00:11siamo su una pista da sci siamo a schia siamo diretti verso il monte caio questa è una delle
00:17zone regine in emilia romagna per lo sci ma noi vi mostreremo quanti e quali sentieri possa vantare
00:47oggi partiamo da schia dal piazzale quindi la partenza dell'escursione è studiata e in modo da
00:58partire da dove ci sono già dei servizi quindi uno può procurarsi un pranzo al sacco eventualmente
01:04andare in bagno preparare l'acqua saliremo attraverso il sentiero 730 andiamo verso il grande faggio poi
01:14dal grande faggio andremo a san matteo da san matteo torniamo indietro risaliamo la cima bocchialini da
01:20cima bocchialini discendiamo lungo il crinale torniamo a schia attraverso la strada del maltempo
01:30raggiungere schia è semplice meno di un'ora in auto da parma via langhirano tizzano e poi museara
01:37superiore una ventina di minuti in più invece da reggio
01:56francesco sarà la nostra guida ci consiglia un anello in senso anti orario un percorso più
02:02ombreggiato rispetto alla direzione contraria che porterebbe a risalire il crinale sotto al sole
02:07cammineremo insieme a daniel bocchi vicepresidente dell'associazione pro schia monte caio corrado
02:13mansanti memoria storica del territorio e nella prima parte marco rossi in rappresentanza dell'ente
02:18parchi del ducato
02:25schia monte caio è comprensore che è entrato nel parco di cento laghi nel 2009 e da quell'anno
02:31diciamo rappresenta un po il baricentro di questo parco quindi questo perché questo monte abbraccia
02:35quattro comuni no e quindi è un po si erge come un abbraccio sostanzialmente su questa valle e qui
02:41facciamo cerchiamo di fare conservazione della natura e agevolare fruizione turistica sostanzialmente
02:53abbiamo realizzato una rete di diverse decine di chilometri di sentieri segnalati che vengono
03:00frequentati come stiamo facendo noi oggi da tantissime persone soprattutto famiglie con
03:04bambini visto che questo è un trekking sostanzialmente accessibile a tutti poi negli ultimi anni abbiamo
03:08lavorato perché la riqualificazione paesaggistica della stazione di schia abbiamo demolito un rudere di
03:15un albergo sporting che era da decenni che era lì fermo e l'abbiamo riqualificato
03:20riqualificando morfologicamente l'area l'abbiamo costituita la fruizione pubblica
03:38attraversiamo boschi e piste da sci che si colorano con le prime fioriture
03:47il tarassaco è questo qui giallo detto anche dente di leone o volgarmente anche il piscialetto
03:54viene utilizzato anche in cucina le foglie e i fiori vengono utilizzati come decotto e ha proprietà diuretiche
04:09i boccioli piccolini che adesso qui noi non vediamo perché sono già fioriti vengono utilizzati invece cotti e messi via
04:19in sotto sott'olio e per poi essere consumati in inverno le foglie invece vengono mangiate sono la comune asprella
04:31quello che si viene chiamata asprella adesso è un pochino
04:34e se non sono tardi vengono mangiate prima che il fiore sia già sbocciato ovviamente
04:46primo bivio teniamo la sinistra il sentiero prosegue risalendo
04:50la pista varmania
05:09stiamo attraversando la pista prato grosso come potete vedere sulla vallata c'è questa sottile linea grigia la chiamo io
05:15che non è molto sottile che praticamente sta a rappresentare anche l'inquinamento che abbiamo sulla pianura padana
05:20quindi qua possiamo arrivare a 50 minuti da parma respirando aria molto molto buona
05:34la rosa canina anche questa viene spiegata qua
05:43si arriva quindi dobbiamo proseguire risalire verso sinistra vediamo che la terra
05:50seguiamo sempre le indicazioni per il grande faggio scendiamo lungo una strada ghiaiata opportuno ricordare a chi volesse fare un
05:57tragitto molto più breve del nostro che è possibile lasciare l'auto al parcheggio presso il passo dei caprioli
06:04vivio sulla strada che conduce da museara superiore a schia per raggiungere il grande faggio in circa mezz'ora
06:17grande faggio andate
06:18è un luogo mistico
06:39è una pianta che ha circa 250 anni siamo a 1300 metri qui e questo appaggio è inserito anche fra
