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NovitàTrascrizione
00:07oggi camminiamo a cavallo tra le province di piacenza e parma scopriremo un itinerario
00:13unico nel suo genere anche poco conosciuto per certi versi dove andiamo zaino in spalla seguiteci
00:45allora ci facciamo uno dei giri più belli secondo me dell'appennino ovest quindi siamo
00:51sulla zona di monte nero è un giro particolarissimo perché è uno dei migliori secondo tanti
00:59punti di vista quindi sia dal punto di vista naturalistico perché incontreremo delle torbiere
01:06dei laghi roccio fiolitiche e molto importante anche dal punto di vista botanico perché ci
01:14sono tantissime emergenze derivanti dall'ultima glaciazione soprattutto il pinomugo e la bete
01:20bianco che sono che qua sono ottoni è un giro di circa 10 chilometri un disilvello di attorno ai
01:25400 metri e adesso noi qua siamo sulla strada dello zovallo saliremo prima di tutto in due
01:33torbiere prato piccolo e prato grande attraversando una bellissima faggeta poi faremo tutto prato grande
01:39faremo tutto il crinale di monte nero quando saremo su monte nero scenderemo giù e gireremo
01:44intorno al monte per andare al lago nero per poi risalire a prato grande tornare indietro
01:50servono circa 90 minuti per arrivare da piacenzo parma nel primo caso si risale la valnure verso
01:56ferriere e poi in direzione passo dello zovallo da parma invece necessario raggiungere bedonia lungo
02:03la valtaro prendere la provinciale per bardi fino a ponte ceno dove si deve a verso il passo del tomarlo
02:09una volta giunti al bivio dove le strade si dividono si prosegue verso lo zovallo punto di
02:14partenza alternativo noi abbiamo lasciato l'auto in un piazzale al lato della carreggiata nel tratto
02:19compreso tra i due valichi ci accompagna antonio oggi nelle vesti di guida ambientale escursionistica
02:25ma è anche un tecnico forestale
02:41qui siamo a prato piccolo in bedonese prao piccen perché poi ci sarà anche prato grande ed è un'antica
02:48torbiera che piano piano si sta interrando però ancora adesso si vedono i segni perché si vede l'acqua per
02:55terra e quindi dal punto di
02:56vista della biodiversità è un'emergenza naturalistica molto importante
03:05qua ci sono appunto delle emergenze botaniche importanti una di queste è il pino muco che in realtà è un
03:12relitto glaciale che deriva dalla glaciazione di dieci mila anni fa
03:19quindi è una pianta alpina che dieci mila anni fa essendoci troppo freddo sulle alpi si è spostata insieme a
03:26tantissime altre piante tantissimi altri fiori si è spostata verso sud dove il clima era più accettabile
03:32finita la glaciazione le piante sono ritornate a nord però alcune hanno trovato degli habitat particolari per cui sono rimaste
03:40e il pino muco si trova solo su monte nero
03:43quindi non si trova sul maggiorasca che è attaccato sul ragola si trova solo sul monte nero
03:56l'appennino so che c'è sulla maiella ad esempio però nell'appennino nostro ad esempio non c'è è
04:04proprio solo qua ma è una questione proprio di micro habitat hanno trovato proprio una condizione stazionale particolarissima
04:19Prato piccolo si raggiunge in una manciata di minuti dalla provinciale ma sembra già lontanissimo da tutto un piccolo raccordo
04:26ci collegherà poi alla carraia del sentiero principale entriamo nella fageta c'è un progetto curioso in programma per questi
04:33spazi
04:34è un progetto per fare un sentiero Shinryoku che è un termine giapponese che indica il bagno nella foresta quindi
04:43la possibilità di vivere queste esperienze nella foresta e quindi fare della fascinazione
04:53quindi emozionarsi all'interno della foresta quindi ad esempio camminare a piedi nudi nel torrentello oppure guardare il panorama in
05:02modo particolare
05:03e tra queste attività c'è proprio quella di abbracciare gli alberi perché gli alberi soprattutto il faggio riescono a
05:11liberare dei terpeni per la loro difesa personale in realtà per quanto gli insetti
05:16però sono terpeni che respirati dalle persone riescono ad aumentare il sistema immunitario e quindi donano un benessere fisico e
05:25psichico molto importante
05:26ma è studiato questo non è una leggenda metropolitana
05:29è una cosa mai studiata da diversi anni soprattutto in Giappone però sta arrivando anche in Europa
05:35in Appennino sarà uno dei primissimi sentieri che verrà fatto
05:38quindi cosa devo fare? vado lì a braccio?
