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  • 13 ore fa
È già arrivato il momento per assistere a una nuova puntata del Punto Doc, la nostra rubrica di approfondimento. Questa volta il protagonista è Castlevania, un titolo che ha saputo dare origine alla saga storica, un po' action, un po' adventure di Konami che tra alti e bassi è stata in grado di ritagliarsi uno spazio nel cuore di tutti i videogiocatori di vecchia data.

Punto Doc è la rubrica di Multiplayer.it dedicata con grande dettaglio e profondità alla storia e alle curiosità sulle più grandi saghe videoludiche, i personaggi più conosciuti e le software house più importanti del mercato.
Trascrizione
00:16Grazie a tutti
00:34Sappiamo tutti che i vampiri sono in grado di esercitare un'attrazione quasi morbosa
00:38nel grande pubblico. Immortali, con un fascino ipnotico spesso bellissimi ma anche maledetti
00:44e in grado di piacere più dei loro rivali, i cacciatori. Ovviamente non stiamo parlando
00:48soltanto dei vampiri di Twilight, ma anche dei protagonisti di pellicole più vecchie
00:53o di libri di grande successo. Ma nel nostro campo, quello dei videogiochi, c'è una saga
00:58che sicuramente è la più rappresentativa di queste creature della notte. E ad essa
01:02dedichiamo un punto doc. Stiamo parlando di Castlevania.
01:09Agli inizi degli anni Ottanta, nella cosiddetta età dell'oro dei videogiochi arcade, una piccola
01:15azienda giapponese di nome Konami era riuscita a mettersi in luce grazie ai suoi giochi.
01:20Prodotti come Frogger, nel quale bisognava aiutare una rana ad attraversare la strada
01:25evitando di essere schiacciata dalle auto, o Scramble, uno shooter a scorrimento orizzontale,
01:31avevano contribuito a consolidare la posizione dell'azienda nel mercato dei cabinati da bar.
01:36La sua produzione tuttavia non si limitava solo al settore arcade. Man mano che la società
01:42si espandeva, aprendo delle sedi negli Stati Uniti e in Inghilterra, i suoi giochi di punta
01:47venivano convertiti per PC ed MSX, e a partire dal 1985 anche per la prima console di Nintendo,
01:55il Famicom. Fu proprio su questa piattaforma ad 8-bit che dopo una serie di porting dei
02:00suoi principali successi arcade, Konami decise di tentare nuove strade. In particolare pensò
02:07di progettare un gioco che avesse una struttura più elaborata rispetto ad altre produzioni
02:11del periodo. Un titolo che ponesse una maggiore enfasi sulla trama, sull'esplorazione,
02:16sulla caratterizzazione dei personaggi. Fu su queste basi che nacque Akumajou Dracula,
02:23un platform d'azione con una vincente atmosfera horror che avrebbe costituito il punto di partenza
02:28per una delle più grandi serie della storia dei videogiochi. Il gioco venne pubblicato
02:34il 26 settembre 1986 su Famicom Disk System, una periferica che permetteva alla console Nintendo
02:41di leggere dei floppy disk. L'anno successivo il gioco venne pubblicato nel mercato nordamericano
02:47con un nuovo nome, Castlevania. Si trattava di un tipico videogioco a piattaforme con protagonista
02:53Simon Belmont, discendente di una famiglia di cacciatori di vampiri. L'obiettivo era quello
02:59di entrare nel castello del conte Dracula, affrontare le oscure creature al suo interno e distruggerlo
03:04insieme al suo proprietario. L'arma a disposizione di Belmont era la Vampire Killer, una frusta,
03:11che negli anni diventerà una vera e propria icona della serie. Non mancavano però una
03:16serie di armi secondarie più o meno bizzarre, tra cui crocifissi da usare come boomerang
03:20o dell'acqua santa da lanciare a mo' di bombe. Oltre ad un ritmo di gioco piuttosto lento,
03:26quello che rendeva Castlevania un'esperienza unica nel suo genere era il realismo delle ambientazioni
03:31e dei personaggi. A dispetto di altri giochi per Famicom, l'eroe non era rappresentato in
03:36maniera caricaturale, ma ben proporzionato, mentre gli scenari erano tanto cupi quanto
03:42dettagliati. Fonte di ispirazione per la trama furono film come Il Nosterato di Murnau e Il
03:48Dracula di Todd Browning, le prime opere cinematografiche tratte dallo storico libro di Bram Stoker, ma
03:54anche classici quali L'uomo lupo di George Wagner o i film horror della Hammer Productions. Non è
04:00un caso che, nei titoli di coda del videogioco, fra gli immaginari interpreti dei mostri, apparivano
04:05le storpiature dei nomi dei grandi attori del genere, come Christopher Lee o Bela Lugosi.
