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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:14Oggi partiamo da qui da Pratospilla per percorrere un sentiero che mi sento di dire è poco battuto
00:20e poco conosciuto ma può regalare scenari davvero incantevoli e azzardo anche questo
00:26è alla portata davvero di tutti quindi zaino in spalla e seguitici
00:50Oggi ci devi guidare perché non conosciamo la zona dove ci porti Stefano?
00:54Bene, oggi andremo a trovare tre laghi che sono qua sopra
00:58si parte da Pratospilla, il primo che troveremo lungo il percorso è il palo
01:01poi capatina sul crinale, prediscesa, verdarolo e scuro e quindi rientro a Pratospilla
01:07Da Parma serve circa un'ora e mezza per raggiungere Pratospilla
01:11passando dall'Agrimone, Selvanizza e percorrendo la provinciale di Valceca che sbuca a Rigoso
01:16Oltre a Stefano, esperto di sentieristica del CAI, camminerà con noi anche Alessandro Petraglia
01:22docente di botanica all'Università di Parma
01:24Nel primo tratto del percorso ci accompagneranno anche Francesca Moretti e Giuseppe Vignali
01:29del Parco Nazionale dell'Appennino
01:45Anche qua come in Valparma ci sono molti laghi e piccole pozze quindi c'è abbinato un paesaggio alpino del
01:53crinale a una serie di perle che sono il lago Palo, il lago Verdarolo, il lago Squincio e il lago
02:00Scuro di Rigoso
02:01Quindi andare alla ricerca di percorsi non così battuti visto che siamo in un periodo dove dobbiamo stare un po'
02:10distanti e quindi esplorare pezzi comunque molto belli di questo parco senza andare tutti nello stesso posto dove poi creiamo
02:21un'aggregazione troppo forte
02:29Questo è il primo bivio quindi lasciata la pista, la ex pista o comunque pista da sci si innesta sulla
02:36sinistra il bivio che ci porta per argomento al lago Palo
02:39Si prende il sentiero, si abbandona il 705 e si prende il 703
02:43Anche qua
02:52Musica
03:13L'obiettivo è proprio quello di uscire dai circuiti più noti.
03:17La salita all'ombra del bosco risulta gradevole e non riserva pendenze eccessive.
03:21In meno di 30 minuti eccoci alla conca del lago Palo a quota 1511.
03:30Musica
03:47Questo è uno dei diversi laghetti che caratterizzano questa parte di Appennino che è l'alta Val Cedra.
03:54Questi laghi di origine glaciale sono molto importanti dal punto di vista della conservazione della biodiversità
04:00perché ospitano diverse specie sia di fauna ittica ma anche molti anfibi ed invertebrati.
04:09Qui ci troviamo oltre che nel Parco Nazionale e nella riserva Uome Biosfera dell'Appennino Sosco Emiliano
04:14anche in una zona speciale di conservazione che è uno di quei siti che fanno parte di Rete Natura 2000,
04:22quella rete europea di zone pensate per la conservazione di habitat e specie floristiche e faunistiche.
04:29Musica
04:50Superato il lago Palo dove ci dirigiamo?
04:51Dunque superato il Palo ci addentriamo qua nell'Alto Monte quindi arriveremo alla Sella Camonti.
04:58Sembra che tutto lo ci permetta, sembra che nel tempo rega.
05:08Dopo aver accosteggiato il lago arriva il tratto più impegnativo del percorso.
05:13Una buona scusa per qualche piccola sosta è ammirare le fioriture che ci offre l'inizio della stagione estiva
05:19a partire dalla rosa pendulina o rosa alpina.
05:22Non mancano certo gli spunti per il nostro esperto.
05:29Superato il limite del bosco si entra in ambienti arbustivi, nominati dagli arbusti.
05:36La specie dominante a queste quote è il mirtillo, anzi sono due specie di mirtillo,
05:42il mirtillo vero, il mirtillo falso, che costituiscono il paesaggio di queste quote
05:49inframmezzato alle praterie dominate da questa alta erba, da questa graminacea che si chiama
05:58prachipodium.
