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00:13Quarta puntata di Rivediamoli su TV Parma, con i programmi che ho fatto in questa straordinaria
00:19rete che mi ha permesso di muovere i primi passi in televisione, siamo nel 2004 e nel
00:302004. Dintorno girando, in questa puntata, il programma che feci dedicato all'arte di Parma
00:36è una visita alla Galleria Nazionale, uno straordinario museo, forse troppo sottocciuto
00:41per la sua grandezza, che contiene tantissime opere di Parmigianino e di Correggio naturalmente,
00:45ma di tantissimi altri. Mi viene in mente uno schizzo di Leonardo da Vinci, mi vengono in
00:53mente delle tele luminose di Bartolomeo Schedoni, ma non posso neanche elencarli tutti perché
00:57sono troppi. Vi accompagnerò, come ho fatto vent'anni fa, alla scoperta della Galleria
01:01Nazionale e poi la consueta puntata di Specchio, le interviste di Specchio. L'intervista è
01:11lo scrittore Guido Conti. Buona serata.
01:28Io cammino di notte da sola, poi piango, poi rido.
01:39e aspetto l'aurora ed è una realtà tutta mia, è una strana atmosfera pervate la mente di sera.
02:00Io vivo a volte infelice, a volte gaudente, talvolta vincente o perdente.
02:16ed è una vita d'artista così altallenante, ma quello che creo è importante per me.
02:51Quarta puntata, Galleria Nazionale. Nel film Fino alla fine del mondo di Wim Wenders c'è un momento
02:57nel quale il protagonista, William Hart, sale su di un furgoncino in fuga da una catastrofe nucleare.
03:02Deve raggiungere un rifugio sotterraneo. Insieme a lui, sul furgone, un aborigeno canta la sua terra.
03:07C'è una riflessione che domina questa scena. Cosa portare nel rifugio antiatomico? Cosa salvare dalla catastrofe?
03:13Ma cosa c'entra questa scena con la Galleria Nazionale?
03:18Moltissimo. Ogni museo può essere visto come quel furgoncino, un contenitore dove conservare le cose più preziose e salvarle.
03:25Il museo salva l'arte.
03:34E dunque ferma il tempo.
03:54Un museo è sempre un luogo di grande confronto.
03:59Ogni dipinto parla con l'altro ed è proprio per questo che la visita può essere rinnovata anche al museo
04:05che sembra riconoscere di più.
04:08Perché ogni stato d'animo si riflette sull'opera e l'opera si riflette su noi stessi.
04:12E poi è un grande luogo di confronti, di itinerari visivi, di culture.
04:19E quindi è come in fondo una grande biblioteca dove anziché a parlare i libri parlano i dipinti.
04:25Le opere di un museo sono spesso disposte in ordine cronologico o per scuola d'appartenenza.
04:30Dunque è un itinerario che il visitatore deve utilizzare.
04:33Noi stasera però non lo utilizzeremo. Vedremo solo alcune opere.
05:10Noi stasera però non lo utilizzeremo.
05:40Noi stasera però non lo utilizzeremo.
05:48Primo Cinquecento, non parmense.
05:50Cima da Conegliano, un genio poco noto nell'immaginario collettivo, ma di una grandezza assoluta.
05:56Madonna col bambino, i santi e un angelo musico.
06:08Un'opera che proviene dal Duomo di Parma, dalla cappella del canonico Bartolomeo Montini,
06:13che la commissionò a cima da Conegliano per il suo sepolcro.
06:16Chi era Bartolomeo Montini?
06:19Bartolomeo Montini era un prete della cattedrale di Parma.
06:22Era un canonico, si dicono così i preti della cattedrale.
06:26Ed era un personaggio vissuto fra 4 e 500.
06:30Quando morì non lasciò i propri beni, i propri denari alla cattedrale,
06:34ma perché faceva parte della confraternita della steccata, gli lasciò la steccata.
06:38Quindi con questi soldi la steccata poteva pagare il parmigianino.