05:41allora tu a braccio l'albero
05:42noi abbiamo poco tempo
05:44abbiamo poco tempo, dovresti stare 5 minuti a occhi chiusi e respirare profondamente
05:48prova
05:48prova
06:00il nostro programma però non prevede ancora soste relax
06:04proseguiamo e presto ci sarà una nuova sosta
06:07una sorgente da non perdere
06:24grazie a tutti
06:38è un'acqua buonissima
06:39questo è un progetto che abbiamo fatto
06:41è una zona dove l'acqua nasce
06:47infatti si chiama acqua berbuia perché è borbotta
06:50nasce proprio dal terreno
06:51qui l'abbiamo tutta recintata un paio di anni fa
06:54perché le vacche al pasco, le cinghiali rovinavano continuamente questa sorta di torbiera
07:02quindi abbiamo fatto il punto rifornimento acqua per gli escursionisti
07:09e all'esterno della staccionata abbiamo messo un abbeveratoio per gli animali
07:1730 minuti di cammino e siamo a Prato Grande
07:20già sui 1600
07:21tra il verde dei prati e l'azzurro del cielo
07:24un mosaico di fioriture straordinarie
07:32questa è una viola particolarissima, molto rara
07:35si chiama viola calcarata
07:37perché possiede questa protuberanza
07:39che in termini botanici si chiama calcare
07:43che è ricco di nettare
07:45e il nettare serve per attirare le farfalle
07:47perché le farfalle sono le principali impollinatrici di questa viola qua
07:52questa viola con questo calcare si trova soprattutto in alta montagna
07:56dove le situazioni sono più difficili
07:59e dove gli insetti sono più rari
08:00quindi le viole di pianura non hanno l'esigenza di avere questo calcare
08:05perché ci sono molti più insetti in giro
08:24la mulattiera ci conduce a un bivacco
08:27sullo sfondo si può già ammirare il Monte Nero
08:29solcato da un ruscello
08:30questo grande prato umido
08:32ha poco da invidiare scenari ben più rinomati
08:35il pascolo fiorito è un prezioso scrigno di biodiversità
08:38il bivacco in Pintra può accogliere gli escursionisti per soste
08:42più o meno lungo
08:48questo edificio qua era adibito un rifugio per i pastori
08:52nel nostro paese che portavano su qua le mucche al pascolo
08:55e si rifugiavano qua per mangiare qualcosa
08:59per rifugiarsi un attimo
09:00e cosa è diventato poi?
