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NovitàTrascrizione
00:12Siamo a Casarola, Alta Valbratica, tra cultura, storia, borghi, natura, stiamo per portarvi
00:19lungo uno degli itinerari più ricchi dell'Appennino Permese.
00:40Casarola, frazione di Monchio delle Corti, l'itinerario più breve per arrivare quello che percorre
00:45la Valparma fino a Corniglio, lungo la strada un primo punto acqua, un'altra possibilità
00:50soprattutto per chi viene da regge, passare dal versante della Valcedra via Palanzano.
01:10Ad accompagnarci una rappresentanza del CAI di Parma, il presidente Roberto Zanzucchi e
01:16l'istruttore Matteo Bergamo.
01:22Ciao, buongiorno.
01:23Dove ci porti?
01:24Allora, oggi faremo questo giro che parte da Casarola, il paese dove siamo adesso e saliamo
01:32fino al Monte Navert.
01:34Seguiremo il percorso Natura per un primo tratto, un percorso del Parco Nazionale, incontreremo
01:39una fonte d'acqua, poi lasciamo il percorso Natura e prendiamo un sentiero, un sentiero
01:45CAI 737 che lungo la costa del Crinale che divide la valle del Bratica dalla valle del
01:53Cedra, quindi Val Parma, Val Denza, ci porta fino alla cima del nave.
01:56e rientreremo con un giro differente, ad Anello, fino a Pian del Monte con un sentiero
02:03sempre al CAI e poi riprendiamo il percorso Natura che ci porta a Riana e da lì, attraverso
02:09il Bosco delle Fate, rientriamo a Casarola.
02:25Il cammino inizia lungo una carraia, dopo una ventina di minuti il percorso inizia a
02:31svelarci le prime fioriture e un'altra fontana.
02:38Passiamo da un bosco misto con diversi anche nuclei qui di abete bianco a un bosco che poi
02:45sarà quello tipico della parte più alta di faggio e soprattutto anche alto fusto.
02:53Molto bello qui, siamo anche nella zona dove c'è il primo punto acqua del nostro percorso
02:59e fioriture meravigliose e un posto incredibile.
03:24Primo bivio importante, spieghiamolo bene.
03:28Assolutamente, questo percorso noi ci spostiamo, lasciamo il percorso Natura che prosegue lungo
03:33la Cara Reccia, tenendo conto che appena prima di noi abbiamo visto la Cara Reccia qui, è
03:40una variante perché è franata la strada originaria.
03:44Invece noi prendiamo la via della montagna, quindi ci indirizziamo sul sentiero 737 del CAI
03:50che da qui troveremo, incomincieremo a vedere segnato, che sale verso il crinale tra Parma
03:55e Enza, Bratica e Cedra dall'altra parte.
04:03Fermiamoci un attimo per parlare della regina di questi luoghi, l'Aquila Reale, una presenza
04:09ormai stabile da circa 15 anni in Val Bratica, di fronte a Casarola, su una parete rocciosa
04:14ai piedi del gruppo sovrano nidifica una coppia di esemplari.
04:18Michele Mendi, delegato Lipu, è uno degli esperti che monitorano da tempo questo fenomeno straordinario,
04:25i più pazienti e fortunati possono osservarla in volo. A noi restano i meravigliosi scatti
04:31di Michele o un maldestro tentativo di sbirciare dal cannocchiale.
04:36Tutte le aquile sono speciali, tutte le coppie che seguiamo sono speciali, però questa
04:40ha una caratteristica particolare, ha costruito il proprio nido e la propria casa a ridosso
04:49dei paesi di Riana e Casarola e quindi questa è una cosa un po' anomala. Se pensiamo che
04:55questo nido è a nemmeno 100 metri da una strada provinciale e a qualche centinaio di metri
05:00da questi due paesi la specialità è proprio questa. L'aquila ha adottato i due paesi
05:05e i due paesi hanno adottato l'aquila.
05:07Quanti esemplari ci sono?
