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Trascrizione
00:10salve e benvenuti ad una nuova puntata dei reperti raccontano la storia il programma
00:16dedicato alla archeologia e alla storia della nostra isola attraverso il racconto dei suoi
00:24reperti più emblematici. Io sono Nicola Desi e ci troviamo all'interno del Museo Muda di Las Plassas.
00:55Oggi parleremo della bronzistica figurata dell'età nuragica. E' bene subito chiarire che la civiltà
01:05nuragica è stata indubbiamente la civiltà più importante della Sardegna e probabilmente tra
01:12le più importanti di tutto il Mediterraneo durante l'età del bronzo e l'età del ferro. Quindi quando
01:18nasce questa civiltà. Ora non abbiamo chiaramente una data precisa, esatta, perché come ben sapete
01:26tutte le grandi civiltà, le grandi culture si evolvono pian piano, cambiano nel tempo. Però abbiamo un
01:34periodo di riferimento che è quello appunto dell'età del bronzo. Quindi l'uomo ormai ha già affrontato
01:41quella che è stata la rivoluzione neolitica, la rivoluzione della metallurgia con l'età del rame
01:47e ci accingiamo appunto ad entrare in una nuova fase, in una nuova era che chiameremo appunto
01:52età del bronzo e che nasce approssimativamente attorno al 2200 avanti Cristo, quando abbiamo le
01:58prime testimonianze dell'utilizzo del bronzo che, come alcuni di voi già sapranno, è una lega di rame
02:06e stagno. E dunque proprio attorno al 1800-1700 avanti Cristo cominciamo a vedere quelle che sono le
02:15strutture più caratteristiche della civiltà nuragica. Prima i protonuraghi, ovvero quelle
02:20strutture che all'interno avevano dei lunghi corridoi e a volte una forma quadrangolare o
02:26rettangolare e successivamente insomma la nascita dei nuraghi veri e propri con la forma circolare
02:32e le camere voltate a Tolos. La civiltà nuragica è una civiltà che ha fatto della metallurgia forse uno
02:41dei punti di forza più importanti della propria economia, della propria cultura, tant'è che i
02:48prodotti della bronzistica figurata sarda prendevano in largo e andavano insomma a finire anche in altre
02:56località del Mediterraneo. Famosi strane bronzetti tardo-nuragici trovati proprio in Etruria, quindi in
03:05Toscana e nel Lazio dove abitavano appunto gli antichi etruschi che commerciavano spesso appunto con
03:11i sardi e acquistavano spesso materiali di pregevole fattura come i bronzetti. Quando parliamo di
03:18bronzetti però dobbiamo chiarire che, manché utilizziamo il termine nuragico, ecco dobbiamo
03:24però specificare che siamo nella tarda età nuragica. Pensate che tra la costruzione dei primi nuraghi e la
03:32realizzazione dei primi bronzetti passano circa 800 anni perché i bronzetti appartengono all'età del
03:40ferro, un periodo nel quale ormai i nuraghi non si costruiscono più, alcuni di questi verranno
03:45abbandonati, ma non significa che la civiltà nuragica stia morendo, stia scomparendo. Sta affrontando una
03:51nuova fase, una fase di mutamento, di cambiamento che vedrà appunto esprimere la propria cultura e la
04:01propria arte attraverso appunto i bronzetti. Bene, oggi voglio iniziare con questo, questa
04:09riproduzione particolare, anche un po' anomala nell'ambito della bronzistica figurata. Dovete sapere
04:17anzitutto che i bronzetti nuragici o tardonuragici o bronzetti sardi, come qualcuno preferisce
04:23chiamarli, sono oltre mille e provengono per lo più da siti sacri come i templi a Pozzo, i templi
04:32a Megaron o da alcuni uraghi riutilizzati come templi durante l'età del ferro. Ma qualche volta
04:40vedremo, come in questo caso, anche da contesti funerari. Questi bronzetti venivano fatti con due
04:48metalli che in realtà in Sardegna non sono molto diffusi, perché si trattava di realizzare una lega