09:02è diventato che nei tempi era mezzo crollato
09:06era mezzo distrutto
09:08noi l'abbiamo cercato di riprendere
09:10l'abbiamo aggiustato un po'
09:12l'abbiamo sistemato dentro un po' fuori
09:14per un po' uso turistico
09:16per qualcuno che vuole venire a passare la notte qui
09:19oppure andare al Lago Nero
09:21fermarsi a mangiare qualcosa
09:22qua sui nostri tavoli
09:23abbiamo costruito un barbecue
09:25e qualcosa così
09:28questo è tutto nella comunaglia di Selvole e Rauleto
09:31che è una frazione del comune di Bedonia
09:33e questi qua sono tutti i terreni
09:35che aveva lasciato questa comunaglia
09:38che sono circa 400 ettari
09:40che aveva lasciato Maria Luigia
09:41a questi piccoli paesi
09:44che non avevano un gran che
10:10ecco
10:10qua siamo in un quadrivio
10:12quindi siamo nella sella del Nero
10:15alle mie spalle
10:17è il sentiero da dove siamo venuti noi
10:18quindi il Prato Grande
10:19a sinistra si va verso il Bue il Maggiorasca
10:24dritti davanti a me
10:25si scende giù al Lago Nero
10:26e invece a destra
10:27è il sentiero che faremo noi
10:28che sono le creste del Monte Nero
10:30sono tre creste
10:31tre saliscendi
10:32fino ad arrivare alla vetta
10:33qui
10:34a questo punto qua
10:35siamo nel Piacentino
10:36ma Parma è 10 metri appena dietro
10:38e se andiamo verso il Bue
10:40siamo al confine con la Liguria
10:41quindi
10:41siamo proprio tra Parma, Piacenza e Genova
10:44a questo punto qua
11:19Ogni settimana, ogni momento dell'anno ha la sua fioritura, chi arriverà tra 15 giorni vedrà anche colori diversi
11:26Sì, soprattutto nel prato grande ci sono decine e decine di fiori, però i fiori hanno proprio una strategia
11:35hanno adottato questa strategia in modo da fiorire, in modo scalare, perché gli insetti in montagna non sono tanti
11:41per via delle condizioni climatiche, quindi ad esempio adesso abbiamo visto molte viole nel prato grande
11:49fra una settimana probabilmente fiorirà la sanguisiorba, poi deve fiorire il garofono superbo
11:55abbiamo visto delle geniziane di cocche che probabilmente erano fiorite la settimana prima
11:59quindi cercano di dividersi lo spazio e il tempo in modo da tutti quanti potranno fiorire degli insetti
12:05perché sennò ci sarebbero pochi insetti per troppe piante se fiorissero tutti allo stesso tempo
12:12invece in questo modo i pochi insetti riescono a sopravvivere e a permettere la propagazione delle piante
12:40stiamo salendo sulla seconda cresta del monte nero, la prima visuale sul lago nero
12:47anche l'occasione per noi di fare la prima sosta
13:19Grazie a tutti
13:45Abbiamo passato la parte più tecnica, c'è da stare attenti mi sembra ma non impossibile
13:50No, è una cosa abbastanza semplice, bisogna logicamente avere un minimo di dimestichezza ma è abbastanza semplice
13:58Siccome abbiamo incontrato parecchia gente che percorriva le creste da entrambe le direzioni
14:02io consiglio comunque di partire da Prato Grande perché da Prato Grande quando si è sulla sella
14:08a sinistra si può fare il giro del Bue del Maggiorasca e tornare indietro
14:11a destra si può fare il giro del Nero del Lago e tornare indietro
14:14invece tanta gente vedo che parte dal passo dello Zovallo ma quando poi si trova al Prato Grande
14:20deve fare un sacco di chilometri d'asfalto per tornare indietro
14:23anche dal punto di vista tecnico quel brevissimo passaggio è comunque meglio farlo in salita che in disera
14:28insomma è molto più semplice
14:53a occhio nudo vediamo le Alpi, ancora la neve e poi
14:59si qua quando c'è l'impido si vede veramente di tutto e quindi le Alpi si vede la pianura
15:06di Piacenza
15:07poi spostandosi da questa parte si vedono tutti i monti piacentini quindi c'è l'Lesima, l'Alfeo, il Crociglia
15:16qua davanti
