- 2 giorni fa
Una produzione TCS S.r.l. 2024 www.telecostasmeralda.tv
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:10salve e benvenuti ad una nuova puntata dei reperti raccontano la storia il programma
00:17che attraverso gli oggetti archeologici cerca di far luce sulle antiche civiltà della sardegna
00:23io sono l'archeologo nicola de si e ci troviamo all'interno del museo muda di las plazas
00:54siamo ancora nella sardegna punica e oggi
00:58parleremo delle divinità femminili quelle più importanti quelle più care al popolo sardo di
01:08questo periodo ovvero quello che abita l'isola dal settimo secolo avanti cristo fino più o meno al
01:16terzo secolo avanti cristo siamo dunque in un'epoca in cui la cultura di cartagine che la città più
01:25grande più potente più influente di tutto il mediterraneo occidentale ancora detta legge infatto
01:32di moda di religione e anche di lingua su tutto appunto il settore occidentale dell'europa
01:40soprattutto quella meridionale chi di voi appassionato di archeologia non ha mai sentito parlare della
01:48divinità denominata tanit o tinit allora perché ancora questo dilemma perché viene ancora chiamata
01:57in questi due modi perché come è stato detto altre volte l'alfabeto fenicio è un alfabeto composto da
02:0522 consonanti quindi non ci sono le vocali e allora molto spesso dobbiamo ipotizzare quale fosse la vocale
02:14che è all'interno di queste consonanti ed essendoci appunto solamente la t la n e nuovamente la t
02:22possiamo tranquillamente pronunciarla sia tanit che tinit e che forma come veniva rappresentata
02:31bene dovete sapere che uno dei primi approcci tra i sardi e questa divinità avviene già nella tarda età
02:38nuragica esiste un sito nel centro della sardegna più precisamente in ogliastra siamo vicini al passo
02:47del correboi in un bellissimo santuario di età tardo nuragica chiamato sarquis forros dove all'interno
02:56di un grande deposito di oggetti sacri rituali e preziosi è stato trovata una lastrina di bronzo con
03:06queste fattezze questa statuina alta come vedete pochi centimetri quindi la riproduzione che abbiamo
03:14fatto è fedele all'originale rappresenta come vedete una figura femminile molto stilizzata molto
03:22elementare che si può dal punto di vista geometrico suddividere in tre parti la parte superiore dove
03:30è presente un cerchio che sta ad indicare la testa una parte centrale vedete con un rettangolo
03:37che rappresenta le braccia quella sinistra e quella destra e infine la parte inferiore del corpo
03:44rappresentata da un triangolo quindi non solo insomma rappresenta idealmente le gambe ma anche
03:51una sorta di gonnellino questa figura così apparentemente semplice in realtà ha un carattere
03:58significato intrinseco molto molto forte questa divinità quindi abbiamo visto entra quasi in punta
04:06di piedi nella nostra isola e lo fa tra l'altro in un'area centrale dell'isola apparentemente lontana
04:14dalle città portuali dal mare quindi dai traffici commerciali con i naviganti che arrivavano dalla dal
04:23vicino oriente e proprio da questo momento quindi parliamo dell'ottavo secolo avanti cristo si creerà
04:29un legame indissolubile tra i sardi e tinnit una legame che durerà per molti secoli arriveremo
04:38addirittura fino all'età romana e questo ci dimostra una cosa che i sardi fondamentalmente erano ancora
04:47fortemente legati ai culti femminili che iniziano abbiamo visto nel paleolitico proseguono nel
04:54neolitico nell'età del rame sembrano interrompersi all'inizio dell'età nuragica e poi ricompaiono sotto forma
05:02appunto di statuine che rappresentavano sacerdotesse o divinità di questo insomma ne abbiamo parlato nelle puntate
05:10precedenti e nell'età del ferro all'inizio appunto dell'età del ferro vediamo ricomparire questa figura
05:17femminile sotto forma vedete della dea tinnit ipotizziamo che i sardi stessi l'abbiano chiamata