04:56con il rame, che proveniva per lo più dall'isola di Cipro. La Sardegna ha solamente 5 giaccimenti
05:04di rame e non bastavano appunto per soddisfare la richiesta, la grande produzione chiaviere in
05:11Sardegna. E' lo stagno, che è ancora più raro. E pensate, lo stagno arrivava da luoghi come la Spagna
05:17o addirittura dalla sud dell'Inghilterra. E poi, insomma, analizzando il contenuto dei bronzetti, si è
05:25scoperto che c'erano anche altri minerali come l'argento e il ferro. E quindi pensiamo, insomma, che ogni
05:33metallurgo avesse un po' quella che io chiamo la sua ricetta segreta, che si tramandava probabilmente
05:41di padre in figlio. Ebbene, come si realizzavano i bronzetti? Si faceva un modellino con della cera,
05:49della cera d'api, lo si rivestiva con dell'argilla refrattaria, che aveva nella parte superiore un
05:58incavo, nel quale appunto si versava poi il bronzo fuso. Bronzo che ovviamente dove essere fuso a
06:04temperature molto alte, addirittura si arrivava a mille gradi. E noi sappiamo, insomma, che in Sardegna
06:10ci sono delle fornaci realizzate in età nuragica. Le più famose sono quelle di Sarco e Sporros,
06:18Villa Grande e Strisaili. Quindi siamo in Ogliastra, ma probabilmente ogni santuario aveva la sua piccola
06:26fornace dove si producevano in loco dei bronzetti. Abbiamo detto che, insomma, la maggior parte
06:34delle figurine appunto di età nuragica provengono da luoghi come Pozzi Sacri, Templi a Megaron o
06:43nuraghi riutilizzati come templi. Ma abbiamo un caso, anzi due casi, di bronzetti rinvenuti invece
06:52in un contesto funerario. Stiamo parlando appunto di questo bronzetto rinvenuto ai primi del Novecento
07:01dall'archeologo Antonio Taramelli nella tomba di Sagosta a Sardara. Una tomba probabilmente semplice,
07:11non una tomba dei giganti, insomma, che erano le tombe più diffuse in età nuragica. E questo bronzetto,
07:18insieme a una sorta di gemello, vennero trovati proprio insieme al corredo funerario di questo
07:24personaggio. Un personaggio probabilmente di alto rango, forse un mercenario che volle essere celebrato
07:32proprio con la presenza di questo particolare arciere, detto di tipo orientalizzante. Non dobbiamo
07:41dimenticare che la civiltà nuragica, ma i sardi in generale, dell'epoca del bronzo, dell'età del ferro,
07:48anche successivamente avevano degli stretti contatti con l'Oriente. Oggi pensate che diversi
07:54materiali della Sardegna nuragica hanno raggiunto luoghi come Creta, come Cipro e addirittura,
08:02pensate il porto di Galilea in Israele. Ma i sardi poi avevano probabilmente anche un rapporto
08:12privilegiato con l'Egitto. L'Egitto poi in quel periodo dettava le mode, o in generale l'Oriente.
08:21E questo arciere è stato voluto proprio rappresentare come un arciere di tipo orientale.
08:30Com'è contraddistinto? Anzitutto, ecco, abbiamo questo che viene chiamato genericamente
08:36gonnellino borchiato, ma in realtà non è proprio un gonnellino, ma si tratta di un grembiule,
08:42perché, vedete, è solamente nella parte anteriore, mentre nella parte posteriore abbiamo un altro tipo
08:49di veste. Questo gonnellino probabilmente era fatto, come dicevo prima, forse è più corretto
08:58chiamarlo grembiule, era fatto con del cuoio bollito. Il cuoio bollito è un materiale leggero
09:06e resistente allo stesso tempo, ed era rivestito da centinaia di borchie di metallo, che quindi
09:12facevano un po', ecco, da protezione anche la parte inferiore del corpo, come una sorta appunto
09:19di veste antiproiettile, chiamiamola così. È rappresentato questo personaggio proprio nell'atto
09:27di scoccare una freccia con, vedete, l'arco, probabilmente di legno, e la corda che è tesa.
