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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00:00Musica
00:00:58Musica
00:01:12Buonasera e benvenuti a una nuova puntata, l'ultima di questa serie di Sembraieri
00:01:17per continuare il nostro viaggio all'indietro nel tempo della città e della provincia
00:01:22grazie alle immagini dell'archivio della nostra 12 TV Parma.
00:01:25Questa sera mi accompagna, ci accompagna in questo viaggio Marco Minardi, direttore dell'ISREC.
00:01:31Buonasera Marco.
00:01:32Buonasera e grazie per avermi invitato.
00:01:34ISREC, acronimo che insomma conosciamo in tanti, in tanti lo conoscono ma in tanti legittimamente non lo conoscono.
00:01:41Ora raccontiamo che cos'è l'ISREC.
00:01:43L'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea.
00:01:47ISREC è un istituto privato nato nel 1964 come Istituto Storico della Resistenza
00:01:53per conservare la documentazione prodotta durante la lotta di liberazione
00:01:57e raccogliere le memorie di chi aveva partecipato.
00:02:00Poi è diventato sempre più culturale, meno memoriale.
00:02:05Attualmente si occupa di ricerca, didattica della storia
00:02:08e l'archivio è diventato un archivio importante per la storia del Novecento del nostro territorio.
00:02:13In questa puntata ci occuperemo come sempre un po' di tutto
00:02:17però con un focus particolare grazie a Marco Minardi
00:02:20proprio su quella che è la storia del Novecento di Parma
00:02:23e in particolare alcuni aspetti legati alla Seconda Guerra Mondiale e non solo.
00:02:28Iniziamo però con un altro argomento insomma di cui
00:02:33che sembrerebbe non troppo attinente alla storia di Marco
00:02:37in realtà lo è, poi capiremo perché.
00:02:39Vi facciamo vedere dal nostro archivio 1982
00:02:43alcune immagini di cartoline della città che venivano vendute in tabaccheria.
00:02:49Insomma una cosa che si è ormai persa.
00:02:54Tu hai un legame col mondo delle tabaccherie, diciamo così.
00:02:58Sì, mio padre ha gestito a lungo la tabaccheria davanti al Tardini
00:03:03e come tutti i figli toccava a me ogni tanto aprirla e quindi...
00:03:08Cartoline ne vendevate?
00:03:09Sì, cartoline ne vendavamo.
00:03:12Sì, sai, allora non ci si faceva caso vendere una cartolina e il Franco Bolle era una cosa più ovvia.
00:03:19Oggi sono, non dico sparite, però sono insomma...
00:03:23Oggetti da collezione.
00:03:24Oggetti da collezione ed è sempre più difficile e più raro trovarne dell'epoca.
00:03:28Guarda qui, era un modo in cui chi passava a Parma ovviamente lasciava un segno,
00:03:33mandava una testimonianza agli amici.
00:03:35Oggi lo zap, internet, tutto estremamente più semplice e tutto anche un po' meno romantico.
00:03:41Esatto, esatto.
00:03:42Ricevere una cartolina era molto bello, no?
00:03:46Soprattutto gli anziani, gli adulti o gli incontri tra giovani al mare d'estate.
00:03:53Ogni tanto una cartolina faceva piacere.
00:03:55Guarda, io ero di quelli che le conservava.
00:03:57Le conserva, sì, vava, le conservo ancora.
00:04:00Sono andato a rivedere proprio in previsione di questa puntata una scatola di leno con le cartoline.
00:04:04Si fermano al 2006, 2006-2007.
00:04:07Poi non me le ha più mandate praticamente nessuno,
00:04:09ma anch'io a mia volta ne ho mandate molto poco.
00:04:12Se non proprio per così riproporre un gesto di tradizione.
00:04:19Certo, certo.
00:04:20Ci sono modi più veloci di comunicare.
00:04:24Restiamo sulla città come era.
00:04:27Restiamo in quel periodo, sempre 1982.
00:04:30Ti faccio vedere un servizio di colore di Mauro Corruzzi, appunto di oltre 40 anni fa,
00:04:36su un risveglio all'alba di Parma e in particolare di Piazza Ghiaia.
00:04:41Così rovediamo anche com'era quella piazza.
00:04:58Sono le sei del mattino e per Parma comincia un'altra giornata.
00:05:02Gli autentici dominatori di questa prima fase della mattinata sono i piccioni,
00:05:08che in questo momento stanno facendo colazione.
00:05:12Mentre Parma ancora non presenta l'aspetto tipico e consueto del centro giornata,
00:05:17dell'affollamento del caos.
00:05:19Le saracinesche in Piazza della Ghiaia sono ancora abbassate,
00:05:23anche se tra poco cominceranno ad aprirsi i banchi.
00:05:26Ecco i primi frutti vendoli che stanno sistemando la mercanzia per il consueto trattare di ogni giorno
00:05:33nella piazza più simpatica e più festosa della nostra città.
00:05:38È un'occasione per proporre la frutta di stagione, quanto mai invitante,
00:05:42specialmente con la calura di questi giorni.
00:05:45Queste due signore non sembrano affatto preoccupate della giornata antifumo del 5 di giugno.
00:05:52Anzi, si godono abbiatamente la prima sigaretta della giornata,
00:05:57il primo tiro, la prima soddisfazione per il lavoro che probabilmente è già cominciato.
00:06:02Mentre due persone, nonostante l'ora presta, hanno già qualcosa da dire e su cui discutere.
00:06:08Il primo autobus passa e la vita sta per cominciare.
00:06:12Anche i panettieri cominciano ad alzare la saracinesca per offrirci,
00:06:16sembra una frase fatta, e lo è, il pane quotidiano.
00:06:19A chi andrà il primo filone francese?
00:06:25Piazza Ghiaia di una volta, questa la ricordiamo, la ricorderanno sicuramente in tanti,
00:06:29i più giovani non l'hanno mai vissuta.
00:06:31Che effetto ti ha fatto, Marco, rivedere queste immagini?
00:06:37Come dire, è come un luogo della città che non c'è più, ma non è uno dei tanti luoghi.
00:06:42Era un luogo che si popolava fin dal mattino presto, anzi storicamente arrivavano,
00:06:49prima della costruzione del mercato all'ingrosso, quello dell'invia dei mercati,
00:06:53prima la verdura all'ingrosso veniva venduta lì, quindi storicamente dalle 3-4 del mattino
00:07:00c'erano già i facchini, c'erano già la merce.
00:07:03Poi quando si è trasferito in via dei mercati è diventato il mercato della città,
00:07:08ma dove molte delle persone che avevano il banco arrivavano molto presto.
00:07:14Io ho avuto la fortuna di intervistarne molti per un lavoro di cerca di storia orale,
00:07:19e per loro la Ghiaia era più di una casa, era confrontarsi con la città,
00:07:25con le persone, con il chiasso.
00:07:28E' un luogo della città, del resto quando noi viaggiamo, andiamo in una città,
00:07:34i mercati ci attirano, è uno dei primi luoghi da visitare,
00:07:38poi se si va fuori dall'Italia, anche nel sud del mondo,
00:07:43ed era un posto molto bello, molto da frequentare.
00:07:47Aveva una sua anima.
00:07:48Altro che era poi un'anima di Parma.
00:07:50Si è in buona parte persa, per come è oggi.
00:07:56E adesso con te andiamo a parlare un po' di temi storici.
00:08:00Abbiamo recuperato dal nostro archivio, sintetizzandolo in circa sette minuti,
00:08:05perché ne durava molto di più, uno speciale del 1984,
00:08:10si chiama 1944 Obiettivo Parma, parla dei bombardamenti sulla città.
00:08:16Allora lo vediamo e poi li commentiamo.
00:08:21Nella primavera del 1944, l'Italia si presentava spezzata in due.
