto dà nelle sue diverse espressioni legate ai microclimi, legate
14:21ai suoli, legate al momento di vendemmia, legate all'età del vigneto e così via.
14:33Franco Adami è uno dei più attenti interpreti del terroir ed è stato anche presidente del consorzio, con lui degustiamo
14:42e parliamo delle rive.
14:59Siamo sulle rive di Farra di Soligo e beviamo un rive di Farra di Soligo. È il momento di parlare
15:07delle rive allora?
15:08Sì, certamente. Le rive è stata una scelta dei produttori di Conagliano Valdobbiadene per identificare un luogo preciso di provenienza
15:18dell'uva.
15:18Ma nascono da un modo di vedere l'area, addirittura negli anni 60 e 70. Tutti i produttori sapevano che
15:27a Conagliano era un luogo più adatto per fare il vino tranquillo,
15:30Valdobbiadene per fare il vino spumante. Da dove nasce questa considerazione? Che ogni singolo luogo dà origine ad un prosecco.
15:40A Conagliano e Valdobbiadene diverso. Con la selezione delle rive l'abbiamo voluto evidenziare.
15:45Per cui un produttore che seleziona le uve di una singola frazione o un singolo comune all'interno dei 15
15:52dell'area può esprimere quella qualità intrinseca che ha ogni singolo luogo.
15:58Un profumo di frutta fresca, di mela non troppo matura, quasi una coloritura delicatamente vegetale, di prato, di un floreale
16:15di fiori di campo.
16:17Non è la rosa, non è il classico biancospino. Sento una nota che mi riporta alla campagna, insomma.
16:29Un naso molto fine, molto interessante.
16:34Molta freschezza, quasi una sfumatura di agrume alla fine.
16:38Io, Marco, sento una leggerissima nota di gesso. Non so se la sento io.
16:44Beh, quell'agrume mi riconduce all'acido, mi riconduce a un profilo anche gustativo, tutto giocato sulla freschezza, sulla mineralità.
16:55Poi, questo ha un finale delicatamente morbido, però è un vino che ha una sua verticalità, insomma, no?
17:04E qui mi torna il tuo ragionamento sul gessoso, insomma, no?
17:09Perfetto.
17:10Da proprio quell'idea di sapido, di tagliente, che qui è smorsata dal dosaggio, stiamo bevendo un brut, no?
17:17Sì.
17:18Beh, molto interessante.
17:24Farra di Soligo, è questo che esprime Farra di Soligo. Cosa racconta?
17:29A me Farra racconta un fruttato meno maturo di Colbertaldo.
17:33A me ricorda anche un vino più adatto a fare un brut rispetto ad alcune aree di Colbertaldo, oppure alcune
17:40aree di Santo Stefano,
17:42perché sono vini che nascono già con una leggera loro naturale grassezza.
17:48Poi ha una sua struttura, ha una sua pienezza, un bel frutto.
17:53È importante cogliere quest'uva, vogliamo dire due date veloci.
17:58La vendemmia in Conegliano-Valdobbiadene dura circa 15-18 giorni.
18:02Sì.
18:03Partono per primi il Felettano-Vittorio-Veneto e Colbertaldo nella zona Scandolera.
18:09Sembra una cosa incredibile.
18:12Poi partono varie altre aree.
18:15A tre quarti di vendemmia parte il Val do Biadenese, che ha un fondo di Creta in più.
18:19Non so, mentre Cartizze parte prima, perché assomiglia più alle Scandolere.
18:23E dopo 15 giorni, quando noi abbiamo già lavato le presse, i vasi, le tramogge, i rimorchi, parte Guia.
18:30Che non è che si sono dimenticati.
18:32Non era prima pronta.
18:34Vuoi dirmi che possono uscire vini uguali?
18:38Siete stati bravissimi, complimenti a chi l'ha fatto.
18:42Ma siete stati molto bravi voi a portare avanti tutti questi complessi ragionamenti.
18:48Poi nel bicchiere si risolve tutto però.
18:50Complimenti.
18:50Grazie, grazie.
18:51Salute.
18:57Per essere sicuri che stiamo bevendo un Conegliano-Valdobbiadene,
19:00dobbiamo guardare innanzitutto l'etichetta, dove è sempre riportato
19:04Conegliano-Valdobbiadene, prosecco superiore di OCG.
19:07Per un'ulteriore garanzia, osserviamo anche la fascetta bianco-dorata
19:12che ricopre la capsula.
19:14È una fascetta che viene prodotta dalla Zecca dello Stato
19:17e che riporta il nome Conegliano-Valdobbiadene, prosecco superiore di OCG.
19:41Ed eccoci a Cartizze, una collina di 108 ettari di vigne
19:46che storicamente è la più preziosa della denominazione.
19:55Marco, siamo arrivati nel luogo sacro del Conegliano-Valdobbiadene,
19:59prosecco superiore.
20:00Siamo nel Cartizze, la migliore espressione qualitativa di questa nostra varietà glera.
20:07È fantastico.
20:18Il viaggio si chiude in bellezza.
20:21Con l'enologo Stefano Gava, stappiamo una bottiglia di Cartizze.
20:25È l'ultima tappa di questo straordinario tour.
20:29Ora sapete tutto.
20:30Tocca a voi.
