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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:16Ci troviamo al passo del Crociglia, separa l'Emilia Romagna dalla Liguria. Il contesto
00:22è decisamente autunnale ma il tempo permettendo vi porteremo a scoprire un sentiero poco battuto.
00:29Volete sapere dove? Seguiteci!
00:59Ciao Emanuele, dove ci porti?
01:03Oggi faremo un giro che in pochi conoscono, uno dei giri più belli che si possono fare
01:08in Appennino, anche se non è una delle località più blasonate. Facciamo il giro, l'anello
01:14della Ciappaliscia e della Valle Tribolata. Siamo in Comune di Ferriere, quindi provincia
01:19di Piacenza, al confine con il Parco dell'Avito.
01:22Sarà Emanuele la nostra guida, ci accompagnerà anche Fausto Bianchinotti, esperto di fotografia
01:28grafica e storytelling. Dal suo drone avremo una visuale unica del paesaggio. Il tragitto
01:33da Piacenza al passo del Crociglia via Ferriere dura circa 1 ora e 40 minuti. Da Parma servono
01:38due ore passando da Bedoni e transitando sui passi del Tomarlo e dello Zovallo. Giunti
01:43in prossimità di Selva è necessario svoltare al Bivio, versi il rifugio Gaep-Vincenzo Stoto
01:48e salire fino al Valico. Già nella prima parte di Sentiero non mancano le sorprese.
02:04Quest'anno è stata un'annata straordinaria per le nostre vallate, per la nascita dei funghi.
02:09Adesso in questo momento stiamo trovando, siamo in margini fra la Faggeta e la Prateria,
02:14troviamo delle mazze di tamburo. Bisogna stare però molto attenti perché a parte alcuni
02:19funghi molto riconoscibili, altri come ad esempio le mazze di tamburo si possono confondere
02:23con altri sempre cugini molto vicini che però sono tossici. Quindi mi raccomando, massima
02:29attenzione, non raccogliete funghi a caso.
02:49La cosa bella di questo percorso è che già nella parte iniziale si riesce a godere del paesaggio,
02:55con un tratto di leggero saliscendi ma quasi pianeggiante, quindi si ha il tempo di prendere
03:00confidenza col percorso e di scaldarsi. Qua si apre già la testata della Val Nure,
03:04che è una delle valli del Piacentino, questa è la valle di Ferriere, e là davanti a noi,
03:10dietro la nevia, si vede il profilo del Monte Ragola, che è una delle cive ofiolitiche di cui
03:15parleremo più avanti nel percorso. Molto particolare perché ha come dei circhi,
03:22dei colpi di cucchiaio sembrano, sono dei circhi glaciali.
03:26Camminiamo sul crinale, al confine tra la Val Nure da un lato, Piacenza quindi,
03:31e la Val Daveto dall'altro, Genova. Il versante Ligure è sospeso tra due regioni
03:35ma porta le sue piogge nel Trebbia e quindi nel Po.
03:44Siamo all'interno di una grande distesa di piante di lamponi, ma qua spicca un frutto
03:49che è uno dei pochi frutti che si possono trovare d'inverno. Considerate che la bacca
03:53della Rosa Canina è molto interessante perché se vi perdete nel bosco durante
03:58l'inverno, è una delle poche cose che si possono mangiare. Ha un grande contenuto
04:03di vitamina C e anche zucchero, quindi veramente possono essere molto utili.
04:06hanno però degli effetti collaterali. Dalle nostre parti si chiama, non lo tradurrò
04:13ma tanto non ce ne sarà bisogno, si chiamano brusacus. In pratica contengono
04:17tantissimi semini al loro interno che hanno come piccole lamelle. Se ingeriti
04:23appunto ti possono dare benefici ma ti possono irritare una parte molto molto
04:27bassa dell'intestino, immaginate quale. L'altro nome dialettale un po' più
04:33diciamo pronunciabile è petelengua. Sono molto interessanti perché si possono fare
04:38anche delle ottime marmellate, chiaramente si tolgono i semini una volta aperte e poi
04:42si passano e la marmellata di Rosa Canina è molto molto buona.
05:05Al primo Bibbio svoltiamo a destra, scegliamo di fare il giro in senso anti-orario su suggerimento
05:11di Emanuele, opzione che si rivelerà più scenografica svelandoci all'improvviso la ciapaliscia.