00:08:27Gli alleati, che l'anno precedente avevano iniziato l'invasione della penisola,
00:08:32erano fermi a Cassino.
00:08:33Il resto era in mano alle forze tedesche e alla Repubblica Sociale di Mussolini.
00:08:38La supremazia aerea era degli anglo-americani.
00:08:42Alcune città del nord, specialmente quelle industriali,
00:08:45venivano ripetutamente colpite dall'aviazione.
00:08:48Si pensava che a Parma cose del genere non sarebbero mai successe.
00:08:52Non perché Parma non facesse parte dell'Italia in guerra,
00:08:56ma si riteneva che non vi fossero obiettivi militari di tale interesse
00:09:00da richiamare così poderosi e costosi bombardamenti.
00:09:08A Parma, il quarto anno di guerra, si avvertiva soprattutto a tavola.
00:09:14Da troppo tempo i viveri erano razionati
00:09:16e non sempre le razioni si trovavano in vendita.
00:09:20La massaia del 1944 perde molte ore in coda ai negozi.
00:09:25Quando riesce a portare a casa le razioni della tessera,
00:09:28può destinare a ciascun membro della famiglia
00:09:31un etto di pane, un etto di latte,
00:09:3421 grammi di carne, 10 grammi di sale.
00:09:38Un etto di zucchero deve bastare per un mese.
00:09:41Ecco perché sono tutti così magri.
00:09:43Ed ecco perché si accetta di scambiare un paio di scarpe buone
00:09:47con un po' di generi alimentari
00:09:49che in campagna non mancano,
00:09:51almeno quelli di produzione locale.
00:09:54Parma, insomma, vive meno peggio di molte altre città,
00:09:58pur nella miseria dei tempi.
00:10:00Per distrarre la gente,
00:10:02gli occupanti incentivano gli spettacoli,
00:10:04naturalmente nelle ore fuori dal coprifuoco.
00:10:07In città funzionano il Teatro Reggio,
00:10:10il Teatro Verdi, il Reina, il Ducale,
00:10:13con opere, operette, commedie dialettali.
00:10:15Ci sono otto sale cinematografiche.
00:10:18Insomma è guerra, ma soprattutto per quelli che sono al fronte.
00:10:22E rimasti a casa, bene o male, tirano avanti.
00:10:25In questo clima si arriva al 23 aprile 1944.
00:10:29Alla sera, poco prima dello scattare del coprifuoco,
00:10:33la città si illumina improvvisamente.
00:10:35Nel cielo si accendono luci mai viste.
00:10:37Sono i Bengala, segni premonitori dei bombardamenti.
00:10:41Lo scoppio delle bombe dell'attacco aereo delle 22 e 40 del 23 aprile,
00:10:47bombe che colpiscono gli scali ovest della stazione ferroviaria
00:10:50e la scuola di applicazione del Parco Ducale,
00:10:53toglie subito molte illusioni.
00:10:55I morti sono 13, tutti militi della Guardia Nazionale Repubblicana.
00:11:00Lunedì 24 aprile trascorre senza segnali di allarme
00:11:04e i parmigiani ne approfittano per sfollare.
00:11:08Comincia l'esodo verso le campagne, alla ricerca di un qualsiasi tetto.
00:11:12Per fortuna, perché martedì 25 aprile i bombardieri tornano su Parma.
00:11:17Che cosa avvenne?
00:11:19Lo chiediamo ad Aldo Curti, che era tra i pochi rimasti in città
00:11:23e che ha rievocato quel giorno nel suo libro Parma Caput.
00:11:27Poco prima delle 12.10 però un cupo rumore fu inteso dall'alto,
00:11:34in cielo, fra le nuvole.
00:11:35E infatti, come mi accorsi che si stava avvicinando,
00:11:40corsi precipitosamente anch'io nel rifugio.
00:11:42Feci appena in tempo a raggiungerlo che, dopo un sinistro sibilo,
00:11:48alcune bombe scoppiarono e alcune anche vicino.
00:11:52Urla, pianti, grida di terrore, bambini che piangevano.
00:11:55Un vero dramma.
00:11:57Il 2 maggio alle 12.30, 40 quadrimotori sganciano su Parma
00:12:01300 bombe dirompenti da mille libre, 454 chili.
00:12:06Obiettivo è il nodo ferroviario.
00:12:08Il centro resta indenne.
00:12:10Vengono colpite via Reggio, via Piacenza, il bivio Parma, la Spezia,
00:12:14alcune zone tra lo zuccherificio Eridania e la Barilla e il Cornocchio.
00:12:19Qui un grappolo di bombe centra in pieno un rifugio antiaereo
00:12:23scavato nella terra della campagna.
00:12:25I morti sono molte decine.
00:12:28Un massacro.
00:12:29Il signor Amerigo Raffaini,
00:12:31nel bombardamento del Cornocchio, dove abitava,
00:12:34ha perso sette familiari.
00:12:37Chi ha perduto, signor Raffaini?
00:12:39La moglie, due figli, la mamma, due sorelle e nipote.
00:12:45E lei come si è salvato?
00:12:48Perché io ero distante un cento metri.
00:12:51Siamo andati là a raccogliere i nostri morti
00:12:53e soccorrere quei due che c'erano ancora in vita.
00:12:56Il 13 maggio, un sabato, alle 13.15, si scatena l'apocalisse.
00:13:01Oltre cento bombardieri sganciano più di mille bombe da mezza tonnellata.
00:13:06Centrate la prefettura, sede del palazzo di governo e della questura,
00:13:10e la pilota.
00:13:11Danni particolarmente gravi al teatro Farnese e alla biblioteca.
00:13:15Con la pilota veniva distrutto anche il teatro Reina.
00:13:18Padre Teodosio Manfredini, Cappuccino, era in quei giorni nel convento di Borgo Santa Caterina.
00:13:26Il 13 maggio noi eravamo sfollati, come tutti gli altri, nella campagna, attorno alla Villetta.
00:13:33A un certo punto, sento proprio avvicinarsi le formazioni,
00:13:38e allora ho visto, dopo un minuto, cadere le bombe.
00:13:43Le ho proprio viste con i miei occhi.
00:13:45Come occhio nudo le ho viste cadere su Parma.
00:13:48E io ho detto, povera Parma, povera la nostra città.
00:13:58Il bilancio dell'obiettivo Parma è stato tragico.
00:14:01Si calcola che i morti siano stati un migliaio, i feriti circa 3.000.
00:14:06Incalcolabili danni materiali.
00:14:08Con la ricostruzione, il tessuto urbanistico della città si è cicatrizzato.
00:14:14In parte senza segni, in parte con segni evidenti, in parte lascia ancora vedere le vecchie ferite.
00:14:23Ma ciò che non si può e non si deve cancellare è la memoria di quei giorni terribili.
00:14:29Non solo per chi li ha vissuti, ma anche per i giovani.
00:14:32Perché imparino il vero significato della parola guerra.
00:14:39Non so se conoscevi questo speciale.
00:14:42Se l'avevi già visto, avevi avuto modo già di vederlo, o se è stata una prima visione per te?
00:14:47No, io credo di averlo visto nell'84, però non mi ricordavo.
00:14:52Mi ricordo ovviamente i due volumi, Parma Capute e Parma Annozero, di Molossi e di Curti.
00:14:58Che a livello giornalistico sono due volumi molto importanti e il documentario è fatto davvero bene.
00:15:06Perché c'entra alcuni temi che a livello storiografico poi sono stati sviluppati.
00:15:11C'è quello di mettere al centro la popolazione, ad esempio.
00:15:14La guerra è anche contro i civili.
00:15:17E' chiaro che in quell'occasione nel filmato si vedono gli obiettivi, che sono la ferrovia,
00:15:25che sono i centri nevalli della città, ma ovviamente c'era la gente sotto anche.
