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Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv
Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:35Cari amici, buonasera e benvenuti ad una nuova puntata di I reperti raccontano la storia.
00:41Il programma dedicato alla scoperta delle antiche civiltà della Sardegna, dal paleolitico all'età nuragica,
00:49attraverso la scoperta proprio dei reperti più significativi ed importanti di ciascun periodo.
00:57Io sono Nicola Desi e vi accompagnerò in questo viaggio.
01:01Bene, la volta precedente ci siamo lasciati con un oggetto che, come dicevo, è molto caratteristico,
01:08anzi, a dirla tutta, è il più caratteristico di tutta la civiltà nuragica,
01:13che ricordiamolo, indubbiamente, tra tutte le civiltà che si sono avvicendate in Sardegna,
01:19la più importante per numero di monumenti, per reperti, ma soprattutto anche per contatti con il resto del Mediterraneo.
01:29Questo oggetto viene chiamato Askos, che in greco vuol dire ventre.
01:36Infatti dovete sapere che probabilmente la forma è ispirata al ventre di alcuni animali che,
01:43inizialmente, probabilmente anche prima della scoperta della terracotta,
01:48venivano utilizzati proprio per contenitori, soprattutto di liquidi.
01:53E quali sono le caratteristiche di questo vaso?
01:57Il fatto di avere, come vedete, un corpo abbastanza panciuto, quasi ovoidale,
02:02è un'ansa, una lunga ansa, un lungomanico, che in genere mette in collegamento la parte centrale del vaso con
02:12la bocca.
02:14Esistono diversi tipi di Askos o brocche ascoidi, ci sono ad esempio queste con l'orlo drillobato
02:21e ci sono queste invece con il cosiddetto collo tubolare, ma di questo poi ne parleremo più avanti.
02:30Intanto cerchiamo di capire qual era la funzione di questo oggetto.
02:34Un oggetto che è stato rinvenuto in tantissimi scavi archeologici,
02:40soprattutto, pensate, nei santuari, nei luoghi sacri, come i templi a Megaron,
02:47come i templi a Pozzo o le fonti sacre.
02:51Tutti noi conosciamo, ad esempio, l'area archeologica di Santa Cristina Paoli Latino,
02:57che è una delle più importanti, delle più famose.
03:01Ecco, in questi santuari, che spesso sono collocati proprio in aree, in punti strategici dell'isola,
03:10gli uomini, le donne, le varie tribù, le varie comunità, si riunivano, si incontravano, spesso per commerciare.
03:17E durante queste feste, questi incontri, si festeggiava.
03:22C'erano dei rituali, dei rituali che avevano con molta probabilità, al centro, ecco, di queste feste,
03:33proprio l'utilizzo e soprattutto il consumo del vino.
03:38Ebbene, dovete sapere che proprio in Sardegna abbiamo trovato, tra le tracce più antiche,
03:45della vinificazione di tutto il Mediterraneo.
03:48Ecco, a nord del vero, in Sardegna, pensate, cresce anche la vite selvatica.
03:54C'è una vite selvatica nell'area di Urzulè, che pare abbia più di 7.000 anni.
03:59Ma è proprio in età nuragica, già a partire dalla metà del 1400,
04:05che vediamo le prime tracce concrete della vinificazione.
04:11Vinaccioli, tracce di vinificazione, sono state trovate, ad esempio, nel nuraghe Duos Nurages di Borore,
04:17nel villaggio nuragico di Saosa Cabras,
04:22presso il nuraghe Baonuragi di Trièi, e così tanti altri.
04:28Il vino era un vino che, all'epoca, non veniva bevuto in purezza, ma veniva mescolato,
04:36mescolato con dell'acqua, del miele, a volte del formaggio grattugiato, delle spezie,
04:42ed era comunque un prodotto abbastanza ricercato.
04:46In Sardegna si produceva sia vino bianco che vino nero,
04:50e a quanto pare era molto ricercato anche nel resto del Mediterraneo.