05:16Il sentiero scende di quota in una faggetta.
05:38Qua siamo appena usciti dal bosco e già vediamo una delle vette del nostro percorso.
05:42Questa dietro di noi è la Rocca Marsa. La Rocca Marsa è una formazione a base lavica
05:51ed è in gran parte costituita da brecce poligeniche ed è detta Rocca Marsa perché è molto facile
05:58come disgregazione, quindi si sta quasi marcendo e si sta sfracellando sotto la cresta.
06:05Quindi tutti i detriti che vedremo fra poco vengono dalla Rocca Marsa che è molto diversa
06:11come composizione invece dalla ciapaliscia. Come compattezza sono due rocce completamente diverse.
06:29Abbiamo anche Ginepper. Sì, questa è una pianta sempreverde proprio tipica dell'Appennino che ha tantissime bacche
06:36che vengono usate per insaporire ad esempio la cacciagione, ottimo con la faraona, con il cinghiale, ma è anche la
06:42base per fare una bevanda molto conosciuta che è il gin.
06:45E si trova in grandi quantità, ha un sapore molto pungente ma veramente profumatissimo.
06:51Il gin si potrebbe fare anche in Appennino.
06:53Lanziamolo, un gin d'Appennino.
06:56Scendendo incontriamo un bivio poco segnalato salvo qualche traccia del cai sugli alberi poco più avanti.
07:02Teniamola a sinistra.
07:03...
07:08...
07:14...
07:16...
07:38Qua siamo proprio sotto la Rocca Marsa e qua improvvisamente gli alberi cambiano.
07:43Sembra strano ma i faggi sono fino a 10 metri da qui e qua c'è il salice.
07:49Come mai? Perché la Rocca Marsa con tutti i suoi detriti ha riempito questo fondo e sotto c'è l
07:57'acqua.
07:58Quindi siamo sopra un lago sotterraneo e in un lago certo il faggio non può vegetare.
08:06C'è pieno di salici che hanno le radici affondate dentro questo lago di detriti e acqua.
08:18Queste qua sono delle rocce laviche solidificate, vedete, scurissime, un basalto.
08:23Poi ci sono anche dei bellissimi diaspori rossi.
08:27Ad esempio il castello di Bardi è stato costruito tutto su un immenso blocco di diasporo rosso, duro, quindi difficile
08:33da erodere.
08:33Con questo tipo di pietra gli uomini preistorici ci facevano le selci e le schegge per fare pugnali, punte di
08:41frecce eccetera, col diasporo rosso.
08:43Qui troviamo anche questi che sono, sì poi ci sono anche altre rocce, queste sono altre pietre con diverse composizioni,
08:52ci sono dei calcari,
08:53ci sono anche delle piccole tracce di arenaria, quindi veramente un mosaico policromo bellissimo anche proprio non soltanto a livello
09:00di foglie ma anche a livello di pietra.
09:10Guardate come tremano a quella pianta, vedete, hanno le foglie che si muovono mentre invece ad esempio il faggio ha
09:17le foglie ferme,
09:18perché è una particolarità del pioppo, il pioppo ha il picciolo della foglia piatto e quindi è molto più facile
09:24che sbandi.
09:24In particolare i pioppi tremuli hanno questa caratteristica più accentuata e ci sono dei detti popolari, ad esempio anche in
09:32Germania ho scoperto che si dice tremare come un pioppo,
09:36quindi tremano anche quando altre piante invece sono ferme, quindi basta un alito di vento e sembrano muoversi.
10:00Qua abbiamo delle piante che devono vivere con poco, quindi dei sedum, delle piante grasse, delle sassifraghe.
10:06In particolare c'è una pianta che è molto legata alle tradizioni dell'appennino, che è una pianta grassa, una
10:11rosetta ed è il sempre vivo dei tetti,
10:14che è questa rosetta che vediamo ed è molto particolare perché sembra proprio una pianta grassa di quelle da vaso,
10:21ma una volta all'anno, di solito in luglio, fiorisce, fa uno stelo molto alto, rosa, con tanti fiorerini rose
10:29e gialli all'interno
10:30e la credenza qual era? Che tenesse lontano il malocchio ma che facesse anche da parafulmine,
10:36quindi la trovate spesso sui tetti in ciappe, cioè i tetti con le pietre piane, nei borghi d'appennino.