00:15:30Quindi i bombardamenti erano anche terrore.
00:15:34E soprattutto questa attenzione verso l'atto bellico, a prescindere dalla resistenza, l'occupazione,
00:15:45era importante perché delineava una cornice dentro il quale le persone potevano negli anni Ottanta
00:15:54vedere e capire il stato d'animo, la paura, il terrore, i volti e anche gli edifici distrutti.
00:16:03Che uno se le legge su un testo lo capisce, ma vederli, vedere le proprie case...
00:16:10No, no, vedere anche quella sovrapposizione di foto, pensare che era l'84, com'era, com'è stata poi recuperata,
00:16:17insomma fu un bel lavoro del nostro Fabrizio Bertolotti, che tanto ancora è lui che contribuisce,
00:16:22è l'anima di questa trasmissione, quindi non finiremo di ringraziarlo.
00:16:26Ma anche il testo di Curti, molto asciutto, molto puntuale, fatto molto bene.
00:16:34Davvero, davvero.
00:16:36Allora, abbiamo il mini spot, poi torniamo perché abbiamo moltissimi temi di cui parlare con Marco Minardi.
00:16:41A farà pochissimo.
00:16:43Di nuovo insieme, allora facciamo un salto nella storia di oltre 20 anni, dal 1984,
00:16:50poi in realtà parlava di bombardamenti del 44, quindi il salto è ancora più netto,
00:16:54ma si lega comunque per un filo tematico al 2006.
00:16:59Precisamente era il 25 aprile 2006, ci fu in Quirinale la consegna della medaglia d'oro al merito civile alla
00:17:07provincia di Parma.
00:17:09Tu tra l'altro eri presente, cosa ricordi di quel giorno?
00:17:12Poi dopo vediamo anche il servizio.
00:17:14Ma inizialmente, vabbè, era andare a Roma a una manifestazione, in realtà è stato veramente molto emozionante.
00:17:23La provincia mi invitò a partecipare perché avevo redatto la relazione quando venne fatta la domanda.
00:17:33E quindi, avendola ottenuta, il presidente Bernazzoli mi invitò a partecipare.
00:17:38Fu un'emozione davvero forte.
00:17:41Quella ufficialità e quella cerimonia che ovviamente ricordava il sacrificio,
00:17:49o comunque ciò che i parmigiani e anche nella provincia dovettero sopportare
00:17:55in quegli anni di guerra, faceva sì che quell'amministrazione fosse vera.
00:18:01Allora ti facciamo rivivere e la facciamo rivivere per la prima volta quel momento nelle nostre immagini
00:18:07nel servizio di allora curato da Giuseppe Milano.
00:18:11Medaglia d'oro al merito civile al gonfalone della provincia di Parma, con la seguente motivazione.
00:18:18La comunità provinciale parmense, nella sua profonda fede in un'Italia libera e democratica,
00:18:24sconvolta dalle feroci rappresaglie dell'occupante nazifascista,
00:18:28con fierissimo contegno, offrendo uomini e sostegno alle formazioni partigiane,
00:18:33si rese protagonista di una tenace resistenza,
00:18:37sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori
00:18:41e la distruzione di ingente parte del suo patrimonio monumentale d'edilizio.
00:18:45Con generoso spirito di solidarietà umana, si adoperava nel dare ospitalità e rifugio
00:18:51ai militari alleati fuggiti dai campi di concentramento,
00:18:54ai perseguitati politici e ad intere famiglie di ebrei.
00:18:58Luminoso esempio di eroico coraggio, indomito spirito patriottico ed eccezionale abnegazione,
00:19:051943-1945, provincia di Parma.
00:19:21Maurizio Mobili, Alberto Schianchi, Roberto Barantoni e Gianfranco Tebaldi
00:19:26sono stati loro membri della Polizia Provinciale di Parma
00:19:29a portare il gonfalone della provincia di fronte al Presidente della Repubblica,
00:19:33emozione che non ha bisogno di molte parole.
00:19:40Medaglia d'oro sul gonfalone della provincia di Parma, emozione,
00:19:44chinare questo gonfalone di fronte al Presidente della Repubblica.
00:19:47Sì, tanta emozione, soddisfazione anche perché qualcosa qualcuno avrà fatto per meritarla questa.
00:19:55Quindi, se non l'abbiamo vissuto, però siamo orgogliosi di rappresentarla, davvero.
00:20:03A seguire il gonfalone a Roma, i massimi esponenti dell'amministrazione provinciale,
00:20:07a partire dal Presidente della provincia, il Presidente del Consiglio Provinciale,
00:20:11assessori, consiglieri di maggioranza ed opposizione.
00:20:15Un 25 aprile di unità, con commenti positivi da parte di tutti.
00:20:20Il messaggio di Ciampi, del Ministro della Difesa Martino
00:20:22e del Ministro degli Interni Pisano ha trovato tutti d'accordo.
00:20:34I 13 gonfaloni di province comuni, premiati dal Presidente della Repubblica, Carlo Azzeglio Ciampi,
00:20:41con la medaglia d'oro, fra di loro ovviamente c'è il gonfalone della provincia di Parma,
00:20:44lasciano il cortile del Quirinale dopo la celebrazione del 25 aprile.
00:20:49Il 25 aprile è stata l'occasione per il Presidente Ciampi di trarre un bilancio.
00:20:55In queste giornate molte memorie si affollano alla mente.
00:21:00Più forte di ogni altra il ricordo di coloro che è dietro la vita per la libertà di tutti,
00:21:09gli eroi della Resistenza, sia armata sia civile.
00:21:17La Resistenza si è espressa in molti modi.
00:21:23Ne furono protagonisti, protagonisti primi, gli operai che scessero in campo contro la dittatura nel marzo del 43,
00:21:33assenendosi dal lavoro.
00:21:35I militari che dopo l'8 settembre si opposero alle forze che volevano sapraffarli
00:21:42e i civili che in tante città si unirono a loro.
00:21:47Viva la Repubblica, viva l'Italia!
00:21:52Io il 25 aprile del 1945 ho iniziato, mi sono scontrato con un reparto tedesco con la mia brigata,
00:22:04con un reparto tedesco in ritirata, cercavo di raggiungere Parma, era il mattino del 25 aprile,
00:22:11in zona Vico Fertile, mi sono imbattuto in un reparto tedesco in ritirata
00:22:17che cercava di raggiungere Ponte Taro proveniente da Collegio.
00:22:22E quello è stato il mio 25 aprile.
00:22:33Da non confondere, lo precisiamo con la medaglia con la quale è stata decorata la città di Parma,
00:22:39quella era precedente.
00:22:41Sì, quella era la medaglia d'oro al valore militare per la resistenza,
00:22:46questa venne molti anni prima, la seconda metà degli anni 50,
00:22:52dove la memoria, il ricordo e la vita dei partigiani era tutta molto presente,
00:22:59quindi fu un altro momento.
00:23:03Altro momento è quello che vede l'ISREC e non solo, particolarmente coinvolti,
00:23:10adesso andiamo a spiegare perché.
00:23:11Sto parlando, ti faccio vedere le immagini e le commentiamo insieme,
00:23:15della visita del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini,
00:23:18nel 1984, il 6 giugno dell'84,
00:23:23visita la Prefettura, poi in Piazza Garibaldi,
00:23:26e poi appunto nel Giardino di San Paolo e all'ISREC,
00:23:30dove ancora sede la vostra istituzione,
00:23:33visita anche all'università,
00:23:36poi un concerto in Duomo e poi sulla tomba del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
00:23:42Vabbè, poi vedremo anche proprio quando arriverà all'ISREC.
00:23:45Anche lì tu eri presente.