04:54Dovete sapere, ad esempio, che brocche come queste sono state trovate in tante altre aree del Mediterraneo,
05:02cioè brocche prodotte in Sardegna ed esportate, altre volte probabilmente realizzate in loco da genti sarde.
05:09Ecco, pensate da Cipro, passando per Creta, e poi, insomma, Sicilia, Centro Italia, soprattutto Lettruria,
05:19dove è stato trovato il maggior numero di brocche a scuidi fuori dal contesto sardo,
05:24fino ad arrivare, pensate, alla costa atlantica della penisola iberica.
05:30E sono stati trovati questi oggetti che ci dicono, ci indicano chiaramente,
05:34che i nuragici, i sardi, non erano affatti isolati, ma anche si spostavano, che commerciavano.
05:41Il vino, appunto, era un prodotto particolarmente richiesto, che viaggiava non tanto su questi vasi,
05:47ma su dei grandi orci che venivano chiusi, probabilmente con dei tappi di legno o di sughero,
05:53e questo oggetto veniva usato, invece, proprio nelle libagioni,
05:58quindi si utilizzava per bere direttamente, appunto, dalla bocca del vaso,
06:04oppure veniva versato su contenitori, su coppette più piccole.
06:08Ecco, e questi vasi li possiamo trovare inornati, come questo,
06:13benché, come potete vedere, abbia una superficie molto liscia,
06:17con un impasto di argilla molto depurato,
06:23è quasi lucente, ci ricorda quasi, insomma, un metallo ossidato.
06:28E si va a quelli che, invece, sono finemente decorati.
06:33Questa è la coppia di una brocca a scuidi,
06:37pensate, trovata proprio a Creta.
06:41E cosa indica?
06:43Indica, appunto, che in questo caso,
06:46il contenitore era arricchito da delle decorazioni,
06:51che il più delle volte venivano incise, no?
06:55Sulla pareti del vaso, quando questo era ancora fresco,
06:58quindi prima che venisse esposta a cottura,
07:01qualche volta, invece, veniva graffita,
07:03cioè, fatta dopo la cottura.
07:06E qua possiamo vedere dei triangoli,
07:08vedete, campiti con delle linee orizzontali,
07:12ma la decorazione, il simbolo, anzi,
07:15più caratteristico, in assoluto,
07:17delle decorazioni nuragiche,
07:19sono questi cerchielli.
07:22Questi cerchielli ci indicano,
07:24nella maggior parte dei casi,
07:26anche se troviamo il pezzo frammentario,
07:29ci dicono che appartiene alla cultura nuragica.
07:33E lo possiamo trovare, come in questo caso,
07:35vedete, nella parte superiore dell'ansa,
07:39ma anche, molto spesso, nello stesso corpo,
07:43vedete, come abbiamo qui.
07:46E questa decorazione di cerchielli, invece,
07:49veniva effettuata imprimendo,
07:52probabilmente, delle piccole cannucce,
07:54fatte, pensiamo, con del materiale vegetale
07:57o con dell'osso,
07:59sempre sulla superficie del vaso, ancora fresca.
08:04Ora, che tipo di vino producevano i sardi?
08:07L'abbiamo detto prima,
08:09producevano un vino sia bianco che nero.
08:13Pensate che l'analisi dei vinaccioli
08:15trovati nei contesti nuragici,
08:18ci dicono che, ad esempio, già in Ogliastra
08:21e nel centro Sardegna,
08:23si produceva in età nuragica il Cannonau,
08:26che, come sapete, è uno dei vini più famosi,
08:29più noti di tutta la Sardegna
08:30e che viene prodotto soprattutto
08:32nell'area centrale dell'isola.
08:35Invece, il rivenimento di Cabras,
08:37che ha segnato, insomma, un'altra tappa importante
08:40delle scoperte archeologiche in Sardegna,
08:42si trattava di vino bianco.
08:45Pensate, erano vinaccioli di vernaccia,
08:48che ancora, come molti di voi sapranno,
08:51si produce proprio nell'area dell'Oristanese.
