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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:00Gazzetta incontra, Giuseppe Pastore, con te parleremo con il nuovo fronte del giornalismo sportivo
00:05se ricordiamo che il tuo coricolo è già ampissimo anche se sei solo non spendi due quarantenne
00:12possiamo dire che...
00:13Guardi, faccio a novembre già l'ansia della ricorrenza però non ti ringrazio
00:17Magari averne ancora
00:18Voglio dire, il nuovo fronte del giornalismo, i media, i social, la caccia comunque sempre di avere notizie di sport
00:25e di avere un film
00:26Sì, il giornalismo, come dire, H24, non me ne occupo da solo ma comunque anche spagliatorio
00:32in questo momento rappresenta anche il riferimento per tutte le nuove generazioni
00:37che vengono a vederci anche di persona quindi anche uscendo dalla dimensione dello smartphone
00:41è un lavoro bello, diverso da come era prima, un lavoro senza turni, senza orari
00:47oppure magari sì però l'istinto porta a occuparsene sempre e continuamente
00:52in questi giorni abbiamo un mondiale per club con partite che finiscono alle 5 del mattino
00:56è un lavoro divertente, appassionante
00:59la definizione forse anche in chiave full time di quello che uno suona da bambino
01:06e niente, siamo fortunati e siamo anche, come dire, percepiamo la responsabilità di rivolgerci a un pubblico giovane
01:13molto competente che ci perdona poco e quindi di fronte al quale dobbiamo essere sempre molto precisi, molto attenti
01:20tanti libri e scritti, ovviamente lì c'è la tiratura alle vendite, in tv l'audience, quando ci sono i
01:26giornali e le tirature
01:27per te capire come va un podcast oppure un video è immediato, subito dai commenti
01:33è vero anche il contatto con chi ti segue è immediato?
01:37sì sì è fondamentale, si può essere più o meno critici rispetto ai social
01:40ci sono tanti motivi per essere critici rispetto ai social
01:42però c'è un rapporto diretto come mai nella storia forse del nostro lavoro c'è stato col pubblico
01:48e questo è importante perché se uno esce magari dalla diffidenza o dalla prevenzione di dire
01:55ecco i soliti haters, i soliti commentatori che insultano, che offendono
01:59c'è in realtà la possibilità di stabilire un rapporto virtuoso con il pubblico, con il singolo commentatore
02:05con la singola persona che ti dà consigli, ti suggerisce di approfondire un certo argomento
02:10e ti indica anche qualche storia da proporre
02:12anche volentieri assolutamente ed è un rapporto che va in tutte e due le direzioni
02:16quindi essendo io anche molto pigro se qualcuno mi dice, mi dà dei consigli, mi dà degli indizi su cosa
02:22fare, su cosa occuparmi
02:23non sono neanche contento
02:25ultima cosa, sarei pigro però il sorriso lo tieni sempre
02:28in via Farini poche attività, abbiamo fatto una passeggiata, subito ti hanno chiesto di fare un selfie
02:34insomma voglio dire, i social sono maledetti o benedetti
02:37sì, qui dipende anche dalla visibilità di croniche che, come dire, sfrutto e comunque a cui partecipo
02:43è una cosa bella perché insomma, quando il pubblico esce dalla dimensione del virtuale
02:48poi viene a venderti a teatro, viene a comprare i libri, viene a vedere gli incontri
02:53è sempre meglio perché il rapporto diretto è sempre meglio
02:57quanto dobbiamo aspettare per la mattina un podcast sul nuovo allenatore del paro?
03:00beh, intanto c'è già stato l'altro ieri, è un profilo ancora piuttosto abbastato
03:05è facile capire la storia più
03:06sperando che insomma questa scelta coraggiosa venga premiata perché è davvero una scelta storica
03:10è il primo allenatore under 30 dal dopoguerra in avanti, quindi per forza è storico
03:15e speriamo che vada bene perché c'è bisogno di nuove idee, di aprire le finestre in Italia
03:20non solo per i calciatori ma anche per i allenatori
03:241728, Gazzetta incontra, con Massimo De Luca si parla naturalmente di sport
03:29raccontare lo sport, raccontare le imprese, quanta emozione e quante gratificazioni anche
03:35tante perché hai a che fare con una passione molto condivisa che accomuna gli italiani
03:42li divide anche perché sappiamo che il nostro campanitismo è molto esasperato
03:48però però è viva, cioè parli di una cosa e racconti delle storie di una passione
03:55e facendo quel lavoro con passione, quindi è stata una fortuna grande per me personalmente
04:01ed è stata un'avventura molto bella e interessante e che in parte continua
04:06perché se da un lato adesso quello che era la cronaca non si fa più se non nelle dirette
04:14e radio televisive, il compenso proprio perché tutti sanno tutto presto c'è più spazio
04:20forse per raccontare le storie perché quelle nella cronaca pura non possono trovare spazio
04:26e allora lì si raccontano i personaggi, le vicende in vari modi ed è continuato ad essere affascinante
04:32L'approfondimento insomma, quello resta la chiave anche per il futuro del nostro mestiere, della nostra professione
04:39Certo, poter anche collegare i fatti dello sport con la vita sociale
04:45perché lo sport è un momento della vita sociale, non è né un'isola felice
04:49né un circo equestre dove si esibiscono dei clown o degli addestratori eccetera
05:03è un momento della vita sociale che coinvolge processi di identificazione molto forti
05:10vediamo in questi giorni il dolore nazionale che c'è per la sconfitta di Sinner
05:15come se un campione non potesse mai perdere
05:19la realtà, tanto per restare al tema dell'attualità, è che Sinner ci ha abituati molto male
05:25perché da agosto dell'anno scorso a oggi praticamente non ha perso mai
05:30ma non esiste campione che non perda mai
05:32a prescindere dal valore dell'avversario che di volta in volta si trova ad affrontare
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