15:17la in fondo ci sono i monti anche Liguri, c'è il Beigua e poi dopo qua ci si sposta
15:24sul crinale e si va sulla parte parmense
15:32proseguendo il crinale quindi andando verso Prato Grande c'è poi il Monte Bue e il Monte Maggiorasca
15:39Maggiorasca è il più alto dei nostri monti, è 1799, qua siamo a 1753
15:45poi proseguendo c'è tutto l'arco appenninico, c'è quel monte un po' ghiaioso che è il Monte Aiona
15:51e poi si arriva il Monte Penna che è il monte simbolo delle nostre valli
15:56attaccato al Penna c'è quelle rocce lunghe che sono il Monte Trevine
16:01poi si scende e c'è in primo piano quel monte molto pratoso, quello è il Monte Orocco
16:08il Monte Orocco divide la Val Ceno da questa parte e dalla Val Taro che invece è dalla parte opposta
16:13e scendendo giù dal Monte Orocco si vede tutta la piana dove c'è Compiano
16:18c'è il Molinatico, si vede là in fondo, qui davanti in primo piano c'è il Pelpi
16:24che divide Bardi, Compiano e Bedonia e poi prosegue
16:29Peccato solo che oggi non si veda il mare, prossima volta
16:31Sì, qua bisogna venire nelle giornate terze, magari dopo un temporale
16:36qua si vede il mare con le isole, si vede la Corsica e tutte le isolette dell'Arcipiologo Toscano
16:42è molto molto bello qua, quindi anche guardando verso il Penna è tutto mare
16:47In assenza di vento la vetta è un ottimo punto sosta, 20.000 anni fa
16:51questa era la sommità di un ghiacciaio che sul versante piacentino raggiungeva selva di ferriere
16:57fino a dove oggi sorge la frazione di Idrusco invece arrivava nel Bedonese
17:01lo scenario unico che ammiriamo è il frutto di questi processi geologici millenari
17:06ma il Montenero racconta anche la storia più recente di partigiani e resistenza
17:11Tra il Montepenna e il Montenero nascono i primi gruppi partigiani del Parmense, del Piacentino
17:20di tanti disertori che dai centri abitati, dalla pianura salgono sui monti
17:26e questi gruppi spontanei che poi trovano collegamenti anche politici
17:32e collegamenti a volte anche con gli alleati
17:35fanno nascere la resistenza, i primi colpi di mano
17:39gli attaccano i presidi, le caserme
17:42e provocano anche rastrellamenti e puntate addirittura dai tedeschi
17:47già in maggio del 44 sul penna arrivano i tedeschi
17:51e questo costringe i gruppi a frantumarsi e spostarsi su altri monti
18:03A partire dal settembre 43 molti prigionieri alleati
18:11soprattutto ufficiali dei due campi di prigionia a Fontanellato e Aveano
18:16arrivano su quei monti
18:18arriveranno anche ufficiali dell'ex esercio ioslavo
18:21che fuggono dal campo di corte maggiore
18:23sono i primi abitanti non autotoni di quei monti
18:27poi arriveranno piano piano i disertori dalla pianura, dalla città
18:33organizzati dal partito comunista o spontaneamente
18:37inoltre arriveranno i giovani di quei monti che tornano dalle caserme dopo l'8 settembre
18:42marzo-aprile ci sono già gruppi strutturati che provano a disarmare il nemico
18:49recuperare armi e fare piccoli colpi di mano
18:53occupano diverse frazioni e quindi cominciano a cambiare la storia di quei territori
19:00ovviamente i tedeschi e la Repubblica Sociale Italiana provano a ostacolare
19:06questa piccola espansione del movimento iniziale, del movimento partigiano
19:12ma non riescono e quindi nel maggio del 44 c'è un'operazione di rastrellamento
19:20attorno alla zona del Monte Pena
19:28sul Monte Nero arriva un gruppo cappeggiato dall'Istriano
19:33che era un militare del giusto italiano
19:35un originario dell'Istria
19:37della Marina Italiana
19:40che diserta l'8 settembre alla Spezia
19:43e un gruppo di studenti e operai di Parma
19:46studenti prevalenti da Romagnosi
19:49giovani studenti romagnosi e operai della Bormioli anche
19:52che arrivano su questa...
