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Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv

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Novità
Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:35Buonasera e benvenuti ad una nuova puntata dei reperti Raccontano la Storia.
00:41Il programma è dedicato alla scoperta della civiltà della Sardegna più antica, dal Paleolitico fino all'Etanuragica.
00:51E lo faremo attraverso le riproduzioni dei reperti archeologici più emblematici e più caratteristici di ciascun periodo.
01:01Sarà un viaggio idealmente millenario e ad accompagnarvi sarò io, l'archeologo Nicola Desi.
01:09Bene, la volta scorsa ci siamo lasciati con una parte di una delle più grandi civiltà preistoriche dell'isola.
01:17Stiamo parlando della cultura di San Michele di Ozieri, quella che ci ha restituito un numero esorbitante di monumenti.
01:26Ricordiamolo, parliamo di circa 3500 domus de Janas sparse in tutta la Sardegna
01:33che spesso presentano al loro interno delle fantastiche decorazioni dipinte, incise e in rilievo.
01:41Parliamo di oltre 1000 minir, quindi pietre fitte, pietre conficcate nel terreno, a volte ancora in piedi, altre volte invece
01:50rovesciate nel terreno.
01:52Centinaia di dolmen, quindi quelle strutture megalitiche che fungevano da tombe.
01:57Ma soprattutto parliamo di villaggi, tantissimi villaggi che gli archeologi hanno portato in luce, solamente una parte chiaramente,
02:07e che ci hanno restituito oggetti e reperti dei quali andremo a parlare anche in questa puntata.
02:15Bene, abbiamo parlato nella puntata precedente prevalentemente di ceramiche, di vasi, di terracotta,
02:23che sono ancora il fossile guida più interessante e sicuramente più esplicativo di ciascuna cultura.
02:34Però non dobbiamo dimenticare che queste genti, uomini, donne, ma anche bambini, hanno utilizzato anche altri materiali.
02:43Chiaramente noi dobbiamo fare uno sforzo di immaginazione pensando che quando troviamo punte di freccia di ossidiana,
02:52come questa o questa, erano probabilmente provviste di un bastoncino che poi insomma veniva unito alla punta,
03:06ecco, con dello spago di origine vegetale o di a volte origine animale.
03:11Molto spesso rinveniamo, sia nei villaggi che all'interno delle tombe, delle asce come questa,
03:21delle asce che sono perfettamente levigate, vedete, che hanno una parte appuntita, che è la parte posteriore,
03:30poi la parte anteriore, come vedete, presenta proprio una lama.
03:35Vengono chiamate asce o accette o accettine, a volte le troviamo di grandi dimensioni, anche più grandi di questa,
03:44altre volte invece sono piccole, le troviamo all'interno delle tombe e sono probabilmente delle accettine utilizzate con scopi apotropaici,
03:56quindi erano probabilmente degli amuleti che servivano a scacciare, insomma, gli spiriti maligni.
04:02Sono fatte con delle pietre a volte locali, altre volte invece, pensate, si tratta di pietre che arrivano addirittura dalle
04:11Alpi,
04:11quindi hanno compiuto veramente migliaia di chilometri prima di giungere in Sardegna.
04:18In questo cosa ci dice? Che la Sardegna, in questo periodo, come forse in tutto il percorso della sua storia,
04:26non è mai stata isolata, ma ha sempre avuto contatti commerciali e culturali con altre civiltà del Mediterraneo e non
04:34solo.
04:35Ecco, quindi tornando al nostro oggetto, quindi questo reperto che è una ricostruzione,
04:41una riproduzione che giustamente, insomma, è stata riprodotta nella sua forma originale, cioè immanicato,
04:49quindi si realizzava appunto un manico che spesso, anzi, nella maggior parte dei casi doveva essere necessariamente di legno,
04:58diversi tipi di legno, insomma, lavorato e che poteva essere immanicato in due modi.
05:04O si faceva un foro all'interno del manico e si infilava appunto l'accetta e poi veniva ulteriormente consolidata
05:14con uno spago,
05:16probabilmente di cuoio o di materiale vegetale, oppure si spaccava nella parte superiore appunto e si infilava ecco dalla parte
05:25superiore
05:26e poi si consolidava sempre con dello spago, come lo spago di cuoio, di natura ecco vegetale.