08:54Quindi, come vedete, la produzione del vino è millenaria
08:57ed è, dal punto di vista identitario, molto forte.
09:02C'è da dire che la dieta degli antichi nuragici,
09:07degli antichi sardi,
09:08non era molto differente da quella attuale.
09:10Chiaramente dobbiamo escludere quei cibi,
09:13come la patata, il pomodoro,
09:15o i peperoni, i peperoncini,
09:17insomma, che sono arrivati dopo la scoperta dell'America,
09:20nel 1492.
09:21Ma tutto il resto già appunto si mangiava in Sardegna.
09:26Ecco, la triade mediterranea alimentare in assoluto
09:30è quella che vede appunto il grano,
09:33il vino e l'olio extravergine.
09:35Ecco, parliamo un attimo appunto del grano e del pane,
09:39perché il pane ancora oggi nell'isola
09:42ha un'importanza fondamentale nelle feste,
09:46nella ritualità.
09:47Ma ci sono dei pani che vengono realizzati solamente in concomitanza
09:52di alcune cerimonie,
09:53come i matrimoni, i battesimi,
09:56o di festeggiamenti, come la Pasqua.
09:59Ebbene, molto spesso ci è capitato di trovare
10:02nei villaggi nuragici,
10:04ma anche nei luoghi sacri,
10:06oggetti come questo,
10:08che hanno, come vedete,
10:10una parte piatta,
10:11con delle decorazioni incise,
10:14e nella parte posteriore, invece,
10:17vediamo questa protuberanza,
10:19proprio una sorta di manico.
10:21Ecco, molto spesso,
10:23quando io mostro questi oggetti,
10:24i bambini rassomigliano,
10:27insomma, o comunque parlano di timbri.
10:30E in effetti,
10:31l'utilizzo era quello proprio a mo' di timbro.
10:34E a cosa serviva?
10:35Serviva proprio per decorare il pane votivo.
10:38Abbiamo detto, appunto,
10:40abbiamo parlato della sacralità del pane.
10:43E questa sacralità, appunto,
10:46si proietta,
10:48proprio in un alimento sacro per eccellenza.
10:53Moltissime, centinaia di pintaderas,
10:55perché questo è il nome specifico di questi oggetti,
10:59trovati, appunto, in età nuragica,
11:02o meglio, pertinenti all'età nuragica,
11:04servivano proprio per essere impresse,
11:08sulla pasta del pane,
11:11quando questa era ancora fresca.
11:14Quindi, prima che venisse esposta a cultura.
11:16E qua abbiamo alcuni esempi,
11:18altri famosi,
11:19perché sono stati utilizzati,
11:21no,
11:22da società,
11:24brand recenti,
11:25a dimostrazione proprio del fatto
11:26che la cultura nuragica,
11:28dal punto di vista identitario,
11:30è ancora molto forte.
11:31Ora, io ho portato,
11:32non tanto una,
11:35della pasta per il pane,
11:37ma un pezzo di argilla,
11:40un pezzo di argilla che,
11:42insomma,
11:44ci aiuterà,
11:44proprio nel capire meglio,
11:46in che modo si utilizzava questo oggetto.
11:49Ecco, in maniera molto semplice,
11:51si utilizzava una pallina,
11:54appunto, di argilla fresca,
11:56la si poggiava probabilmente su un supporto,
11:59che poteva essere un tavolo,
12:01e poi si procedeva, appunto,
12:03a imprimere questo oggetto sulla pasta.
12:09Prendeva così, poi,
12:11come possiamo vedere,
12:14la decorazione della pintadera.
12:20Infatti,
12:21pintadera deriva dal verbo sardo
12:23pintai,
12:25pintare,
12:25che vuol dire decorare.
12:28Ora, per quanto riguarda i simboli,
12:30noi non sappiamo se questi simboli
12:33avessero un significato particolare,
12:37se invece servissero semplicemente,
12:39magari per distinguere
12:41una famiglia da un'altra.
