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Novità
Trascrizione
00:00Musica
00:58Musica
01:02Musica
01:03Musica
01:30Benvenuti alla prima puntata della nuova edizione del programma Sardinia Mundu.
01:36A condurlo comunque sarò sempre io, Nicola Desi, però c'è una novità.
01:42La novità è che in questa edizione utilizzeremo la lingua italiana anziché la lingua sarda,
01:48come è avvenuto nella precedente edizione.
01:52Vogliamo comunque, ancora una volta, celebrare quei personaggi, quelle figure
01:58che hanno avuto in vita il merito di mettere in contatto la Sardegna con il resto del mondo.
02:08Parliamo di uomini, donne che non necessariamente sardi,
02:12e comunque hanno avuto il grande pregio di far conoscere la nostra isola all'esterno appunto dei confini regionali.
02:22Oggi inizieremo con una figura femminile, Anna Marongiu,
02:28che benché abbia avuto una vita breve, solamente 34 anni la portarono via alla vita
02:37a causa di un incidente aereo avvenuto nell'idroscalo di Ostia,
02:42tuttavia la sua vita artistica fu molto intensa, ricca di opere,
02:49ma soprattutto di collaborazioni a carattere nazionale ed internazionale.
02:55Purtroppo, come spesso succede, però la sua vita, le sue vicende,
03:01nel corso degli anni sono passate un po' in sordina.
03:36Purtroppo, come spesso di internazionale,
03:54La nostra protagonista nasce il primo gennaio del 1907 nella città di Cagliari,
04:01più precisamente nel Palazzo Valdez, quindi siamo in pieno centro abitato.
04:09Anna nacque all'interno di una famiglia appartenente all'alta borghesia cittadina.
04:16Pensate che il padre, il fisio Luigi Marongio, era medico-oculista,
04:21mentre la madre, Nelly Pernis, era la nipote di Iosis Pernis,
04:29che arrivò in Sardegna agli inizi dell'Ottocento come ambasciatore
04:35e poi diventerà anche un grande imprenditore.
04:40Sarà uno dei tanti svizzeri giunti, partiti dalla cantone di Grigioni
04:45e arrivato in Sardegna tra la prima e la seconda metà dell'Ottocento.
04:49Molti di questi apriranno e verranno ricordati come i primi pasticceri e caffettieri della città.
04:57Ma torniamo ad Anna.
04:59Anna, appunto, abbiamo visto, nasce in un contesto benestante.
05:05Il nonno, tra l'altro, fu sepolto nel cimitero monumentale di Bonaria.
05:12E' ancora visibile la sua tomba con la scultura eseguita dal grande scultore Giuseppe Sartorio.
05:22Anna ebbe anche due fratelli, Valentina ed Enrico, dei quali però non abbiamo molte notizie.
05:42A questo punto è doveroso aprire una parentesi sulla città di Cagliari nel periodo in cui nasce Anna Marongio.
05:52Siamo nella Cagliari-Baccarediana, quindi nella città amministrata dal oculato e visionario sindaco Ottone Baccaredda.
06:01E proprio a lui si deve una trasformazione quasi integrale della città di Cagliari, un innovamento,
06:08dato proprio dal fatto che la città si espande.
06:11La città vuole essere considerata come una delle capitali europee.
06:17Per questo si decide di abbattere un sistema di mura medievali che ancora cingevano Cagliari fino alla fine dell'Ottocento.
06:26Pensate, insomma, ci sono dei segnali importanti che volle lo stesso Baccaredda.
06:32Lo spostamento, ad esempio, della sede del municipio di Cagliari dal palazzo di città,
06:37situato nel cuore del quartiere storico di Castello, un quartiere, come sapete, di origine medievale, quindi arroccato, chiuso.
06:46Ecco, la sede si sposterà con la costruzione del nuovo palazzo municipale, dopo di fronte al porto.
06:54Quindi si voleva dare un segnale, un segnale di apertura verso il mare, quindi verso il resto del mondo.
07:00E sarà il periodo in cui si introduce a Cagliari ancora di più e si sviluppa lo stile Liberty, l
07:06'Art Deco,
07:07che vedremo influenzerà tantissimo l'arte e l'esperienza di Anna Maroggio.
07:30La nostra eroina, se così la vogliamo chiamare, venne avviata per volontà della famiglia stessa
07:38agli studi di ragioneria. Studi che compì in maniera brillante, arrivò anche a diplomarsi,
07:45ma poco dopo seguì quella che era la sua vera natura, la sua vera passione, il suo istinto.
07:52Pensate che fin da bambina lei mostrò delle innate capacità artistiche, era proprio incline al disegno.