06:43Questa è la dimostrazione di come sia importante il celibato ecclesiastico.
06:47Se questo Montini avesse avuto dei figli, avrebbe dovuto lasciare i figli.
06:51Invece non ha avuto dei figli e ha lasciato a tutti noi i suoi denari.
06:56Quindi le opere realizzate grazie a questi.
07:00In questa pala i suggerimenti sono ben precisi.
07:04Vuole una struttura architettonica.
07:08Voi vedete i marmi traslucidi,
07:12vedete la desis in alto risolta come un mosaico antico
07:15e poi vedete una schiera di santi che attorniano la Vergine in trono.
07:20E' quel bellissimo angelo sulla scalinata in basso del trono che suona.
07:26Quindi un'armonia delle forme, un'armonia dei colori,
07:29un'armonia delle sguardi che è proprio tipico di una sacra conversazione.
07:33Una sacra conversazione ambientata in un abside a finto barmo lucido.
07:37La luce arriva da sinistra e si vede.
07:46In alto il finto mosaico,
07:49un recupero storico dell'antica tradizione bizantina.
07:56Ancora cima da Conegliano,
07:58Madonna col bambino e i santi.
07:59Questa volta però tra le rovine di un tempio.
08:16La pala vicina, che ha più o meno le stesse dimensioni,
08:19ha questa forma centinata, cioè vuol dire arrotondata in alto,
08:23vuol dire che stava dentro a una cornice che la racchiudeva
08:27come un baldacchino in un qualche modo,
08:30rappresenta invece la Madonna col bambino,
08:33Santa Andrea sulla destra e San Michele Arcangelo.
08:36Cos'è che cambia rispetto al quadro che abbiamo visto prima?
08:40Completamente lo sfondo.
08:42Non è più un'abside chiusa,
08:44marmorea, preziosa,
08:45non sono più i materiali lavorati dagli artisti,
08:48ma è la natura, il paesaggio.
08:50E infatti vediamo sulla sinistra questa ripresa delle antiche mura
08:54di questo paesaggio che qualche critico ha individuato
08:57come proprio la vista di Conegliano, del suo paese natale,
09:02vista da un certo preciso punto di osservazione.
09:05Noi non sappiamo se Conegliano era così nel Cinquecento
09:08e se corrisponda davvero,
09:09ma questa idea naturalistica
09:11che cambia completamente il registro espressivo del pittore
09:14è una novità molto preziosa.
09:16Dopo cima da Conegliano,
09:18la parola passa a uno dei più grandi geni del Rinascimento,
09:20Leonardo da Vinci,
09:22un genio che, come tutti sanno,
09:23si è cimentato in tante discipline,
09:25non solo in quella pittorica,
09:27però alla storia dell'arte ha dato una svolta epocale.
09:30Con lui per la prima volta la pittura
09:32non si rivolge solo all'esterno,
09:33al cosiddetto mondo visibile,
09:36ma scende,
09:36fino in fondo all'animo umano.
09:39Con lui la pittura sposta il suo obiettivo
09:41all'interno dell'individuo,
09:43una tappa che la pittura raggiunge
09:44ben 150 anni dopo la letteratura.
09:46Grazie a lui.
09:48Si dice che Leonardo è l'ingegno,
09:56che Michelangelo è il genio
09:59e che Raffaello è la somma di tutte le bellezze possibili.
10:04Tre maestri che condividono quel periodo inimitabile
10:07chiamato Rinascimento.
10:08Leonardo, pensate, muore nel 1519,
10:12nel 20 muore Raffaello,
10:14mentre Michelangelo ha una vita lunghissima.
10:18pensate che fortuna,
10:20che capolavoro,
10:22che situazione inedita,
10:25quando un nucleo di geni
10:26così si trova a lavorare tutto,
10:28quasi nello stesso periodo.
10:30Credo che un paese
10:31più di questo non possa produrre.