06:47l'altro nell'elenco degli alberi monumentali d'italia
06:50quindi circa 250 anni un diametro di 2 metri circa per un'altezza di 35 metri
06:57veramente è un gran bel posto e uno dei punti di interesse sicuramente più gettonati del monte caio
07:09è un albero spettacolare tra i più antichi d'europa il faggio in appienino racconta la storia di un territorio
07:17diciamo che c'è stata un utilizzo della legna di faggio da parte degli abitanti della montagna finché ovviamente la
07:27montagna era abbastanza popolata
07:31per costruire mobili e per come legna da ardere
07:36allora la caratteristica del faggio è che si adatta anche a climi abbastanza freddi
07:42potrebbe crescere anche in zone più basse della del nostro appennino
07:47però per ovviamente un discorso di utilità chi abitava la montagna preferiva avere vicino a casa
07:56da determinate piante come potevano essere i castagni o le piante da frutto
08:00che hanno una quota di crescita ben più bassa di solito tra i 600 e gli 800 metri
08:06quindi il faggio è stato relegato a delle quote più alte poi dopo ovviamente la legna per asciugarla e portarla
08:15a casa
08:17veniva trasformata in carbone attraverso le cosiddette carbonaie
08:21il faggio qui ho raccolto le fagiole queste qua sono
08:26i suoi frutti questa è la buccia diciamo della fagiola e questa qui è proprio il frutto vero e proprio
08:35venivano utilizzati sia come mangiare venivano fatte arrosto come le castagne
08:42venivano tostate fatte delle bevande calde per il caffè e addirittura invece venivano spremute un tempo
08:48utilizzate fatto l'olio sia come condimento che come combustibile per le lampade
09:04il cammino prosegue a causa di uno smottamento è stato realizzato un bypass lungo il sentiero per Daniel
09:10l'occasione di puntellare la segnaletica con una bandella ed evitare che qualcuno si avventuri sulla frana
09:16da qui
09:43Nel cammino verso l'erremo di San Matteo, il primo vero punto panoramico per noi è il momento di fare
09:50una sosta.
10:34Grazie per la visione!
10:42Noi proseguendo di qua arriviamo a San Matteo, chi non avesse tempo di poter fare l'escursione completa e arrivare
10:50all'erremo può anche tagliare qui nel bosco, che è tutto ben segnato ovviamente, e raggiunge direttamente Cima Bocchialini, la
10:58cima del Monte Caio.
11:00C'è da stare attenti perché questo qui è un percorso utilizzato anche dalle mountain bike in discesa e quindi
11:06bisogna fare un pochino attenzione a non incrociarsi.
11:18Verso San Matteo il percorso inizia ad offrirci i primi spettacolari panorami del crinale.
11:23Svoltiamo a sinistra una ripida discesa conduce alla radura dell'erremo.
11:44La chiesetta è in parte ricostruita e l'edificio a fianco sono ciò che resta di un monastero documentato fin
11:50dall'undicesimo secolo, ospitava i viandanti lungo la via di Linari.
11:54Ancora adesso è il luogo ideale per una sosta. Siamo a quota 1.343 metri, affacciati sulla ballata.
12:05Le notizie più remote risalgono al 1100, dove si parla di un lascito fatto in favore dei monaci benedettini di
12:19San Giovanni in Parma.
12:20Con ogni probabilità furono loro ad allestire tutta questa presenza, le cui vestigia sono qui alle nostre spalle e anche
12:33a sfruttarlo proprio come podere.
12:37È noto che c'era anche una farmacia, esiste tuttora la farmacia di San Giovanni.
12:44Qui praticamente c'era con ogni probabilità un vivaio di erbe officinali.
12:51Funziona questa che cercò di riprendere poi Fabio Bocchialini, allestendo un campo sperimentale proprio per recuperare anche questa attività.
13:13Tutto ora quello che rimane della vecchia chiesa non è altro che l'abside e il coro.
13:21Infatti si trova esposto ad est, come usava all'epoca, ha resistito fino a che i monaci sono rimasti presenti
13:32in zona.
13:33Questo gruppo di frati che conducevano questa azienda furono uccisi da un gruppo di briganti
13:42e da lì iniziò il degrado della zona che ha condotto poi al crollo di una serie di edifici che
13:53c'erano, chiesa compresa.