05:59Quando arriveremo sul crinale si potrà vedere molto bene come il versante meridionale è
06:03caratterizzato da questa prateria, mentre quello settentrionale è più tipicamente caratterizzato
06:09dal mirtillo.
06:41Questo è un esemplare di giglio noto come il giglio di San Giovanni, Lillium vulbiferum
06:47o Lillium croceum, che è abbastanza comune a queste quote ed è uno dei gigli presenti
06:54qui, poi magari più tardi vediamo il giglio martagone rosa.
07:00Ed è questo proprio il periodo di fioritura, già iniziato da un paio di settimane probabilmente.
07:06Questi ambienti crescono su questi sassi o in ambienti simili che poi vedremo, crescono
07:11specie vegetali molto molto particolari che prendono complessivamente il nome di comofite.
07:16Il suo nome non ha tanta importanza, però quello che è più rilevante è capire come
07:20fanno a vivere su queste rocce.
07:22Su queste rocce immaginatevi che praticamente si formino delle piccole tasche di suolo per
07:29lavamento e, ad esempio, questa è una tasca di suolo che è adesso stata erosa, il seme
07:35nasce, oppure la briofita, il muschio nasce e queste piante utilizzano questa piccola disponibilità
07:41di suolo per costruire il loro apparato radicale, che qua si vede in maniera estremamente chiara.
07:48È chiaro che sono piante che vivono in difficoltà, però riescono a colonizzare questi ambienti
07:54che sono troppo difficili per quelle altre che invece dominano la prateria circostante.
08:16Serve un'ora scarsa per arrivare sulla sella Canuti a quota 1648, la vista offre già
08:21un'ottima prospettiva. Da qui la strada prosegue per il lago Verdarolo, ma noi faremo
08:26una piccola deviazione per raggiungere il crinale.
08:44Qui siamo nella fascia soprasilvatica, al di sopra del limite degli alberi, e questa
08:49zona è dominata da questo arbusteto a mirtillo. In realtà ci sono due specie di mirtilli.
08:55Uno è il mirtillo, diciamo questo, che è il falso mirtillo, che è leggermente più
09:01ovale, più glaucescente si dice, ma vuol dire semplicemente che, come vedete, ha la foglia
09:05più pruinosa, un pochino più chiara. E l'altro invece, lo vediamo qua, ecco, è il mirtillo
09:13vero, eccoli qua, sono a confronto e sono diversi. E questo è molto più chiaro, è una foglia
09:19molto più appuntita. Non si mangiano tutti e due, il mirtillo si può mangiare, si riconosce
09:25molto bene perché quando si schiaccia è proprio viola all'interno, sugoso, invece l'altro
09:31è viola all'esterno, ma è bianco all'interno. Sarebbe meglio non mangiarlo, quello non è
09:35che sia velenoso. Però, qualche problemina. Qualcosa, è consigliabile non mangiarlo.
10:05Arrivati sul crinale, la salita è quasi finita, ci prendiamo una piccola pausa per
10:11iniziare a goderci il panorama.
10:48Quasi in vetta al malpasso, il panorama è fantastico, c'è l'interrogazione per il
10:54cai, qui non si può sbagliare. Stefano, partiamo da quello che troviamo nel versante reggiano.
11:00Sì, perfetto. Prima di arrivare al versante reggiano diamo un attimo sulle apuane che purtroppo
11:04sono chiuse in questo momento e spostiamoci sul reggiano. Quindi siamo nel succiso e acuto,
11:12quindi nel comparto reggiano, con sotto il lagastrello, si vede benissimo il lago, per
11:18poi avere lì in fondo il ventasso e quindi la cima del malpasso segnato dai cartelli.
11:28Versando sulle versante parmense abbiamo qua sotto rigoso con la bastia, con questi
11:34pratoni belli davanti e poi andiamo lì in fondo e vediamo il Monte Caio. Quindi quello
11:40là è tutto il comprensore del Caio.
