00:02E' tutto pronto per partire, oggi vi porteremo in uno dei luoghi più amati, una delle vette
00:27più amate del nostro territorio, anche più conosciute, in tanti diranno ci sono stato,
00:33l'ho già fatto, però vi racconteremo anche la storia e la memoria di questi luoghi,
00:37oltre a una natura splendida in questa giornata, il meteo promette bene, oggi portiamo anche la
00:44crema solare perché può essere un ottimo aiuto in giornate come questa e iniziamo il nostro cammino.
00:50La nostra destinazione è il Monte Marmagna, con tappa obbligata al Lago Santo. Cammineremo insieme a Gianluca
01:16Giovanardi, presidente della sezione CAI di Parma, Marco Minardi, direttore dell'Istituto Storico
01:21della Resistenza, Bruna e Gabriella, due veterani del CAI che ci guideranno in vetta. Per arrivare
01:27al Lago Santo due sentieri partono dall'Agdei, la direttissima proprio a fianco dell'omonimo
01:33rifugio, oppure una via panoramica, optiamo per una terza variante.
01:40Dai Cancelli andiamo al Lago Santo. Andiamo al Lago Santo per un itinerario che non è il
01:46solito, quello che parte dall'Agdei, che conoscono tutti, ma è un itinerario altrettanto bello,
01:53affascinante e che ti dà anche il gusto di una maggior solitudine. È il sentiero delle
01:59Carbonaie che parte proprio qui dal parcheggio dei Cancelli, dietro a una grande pianta e sale,
02:06prima per una salita abbastanza ripida, ma comunque agevole, e poi per un lungo traverso
02:12si collega al sentiero panoramico classico appena prima del lago. È un itinerario questo
02:19che insieme ad altri facilita l'alleggerimento della pressione umana, dell'antropizzazione
02:25della conca di Lattei.
02:52Troviamo una carbonaia, questo l'ho imparato da Emanuele sul Monte Penna. Quanti anni avrà
02:58questo pezzetto? Diciamo, come possiamo datarlo? Ah, secondo me è 50, 60, 70 anni.
03:04E anche questa era un'area, insomma, c'erano le Carbonaie anche qui...
03:09Assolutamente, ne incontreremo anche delle altre e anche chi fa il sentiero panoramico
03:14classico della Duea al Lago Santo ne incontra almeno due o tre.
03:20In istituto stiamo conducendo ormai da due anni una ricerca, i miei due colleghi,
03:25Alessandro Mastodonato e Domenico Vitale, sui profughi di Caporetto, cioè quegli italiani del Veneto e del Friuli,
03:33che arrivarono in Emilia dopo la Battaglia di Caporetto e la Ritirata.
03:40E un grosso gruppo si fermò, venne destinato, sui villaggi tra Bedogna e Borgotaro.
03:48E molti di loro erano carbonai a casa loro.
03:51E sebbene questi nuovi abitanti della Valtaro parlassero una lingua incomprensibile,
04:00vivevano in modo diverso da quelli della Valtaro, un po' mangiavano diversamente.
04:06Questo del mestiere li fece sentire a casa e ancora oggi c'è memoria di quei carbonai
04:13e diverse famiglie si fermarono proprio perché avevano avviato un nuovo lavoro in una nuova terra che assomigliava da loro.
04:22Sembra tanto il presente, un po' per certe cose.
04:24Sì, ma i migranti sono così, cercano quegli elementi che li fanno sentire a casa
04:32e che al tempo stesso gli possono consentire di essere accolti.
05:01Primo video, sempre all'insegno della diversificazione di mete e percorsi.
05:07Qua siamo sempre sul sentiero delle Carbonaie, camminiamo da circa 20 minuti e incontriamo
05:14questa possibilità qui alla nostra destra di scendere rapidamente in 20-25 minuti alla Dei.
05:24È una possibilità escursionistica per chi non ha molto tempo per andare alla Dei a piedi
05:30e comunque facendo un'oretta tra andate e ritorno di camminata, lasciando tranquillamente la macchina ai cancelli
05:38muovendosi a piedi in questa stupenda faccenda.
05:41Sempre a proposito di diversificazione, appena sotto i cancelli, un paio di chilometri sotto,
05:48c'è una località, Ponte del Cogno, da cui parte un altro sentiero che attraverso il bosco
05:55consente anche quello di arrivare alla Dei.
05:58Quindi lasciamo le macchine più in basso e ossigeniamoci camminando per una mezz'oretta verso la nostra vita.
06:30Dopo circa un'ora di cammino stiamo per sbucare in quello che è uno dei panorami
06:37più incantevoli della nostra provincia, il Lago Santo.
07:09Ponte del Cogno
07:14È uno spettacolo di natura ed è anche uno spettacolo di storia perché qui c'è tutta la storia dell
07:23'Alta Valparma
07:24e c'è anche un po' la storia del CAI.