10:43La mettevano sui tetti in modo che tenesse lontano sia il malocchio ma che anche proteggesse il tetto dai fulmine.
10:47Il tetto era lo stesso ambiente che troviamo qua in natura, quindi un ambiente poverissimo in cui soltanto una pianta
10:54così frugale poteva sopravvivere.
11:07Arrivati in questo spazio ci fermiamo per una nostra prima pausa, è il momento giusto per goderci il panorama e
11:15i colori dell'autunno.
11:29Grazie a tutti.
12:05Io spero che le immagini riescano a rendere quello che stiamo vedendo con i nostri occhi è davvero bellissimo,
12:12direi anche unico, sembra di essere su un vulcano.
12:15Ci tenevo molto che faceste questo percorso in questo senso perché all'improvviso si parla davanti questo scenario che è
12:22unico, come dicevi Marco.
12:25Vedete che questa è la ciappaliscia, quindi proprio un sasso levigato da una grande faglia antica, quindi qua c'è
12:32uno scorrimento fra due faglie tettoniche.
12:35Questo scorrimento ha creato una grande frana e ha liberato questa grande placca basaltica, quindi è una roccia lavica formata
12:42sul fondo dell'oziano.
12:43Quindi questa è rimasta scoperta, è una roccia molto dura, quindi è rimasta diciamo liscia, compattata e fa da grandissimo
12:52contrasto rispetto alla rocca marsa da quella parte,
12:55che invece è molto più friabile, sempre come origine lavica, però molto più composita e friabile, che ha creato questo
13:02crollo di detriti che vediamo e sembra quasi un vulcano.
13:06Se voi andate sul Vesuvio e sull'Etna vedete queste colate di detriti scuri e se vedete là è molto
13:12simile.
13:12Poi si vedono tanti segni arancioni rossi che sono dei sali ferrosi, degli ossidi di ferro che danno colorazione arancione
13:21ad alcuni di questi massi.
13:41Un tempo c'era un grande oceano al posto dell'Italia, quella che era l'allontanamento delle placche fra la
13:48placca nord e la placca sud all'interno di quello che era il proto mar Mediterraneo,
13:53ha generato queste bolle di lava che si sono solidificate molto velocemente.
13:57qua le vediamo, sono chiamati basalti a cuscino o basalti a pillow in inglese e fanno proprio questo effetto di
14:05un cuscino o di una bolla perfetta.
14:29Riempio la borraccia, me l'ha detto lui.
14:32Posso?
14:32Altro che che me.
14:41Qua siamo alla base proprio della ciapaliscia e vedete che c'è una cosa particolare che è l'affioramento della
14:47falda.
14:47Spesso le sorgenti le vediamo uscire dalla terra, quindi dal terreno in modo un po' caotico.
14:53Qua invece vediamo proprio la falda che affiora dal vivo della roccia.
14:57Qui vediamo tutto l'allineamento delle varie sorgenti sulla parete rocciosa.
15:01Qui sotto c'è un tappo di sedimento fine di argilla impermeabile che quindi fa in modo che tutto quello
15:08che viene preso dalle varie falde,
15:11dalle spaccature della roccia e contenuto nella roccia, qui non possa più andare verso l'interno della terra ma debba
15:17fuoriuscire sulla parete.
15:18E quindi qua ci sono queste cascatelle di acqua sorgiva, acqua eccellente, oligo minerale, perché?
15:25Perché quest'acqua passa attraverso il basalto che non è solubile o se non in minima parte nell'acqua e
15:32quindi è quasi acqua distillata.
15:35Da questo punto l'acqua esce e arrivando in questo punto va a premere contro quei detriti.
15:42Tutte le frane che ci sono stati nei secoli e nei migliori anni scorsi su questo fianco
15:47sono dovuti anche in parte a questa grande quantità d'acqua che improvvisamente arriva sul fianco della montagna.
15:55Ora il sentiero rientra nel bosco e inizia a salire, uno strappo deciso, un po' la caratteristica dell'escursione
16:01che alterna tratti in falso piano ad altri piuttosto ripidi ma brevi.