00:23:46Sì, ero presente, avevo iniziato da poco a collaborare con l'istituto,
00:23:52sì, è stata una giornata importante non solo per l'istituto,
00:23:58ma credo anche per la città,
00:24:00perché quella sala piena di cittadini, ex partigiani,
00:24:04le autorità, il sindaco Grossi e appunto il presidente Sergio Passer dell'istituto,
00:24:09e Pertini era un modo per, come dire,
00:24:14far entrare la città in questa nuova sede,
00:24:17che è stata inaugurata proprio in occasione della visita di Pertini.
00:24:21Se posso ricordare un antefatto?
00:24:24In realtà Pertini sarebbe dovuto venire a Parma l'anno prima
00:24:27a inaugurare una mostra che allora,
00:24:31un evento abbastanza importante,
00:24:34sulle barricate del 22, si chiamava dietro alle barricate,
00:24:37in uno degli edifici dell'ex Aridani.
00:24:40Cadde il governo Spadolini e quindi si andò all'elezione e lui non poteva.
00:24:45Beh, arrivò l'anno dopo, la mostra era già chiusa
00:24:49e quindi il sindaco Grossi, che aveva sulla sua scrivania
00:24:52la richiesta di una nuova sede dell'istituto,
00:24:54che aveva due stanze in Palazzo del Governatore,
00:24:57ormai non ci stava più niente,
00:24:59colse l'occasione, il presidente socialista partigiano
00:25:03che viene a Parma, gli facciamo inaugurare la nuova sede
00:25:06e quindi organizzò il tutto per una nuova sede all'istituto.
00:25:11Fu un momento davvero emozionante e credo disvolta per l'istituto,
00:25:17ma anche per la città che si riappropriò di un'istituzione
00:25:20che c'era già dal 64.
00:25:22Ecco, abbiamo visto appunto la sua visita all'università,
00:25:24il concerto in Duomo, qui alla villetta sulla tomba
00:25:27del generale Carlo Alberto Dallachiesa,
00:25:29che del resto insomma era scomparso meno di due anni.
00:25:33Parliamo del settembre 82, quindi siamo al 6 giugno 84.
00:25:38Un bagno di folla un po' ovunque, era un presidente molto amato.
00:25:42Pertini tra l'altro cambiò il rapporto tra la figura del presidente e gli italiani.
00:25:50parlò direttamente, fu sempre molto corretto sul piano costituzionale,
00:25:55non si sovrappose alle altre istituzioni,
00:25:58però rappresentò le istanze dei cittadini a livello istituzionale.
00:26:03Lo ricordiamo in tante occasioni e anche qua la partecipazione della popolazione
00:26:10fu di grande affetto e lui di grande coinvolgimento.
00:26:14Ricordiamo che aveva 88 anni, quindi è un uomo non del secolo breve,
00:26:19ma del secolo lungo, perché ha attraversato tutti i Novecento.
00:26:24Senza mai, sempre in modo coerente con le sue idee e le sue posizioni,
00:26:29mai diventato il presidente degli italiani.
00:26:32E questo è una cosa molto molto complicata, immagine da fare,
00:26:38tenere la propria coerenza politica, morale,
00:26:40e al tempo stesso riuscire a rappresentarli tutti.
00:26:44È stato un momento, credo, per i parmigiani,
00:26:48che sono scesi in strada, sono andati nei luoghi in cui lui doveva arrivare,
00:26:52è stato un momento molto...
00:26:53Guarda, a testimonianza di quello che dici c'è anche il prossimo servizio di lui,
00:26:58il presidente Pertini, che incontra i ragazzi proprio nel giardino di San Paolo
00:27:01per l'inaugurazione della sede dell'ISREC.
00:27:04Lo vediamo perché è veramente insolito,
00:27:07almeno da vedere con gli occhi di oggi sicuramente,
00:27:10ma probabilmente anche con gli occhi di allora,
00:27:11il rapporto che ha con i giovani.
00:27:13Vediamo.
00:27:15Viva il presidente!
00:27:19Ti piace i nostri prodotti?
00:27:23Come no, il tortellin, come no, e poi il prosciutto, e poi il grana.
00:27:31C'è un'altra domanda ancora, è divertente fare il presidente?
00:27:34È divertente fare il presidente?
00:27:36Divertente, non direi che sia divertente, io lo faccio adesso con passione,
00:27:39ma ho molte preoccupazioni, figliola, non è un divertimento fare il presidente,
00:27:45ho molte preoccupazioni e quindi devo stare attento, no?
00:27:49Ma sono contento perché alla mia età posso constatare di essere ancora utile al popolo italiano
00:27:56e questo mi fa piacere, ciao!
00:28:00È bello vedere su televisione!
00:28:05Vieni caro!
00:28:07Genuino!
00:28:08Guardalo qui il giovanotto!
00:28:11Giovanotto!
00:28:12Giovanotto, come ti chiami?
00:28:14Paolo!
00:28:14Paolo!
00:28:23Ciao giovanotto!
00:28:25Ciao!
00:28:26Non ne vuol sapere del presidente!
00:28:28Oh, che brutta figura che fai, Andrea!
00:28:31Hai ragione!
00:28:34E gli toglie gli occhiali, guarda!
00:28:36Oh, ma il signor presidente è questo!
00:28:38Oh, che figura!
00:28:40Caro!
00:28:41C'è così carino!
00:28:42No, non vuole lui!
00:28:43È contro il presidente!
00:28:45No, no, no!
00:28:46Eh?
00:28:47Come ti chiami?
00:28:49Come va la macchina?
00:28:50Come si chiama?
00:28:51Oh, signor...
00:28:52Andrea, guarda!
00:28:53Andrea, non vuoi essere amico mio?
00:28:54Sì!
00:28:55Dai, stringimi la mano!
00:28:57Dai, stringimi la mano!
00:28:57Dai la mano!
00:28:58Andrea, facciamo pace!
00:28:59Sì, amico!
00:29:00Sì, dai!
00:29:00Via!
00:29:01Andrea!
00:29:01Oltre a Torrente Power, i parmenzi si sono dimostrati veramente coraggiosi e hanno cacciato via i fascisti!
00:29:10Grazie!
00:29:15E' bene che bisogna farla, se non si fa l'Europa niente a guai!
00:29:18Ciao, bella figliota!
00:29:19Grazie!
00:29:20E ridami!
00:29:21E perché non è bella?
00:29:23E allora, anche tu sei bella!
00:29:25Grazie!
00:29:29Non vedi qui quante ragazze, sei giovane, guarda quanto hanno, si aprono adesso alla vita, cerca di goderti la tua
00:29:37giovinezza, spera, vedrai, non disperare mai, hai capito?
00:29:41Non disperare mai, io ero in galera, ero giovane quasi come te, ero in galera eppure non disperavo, figliolo!
00:29:48Non disperare mai, credi nella vita, vedrai, io ti faccio tante pure e riuscirai!
00:29:53Vabbè, io presidente!
00:29:55Io presidente!
00:29:56Bravo!
00:29:58Bravo!
00:29:58Bravo!
00:29:59Che figlio!
00:30:02Non un guascone quasi!
00:30:04Sì!
00:30:04Però è coerente col suo pensiero di socialista, democratico, antifascista, partigiano, dentro lagone politico fino a quando è diventato presidente,
00:30:17che ovviamente poi ha svolto un altro ruolo.
00:30:19Cioè questa è la straordinarietà, credo, di uomini come Pertini.
00:30:26Veramente bellissime immagini, anche un servizio molto simpatico.
00:30:30Andiamo in pubblicità adesso, una breve pausa e poi torniamo con tanto altro materiale dal nostro argomento.
00:30:46Di nuovo insieme continuiamo il nostro viaggio nella storia con Marco Minardi, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell
00:30:53'Età Contemporanea di Parma.