19:54che erano arrivati sul Monte Pena
19:56si spostano con lui sul Monte Nero
19:59sostanzialmente
20:00sulla vetta del Monte Nero si osserva la Val Ceno e la Val Nure
20:04e il gruppo darà vita poi alla resistenza in Val Nure
20:09si svilupperà sempre di più
20:10ovviamente arrivato sulla Val Nure
20:13il gruppo dell'Istriano fa dei colpi di mano importanti
20:21attacca ferriere
20:22riesce a occuparla per un po'
20:24il presidio, la caserma dei Carabinieri
20:26ingente il bottino di armi, munizioni
20:29e tutto quello che serve per la guerriglia
20:32lo portano appunto sul Monte Nero
20:34nella foresta dei Pini come la chiamano
20:37costruiscono tre baite
20:39una come magazzino e due come piccole caserne
20:43piccoli rifugi
20:44e lì questo gruppo si sviluppa
20:46continuerà ad attaccare laddove è possibile il nemico
20:50fino ad arrivare all'attacco a Farini d'Olmo
20:54Farini d'Olmo in giugno
20:56che è un obiettivo molto più complicato degli altri
21:02e forse l'eccesso di voglia di combattere
21:09di liberare il territorio
21:11li porta in una situazione difficile
21:14e durante questa battaglia morirà Ferdinando Guerci
21:18che era un giovane operaio della Bormione di Parma
21:21nel tentativo di salvare un compagno ferito
21:25verrà colpito a morte
21:27nome di battaglia Caio
21:29che poi darà il nome alla brigata
21:31quando questo gruppo si sarà sviluppato in brigata
21:35e verrà insegnata la medaglia d'oro al valore militare
21:40e verrà insegnata la medaglia d'oro al valore
22:19Lasciamo il crinale spartiacque tra Nure e Ceno
22:22ci attende la discesa verso il lago
22:24ma a pochi passi dalla vetta
22:26un altro punto panoramico ci offre l'opportunità
22:29di osservare un'altra rarità
22:33Qui dal punto di vista botanico è importantissimo
22:36perché si chiama Tana di Montenero
22:39ed è una stazione con un microclima particolarissimo
22:45che ha permesso la permanenza di abeti bianchi autotoni
22:49che riscialgono anche loro all'epoca della glaciazione
22:52Quindi qua questi abeti bianchi hanno trovato il microclima perfetto
22:57e sono abeti tra l'altro di età altissima
23:01ci sono esemplari di 500 anni
23:03Il problema di questi abeti è che essendo così vecchi
23:07fanno dei semi poco fertili
23:10unito al fatto poi che tra l'altro i semi cadono
23:15praticamente nel pietraio oppure in mezzo ai mirtilleti
23:18fa molto fatica a rinnovarsi questo popolamento
23:21per cui la comunaglia di Servolo Revoleto
23:24insieme al Consorzio Comunale
23:25ha fatto diversi progetti per raccogliere i semi
23:29che vengono fatti germinare
23:31allevate le piantine
23:33e poi vengono reimmesse in natura
23:36creando delle vere e proprie narseri
23:38con anche delle protezioni per proteggerli dagli ungolati
23:42in modo da favorire la propagazione
23:45e la conservazione di questa abetina
24:00I cespugli di Pinomugo intralciano alcuni passaggi del primo tratto in discesa
24:04a seguire si entra in una faggetta, la parte più ripida
24:07per raggiungere il lago serve svoltare due volte a sinistra
24:11poi ci sono le indicazioni
24:12il tragitto ci porta ad attraversare la grande conca umida delle buche
24:16antico lago ridotto oggi a Torbiera
24:19popolata da insetti, uccelli e anfimi
24:27da qua si capisce perché si chiama Montenero
24:29perché la parte sommitale è proprio tutta interamente ricoperta
24:34dal Pinomugo che come dicevamo è l'unico