05:25fin da subito col suo nome ebbene questa figura stilizzata la possiamo trovare in numerosi siti da
05:35a quelli abitativi a quelli funerari vediamo in quali altri forme è stata rappresentata tinnit bene
05:43abbiamo qua un'altra statuina vedete molto simile alla prima che vi ho mostrato i colori sono ipotizzabili
05:52perché molto spesso queste piccole raffigurazioni che erano fatte magari su osso su argilla o pensiamo
06:00anche su materiale deperibile che non è arrivato fino a noi come il legno fossero comunque colorate
06:06il rosso era uno dei colori prediletti proprio dalla dagli antichi sardi ecco in questo caso abbiamo più
06:13o meno le stesse dimensioni ma la differenza rispetto alla prima che vi ho mostrato e che la
06:19testa come vedete rappresenta un cerchio pieno e anche il corpo non ha più il buco centrale ma voglio
06:29dire non sia dubbio alcuno sul fatto che rappresenti ancora una volta la dea tinnit abbiamo
06:35un caso un caso unico pensate in tutto il mondo antico ed è la rappresentazione di questa divinità
06:44messa a rovescio e dove la troviamo la troviamo in uno dei siti unici più importanti dell'isola stiamo
06:54parlando di monte sirai nel comune di carbonia siamo appunto sopra un altipiano dove già nell'ottavo
07:02secolo avanti cristo i sardi cominciarono sulle rovine di un nuraghe di un villaggio nuragico a
07:10costruire una vera e propria cittadella e nel quinto secolo avanti cristo si realizza anche una
07:17necropoli una necropoli con delle tombe scavate nella roccia che sono accessibili attraverso una
07:23scalinata una volta attraversata questa scalinata ci si ritrova all'interno di una camera e in una di
07:29queste camere vi è un pilastro centrale dove è raffigurata in rilievo quindi risparmiata sulla
07:39roccia proprio team it messa vedete a rovescio è l'unico caso al mondo che noi conosciamo sul
07:47motivo per cui l'abbiano rappresentata così al contrario sono state fatte insomma diverse
07:54ipotesi qualcuno ipotizzato che fosse stato un errore del dell'artigiano ma questo ci sembra un
08:02po strano immaginare insomma che gli sia stata data un'indicazione e lui abbia sbagliato l'abbia
08:08disegnata a rovescio è molto difficile prima di tutto perché loro erano ben a conoscenza di
08:14quale fosse appunto la posizione corretta di questo di questo simbolo e soprattutto perché
08:22immaginiamo insomma che questi artigiani questi artisti fossero tutt'altro che improvvisati e
08:28loro stessi conoscessero bene insomma questo simbolo il significato va cercato in un'anima più
08:35recondita del popolo sardo della cultura sarda noi abbiamo degli esempi nell'età del rame delle
08:43famose statue stelle o statue menhir dove è rappresentata la figura umana nella parte
08:51anteriore di queste di queste sculture ed è rappresentata in maniera molto stilizzata ma
08:56a rovescio qual è questo significato in questo caso presto detto trattandosi di una necropoli
09:04quindi un luogo dove ovviamente si accoglieva nei difunti la figura a rovescio rappresentava la
09:12discesa verso l'aldilà verso l'ade verso gli inferi del passato che avevano un'accezione tutt'altro che
09:20è negativa rispetto a quella che poi ci darà il cristianesimo quindi in conclusione noi pensiamo che
09:26questa rappresentazione non sia un errore ma sia una cosa voluta consapevole e che riguarda diciamo
09:35così un sentimento atavico dei sardi che si esprime ancora in età pubblica bene rimaniamo nell'ambito
09:44della dea tinit o tanit perché la vediamo non solamente nelle necropoli quindi nei luoghi dediti
09:55alla morte ma tinit era una divinità che probabilmente aveva delle funzioni apotropaiche
10:03quindi scacciava gli spiriti maligni proteggeva ecco perché la troviamo spesso anche nei pavimenti
10:12delle case della sardegna punica abbiamo diversi esempi nella stessa cagliari punica la caralì come
10:20veniva chiamata all'epoca che si trovava nell'area della laguna di santa gilla o santa igia quindi