10:33in Galleria Nazionale di Leonardo da Vinci
10:35c'è una testa di fanciulla,
10:37piccola di dimensione,
10:38ma grande,
10:40grandissima di fattura.
10:51è una piccola tavoletta,
10:53molto sottile,
10:56lavorata con terra d'ombra,
10:59con delle vernici particolari,
11:01come uno schizzo da un lato,
11:03ma il viso è terminato in tutte le sue parti,
11:06con questi lumi di BH
11:07che ne illuminano proprio la carnagione,
11:10lo sguardo sotteso dalle palpebre abbassate.
11:12Da 1500 al 1600,
11:15questa volta il tema è biblico,
11:16la casta Susanna del libro di Daniele.
11:19Cosa racconta la storia di Susanna?
11:22Susanna e i vecchioni
11:23è un soggetto tra i più eccitanti
11:25della storia dell'arte,
11:26anzi proprio un soggetto
11:28che i pittori hanno usato a pretesto
11:29per mostrare delle vasti carni bianche.
11:31In un'epoca in cui non c'erano tanti nudi,
11:35allora quello era sicuramente un modo
11:36per mostrare una bella donna nuda.
11:38Susanna era una giovane ebrea,
11:40una giovane sposa ebrea,
11:42adescata,
11:43anzi diciamo disturbata,
11:46da due vecchioni,
11:47da due lai di individui
11:48che cercavano di farla propria.
11:52Questo è stato un episodio
11:54che è stato molto ripreso
11:55in vario modo
11:56e cercavano di farla propria anche
11:58poi calugnandola,
12:00dicendo se tu non stai con noi
12:02noi diremo che sei stata con qualcun altro.
12:04E quindi il prezzo del silenzio
12:06era dare il suo corpo,
12:08era il suo corpo offerto a costoro.
12:10Lei non ci stette
12:12perché era giovane, bella,
12:14ma anche morigerata,
12:17ma anche di sani principi
12:19però riuscì, grazie a Dio,
12:22riuscì a ottenere giustizia.
12:23Quindi arrivò Daniele
12:25e disse e sbugiardò i vecchioni
12:28e a quel punto Susanna
12:29venne fuori come una donna splendida
12:32e purtroppo, aggiungo io, casta.
12:35Susanna è falsamente accusata di adulterio
12:37da due vecchioni
12:38penetrati nel suo giardino
12:40mentre lei sta facendo il bagno.
12:41Tutto falso,
12:42Susanna era una donna bellissima,
12:44ma anche molto fedele.
12:46Ecco come vede Susanna e i vecchioni
12:47Giovanni Francesco Barbieri,
12:49detto il guercino.
13:05Guercino, siamo all'intorno
13:06alla metà del 1600,
13:08usa i suoi criteri stilistici,
13:11i suoi blu,
13:13queste superfici vellutate,
13:15guardate le stoffe, no?
13:16che anche dei turbanti,
13:19questi visi che sono visi poi realistici,
13:22però turbati dalla visione della bellezza,
13:26quasi sbavano all'idea di questa bellezza
13:29che peraltro non casca nella loro trappola.
13:33E quindi imposta una scena di questo tipo
13:35e la fa per un privato,
13:37per un collezionista,
13:38il quale sarà stato sicuramente sedotto
13:42da questa nudità
13:43che era coperta però in un qualche modo
13:47dalla sua specificità religiosa.
13:49Non era un nudo di stato antica
13:51che esprimeva tutta la sensualità
13:54di cui era capace,
13:55no, si ammantava dietro la visione religiosa,
14:00etica,
14:01all'insegnamento morale
14:02che appunto dall'Antico Testamento
14:05veniva fuori.
14:06In Galleria Nazionale ci sono altre opere del Guercino.
14:09Vediamole.
14:33Quello di Susanna e i Vecchioni
14:35è un tema affrontato da tanti artisti.
14:37In Galleria Nazionale ce n'è un altro,
14:38Sebastiano Ricci.
