00:22Passo dopo passo il nostro viaggio prosegue, torniamo sulla montagna reggiana, oggi saliamo
00:29sul ventasso.
01:02Dove ci porti oggi?
01:04Oggi siamo nel medio alto appennino reggiano in zona monte ventasso, lago del ventasso o
01:13lago calamone.
01:14Faremo un giro ad anello intorno a questo spettacolare belvedere su tutta la catena dell'appennino
01:21tosco emiliano, andremo anche a visitare purtroppo un luogo tristemente noto dove è avvenuta
01:28questa tragedia della caduta dell'elicottero Charlie Alfa, visiteremo un vecchio romitaggio
01:37femminile oggi oratorio di Santa Maria Maddalena e saliremo per un tratto di sentiero leggermente
01:43più impegnativo degli altri proprio alla croce del ventasso che è stata installata dai pellegrini
01:50locali nel 1901.
02:01Il tragitto che porta a Ventasso Laghi, nostro punto di partenza richiede un'ora e un quarto
02:07circa via Ramiseto che si arrivi da Reggio o Parma.
02:10Siamo nel parco nazionale dell'appennino tosco emiliano, con noi cammineranno anche Gianluca
02:15Giovanardi, presidente della sezione CAI di Parma e Marco Boselli, coordinatore della centrale
02:20operativa 118 Parma Ovest, a 30 anni dalla tragedia, ci aiuterà a ricordare il sacrificio
02:26dei colleghi di Charlie Alfa.
02:38I primi passi ci servono però a chiarire come e quando indossare la mascherina sui sentieri.
02:44Gianluca, io sono a più di due metri, anzi forse qualcosina in più davvero, come ci si
02:49comporta con le mascherine? Che indicazioni arrivano al CAI per i sentieri?
02:54Allora l'indicazione ovviamente è questa, averla sempre a disposizione, tenerla in tasca
03:01magari anche in un sacchetto per tenerla pulita, usarla sempre, indossarla sempre, coprendo
03:07anche il naso nei momenti di sosta, quindi anche prima della partenza quando si prepara
03:14lo zaino, ci si mette gli scarponi perché lì la vicinanza ovviamente spesso viene utilizzata
03:21molto, durante il cammino almeno due metri di distanza se si va a piedi e almeno cinque
03:28metri di distanza se si fanno dei giri in mountain bike, tenuto ovviamente conto della velocità
03:33e anche del fatto che con il spostamento d'aria è più probabile la diffusione del virus.
03:41Ovviamente si riutilizza la mascherina quando si arriva in cima, che di solito ci si mette
03:46insieme per qualche fotografia e per consumare anche qualche pasto e anche durante tutti i
03:53momenti di sosta, durante l'escursione.
03:55Insomma se stiamo a distanza mentre camminiamo possiamo toglierci?
03:59Yes, anzi è opportuno toglierla per favorire la respirazione.
04:32Musica
04:34Prima tappa
04:35Siamo finalmente, finalmente, dieci minuti a piedi dalla macchina arrivati al lago Calamone
04:43e mi piace ricordare che questo termine Calamone è un termine relativamente moderno e della fine
04:50del diciannovesimo secolo, quindi verso la fine del milleotto è uscito sulla cartografia
04:56questo termine, questo lago Calamone, pare che sia stato utilizzato perché c'è una pianta
05:05lacustre che il nome di origine, dicono greco, bizantina, è Calamone, una pianta Calamone
05:14e quindi il lago Calamone, ma fino a quei tempi era il lago del Ventasso, tant'è vero
05:18che quando il naturalista Lazzaro Spallanzani è venuto a vedere e a misurare la profondità
05:26del lago, ancora lo chiamavo, siamo a fine settecento, settecento, lo chiamavo ancora
05:32lago del Ventasso e misurò una profondità di circa tredici metri.
05:37Musica
05:38Musica
05:40Musica
06:08La salita parte dalle sponde
06:09Le indicazioni sono quelle per il bivacco Santa Maria Maddalena, sentiero 663, attraversiamo
06:15una faggetta, giunti in prossimità di una sassaia, i cartelli ci indicano la deviazione
06:20per la lapide che ricorda l'incidente del 18 agosto 1990.