05:09C'è la coppia storica che c'è sempre e poi di anno in anno, a seconda degli anni,
05:16se nidifica o non nidifica, perché le aquile ricordiamo non nidificano generalmente tutti
05:20gli anni, c'è anche un terzo individuo che è il piccolo, che si invola, che a volte ha
05:26fortuna, a volte meno, quindi quella è la natura.
05:36I rischi ci sono sempre, perché un atto di braconaggio è sempre dietro l'angolo, come
05:43un avvelenamento oppure come una fucilata, però diciamo che questa coppia ha anche la
05:51specialità ulteriore legata al fatto che gli abitanti, gli ultimi abitanti di questi due
05:57paesi vigilano su questa coppia.
06:03Lei ci vede, ci sta tenendo d'occhio?
06:05Assolutamente sì, ci sta tenendo d'occhio perché è il suo mestiere tenere d'occhio
06:11tutto il territorio, quindi anche la minima cosa, il minimo cambiamento da lei viene avvertito.
06:23Certamente la femmina è almeno un terzo più grande del maschio e se volano insieme
06:29si nota, lo può notare anche un neofita.
06:34non sono immenso come possiamo pensare noi, un'apertura all'aria attorno ai 2,30 m, 2,20 m, 2
06:40,30 m,
06:41è comunque un animale importante.
06:43Certamente la gente ha nell'immaginario che l'aquila è enorme, non è enorme come può
06:48essere ad esempio un avvoltoio o un grifone che allora veramente lì si nota, sembra veramente
06:54un deltaplano.
07:03Caccia prevalentemente mammiferi, quindi lepri, a seconda anche delle zone, ad esempio nel
07:10Reggiano c'è una piccola colonia di marmotte, quindi si nutre di marmotte.
07:16Questa copia in particolare si è specializzata, a seconda degli anni, si è specializzata anche
07:21su scoiattoli o ricci, che è una cosa un po' anomala.
07:25È viettato andare a disturbare?
07:28Assolutamente sì.
07:29È pericoloso anche?
07:30No, è pericoloso, non per l'uomo, ma è pericoloso per lei perché potrebbe abbandonare
07:36il nido e potrebbe quindi fallire la nidificazione.
07:39Non ha senso, spesso si sono verificati disturbi e lo dico anche da fotografo, purtroppo dovuto
07:48anche a fotografi un po' improvvisati e non solo, c'è anche l'arrampicata che è un problema
07:56non piccolo, spesso succede anche che chi arrampica non sa che quella è una zona con
08:01un nido, quindi serve una grande sinergia tra le associazioni ambientalistiche come possiamo
08:05essere a noi della Libu, i carabinieri forestali, gli enti parco e le istituzioni del territorio
08:12per una corretta informazione.
08:37Dopo circa 40 minuti di salita nel bosco, sbucchiamo in quota dove la neve da poco ha lasciato
08:42spazio alle fioriture delle orchidee selvatiche, come un anfiteatro di fronte a noi il panorama
08:47del crinale appenninico.
09:00Siamo in una zona classica dell'appennino settentrionale dove vediamo proprio tutta la parte, diciamo
09:08quello che ci ha lasciato l'ultima era glaciale che ha interessato l'appennino, quella del
09:14Burmiano e vediamo proprio qui davanti un caratteristico circo glaciale e qui abbiamo
09:20tutte rocce, la famosa arenaria Macigno che è una arenaria, quindi una roccia sedimentaria
09:28che ovviamente si è formata in profondità nelle profondità marine e poi emersa e levigata
09:34dall'azione del ghiaccio proprio nel suo ultimo apparizione.
09:42Qui da dire caratteristico nella zona del Navert è che invece il Navert è un resto della
09:50precedente era glaciale e proprio attraverso il Navert si ricorda questa era glaciale.
09:58E qui insomma tante ricerche, tanti studi, tante sezioni geologiche sono state fatte da
10:04dal professor Zanzucchi e da Giorgio Zanzucchi, insomma un piccolo orgoglio familiare che ha
10:11portato qui tantissimi studenti, insomma ha davvero segnato una bella tappa della conoscenza dell'appennino.