05:35Ecco, quindi quando noi vediamo questo oggetto all'interno delle vetrine dei nostri musei,
05:39dobbiamo sempre ricordarci che a questo mancava, manca ovviamente il manico.
05:46Di accette come queste ne sono state trovate veramente a centinaia in tutti i contesti, sia quelli civili che funerari.
05:54Bene, ora affronteremo un altro argomento molto interessante, sicuramente un argomento che caratterizza bene questa grandissima civiltà.
06:07Questo argomento riguarda proprio il culto, la religione.
06:10Abbiamo visto che già dal paleolitico in Sardegna, ma non solo, parliamo insomma di tutto il contesto europeo,
06:18vi era prevalentemente durante la preistoria, quindi a partire già da migliaia di anni fa, anzi decine di migliaia di
06:26anni fa,
06:27il culto della Dea Madre.
06:29Abbiamo visto anche come si è evoluto questo culto.
06:32La statuina più antica finora trovata in Sardegna, che è quella della grotta di Macomerte, riparo Sadde,
06:41è datata addirittura a 12.000 anni avanti Cristo.
06:46Poi abbiamo visto nella cultura di Bonighino come questa forma, leggermente slanciata,
06:54assumessa delle forme più naturalistiche, quindi un corpo femminile che vedeva appunto le parti anatomiche
07:04legate alla maternità, alla gravidanza, come il seno, i fianchi, i glutei, essere abbondanti.
07:12Sono le statuine cosiddette steatopigiche.
07:15Arriviamo però alla cultura di San Michele di Ozzieri, dove questo culto è ancora fortemente presente,
07:22anzi forse non è mai stato così incisivo come in questo periodo.
07:27Ricordiamo insomma che la cultura di San Michele di Ozzieri si data approssimativamente
07:32tra il 4.000 e il 3.300, 3.200 avanti Cristo.
07:38Ebbene, io vi mostrerò in questa puntata l'idolo di Dea Madre più esplicativo e anche più famoso di questo
07:48periodo.
07:49Si tratta della Venere di Senorbi o la Venere di Turrigan.
07:54Utilizziamo ancora il termine Venere, anche se non è propriamente corretto,
07:58perché nell'Ottocento e nel Novecento, quando c'è un grande interesse verso questo periodo storico,
08:05si pensava che queste statue dovessero rappresentare la bellezza del passato,
08:11quei canoni estetici.
08:13Vedremo che non è proprio così.
08:15Ecco, questa statuina, anzi forse è meglio definirla stato,
08:18perché pensate, l'originale è alto ben 44 centimetri.
08:24Oggi è esposta al Museo archeologico nazionale di Cagliari
08:27ed è realizzata in marmo.
08:29Un marmo che forse, pensate, proviene addirittura dalla Grecia.
08:33Parliamo di un idolo che ha più o meno 6.000 anni.
08:38L'originale, pensate, è stato trovato in maniera del tutto fortuita,
08:43casuale, nell'anno 1935, da un contadino che sta varando il suo terreno
08:50in questa località chiamata Turriga.
08:53Siamo nel comune di Senorbi, poi ovviamente molti di voi associeranno giustamente
08:59questo nome a un vino molto famoso e molto pregiato della Sardegna
09:04che tra l'altro, proprio nell'etichetta, rappresenta questo idolo.
09:09Un idolo che pare stesse fosse stato trovato all'interno di un circolo di pietre.
09:16Ecco, il contadino che trovò questo reperto archeologico
09:19non diede importanza all'oggetto.
09:24Quindi, pensate, lo donò ai suoi figli
09:27che lo utilizzavano un po' come un giocattolo, come una bambolina.
09:31Un giorno, insomma, passò di lì uno studioso, una persona che riconobbe
09:37in questo oggetto un reperto archeologico di grande valore.
09:42Pensate che stava addirittura in un muretto a secco vicino alla casa.
09:46Ecco, da quel momento, sicuramente possiamo dire che la Venere di Turriga
09:51è diventato uno degli emblemi più importanti dell'archeologia sarda
09:56e se vogliamo anche europea.
09:58Ma perché è così diversa dalle statuine di Dea Madre
10:02che abbiamo visto essere state realizzate durante la cultura di Bonichino?
10:07Come vedete è cambiato praticamente tutto.
