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  • 8 mesi fa

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Trascrizione
00:08Ben tornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste approfondimenti
00:13dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma. Dietro ogni banconota una storia,
00:18dietro ogni prestito un sogno di futuro. A Palazzo Bossi Bocchi, fino al prossimo 21
00:24dicembre, la mostra Un Paese in Debito ripercorre la storia dell'Italia, dall'unità al secondo
00:31dopoguerra, raccontando attraverso banconote, manifesti e documenti storici come la fiducia
00:38degli italiani nello Stato sia diventata motore di crescita nazionale. Ne parliamo con Francesca
00:44Magri, responsabile delle collezioni d'arte della Fondazione Cariparma e co-curatrice della
00:49mostra insieme a Stefano Magagnoli e Pier Giovanni Genovesi. Ciao Francesca, benvenuta.
00:55Grazie Sabrina.
00:56Francesca, perché dedicare una mostra al debito pubblico?
01:01In effetti è stata, ed è una scommessa. Innanzitutto la mostra vuole valorizzare uno
01:10dei fondi più importanti che conserviamo come Fondazione Cariparma, uno dei primi fondi
01:16acquisiti che è quello della carta moneta, una raccolta che ci racconta la storia d'Italia
01:23appunto attraverso le missioni della Banca d'Italia e non solo. E poi è stato un modo
01:32appunto per raccontare questa collezione con uno sguardo diverso, uno sguardo che è anche
01:36calato sul presente, perché il debito pubblico è uno dei grossi problemi dell'Italia di oggi
01:42e quindi raccontare quella che è stata la storia di questo debito ci sembrava un'ottima
01:49chance per affrontare anche l'ottobre che di solito è il mese in cui si fa educazione
01:56finanziaria, il mese in cui il MEF ha dedicato all'educazione finanziaria. Quindi la nostra
02:04mostra è un piccolo contributo appunto nel mare delle iniziative in proposito.
02:09Che cosa avete esposto della vostra collezione di carta moneta che vogliamo ricordarlo è
02:15la seconda più importante dopo quella della Banca d'Italia?
02:18Esattamente, è la più importante perché è la più vasta, no? Ecco, tant'è che non ci
02:24sono solo le emissioni della Banca d'Italia ma abbiamo anche altre curiosità, dalle falsificazioni
02:30di banconote, esempi di falsificazione, alle emissioni italiane all'estero piuttosto che
02:36le emissioni stranieri in Italia, una per tutte le Amlire, ecco. E poi ci sono anche
02:42cose che abbiamo messo in mostra come 200 biglietti partigiani, cioè le emissioni dei vari comitati
02:51di liberazione sia nazionali che regionali e anche i buoni di requisizione partigiani, insomma,
02:56che in quest'anno in cui abbiamo celebrato gli 80 anni dalla liberazione e gli 80 anni quindi
03:02della fine della guerra sono particolarmente significative. Quando si parla di prestito si
03:08deve necessariamente parlare anche di risparmio? Esattamente perché il prestito che lo Stato
03:15richiede e che appunto diventa il debito pubblico si realizza attraverso l'emissione da parte dello
03:23Stato di buoni del tesoro e l'acquisto da parte del risparmiatore, quindi non si può parlare di
03:30prestito o di debito pubblico se non si introduce anche il concetto di risparmio.
03:36E nella nostra mostra, appunto, siccome l'arco temporale della mostra va dall'unificazione
03:41d'Italia, quindi 1860, fino al 1948, quindi il periodo post-Seconda Guerra Mondiale e antecedente
03:50il piano Marshall. Noi abbiamo raccontato in mossa come tutti questi grandi eventi dall'unificazione
04:01d'Italia in cui appunto avevamo, cioè lo Stato aveva la necessità di unificare anche fisicamente
04:08uno Stato che era stato formato fino a qualche anno prima dai tanti Stati e staterelli della
04:16penisola italiana, quindi la costruzione per esempio del sistema ferroviario che permetteva
04:21al cittadino della Sicilia di poter viaggiare fino al Piemonte e viceversa. Quindi questo insieme
04:32di infrastrutture insieme a molte altre iniziative sono state realizzate come investimento da parte
04:38dello Stato, raccogliendo però anche i risparmi degli investitori ma anche della gente comune.
04:47In che modo la comunicazione o propaganda riuscì quindi a convincere gli italiani ad investire
04:54nei buoni di Stato?