00:30:55Ti propongo e vi propongo un estratto di uno speciale realizzato da Giuseppe Milano nel 2009, un'intervista a Elga
00:31:02Schneider.
00:31:03Il titolo è Io, bambina nel bunker di Hitler. Scopriamo perché e poi lo commentiamo.
00:31:09Elga Schneider non è parente o figlia di una vittima della Shoah, non ha subito i sopprusi della dittatura nazista,
00:31:16non ha conosciuto le privazioni della dittatura per le idee politiche avverse della sua famiglia.
00:31:21Eppure Elga Schneider oggi è una delle figure europee, in particolare italiane, visto che si è sposata e vive nel
00:31:28nostro paese,
00:31:29che con maggiore vivacità porta avanti il tema della memoria, del ricordo della Shoah e della tragedia nazista.
00:31:35Di quegli ideali che, innocente fra i colpevoli, ha rispirato ora per ora nei primi anni di vita,
00:31:41lei oggi ne è una delle più acerime nemiche e la volontà di ricordare anche al suo paese è diventato
00:31:46il grande obiettivo della sua vita.
00:31:48Elga nel 1941 e suo fratello Peter, rispettivamente di 4 e 19 mesi, con il padre già al fronte,
00:31:56vengono abbandonati a Berlino dalla madre che decide di arruolarsi come ausiliaria nell'SS.
00:32:02Nel dicembre del 1944 Elga e suo fratello, grazie alla zia Hilde, che lavora nell'ufficio di propaganda del ministro
00:32:08Josef Goebbels,
00:32:10vengono scelti insieme a molti altri bambini berlinesi per essere i piccoli ospiti del Führer.
00:32:15Null'altro che un'operazione propagandistica escogitata da Goebbels, che li porterà nel famoso bunker del Führer,
00:32:21dove incontreranno in persona Adolf Hitler.
00:32:25Una testimone quindi in prima persona del nazismo, vissuto come dramma familiare,
00:32:29mai ricucito con la madre che resterà fedela ai valori disumani del Terzo Reich sino alla fine.
00:32:35Manca dramma collettivo di una nazione, quella tedesca, che forse non ha mai fatto davvero i conti con il passato.
00:32:41Elga Schneider ci è riuscita iniziando a scrivere la sua storia in una serie di libri tradotti in molti paesi.
00:32:48Una testimonianza, se volete, indiretta della Shoah, ma una testimonianza viva di quegli errori che l'umanità prova a non
00:32:54ripetere mai.
00:32:55Una testimonianza che è portato anche a Parma e che abbiamo raccolto in questa intervista nelle belle sale della biblioteca
00:33:02comunale di Monticelli Terme.
00:33:04Elga Schneider sono giornate particolari queste, dedicate alla memoria, al ricordo della tragedia del nazismo,
00:33:11alla tragedia dell'olocausto, della Shoah, 6 milioni di ebrei uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale.
00:33:16Io mi chiedo spesso, ma perché chiamate me? Che io non ero qui, io ero là, dall'altra parte, ero
00:33:24dalla parte dell'aggressore praticamente,
00:33:27anche se ero solamente una bambina.
00:33:29Perché, allora, il fatto è che probabilmente interessa molto sapere da una persona che c'era, ma era al di
00:33:39sopra delle parti,
00:33:40perché ero bambina, quindi non avevo votato Adolf Hitler e quindi ho dovuto subirmi una dittatura,
00:33:48una dittatura molto dura anche per il popolo, perché era una dittatura terroristica, una dittatura, diciamo, poliziesca, antisemita,
00:33:58guerra fondaia, negava la parola, negava tutto alla popolazione e alla fine, nonostante che il dittatore Adolf Hitler
00:34:07aveva promesso fino quasi all'ultimo momento che voleva per la Germania solo la pace,
00:34:12a tradimento la Germania poi ha saputo dalla sera alla mattina che si era in guerra.
00:34:18Nel suo libro, Lasciami andare madre, lei ripercorre il suo rapporto proprio con sua madre,
00:34:25una comandante dell'SS, un ausiliario dell'SS al campo di Birkenau, che non aveva conosciuto durante la Seconda Guerra Mondiale,
00:34:33che ha conosciuto dopo, quando in età adulta ha voluto rincontrarla, un trauma nel trauma credo per lei.
00:34:39Nel 71, che vivevo già a Bologna, avevo un bambino di 5 anni, essendo madre io, da qualche anno mi
00:34:46era nata la voglia di cercare mia madre,
00:34:49anche per sapere che faccia avesse, una qualsiasi spiegazione, perché poi la mia famiglia non mi aveva mai detto
00:34:56il motivo per il quale lei ci aveva abbandonata. Ero pronta a perdonare.
00:35:04E invece in 40 minuti ho imparato, dopo 30 anni, che lei era una guardiana ad Auschwitz, specificamente a Birkenau,
00:35:14e questo mi ha schiantato, perché l'ho saputo così da un secondo all'altro, per un uniforme che lei
00:35:22aveva nel armadio,
00:35:26che voleva ad ogni costo che provassi questo uniforme. Era l'uniforme dell'SS, però delle ausiliarie, li chiamavano così.
00:35:36Invece lei era orgogliosissima ancora di questo terribile potere che aveva in mano allora, perché in un campo di sterminio
00:35:48questi guardiani e questi guardiani dell'SS avevano davvero il potere nelle mani della vita e della morte delle persone.
00:35:57Nel suo libro Io piccolo ospite del Führer racconta gli ultimi giorni, quello che ha visto nel bunker della cancelleria.
00:36:04Quello che veramente io pensavo in un momento, con un certo misto di pena e di stupore,
00:36:12perché io ho visto un vecchietto venire dentro, in questa saletta nel bunker giù,
00:36:18ho visto una persona che zoppicava, che aveva un'aria strana, che aveva un tremolio alla testa.
00:36:24In quel momento, quando ho visto venire dentro, con grande sorpresa, quest'uomo malato,
00:36:29a quest'uomo davvero un rudere. E mi sono detta, ma poverino, qualcosa del genere ho pensato.
00:36:38Tu per la Germania non puoi fare proprio più niente.
00:36:41E a cinque anni l'aveva compreso lei. Peccato che non l'avessero compreso gli altri.
00:36:46Peccato sì.
00:36:49Non so se conoscessi questa storia.
00:36:51No, anche se rivedendola qualcosa sì.
00:36:57Ma è importante perché di fatto, quando anche chi aveva in qualche modo vissuto il nazionalsocialismo
00:37:08o il fascismo in Italia, iniziò a parlare dell'esperienza dei genitori, della vita.
00:37:15Non erano solo i partigiani, gli antifascisti o i cittadini.
00:37:20Quando cominciarono a misurarsi con la memoria, chi aveva in qualche modo vissuto il nazionalsocialismo,
00:37:29in questo caso, parlando dei genitori e di bambina, è per tutti noi, è stato importante,
00:37:35è stato importante per la storiografia, poter avere altre fonti memoriali.
00:37:38Ma poi è stato importante anche per il superamento di quella fase, la rielaborazione di quella fase
00:37:46e per quella generazione poi di tedeschi, riuscire a uscire da questo cono d'ombra
00:37:52che ancora rimaneva su di loro e rimase per decenni.
00:38:00Allora, da una donna ad un'altra, questa volta parmigiana, Laura Mirka,
00:38:05ha il suo nome da partigiana Polizzi, insomma, celebre, importantissima figura per la memoria
00:38:10soprattutto della Resistenza.
00:38:12Abbiamo una sua intervista del 2008, tre anni prima della sua scomparsa, 2011,
00:38:17ma intanto per chi non la conoscesse o per chi anche l'ha conosciuta, chi era Mirka Polizzi?