14:04Tra sacro e profano, ogni 21 settembre presso l'eremo si celebra la festa di San Matteo.
14:09L'appuntamento affonda le sue radici nella devozione al santo che nelle alte valli è ricordato come il protettore della
14:15montagna.
14:15Per la gente del posto cosa rappresenta San Matteo?
14:18Beh guarda San Matteo è proprio per noi la festa più sentita di tutta la montagna perché qua ci raccolgono
14:22quattro popolazioni di quattro comuni
14:25che sono Tizzano, Palanzano, Porniglio e Monchio e per noi è proprio la festa, venire la pelle d'oca a
14:30parlartene
14:31perché è proprio la festa più sentita in assoluto.
14:33Ci ritroviamo qua, facciamo delle osterie volanti, facciamo dei banchetti con vino rosso, salame, insomma
14:38e quindi all'aspetto liturgico della festa si abbina questo aspetto folcloristico che è veramente molto sentito da tutti noi.
14:46i più giovani dormono sul giorno prima, il giorno dopo si fa festa insieme, è veramente un momento molto aggregante
14:52e tradizionale della nostra terra.
14:55Storie e leggende accarezzano questo luogo, un tempo si credeva che sotto l'altare dell'oratorio fossero sepolte le spoglie
15:00del santo.
15:01Si narra che al tentativo del vescovo di Parma di farle esumare si dovette desistere quando la terra iniziò a
15:07tremare.
15:08Più recente il racconto del temporale di San Matteo quando alcuni abitanti della vicina frazione di Trevignano decisero di spostare
15:15la statua del santo.
15:16Volevano trasportare la statua di San Matteo nella nuova chiesa costruita a Trevignano,
15:23solo che appena sotto, dopo che si sono incamminati, dopo aver percorso poco centinaia di metri,
15:30si è sviluppato un temporale molto pesante che ha consigliato di riportare la statua nella chiesetta da dove poi non
15:46è più stata rimosso.
15:49Non torniamo sui nostri passi ma tramite un altro sentiero andiamo sul Caio.
15:54Esatto, adesso facciamo un sentiero che chiamiamo per direttissima, che sarebbe il sentiero detto dei Matti.
15:59Praticamente andiamo a tagliare questa costa e raggiungiamo la strada principale che abbiamo fatto prima,
16:05che è quella che porta al passo del Tichiano, per andare verso la vetta del Monte Caio, là in alto.
16:16Scegliamo la direttissima per esigenze di tempo, ma è bene ricordare che non è un sentiero segnante.
16:21Piuttosto ripido, ci sono alcuni passaggi esposti.
16:24L'alternativa più comoda è tornare sui propri passi, risalendo la carraia che ci aveva condotti all'eremo.
16:46Grazie a tutti.
17:10Qui cosa facciamo?
17:11Allora qui adesso noi siamo arrivati a un bivio.
17:14La strada normale, che è definita Costa del Dragolare, che è abbastanza larga per passarci anche con una jeep, volendo,
17:23si riporta alla base di cima Bocchialini.
17:27Se noi vogliamo fare invece un sentiero un pochino più carino come escursione, possiamo salire qui a sinistra,
17:39ci sarà da fare due o tre roccette facili facili in appoggio e raggiungeremo invece direttamente la cima del Bocchialini.
17:49Poi scenderemo invece in mezzo alla Pineta e ci ricongiungeremo a questa strada.
18:07Più avanti avremo modo di osservare da vicino il flish del Monte Caio, alternanza tra strati di roccia che svela
18:13tracce di un lontanissimo passato.
18:15Questi segnetti che vediamo invece dovrebbero essere delle testimonianze di un qualche animale vissuto appunto in fondali non troppo profondi,
18:28quindi testimonianza che queste erano rocce sotto al mare e che si sono fossilizzate appunto nel tempo.
18:59Grazie a tutti.
19:15Ultimo strappo, eccoci in vetta a quota 1584, troviamo un gruppo di biker.
19:33Da dove arrivate?
19:34Da Milano.
19:35Da Milano, dalla pianura padana.
19:37Esattamente.
19:38Come vi è?
19:38Siete qui in bici?
19:39Eh sì, siamo venuti in bici da Milano.
19:41Come è andato?