14:40Qui però vogliamo ai primi del Settecentro.
14:50È evidente che Sebastiano Ricci
14:52compone un'altra scena,
14:53il tema è sempre quello,
14:54abbiamo sempre una fanciulla nuda
14:57e i due vecchi arrivano
14:59e la storia è la stessa.
15:01Ma ce la raccontano in modo diverso.
15:03Ecco perché il museo è elemento anche di confronto continuo
15:07e di riconoscibilità dello stile
15:09che è variato,
15:11ma che spesso parte dalla stessa tematica.
15:14Sebastiano Ricci viene a Parma alla fine del Seicento.
15:17Sta scappando da problemi amorosi.
15:20Pare prometta matrimoni che poi non mantiene.
15:22È un libertino.
15:23Un altro sul capolavoro in Galleria Nazionale.
15:26A pelle ritrae pancaspe.
15:42A pelle e pancaspe.
15:44Chi erano?
15:46L'episodio di A pelle e pancaspe.
15:48Questi due personaggi,
15:50in realtà un uomo e una donna,
15:51A pelle, figlio di Apollo.
15:52No, A pelle era un pittore,
15:53un grande pittore dell'antica Grecia.
15:55Pancaspe era la concubina,
15:57una delle concubine di Alessandro Magno,
15:59che adesso va di moda a considerare l'omosessuale,
16:02ma in realtà non si sa bene.
16:03Sicuramente aveva anche piacere a frequentare donne.
16:09Pancaspe venne ritratta da pelle
16:11su commissione ovviamente di Alessandro.
16:13La fece così bella,
16:15la riprese così bene,
16:16la realizzò così bene questa opera
16:18che Alessandro Magno,
16:20quindi magnanimo,
16:22decise di regalarla all'autore.
16:24Un quadro
16:27che è la pittura nella pittura.
16:30Noi siamo fuori
16:31e vediamo un pittore
16:34che dipinge,
16:36che ha una grande tela,
16:37un cavalletto,
16:38e che sta dipingendo.
16:40E chi sono i protagonisti
16:43di quest'altra storia?
16:45Pancaspe,
16:46che è seduta,
16:47imposa come una regina.
16:48E chi è questa figura femminile?
16:52è la schiava preferita,
16:55la concubina di Alessandro Magno,
16:57che si vede a sinistra
16:58con i suoi accoliti di corte.
17:03Lui è in armatura
17:04e il pittore davanti a lui
17:08ritrae questa fanciulla,
17:10questa donna più matura.
17:12e Apelle,
17:15questo lo dice la storia naturalmente,
17:18nel ritrarre Pancaspe
17:19si innamora di lei
17:21come Alessandro,
17:23si era innamorato prima
17:24della stessa fanciulla,
17:26ma Alessandro,
17:28riconoscendo la genialità di Apelle,
17:32gliela dona.
17:33Allora le donne
17:34si potevano regalare.
17:35Altri dipinti di Arricci
17:37presenti nel museo.
17:58Torniamo dopo la pubblicità.
18:00Restate lì.
18:21Da Sebastiano Ricci
18:22voliamo ai due grandi vedutisti veneti.
18:25Antonio Canal,
18:26detto il canaletto,
18:27e Bernardo Bellotto,
18:29anche lui,
18:30detto il canaletto.
18:42Zio e nipote.
18:44Uno lavora nella bottega dell'altro
18:46e assume lo stesso soprannome,
18:47generando non poca confusione
18:49tra i posteri.
18:50Una pittura raffinata e precisa,
18:52quasi fotografica.
19:17A un recluso,
19:19che giovano sogni di libertà.
19:22Osserva.
19:24Silenziosa,
19:26scorre l'acqua dei fiumi,
19:27tra stabilite sponde,
19:30ne segue il letto un clivo.
19:32L'abete maestoso,
19:35svetta,
19:35dov'è cresciuto,
19:37impotente a staccarsi.