10:31Quello il Navert è finito quasi?
10:34Sì, ormai ci siamo, possiamo vederlo, è un ottimo punto panoramico sul nostro appennino
10:40e sul termine Navert l'etimologia è un po' dubbio, nel senso che qualcuno si rivolga
10:46più al fatto che assomiglia a una prova di una nave e in verità a me piace più l'etimologia
10:53quella legata alla parola latina naviter che significa, è un avverbio che significa
10:58perfettamente come riporta Don Pietro Viola, un grande studioso del nostro appennino.
11:05una montagna perfetta per una giornata perfetta.
11:14Manca poco, a seconda del vento si può valutare un sentiero più dolce, prendiamo la via più
11:19ripida per arrivare in vetta al Navert, 1653 metri.
11:35Manca poco, a seconda del vento si può valutare un sentiero.
12:16Questo è un balcone spettacolare sull'appennino, parmese e reggiano.
12:21Esatto, qui intanto siamo sullo Spartiacque e cominciamo a vedere, abbiamo tantissime montagne
12:29attorno, cerchiamo di riconoscere le principali.
12:32Qui davanti abbiamo il Monte Caio e lo distinguiamo anche per la presenza dell'architettatore.
12:38Inconfondibile là più avanti la pietra di Bismantova con il suo versante verticale.
12:45Poi ci spostiamo più in qua, qui abbiamo il ventasso con ancora qualche macchiolina di neve,
12:50invece più importante la neve sul Cusna là in fondo e qui davanti sul Succiso.
12:57Quello che vediamo, diciamo la parte con più neve è la parete nord del Succiso, mentre
13:02questo è il canale ovest molto amato dagli scelpinisti.
13:07Poi venendo avanti abbiamo nelle nuvole nascosto il Monte Acuto e là sotto c'è il lago del Monte Acuto.
13:20Venendo avanti abbiamo il Bocco, il Bragalata e arriviamo al Sillara.
13:33Prima che le nuvole conquistino il crinale, dopo il Sillara?
13:37Dopo il Sillara abbiamo il Paitino qui davanti, il Monte Matto che è quello più roccioso che
13:42vediamo là davanti, con sotto non lo vediamo ma c'è il lago del Bicchiere.
13:46Andando avanti vediamo qui davanti lo Scala che ha questo paramento verticale.
13:52Poi proseguiamo, abbiamo il Brusa, l'Aquila, l'Aquilotto che è quello appunta là in fondo,
13:58poi inconfondibile il Marmania dove intravediamo la Croce, il Braiola, l'Orsaro, il Monte Fosco
14:04e chiudiamola con le praterie del Monte Tavola.
14:30In vetta e sui versanti meno esposti al sole, anche a fine maggio restano ampie tracce di un inverno
14:36molto nevoso. Inizia la seconda parte del nostro tracciato.
14:49È un posto meraviglioso, sembra quasi di essere sulle Alpi, con i paesaggi alpini e qui il Navarro
14:56non ha nulla da invidiare.
14:57Dove andiamo adesso?
14:58Adesso andiamo a prendere il sentiero 739 che ci riporta verso una località chiamata Pian del Monte
15:05e da lì poi giù, dritti verso Oriana.
15:17Questa zona che è tipica, siamo proprio su un dosso e vediamo questi faggi che hanno delle forme tutte contorte.
15:25Il faggio, come ho detto, sono dei boschi pionieri che cercano di colonizzare la parte alta,
15:29i boschi sono assolutamente contorti perché contrastano l'azione del vento.
15:34Quindi si creano queste forme, vedete che non si sviluppano in altezza, ma comunque sono piante
15:39di una certa età, proprio perché restano piccole contrastando l'azione dell'atmosfera.
15:45Invece se guardiamo giù da questa riva...