20:44Cartizze, basta la parola, da sempre un nome mitico.
20:49Beh, Marco, siamo in una zona unica del Conegliano-Valdobbiadene.
20:53Siamo in una zona dove la combinazione tra quello che è il terreno
20:56e quello che è le condizioni climatiche sono uniche.
21:00Una volta qui c'era una laguna,
21:01quindi l'acqua nel suo ritiro, milioni e milioni di anni fa,
21:05ha lasciato, ha depositato proprio sul terreno,
21:07elementi unici che rendono per l'appunto il Cartizze unico.
21:12Un'esposizione perfetta.
21:14Siamo in un anfiteatro naturale,
21:16formato da questo pentagono, come lo chiamiamo noi,
21:20e quindi tra i villaggi incastonati nel Valdobbiadenese,
21:24che rende praticamente quest'area veramente unica ed inimitabile.
21:28Nel grappolo di Glera si trova una ricchezza maggiore che in altre zone,
21:35insomma, di sostanze aromatiche?
21:37Assolutamente sì.
21:38La Glera, sappiamo benissimo,
21:40è coltivata in due regioni italiane,
21:43ma qui, proprio nel Cartizze,
21:45esprime al massimo quella che è la sua nota aromatica
21:48e quella che è la sua potenzialità unica ed inimitabile.
21:53Naso di una ricchezza, di una fragranza incredibile,
21:57cioè frutta matura, frutto tropicale,
22:01mango, papaya, lici,
22:05e poi note floreali, tanto fiore, eh?
22:07Veramente il glicine in particolare che risalta,
22:12naso affascinante, morbido, voluttuoso direi.
22:16Lo assaggiamo?
22:17Lo assaggiamo.
22:26Cremoso, polposo, fruttato,
22:30delicatamente abboccato,
22:32sulla vena direi.
22:34Non è secco, non è dolce.
22:37È proprio lo stile del Cartizze,
22:39tradizionale, classico, insomma.
22:41Un bel finale, bella freschezza,
22:44poi un bel prodotto, quindi una bella presa di spuma,
22:47cremosa, elegante, insomma,
22:49un vino molto ben fatto che racconta bene il territorio.
22:53Ecco, dry è sempre stato lo stile classico del Cartizze.
22:58Perché?
22:58Perché in quest'area, in questa zona qua,
23:01la tradizione era proprio quella di lasciare anche un po'
23:05surmaturare le uve, no?
23:07Quando il vino era alimento,
23:09quando bisognava anche alimentarsi con il vino,
23:12c'era un po' la tradizione di lasciare un po'
23:16ad appassire quasi le uve.
23:18Quindi la tradizione è rimasta e, infatti,
23:21il Cartizze, diciamo, si è sviluppato molto all'inizio come versione dry.
23:25Quindi una versione, come dicevi tu prima,
23:27magari leggermente abboccata,
23:29però sempre, sempre molto vellutata a bocca.
23:32Ecco, quello che ho notato,
23:33anche nelle versioni meno ricche di zuccheri,
23:36comunque c'è una densità, una consistenza.
23:40Non vorrei usare la parola concentrazione
23:42perché con il Conegliano Valdobbiadene è fuori luogo.
23:47Però si sente che ha qualche cosa di diverso,
23:50una sua mineralità, una sua profondità, insomma.
23:54E questo porterebbe quasi a pensare
23:56che qualche anno in bottiglia può resistere.
24:01Tu che ne pensi?
24:02Ma, acuta osservazione, Marco.
24:04Io direi quasi, aggiungerei anche quasi una nota quasi sapida,
24:08quasi salata,
24:09che rende il prodotto anche nelle versioni,
24:12magari con meno zuccheri, più verso il brutto,
24:15lo rende comunque piacevere
24:16e lo rende comunque con una longevità,
24:19con, come la chiamano gli inglesi,
24:21con un seller potential, no?
24:22Un po' più in là nel tempo.
24:24Hai ragione.
24:24Comunque complimenti, state lavorando tutti molto bene.
24:29Bravi.
24:30E vivo.
24:31Salute.
24:49Ecco, Marco, vedi, quelli sono i colli asolani.
24:51Ah!
24:52Poi guarda laggiù i colli uganei.
24:54Ah!
24:54E poi di qua abbiamo il montello
24:56e sotto scorre il fiume Sacola Patria
25:00e qui finisce quel sistema collinare
25:04o inizia il sistema collinare, eh?
25:06Che è patrimonio...
25:08Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
25:10Eh sì.
25:10Patrimonio dell'UNESCO.
25:11Bene, Marco, io spero che questa giornata
25:14veramente lasci in te un segno.
25:16Sicuramente.
25:17però, Marco, faccio anche una previsione.
25:20Io credo che se io e te tornassimo qua
25:22fra 30 o 50 anni
25:24rivedremo lo stesso identico paesaggio
25:27che stiamo ammirando adesso.
25:29Diego, ti ringrazio per l'auspicio.
25:31Stai tranquillo,
25:33non passeranno 30 o 50 anni.
25:35Io, fra pochissimo,
25:37sarò di nuovo qui.
25:38Bene, sarai sempre il nostro gradito ospite.
25:40Grazie.
25:41Grazie a tutti.
26:11Grazie a tutti.
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