11:42dietro c'è Schia. Che nascondisci? Ci arrivo anch'io. Perfetto. Quindi là dietro abbiamo la Valparma,
11:49questo davanti a noi è la Valcedra e sulla Valparma ci possiamo vedere arditamente la
11:55maestà di Graiana, quel cocuzzolo ofiolitico grigiastro che si vedrà in fondo, con il Monte Polo.
12:01dietro è Berceto, giusto per dare un punto di riferimento. Quindi venendo qui davanti abbiamo
12:07il Flish bello in evidenza con il Monte Navert, il Passo della Colla, dietro al Passo della Colla i
12:15Monti del Tavola, i Pratoni del Tavola. Riconoscibilissimi anche da qua.
12:21In fondo in fondo verde. Perfetto. Risalendo ancora verso sud abbiamo il Monte Fosco e quindi
12:27l'Orsaro e si intravede là dietro la puntina, cruciforme del Marmaia. Mantenendo il crinale
12:35abbiamo il Sillara con i laghetti che avete visto la volta scorsa, con l'arenaria che si
12:42intravede, quella U, la forma di arenaria e poi l'Osanna e il Bragalata che si nasconde
12:49dietro a queste nuvolette. Qui davanti, in prima evidenza, con questo verde più chiaro
12:55sotto le fagette, è il Monte Torricella che distingue il pallone del Prato Spilla con il
13:04Lago Verde. Voti altissimi. Esame superato.
13:08Un panorama che ha davvero poco da invidiare ha percorsi molto più reclamizzati. Nei giorni
13:13più limpidi il mare e le acquane sembrano a portata di mano. Da quota 1700 inizia la discesa
13:18per tornare al bivio di sella Canuti.
13:36Ora scendiamo alla scalizia, quindi che è l'anticamera del Verdarolo, praticamente. E
13:44laddove arriviamo alle scalizie incrociamo l'alte via dei parchi. Da questo motivo c'è
13:48questo avvite qua, indicato sulla pizze.
14:10Ormai è diventato un'abitudine per noi trovare carbonaie lungo il sentiero. Qui sembra che sia stata
14:14rismessa da pochi mesi quasi. Si si è pieno di materiale, pieno di materiale di carbonella da
14:21poter utilizzare per un'ottima grigliata, è ancora perfetta vedete. La cosa interessante di questa
14:26carbonaia è proprio perché si vede perfettamente l'architettura di riempimento a valle che ha permesso
14:31di riempire questa vallecola in modo bene orizzontale per poter costruire poi qui sopra la
14:37carbonaia. Ecco questo è il lavorino che si troveva ad affrontare il carbonaio quando veniva su,
14:43con la sua bella concessione per portare giù questo materiale.
15:02In meno di mezz'ora si raggiunge l'ampia mulattiera che collega Prattospilla al lago Verdarolo.
15:07De via a destra il secondo specchio d'acqua, quota 1388 metri, è ormai vicinissimo.
15:19Il lago Verdarolo è diverso rispetto al lago Palo che abbiamo visto in precedenza, il lago Palo era
15:23più azzurro, questo è più verde. Dipende fondamentalmente dal fatto che il lago Verdarolo
15:28è meno profondo e sul lago Verdarolo come potete vedere si sviluppa intorno al lago una cintura con
15:34delle piante acquatiche che vengono chiamate elofite, cioè piante che si sviluppano al bordo
15:39dei laghi, dei corpi idrici, tutto è molto ben visibile, la cintura ha carex rostrata che è questa
15:45alta erba che si può ben vedere insomma e poi insieme a carex rostrata più verso l'interno del
15:52lago c'è una pianta che vedete che sembra riversa, appoggiata sull'acqua, quella si chiama
15:58Asparganium ed è una rizofita, cioè una pianta che ancora le sue radici sul suolo e poi emerge
16:05con gli apparati fogliari e riproduttivi. Più verso il margine del bosco si può vedere
16:10questa cintura ancora più esterna di fiori gialli, sono dei ranuncoli, tra questi ranuncoli
16:16ci sono due specie e una in particolare, Ranunculus flammula, è molto rara e caratterizza questo
16:22tipo di habitat, proprio queste cinture di elufite che si sviluppano intorno a laghi con
16:28questa particolare profondità leggera e quindi molto degradante e questo è un habitat piuttosto
16:34raro che è protetto all'interno del parco.