16:05All'improvviso sbucchiamo nella Valle Tribolano.
16:16Considerate che questo paesaggio così bello è protetto da un sito di interesse comunitario
16:22che si chiama SIC del Montenero, Montemaggiorasca e Ciappaliscia
16:26ma è anche un geosito della regione d'Emilia Romagna
16:29e si capisce perché è una cosa molto particolare.
16:32Queste guglie che vedete alle mie spalle sono sempre dei frammenti di roccia basaltica
16:39quindi sono sempre quelle fusioni di lava sottomarina che si sono consolidate molto velocemente
16:44ma ancora si vedono le bolle e sono in questa posizione così caotica
16:49non perché siano dei cammini eruttivi ma perché questa grande faglia che dicevamo
16:54ha creato questa frana che poi si è estesa, si è evoluta in varie fasi successive
16:58e quindi vediamo dei frammenti della grossa frana che ha scoperto la Ciappalisciana.
17:05Adesso siamo semplicemente a confine fra due regioni
17:08quindi fra la regione Liguria e l'Emilia Romagna.
17:12Sino al 1860-1861 era un confine di Stato
17:18qua eravamo nel Ducato di Parma e Piacenza e Guastalla
17:21di là eravamo nel Regno di Sardegna
17:23che prima ancora era la Repubblica di Genova
17:25quindi questa era una zona di traffici importanti
17:29i passi erano dei passi veri e propri con tanto di dogane
17:31e c'era un fiorente contrabbando
17:35quindi qua era una zona di contrabbandiere
17:37che cosa si contrabbandava?
17:39Intanto il sale, qua c'erano le vie del sale
17:41per portare il sale dalla riviera Ligure nell'entroterra
17:44quindi nella pianura padana e negli stati che affacciavano sulla pianura padana
17:49ma c'era anche il contrabbando di metalli
17:52perché proprio qui dietro a feriere
17:54il nome chiaramente indica già il tipo di produzione che c'era
17:58si produceva ferro, si estraeva metallo per fare ferro e anche rame
18:02quindi qua si contrabbandava anche il metallo
18:05che era importantissimo per gli eserciti
18:07L'attività nelle miniere è proseguita fino al 1950
18:11a Pomarolo di Ferriere abbiamo raccolto la straordinaria testimonianza
18:16dell'ultimo minatore rimasto
18:18Antonio Barbieri ha spento 100 candeline il 26 giugno 2020
18:22un ricordo lucido, emozionante e ricco di particolari
18:26Era una miniera ricca e buona
18:30c'era un materiale bello
18:32quando si rompeva sembrava oro
18:34bello bello
18:36E cosa lo usavano a fare poi tutto questo ferro?
18:39Eh ma allora andavano via, andavano via tutto
18:43e non si sa mica i quenzali perché ce ne vuole poco perché
18:49sta sfondendo così un chilo
18:51sono delle pietre così, sono quenzali
18:56pietre pesanti
18:58era faticoso però
19:00Poi per farlo questo materiale
19:05perché un ferro è ferro così duro
19:09c'erano dei massoni di quel materiale lì
19:15grosso come questa stanza
19:16bisognava minarlo
19:18e in minare non c'erano mica le attrezzature come c'è adesso
19:25ci sarebbe tutto di fare la luce
19:29poi la mine e tutto
19:31noi si doperava la massetta e la punta
19:36e battere la massetta
19:38scusate
19:39una massetta di 2 kg
19:41col manico
19:43perché bisogna più contro
19:45uno che teneva sul rago
19:48tenerlo su e l'altro andando
19:51per fare così
19:52ci vorrebbe della forza
19:54bisogna mirare tutto
19:56tutto è contrario
19:58è pesante
20:00molto pesante
20:02fare il buco lì su così
20:04per fare un buco di 20 cm
20:07ci voleva due giornate
20:10perché ci faceva un centimetro ogni due ore
20:15è troppo duro
20:17è minerale
20:18Barbieri ci racconta il giorno in cui rischia di annegare nel tunnel
20:22il terrore quotidiano di restare intrappolato
20:25là a Canneto
20:26altri hanno perso la vita prima di lui
20:28soffocati dal gas
20:29i ricordi sono anche cicatrici
20:31dopo le miniere nel 1940
20:33Antonio partì per il fronte con gli alpini
20:36dove l'ha mandata?