00:38:23Ma Mirka, Laura Polizzi era una ragazza durante la guerra, una famiglia antifascista, comunista dell'Oltretorrente,
00:38:34tutta la famiglia coinvolta nella Resistenza, padre, madre, sorella deportate nei campi di concentramento,
00:38:41lei partigiana, il fratello partigiano a sua volta catturato e anche lui mandato a Mauthausen,
00:38:49ha lavorato per il momento clandestino, poi andato in montagna nel Reggiano,
00:38:55ha fatto la sua esperienza e la sua educazione alla politica in questo modo
00:38:59e nel dopoguerra ha militato nel Partito Comunista, ha fatto il consigliere comunale,
00:39:07si è occupata di relazioni internazionali, movimenti per la pace,
00:39:12insomma una donna del nostro territorio del secolo del Novecento, poi però ha compreso a un certo punto
00:39:20che la memoria doveva essere anche femminile di quegli anni, quindi ha cominciato a rilasciare testimonianze serie,
00:39:29non solo interviste fugaci ma in testimonianze, in audio, in video, ha cominciato a segnare e arricchire la memoria di
00:39:40quegli anni,
00:39:41poi è diventata presidente dell'AMPI, figura pubblica, poi accettata da tutti,
00:39:47insomma nel piccolo della provincia di Parma, ma poi lei non solo in provincia di Parma perché ha girato tutta
00:39:51Italia,
00:39:52era nell'AMPI nazionale, ha contribuito ad allargare il patrimonio memoriale della resistenza e della guerra sotto il profilo femminile,
00:40:04cioè la storia di genere si è arricchita molto delle testimonianze delle donne.
00:40:11Allora sentiamo questa intervista a Laura Mirca Polizzi del 2001.
00:40:16I valori di questa giornata?
00:40:18I valori sono ovviamente quelli della democrazia, della pace, della libertà che noi abbiamo conquistato.
00:40:28Quanto c'è di attuale di tutto questo ancora oggi?
00:40:30Moltissimo, la resistenza vive nella Costituzione, quindi quei valori ci sono, bisogna averli presenti e applicarli.
00:40:41Questo è un messaggio da lanciare anche ai giovani, vero?
00:40:45Particolarmente a loro e lo dirò anche parlando.
00:40:49Lasciamo da parte questo interessante e lungo discorso sulla storia, tra l'altro tu sei stato anche consigliere comunale negli
00:40:57anni 90,
00:40:58la città la conosci bene, abbiamo la rubrica Parma che cambia, questa volta abbiamo ripescato com'era e com'è
00:41:05l'area ex amnu di Viale Piacenza,
00:41:07dove oggi praticamente, come possiamo vedere, ospita, o meglio non ospita, è diventata un'estensione del Parco Ducale,
00:41:17insomma all'epoca si presentava in una maniera così, però era la sede dell'AMNU, azienda municipalizzata nel pezzo urbana,
00:41:26insomma figlia dei tempi anche quella, no?
00:41:29Sì, Viale Piacenza è una di quelle strade che, industriali, fino agli anni 50 in qualche modo,
00:41:39poi piano piano si è trasformata in quella che è adesso, in parte riutilizzando gli edifici storici,
00:41:46pensiamo all'albergo che prima era la Ghiacciai, la fabbrica del ghiaccio e poi altri abbattuti come la Fornace,
00:41:53lì all'angolo di via Lanfranco. E certo, diciamo che a partire dagli anni 90 e poi successivamente nel 2000,
00:42:02la città ha subito tante trasformazioni, alcune hanno migliorato la città, altre forse non hanno raggiunto il loro obiettivo.
00:42:12Tra l'altro abbiamo visto che, vediamo che fu anche utilizzato per un certo periodo come centro di accoglienza per
00:42:18migranti,
00:42:19dopo che appunto fu dismessa la sua funzione originaria, poi l'avete demolita e l'abbiamo visto come oggi,
00:42:24di fatto un'estensione del parco.
00:42:26Abbiamo ancora totalmente argomento con alcune immagini del 2000, qui di Otto e Barnelli,
00:42:33che poi non ho capito perché Barnelli ha scritto sul tamburo Bernelli, ho cercato ma non ho trovato informazioni in
00:42:39merito.
00:42:41Due comico musicale, composto dai musicisti tedeschi Hans Otto Richter, Otto ovviamente,
00:42:48e Bern Wittuser Barnelli, erano attivi soprattutto durante gli anni 70-80, scoperti da Renzo Arbori,
00:42:55io sono troppo giovane per ricordarmi, è stato anche questa un'occasione di, diciamo,
00:43:06la trasformazione dalla televisione alla strada, anche per gli artisti di strada,
00:43:11perché tutti noi le vedavamo in televisione e poi sono diventate delle star a modo loro
00:43:17e quindi, ovvio, dopo che andando per strada li riconoscevano tutti.
00:43:22Ancora nel 2000 evidentemente...
00:43:24Arbori è stato in questo davvero straordinario, trasformare, oggi si parla di stand-up comedy,
00:43:30si parla di satira, i programmi di Arbori in quegli anni avevano già introdotto tutti.
00:43:38Cambiamo argomento, parliamo di giochi di una volta, ti faccio vedere, vi faccio vedere,
00:43:441983, le immagini del campionato italiano di Morra a Gramignazzo.
00:43:51Sono veramente curiose, adesso non stiamo a spiegare il gioco della Morra perché è semplice
00:43:56ma anche complicato, complicato soprattutto giocare a questi livelli, non so come facessero
00:44:00a fare i conti così veloci, poi col gesso segnano i punti, non so tu che per rapporto
00:44:05abbia con la Morra, io alzo le mani.
00:44:07Anch'io come te.
00:44:08Non posso competere voi con questi.
00:44:10Non ho la tua età, però mi sento giovane a guardare queste immagini, proprio non mi
00:44:17appartengono a nessuna parte.
00:44:19Si vede, era proprio un passatempo di una volta da osteria, insomma.
00:44:23Di campagna, forse, più che in città, però non lo so.
00:44:27Si giocava con scarsi messi, non servivano le mani.
00:44:31Forse un bicchier di vino aiutava.
00:44:33Allora, però, cosa servisse a fare un buon giocatore di Morra?
00:44:38Lo chiedemmo in tempi più recenti al 12 volte campione italiano di questa specialità, Bernardino
00:44:45Pavarini.
00:44:46Il nome dirà qualcosa agli appassionati di calcio perché è il padre dell'ex portiere
00:44:50del Parma, Nicola Pavarini, che tra l'altro adesso è tornato nello staff tecnico di Christian
00:44:59Kivu.
00:44:59Allora sentiamo proprio cosa faceva, quali erano le caratteristiche che doveva avere un buon
00:45:05giocatore di Morra?
00:45:09Quali sono le abilità necessarie per essere campioni in questo gioco?
00:45:13Ma non saprei dirle, però la vista e poi un dono di natura che uno ha.
00:45:19Un po' di memoria?
00:45:20Un po' di memoria, senz'altro.
00:45:21Vista, orecchio, memoria.
00:45:23E sapere anche studiare un po' l'avversario, quella è la tattica del gioco.
00:45:29Allora, Bernardino Pavarini, abbiamo detto padre di Nicola Pavarini, ex portiere del
00:45:34Parma, tu sei appassionato anche di calcio, insomma, era difficile tra l'altro in un certo
00:45:39periodo parmigiano non essere appassionati e allora io ti propongo, vi propongo un'intervista
00:45:46di un addio celebre 2002, l'addio di Fabio Cannavaro al Parma.
00:45:52Fabio Cannavaro, allora?
00:45:54Bella, eh?
00:45:55Eh sì, ho avuto la fortuna di indossarla solo una volta, però è bastato per sentire
00:46:01il peso, perché è una maglia che tutti ci tengono in modo particolare e in quell'occasione
00:46:09la società fece un regalo ai tifosi.