10:29nell'area di via brenta via po via carigliano via simetto ecco lì sorgeva la caralì punica prima di
10:36spostarsi in epoca romana attorno a piazza del carmine e quella appunto che oggi è chiamata piazza
10:43yen e proprio là nel secolo scorso vennero trovate importanti testimonianze soprattutto abitative queste
10:53testimonianze consistevano in diverse abitazioni il cui pavimento era fatto anzitutto di cocciopesto
11:01cos'è il cocciopesto era un amalgama fatto di calce e di cenere e di frammenti di vasi di vasi
11:09rotti quindi era un pavimento che anzitutto era isolato dal punto di vista termico e vediamo
11:17nascere anche i prodromi della mosaico e vediamo nascere proprio il prototipo del mosaico quindi
11:25consisteva in che cosa consisteva nel mettere pensate delle semplicissime pietre di di quarzo
11:33o di calcare all'interno ecco di questo di questo pavimento e formare così l'addette in it a cagliari
11:41ad esempio abbiamo trovato questo simbolo che vedete rispetto agli altri cosa di differente le braccia
11:48sollevate e quindi pensiamo insomma che essendo spesso nella soglia della casa portasse fortuna a
11:55chi entrava negli ospiti ma soprattutto a chi ci abitava bene con l'addette in it sul cocciopesto ci
12:09interrompiamo per pochi minuti e ci rivediamo tra poco bene quindi riprendiamo con il racconto
12:31della sardegna in età punica rimaniamo all'interno della religione e dei culti femminili perché c'è
12:36un'altra divinità alla quale i sardi nell'età punica ma anche nell'età romana sono particolarmente
12:43legati affezionati e questa divinità è chiamata demetra o demetra è un culto che ci arriva dalla
12:52grecia in un'altra puntata abbiamo raccontato e in quale modo attraverso la grecia è arrivata anche
13:00in sardegna e da quel momento poi vedremo insomma che questa divinità continuerà ad essere adorata
13:09divinizzata soprattutto in ambito campestre agrario perché è una dea che è legata alla fertilità
13:19all'agricoltura è in uno dei templi più famosi dedicati a demetra che si trova nella frazione di
13:28terraseo nel comune di narcao quindi siamo nel sulcis nel sud ovest dell'isola vennero trovate
13:34centinaia di statuine dedicate appunto a demetra ea core la figlia insomma queste due divinità legate
13:43a un mito che probabilmente voleva raccontarci il ciclo delle stagioni ce n'è alcune molto particolari
13:50che a me personalmente hanno colpito qua abbiamo la riproduzione stilizzata proprio della divinità con le
13:58braccia sollevate vedete questa gonna con tutte queste pieghe qualche studioso ha ipotizzato che
14:05rappresentasse o la stessa divinità o una sacerdotessa che era stata raffigurata nel momento in cui
14:14danzava ballava proprio a giudicare appunto dal movimento delle gambe delle pieghe questa plasticità
14:22questo dinamismo che ci lascia intuire proprio il movimento quindi non la staticità e allora
14:29dobbiamo pensare che in questi templi è vero si pregasse ma lo si facesse anche attraverso la musica
14:37quindi i suoni i balli e i canti e quindi con demetra ci fermiamo insomma sul discorso religioso e
14:47femminile della sardegna punica e affrontiamo adesso un altro argomento molto interessante e
14:53molto importante sempre per questo periodo bene chi di voi non conosce appunto questi molluschi che
15:03erroneamente vengono chiamati indicati molto spesso nei ristoranti sardi come bocconi in realtà il nome
15:12boccone non è altro che un'erronea traduzione del sardo bucconi ma in italiano si chiamano murici il
15:20murex ecco perché è così importante questo gasteropode perché nell'antichità è associato a un colore il
15:33colore porpora rosso porpora bene per tanti anni si è parlato appunto del commercio della porpora si è
15:43parlato anche del fatto che forse fossero stati i fenici a inventare questo colore è molto probabile