15:48Esatto, in basso vediamo un bosco che è un bosco d'alto fusto dove le piante sono belle,
15:54slanciate, con dei fusti dritti.
15:57Quindi è una zona di confine, da conquistare.
16:10Dove la neve si è sciolta, anche il bosco offre le prime fioriture, stanno nascendo i campanellini.
16:33In questa bellissima località chiamata Pian del Monte, dove forse un tempo si teneva
16:39anche un mercato legato a queste terre.
16:44Abbandoniamo la traccia del 739, che è il sentiero che vediamo un pochino più a sinistra,
16:50per prendere la Caraia, invece che ci porta dritti giù a Riana.
16:54E circa un'ora e venti, in un'ora e venti ci porta proprio al paese.
17:00Possiamo dire che il tratto in discesa sia ben segnalato.
17:03Non è così però in tutti i punti, anche a causa dei vandalismi.
17:07Capita, è già stato segnalato, insomma, qualche atto di vandalismo.
17:10Ecco la raccomandazione che come CAI mi sento di fare è che i sentieri sono importanti,
17:16sono importanti per tutti.
17:18La gestione dei sentieri è impegnativa, è fatta tutta da volontari
17:23e quindi anche il rispetto della sentieristica e dei cartelli è per il bene comune di tutti.
17:59Grazie a tutti.
18:18a portati a Riana, Borgo Storri con piccolo gioiello in pietra, con i suoi tetti di Ardesia,
18:23uno degli angoli più caratteristici nel cuore dell'Appennino Parmense.
18:27C'è anche una corte che risale al 600.
18:51Attraversiamo la strada e scendiamo seguendo il sentiero Cultura,
18:55un breve anello che attraversa Casarola e Riana,
18:57interamente dedicato da Tiglio Bertolucci alle sue opere.
19:01Una veloce deviazione verso sinistra, lungo la mulattiera,
19:04conduce ad un castagneto secolare, è il Bosco delle Fate.
19:27Abbiamo fatto una piccola deviazione poi per risalire verso Casarola.
19:30Sì, ne valeva la pena perché è un luogo molto speciale,
19:34la Borra del Bosco, così speciale che gli abitanti di queste terre
19:39l'hanno voluto chiamare il Bosco delle Fate.
19:42È proprio un luogo magico, lo era anche per Bertolucci,
19:45magico perché ci sono questi castagni secolari con questi moretti a secco
19:50che contornano questi bellissimi essiccatoi dove venivano appunto essiccate le castagne
19:59e sono veramente meravigliosi.
20:04I versi di Bertolucci ci accompagnano il sentiero Sale
20:08passando sulla sponda destra del torrente Bratica.
20:29Rieccoci a Casarola, intanto grazie a te Roberto.
20:33Grazie a voi.
20:34Abbiamo camminato sulle tracce di un passato importante,
20:37sulle tracce del poeta, possiamo quasi ambire a dire.
20:42Sì, perché poi Bertolucci era un poeta camminatore,
20:46lui scriveva le poesie camminando da Arianna a Casarola,
20:48ha passato tanti anni qui e ci ha regalato delle liriche
20:53ispirate proprio alla natura che incontrava mentre camminava.
20:57Anche i suoi versi hanno quella caratteristica in Jean Balmain,
21:00quella parola che ricorre nella riga successiva
21:04e che ci ricorda il movimento del cammino.
21:06Molto bello.
21:07Adesso guarda dove ti portiamo.
21:36Casarola è davvero un po' dove tutto ha avuto inizio?
21:39Assolutamente sì.
21:42Casarola è un borgo arroccato sui mille metri dell'Appennino
21:46ed è noto per essere il luogo di elezione della famiglia Bertolucci.
21:50Fra l'altro voi oggi avete fatto una gita
21:54che Attilio, Conninetta, Bernardo, il mio nonno Ugo e la bambinaia
21:59fecero proprio nel 1944.
22:00quando scapparono da Casarola
22:03in quella poesia meravigliosa
22:05che si intitola Fuga a Montenavert proprio.