08:01All'età di soli 11 anni, quando era in quinta elementare, disegnò su un quaderno a righe
08:08alcuni aneddoti storici che le erano rimasti particolarmente impressi,
08:14come la morte di Augusto, Muzio, Scevola e Porsenna, e il battesimo di Costantino.
08:21Sono tratti che rimarcano profondamente ancora il suo stile inesperto, ma dobbiamo dire che in effetti
08:33già compare quella sua caratteristica, quella vena quasi satirica, ironica e caricaturale
08:40che distinguerà i personaggi da lei disegnati. Il suo primo lavoro però arriverà nel 1926,
08:49all'età di 19 anni. Le verrà appunto conferito l'incarico di illustrare una copia dei promessi
08:57sposi di Alessandro Manzoni. E proprio qua vediamo una Anna Marongiu che è un po' più matura dal
09:06punto di vista artistico, pur non perdendo in queste tavole disegnate a matita e a tempera delle
09:15caricature dei personaggi più famosi del romanzo, come Don Abbondio, come Renzo e Lucia,
09:24Fra Cristoforo e tutti gli altri. Questo lavoro le permetterà poi di aprirsi ancora di più
09:31al mondo dell'arte e ad avere molte più committenze.
10:01L'anno successivo, nel 1927, Anna, intenzionata a perfezionare la sua tecnica e, decisa oltremodo
10:11a proseguire la carriera di artista, deciderà di trasferirsi a Roma. Qui rimarrà per due anni,
10:17dal 1927 al 1929. Frequenterà dei corsi all'Accademia Britannica e nel contempo seguirà
10:28delle lezioni in privato con il grande artista e maestro d'arte Umberto Coromaldi. Nel 1929
10:37inizierà una proficua collaborazione con il cugino Peppuccio Caponi, che all'epoca era uno
10:45dei più grandi architetti razionalisti di tutta l'Italia. Con lui parteciperà, pensate,
10:52verrà coinvolta nell'abbellimento, nel restauro della casa di Roma di una ricchissima donna americana
11:00che si chiamava Gloria Bishop Gold. Ecco, nello specifico, la nostra Anna si occuperà proprio
11:08dell'abbellimento della stanza dei bambini. Qui troviamo dei colori pacati, dei colori leggeri,
11:15dei toni che sono quasi fiabeschi, dando a tutto l'insieme un'atmosfera quasi metafisica.
11:24Ecco, pensate che questo abbellimento avrà talmente successo e saranno talmente apprezzati
11:31questi disegni che verranno, le fotografie appunto della camera, pubblicate nella prestigiosissima
11:40rivista di architettura e design fondata da Gio Ponti, che si chiamava Domus.
11:54Il 1929 fu per Anna un anno molto intenso dal punto di vista dell'attività artistica. Infatti
12:04sempre in quell'anno le venne commissionato un lavoro molto importante, che poi la distinguerà
12:10per tutta la vita, per tutta la sua carriera. Realizzerà infatti oltre 200 illustrazioni ad
12:18acquerello e a penna per il romanzo di Charles Dickens, Il Circolo Pickwick. Ecco, in questo momento
12:28viene ancora più in luce proprio il suo taglio fortemente umoristico, caricaturale dei personaggi
12:35del romanzo. Pensate che una copia appunto di questo romanzo, con le illustrazioni di Anna Marongiu,
12:44è oggi conservato ed esposto alla Dickens House di Londra, insieme ovviamente a tutte le altre copie
12:52provenienti dal resto del mondo. Ci sembra un riconoscimento più che giusto per una donna
12:59del grandissimo e dello straordinario talento come Anna Marongiu.
13:47Nel 1929 Anna tornerà in Sardegna e parteciperà per la prima volta alla Primavera Sarda,
13:58una mostra che le permetterà di esporre per la prima volta i suoi lavori, insieme ad artisti del
14:06grande calibro come Giuseppe Biasi o Mario Dell'Itala. Da questo momento vediamo Anna impegnata
14:18costantemente a partecipare alle mostre d'arte che si tenevano sia in Sardegna che fuori dall'isola.
14:26Nel 1930 le verrà conferito un altro incarico lavorativo. Illustrerà l'opera di William Shakespeare,
14:37Sogno di una notte di mezza estate. Saranno delle figurazioni con un tono molto leggero,
14:45molto quasi iperuranico, che ricorda per alcuni aspetti l'arte di Joe Ponti.
14:54Quindi il tutto ancora una volta sarà caratterizzato da un'atmosfera magica e metafisica.
15:24Nei primi anni 30 la nostra conterranea si accostò alla tecnica dell'acqua forte, tecnica nella quale
15:31eccelse. Per questo appunto si recò ancora una volta a Roma. Lì si accostò a Carlo Alberto Petrucci,
15:39fu appunto il suo maestro, e alternava soggiorni a Roma e a quelli insomma nella città Natia.