04:11Uno pseudonimo venne invece adottato da Kinuyo Yamashita, il musicista che insieme a Sato e
04:17Terashima aveva curato la splendida colonna sonora del gioco, ideando tracce che sarebbero
04:21state più volte riprese nei successivi capitoli della serie. Per omaggiare James Bernard, l'autore
04:27della colonna sonora del film Dracula del 1958, l'artista aveva scelto il nomignolo
04:33di James Banana. Una versione differente del gioco, intitolata Vampire Killer, venne realizzata
04:40poco dopo anche per MSX. Nonostante grafiche e sonoro piuttosto simili, non si trattava
04:46in realtà di una semplice conversione, ma di un titolo differente, sotto molti aspetti,
04:51al punto che molti fan lo considerano quasi un remake. Vampire Killer focalizzava molto del
04:56suo gameplay sull'esplorazione e sulla risoluzione di enigmi piuttosto che sui combattimenti e
05:02introdusse quegli elementi che sarebbero stati poi ripresi successivamente, modellando quello
05:06che sarebbe diventato il cosiddetto genere Metroidvania, un action game con una forte
05:11componente esplorativa e dalla progressione non lineare. La parola sarebbe nata dalla fusione
05:17di Metroid, un gioco di Nintendo pubblicato nello stesso periodo, e Castlevania.
05:40Lodato sia dalla critica che dal pubblico, Castlevania fu un vero successo. Konami non perse
05:45tempo e cominciò subito a lavorare al seguito, affidandone la direzione a Hitoshi Akamatsu.
05:51Il nuovo episodio arrivò sul mercato nell'agosto 1987 in Giappone e l'anno successivo in Nord
05:57America. Castlevania II Simons Quest riprendeva molti degli elementi più interessanti di Vampire
06:03Killer, ai quali aggiungeva però caratteristiche inedite tipiche dei giochi di ruolo. Tutti elementi
06:09che avrebbero influenzato le produzioni future della serie. C'erano infatti un mondo liberamente
06:15esplorabile, la possibilità di interagire con altri personaggi, di potenziare il proprio
06:19alter ego e un ciclo giorno-notte che influenzava la resistenza dei nemici. Il gioco era ambientato
06:26sette anni dopo il primo Castlevania e vedeva protagonista ancora una volta Simon Belmont
06:31alle prese con Dracula e una maledizione. Il titolo bissò il successo del predecessore,
06:36diventando un classico per NES e generando uno dei primi fenomeni di merchandise legato ad un
06:42prodotto videoludico. Vennero infatti realizzate carte da collezione, racconti e altro materiale
06:48basati sul suo universo. L'azienda americana Tiger Electronics gli dedicò perfino uno dei
06:53suoi giochi elettronici portatili. Con un marchio delle grandi potenzialità, Konami pensò che fosse
06:59arrivato il momento di tentare nuove strade. Così, dopo una poco felice escursione nel mondo dei
07:05cabinati con l'arcade Hunted Castle, la saga sbarcò nel 1989 anche su Game Boy. Castlevania
07:12The Adventure raccontava le vicende del primo membro del clan Belmont, Christopher, e nel team
07:18c'era un giovane Masato Maegawa, talentuoso programmatore che sarebbe poi diventato famoso
07:23per giochi come Gunstar Heroes e Ikaruga. Sfortunatamente il titolo non riscontrò un grande successo a causa
07:30di una giocabilità ostica e della mancanza di molte delle caratteristiche peculiari della
07:34saga. La serie riprese quindi il suo percorso naturale su NES, dove nello stesso anno venne
07:40rilasciato il terzo capitolo ufficiale, affidato ancora una volta alla regia di Hitoshi Akamatsu.