19:39Muove gli astri del cielo
19:41per rotte già tracciate,
19:44un'ignota energia.
19:45non è libero il vento e il rabondo.
19:50Una legge è stata imposta
19:53al suo fuggevole espirare.
19:56E in questi quadri che sono arrivati a noi
19:59abbiamo un genere particolare della veduta.
20:04Potremmo dire un sottogenere
20:05oppure un genere alatere,
20:07che si chiama capriccio.
20:09Quindi è una veduta particolare perché?
20:11Perché non fa i monumenti di quella città,
20:15ma assembla monumenti di città diverse
20:18nello stesso quadro.
20:21Prendiamo il canaletto,
20:23quello con il ponte di Rialto,
20:25la Basilica di Vicenza.
20:27La Basilica di Vicenza sta a Vicenza.
20:30Sono monumenti che ha disegnato
20:32e realizzato Palladio.
20:34Andrea Palladio viveva due secoli prima,
20:37all'incirca.
20:38Sono due monumenti esilaranti
20:40della cultura reinterpretata da Palladio
20:43sulle basi classiche.
20:45E perché Canaletto le va a mettere a Venezia?
20:48Perché è un gioco.
20:50È un gioco quasi per ricreare una città
20:52ancora più ricca,
20:54che raccolga tutto il meglio.
20:56E allora mette la Basilica di Vicenza,
20:58mette il ponte di Rialto con le Cinque Arcate,
21:00che è un progetto che Palladio
21:02aveva fatto mai realizzato,
21:04sul Canal Grande,
21:05e poi una visione di Palazzo Chiericati,
21:08anche questo studiato a Palladio.
21:10E quindi Palladio si trasferisce a Venezia
21:12per Canaletto.
21:13E le Quinte sono invece
21:15quelle più belle,
21:17più luminose della Venezia,
21:19come dire,
21:19o del tramonto,
21:21o della mattina,
21:23o dell'aurora.
21:24E quindi questo è il capriccio.
21:25Bellotto lo porta all'esasperazione.
21:27non prende solo monumenti veneti in fondo,
21:30non li trasporti in laguna.
21:32No, lui va a Roma, va a Padova,
21:34e assembla questi capricci.
21:37Ognuno di questi quadri,
21:38sono quattro,
21:39di grandissima qualità,
21:43assemblano i monumenti diversi.
21:44Penso a questo col grande arco,
21:47con la piramide di Caio Cestio,
21:49la veduta di San Pietro,
21:51il leone come ingresso
21:54rispetto all'arco
21:56che è dell'arsenale di Venezia,
21:58un'urna romana.
22:00E poi mette un ponte alla veneziana,
22:02quella a schiene d'asino,
22:04in un canaletto che sembra un ruscello,
22:06più che un grande canale veneziano.
22:08Nell'altro fa il Campidoglio,
22:10però insieme al Campidoglio,
22:11dove mette anche la grande scalinata
22:13del Campidoglio,
22:14con Castore e Polluce,
22:16che sono ancora esattamente
22:17la veduta della grande chiesa
22:18sulla sinistra.
22:20e poi ci aggiunge delle cose
22:22di altre città.
22:23Insomma, in ognuno fa un assemblaggio.
22:25Restiamo a metà del Settecento.
22:27Giovan Battista Tiepolo,
22:28chiamato a Parma dai frati Cappuccini.
22:31In quel periodo Tiepolo
22:32è l'astro riconosciuto da tutti.
22:34Viene qui e dipinge due Cappuccini
22:35in modo sublime,
22:37fedele da Sigmaringa
22:38e Giuseppe da Leonessa.
23:13Chi erano questi due Cappuccini?
23:17Fedele e Giuseppe,
23:18due eroi della fede.
23:19Fedele da Sigmaringa era tedesco,
23:22un frate Cappuccino così come Giuseppe,
23:25e andò a finire in Svizzera,
23:26era un predicatore,
23:27era il momento della riforma protestante,
23:29anzi della riforma dell'eresia protestante,
23:32e fece una bellissima predica.