04:55Allora diciamo che la comunicazione parte anche dalla creazione, dalla nascita di quelle che
05:00sono state poi le casse di risparmio, in cui appunto il cittadino veniva invitato a versare
05:07i propri risparmi in un conto corrente che produceva un piccolo reddito, i tassi di interesse
05:15sui depositi. Ma quando per esempio è scoppiata la prima guerra mondiale lo Stato lì ha avuto
05:23bisogno di molto finanziamento per investire in quelli che sono stati le risorse per partecipare
05:32alla guerra e addirittura nel periodo tra il 1915 e il 1918 sono stati ben sei prestiti
05:38di guerra che sono stati richiesti e questa richiesta che fino allora era stata una richiesta
05:46con manifesti scritti e quindi che andava alla classe dirigente o comunque agli investitori
05:54grandi industriali, questo prestito è stato necessario richiedere un prestito a tutti gli
06:01strati della popolazione e quindi è nata l'esigenza di comunicarlo in modo diverso, quindi comunicarlo
06:08anche attraverso le immagini e sono stati, è stato richiesto ai grandi illustratori che
06:14nel frattempo si erano specializzati in quella che era la nuova comunicazione, è stato richiesto
06:20a questi illustratori di rappresentare quindi attraverso delle immagini, attraverso delle
06:25frasi, degli slogan potremmo dire oggi questa richiesta, una richiesta di prestito quindi
06:32che ha tirato in ballo i valori della patria, della famiglia piuttosto che della paura del
06:38nemico, insomma tutte frasi che vengono citate in questi manifesti in cambio però appunto di
06:45una rendita perché i manifesti del prestito sottolineano tutti la rendita del 5%, la rendita
06:54novennale piuttosto che la rendita decennale piuttosto che insomma altre tipologie e quindi
07:00incominciano a nascere questi concetti e attraverso questi manifesti ma non solo perché proprio è
07:08stata fatta una campagna capillare attraverso cartoline, opuscoli, locandine insomma rivolti
07:16veramente a tutti gli strati della popolazione dal bambino fino all'anziano insomma passando
07:22anche per le donne, ecco una cosa interessante che abbiamo in mostra è un piccolo opuscolo alle
07:29donne d'italia che viene pubblicato nel 1918 e tutte le donne sono invitate a sottoscrivere
07:40questo prestito per la nazione attraverso consigli parole poesie delle più importanti scrittrici
07:48poetesse piuttosto che attrici o donne italiane importanti, non so una di queste grazie dell'Edda
08:00piuttosto che qualche anno dopo vincerà il premio Nobel per la letteratura o la poetessa
08:06da Negri insomma quindi contributi di tutte queste donne per convincere le altre donne.
08:11Tra gli artisti dei manifesti esposti in mostra ci sono anche dei nomi legati alla storia della
08:16nostra città. Sì perché ogni mostra ti permette di scoprire alcune cose e di mettere l'accento
08:26su altre quindi gli artisti, gli illustratori, i grafici li chiameremo oggi responsabili di
08:33queste bellissime immagini da Bocassile, Aldo Mazza, Mosan insomma e tanti altri
08:44diventano la mano operativa di questa propaganda che viene portata in tutti appunto dappertutto
08:56e per esempio Mosan sono gli artisti illustratori che lavorano anche per la pubblicità e ci
09:05raccontava un visitatore che Mosan è stato l'ideatore anche della famosa pubblicità dei
09:11formaggi Bertozzi con i tre nasoni
09:14ecco quindi si alternavano da commissioni private anche a commissioni statali come nel caso
09:24del debito pubblico della richiesta di sottoscrizione.
09:27Francesca come dialoga questa mostra con le nuove generazioni?
09:31Ecco questa mostra come tutte le iniziative di Fondazione Cari Parma ha come obiettivo
09:38quello di aiutare a formare le persone quindi già da piccoli insomma già dalle scuole quindi
09:48la mostra è presentata assolutamente nel cartellone di offerta di didattica museale alle scuole
09:55ma poi si pone nei confronti dei più piccoli attraverso i laboratori di didattica museale
10:03i giochi che facciamo al sabato pomeriggio dove le famiglie possono venire e parlare di concetti
10:09base come la moneta come il risparmio come che cos'è la carta moneta appunto sono quelle
10:15piccole cose che aiutano le nuove generazioni a diventare i cittadini di domani consapevoli
10:24anche perché ripeto la nostra mostra vuole essere un piccolo tassello ma raccontare la storia
10:32del debito pubblico permette a tutti grandi e piccini non solo i piccoli non solo le nuove
10:39generazioni ma anche a tutti gli altri di capire un pochino di più quello che è uno dei grossi
10:46problemi che l'Italia sta affrontando in questi anni.
10:49Siamo in chiusura quali eventi collaterali sono previsti?
10:54Allora noi abbiamo il martedì di autore quindi degli appuntamenti il martedì pomeriggio alle
11:01ore 17 in cui i curatori della mostra ma anche altri esperti ci raccontano vari aspetti toccati
11:09dalla mostra e proprio dall'unità d'Italia fino al prestito della ricostruzione post seconda
11:16guerra mondiale. Poi abbiamo appunto come ho accennato i laboratori per i bambini del sabato
11:21pomeriggio alle quattro e mezza e infine abbiamo scommesso sul rapporto dei linguaggi diversi.
11:31Una mostra può dialogare con delle forme di teatro e quindi gli amici di Loft verranno a fare delle
11:38letture sceniche mettendo in scena quelle che sono le scene popolari scritte da Giuseppe Osenga primo
11:46direttore della Cassa di Risparmio che aveva scritto un libretto per convincere la popolazione a depositare
11:55i propri fondi nell'allora neonata Cassa di Risparmio.
11:59Bene, io ringrazio Francesca Mangri e vi ricordo che la mostra Un Paese in debito,
12:04risparmi e prestiti nella storia d'Italia, ospitata Palazzo Bossi Bocchi e visitabile
12:09fino al prossimo 21 dicembre. Vi do appuntamento la settimana prossima con
12:14nuove interviste approfondimenti di Gazzetta Club.
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