12:42Questo lo sappiamo perché,
12:44fino a non moltissimo tempo fa,
12:45quando in Sardegna c'erano ancora i forni
12:47per il pane comuni,
12:50ogni famiglia imprimeva il proprio simbolo nel pane,
12:53affinché appunto si potesse distinguere.
12:55Altri invece ci parlano,
12:57addirittura,
12:58di un linguaggio,
12:59del quale, insomma,
13:01ci manca la chiave di lettura.
13:03Questo, forse, ancora è precoce per dirlo,
13:07e aspetteremo, insomma,
13:08nuove scoperte
13:09per chiarire meglio questo aspetto.
13:11Ecco, adesso ci lasciamo per qualche minuto
13:14e ci ritroviamo tra poco
13:15a parlare sempre delle ceramiche di età nuragica.
13:33Ben ritrovati.
13:34Ora passiamo ad un altro oggetto,
13:37un altro reperto caratteristico
13:39di questa importante civiltà.
13:42Parliamo della lucerna,
13:44tipica nuragica.
13:47Le lucerne spesso avevano una funzione pratica,
13:51ovviamente,
13:52quella di portare la luce,
13:54di illuminare gli ambienti,
13:56soprattutto interni,
13:57oppure, insomma,
13:58durante la notte.
13:59Le lucerne venivano molto spesso fatte in terracotta,
14:03poi vedremo,
14:04insomma,
14:05nella tarda età nuragica,
14:07ci saranno anche le versioni in bronzo,
14:09soprattutto le navicelle,
14:10le famose navicelle
14:11che di fatto erano delle lucerne.
14:15Ecco,
14:15come possiamo ben vedere,
14:17la lucerna,
14:18che già presenta la decorazione tipica
14:21della quale abbiamo parlato anche prima,
14:23cioè quella dei cerchielli a occhio di dado,
14:26che in questo caso troviamo,
14:28come vedete,
14:29su tutta,
14:31su tutto il perimetro dell'oggetto,
14:34nella parte superiore.
14:38In che modo si utilizzavano?
14:40Questa parte veniva riempita con del combustibile,
14:45più usato era, ad esempio,
14:46l'olio di lentisco,
14:48o l'olio d'oliva,
14:49o di olivastro.
14:50Dovete sapere che,
14:51in età nuragica,
14:53si producevano questi tre tipi di oli.
14:56Il più diffuso,
14:57probabilmente,
14:58era l'olio di lentisco,
14:59perché era quello più facile da realizzare,
15:01e, come sapete,
15:04il lentisco,
15:05che è una piatta tipica del Mediterraneo,
15:07la pistaccia lentiscus,
15:09produce, soprattutto in inverno,
15:11a partire da novembre,
15:12fino a gennaio,
15:14delle bacche,
15:15che inizialmente rosse,
15:16poi diventano nere.
15:18E quest'olio,
15:19che un tempo veniva considerato come l'olio dei poveri,
15:22oggi sappiamo essere, invece,
15:23un olio pregiato.
15:24Quindi, probabilmente,
15:26si riempiva questo contenitore con dell'olio,
15:31e qua si metteva uno stoppino.
15:33Infatti, molto spesso,
15:34come in questo caso,
15:36troviamo questa parte,
15:38cioè il beccuccio della lucerna,
15:43annerito proprio dal fuoco,
15:45dalla fiamma.
15:46Però, questo oggetto ci dice qualcosa di più.
15:50Dovete sapere che,
15:51negli anni Sessanta,
15:53nel territorio di Sant'Adi,
15:55siamo quindi nel Sulcis,
15:57nella zona sud-occidentale dell'isola,
16:00gli speleologi fecero una delle più grandi scoperte,
16:04in ambito nuragico,
16:05di tutta l'archeologia sarda.
16:10All'interno di un antro,
16:12l'antro più profondo di questa grotta,
16:15chiamata la Grotta di Subbenazzo,
16:17poi ribattezzata la Grotta del Tesoro,
16:19e c'era un tempio,
16:22un tempio rimasto intatto,
16:24abbandonato,
16:26probabilmente di colpo,
16:27nella tarda età nuragica,
16:28e riscoperto, pensate,
16:30solamente negli anni Sessanta del secolo scorso.