24:37che riesce a colonizzare questi ghiaioni
24:39ed è un po' una lotta, una competizione tra il mugo e il faggio
24:44e si dividono gli spazi
24:46il faggio è più esigente
24:47quindi in basso c'è del terreno vegetale migliore
24:50quindi il faggio riesce a sopravvivere
24:52mentre in alto la fa da padrone del Pinomugo assolutamente
24:56c'è proprio uno stacco cromatico
24:59ma anche a livello di altitudine nettissimo
25:14il lago Nero si estende per 14.000 metri quadri
25:17la profondità massima arriva a 3 metri
25:20circondato da pini e faggi
25:21e alimentato da alcune sorgenti
25:23e un ruscelletto
25:23c'è anche un'area picnic
25:37dopo l'ultima salita
25:38teniamo la sinistra all'unico bivio
25:41per trovarci di nuovo al quadrivio
25:43nell'area denominata anche Prato della Madonna
25:53e quindi noi siamo partiti da qua
25:55dalla strada dello statale dello Zovallo
25:57siamo arrivati qua a Prato Grande
25:59siamo arrivati in qua dove siamo nel quadrivio
26:01qui abbiamo fatto tutta la cresta del Nero
26:03siamo scesi giù
26:04qui siamo arrivati al lago
26:06adesso siamo nuovamente qua
26:07e torniamo dalla stessa direzione
26:23qua siamo sul ruscelletto
26:25che alimenta la torbiera di Prato Grande
26:27è interessante vedere poi come si dispongono le piantine
26:31perché ad esempio lungo il ruscello
26:34è la stazione tipica della Calta Palustris
26:38che infatti serpeggia intorno a questi ruscelletti
26:44quindi la Calta Palustris è solo qua
26:47appena ci spostiamo nel prato
26:48iniziano invece i ranuncoli
26:50la potentilla
26:51tutti fiori dai colori molto sgargianti
26:56e quindi gialli oppure blu-azzuri come la viola
27:00perché sono i colori che gli insetti vedono meglio
27:03quindi sono strategie che adottano sempre questi fiori
27:06per farsi impollinare
27:18il cammino ci ha permesso di scoprire un territorio
27:20che basa il suo sviluppo su una millenaria forma di gestione
27:24parliamo di realtà denominate comunelli
27:26sul versante piacentino
27:28le comunaglie sul lato parmese
27:30i comunagli sono proprietà collettive
27:32di uso civico
27:33appartenenti alle singole frazioni
27:35sono proprietà antichissime
27:37cioè si parla che all'epoca dei romani
27:41c'era il seminomadismo
27:44quindi le popolazioni si spostavano
27:46sfruttavano i territori
27:48poi con l'avvento della proprietà private
27:51si sono costituiti i villaggi
27:52intestate le proprietà private intorno ai villaggi
27:55e goduti in comune
27:56da cui il nome comunaglie
27:57le proprietà più in alto
27:59infatti le comunaglie sono tutte proprietà
28:01che si trovano a Crinale
28:02al confine con Piacenza
28:05Genova e la Toscana
28:07che attività svolgono?
28:09le comunaglie sono proprietà boschive
28:12essenzialmente
28:13qualcuna ha anche il pascolo
28:14quindi affitta al pascolo
28:15però vivono di taglio
28:19vendita legna
28:21ma molto molto poca
28:22e molto meno rispetto alla crescita del bosco
28:25e vivono soprattutto
28:26di vendita di tesserini dei funghi
28:29perché qua
28:30le comunaglie sono zone molto vocate
28:33per la produzione dei funghi
28:34tant'è che addirittura
28:36c'è l'unica IGP a livello d'Europa
28:39il fungo di Borgotaro IGP
28:41che comprende un po' tutte le comunaglie
28:43del nostro territorio
28:44come vengono riempiegati poi
28:45i soldi che vengono incassati
28:47appunto con i tesserini soprattutto?