23:34I protestanti dissero
23:36no, devi immediatamente smentire
23:38ciò che hai detto.
23:39Lui disse impossibile,
23:41questa è la fede degli avi,
23:42io non posso modificarla,
23:43e venne steso sul posto.
23:46Giuseppe da Leonessa invece era italiano,
23:48frate Cappuccino,
23:50talmente fervoroso
23:51nella sua opera di predicazione
23:53che decise di andare a Costantinopoli
23:55per convertire il sultano.
23:57Non gli andò molto bene,
23:58non riuscì a convertirlo
23:59e in compenso venne torturato,
24:02appeso a un gancio.
24:03Questa è la storia,
24:05grazie a Dio sopravvisse,
24:07e quindi tornò in Italia dove morì.
24:08Il tema è la raffigurazione
24:13di San Fedele da Sigma Ringel
24:14e di Giuseppe da Leonessa.
24:17Due cappuccini,
24:18come denota il saio,
24:19loro sono vestiti con il saio,
24:23uno però che ha tutta la forza
24:26della Chiesa attiva,
24:27e l'altro più dimesso in preghiera
24:30che ha invece la forza della riflessione,
24:33e quindi c'è una diagonalità
24:35che lega anche questi due pensieri.
24:37Sono contro un cielo straordinariamente libero
24:41con questo pino quasi marittimo
24:43che fa da sfondo
24:45e calpestano l'eresia.
24:48La raffigurazione dell'eresia,
24:50creda che sia un brano di pittura straordinario,
24:52è una testa di donna serpentata
24:57su cui loro incastrano i loro piedi.
25:01Torniamo nel 1600 dal grande Antonio Van Dyck.
25:05Nasce nel 1599 ad Anversa
25:07da un'aggiata famiglia di mercanti di stoffe.
25:10La sua vita è caratterizzata da molti viaggi.
25:12In Italia Van Dyck aderisce
25:14all'evoluzione barocca di Rubens.
25:16Diventa il grande antagonista di Rubens
25:18o forse il continuatore della sua opera.
25:20In Galleria Nazionale abbiamo
25:22la sua Madonna col bambino.
25:44Gioca su due questioni.
25:46La luce, basta vedere lo sguardo
25:48della Vergine che si illumina,
25:50è un tocco di bianco nella pupilla.
25:52Lì sta questa maternità, questa regalità
25:56e insieme anche questa affettuosità.
25:58Tiene in grembo il bambino,
26:01è un bambino addormentato, rilassato,
26:05quasi proprio disteso in questo abbraccio della Vergine
26:11e lo si vede appunto dal sonno profondo,
26:15dal pugno delle mani.
26:17Le mani sono rilassate come proprio di un bambino piccolo,
26:20quindi una visione insieme sofisticata
26:23ma anche insieme molto materna, molto affettuosa.
26:26Chiudiamo la nostra passeggiata in questo museo
26:28con Hans Holbein il Giovane,
26:30un pittore della prima metà del Cinquecento,
26:33un ritratto Erasmo da Rotterdam.
26:59Chi era Erasmo da Rotterdam?
27:02Erasmo da Rotterdam, un grande pensatore cristiano,
27:06un umanista olandese fra Quattro e Cinquecento,
27:09quindi in quell'epoca in cui la cristianità si stava spezzando,
27:14si stava incrinando, dilaniando,
27:16lui scrisse libri in favore della tolleranza
27:18e soprattutto è famoso per l'elogio della follia,
27:21in cui dimostra come la vera follia sia quella delle persone normali
27:25che vivono così delle cose materiali,
27:28che sappiamo essere effimere,
27:29mentre la vera saggezza sia dei ferventi cristiani
27:32che confidano in Dio e quindi nelle cose eterne.
27:36Ma l'umanista è scrittore olandese.
27:38Come viene raffigurato dall'amico Hans?