16:33Gli speleologi si trovarono di fronte
16:36a uno spettacolo di indicibile bellezza,
16:39dove c'erano migliaia di vasi,
16:42di terracotta,
16:44ormai concrezionati nella roccia.
16:47Al centro di questa sala
16:50vi era una stalagmite,
16:53che era stata tagliata dagli antichi nuragici,
16:56e sopra questa stalagmite,
16:58che era stata riutilizzata come altare,
17:02vi erano degli oggetti particolari.
17:05C'era un pugnale al sagammata,
17:07nel quale parleremo nella prossima puntata,
17:09c'era un bellissimo tripode di bronzo,
17:12di tipo cipriota,
17:14perché sono stati trovati degli esemplari
17:16anche nell'isola di Cipro,
17:17e c'era poi soprattutto questa lucerna.
17:20Questa è proprio la coppia fedele
17:22della lucerna trovata a Subenazzo
17:25dagli speleologi.
17:27La lucerna quindi aveva all'interno di questa grotta
17:30non solo la funzione di illuminare l'ambiente,
17:33ma probabilmente era ciò che metteva in comunicazione
17:37il mondo dei vivi con il mondo degli spiriti,
17:41quindi questi pogei dove probabilmente
17:43gli antichi nuragici pensavano vivessero le anime
17:47dei defunti o comunque le divinità.
17:51E dovete sapere che in alcuni casi,
17:55come ad esempio nel nuraghe su mulino di Villa Nova Franca,
17:59all'interno di una delle torri
18:02venne realizzato un tempio in età tardonuragica
18:06dove gli archeologi hanno trovato centinaia di lucerne,
18:09quindi già esisteva una divinità
18:12che era probabilmente femminile
18:14e che era associata proprio alla luce.
18:17Ma questa divinità poi la ritroveremo
18:19in età punica, in età romana,
18:22col nome di Demetra,
18:23che ugualmente viene associata alle lucerne
18:27e alle fiaccole.
18:29Un caso tra tutti, il nuraghe Lugherras di Paoli Latino,
18:33che prende il nome proprio da
18:35San Lugherra che è la lucerna,
18:37perché lì trovarono già appunto
18:40probabilmente alcuni secoli fa
18:42tantissime lucerne di epoca punica e romana,
18:45legate probabilmente al culto di Demetra,
18:48quindi si trattava di uno dei tanti riutilizzi
18:51dei nuraghi in età punica e in età romana.
18:54Ma rimaniamo nell'ambito del sacro,
18:56perché ora ci spostiamo invece a Sardara.
19:01Sardara che, come alcuni di voi sicuramente sapranno,
19:06ha proprio all'interno del suo paese
19:09uno dei pozzi sacri più belli,
19:13più importanti e meglio conservati
19:15di tutta la Sardegna,
19:17il pozzo di Santa Anastasia.
19:19Pensate, il pozzo di Santa Anastasia
19:22venne rivenuto agli inizi del Novecento
19:25dall'archeologo Taramelli,
19:26che più volte abbiamo citato
19:28nell'ambito di questo programma.
19:31Bene, dovete sapere che
19:33proprio nel centro storico del paese
19:35vi è una chiesa,
19:36una chiesa in stile romanico,
19:39quindi una chiesa medievale
19:40dedicata all'Anastasis,
19:43quindi alla Rinascita,
19:45che poi viene appunto intesa
19:48nel cristianesimo come una vera e propria santa.
19:51All'interno di questa chiesa
19:54vi è un pozzo, un pozzo nuragico,
19:56profondo a alcuni metri,
19:58riutilizzato in età cristiana
20:00per un fenomeno che noi chiamiamo
20:01sincretismo religioso,
20:03quindi la sacralità di un luogo
20:06può essere continuata appunto ad utilizzare,
20:09anche se parliamo di culti differenti.