10:10Parliamo sempre di un corpo che è femminile,
10:14ma fondamentalmente il femminile in questa statua
10:19è reso all'essenza, all'essenziale.
10:23La femminilità, infatti, è rappresentata semplicemente dalla presenza del seno.
10:29Vengono a mancare tutte le parti anatomiche abbondanti,
10:33ben distinte come i glutei, i fianchi, il ventre,
10:38per diventare, come vedete, una forma molto, molto stilizzata
10:44che somiglia molto a una croce.
10:46Infatti vengono chiamate anche statue o cicladiche o cruciformi
10:52o anche a placca intera.
10:56Sono molto fini nella sezione,
10:58quindi non sono più a tutto tonno
11:00perché la parte prevalentemente più lavorata è proprio la parte anteriore.
11:06Ora, partendo proprio dalla parte inferiore di questo oggetto,
11:10qua per comodità, insomma, l'abbiamo su un piedistallo,
11:13ma nell'originale, appunto, la parte inferiore
11:17non ha un piedistallo,
11:21quindi non starebbe in piedi da sola
11:22se non conficcata nella terra o nella sabbia.
11:26Già questo, insomma, ci dà delle indicazioni
11:27forse anche sul fatto che venissero utilizzate
11:31forse proprio per propiziare la fertilità della terra,
11:35oltre che della rinascita dei defunti.
11:37Bene, quindi la parte inferiore del corpo,
11:41come vedete, è rappresentata da un unico cilindro
11:44e non ha, vedete, la distinzione delle due gambe,
11:50quindi è reso un tutt'uno.
11:54La parte superiore è quella sicuramente più interessante,
11:57ma ci fermiamo qualche minuto
11:59e riprenderemo a parlarne, appunto, tra poco.
12:16Ed eccoci nuovamente a parlare di questo splendido reperto
12:21che, come dicevamo, è uno sicuramente dei più interessanti
12:24tra tutti quelli rinvenuti nel mondo archeologico sardo.
12:29C'eravamo, appunto, fermati alla parte inferiore del corpo
12:33che, come vedete, è rappresentata da un unico cilindro.
12:38Salendo, vediamo, appunto, il seno
12:40che ci dice, appunto, trattarsi di un elemento
12:43o meglio di un individuo di sesso femminile.
12:48E il collo, come vedete, è caratterizzato da questa V,
12:52quindi forse rappresentava addirittura,
12:55in maniera molto stilizzata, una collana.
12:58E veniamo adesso alla parte superiore,
13:01dove, vedete, testa e collo non sono distinti,
13:05ma ancora una volta abbiamo un unico cilindro
13:08e il volto è rappresentato, come vedete,
13:13da questo grande naso arcuato
13:16ed appuntito nella parte inferiore,
13:18quindi mancano completamente gli occhi,
13:21manca la bocca,
13:22quindi il viso, il volto, è rappresentato interamente
13:26e solamente dal naso.
13:28Lo stesso si dica per le braccia,
13:30vedete che sono un tutt'uno,
13:33rappresentano, ecco, proprio la parte centrale
13:35di questa croce.
13:38E cosa sta succedendo?
13:39Cos'è successo nell'ambito cultuale,
13:42nell'ambito religioso?
13:43Qualcuno potrebbe dire che il culto della Dea Madre
13:47sta perdendo forse importanza,
13:49perché non è più rappresentato
13:51nella sua naturalità, nella sua interezza.
13:54Ebbene, non è proprio così.
13:56Anzi, probabilmente dovremmo affermare il contrario,
14:00perché il culto della Dea Madre,
14:02il culto femminile,
14:03è talmente presente e insito
14:06in questa cultura, in questa civiltà,
14:10che non vi è più il bisogno
14:12di rappresentare in maniera distinta e realistica
14:16il corpo umano,
14:18soprattutto quelle parti anatomiche
14:20legate alla fertilità e alla gravidanza.
14:24Ma basta, come vedete, l'essenziale,
14:26che è rappresentato appunto da un'unica croce.
14:31E se ci pensiamo,
14:32questo aspetto,
14:33che poi troveremo spesso nella storia dell'arte,
14:36dove si parte dal naturalismo,
14:40arrivando appunto poi
14:41all'essenzialità,
14:43al geometrismo,
14:44per poi tornare al naturalismo,
14:47ci ricorda molto anche,
14:50forse,
14:50il simbolo più importante
14:52della religione cristiana,
14:54che è proprio la croce.