07:32Come associazione sono i luoghi della memoria e sono i luoghi dell'oggi perché sono i luoghi dove i nostri
07:41soci anziani
07:42vengono per ripercorrere antiche storie ma dove tutti i soci portano poi i figli e le famiglie in un segno
07:49di continuità della vita a contatto con la natura.
07:53Poi ciascuno di noi ma ciascun parmigiano ha le proprie storie.
07:58Il primo approccio all'alpinismo ci sono alcune pareti di roccia non lontane
08:05magari perché no i primi amori arrivano al lago
08:08e insomma ciascuno c'è la propria storia da raccontare che lo lega il Lago Santo.
08:25A quota 1507 ammiriamo il lago glaciale più vasto di tutto l'Appennino settentrionale
08:30profondo 22 metri da origine al torrente Parma.
08:34Il rifugio costruito dal club alpino italiano per fornire riparo e ricovero agli escursionisti
08:39venne inaugurato nel 1882. Inizialmente aveva due sole stanze.
08:45Nel 1935 fu dedicato a Giovanni Mariotti sindaco di Parma, senatore del Regno e presidente per oltre 40 anni della
08:52locale sezione CAI.
08:54Distrutto dalle guerre il rifugio è stato ricostruito e ampliato con tanto impegno più volte proprio dal CAI.
09:00Il Mariotti è un luogo della resistenza e ci narra una storia epica.
09:08Stiamo parlando del marzo del 44.
09:12Buona parte di coloro che avrebbero fatto i partigiani, che avrebbero partecipato alla lotta di liberazione,
09:18per loro la resistenza doveva ancora cominciare.
09:20Per il distaccamento Picelli invece la resistenza era già cominciata dal giorno di Natale del 43.
09:27Vennero attaccati ad Osaka, in alta Val Noveglia, in alta Val Ceno.
09:34E quindi erano già tre mesi che loro, come distaccamento della Brigata Garibaldi Nord Emilia,
09:40si aggiravano sulle montagne cercando di colpire i presidi, le caserme.
09:49Stavano dando vita alla lotta di liberazione.
09:52Loro erano in Valtaro, arrivò una staffetta da Parma, dal comando Garibaldino, con l'ordine di portarsi al Lago Santo.
10:03Perché qui il distaccamento Picelli si sarebbe incontrato con il distaccamento Griffith, l'altro distaccamento Garibaldino, per formare un battaglione.
10:11Un passaggio complicato attraversare l'Appennino.
10:13Trenta partigiani con i fascisti della decima massa in giro a perlustrare.
10:17Giunto a Succisa nel Pontremolese, il distaccamento si divide.
10:21Nove uomini, guidati dal partigiano Faccio, si dirigono al Lago Santo.
10:25Ma il distaccamento che dovrebbero raggiungere non c'è più.
10:28Si è già spostato.
10:29Si fermano per la notte, in attesa dell'arrivo di altri compagni.
10:33L'attesa per il resto del distaccamento si sarebbe trasformata in un incubo.
10:42Perché il giorno 18 marzo, invece di essere raggiunti dai propri compagni,
10:48vengono circondati da 110 militari, 80 della Guardia Nazionale Repubblicana e 30 tedeschi,
10:55che circondano il rifugio.
11:00Un assedio praticamente.
11:01Sì, sostanzialmente arrivano e chiedono la resa.
11:05Ogni volta che, ed è il pomeriggio del 18, ogni volta che chiedono la resa,
11:10i fascisti, i militari della Guardia Nazionale Repubblicana, come risposta,
11:16subiscono dei feriti e delle perdite.
11:19Perché uscendo dai tronchi, uscendo dal riparo delle rocce per chiedere la resa,
11:26vengono investiti dai colpi.
11:28Questa è una battaglia che durerà qualcosa come 20 ore, con nove partigiani asseragliati dentro,
11:35sì, armati con munizioni, ma che sarebbero finite, e circondati da tedeschi e fascisti,
11:42ben più equipaggiati, che continuano a mitragliare, ad avvicinarsi e a lanciare bombe.
11:50Questa è una battaglia di resistenza fino alla fine.
11:54Chi è dentro, e sopravviveranno tutti e nove, hanno raccontato che loro erano pronti a morire,
12:01cioè non avevano altra scelta.
12:02Mai si sarebbero arresi.
12:10Diciamo che l'anima di quel piccolo gruppo era Faccio, che continuava a inneggiare alla resistenza,
12:16alla battaglia, e la speranza era che arrivassero il resto del gruppo.
12:23In realtà il resto del gruppo non arriverà mai, perché esso uccisa dovranno sostenere una battaglia contro i militari decimamas,
12:31dove morirà il comandante, altri resteranno feriti e il distaccamento si sbanderà.