15:52invece che si conoscessero già le proprietà di questo gasteropode e quindi già pensiamo nell'età del bronzo
16:01nella primetta del ferro molti popoli lo producessero il problema è che trattandosi di una tintura questa
16:09veniva messa appunto su dei tessuti che molto spesso non sono arrivati fino a noi ma andiamo per ordine
16:16come si pesca questo questo animale marino si pesca con delle nasse che venivano e vengono ancora fatte
16:26con del materiale vegetale vengono immerse all'interno spesso si metteva della carne in
16:34putrefazione questa cosa tira il gasteropode che poi rimane intrappolato all'interno della nasa
16:40dovevano però pescarne in quantità abbondanti e adesso veniamo appunto alla lavorazione perché
16:47anche qua abbiamo diverse fonti diverse teorie insomma che ci parlano della produzione della
16:53porpora nell'antichità una volta insomma catturati questi animali pare che venissero messi all'interno
17:02di grandi vasche spesso scavate nella terra e stavano fuori dalla città fuori dal contesto urbano
17:11vedremo anche il perché bisognava prenderne tantissime perché occorre una grande quantità per creare
17:20realizzare veramente un prodotto che poi andava centellinato proprio per la difficoltà della
17:27lavorazione per la sua rarità ma allo stesso tempo per il suo legame con il simbolo del potere della
17:34ricchezza del lusso ci sono diversi autori romani che appunto descrivono il procedimento che portava
17:42appunto alla realizzazione della della porpora qualcuno ci dice che i murici più piccoli venissero
17:48direttamente triturati con il guscio perché era talmente fine che insomma non creava problemi in
17:54quelli più grossi probabilmente avrebbero dovuto estrarre il mollusco che stava all'interno oppure
18:00triturarli appunto con il mollusco dentro e poi dopo tre giorni pensate tre giorni di putrefazione
18:07quindi creavano dei miasmi dei degli odori molto forti cattivi che ovviamente potevano disturbare la
18:16popolazione ecco perché venivano fatti diciamo in genere lontani dal centro abitato possibilmente
18:22vicino al mare perché occorreva poi dell'acqua di mare dell'acqua salata che veniva aggiunta in queste
18:26vasche e poi il tutto veniva filtrato perché questo mollusco secerne un liquido appunto di colore
18:34violaceo ma si tratta veramente di poche gocce poche gocce che però avevano un valore importantissimo
18:42quindi una volta filtrato poi si aggiungeva l'acqua di mare e bisognava ulteriormente attendere prima
18:50appunto di metterlo all'interno ecco di piccole ampolline come questa che poi andavano a colorare
19:00il vestito ma perché è così importante la porpora perché è così preziosa è così preziosa perché
19:06anzitutto è un pigmento indelebile quindi si può lavare un tessuto appunto tinto con la porpora
19:13anche centinaia di volte che non perde assolutamente il suo colore la sua qualità e inoltre diciamo c'è
19:22una un'altra caratteristica importante è un colore che cambia con la luce del sole anzi si intensifica
19:31e quindi immaginiamo anche lo stupore della popolazione quando qualcuno passava appunto
19:37con un abito colorato con con la porpora che fine facevano poi questi gusci si pensa che venissero
19:45ulteriormente triturati e con la polvere che si creava realizzavano appunto la calcio ora proviamo
19:54appunto a versare alcune gocce di porpora proprio su questo piatto per vederne il colore che un rosso
20:06che può cambiare che può appunto avere diverse sfumature che vanno appunto dalla violaceo quasi
20:14alla al blu vedete questo è il il porpora e abbiamo provato anche a tingere un tessuto una
20:26garza di lino che vedete poi con la luce a volte tende come dire a a brillare ed è per
20:37questo che
20:38anche il termine porporato indica potere pensiamo insomma al clero pensiamo agli antichi re principi
20:47che ovviamente volevano distinguersi anche con con gli abiti e qualcosa è arrivato fino a noi