22:08La famiglia Bertolucci scappò da Parma
22:10proprio per rifugiarsi a Casarola
22:12convinti che fosse un luogo più tranquillo
22:15mentre ci fu proprio un vero e proprio rastrellamento.
22:19I nazisti furono costretti a scappare a Montenavert.
22:22Questa fuga è descritta appunto in questa poesia.
22:25Mio nonno e Attilio si passavano,
22:29un Bernardo che aveva tre anni sulle spalle per scappare.
22:33E qui ha avuto veramente un po' tutto inizio
22:36proprio perché Attilio arrivò qui la prima volta
22:39negli anni venti, aveva circa 9-10 anni
22:42e descriveva appunto questo viaggio da Parma
22:45come una vera e propria piccola odissea.
22:47Un viaggio che durava in più tappe, in più giorni
22:50e che gli ultimi chilometri facevano sempre
22:53nei sentieri, nei boschi
22:55proprio perché non esisteva la strada
22:57che collegava Corniglio a Moncchio
22:59che è stata poi fatta negli anni 50.
23:03Anche Bernardo, per esempio,
23:06diceva spesso che uno dei primi versi che ha scritto
23:09era Casaroli, il paese che tutti quanti credono fola
23:12che significa favola, mito
23:14proprio perché loro trascorrevano qua
23:16l'interestate, quindi tre mesi in questo posto
23:19che ancora un po' oggi è fuori dal mondo
23:21e dallo spazio e dal tempo
23:23e soprattutto dalle dinamiche, insomma, cittadine.
23:26Che valore ha la casa per la famiglia Bertolucci?
23:29Che valore ha avuto?
23:31Un valore immenso, un valore fondamentale
23:34proprio perché questa era la casa natale
23:36dove arrivò questa qui
23:39e innanzitutto è nota come la Cat Barnard
23:41la casa di Bernardo
23:43che era il padre di Attilio
23:44ed ha un valore importantissimo
23:48tant'è che in questa casa
23:49Bernardo e Giuseppe per via hanno scritto 900
23:52la sceneggiatura di 900 è stata scritta qui
23:55molte comparse di 900 sono di Casarola
23:58questa casa è anche tema
24:01tema ricorrente della camera da letto
24:04del poema in versi più noto di Attilio
24:08Raramente l'opera di un poeta
24:10appare così legata ad un luogo
24:11a Casarola, sui muri delle case, abbiamo trovato
24:14Passi delle Liriche
24:15che Attilio Bertolucci ha dedicato alla sua terra natale
24:18un itinerario composto da pagine di pietra
24:21curato dagli architetti
24:23Vittorio Uccelli e Simone Cagozzi
24:25Simone, cugino dei due grandi registi
24:27e vicepresidente del comitato Pro Casarola
24:30realtà creata da persone del posto
24:32con l'intento di promuovere
24:33il patrimonio storico, culturale
24:35e naturalistico del territorio
24:37La cosa interessante, insomma, di questa casa
24:40è che divisa, come vi spiegavi, in due parti
24:43una parte vecchia e una parte che è stata ristrutturata
24:45negli anni 70 dall'architetto Cortesi
24:48mantiene nella parte vecchia
24:50tutti i caratteri predominanti
24:51che era la casa di una volta
24:54quindi si può vedere il pavimento
24:55in questa pietra d'ardesia
24:57che entra addirittura dentro il camino
24:59oppure nella cucina il piano
25:01che era fatto proprio interamente di pietra
25:03Qua sono passati personaggi
25:07importantissimi, fondamentali
25:08da Pierpaolo Pasolini
25:10che fra l'altro cita Casarola in una sua poesia
25:13Pasolini
25:14Roberto Benini
25:15che era amico fraterno di Giuseppe
25:17ma anche Giorgio Bassani
25:20Enzo Siciliani
25:22Morandini
25:23poi attori, registi
25:25poeti, scrittori, architetti
25:27insomma