07:46Intitolato Castlevania III Dracula's Curse, il nuovo episodio abbandonava le meccaniche avventurose
07:52di Simon's Quest per rispolverare le dinamiche più action del primo Castlevania. Una serie di
07:57bivi lungo il percorso assicurava un minimo di varietà nella progressione dei livelli,
08:02ma non mancava qualche interessante novità. Su tutte spiccavano una grafica più curata,
08:08livelli più ampi, e la possibilità per il protagonista, Trevor Belmont, di venire affiancato
08:13da alcuni alleati di supporto, che potevano essere controllati direttamente dal giocatore.
08:18Fra questi era presente anche quello che sarebbe diventato uno dei personaggi più amati della
08:23saga Alucard.
08:46È interessante sapere che la serie Castlevania subì negli anni tutta una serie di adattamenti
08:51e modifiche per i suoi contenuti ritenuti inappropriati. Tra croci, sangue e immagini
08:56blasfeme ce n'era veramente per tutti i gusti, e non era semplice evitare la censura
09:00di quegli anni. Forse non tutti sanno però che ci sono stati anche problemi di copyright.
09:05Ad esempio in Castlevania II e Simon's Quest la figura di Dracula presente sulla confezione
09:09venne eliminata perché troppo simile a quella presente sulla copertina di Ravenloft di Dungeons
09:14and Dragons.
09:21Gli anni 90 di Konami si aprirono con una serie di progetti multipiattaforma. Con l'avvento
09:26del Super Nintendo, l'azienda giapponese decise di portare il suo franchise di maggior successo
09:31sulla nuova console. Per l'esordio pensò quindi di rivisitare il primo Castlevania e di riproporlo
09:37in una versione adattata alle potenzialità hardware della console a 16-bit. La notizia si diffuse
09:43rapidamente fra gli addetti ai lavori e i videogiocatori e suscitando diverse perplessità.
09:48In molte si chiesero infatti perché rispolverare una produzione in fin dei conti piuttosto recente
09:53invece che continuare a sviluppare la saga. Ma quando il prodotto arrivò sugli scaffali
09:57dei negozi col titolo di Super Castlevania IV, mise subito tutti d'accordo. Il gioco era un
10:03capolavoro. La software house giapponese infatti aveva completamente rielaborato la struttura
10:09dei livelli, i nemici e la colonna sonora, migliorando notevolmente il sistema di controllo.
10:14Simon Belmont era tornato più in forma che mai. Dopo una seconda incursione su Game Boy con
10:20Castlevania II Belmont's Revenge, nel 1993 Konami realizzò altri due giochi della saga per piattaforme
10:26domestiche, ma solo per il mercato giapponese. Si trattava di Castlevania Chronicles, ennesimo remake
10:32della prima avventura di Simon pubblicato su Computer Sharp, e dell'ottimo Castlevania Rondo of Blood,
10:38per PC Engine. Nel gioco, distribuito in poche copie e divenute col tempo un vero e proprio
10:43oggetto da collezione, gli utenti interpretavano Richter Belmont, il discendente di Simon Belmont,
10:49impegnato nel tentativo di liberare la fidanzata e la sorella dalle grinfie del Principe delle
10:54Tenebre. Grazie al supporto ottico proprietario che permetteva una maggiore capacità di immagazzinamento
11:00dati, il gioco poteva contare su una grafica molto fluida, sulla presenza di scene di intermezzo
11:04animate e sul doppiaggio dei personaggi. L'anno seguente, la serie arrivò per la prima volta
11:10su Mega Drive, ma subì una violenta censura che eliminò ogni traccia di sangue dal gioco.
11:15A partire dal titolo, Castlevania Bloodlines diventò infatti Castlevania The New Generation
11:20per il mercato europeo e australiano, e fra i giochi della serie è stato forse il più
11:25insolito dal punto di vista narrativo. Probabilmente anche perché era stato originariamente concepito
11:30come un titolo a sé stante, una sorta di storia parallela. Ambientata nel periodo della
11:36prima guerra mondiale, l'avventura aveva due protagonisti. Il primo, John Morris, era un
11:42discendente dei Belmont, possedeva la Vampire Killer ed era figlio di Quincy Morris, un personaggio
11:48del romanzo Dracula di Bram Stoker. L'altro era invece uno spagnolo di nome Eric Lecarde ed
11:54era armato con la lancia di Alucard. Contrariamente alla tradizione, The New Generation presentava
12:00degli scenari ambientati in altre città europee, come Atene, Pisa e Versailles, mentre manteneva
12:06intatto l'impianto artistico e tecnico della saga.