00:46:11Adesso abbiamo cambiato maglia, ma questa penso resta una maglia importante.
00:46:17Senti Fabio, ho sette anni da archiviare in tutte queste maglie che stiamo sistemando,
00:46:22qui ci sono tutte le maglie del Parma che hai indossato.
00:46:24Sì, è difficile archivare anche perché come hai detto tu, sette anni ho vissuto a Parma
00:46:31intensamente, dove sono arrivato da giovane di belle speranze e vado via da giocatore affermato,
00:46:41giocatore nazionale e questo grazie anche a Parma perché la tranquillità di questa città
00:46:46mi ha permesso di crescere in modo tranquillo e per me è stato importante.
00:46:52Passata l'emozione di quel giro di campo e passata l'emozione dei saluti a mente fredda,
00:46:58se una settimana dopo la mente è fredda, cosa puoi dire?
00:47:02Ma devo ringraziare ancora una volta tutti i tifosi del Parma perché veramente in quei due minuti
00:47:08al tardini di domenica ho vissuto emozioni fantastiche, ho visto veramente l'affetto della
00:47:17gente nei miei confronti e quindi li ringrazio ancora una volta.
00:47:21Faccio il giornalista non bravo, non professionale, però guarda ci interessa poco dove andrai a
00:47:27finire, se Juventus, Milan, però magari in nazionale, facciamo finta che tu sia ancora del
00:47:34Parma, almeno lì.
00:47:35Ma sicuramente, il contratto guarda neanche a fare la posta fino al 30 giugno, quindi
00:47:40è il giorno della finale, però a parte questo penso che per me la società Parma Calcio
00:47:48resterà dentro come la città, i tifosi, perché veramente mi sono trovato benissimo.
00:47:53Fra l'altro aveva quella maglia crociata che era stata usata una sola volta, lui si è andato
00:47:57prima che diventasse un'istituzione della maglia crociata o comunque la norma, insomma,
00:48:03più che andava, tanta roba.
00:48:05Eh sì, per quelli della mia generazione, probabilmente anche un po' più giovani, il Parma di quegli
00:48:14anni era una cosa straordinaria, cioè prima eravamo abituati a partire dalla gradinata
00:48:20del Tardini, si trasformò il Tardini, i giocatori che vennero a giocare a Parma poi sarebbero
00:48:26diventati campioni del mondo, è un salto incredibile e quando poi questi come Cannavaro, Inzaghe
00:48:35e altri lasciarono Parma per le grandi squadre italiane, si aveva proprio la sensazione che
00:48:41era cambiato qualcosa, non era più...
00:48:44Sì, il Tardini non era più quello, l'invasione di campo non c'erano più, la neve e chi spalava
00:48:50la neve al mattino non c'era più, c'era sempre però quella maglia crociata che in tutto il
00:48:55mondo ha sempre... si è distinta da tutti perché una maglia così non ce l'ha nessuna e quando
00:49:02il Parma Calcio l'ha rimessa credo che molti, io sicuramente, eravamo soddisfatti che il Parma
00:49:09potesse tornare a quella maglia. Dai piaceri del calcio a quelli della tavola, la trattoria
00:49:15del Molinetto, 1995, la chiusura nel servizio di Carlo Brugnoi, quello commentato, vediamo.
00:49:37Questa sera l'antica trattoria del Molinetto ospita gli ultimi clienti, dopo 41 anni si chiude
00:49:42così una delle pagine più belle della ristorazione parmigiana, scritta dalle due artefici di un
00:49:47successo continuo e meritato. Anna e Erminia sono le depositarie di quella parmigianità che si sta
00:49:52pian piano estinguendo anche nella ristorazione. In vano hanno cercato qualcuno che potesse
00:49:57perpetuare la tradizione del Molinetto, ma non l'hanno trovato e così qui si installerà
00:50:01una nuova banca, un altro segno dei tempi che cambiano rapidamente e che ridisegnano la città
00:50:06cancellando proprio i luoghi più cari, i rifugi più amati e fra questi l'osteria del Molinetto.
00:50:19È vero che qualcuno, anzi molti, si sono ricordati del Molinetto proprio adesso quando
00:50:23chiude?
00:50:24Direi molto, direi proprio molto. E altra gente che si ricorda del Molinetto quando le do gli
00:50:30annolini perché dico, ma sono quelli di Molossi? Perché sai che c'era stata quella polemica
00:50:36con Molossi terribili, terribili insomma, forse anche giusta, però la gente si sono
00:50:42ricordati e delle volte dice, ma adesso come fai anni con Molossi che non ci sono più i
00:50:47suoi annolini? Perché lui diceva che gli annolini buoni si mangiano a casa sua.
00:50:52Se lo racconta qualche episodio particolare?
00:50:54Abbiamo fatto i tortelli per San Giovanni, dopo quando abbiamo cominciato c'era più di
00:51:01cento persone, i tortelli e si partivano, tutti i buchi e nessuno ha mangiato i tortelli
00:51:12perché hanno detto che era la ricotta che non andava mica bene e abbiamo passato una serata
00:51:20molto brutta perché c'era pieno così, poi c'era anche uno della Gazzetta.
00:51:26Forse è l'unico insuccesso in questi 41 anni, no?
00:51:29Questo qua e basta.
00:51:30Senza malinconia cala stasera il sipario, per l'ultima volta andranno in scena i piatti
00:51:34di sempre e ai tavoli saranno seduti gli amici di sempre, ma i segreti del Molinetto forse
00:51:39non andranno perduti, un libro di ricette potrebbe uscire nei prossimi mesi e a scriverlo
00:51:44saranno loro, Anna e Ermina.
00:51:58Ma è vero che la chiamavano tutti la trattoria Anna del Molinetto?
00:52:02Sì, era Anna dal Molinetto.
00:52:05Perché Anna, ma erano due sorelle, c'era Anna l'altra sorella che ha avuto evidentemente
00:52:09meno gloria così mediatica.
00:52:10Perché era in cucina.
00:52:11Ah, ecco, e si vedeva meno.
00:52:14Sei legato, abbiamo trovato un legame anche con le trattorie, perché non tutti sanno
00:52:18che tu non sei nato a Parma, sei parmigiano ma non sei nato a Parma, sei nato molto lontano
00:52:23da Parma.
00:52:23Qualcuno lo sa ormai a forza di raccontare da dove vengo.
00:52:28Sì, io sono figlio di quelli che a Parma si chiamano Straye, i miei genitori migrarono
00:52:33in Sudafrica nel 1953 e poi tornarono nel 1974 portandomi, portandomi ovviamente loro in
00:52:43Italia con mio fratello.
00:52:45Però quando venivamo in Italia in vacanza, quando ero più piccolo, d'estate, trovare i
00:52:49nonni e così via, per un parmigiano che viveva in Sudafrica la sera andare nelle trattorie
00:52:56era il massimo e l'Anna era uno di quei posti dove i miei genitori andavano tutte le volte
00:53:01che tornarono in Italia, quindi io l'ho conosciuta abbastanza bene.
00:53:06Il tuo legame con Parma com'era in quei primi 19 anni della tua vita?
00:53:10Perché tu sei del 55.
00:53:11Sì, ma era il paese dei miei genitori.
00:53:15Loro erano proprio parmigiani della città?
00:53:17Sì, sì.
00:53:18Era il paese, la città dei miei genitori, io pensavo, io ero sudafricano, anche se per
00:53:24i sudafricani ero italiano, poi a un certo punto sono rientrati e sono venuto qua.
00:53:30E con la lingua all'epoca te la cavavi meglio con l'italiano o con l'inglese?