09:36Purtroppo l'originale non è ben conservata, mancano alcune parti dell'arco, quindi questa è una
09:42riproduzione che, insomma, ci fa capire com'era in origine. Quindi il braccio destro, come vedete,
09:49è ben teso a tirare questa corda, e vediamo appunto anche la freccia. Uno dei legni più utilizzati per
09:56costruire gli archi nell'antichità poteva essere appunto il legno di tasso, di olmo, di nocciolo,
10:04o addirittura qualche volta di olivastro, una pianta ben diffusa in Sardegna, una pianta appunto
10:10molto elastica, e la corda veniva fatta con del materiale probabilmente o animale, di origine animale
10:16o di origine vegetale. Per quanto riguarda poi la parte superiore del corpo, cosa vediamo? Il collo è
10:24protetto da due anelli, che noi chiamiamo gorgera o goliera, che serviva proprio a riparare una parte
10:33importante del corpo umano. Ma non solo. Nella parte posteriore si nota quello che viene definito
10:42come paraguancia. E, vedete, una, come dire, prosecuzione, forse, di questa veste, di questo grembiule,
10:51che copre un'altra parte importante, quindi la parte posteriore del collo, altrimenti, insomma,
10:57scoperta anche perché il volto era diretto verso la direzione della freccia. E anche questo elemento,
11:03noi presupponiamo, forse, di cui ho bollito, con delle borchie di metallo. Infine, possiamo vedere,
11:11appunto, la calotta. Una calotta molto leggera, che fungeva, appunto, da elmo. E, sempre nella parte
11:19posteriore, vedete, torniamo, abbiamo la faretra, quindi il contenitore per le frecce. Frecce che erano
11:26fatte con un bastone di legno, mentre invece la punta era di metallo, nel caso specifico, appunto,
11:33di bronzo. Quindi, possiamo dire che questo guerriero probabilmente rappresentava o un arciere
11:41che proveniva dall'Oriente, come mercenario, appunto, in Sardegna, o un sardo che aveva svolto
11:49la professione, come dire, di mercenario, arciere, presso le grandi corti dell'Oriente. E, quindi,
11:57era tornata, appunto, con la moda, l'appigliamento che aveva preso, appunto, nell'Oriente. Noi, adesso,
12:04ci fermiamo e ritorneremo, tra poco, a parlare sempre di bronzistica figurata.
12:24Ebbene, quindi, ora lasciamo il nostro guerriero di tipo orientalizzante, che ricordiamo è stato
12:30rinvenuto agli inizi del Novecento in località Sagosta di Sardara. E, ora, passiamo a un altro
12:36oggetto della bronzistica figurata tardo-nuragica. Questa volta, però, non abbiamo personaggi,
12:42bensì un edificio. Allora, come vi dicevo prima, i nuraghi, nella tarda età nuragica,
12:49quindi a partire più o meno dal 1200 avanti Cristo, non vengono più costruiti. Alcuni di
12:55questi vengono riutilizzati, altri abbandonati, altri addirittura, pensate, vengono sottoposti a
13:00una spoliazione delle pietre per costruire quelle che sono delle vere e proprie cittadelle
13:07attorno ai nuraghi. Quindi anche la Sardegna, i sardi cominciano ad affrontare, a partire dal
13:14XIII secolo, la nascita delle prime cittadelle. È un fenomeno che io chiamo proto-urbanesimo
13:21e che, ovviamente, si rifà a quelle che sono le cittadelle dell'Oriente, con il quale, ricordo,
13:30i sardi avevano particolari contatti. In questo caso, però, abbiamo la riproduzione di un nuraghe,
13:37un modellino di nuraghe. Voi direte, ma se i nuraghi non venivano più costruiti, come mai vengono
13:43rappresentati? Bene, è una domanda interessante. Noi pensiamo che comunque, benché non si costruissero
13:50più in nuraghe, a partire dal 1200, epoca tra l'altro importante perché vediamo una serie di
13:55sconvolgimenti in tutto il Mediterraneo occidentale e orientale. Cadono le grandi monarchie, probabilmente
14:02anche in Sardegna, e soprattutto vediamo appunto la nascita, la comparsa dei popoli del mare. Ora,
14:11in questo caso abbiamo la riproduzione di un nuraghe quadrillobato, con un'altra struttura a fianco.
14:20Il nuraghe, benché non si costruisca più, è comunque un emblema importante della civiltà
14:27sarda. Addirittura in questo periodo i sardi realizzavano anche dei bottoncini con la forma
14:35del nuraghe, che probabilmente si cucivano sulle vesti e che portavano anche fuori dalla Sardegna.
14:41Anzi, era un po' un modo per distinguersi, quindi volevano, come dire, rimarcare la loro provenienza,
14:48la propria identità sarda fuori dalla Sardegna, un po' come noi oggi, faccio sempre questo esempio,
14:54portiamo la bandiera dei quattro mori nei concerti, nelle manifestazioni, perché ci teniamo a rimarcare
15:00appunto la nostra origine. Così facevano appunto i nuragici. Il nuraghe però in questo momento
15:05molto spesso viene riutilizzato come luogo sacro, come tempio. Ci sono tantissimi esempi. Il più famoso
15:14probabilmente è quello di Nurdole di Orani, dove appunto il nuraghe viene trasformato in un
15:20in un santuario vero e proprio e vengono trovati numerosissimi bronzetti. Questo bronzetto proviene
15:27da Ittireddo, quindi siamo nel nord Sardegna, e riproduce, come vi dicevo, un nuraghe quadrilobato.