06:31L'elicottero in servizio alla centrale operativa del Maggiore di Parma si era alzato in volo
06:36attorno alle 8.25, diretto a Sologno di Villa Minozzo, dove un cacciatore era rimasto ferito
06:41da un colpo di fucile.
06:42Ritrovandosi immersa in una fitta nebbia, l'eliambulanza è precipitata contro il Ventasso.
06:48Persero la vita il pilota Claudio Marchini, l'anestesista Anna Maria Giorgio, gli infermieri
06:54Corrado Dondi e Angelo Maffei.
07:01I massi sono scivolosi, il fondo irregolare serve massima attenzione.
07:05Notiamo che anche altri escursionisti però sono passati a rendere omaggio.
07:17Non è dimenticato soprattutto nel nostro lavoro, nelle persone che hanno conosciuto e ricordato
07:23questo momento, questa tragedia, che è triste, che ancora ci fa piangere, che scorrono ancora
07:31tante lacrime, dove il nostro ricordo va spesso non solo a loro, ma chiaramente anche
07:37ai familiari che sono rimasti, ai figli, ai nipoti ormai.
07:43Da questa tragedia è nato il risoccorso moderno.
07:47È nato in regione Emilia Romagna, quindi non solo a Parma, ma nel servizio di emergenza
07:55un concetto molto più alto di sicurezza, che ovviamente deve essere compatibile con i
08:05rischi che naturalmente ci sono, sia nel volare, nel soccorrere, ma anche andare in ambulanza
08:10ad alta velocità.
08:11Ecco, il 18 agosto 1990 è nato l'elisoccorso moderno, indubbiamente.
08:19Il nostro compito è quello di portarlo avanti e di farlo nel modo migliore possibile, non
08:26dimenticando mai le radici da cui veniamo e non dimenticando mai il sacrificio di Corrado,
08:33Anna Maria, Angelo e Claudio.
09:10E' stata una coincidenza che non ti trovassi su quell'elicottero?
09:13Sì, purtroppo, per fortuna per me, purtroppo per Corrado, questo per me è stato negli anni
09:20un forte senso di colpa, ma ci siamo cambiati, ci siamo cambiati giorno prima di turno perché
09:28avevo una cerimonia di amici che si sposavano ed è stato così.
09:51Gli risoccorsi nell'Emilia Romagna nacque nel 1986, Bologna, 87 Ravenna, 88 Parma, erano
09:57tempi pionieristici, non dal punto di vista degli aeromobili, della struttura, assolutamente,
10:03ma dal punto di vista anche dell'organizzazione.
10:06Da quell'incidente è nato un concetto di sicurezza elevatissimo che oggi porta ad avere
10:15quattro elicotteri in regione Emilia Romagna, tre su base ospedaliere e una base montana
10:21per gli interventi in montagna, ma anche come utilizzo normale, e un ulteriore elicottero
10:33di notte, notturno, con base a Bologna, ma non escluso che il futuro possa essere addirittura
10:39implementato, che permette di coprire l'intero territorio e mettere in sicurezza i nostri
10:43cittadini.
10:43Noi ci troviamo sull'Appennino, l'Appennino della nostra regione è una cosa straordinaria,
10:51un patrimonio straordinario, forse poco conosciuto, è anche giusto che chi abita e non solo frequenta
10:59l'Appennino abbia tutte le sicurezze possibili. Il 9% delle persone che abitano sopra i 600
11:05metri della nostra regione hanno gli stessi diritti rispetto a essere soccorsi, per avere
11:12la maggiore sicurezza possibile. Quindi è quello che ci impegniamo di fare, anche nel
11:17ricordo di queste persone.
11:23Il punto dell'impatto in realtà si trova più in alto, difficile da raggiungere, c'è
11:27una piccola croce, Marco deve tornare al lavoro, sono mesi di grandi sacrifici per il 118, giusto
11:33il tempo per un saluto e proseguiamo il cammino, presto ci toccherà una deviazione forzata,
11:38il sentiero a 663 è chiuso per una frana, poco dopo l'incrocio col tracciato 665. Si
11:44può raggiungere l'oratorio utilizzando la variante segnata dal CAI, la 661A. Dobbiamo
11:49scendere e risalire senza però allungare troppo il percorso.