14:55Ora, noi sappiamo bene che,
14:57ecco,
14:58per indicare,
15:00ecco,
15:01il cristianesimo
15:01non è necessario rappresentare la croce
15:04con il Cristo,
15:06ma basterebbe appunto
15:07semplicemente il simbolo,
15:08perché
15:09quel simbolo,
15:11pur nella sua semplicità,
15:12ci racconta un mondo,
15:14insomma,
15:14che è molto più vasto,
15:15è sicuramente insito,
15:17ecco,
15:17nella cultura attuale.
15:20Quindi,
15:20con questo idolo
15:22di Sadurriga,
15:23noi rappresentiamo
15:25un mondo,
15:26un mondo artistico
15:27e religioso,
15:29che è rappresentato
15:31da centinaia
15:33di statue,
15:34più piccole di questa,
15:36ma molto simili,
15:37e che,
15:38ricordiamo,
15:39insomma,
15:39sono state trovate
15:40sia nelle capanne,
15:42ma anche
15:42all'interno
15:43delle Domus Dejanos.
15:46Benché vengano chiamate
15:47statue di tipo cicladico,
15:50a onore del vero
15:50dobbiamo dire che
15:51le nostre,
15:53che sono molto simili,
15:54in effetti,
15:54a quelle rinvenute
15:56nelle risole cicladi,
15:57quindi nella Grecia,
15:58quindi nel Mediterraneo orientale,
16:00le nostre sono più antiche,
16:01perché
16:01vengono adattate
16:03a partire dal 4000 a.C.,
16:05mentre invece
16:05quelle greche,
16:06quelle, appunto,
16:07cicladiche,
16:08sono più tardi,
16:09a volte pensate
16:11più tardi addirittura
16:13di un millennio,
16:15benché appunto
16:16non siano
16:16tutte grandi come questa,
16:19ma a volte
16:19le troviamo anche
16:20più piccole,
16:21sono a volte
16:22non solo in pietra,
16:24ma anche di terracotta,
16:26ecco,
16:26raccontano ancora una volta
16:28di una unica cultura
16:30che ha caratterizzato
16:33la Sardegna
16:34e il Mediterraneo
16:35insomma
16:35per almeno
16:36un millennio
16:37e tra l'altro
16:38la Sardegna
16:39è la terra
16:40che ha restituito
16:42il maggior numero
16:43di
16:43Dei Madri,
16:45pensate,
16:45di tutto
16:45il Mediterraneo
16:46occidentale.
16:48Sempre in questo periodo,
16:49lo ricordiamo,
16:50insomma,
16:50i nostri telespettatori
16:52non abbiamo solamente
16:53Dolmen,
16:54Menhir
16:54e Domus de Janas,
16:55ma viene realizzato
16:57un tempio,
16:58un edificio
17:00che attualmente
17:01è un unicum
17:02in tutto il Mediterraneo
17:03occidentale.
17:04Parliamo
17:05dell'altare
17:06di Monte d'Accoddi
17:07che venne trovato
17:09nel 1954
17:13tra i comuni
17:14di Sassari
17:15e Porto Torres.
17:16Pensate,
17:17la storia ci racconta
17:18insomma
17:18di questo terreno
17:20dove era presente
17:21una piccola collina
17:22la cui sommità
17:24era stata
17:24riutilizzata
17:25durante la Seconda Guerra Mondiale
17:26proprio per
17:28posizionare
17:29una mitragliatrice
17:30antiaerea.