15:35In genere i nuraghi riprodotti sono quasi sempre quadrilobati, anche perché è una delle tipologie più
15:41diffuse, un po' come quella di sunuragi di Barumini, dove abbiamo quattro torri perimetrali che sono,
15:47come vedete, unite da questo bastione e poi vedete il culmine è dato da questa sorta di torretta con
15:56un balcone di forma circolare. Le torri perimetrali in genere avevano due camere sovrapposte, mentre al
16:06centro c'era il mastio, la torre centrale che poteva superare anche 25-26 metri di altezza e che in
16:13origine
16:13aveva tre camere sovrapposte, raggiungibili attraverso una scala interna e liquidale che
16:20portava ai piani superiori. Quindi il nuraghe è un emblema, a questo punto religioso, ma anche
16:28identitario. Vediamo adesso invece di parlare di questa altra piccola struttura proprio a fianco
16:35al nuraghe. Ecco il compianto professor Giovanni Lilliu in un libro memorabile, che è appunto quello
16:46che riguarda proprio la descrizione dei bronzetti fino ad allora conosciuti, che si chiama Sculture della
16:52Sardegna nuragica. Ecco, descrive questo manufatto come modellino di nuraghe e casette. Ma ad un'analisi
17:03più attenta possiamo ben vedere che non è una semplice casetta, è un edificio di forma rettangolare
17:12con un tetto a doppio spiovente. Probabilmente si tratta della riproduzione in miniatura di un tempio
17:18a Megaron. Attorno al 1200 avanti Cristo, oltre ai pozzi sacri, i sardi realizzano anche un altro
17:26tipo di edificio sacro, che è il tempio a Megaron, che non ha nulla a che vedere con l'acqua,
17:31che non
17:31ha una forma circolare come i nuraghi e come i pozzi sacri, ha una forma rettangolare e in genere al
17:37centro vi è un focolare. Quindi con molta probabilità sono i tempi del fuoco. Il più famoso è quello di
17:44Domeurgia e Sersili o Maikitu ad Arzachena. Finora ne sono stati trovati oltre una cinquantina. E c'è
17:53un altro dettaglio importante, a mio avviso. Sono questi due volatili, vedete, messi proprio nella
18:00cresta, nel culmine di questo tetto. Ricordiamo che probabilmente le mura erano fatte di pietre,
18:08perfettamente appunto squadrate, ma il tetto a doppio spiovente era fatto con materiale deperibile,
18:15quindi legno, frascheco, perché poi non troviamo più il tetto. La presenza di questi due volatili
18:21non è casuale, non è, diciamo così, una scena quotidiana, ma vuole probabilmente rimarcare la
18:31sacralità di questo edificio. Tra l'altro, come vedete, sono in due posizioni differenti. Ora qua
18:40apriamo un mondo, quello delle Aruspicine, che noi conosciamo soprattutto grazie agli Etruschi.
18:48Sappiamo bene che gli Etruschi, quando volevano fare la divinazione, quindi predire il futuro,
18:55o addirittura, insomma, prima della costruzione di qualsiasi tempio, dovevano osservare il volo
19:00degli uccelli e in base a quello sapevano dove costruire il tempio. Questa è una cosa che poi
19:05verrà adottata in Età Romana e addirittura abbiamo delle testimonianze anche di Età Nuragica,
19:12quindi fondamentalmente in questa scena abbiamo proprio la rappresentazione di due dei templi
19:20più importanti dell'Età del Ferro in Sardegna, quindi il Nuraghe e il Tempio a Megaron.
19:27Bene, passiamo ora a altri personaggi rappresentati in questo fantastico mondo della raffigurazione
19:38eco-artistica della Sardegna, perché i Sardi daranno sfogo a quella che è proprio la loro
19:46creatività. Per certi aspetti alcuni personaggi rappresentati nei nostri bronzetti sono ancora
19:54un po' enigmatici, non sappiamo esattamente se volessero rappresentare degli individui mortali
20:03o addirittura ci si rifà il mondo del sacro, del religioso, del divino. Il caso appunto di
20:09questa bellissima sacerdotessa, trovata in località Seleni nell'Ottocento, siamo appunto
20:18nel territorio comunale di Lanusei a circa mille metri d'altezza e lì appunto già nell'Ottocento
20:26si trovò vicino al Nuraghe Gennacili un tempio, un tempio che restituì appunto materiali sacri,
20:34tra cui questa bellissima donna che è poi diventata anche un po' il simbolo del sito e se vogliamo
20:42del mondo femminile dell'età tardonuragica. Allora siamo di fronte appunto a un personaggio
20:51di una certa valenza sacra, forse divina, che viene rappresentata con, vedete, un mantello,
21:02un mantello che ha alcune pieghe lungo il braccio e dà, come vedete, la mano destra che è sollevata.