12:37Ma questo non lo sapevano, ma probabilmente questo li diede forza.
12:41Con l'arrivo dell'oscurità loro speravano che questa cosa potesse risolversi al meglio.
12:48Fuori, le truppe tedesche e fasciste temevano di essere a loro volta attaccati alle spalle.
12:57I tedeschi e i fascisti ripubblicani per tutti i 20 mesi hanno sempre immaginato
13:04che i partigiani fossero il numero maggiore di quello che erano, molto più equipaggiati,
13:12e quindi in tutte le azioni c'era sempre questo timore di essere a loro volta accerchiati.
13:18Col calare della sera cala ovviamente la battaglia, ma la mattina dopo riprende
13:24e vengono intimate alla reso e loro continuano a rispondere negativamente.
13:37La battaglia diventa epica quando i tedeschi nazifascisti riescono a entrare nel rifugio.
13:44Come fanno?
13:45Passano dal piano perché c'è la neve, passano sul primo piano, al primo piano,
13:50e praticamente si sparano dal... è una cosa indescrivibile.
13:56Alcuni scendono le scale per arrivare al piano terra e vengono uccisi, tre tedeschi.
14:09I racconti di quelle ultime ore di battaglia, cioè la tarda mattinata del 19,
14:16senza fare nomi due o tre dei partigiani, sono in un angolo, non hanno più la forza,
14:23non hanno più il coraggio, altri sono feriti.
14:25Molti di loro dicono di essere quasi nudi dall'effetto delle bombe che esplodono.
14:31Il rifugio è distrutto.
14:33A un certo punto, quando la battaglia sembra ormai volta, i fascisti e i tedeschi si ritirano.
14:43Avevano avuto diverse perdite.
14:45Le fonti della Guardia Nazionale Repubblicana parlano di cinque feriti e cinque morti.
14:50È probabile che siano molti di più.
14:52Passarono due o tre ore prima di uscire.
14:55Il silenzio per loro era un conforto, sapere che fuori non si sparava ma non si fidavano.
15:03E alle cinque, verso le cinque, cinque e mezza del giorno 19, marzo, escono e capiscono di essere ancora vivi.
15:12Questa battaglia, che non ha segnato in nessun modo la sorte militare di quella lotta di liberazione,
15:21sicuramente ha dato e fornito al nascente movimento di liberazione
15:27Quell'esempio di coraggio, di volontà di combattere e di non rassegnarsi mai che sicuramente influì tantissimo sul resto del
15:44movimento partigiano.
16:06Costeggiando il lago iniziamo la salita verso il Mar Magna.
16:09Ora c'è un punto acqua, quindi facciamo un cambio anche, ricarichiamo la borraccia.
16:15E che in giornate come queste, col sole, insomma, bisogna idratarsi.
16:37Stando naturalmente attenti a dove mettiamo i piedi, essenziale, la verità è che ci fermiamo per prendere fiato,
16:45perché la strada è ricominciata a salire e per darvi qualche consiglio.
17:14Abbiamo fatto un cambio guide, abbiamo salutato Gianluca,
17:19Sbagliarsi è difficile perché ci sono i segni del CAI, però ci portate sul Mar Magna.
17:24Sì, sicuramente sì, anche oltre se volete.
17:28No, no, per oggi basta così.
17:41Bruna e Gabriella hanno raccolto il testimone da Gianluca.
17:45Dopo la salita attraversiamo una radura di felci e lamponi sempre lungo il Segnavia 723.
17:50Usciamo dal bosco sbucando alla base degli ampi pendii erbosi, dove iniziamo ad ammirare le fioriture.
18:14Quanti bollini ha del CAI?
18:17Ne ho 34.
18:19Eh però?
18:21Però ti dico che mi sono iscritta a 46, quindi fai il conto.
18:25Cos'è per lei venire in montagna qui così?
18:29Felicità, ha lo stato puro, l'ambiente, la gente che la frequenta, tutto bellissimo.
18:37E qui in Mar Magna?
18:38Beh, in Mar Magna ce l'ho nel cuore perché è la prima montagna che ho conosciuto dell'Appennino parmigiano.
18:43Io non sono di Parma, quindi per me l'Appennino era una novità.
18:49E avendo frequentato di più le Alpi ci davo da sé, come dicono a Parma.
18:54E invece mi sono dovuta ricredere, è bellissimo.
19:22Il tratto che ci porta alla sella del Mar Magna è il più impegnativo.
19:27Preparatevi, però non mollate perché poi il panorama vale assolutamente la pena.
19:34Grazie.
20:11Grazie.
20:41E' bellissimo vedere in lontananza le Alpi, però è bello conoscere anche queste cime che sono a fianco del Mar
20:46Magna.
20:47Il nostro Appennino sicuramente.