20:15Tanti esempi sono presenti in Sardegna,
20:17soprattutto nei Novenari,
20:19dove abbiamo delle chiese
20:21che spesso sorbono vicino ai pozzi sacri,
20:24il caso più famoso è quello
20:25appunto di Santa Cristina di Paoli Latina.
20:27Ecco, a Santa Anastasia
20:28i pozzi sacri,
20:31pensate, sono ben tre,
20:32uno che sta all'interno della chiesa
20:35e altri due che sono all'esterno.
20:36Uno in particolare,
20:38come vi dicevo,
20:39è uno dei meglio conservati,
20:41è una grande camera
20:42fatta appunto con delle pietre ciclopiche
20:45all'interno della quale appunto
20:47arriva dell'acqua
20:48da una vena sorgiva
20:51che insomma sta a pochi metri.
20:53Ecco, all'interno comunque
20:55del pozzo che stava dentro la chiesa
20:56l'archeologo Antonio Taramelli
20:58rinvenne purtroppo
21:00il frammento di un vaso
21:03che noi comunque oggi vi presentiamo
21:05ecco, ricostruito per intero.
21:08Si tratta di una brocca piriforme
21:11perché ricorda leggermente,
21:13vedete, una pera
21:14ha la parte inferiore
21:17abbastanza panciuta
21:18e poi vedete
21:19tende leggermente a restringersi
21:21nella parte superiore
21:23con un collo abbastanza distinto.
21:25Ha poi due anse,
21:27quindi due manici
21:28che sono funzionali proprio
21:30al bere direttamente
21:32da questo oggetto,
21:36da questo contenitore.
21:37Vediamo ora la decorazione
21:39perché il brocca piriforme
21:42che sono, diciamo,
21:44molto identitari,
21:45molto caratteristiche
21:46insieme a quei lascoidi
21:47sono spesso finemente
21:49e riccamente decorate.
21:51Qua vediamo una decorazione
21:52fatta, vedete,
21:53per piccole strisce verticali,
21:56altre invece orizzontali
21:59e poi la caratteristica
22:01decorazione
22:02con i cerchielli
22:03a occhio di dado
22:05e poi vedete
22:06altri triangoli,
22:09piccole piramidi,
22:10insomma,
22:11sempre delle decorazioni
22:13sulle quali
22:15non possiamo dire tanto
22:16se non appunto
22:17una descrizione oggettiva
22:19di quello che vediamo.
22:21Però la particolarità
22:23di questo vaso
22:24era la presenza
22:25di una figura umana,
22:28vedete,
22:28nella parte superiore,
22:30una figura
22:30che è stata realizzata
22:32con un metodo
22:35che è chiamato
22:36decorazione plastica,
22:37quindi si aggiunge
22:38proprio dell'argilla
22:39nella parete esterna
22:41e qua,
22:42in questo caso,
22:43è stata realizzata
22:44una figura umana
22:45che noi riconosciamo
22:47appunto per la testa,
22:49gli occhi,
22:49fatti sempre con
22:50i cerchielli,
22:53il naso,
22:53la bocca
22:54e poi,
22:55come potete vedere,
22:56questo personaggio
22:58maschile
22:59o più probabilmente
23:00femminile
23:01tiene in mano
23:03un oggetto
23:04abbastanza misterioso,
23:06una sorta di
23:08asta
23:08a forcella,
23:10vedete,
23:10che culmina
23:11con questa sorta
23:12di mezzaluna.
23:14Perché parliamo
23:15di personaggio
23:16femminile?
23:17Perché questi cerchielli
23:19sono fatti in corrispondenza
23:21del seno
23:22e del pube,
23:23quindi probabilmente
23:24insomma siamo di fronte
23:25a una divinità femminile
23:26che doveva propiziare
23:29la rinascita,
23:29la fertilità
23:30e nella parte inferiore
23:32abbiamo un beccuccio.
23:34E qual era la funzione
23:34di questo beccuccio?