21:11Ecco, quando noi troviamo una figura che ha la mano destra sollevata, soprattutto in riferimento
21:18all'età nuragica, ma anche appunto ad altre civiltà, sappiamo che la mano sollevata è indice
21:25di preghiera, di orazione. Mentre invece nella mano sinistra tiene una ciotola, probabilmente
21:31un'offerta, una libagione. Un'altra particolarità è che indossa questa lunga veste che arriva fino
21:39poco sopra, insomma, le caviglie, con delle frange. Però io credo che l'elemento che tutti notano
21:49fin da subito è questa goliera o gorgiera che parte, vedete, dalla parte alta del collo,
21:57arriva fino alle spalle. Non sappiamo appunto se questi anelli fossero di legno, di metallo
22:04o di corda. Di fatto probabilmente indicava l'appartenenza a una casta, a un alto rango
22:11della società. Infine questo cappello, questo cappello vedete che ha una forma conica e che
22:18in origine probabilmente aveva delle larghe falde che poi si sono deteriorate col tempo perché
22:22erano molto sottili, molto fini. Ecco, possiamo dire, forse con relativa certezza, che si tratta
22:29di una sacerdotessa. La religione nuragica e tardo-nuragica è prerogativa delle donne
22:37a gestire probabilmente i grandi santuari dotati di templi a Pozzo, di templi a Megaron, sono
22:43proprio le donne. E questo, diciamo, che è un fenomeno che in Sardegna poi rimarrà, questa
22:50forte energia femminile, anche appunto nell'ambito religioso. È una figura, come vedete, comunque
22:58ieratica che invita ad un certo timore reverenziale proprio per questo aspetto così elegante, così
23:10potente allo stesso tempo. Ma a proposito appunto di donne, di mondo femminile dell'età nuragica,
23:17ecco, come non parlare di questa bellissima statuina trovata appunto nel secolo scorso in una grotta del
23:27territorio di Urzulè, quindi siamo nella Sardegna centro-nord orientale. Il professor Lilliu la definiva
23:35la madre dell'ucciso, parlava appunto di una donna che piangeva per la morte del figlio che tiene in grembo.
23:43Ma guardando più attentamente questo oggetto possiamo dire che, con molta probabilità, si tratta invece di
23:52una divinità seduta in trono. Questo è uno sgabbello sacro che abbiamo trovato anche nella capanna delle
23:59riunioni del nuraghe palmavera di Alghero. Possiamo ben vedere che questo personaggio maschile non è un
24:08bambino ma è un adulto, un adulto appunto guerriero, porta un cappello copricapo a calotta e porta il pugnale
24:17Elsa gammata, quel pugnale particolare di etanuragica del quale abbiamo parlato anche nell'edizione precedente
24:24che indica appunto l'appartenenza ad un alto rango. E non è morto, perché? Perché il collo, come vedete, è
24:32dritto,
24:33non è piegato. E questa donna, questa grande donna, avvolge e protegge questa figura. Questa figura che è un po'
24:42la dea madre dell'età nuragica, che probabilmente loro chiamavano Orgia, Orgia, Orgia, che è poi diventata
24:50anche Lugia o Lughia. Ecco, quindi sappiamo anche che nome aveva questa divinità, divinità che non può che farci
24:58pensare e ci rimanda al mondo egizio. Ecco qua appunto Isis o Iside, che è all'atta Oros. Iside, che,
25:07come ben sapete,
25:09era la moglie di Osiride, che è rappresentata, vedete, anch'essa in trono e che tiene appunto in grembo
25:19l'atta Orus. Possiamo appunto ben vedere la somiglianza estrema di queste due divinità, quindi è una divinità che ha
25:30la stessa
25:30funzione, la stessa energia, ma che probabilmente aveva nomi differenti. E la nostra Iside, in età punica e romana,
25:40sarà oggetto di devozione anche in Sardegna, perché questa è la riproduzione di una statuina in bronzo
25:47trovata a Tarros. Quindi sappiamo appunto che il culto di Iside arriva e viene appunto recepito
25:54anche dalle comunità sarde. E con questa bellissima rappresentazione di questa stupenda,
26:00importante divinità, io vi saluto e vi invito a seguire la prossima puntata dei reperti
26:08raccontano la storia. Arrivederci.
26:38Grazie.

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