27:40Un pittore non diventa amico di un intellettuale
27:42solo per fare un ritratto, ci vuole un'affinità,
27:44soprattutto in un ritratto così psicologico,
27:47così forte, così profondo,
27:49e lo raffigura come un intellettuale dell'epoca.
27:51ha questa zimarra nera bordata di pelliccia,
27:56ha il cappello a tre punte,
27:58ha il libro fra le mani, ha gli occhi scavati,
28:00però ha una fisionomia precisa.
28:03È certo che è supponibile una affinità anche di pensiero.
28:09Un dipinto pieno di indizi e anche di un segreto.
28:14In questo piccolo quadro, una piccola tavola,
28:19ritrae 1530, c'è la data nel quadro,
28:22il 15 a sinistra del viso, il 30 a destra del viso,
28:25quindi ci dice già delle cose.
28:27Ci dice la data, ci dice chi è il personaggio
28:31e da dove lo ricaviamo chi è il personaggio,
28:33a parte il confronto con molti altri ritratti
28:35sparsi nei vari musei, Erasmo da Rotterdam.
28:39Ma lo vediamo fra il libro che tiene in mano Erasmo stesso.
28:41tiene un libro che per noi è rovesciato
28:46perché il libro è dipinto come se lo stesse leggendo il raffigurato
28:51e quindi le righe sono disposte
28:54perché siano colte dall'occhio del raffigurato,
28:57non dal pubblico.
28:59E c'è scritto Erasmus nella prima pagina in alto,
29:02quindi un'opera, ma poi spero che tutti siano andati a vedere
29:07il mistero di questo quadro
29:09che non appare così facilmente.
29:12Alla sesta riga della pagina di destra
29:15voi trovate rovesciato per noi
29:18il motto che sta alla base di questo quadro
29:22Amor Omnia Incit
29:24che non era stato mai letto
29:26e questo è il frutto di una ricerca molto approfondita
29:28di una studiosa tedesca
29:29che ha lavorato su questo ritratto a lungo
29:32e che l'ha rovesciato per la prima volta
29:34e ha detto lo voglio rovesciare, voglio mettere la testa in giù
29:37e mentre tutte le altre righe sono di scrittura finta,
29:41non si legge nulla,
29:42alla sesta riga c'è questo motto.
29:44La nostra passeggiata in Galleria Nazionale è finita.
29:47Abbiamo visto solo alcune delle opere presenti al museo,
29:50tanti altri capolavori vi attendono.
29:52Uno di questi giorni tornate in Galleria Nazionale
29:54sarà una passeggiata di salute per l'anima,
29:57come leggere una bella poesia.
29:59Considero valore ogni forma di vita,
30:03la neve, la fragola, la mosca.
30:08Considero valore il regno minerale,
30:11l'assemblea delle stelle.
30:15Considero valore il vino finché dura un pasto,
30:18un sorriso involontario,
30:20la stanchezza di chi non si è risparmiato,
30:24due vecchi che si amano.
30:25Considero valore quello che domani non varrà più niente
30:31e quello che oggi vale ancora poco.
30:35Considero valore tutte le ferite.
30:38Considero valore risparmiare acqua,
30:42riparare un paio di scarpe,
30:45tacere in tempo,
30:47accorrere ad un grido,
30:49chiedere permesso prima di sedersi,
30:52provare gratitudine senza ricordarsi di che.
30:58Considero valore sapere in una stanza
31:02dov'è il nord,
31:05qual è il nome del vento
31:07che sta asciugando il bucato.
31:11Considero valore il viaggio del vagabondo,
31:14la clausura della monaca,
31:16la pazienza del condannato,
31:19qualunque colpa sia.
31:23Considero valore
31:24l'uso del verbo amare
31:28e l'ipotesi
31:30che esista un creatore.
31:35Molti di questi valori
31:37non ho conosciuto.
31:49non ho conosciuto.
32:16non ho conosciuto.
32:18non ho conosciuto.
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