20:48E qui davanti a noi si può vedere la cima del Braiola e le bocchette dell'Orsaro.
20:56L'Orsaro in cima forse si intravede, si dovrebbe intravedere anche la Madonna.
21:01C'è una Madonnina sulla cima.
21:03Scendendo dal sentiero che abbiamo appena risalito ritorniamo alla sella del Mar Magna
21:09e risalendo dall'altra parte incontriamo lungo il Crinale l'Aquilotto, l'Aquila e poi il Brusà, il Matto e
21:23il Paitino.
21:24Ecco questi e il Sillara poi alla fine che è la cima diciamo più alta da questa parte.
21:31In fondo si intravedono le cime dell'Apennino Reggiano.
21:38Il Bismanto va lì davanti a noi.
21:40C'è tutto oggi, con questo visuale c'è tutto.
21:43Le abuane di fronte bellissimo e il mare più in alto.
21:52Arrivati in vetta facciamo una sosta, il momento giusto per bere, mangiare qualcosa, tirare il fiatto e godiacci un panorama
21:59stupendo.
22:00Grazie a tutti.
22:38In augurata nel 1901, alta 7 metri, la croce di vetta per tanti è il simbolo del Mar Magna.
22:45Risale al rinunio a prenderla un punto lontano, quando alla fine del 1800 il Papa Leone XIII per celebrare il
22:57Giubileo del 1900
23:00volle insare appunto su 19 cime dei monumenti, una croce, una cappelletta, delle sculture.
23:13Questi monti all'inizio appunto erano 19, poi vennero 20 e poi addirittura più di 20.
23:22Fra questi monti che furono aggiunti fu appunto il Mar Magna che fu finanziato dalle comunità del posto.
23:41Scegliamo di non tornare sui nostri passi ma di scendere passando dalla sella del Braiola, stando molto attenti nei tratti
23:48più esposti.
23:49La tentazione sarebbe quella di raggiungere l'Orsaro, servirebbe però almeno un'altra ora.
23:54Una deviazione invece ci permette di abbandonare il crinale calando la capanna Schiaffino.
23:59Qui salutiamo Bruna e Gabriella che rientreranno per il sentiero diretto a Lagdei.
24:03Noi invece, passando dal Lago Padre, torneremo al Mariotti.
24:34Un'altra volta in un'altra volta in un'altra volta in un'altra volta.
24:36e scendere dal Mar Magna, passando dalla sella del Braiola, dalla capanna Schiaffino, dal Lago Padre.
24:42Adesso facciamo una sosta più corposa, diciamo così, ci fermiamo al rifugio Mariotti per fare due chiacchiere con Marcello.
25:22Questo è un luogo che frequentavo da ragazzino, mi era capitato anche di venire a aiutare il vecchio gestore, mi
25:27era rimasto un po' nel cuore.
25:29È capitata l'occasione e l'ho presa a luogo.
25:32Marcello gestisce il Mariotti dal 2010, ha al suo fianco la moglie Michela, oltre a Lucia e Martina e alla
25:39cuoca Tiziana.
25:41È un lavoro, quindi devi considerare che non è solo gioia, tutti i pensieri che un lavoro si porta dietro
25:48ci sono anche qua,
25:50però poi basta guardarsi attorno, quando ti alzi qua il mattino, quando sei qua la sera e guardi il tramonto,
25:56tutto passa in secondo piano.
25:59Una delle cose più belle che non avevo considerato quando ho iniziato a gestire il rifugio è l'aspetto sociale,
26:06cioè proprio essere in un rifugio ti apre, diventi subito amico.
26:11Cioè persone che magari vedi per la prima volta, dopo mezz'ora sei qua a parlare di cose anche intime
26:18a volte.
26:19Il brutto è che purtroppo c'è tanta gente che non arriva in questo luogo, io mi considero un po'
26:24il custode di questo posto,
26:25e quando arriva qualcuno che non lo rispetta, che non lo considera per quello che è, quello è veramente brutto,
26:33si può crearti dei problemi.
26:35L'inverno è sicuramente più difficile perché vuoi le temperature, le condizioni, però la pace che c'è in inverno,
26:43i colori,
26:44poi quando nevica, quando torna a nevicare, è qualcosa di unico secondo me.
26:59Siamo arrivati al punto di partenza ai Cancelli, siamo scesi dal Lago Santo a Lag Dei tramite la Direttissima,
27:06un percorso in certi punti un po' ripido, state attenti quindi a dove mettete i piedi,
27:12e poi altri dieci minuti lungo la strada per arrivare appunto al parcheggio.
27:17Più in generale è stata un'escursione davvero fantastica, complici condizioni meteo estremamente favorevoli
27:23e una visibilità praticamente unica.
27:54Grazie per la visione!
27:56Grazie per la visione!
Commenti