12:18Nel 1994 l'industria dei videogiochi venne scossa dall'arrivo di PlayStation, la nuova performante
12:25console di Sony, che in breve tempo era diventata il punto di riferimento per le software house
12:30giapponesi. Sarà proprio questa piattaforma ad ospitare
12:33la prima grande svolta per Castlevania. Il rivoluzionario Symphony of the Night. Rivoluzionario
12:40perché determinò un forte cambiamento in termini di gameplay, fisica e design di personaggi
12:45e livelli. Nonostante il progetto fosse stato affidato
12:48alla direzione di Toru Agihara dello studio Konami di Tokyo, fu il suo assistente Koji
12:54Igarashi a prendere in mano la situazione, influenzando con le sue idee l'intero percorso
12:59artistico e narrativo dell'opera. Igarashi rispolverò il sistema Open World di Castlevania
13:052 e aggiunse altri elementi tipici dei giochi di ruolo. Poi affidò all'artista Ayami Kojima
13:11il compito di disegnare tutti i personaggi dell'avventura, compreso il protagonista, Alucard.
13:17Quello realizzato dall'illustratrice era molto diverso dall'originale apparso quasi dieci
13:22anni prima in Castlevania 3. Capelli lunghi e bianchi, viso pallido, fisico androgino
13:28e abbigliamento barocco. La direzione artistica intrapresa fu molto apprezzata dai fan fin
13:33dalle prime apparizioni sui media. Il tutto veniva impreziosito da una colonna sonora che
13:38poteva pantare brani che spaziavano dalla techno al gothic rock, dalla musica new age al metal.
13:44compresi alcuni pezzi classici della serie Castlevania riarrangiati in chiave moderna.
13:49Il risultato finale fu davvero entusiasmante. L'avventura del vampiro Alucard, figlio di
13:55Dracula e di una donna umana, Lisa, finì per conquistare tutti. Pubblicato nel 1997 grazie
14:02al passaparola fra i fan e al giudizio entusiastico della critica, Castlevania Symphony of the Night
14:08divenne una hit in breve tempo, vendendo per la sola PlayStation ben 1.270.000 copie.
14:14Da allora è stato adattato e distribuito su diverse altre console, ed è ormai considerato
14:20un titolo di culto nel settore dei videogiochi.
14:38Ormai la moda dei giochi realizzati con motori grafici 3D si stava affermando con decisione,
14:43ed era chiaro che anche Castlevania prima o poi avrebbe subito la stessa sorte di altri
14:47franchise illustri. E così, mentre Symphony of the Night stava per vedere la luce, Konami
14:52annunciò di essere al lavoro su una nuova avventura per Nintendo 64 completamente tridimensionale.
14:57Il titolo ufficiale provvisorio era Dracula 3D, ma per tutti noi occidentali sarebbe stato
15:02Castlevania 64.
15:09Per annunciare il nuovo Castlevania per Nintendo 64, Konami diffuse un filmato promozionale che
15:15mostrava quattro personaggi poligonali dal design ancora piuttosto grezzo. Ma tanto bastò
15:21per generare una grande attesa fra gli appassionati, che aumentò a dismisura quando nell'ottobre
15:25del 1998 il titolo venne presentato in forma giocabile al Tokyo Game Show. Quando però arrivò
15:32sugli scaffali dei negozi americani, Castlevania si rivelò una mezza delusione. Ribattezzato
15:38dai fan Castlevania 64, il nuovo episodio era afflitto da una trama banale e da evidenti problemi
15:44tecnici. Konami aveva probabilmente avuto delle grandi difficoltà ad adattare il gameplay
15:48della serie nel passaggio dalle due dimensioni al 3D. La telecamera reagiva male alle sollecitazioni
15:54del giocatore, il sistema di controllo era poco preciso e la grafica decisamente spoglia.