23:36Probabilmente
23:36quando fuoriuscivano
23:38delle gocce,
23:40del prezioso liquido
23:41che stava qua all'interno,
23:42noi ipotizziamo
23:43del vino,
23:45veniva raccolto nuovamente
23:46all'interno appunto
23:47di questo piccolo
23:48contenitore
23:49e poi appunto
23:51veniva bevuto da qua.
23:53Quindi il messaggio era
23:55non bisognava buttarne
23:56neppure una goccia.
23:58E perché parliamo
23:59di personaggio femminile?
24:00Perché dovete sapere
24:01che durante la civiltà
24:03nuragica
24:04i culti,
24:05i rituali,
24:06insomma erano
24:07probabilmente affidati
24:08a delle sacerdotesse,
24:10sacerdotesse che noi
24:11vediamo rappresentate
24:13soprattutto nei bronzetti,
24:15nei famosi bronzetti
24:16nuragici.
24:16nella prossima puntata
24:18vedremo meglio
24:19insomma come venivano realizzati
24:21e qual era la loro funzione.
24:23Ecco, però dovete sapere
24:24che abbiamo trovato
24:25tantissime statuine
24:26di personaggi femminili
24:28che indossavano
24:31un lungo mantello
24:33con una gonna lunga
24:35spesso decorata
24:37con delle balze
24:38e ancora
24:39l'oggetto forse
24:40più caratteristico
24:41del loro abbigliamento
24:42era un cappello conico,
24:44un cappello appunto
24:45che indicava
24:45probabilmente
24:46l'appartenenza
24:48a una sfera
24:48magica e rituale.
24:51Quindi con molta probabilità
24:52questo personaggio,
24:54un personaggio femminile
24:55che tiene non a caso
24:56un oggetto
24:57che vede
24:58nella parte
24:59vedete
24:59finale
25:00proprio una mezzaluna
25:02perché la luna
25:03l'acqua
25:05sono due elementi
25:07importantissimi
25:08nell'ambito
25:09dei culti antichi
25:10e soprattutto
25:11culti femminili
25:12legati
25:13alla rinascita
25:14e alla fertilità.
25:16Bene, quindi
25:17possiamo dire appunto
25:18che questo vaso
25:19che potete vedere
25:21nell'originale
25:23all'interno
25:25delle vetrine
25:26del Museo
25:27archeologico
25:28di Sardara
25:30potete
25:31ecco
25:31immergervi meglio
25:32proprio in quella
25:33che era la sacralità
25:34di questa
25:35grandiosa
25:36civiltà.
25:37Ora
25:38noi abbiamo
25:38parlato
25:39finora
25:40di
25:40oggetti
25:42che sono stati
25:43fatti
25:43per lo più
25:44in argilla
25:45e poi appunto
25:46in terracotta
25:47perché come abbiamo detto
25:48più volte
25:48per il mondo
25:50dell'archeologia
25:50la terracotta
25:53la ceramica
25:54sono i fossili
25:55guida più
25:56importanti
25:57quelli più diffusi
25:58che già
25:59insomma
25:59ci dicono
26:00in base alle forme
26:02le decorazioni
26:02di fronte a quale epoche
26:04a quale civiltà
26:05noi ci troviamo
26:06però
26:07ecco
26:08abbiamo dedicato
26:09una puntata
26:10di questo programma
26:12anche
26:12ad altri materiali
26:14soprattutto
26:15il metallo
26:16ma di questo
26:17ne parleremo appunto
26:18nella prossima
26:19ed ultima puntata
26:20del programma
26:22I reperti
26:23raccontano la storia
26:24io vi ringrazio
26:25per l'attenzione
26:25vi saluto
26:26e vi invito
26:27a seguire
26:27appunto
26:28la prossima puntata
26:30di
26:30I reperti
26:31raccontano la storia
26:32la prossima puntata
26:43la prossima puntata
26:43la prossima puntata
26:53la prossima puntata
26:54la prossima puntata
26:57la prossima puntata
26:57la prossima puntata
27:00l'anno
27:01la prossima puntata
27:05la prossima puntata
27:08la prossima puntata
27:09l'attenzione

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