19:42Vi è piaciuto?
19:43Fantastico, dei paesaggi bellissimi, un sacco di boschi fantastici.
19:49Voi avete le Alpi a un passo?
19:50Eh ma qua è un'altra cosa, un'altra vegetazione, un'altra aria.
19:54Completamente.
19:54Ce l'hanno consigliato, siamo venuti a vedere, effettivamente è fantastico.
20:21Siamo arrivati in vetta e qui si vede proprio tutto.
20:24Tutto, qui siamo su un balcone panoramico a 360 gradi sulla provincia di Parma e partendo,
20:32prendendo come riferimento Parma, iniziamo ad avere la prima montagna che è quella lì,
20:36è il Monte Fuso, si riconosce facilmente perché c'è una torretta.
20:42Qui davanti ovviamente abbiamo tutte le piste da sci di Schia, là si vede la pietra di Bismantova.
20:47Più avanti, adesso è un pochino coperto dalle nuvole, però si vede il Monte Ventasso.
20:53Dietro il Ventasso, là ancora innevato, vediamo il Cusna.
20:58Adesso non c'è molto sereno, ma si vedrebbe anche il Cimone, se non ci fossero le nuvole.
21:12Abbiamo in direzione sud l'Alpe di Succiso, che si vede ancora avere della neve.
21:18Proseguiamo a destra, passiamo sul passo del Lagastrello, quindi dove nasce il Torrente Enza.
21:26Risaliamo, in condizioni sempre di bel tempo, oggi non è questo il caso,
21:32si vedono anche i radar dell'ex base nato sul Monte Giogo.
21:39Poi dopo iniziamo a risalire e qui inizia tutto il crinale parmense.
21:45Quindi abbiamo il Monte dell'Uomo Morto, abbiamo il Paitino, abbiamo il Monte Sillara,
21:52poi dopo andiamo avanti verso il Comune di Corniglio, quindi passando il passo della Colla
21:57troviamo il Monte Brusà, poi dopo ci sono l'Aquilotto, l'Aquila, il Mar Magna,
22:03più famoso penso per gli abitanti di Parma, il Braiola, l'Orsaro, fino a scendere il Fosco
22:11e i prati del Tavola.
22:13Nelle giornate più limpide all'orizzonte si possono riconoscere le cime dell'Alta Valtaro.
22:18Sul pianoro sommitale un obelisco ricorda Fabio Bocchialini, agronomo morto durante la
22:23Prima Guerra Mondiale e immortalato nel busto del noto scultore Renato Brozzi.
22:28Bocchialini aveva svolto un ruolo importante in tema di sviluppo della nostra montagna,
22:34soprattutto sulla spinta di quelle che erano le attività del senatore Micheli, il quale
22:42fra le tante cose aveva fondato anche una rivista, la Giovane Montagna, sulla quale Bocchialini
22:49scriveva articoli in tema di agricoltura, di silvicoltura e da lì era partito un notevole
22:59rilancio per tutta l'attività del comparto agricolo in montagna.
23:04Fino ad allora non si parlava ad esempio di concimazione, non si parlava di rotazione,
23:12non si parlava di meccanizzazione.
23:16Nella nostra zona tutte queste cose qui sono iniziate appunto con il senatore Micheli attraverso
23:24l'aiuto profuso soprattutto dall'opera di Bocchialini.
24:00Inizia la discesa verso Schia, dopo un tratto nel bosco alla base del monte, possiamo ammirare
24:05da vicino il flish del Monte Caio, istantanea di fenomeni avvenuti più di 50 milioni di anni fa.
24:11Qui si vedono precisamente le stratificazioni tra rocce calcare e rocce argillose dette marne.
24:20Come vedete è un tipo di roccia molto friabile, non avendo subito delle pressioni di un certo tipo
24:29per compattarsi.
24:31Sono derivate da detriti di frane sottomarine che si sono poi dopo sollevate dopo il processo
24:43di tettonica a zolle del mar Libure.
24:58Poco più avanti nei pressi dell'arrivo dello ski lift, il punto di partenza per gli appassionati
25:04di volo libero.
25:05Ora siamo giunti all'area decollo del Monte Caio in località Costa Grande, che è proprio
25:10l'arrivo diciamo dello ski lift del Prato Grosso.