16:47Qui invece troviamo quella che sembra essere stata una diga. Questa era una diga, era una
16:52diga di tante dighe di un sistema idraulico che serviva per la produzione di aeronazione
16:58idroelettrica. Questo triangolo non è altro che quello che rimane della sezione della diga
17:04che chiudeva completamente questa sponda alla parte emissaria del lago, tant'è che là
17:09in fondo si vede ancora la condotta forzata che portava l'acqua alla centrale di Rigoso.
17:14Con tre, quattro salti si arrivava prima a Isola e poi a Selvanizza e a Isola c'era la
17:20centrale più grossa che attualmente esiste. Caricava non solo il lago Verdarolo queste condotte qua
17:27ma c'era un sistema che prevedeva anche il caricamento sul lago Ballano sul lago Verde.
17:32Quindi era un sistema estesissimo e, scusate, non da ultimo il lagastrello che era una diga
17:38ancora in essa. Tutto nasce con una concessione del 1905, quindi anche abbastanza antica come
17:43cosa, come operazione ed era di servizio soprattutto all'arsenale militare della Spezia.
17:49Questa era l'importanza di questo sistema per la produzione di energia idroelettrica,
17:54dismesso poi negli anni 30, se non erro, il grosso, attualmente ancora in essere.
18:10Sono bellissime.
18:12Questa è Orchis Immaculata, si riconosce per le foglie che hanno queste macchie colorate.
18:21è molto bella, ci sia nei tratti di montagna ma anche all'interno, ai marchi bosconivi,
18:28anche all'interno del bosco.
18:38dal Verdarolo vale la pena spendere una decina di minuti per raggiungere il lago scuro di Rigoso.
18:45di qui il lago Verdarolo, là in fondo è possibile scorgere il lago scuro, dove ci troviamo?
18:55Qui ci troviamo in una stravaganza geografica, ovvero apparentemente siamo tutti in Val Cedra,
19:01perché tutto sfocia sul Cedra, in verità questo saliente che sale dietro...
19:06Che pare insignificante.
19:08Che pare assolutamente significante, semplicemente un passaggio, in verità definisce i due impluvi,
19:13quello della Val Cedra da quello della Val Denza, perché mentre il Verdarolo sbocca
19:18nel Cedra, lo scuro sbocca niente, quindi...
19:23Parma-Reggio?
19:25No, no, no, Parma-Parma, Reggio è un po' più là.
19:53Sono seduto su un qualcosa che era probabilmente un maestoso esemplare di abete bianco.
20:00Ora la vegetazione qui è dominata dal faggio, ma qualche migliaio di anni fa, dopo l'ultima
20:06glaciazione che ha lasciato qui tra le tracce degli acciai circa 12.000 anni fa, finita 12.000
20:13anni fa, ecco, la vegetazione non era esattamente come quella di oggi.
20:18C'è stato un tempo in cui erano molto abbondanti gli abeti bianchi, che oggi sono ancora conservati
20:25come relittimi di glaciazioni, delle glaciazioni passate, in alcune zone dell'Appellino,
20:31e molto ben studiati, e molto ben indagati.
20:34Ecco, questi tronchi, che sono tutti qui in giro, appartenevano a quella che probabilmente
20:41era, è stata un tempo, per un certo periodo, la specie dominante è questa appunto, l'abete
20:45bianco di qui.
20:46Questo tronco quanti anni potrebbe avere?
20:48Ah, questo tronco potrebbe essere qui da 4-6.000 anni, è molto più, è molto difficile
20:56stimare esattamente l'età, però spero che renda l'idea.