17:32Ecco,
17:32quel terreno
17:32apparteneva
17:33a quello
17:35che poi diventerà
17:35il presidente
17:36della Repubblica Italiana
17:39Antonio Segni
17:39che in quel momento
17:40però
17:40negli anni 50
17:41era
17:42il ministro
17:44insomma
17:44alla pubblica istruzione
17:46e
17:46lui era convito
17:47si trattasse
17:48di un colle
17:50che conservava
17:51all'interno
17:52un tumulo
17:53etrusco
17:54e venne chiamato
17:55per scavare
17:56in questo sito
17:57quello che all'epoca
17:58era un giovane archeologo
18:00il compianto
18:00professor Ercole Conto
18:02e già dopo poche settimane
18:04di scavo
18:04si resero conto
18:05che
18:05non era
18:07né un tumulo etrusco
18:08né
18:08un uraghe
18:09come si pensava
18:10insomma che fosse
18:11ma era una struttura
18:12assolutamente nuova
18:12unica
18:13una struttura
18:15che ha una rampa
18:16lunga
18:1740 metri
18:18dove sul lato sinistro
18:19c'è un menhir
18:20sul lato destro
18:21c'è un altare
18:22probabilmente sacrificale
18:24e nella parte superiore
18:25abbiamo una terrazza
18:27al cui interno
18:28vi è una sala
18:29con le pareti
18:30completamente dipinte
18:31di rosso
18:31ecco se voi
18:32osservate questo
18:33tempio
18:34dall'alto
18:35vi renderete conto
18:37che la forma
18:37è pressoché identica
18:39a quella
18:40appunto
18:40della nostra
18:42Dea Madre
18:42ecco a tal proposito
18:44dobbiamo
18:45citare anche
18:47un'altra isola
18:48del Mediterraneo
18:49l'isolotto di Malta
18:51che è molto più piccolo
18:52rispetto alla Sardegna
18:53è un arcipelago
18:54insomma di tre isole
18:56Malta
18:57Gozzo
18:57e Comino
18:58dovete sapere
18:59che l'isola di Malta
19:00condivide
19:01insieme alla Sardegna
19:03proprio questo culto
19:04questa devozione
19:05nei confronti
19:06della Dea Madre
19:07la Malta
19:08si sviluppò
19:08una grande civiltà
19:11nello stesso periodo
19:12della cultura
19:13di Ozzieri
19:13quindi tra il 4.000
19:14e il 3.300
19:16avanti Cristo
19:17circa
19:17dove si realizzarono
19:19pensate
19:19oltre 30
19:21tempi megalitici
19:22come quello
19:22di Gigantige
19:23o quello
19:24di Tarsin
19:26e abbiamo anche
19:28un ipogeo
19:28bellissimo
19:29che ricorda molto
19:30le nostre
19:30Domus de Gianna
19:31sull'ipogeo
19:32di Alza Flieni
19:33che è patrimonio
19:34dell'UNESCO
19:34dagli anni Ottanta
19:35nella sala principale
19:38ha restituito
19:39questo bellissimo
19:40oggetto
19:41si tratta
19:42nell'originale
19:43di una statua
19:45in terracotta
19:46esposta oggi
19:47al museo
19:47della Valletta
19:48nell'isola di Malta
19:50appunto
19:51ha una vetrina
19:52tutta sua
19:53questa statuina
19:54è stata ribattezzata
19:55The Sleeping Lady
19:56quindi la Venere
19:57dormiente
19:58e rappresenta
19:59come vedete
20:00una donna
20:00una donna
20:01con invece
20:03insomma
20:03i tratti
20:04anatomici
20:06abbondanti
20:07quindi i glutei
20:08il seno
20:10le braccia
20:10vedete
20:11è vestita
20:12di un gonnellino
20:13con queste righe
20:14nella parte
20:15inferiore
20:17mentre invece
20:17la parte superiore
20:18del corpo
20:19è nuda
20:20questa donna
20:21è
20:22vedete
20:23stesa
20:23distesa
20:24sul fianco destro
20:26questa volta
20:26e non è morta
20:28sta dormendo
20:29poggia addirittura
20:30alla testa
20:31su un cuscino
20:33testa che
20:34vedete
20:35ha anche
20:36i capelli
20:37lunghi
20:37perché
20:39Venere dormiente
20:40perché
20:40probabilmente
20:42questa era la fase
20:43in cui
20:44la natura
20:44entrava
20:45come dire
20:46in letargo
20:47si spegneva
20:48quindi
20:49corrisponde
20:49proprio al periodo