12:26E' un bivacco un po' rustico.
12:43però insomma fa la sua funzione, cioè quello di ricovero di emergenza, perché i bivacchi
12:50poi sono ricoveri di emergenza, non sono alberghi, uno si deve adattare, portarsi la roba da casa
12:55e arrangiarsi un po', e soprattutto lasciare pulito quando va via. In ogni caso, la cosa
13:00importante di questo posto non è il bivacco che è stato aggiunto negli anni 50, ma l'oratorio
13:06di Santa Maria Maddalena, che magari poi dopo avanti vediamo, che è un vecchio romitorio
13:12femminile, non a caso è dedicato a Santa Maria Maddalena, che probabilmente risale
13:18fino al 1300, il culto di Maria Maddalena è anche un po' precedente, ma qui 1300. Poi
13:25è stato distrutto diverse volte, l'ultimo ovviamente durante l'ultima guerra mondiale
13:30dai tedeschi perché dava rifugio ai partigiani ed è stato ricostruito. La celebrazione, tutti
13:37gli anni i valligiani di Busana, di Nismozzi, di Marmoretti, di Cervarezza eccetera eccetera,
13:43il 22 di luglio venivano a celebrare la sagra, la festa di Santa Maria Maddalena, venendo
13:49su a piedi, portando su diciamo molte anche bottiglie di vino, anzi fiaschi di vino perché
13:55qua il vino è il toscano, non è il lambrusco, che sia chiaro.
14:10Questo è un luogo molto interessante anche dal punto di vista panoramico, come del resto
14:14la cima del ventasso che poi ci arriveremo ed è anche diciamo il percorso per arrivare
14:19in cima a mio parere più interessante, nonostante non sia proprio riservato a tutti tutti tutti
14:25perché tra poco faremo un sentiero piuttosto ripido in alcuni punti esposto.
14:39La vista che abbiamo ammirato dall'oratorio è solo un assaggio, ora la salita si fa impegnativa,
14:44non adatta a chi soffre del vuoto, anche se ovviamente in tutta sicurezza.
15:33sarà il sole, forse la salita però prima di iniziare a sudare, che in montagna non va mai
15:39bene, ci togliamo la giacca.
16:01Grazie a tutti!
16:12Grazie a tutti!
16:15Grazie a tutti!
16:44Adesso ti raggiungo, panorama solo quando si è fermi?
16:48Assolutamente, soprattutto sui sentieri esposti bisogna guardare dove si mettono i piedi,
16:53poi ci si ferma in un posto comodo e si guarda il panorama,
16:58altrimenti i rischi di inciamparsi aumentano moltissimo.
17:24Dopo un tratto più complesso, attraverso le rocce a strapiombo dei denti della vecchia,
17:29si arriva all'anticima del monte detta Grotta delle Fate, spettacolare il tratto che porta
17:35la vetta fino a quota 1727.
17:38In lontananza, le Alpi, le cime appenniniche, sembrano a portata di mano, sotto di noi il lago Calamone.
17:55Grazie.
17:58Grazie.
18:11Grazie.
18:15Gli esami, si dice, non finiscono mai, allora sul lato reggiano interroghiamo Ginetto.
18:20Da dove partiamo?
18:21Partiamo dicendo che siamo su uno dei punti panoramici più bello dell'appennino tosco-emiliano,
18:26la vetta del monte Ventasso, che distaccandosi dal crinale principale offre un punto di vista
18:31a 360 gradi, partendo dalla pianura padana e ruotando a punto di 360 gradi.
18:37Naturalmente non posso non citare la straordinaria pietra di Bismanto, sopra l'abitato di Castelnuovo,
18:43il fiume Secchia che ci scorre qua ai nostri piedi, poi andiamo sul crinale, la cima principale
18:50dell'appennino tosco-emiliano che è il Cimone.