21:02Questo tronco si è conservato grazie al fatto che probabilmente è rimasto dentro il
21:06lago per lungo tempo, e quindi i processi di decomposizione si sono fermati, o sono
21:12stati rallentati lungamente.
21:22Questo qua è il bollettino del Club Alpino Italiano, edizione del 1898.
21:29Questo signore è tale Alessandro Brian, viene a fare un giro per motivi scientifici, e
21:34narra di questi laghi. Lago Scuro dice, questo lago è il meno bello di tutti, sia per la
21:39poca limpidezza delle sue acque, come anche per la desolazione che presentano le sue sponde.
21:44122 anni fa. Pochi e magri faggi vi hanno messo radice, mentre cumuli di pietre e detriti
21:53ne circondano completamente lo specchio. Verso Settentrione questi si trovano in tale quantità
21:59da formare una vera collina, depositati probabilmente da ghiacciaio o nevaio che occupava il letto
22:06lacustre. Tali detriti sono costituiti da pietre, alcune grosse, tanto da superare qualche
22:10metro di diametro, o altre piccole, e tutte con spigoli arrotondati. A mezzogiorno il
22:18lago è chiuso da rupi scossese e pendi rocciosi scendenti dal monte Manpasso. Ecco, 122 anni
22:27fa era una desolazione, oggi è così, completamente ricoperto di vegetazione.
22:37Allora ci incamminiamo sulla via del ritorno verso Prato Spilla, ma prima di partire facciamo
22:42una piccola pausa.
22:59In 30-40 minuti al massimo dal lago scuro si raggiunge Prato Spilla. Nel tratto finale
23:04abbiamo l'opportunità di fare un'ultima riflessione con Alessandro che per l'Università di Parma
23:08da anni studia gli effetti dei cambiamenti climatici sulla vegetazione di montagna.
23:14Quando si vivono giornate come questa e in una natura che pare incontaminata, il cambiamento
23:20climatico risulta difficile da percepire. In che senso e quanto c'è?
23:26Allora, i cambiamenti climatici sono molto intensi e avvengono in tutto il mondo. La temperatura
23:31media sta aumentando, le precipitazioni diventano sempre più intense, c'è meno neve, gli acciai
23:37si sciolgono, aumentano il livello del mare. Però sono tutte cose che ci sembrano molto
23:42lontane da noi, perché tutto sommato non è un'eruzione vulcanica, non è un terremoto,
23:48non sono cose che vediamo ci spaventano immediatamente. L'Università di Parma sta studiando i cambiamenti
23:53climatici negli ambienti di alta quota, sia sulle Alpi ma anche in Appennino. Ad esempio,
23:58può essere interessante, sono almeno 20 anni che stiamo monitorando i cambiamenti nella flora
24:04d'alta quota sulle più alte cime dell'Appennino settentrionale. E ci sono dei cambiamenti?
24:10Sì, ci sono. I cambiamenti, ad esempio, sono costituiti da quella che possiamo chiamare
24:16termofilizzazione, cioè le specie che prima vivevano a quote più basse, progressivamente
24:21si spostano verso l'alto, perché diventa sempre più caldo. Le specie artico-alpine di ambienti
24:28freddi, invece che vivevano proprio sulla cima di queste montagne, progressivamente stanno
24:32riducendo la loro popolazione o si stanno estinguendo.
24:35A che punto è, se possiamo definirlo, l'incendio? E quali sono i rischi in questo momento per
24:41l'uomo che fa così fatica anche a percepirli?
24:45Esistono delle previsioni di aumento di temperatura e esiste la previsione di alcuni degli effetti
24:50di questi aumenti, ma in realtà come risponderanno gli ecosistemi? Oltre una certa temperatura,
24:56oltre una certa livello di precipitazioni? Ebbene, questo non lo sappiamo molto bene ancora.
25:01Ed è per questo che si fanno molti studi che proiettano nel futuro, che simulano le condizioni
25:06che ci saranno nel futuro per capire quello che potrebbe succedere. L'incendio, la metafora
25:11dell'incendio, non lo sappiamo quando scatterà, cioè quando scatterà quel meccanismo che porterà
25:21tutta una serie di problemi che non siamo in grado di prevedere. E quindi è importante essere
25:25allerta e studiare.