28:50sì
28:50tra l'altro ci sono comunaglie
28:52che incassano veramente tanto
28:53però i soldi vengono sempre
28:55reinvestiti nel territorio
28:57quindi non vengono divisi
28:58tra gli abitanti della frazione
29:00e quindi ad esempio
29:01qui i comunali di Servolari e Voleto
29:03hanno fatto questi progetti
29:04per ristrutturare ad esempio
29:06il rifugio
29:06per fare la staccionata
29:09fanno sintieristica
29:10fanno tante cose
29:11per cui aumentano diciamo
29:15il valore e la fruibilità
29:18della comunalia stessa
29:20i prugnoli in tarda primavera
29:22i porcini in estate autunno
29:23non solo per citare le raccolte più note
29:25nell'opinione diffusa
29:27le comunali vengono associate esclusivamente
29:29all'istituzione che fa pagare il tesserino
29:31per la raccolta
29:32ma in realtà distribuiscono gratuitamente
29:35vari servizi
29:35e hanno creato percorsi
29:37di valorizzazione turistico
29:38ricreativa e ambientale
29:40l'identikit tipico del fungaiolo
29:43è che è maschio
29:44dai 50 ai 70 anni d'età
29:49direi anche
29:50tutto sommato
29:51non molto sensibile
29:53comunque all'ambiente
29:56spesso il fungaiolo
29:57è
29:59permettetemi
29:59tra virgolette
30:00un rapinatore
30:01comunque
30:01perché c'è il limite dei 3 kg
30:03però magari ne portano a casa
30:04anche 10 o 20
30:05poi li vendono
30:05cioè in fin dei conti
30:07stanno prendendo un prodotto
30:09all'interno di una proprietà privata
30:11perché la comunale è una proprietà privata
30:12l'escursionista è completamente diverso
30:14la maggior parte sono donne
30:16di età dai 30 ai 50
30:1955
30:20mediamente
30:21molto sensibili all'ambiente
30:23quindi hanno piacere
30:24che siano foreste certificate
30:26che siano foreste gestite bene
30:28che siano pulite in ordine
30:30che ci siano le aree da picnic
30:31quindi
30:31diciamo che dobbiamo anche un po'
30:34accontentare tutti
30:35insomma è un po' complicato
30:37però
30:38cerchiamo di farlo
30:52qui ci sono tantissimi posti
30:54veramente belli
30:55questo qua
30:55è sicuramente uno dei più belli
30:58in assoluto
30:58anche perché è molto diverso dagli altri
31:01sì
31:02qua c'è veramente tutto
31:04diciamo un po' all'inizio
31:05c'è sia la geologia
31:06che la botanica
31:07l'ambiente
31:08il paesaggio
31:09e poi c'è una tranquillità
31:12devo dire
31:12insomma
31:13abbiamo incontrato
31:14boh 20 persone
31:15e quindi
31:17insomma
31:17ci siamo anche guiduti
31:18a molto
31:22siamo ridiscesi
31:24al cosiddetto
31:25prato piccolo
31:26qui si chiude
31:27il nostro anello
31:27del monte nero
31:28all'incirca
31:2910 chilometri
31:31per un dislivello
31:31di poco superiore
31:32ai 500 metri
31:335 ore di camminata
31:35con qualche sosta
31:36un percorso
31:37alla porta di tanti
31:38se non di tutti
31:40uno scenario
31:40per chi è abituato
31:41soprattutto
31:42all'area più del parco
31:43dell'Appennino Tosca Emiliano
31:45alle province
31:46di Reggio
31:47dell'alta Valparma
31:48uno scenario
31:49completamente diverso
31:50che merita una visita
31:51di Reggio
32:21di Reggio
32:21di Reggio
32:21Grazie a tutti.
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