20:50dell'inverno
20:51che poi
20:51aspettava
20:52insomma
20:53di rinascere
20:53nella primavera
20:54e nell'estate
20:55quindi questa
20:56statua
20:57rappresenta
20:57non solo
20:58la rinascita
20:59del defunto
21:00ma anche
21:01sicuramente
21:02del ciclo
21:03della natura
21:03e
21:04nella parte inferiore
21:05vedete
21:06abbiamo proprio
21:06un letto
21:07quindi
21:07questa Venere
21:08dormiva
21:09o meglio
21:10questa
21:10donna
21:11o della madre
21:12dormiva sul letto
21:13che vedete
21:13poi
21:13ha anche
21:14due
21:17sostegni
21:17probabilmente
21:18fatti
21:18di legno
21:19ecco
21:20di queste
21:20statuine
21:20ne sono state
21:22trovate
21:22anche altre
21:23e altre
21:24ancora
21:24pensate
21:24sono
21:25a grandezza
21:26naturale
21:26superano
21:27addirittura
21:27il metro e mezzo
21:28di altezza
21:29provengono
21:29dai tempi
21:30megalitici
21:33bene
21:34ora
21:35avendoci
21:36lasciato
21:36la cultura
21:38dei tempi
21:40megalitici
21:40di Malta
21:41ritorniamo
21:41alla nostra
21:42Sardegna
21:43la Sardegna
21:44che non finisce mai
21:45di stupirci
21:46dal punto di vista
21:46archeologico
21:47e che soprattutto
21:48vede la presenza
21:49dell'uomo
21:50in maniera costante
21:51e sempre
21:51in continua
21:52evoluzione
21:53ma ne dovete sapere
21:54che ad un certo punto
21:56sul finire
21:57appunto
21:58del Neolitico
21:59attorno al 3300
22:003200
22:01a.C.
22:02fa la sua
22:03comparsa
22:04inizialmente
22:04in punta di piedi
22:05la metallurgia
22:06la metallurgia
22:08sarà una
22:09delle più grandi
22:09rivoluzioni
22:10insieme appunto
22:11alla rivoluzione
22:12agricola
22:12proprio della storia
22:13dell'uomo
22:14quindi
22:14questo comporterà
22:16poi
22:16tanti cambiamenti
22:18nella società
22:19si abbandonerà
22:20pian piano
22:20l'utilizzo
22:22dell'ossidiana
22:23in favore
22:24proprio
22:24del metallo
22:25ecco
22:26i primi oggetti
22:27che noi troviamo
22:28in contesti
22:30archeologici
22:30sono oggetti
22:32molto piccoli
22:33si tratta
22:34di piccoli
22:35anelli
22:35addirittura
22:36troviamo
22:37le scorie
22:38di fusione
22:39di quali
22:39metalli
22:40di quali minerali
22:41in primis
22:42il rame
22:43la Sardegna
22:45è un'isola
22:45che ha
22:46ben 5
22:48giacimenti
22:49di rame
22:49ma il minerale
22:51il metallo
22:51più diffuso
22:52pensate
22:53proprio
22:53l'argento
22:54infatti
22:54anche l'argento
22:56come dire
22:57lo vediamo
22:57comparire
22:58proprio in questa
22:59prima fase
23:00dell'età del rame
23:01l'età del rame
23:01in Sardegna
23:02quindi nasce
23:03proprio
23:03attorno al 3300
23:05avanti Cristo
23:06con prima
23:07la cultura
23:07di Filigoso
23:08poi quella
23:08di Abe Alzu
23:09ma la più
23:10importante
23:11in assoluto
23:12è la cultura
23:12di Monte Claro
23:14una cultura
23:15che prende il nome
23:16ecco
23:16proprio dal colle
23:17da uno dei
23:18nove colli
23:19della città
23:20di Cagliari
23:20un colle
23:21che ha restituito
23:23agli inizi
23:24del novecento
23:25alcune tombe
23:26tombe scavate
23:27appunto nella roccia
23:28nel terreno
23:29anche queste
23:30pensate
23:30avevano un ingresso
23:31a pozzetto
23:32un pozzetto
23:32profondo
23:33alcuni metri
23:34e poi si aprivano
23:35come fossero
23:36dei piccoli forni
23:37e all'interno
23:38avevano i defunti
23:39defunti
23:40disposti
23:42ancora una volta
23:42in posizione fetale
23:43con un ricchissimo
23:45corredo funerario
23:46ora
23:47va specificato
23:49che la cultura
23:49di Monte Claro
23:50che datiamo
23:50tra il duemila e settecento
23:52e il duemila e trecento