20:38eh guardi
20:39io sono
20:39sono un po' un disgraziato
20:42per quello lì
20:43fortunato
20:44ma sono stato un disgraziato
20:47dove andate?
20:48perché
20:49ho fatto
20:49sono reduce
20:52di quattro
20:54di quattro fronti abbattuti
21:00allora
21:00è
21:02pronto occidentale
21:04Albania
21:05Grecia
21:06e Montenegro
21:0748 mesi di guerra
21:09poi il ritorno in un'Italia divisa
21:11la cattura da parte dei tedeschi
21:12la fuga
21:13se non mi potessi dire
21:15libero quello che ho fatto
21:17mi dispiace ma è inutile
21:19o io o lei
21:21o io o lei
21:22dopo la guerra la voglia di ricominciare
21:24sui suoi monti però
21:25sono tornato
21:26con l'idea di formarmi una famiglia
21:30e mi sono messo subito a detto farmi la casa
21:34questo era un camuratore
21:35l'ho fatta io
21:37dal 52
21:38nel 1955
21:40il matrimonio con Onorina
21:42scomparsa da poco
21:43oggi
21:43al fianco di Antonio
21:44ci sono i figli Guido
21:45e Mariucci
21:46e i nipoti
21:47e bisnonno di Ginevra
21:48e Federico
21:49vorremmo carpire il suo segreto
21:51ma ha voglia di scherzare
21:52o forse no
21:53ce l'ha un segreto
21:54
21:56tutti
21:57dicono che
21:58non si può mangiare pancetta
22:00perché va male
22:02io ho vissuto
22:03più di 50 anni
22:05sempre pancetta
22:06la più parte era pancetta
22:09a Ferriere le tracce delle miniere
22:11sono ovunque
22:12a partire dal nome stesso del paese
22:14il monumento della piazza
22:15è proprio un carrello originale
22:17c'è anche un museo
22:18creato da Giulio Bergonzi
22:19e portato avanti con orgoglio
22:21dai figli Maria Nora e Francesco
22:23diciamo che le estrazioni
22:24si dice che
22:26abbiano iniziato gli inglesi
22:28siamo intorno al 1700
22:30però ci sono dei documenti
22:33che direbbero
22:34che questa qui
22:35è una località
22:36già presente
22:37al tempo dei romani
22:38il museo
22:39che avete avuto modo
22:40di visitare
22:42è stata l'ultima fucina
22:43di Fabri
22:46c'era mio padre
22:47mio zio
22:48prima ancora mio nonno
22:49che erano Fabri
22:50e alla fine appunto
22:52degli anni Ottanta
22:52è stata chiusa
22:53come attività
22:54perché
22:56un po' il cambio epocale
22:58ha imposto questo
23:00mio padre
23:00si è voluto
23:02in tutti i modi
23:03cercare di salvarla
23:04e mantenere
23:06un ricordo
23:07una memoria
23:08di quello che era
23:09la storia di questo paese
23:10che avessimo
23:11il nuovo
23:11che è il mio amore
23:12che ha fatto
23:13un nuovo
23:14che è un bel
23:14che ha fatto
23:14il mio amore
23:32che ha fatto
23:37il tuo amore
23:39ma proseguiamo diritto per il tracciato più semplice.
24:22Grazie a tutti.
24:58Grazie a tutti.
25:36Grazie a tutti.
25:39Grazie a tutti.
26:23Grazie a tutti.
26:27Grazie a tutti.
27:24Grazie a tutti.
27:26Abbiamo percorso circa 9 chilometri per un dislivello positivo di 450 metri, un anello a portata di tanti, se non
27:34di tutti.
27:37Allora Emma, intanto grazie.
27:39Grazie a voi, è stato un piacere.
27:41Ci hai fatto scoprire anche una cosa, che l'appennino è bello anche se non c'è il sole.
27:45Sì, guardate, l'appennino ha mille sfumature, bisogna saper apprezzare, oggi abbiamo preso una giornata a suo modo bellissima.
28:02Grazie a tutti.
28:14Grazie a tutti.
28:33Grazie a tutti.
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