25:28molti amici dei Bertolucci
25:30poi sono stati invitati anche da noi
25:33nelle manifestazioni culturali
25:35che promuoviamo proprio in onore
25:37e per commemorare
25:39ricordare le figure dei Bertolucci
25:40che nel tempo poi sono ritornate
25:42e sono diventate anche amici di Casaroli
25:44in qualche modo
25:45Questa era il salone
25:47qui dietro abbiamo la camera da letto
25:49che poi ha dato il titolo
25:50insomma al romanzo in versi più famoso
25:52di Attilio
25:53mentre quella lì che vedete lì
25:55era la camera di Bernardo
25:57quando vivevano qua
25:58negli anni 70 poi è successo
26:00che la famiglia si è ingrandita
26:01Bernardo si è sposato
26:03Giuseppe Anche la casa aveva necessità
26:05di essere ampliata
26:06quindi è stato fatto un recupero
26:08quello lì probabilmente
26:09era il vecchio Fienile
26:10e da quei tre gradini lì
26:12cambia completamente l'atmosfera
26:14nel senso che qui viviamo proprio
26:16come la casa era una volta
26:18mentre lì abbiamo poi finiture
26:20pavimenti
26:21insomma più anni 70
26:23quindi diciamo più consona
26:25anche alle vacanze
26:27ai luoghi insomma
26:28al luogo di vacanza
26:29che questa casa era per loro
26:31sul tavolo del salone
26:32il cappello di Attilio
26:34identico a quello che indossava
26:35intervistato nel 1992
26:38da Maurizio Schiaretti
26:39per TV Parma
26:40dal 2015
26:41casa Bertolucci
26:42ha ottenuto una tutela storico
26:44relazionale
26:45dalla sovrintendenza
26:46un evento unico
26:47perché riguarda
26:48un edificio
26:49che non è casa natale
26:50ma bensì
26:51luogo di ispirazione
26:52nel giro di breve
26:53avremo le cenere
26:54di Bernardo e di Giuseppe
26:55qui nel cimitero di Casarola
26:58con la casa
26:59e le cenere di Giuseppe
27:01vogliamo insomma
27:02che questo luogo
27:02diventi un luogo centrale
27:04insomma un vero e proprio
27:05punto di riferimento
27:06territoriale
27:07per un intero territorio
27:09che in questi anni
27:11già lo è diventato
27:12c'è un progetto
27:13di cui questa casa
27:15farà parte
27:15che rientrerà
27:16all'interno
27:17dei parchi letterari
27:19c'è imminente
27:20la creazione
27:21speriamo
27:22dell'archivio Bertolucci
27:23a Parma
27:24Palazzo Pigorini
27:25insomma il mio sogno
27:26è che questa casa
27:27diventi in qualche modo
27:28l'appendice appenninica
27:29di questo archivio
27:30insomma
27:31che possa
27:34in qualche modo
27:35ritornare ai fasti
27:37insomma
27:37che è stata
27:38anche perché
27:38questa casa
27:39che oggi
27:40è vuota di persone
27:41ma è piena di ricordi
27:43insomma
27:43guardandola
27:44ogni angolo
27:45insomma ci parla
27:46di un poeta
27:47di un padre poeta
27:49di due figli registi
27:50che in questa casa
27:51hanno trascorso
27:53parti
27:54importantissime
27:55della loro vita
27:56e in cui
27:58hanno anche riversato
27:58molto amore
27:59in qualche modo
28:07a casa Bertolucci
28:09si è chiuso
28:09il nostro anello
28:10del Monte Navert
28:11le misure
28:12circa
28:1315 chilometri
28:15quasi 16
28:15di cammino
28:17per 5 ore
28:18con qualche sosta
28:19un dislivello
28:20non impossibile
28:20circa 750 metri
28:22un po' di stanchezza
28:24certo
28:24ma di fronte
28:25a un luogo così denso
28:26di significati
28:27poi anche
28:27la fatica svanisce
28:29di un po' di stanza
28:30a un po' di stanza
29:11Grazie a tutti.
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