25:42Eccoci arrivati a Pratospilla dopo circa 4 ore di cammino, 7 chilometri e mezzo percorsi,
25:49400 metri di dislivello positivo. Le impressioni iniziali si confermane, una passeggiata alla
25:55portata, se non di tutti, di tantissimi. Ci è piaciuta tanto, i tre laghi sono davvero
26:01incantevoli. Arrivare sul crinale ci ha permesso di ammirare un panorama fantastico. Speriamo
26:07ci è stato anche di vostro gradimento.
26:14Abbiamo attraversato luoghi bellissimi, incantevoli in alcuni punti, dei veri angoli di paradiso.
26:21State intervenendo in varie zone del parco che riguardano anche proprio il territorio parmense?
26:27Sì, stiamo intervenendo con vari strumenti, però il più importante è questo strumento
26:33finanziario che si chiama FORFES, che è uno strumento finanziario della regione Emilia-Romagna
26:39e che ha come obiettivo quello di riqualificare le stazioni scistiche che stanno diventando
26:47stazioni turistiche della provincia di Parma, quindi le principali che sono Schia, Lago Santo,
26:55Lagdei e Pratospilla. Qual è l'obiettivo? Queste stazioni che sono nate per gli sport invernali
27:01attualmente devono un po' reinventarsi. Alcune hanno già iniziato un percorso importante
27:07come dai Lago Santo, altre invece sono in una situazione ancora più spostata verso gli
27:14sport invernali. Quindi questi sono degli attrattori turistici e questi attrattori devono
27:22essere messi al passo con i tempi attraverso degli interventi che li rendono più sostenibili
27:29e più fruibili durante tutto l'anno. Questo è l'obiettivo di questo programma europeo
27:36e nelle varie stazioni facciamo cose un po' diverse, non tutte uguali, a seconda dell'esigenza.
27:42A Lagdei lavoriamo sull'accessibilità, poi lavoriamo anche modificando un po' la ricettività
27:49nel senso di renderla più fruibile per le famiglie, quindi c'è una casina nel bosco
27:56che serve appunto per i pernotti perché appunto Lagdei è un posto dove la gente va a mangia
28:00e poi se ne va. Invece vorremmo incentivare un'immersione nella natura, quindi stare lì,
28:07vivere la natura e viverla proprio in modo importante. A Pratospilla anche in questo caso
28:17portiamo la natura dentro la struttura, cioè quindi creiamo questo punto info del parco
28:21dentro l'hotel che ha bisogno anche lui di essere un po' rivisto e anche lavoriamo
28:29sul fatto che lì c'è un self-service che era ancora fatto per i numeri grandissimi
28:36di certi momenti dello sci che invece deve diventare un ristorante più accogliente
28:41che possa funzionare un po' tutti i giorni e quindi adatto ad altre soluzioni.
28:45Poi c'è anche un potenziamento della fruizione lungherio della spilla che è qua nel bacino
28:52attraverso dei percorsi nella foresta che appunto può essere usato in combinazione
28:59con la seggiovia d'estate. La seggiovia d'inverno farà sempre più fatica
29:03col cambiamento climatico, speriamo che nevichi ancora perché la neve è un patrimonio importante,
29:08ma comunque in questo modo si può usare anche d'estate e poi accedere ai punti alti,
29:14senza dimenticare che il vero attrattore poi di tutto questo è la natura perché
29:19nessuno viene a Pratospilla per godersi l'albergo o a Lake Day per godersi l'asfalto della strada
29:26magari anche bello, ma quindi quello che stiamo facendo qua oggi è proprio mettere in risalto
29:33il vero capitale che è il vero attrattore che è la natura e quindi cercare di fare star bene
29:39la natura e che la gente capisca l'importanza di questo capitale.