25:13Qui ospiteremo quest'anno a fine luglio i campionati italiani di parapendio.
25:17Ora il decollo è verso questa zona, verso il crinale, poi dopo verranno fatti dei lavori
25:22che permetteranno anche i decolli verso l'est, quindi maggiori possibilità per poter volare.
25:27È un'area molto apprezzata in tutta Italia, proprio per la particolarità dei venti, delle
25:31correnti che si manifestano in questa zona.
25:43Procediamo lungo il crinale, una carrellata panoramica che ci porta all'ultima deviazione
25:48verso il corno di Canetto.
25:49È una soluzione comoda perché è vicino alla partenza del piazzale di Schia, qualcuno
25:56che vuole fare magari un giro serale, in estate, può raggiungerlo comodamente.
26:02Andando molto piano, in mezz'ora, 40 minuti, si è su.
26:06E come potete vedere si gode di un'ottima vista, è un ottimo punto panoramico anche questo
26:10senza raggiungere per forza la cima del Monte Caio.
26:34Arriviamo a Schia camminando ai margini delle piste.
26:37Lavoro in corso per la stagione dello Sciderba.
26:40Lo Sciderba è il nostro punto dove pensavamo appunto punto di forza, dove quest'estate
26:47inizieremo.
26:48Infatti siamo proprio qua per sistemare il nostro campetto.
26:51I bimbi, già un'esperienza fatta negli anni scorsi, si sono divertiti tantissimo.
26:57Ed è molto facile perché loro, essendo piccolini, sono sempre molto più svelti che un adulto.
27:05Abbiamo concluso il nostro anello, Francesco.
27:07Ci aiuta a riassumerlo.
27:14Noi siamo partiti dal piazzale di Schia, siamo saliti lungo il sentiero 730 e siamo arrivati
27:21fino alla strada bianca del Monte Caio dove abbiamo fatto un pezzetto in discesa.
27:25Qui al bivio siamo andati verso il grande faggio che è segnato con il numero 5 tra le emergenze
27:32del Monte Caio.
27:34Abbiamo seguito la vecchia strada comunale che è il sentiero 737A dove qui c'è quella frana
27:42che abbiamo bypassato.
27:44Siamo arrivati girando attorno al massiccio del Monte Caio e proseguendo sul 737 fino all'ermo
27:51di San Matteo.
27:52Da qui abbiamo abbandonato il sentiero quindi per evitare di tornare dallo stesso sentiero.
27:57siamo andati in mezzo al bosco per un sentiero non segnato, detto il sentiero dei Matti.
28:02Siamo risaliti fino al Monte Caio, sempre per un sentiero non segnato.
28:09Adesso siamo riscesi lungo il crinale, quindi lo spartiacque tra Valle del Cedra e Valle
28:18del Parma.
28:20Siamo arrivati a Costa Grande, Corno di Caneto e siamo tornati fino a Schia.
28:25Schia è un gioiello del nostro appennino, si trova a una distanza assolutamente ridotta
28:30da Parma, in 45 minuti, un'ora si riesce a raggiungere e ormai volenti o nolenti non
28:36si può più puntare soltanto sul turismo invernale.
28:39È per questo che abbiamo un grandissimo repertorio di sentieri, stiamo puntando sul cicloturismo,
28:45riusciamo ad ospitare persino lo Sciderba.
28:48Tra l'altro con l'accessione all'Unione dei Comuni dell'impianto Parato Grosso saremo
28:53in grado di ospitare addirittura i mondiali di Sciderba.
28:55Altri sport che possiamo praticare qui in montagna sono l'Orienteering, il volo libero,
29:00sicuramente un sacco di iniziative che si rivolgono sia alle famiglie, sia ai giovani,
29:06sia anche agli anziani.
29:13Arriviamo al piazzale di Schia, dopo aver percorso circa 15 chilometri, un dislivello
29:20inferiore ai 700 metri, con una durata a livello di tempo di 6 ore, con qualche pausa.
29:27Naturalmente ci sono soluzioni più brevi, vi abbiamo mostrato tanto, probabilmente non tutto,
29:33di quello che è il ricco repertorio dei sentieri del Monte Caio.
29:49Grazie.
29:50Grazie.
29:51Grazie.
29:52Grazie.
29:54Grazie.
30:08Grazie.
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