23:53avanti cristo circa
23:54è una cultura
23:55che nonostante il nome
23:56insomma
23:57include ancora una volta
23:58tutta l'isola
23:59e rispetto alle culture
24:01precedenti
24:02dal punto di vista
24:04dei vasi
24:05che ancora una volta
24:05ci vengono in aiuto
24:06proprio per capire
24:07meglio
24:08insomma
24:09la civiltà
24:10della quale stiamo parlando
24:11ecco
24:12è completamente diverso
24:13rispetto al passato
24:14troviamo delle forme completamente nuove
24:16come ad esempio
24:17le situle
24:18cioè un vaso
24:19appunto
24:20come questo
24:21che è cilindrico
24:22che ha due anse
24:24e che si caratterizza
24:26proprio per
24:26dei colori
24:27arancione acceso
24:29e che
24:29presenta queste
24:31vedete
24:32queste
24:33incisioni
24:34che sono
24:34verticali
24:36e orizzontali
24:37e come venivano realizzate
24:38quando il vaso
24:40era ancora fresco
24:41quindi prima di essere
24:42esposto a cottura
24:43si passava
24:45proprio il dito
24:45come sto facendo io
24:46in questo momento
24:47vedete
24:48per togliere
24:49le parti
24:50in eccesso
24:51dell'argilla
24:52e creare così
24:52vedete
24:53queste
24:53queste riseghe
24:55prima in maniera verticale
24:56e poi in maniera
24:57orizzontale
24:58e un'altra caratteristica
25:01delle
25:01ceramiche
25:02Monteclari
25:03è proprio quest'orlo
25:04vedete
25:04attesa
25:05esterna
25:06e le tombe
25:07rinvenute
25:08all'inizio del novecento
25:09sul colle di Monteclaro
25:11ma anche negli anni settanta
25:12nella zona di via Basilicata
25:14via Trentino
25:15hanno restituito
25:16corredi
25:17ricchissimi
25:18per concludere
25:19vediamo appunto
25:21che ancora è presente
25:22il culto
25:23della
25:23Dea Madre
25:24ma è cambiato
25:25rimane sempre
25:27abbastanza
25:28stilizzato
25:29ma comunque
25:30vediamo
25:31un ritorno
25:32alla
25:33naturalità
25:34proprio del corpo umano
25:36quindi
25:37vedete
25:37già anche la parte
25:39inferiore del corpo
25:40vede i fianchi
25:41leggermente più stretti
25:43le braccia
25:44che un tempo
25:45quindi nella cultura
25:46di San Michele
25:47Diozzieri
25:48erano un tutt'uno
25:49rappresentavano
25:50una placca integra
25:51adesso vedete
25:52sono ben distinte
25:53perché ci sono queste
25:55due aperture laterali
25:57il seno
25:58rappresentare ancora
25:59la femminilità
26:00pensate ancora
26:01queste incisioni
26:02triangolari
26:04ecco nel collo
26:06che forse rappresentavano
26:07proprio l'utilizzo
26:07di una collana
26:08e infine
26:09vedete
26:10la testa
26:11che è circolare
26:12ed è ben distinta
26:13dal collo
26:13che invece
26:14è cilindrico
26:15il viso
26:15però ancora
26:16è essenziale
26:18ed è rappresentato
26:20solamente dal naso
26:21e queste saranno
26:22le ultime rappresentazioni
26:24della grande madre
26:25che poi
26:27vedremo
26:27in età neuragica
26:28assumerà
26:29delle forme
26:30abbastanza differenti
26:32rispetto a quelle
26:32del passato
26:34bene
26:34e con questo
26:36reperto
26:37il cui originale
26:39potete osservare
26:41nel Museo Archeologico
26:42Nazionale di Cagliari
26:43ci lasciamo
26:44e vi invito
26:46a seguire
26:46la prossima puntata
26:48dove inizieremo
26:49a parlare appunto
26:51della civiltà
26:52più importante
26:52che abbia caratterizzato
26:54la Sardegna Antica
26:55e che è appunto
26:56la civiltà neuragica
26:57io vi saluto
26:58e vi ringrazio
26:58per l'attenzione
26:59e vi ringrazio
27:26e vi ringrazio
27:29per l'attenzione
27:29a
27:30l'attenzione
27:34a
27:34a
27:34l'attenzione
27:36Grazie a tutti.

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