18:56In primo piano verso di noi ci sono due cime minori, ma sono molto belle comunque dal punto
19:00di vista escursionistico, il monte Prampa e il monte Cisa, saliamo direttamente al re dell'appennino
19:06reggiano che è il monte Cusna, a destra del Cusna abbiamo il monte Prado, il monte Castellino,
19:13la lunga costiera delle lame di mezzo nelle quali spiccono il monte di Soraggio e il Sillano,
19:23poi abbiamo ovviamente qua è più in primo piano il Cavalbianco, a destra del Cavalbianco
19:29risaliamo verso la nuda, prima di arrivare alla nuda abbiamo l'ischia, il bel fiore, la nuda,
19:35il passo del Cerreto, l'altro passo a destra è il passo escursionistico a questo punto dell'ospedalaccio
19:42che comunque era il vecchio passo che collegava il Ducato di Parma con il mare attraverso la via Parmesana,
19:49risaliamo verso l'imponente gruppo dell'Alpe di Succiso con il Casarola e la cima principale dell'Alpe di Succiso,
19:55immediatamente a destra abbiamo la punta Buffanaro e poi conclude l'Appennino Reggiano il pizzo acuto
20:04che degrada poi sul passo del Lagastrello.
20:08Ti passiamo il testimone Gianluca, adesso tocca a te.
20:12Prendere il testimone da Ginetto è un onore.
20:16Riparto dal passo di Lagastrello, quindi dalla Valle dell'Enza, c'è tutto il crinale
20:22verso la Melunigiana e la Garfagnana, che poi sono le montagne sopra Monchio, Palanzano e Rigoso,
20:31dal Malpasso si passa al Bocco, si arriva fino al Sillare che è il punto più alto della provincia di
20:37Parma,
20:38si va avanti per il Monte Matto, il Monte Paitino, si arriva poi nella conca sopra i lagoni,
20:46proseguendo si arriva nella conca della Valparma, quindi sopra il Lago Santo,
20:50e lì si intravedono da qua le cime dell'Aquila, dell'Aquilotto e del Brusà,
20:55fino a vedere sotto quella nuvoletta la cima del Mar Magna.
20:59A destra del Mar Magna c'è il Monte Braiola,
21:03l'Orsaro che si vede benissimo, si comincia a degradare sul Fosco
21:07per arrivare ai prati del Monte Tavola che si intravedono.
21:11Invece la quinta prima che abbiamo qui verso di noi,
21:15la cito perché sono zone molto belle ma poco conosciute,
21:20vediamo i prati qua sotto, più bassi del Ventasso,
21:24ma a posto panoramico altrettanto bello,
21:27che è il Monte Palerà, tra Valceca e Rigoso.
21:31Qui invece a destra abbiamo i contraforti del Monte Caio.
21:36E oggi abbiamo la fortuna di vedere anche le Alpi,
21:39non ti chiedo di riconoscerle perché poi siamo anche lontanissimi.
21:41Anche perché non ci riuscirei, però qualcosa si può dire.
21:45In fondo abbiamo le Alpi Piemontesi che continuano con quelle valdostane,
21:50quel gruppo là in fondo, il maggiore che si vede con la maggiore intensità di neve,
21:56è tutto il gruppo del Monte Rosa.
21:59Andando poi verso destra troviamo le montagne della Valtellina
22:04e poi le montagne trentine con la zona dell'Adamello e della Prisionella,
22:09per arrivare poi mi fermo al primo contraforte qui senza neve,
22:13che è il Monte Baldo.
22:28Grazie a tutti.
22:43Grazie a tutti.
23:18Grazie a tutti.
23:35Grazie a tutti.
24:11Grazie a tutti.
24:35Grazie a tutti.
25:17Grazie a tutti.
25:20Grazie a tutti.
26:05Grazie a tutti.
26:07Grazie a tutti.
26:54Grazie a tutti.
27:19Grazie a tutti.
27:22Grazie a tutti.
27:23Grazie a tutti.
27:32Grazie a tutti.
28:10Grazie a tutti.
28:13Grazie a tutti.
29:09Grazie a tutti.
29:23Grazie a tutti.
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