00:53:34Ah beh, con l'inglese, mio padre mi parlava in dialetto soprattutto quando era arrabbiato,
00:53:39però insomma ho frequentato la Dante Alighieri, lingua italiana, quindi l'italiano era molto
00:53:45venuto sempre, l'hai dovuto migliorare quando sei poi tornato.
00:53:48Altro che è.
00:53:49Immagino, immagino.
00:53:51Allora, siamo arrivati al momento della rubrica dedicata ai 50 anni di Radio Parma, la prima
00:53:57radio libera in Italia, la nostra radio fondata nel 1975.
00:54:02E allora, vediamo che servizio abbiamo ripescato dall'archivio.
00:54:05servizio ancora di Mauro Corruzzi, amichevolmente, il programma di dediche e messaggi con Anna Maria
00:54:11Bianchi e Claudia Magnani.
00:54:22La stessa canzone poi è dedicata a Francesca, da parte di Cristina, con questo messaggio.
00:54:30Era poi R al bar, la canzone richiesta è questo.
00:54:34Prendiamo spunto da una fortunatissima rubrica radiofonica, amichevolmente in onda tutti i
00:54:39pomeriggi, da l'una e un quarto alle tre, dalla nostra emittente Radio Parma, per qualche
00:54:43annotazione curiosa sul mondo dei giovani.
00:54:46Sono infatti soprattutto ragazzi e ragazze che ogni giorno prendono d'assalto i nostri
00:54:50centralini per dettare messaggi e le dediche che costituiscono la trasmissione stessa.
00:54:55In primi tempi, cioè 5-6 anni fa, a farla da padrone erano soprattutto gli auguri di
00:55:00buon compleanno e le felicitazioni per gli anniversari di matrimonio.
00:55:04Ora invece spiccano i messaggi che i teenagers si scambiano tra di loro.
00:55:09Vediamo dunque, mentre le immagini vi mostrano Anna Maria Bianchi e Claudia Magnani, che sono
00:55:14le due conduttrici della trasmissione, qualche esempio.
00:55:17Iniziamo dai messaggi d'amore.
00:55:19Qui si va dalle dediche tradizionali, come da Claudia a Franco con tanto amore, a messaggi
00:55:24più poetici, come quello che Dante rivolge a Simona.
00:55:28Vorrei prenderti per mano e condurti in un mondo dove non esistano solitudine e tristezza,
00:55:33ma amore e felicità.
00:55:35Qualcuno è più timido.
00:55:37Stefano, ad esempio, fa sapere a Mariangela, mi piacerebbe ballare con te.
00:55:41Non si vogliono invece sbilanciare due anonime che dicono a Stefano e Davide, con la mente
00:55:46vi pensiamo, col cuore vi adoriamo, ma è troppo presto per dirvi che vi amiamo.
00:55:52Qualche dubbio c'era anche Barbara che chiede a Roberto perché vuoi tenere nascosta la nostra
00:55:57relazione?
00:55:58E poi ci sono anche le rivalità, come nel messaggio di due anonime che accusano Nausica,
00:56:03Silvia e Simona.
00:56:05Siete riuscite a rubarceli.
00:56:07Oltre ai messaggi tra innamorati ci sono poi quelli tra amici e soprattutto tra amiche.
00:56:13Annalisa, per esempio, prova a consolare Claudia dicendole speriamo che ci ripensi, mentre
00:56:18Daniela invita Sandra ad ascoltare una canzone e a non sentirsi giù.
00:56:23Martina teme di avere commesso una gaff e dice a Betta spero che tu non ce l'abbia con
00:56:28me per non averti lasciata sola ieri sera.
00:56:31Vava e Fede invece si scambiano giudizi e rima su un gruppo di ragazzi.
00:56:35Saranno forti, saranno belli, ma sono tutti dei grampi belli.
00:56:39Uno spazio poi ce l'hanno ancora anche i legami familiari, come nel caso di una mamma
00:56:44che si affida alla radio per invitare Luisa a studiare e a non uscire fino alle quattro.
00:56:49Ci sono anche i messaggi da libro cuore.
00:56:51È il caso di Adriana che chiede scusa alla mamma Laura se prima l'ha fatta arrabbiare.
00:56:56Le dediche insomma possono servire anche a rimettere pace in famiglia oppure a seminare
00:57:00un po' di zizzania, come fa Mariella che dice a papà Salvatore, quando ti ci metti
00:57:05sei veramente noioso. Un capitolo a parte meritano poi le rivalità sportive.
00:57:10Quest'anno, visti i risultati a trovarsi nel mirino, sono stati i tifosi giuventini
00:57:14che soprattutto dopo la finale di Coppa dei Campioni si sono dovuti sorbire
00:57:19di sfotto di interisti, milanisti eccetera.
00:57:22E per finire due dediche di provenienza scolastica.
00:57:24Dalla terza I del Toscanini alla terza di con tanta antipatia
00:57:28e dalla seconda via la signora Gisella, la professoressa più buona e simpatica del mondo.
00:57:33Insomma c'è un po' di tutto. Forse ci sarebbe materiale a sufficienza per un sociologo
00:57:38che voglia comprendere meglio il mondo e il linguaggio dei giovani degli anni Ottanta.
00:57:43Una dedica romanticissima per Anna Lisa e Claudio De Vigato da Gabriella.
00:57:48C'è anche un messaggio. Ho ripensato ai suoi occhi e ho avuto tantissima nostalgia.
00:57:56Era l'Equipo 84, negli anni 60. 1983 di Van Cattaneo, resta.
00:58:19Praticamente Radio Parma è nata dopo che tu eri tornato qui a Parma.
00:58:23Insomma non so che rapporto hai con la radio, avevi, hai.
00:58:27Per la mia generazione le radio libere erano una cosa straordinaria,
00:58:31uno strumento straordinario di intrattenimento ma anche di conoscenza.
00:58:35Anche perché in qualche modo la RAI era veramente ingessata ed era tutta molto formale.
00:58:44Invece le radio libere, comprese Radio Parma, avevano tutt'altro tono,
00:58:49la musica era diversa, il colloquio con gli ascoltatori era diverso.
00:58:53È stato davvero molto importante, credo, ma non solo come passatempo,
00:59:01ma anche per conoscere la città in un altro modo.
00:59:05Si ascoltava la città.
00:59:06Poi c'erano anche le radio libere più politiche, più di intrattenimento.
00:59:09È stato una piccola rivoluzione della comunicazione che per la mia generazione
00:59:15ma anche quelle successive è molto bella.
00:59:20Assolutamente così, insomma è una storia che sotto altre strone ovviamente continua.
00:59:25È finita invece questa puntata, ma anche questo ciclo di sei puntate di Sembra Ieri.
00:59:31Io ringrazio innanzitutto Marco Minardi per essere stato con noi.
00:59:34Quindi ringrazio a te, ringrazio a tutti voi.
00:59:37Il ringraziamento poi a Lorenzo Spagnoli per le immagini,
00:59:40a Luca Carpigiani per le immagini e il montaggio,
00:59:43ma soprattutto a Fabrizio Bertolotti, re di questo archivio,
00:59:47praticamente dalla nascita di TV Parma fino alla pensione in tempi recentissimi,
00:59:52ma senza il quale non avremmo potuto mettere in piedi questa serie
00:59:57per la sua grandissima competenza.
00:59:59Lui era il re dell'archivio e di fatto continua ad esserlo,
01:00:02seppur dall'esterno e seppur da amico.
01:00:04Grazie ovviamente a voi che ci avete seguito in queste e nelle altre puntate.
01:00:08Vi ricordo che le potete tutte rivedere on demand sul sito e sull'app 12TV Parma
01:00:12nella sezione programmi.
01:00:13Andate a cercare Sembra Ieri, ci sono tutte le sei puntate,
01:00:17compresa ovviamente questa.
01:00:19Grazie ancora e buon proseguimento con i nostri programmi.
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