15:59I personaggi giocabili non erano i quattro annunciati a suo tempo, ma solo due. Reinhardt
16:05Schneider, il tipico eroe armato di frusta, e Carrie Fernandez, una ragazzina dotata di poteri
16:10magici. Il gioco ricevette giudizi tutto sommato positivi dalla critica, ma i fan furono
16:16tutt'altro che entusiasti. La stampa specializzata, pur riconoscendone i difetti, ne apprezzò gli
16:22scenari, ispirati alla regione francese della Loira, come il castello di Asel Rideau o il
16:27paesino di Mont Saint-Michel, il character design dell'artista Yasuomi Umezzo e la buona colonna
16:33sonora. Era però chiaro che Konami non aveva avuto abbastanza tempo per rifinire il prodotto,
16:38e una sorta di conferma la si ebbe quando lo stesso anno, la Software House pubblicò
16:42un seguito intitolato Castlevania Legacy of Darkness. Per molti giocatori questo doveva
16:48essere il vero Castlevania 64. Non solo la grafica del gioco era più dettagliata, ma
16:54erano stati reintrodotti i due personaggi precedentemente esclusi. Cornel, un uomo bestia
16:59dalla forza sovraumana capace di trasformarsi in lupo antropomorfo, e Henry Oldray, un paladino
17:05armato di pistola. Purtroppo il gioco soffriva ancora dei problemi di gameplay che avevano
17:10rovinato il suo predecessore ad evidenziare una problematica innata nel trasportare il gioco
17:15nelle tre dimensioni. Konami pensò quindi di ritornare sui propri passi, e l'occasione
17:20per riproporre al suo pubblico il vecchio e affidabile Castlevania si presentò nel 2001,
17:25con l'arrivo sul mercato del Game Boy Advance. Fu così che al lancio della console il 21 marzo
17:312001, in Giappone uscì Castlevania Circle of the Moon. Il titolo rispolverò l'impostazione
17:382D degli episodi classici, ma adottava stavolta uno stile grafico manga e riprendeva la struttura
17:43esplorativa tipica dei Metroidvania. Circle of the Moon fu un successo indiscusso, e Konami
17:49decise di continuare lungo quella strada. A distanza di un anno l'uno dall'altro uscirono
17:55due nuovi capitoli diretti da Koji Igarashi, Castlevania Harmony of Dissonance e Castlevania
18:01Area of Sorrow. Entrambi vennero accolti positivamente dal pubblico, e moltissimi giocatori considerano
18:07ancora oggi Area of Sorrow uno degli episodi migliori del franchise, paragonabile solo allo
18:13storico Symphony of the Night.
18:35Riacquisita una certa fiducia sul proprio marchio dopo il ritorno alle origini, nel 2003 Konami
18:41era pronta a ritentare la strada delle tre dimensioni con Castlevania. Questa volta le
18:46console scelte per ospitare il nuovo progetto furono Xbox e PlayStation 2. Diretto ancora
18:51una volta da Koji Igarashi, ormai un punto di riferimento per il franchise, Castlevania
18:56Lament of Innocence traeva ispirazione da uno dei successi più importanti della piattaforma
19:01di Sony, Devil May Cry. Il gioco presentava uno stile inedito, più incentrato sugli elementi
19:07Taken Slash del titolo Capcom, piuttosto che sulle meccaniche originali della serie Konami.
19:12Nonostante gli sforzi e la presenza di veterani della saga come Ayami Kojima al character design
19:17e Michiro Yamane per la colonna sonora, Castlevania Lament of Innocence raccolse giudizi misti, fra
19:24chi ne apprezzava alcuni spunti originali e chi lo trovava piuttosto ripetitivo. Forte delle
19:29critiche ricevute, il game director Koji Igarashi decise così di provarci ancora una volta realizzando
19:36una nuova avventura 3D, ma reintroducendo molti degli aspetti che avevano fatto la fortuna
19:40degli episodi 2D. Castlevania Curse of Darkness uscì nel novembre 2005, ma nonostante i buoni
19:47propositi, anche questo non riuscì a soddisfare completamente i fan più incalliti. Ma mentre
19:53sulle console domestiche la serie faticava a raccogliere consensi unanimi, su quelle portatili
19:57la musica era completamente diversa. Su Nintendo DS, Castlevania continuava a macinare successi,
20:04restando sempre fedele alla tradizione, senza però trascurare piccole ma sostanziali
20:08innovazioni. Castlevania Dawn of Sorrow del 2005, per esempio, era un seguito diretto del
20:14vecchio Area of Sorrow per Game Boy Advance, ma fu anche il primo capitolo della saga dotato
20:19di una modalità multigiocatori. Castlevania Portrait of Ruin, che lo seguì a ruota l'anno
20:24dopo, riprendeva in parte le vicende raccontate da Castlevania The New Generation e vedeva protagonista
20:30proprio il figlio di John Morris, eroe del gioco per Mega Drive. Ma il gioco fu anche
20:35il primo titolo della serie dotato di modalità cooperativa online. A completare il trittico
20:41ci fu poi Castlevania The Dracula X Chronicles, questa volta su PSP. Si trattava del remake
20:47del vecchio Dracula X Rondo of Blood, con grafica, simil 3D e la possibilità di sbloccare e giocare
20:54l'intero Symphony of the Night sulla console portatile di Sony.