29:50Sulla strada del ritorno facciamo tappa a Regoso nel comune di Monchio, 1131 metri,
29:55la frazione più alta della nostra provincia, un borgo pittoresco che però rischiava di spegnersi.
30:03Il Covid non ha spento l'iniziativa che stava nascendo, che è nata negli ultimi mesi dell'anno scorso
30:09quando ci siamo trovati con i negozi di alimentari chiuso e con l'alta probabilità che chiudessero anche il bar
30:16tabaccaria
30:16perché ormai i due gestori erano stanchi, avevano voglia di andare in pensione e avevano seri dubbi di riuscire a
30:23trovare dei nuovi gestori.
30:24Allora i ragazzi di qui, che sono ancora un golpetto abbastanza valido, si sono riuniti, ne hanno parlato
30:30e siamo arrivati alla decisione a fine gennaio di partire con una cooperativa di comunità.
30:35Abbiamo contattato quelli di successo, abbiamo contattato con cooperative e poi è scoppiato il Covid.
30:41E noi avevamo due alternative, o farci spaventare dal Covid o provare ad andare avanti lo stesso.
30:46E qui è stata la svolta, noi in pieno Covid abbiamo costituito la cooperativa, abbiamo usato i due mesi di
30:51chiusura
30:52per fare la progettazione e per essere pronti a partire. Dopo tre mesi direi che si cominciano a vedere i
30:57risultati.
30:57Quanti siete?
30:59Allora i soci oggi sono 60.
31:01Ma gli abitanti quanti sono?
31:02Gli abitanti di Ligoso d'Inverno sono 27.
31:04Tra i soci ci sono anche villeggianti, abitanti di altre frazioni e vallate.
31:09Tutto ruota attorno alla piazza della Fiera Grossa, un punto di aggregazione da secoli.
31:14C'è molta gente che sta cominciando a capire che si può vivere qui, anzi si vive molto bene qui
31:19e più che quelle che dicevamo le cose tradizionali, che sono importanti, le strade e tutto quanto,
31:26si sta aprendo la strada delle strade informatiche che permette di dire scelgo dove vivere perché
31:33dove vivo ci posso anche lavorare, posso spostarmi una volta, due alla settimana, ma vivere qui
31:38e poter lavorare qui, allevare i propri figli qui dentro due parchi in un ambiente come quello
31:42che vedete intorno credo che sia una riflessione che molti giovani stanno facendo.
31:46Se il negozio di alimentare il bar non c'è tutto l'anno, non c'è più neanche quando arrivano
31:51i turisti.
31:52Quindi noi dobbiamo fare in modo che chi scommette di avere anche la seconda casa qui
31:58sia certo quando viene di avere tutto quello che gli serve.
32:00Un progetto che si ispira al successo della vicina cooperativa di Succiso
32:04e vede collaborare tante istituzioni dalla regione al Parco dell'Appennino
32:08e deve dire grazie tra gli altri ad Alessandra Sandri e Stefano Gaibazzi
32:12fidanzati che hanno lasciato la città e i rispettivi impieghi per accettare la sfida di trasferirsi a Rigoso
32:18gestendo bottega e bartabaccheria.
32:20È una scommessa, siamo al confine, l'avete visto, siamo a due passi dalla Lunigiana, dalla Toscana
32:26qui c'era la Dogana una volta, centro di commerci e perché non può rimanere un centro di commerci?
32:32Noi nel nostro negozio metteremo i prodotti della Garfagnana, della Lunigiana, dell'Alto Reggiano
32:36ai prodotti di eccellenza del Parmese.
32:38È una scommessa di presa, coscienza di quello che era il passato di questo paese
32:44e proiettarlo nel futuro.
32:48La cooperativa di comunità punta, tra le altre cose, a garantire servizi essenziali alla popolazione
32:53e in futuro cercherà di dare vita a un sistema di albergo diffuso utilizzando case sfitte da anni.
33:00La rinascita dell'Appennino passa anche da qui.
33:35La rinascita dell'Alto Reggiano
33:36La rinascita dell'Alto Reggiano
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