20:55soprattutto dalla dal vicino oriente attualmente in sardegna non abbiamo ancora trovato purtroppo dei
21:03diciamo giacimenti di questi molluschi mentre invece in altre parti soprattutto nel mediterraneo
21:09occidentale sono stati trovati i grossi cumuli del del murice di questo guscio che ci lascia
21:15intendere insomma che la venisse appunto lavorato e il porpora e il rosso porpora poi insomma sarà un
21:21pigmento che verrà lavorato anche in età romana bene adesso torniamo un attimo alla sardegna punica e agli
21:32oggetti di pregio correva l'anno 1937 si stavano facendo dei lavori nella città di olbia che all'epoca
21:42si chiamava ancora terranova pausania ebbene durante questi lavori venne alla luce una necropoli che a
21:52giudicare dalla tipologia descritta dall'archeologo che la scavò il professor teodoro d'oro levi un
22:03importantissimo archeologo degli anni trenta in sardegna di origine ebraica che purtroppo dovete
22:09abbandonare la cattedra di archeologia a cagliari per via delle leggi razziali ecco comunque stando
22:17appunto ai suoi diari e le sue descrizioni questa necropoli era scavata nella roccia c'erano appunto
22:22degli ingressi a pozzetto proprio come quella di tuvigedu quindi ipotizziamo che il periodo fosse
22:28appunto quello del sesto quinto quarto secolo avanti cristo si trovò il corpo di una donna che
22:36era ancora accompagnata dal suo corredo funerario pare che fosse dotata di un diadema è una bellissima
22:44collana fatta con la pasta vitrea la pasta vitrea è un altro diciamo così materiale molto utilizzato
22:53in epoca punica nella sardegna punica che viene fatta appunto col silicio e col natron quindi c'è
23:01tutto un procedimento chimico che permette la realizzazione di questo materiale che ebbe molta
23:07diffusione molto successo nel passato e questa collanina è molto molto famosa oggi esposta
23:14nel museo archeologico nazionale di cagliari e rappresenta vedete un personaggio dotato appunto
23:21di una lunga barba quasi a trecce poi colpiscono molto vedete questi occhi creati con questo cerchio
23:31concentrico poi vediamo appunto le sopracciglia e anche queste sembrano proprio disegnate è un punto
23:38sulla fronte come se il personaggio fosse fosse appunto truccato e poi era dotato anche di orecchini
23:45gli orecchini andavano molto di moda nella sardegna punica sia nelle orecchie sia nel nel naso come
23:51abbiamo visto anche nella maschera di terracotta trovata a san sperate e c'è un aneddoto interessante
23:56legato a questa collana bellissima che tra l'altro era accompagnata anche da altri oggetti in pasta vitrea
24:05come questi occhi vedete o meglio una simbologia che ricorda quella dell'occhio e che probabilmente
24:13aveva lo scopo di scacciare gli spiriti maligni ecco pare che questo ce lo racconta lo stesso
24:19doro levi in un'intervista del 1981 che un gerarcha nazista herman goering che era diciamo il gerarcha
24:29più potente dopo il führer mise proprio gli occhi su questo manufatto lui era un grande
24:35collezionista di reperti archeologici ma doro levi si oppose addirittura riuscì insomma a salvarlo a
24:42metterlo in salvo e riuscì appunto a portarla a cagliari dove tutt'oggi sta quindi con questo
24:49aneddoto molto bello molto interessante che ci racconta anche della della passione che ha portato
24:56nei vari periodi gli archeologi a mettere a repentaglio la propria vita la propria reputazione
25:02a costo di salvare i reperti abbiamo tanti esempi insomma anche in tempi molto vicini ai nostri e
25:13questo dimostra insomma che l'archeologia è oltre che una professione molto spesso una grande passione
25:20bene con la maschera di olbia concludiamo questa puntata dedicata sempre alla sardegna punica e vi
25:29invitiamo a seguire la prossima puntata dei reperti raccontano la storia una saluta appunto da nicola
25:37adesso dalla museo muta di las plassos
25:53grazie a tutti
25:53grazie a tutti
25:54Grazie a tutti.