20:59La serie procedeva insomma su due binari diversi. Console casalinghe vs console portatili. Grafica
21:06tridimensionale e ricerca spasmodica delle novità, contro rispetto delle tradizioni e
21:10con mistioni bidimensionali. Un po' tutte le produzioni giapponesi di quel periodo erano
21:15invischiate in una sorta di crisi di identità e Konami non faceva eccezione con il suo Castlevania.
21:20Ma quale periodo poteva essere migliore per tentare nuove strade, puntando su fonti di
21:25ispirazione originali?
21:37Mentre Konami si godeva il meritato successo, Koji Garashi pensava già al prossimo progetto.
21:43Questa volta il geniale director era concentrato su un'idea che gli frullava da tempo nella mente.
21:48Una doppia produzione per Nintendo DS e Wii che sfruttasse la connettività delle due console
21:53per consentire agli utenti di condividere e sbloccare oggetti e bonus.
21:57E così, a distanza di un mese l'uno dall'altro, in Nord America arrivarono Castlevania Order of
22:02Ecclesia su Nintendo DS e Castlevania Judgment su Wii. Il primo manteneva le caratteristiche tipiche
22:09della saga 2D, ottenendo parecchi riconoscimenti da pubblico e stampa specializzata.
22:13Il prodotto costituì una sorta di mosca bianca per la serie, visto che per la prima volta
22:18proponeva come protagonista una donna, Shanoa, tra l'altro nemmeno legata da vincoli di parentela
22:24con i Belmont. Non a caso fu il primo gioco della serie canonica a non prevedere fra le
22:29armi in dotazione la famosa frusta Vampire Killer. Castlevania Judgment era invece una curiosa
22:35incursione della saga nel mondo dei picchiadura ad incontri, che faceva uso della particolare
22:39coppia di periferiche della console Nintendo, Wiimote più Nunchak. Accolto con un certo
22:45scetticismo fin dal momento del suo annuncio, il titolo si rivelò purtroppo un autentico
22:50flop. E a Konami non bastò neanche il discreto successo registrato un anno dopo dal remake
22:54di Castlevania The Adventure per riprendersi dal fiasco. I vertici di Konami rimasero così
22:59delusi per l'ennesima volta dall'andamento della serie nella sua incarnazione 3D.
23:04Negli uffici della società giapponese si faceva sempre più largo l'idea che bisognava
23:09cambiare registro, anche a costo di compiere scelte dolorose. E a farne le spese fu Koji
23:15Igarashi. Con una mossa sorpresa, Konami decise infatti di azzerare tutto, a cominciare
23:20dallo staff. Per prima cosa i lavori del nuovo episodio vennero affidati ad un nuovo team
23:25di sviluppo, gli spagnoli Mercury Steam. A Hideo Kojima, mente creativa alle spalle della
23:31serie Metal Gear Solid, venne dato il compito di supervisionare il progetto. Dopo aver scartato
23:36l'idea di un remake dell'episodio del 1986 e optato per ambientare gli eventi in una sorta
23:41di universo alternativo rispetto alla saga originale, l'ennesimo esperimento in tre dimensioni
23:47di Castlevania iniziava a prendere forma. Intitolato Lords of Shadow, il gioco fu ufficialmente
23:57annunciato per PlayStation 3 e Xbox 360 nel corso della Games Convention di Lipsia del 2008,
24:03ma senza il nome Castlevania nel titolo. Probabilmente la decisione fu presa a livello
24:08marketing per evitare sovrapposizioni con Castlevania Judgment, anch'esso presentato
24:12alla fiera tedesca. Ma allo stesso tempo, il cambiamento della struttura storica della
24:17serie era talmente radicale che la compagnia temeva che il gioco potesse non essere accettato
24:22dai fan. Konami rivelò solo l'anno dopo che il gioco apparteneva alla sua saga vampiresca,
24:28approfittando di una conferenza alle 3 di Los Angeles. I primi avvistamenti della produzione
24:33lasciarono però perplessi numerosi fan che non videro di buon occhio i drastici cambiamenti
24:37apportati al protagonista e allo stile visivo della serie. All'uscita, nel 2010, il gioco
24:43incontrò tuttavia il favore di una buona parte della critica e risultati commerciali
24:48inaspettati, diventando il titolo più venduto di tutta la serie. Pubblicato nel 2010, Lords
24:54of Shadow di Castlevania aveva davvero solo il nome e poco altro. Eppure fu il primo episodio
25:003D a tenere alto il nome del franchise, un action-adventure divertente che riusciva a proporre
25:06diverse sfaccettature del genere e amalgamarle tra loro per rendere il titolo longevo, vario
25:11e decisamente rigiocabile. E poi c'era il protagonista, l'affascinante cavaliere Gabriel Belmont.
25:17Nel nuovo mondo ideato da Hideo Kojima e Mercury Steam, era lui il capostipite della famiglia
25:23di Ammazza Vampiri, ma a un certo punto della storia si sarebbe trasformato nel mostro da
25:28combattere. Soddisfatta dei risultati ottenuti col reboot, Konami decise di espandere la serie.
25:34A maggio del 2009 annunciò quindi Castlevania Lords of Shadow Mirror of Fate per Nintendo
25:403DS, mentre un mese dopo, alle 3 di Los Angeles, venne rivelato Castlevania Lords of Shadow 2.
25:47Entrambi i titoli sarebbero stati sviluppati da Mercury Steam. Diviso in tre atti e un prologo,
25:54Mirror of Fate era un platform avventuroso a scorrimento orizzontale, con protagonisti Gabriel,
25:59suo figlio Trevor, Simon Belmont e Alucard. Uscito nel marzo del 2013, il luogo non raccolse
26:06però molti consensi, anche se non mancavano citazioni divertenti. La più carina era quella
26:11contenuta nel messaggio di uno scheletro, forse quello di Luigi. Nell'evidenziare i difetti
26:16strutturali delle tubature del castello, infatti, veniva menzionato proprio il fratello Mario.
26:22Discorso simile per l'atteso Lords of Shadow 2, pubblicato il 28 febbraio 2014 e accolto
26:29da recensioni tutt'altro che positive. In molti hanno infatti criticato la trama poco
26:34interessante, i nemici senza carisma e diverse sezioni stealth piuttosto frustranti. E come
26:40se questo non bastasse, pochi giorni dopo l'uscita, un anonimo sviluppatore di Mercury
26:44Steam ha persino puntato il dito contro il director dello studio, Henry Calvarez. A differenza
26:51di Hideo Kojima, che aveva lasciato enormi libertà creative al team senza interferire
26:56troppo sullo sviluppo del primo Lords of Shadow, Alvarez è stato accusato di una pessima gestione
27:01del gruppo e di imporre la propria visione senza rispettare il lavoro di programmatori,
27:07designer e grafici.
27:11Quasi 30 anni fa Konami lanciava sul mercato un gioco che avrebbe dato vita, tra clamorosi
27:16alti e dolorosi bassi, a uno dei marchi giapponesi più famosi e longevi di sempre.
27:21La serie Castlevania è stata ospitata su decine di piattaforme diverse e si è guadagnata
27:25persino una menzione sul Guinness dei Primati proprio per questo motivo. E anche se la storia
27:30recente sembra evidenziare l'inizio di un declino, siamo convinti che il futuro della
27:35saga saprà riservarci molte altre sorprese. La caccia ai vampiri è ancora aperta.
28:04La caccia ai vampiri è stata ospitata su decine di piattaforme diverse e si è guadagnata.
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