15:45Le due prime stampe fatte con la tecnica dell'acqua forte sono soprattutto nature morte. Tra queste
15:53ricordiamo ad esempio crisantemi o gallo e gallina, oggi conservate nella biblioteca universitaria
16:02della città di Cagliari. Ecco, per quanto riguarda la prima opera, i crisantemi, troviamo appunto
16:08ritmo compositivo abbastanza serrato. Abbiamo appunto delle parti che compongono delle cosiddette
16:19morsure plurime, mentre invece per l'altra opera, che è Gallo e gallina, qua vuole rendere omaggio
16:26a delle incisioni seicentesche. Quindi oltre a rilevare una grande conoscenza della arte seicentesca
16:37italiana, vuole forse anche rendere onore a maestri come Morandi e Bartolini. Ecco, in quest'opera,
16:45Gallo e gallina, i due animali che sono raffigurati in primo piano, sono definiti proprio da solchi
16:51profondi e marcati. Quindi, ancora una volta, Anna Marongiu si segnala proprio per questa chiarezza
16:59esecutiva.
17:05Nel 1933 troviamo Anna intenta a partecipare alla quarta mostra sindacale sarda che si svolse
17:15all'interno della Galleria Comunale d'Arte di Cagliari ed espose con artisti, non solo di calibro
17:23regionale, ma anche nazionale, come Giannino Marcig. Ebbene, sempre in questo periodo vediamo Anna
17:32impegnata a trattare temi di grande portata. A differenza dei suoi conterranei, che erano particolarmente
17:43invece incentrati sulla vita popolare sarda, sulle tradizioni culturali, lei appunto affronterà
17:50temi come la tragedia amorosa, che trattava appunto il tema della commedia della vita trattata
18:00secondo l'argomento, insomma, dell'amore. E sempre in questo periodo la nostra artista
18:10parteciperà a mostre internazionali, ad Atene, a Riga, a Bucarest, a Trieste e in altre città
18:21insomma di Europa, che faranno conoscere Anna alla critica non solo nazionale ma anche internazionale.
18:31A metà degli anni 30 ormai Anna è un'affermatissima acquafortista e sempre appunto avulsa da ogni
18:42regionalismo produrrà opere come l'altalena di Pagliacci, il circo equestre, le maschere e si
18:53affronterà sempre in questo periodo anche a temi sacri come la crocifissione e fuga dall'Egitto.
19:00Nella crocifissione vediamo appunto una scena popolata da molte persone con forti chiaroscuri,
19:07nell'altra opera invece, la fuga dall'Egitto, vediamo un paesaggio molto più isolato, desertico,
19:15quasi metafisico, dove come sfondo abbiamo tutta una serie di palmizi che daranno un sapore
19:23esotico all'opera.
19:30Tra il 1936 e il 1941 Anna, che ormai risiedeva stabilmente nella città di Cagliari, disegnò
19:40incise e stampò un'opera che è ancora tutt'oggi ricordata, intitolata Le Vedute di Cagliari.
19:50Si tratta di 15 acqueforti che ritraggono paesaggi, scorci, monumenti della città, pur
20:00stando attenta comunque a particolari dettagli della vita quotidiana.
20:06Una sicuramente delle stampe più belle di questa serie è il porto, quindi si parla del porto
20:13di Cagliari, dove sullo sfondo vi è una luce del primo mattino, la vita che ferve con marinai,
20:22con operai intenti al lavoro, ma senza appunto tralasciare altri dettagli come bambini che
20:29giocano o due enamorati che si baciano su una panchina.
20:35Ecco, diciamo che a questo punto vediamo proprio l'apice della carriera e anche della
20:41maestria tecnica della nostra artista.
21:00Nel febbraio del 1938 si tenne la prima mostra personale di Anna Marongio e la tenne alla
21:08galleria d'arte Palladino a Cagliari. Qui espose una settantina di opere tra disegni,
21:17stampe, acqueforti, acquerelli e fu un grande successo per la critica alla stampa e anche
21:25soprattutto per il pubblico. Nello stesso anno illustrerà un romanzo per ragazzi dell'autore
21:34Fanciulli intitolato La Barca della Fortuna. Ecco, il romanzo era ambientato in Sardegna e fu in
21:44questo momento che Anna Marongio si ispirò alla xilografia isolana, tanto in voga in quel tempo,
21:51e cercò comunque di rappresentare una Sardegna che era tipica, ma senza ricorrere ai cliché
22:04sugli abiti della Sardegna, sui paesaggi. Quindi con molta delicatezza riuscì a rappresentare
22:11una Sardegna che era allo stesso tempo veritiera, ma originale. Una cosa del tutto nuova per l'epoca.
22:26Tra il 1939 e il 1940 illustrò per Filiberto Farci, che era uno degli scrittori isolani più
22:34noti in quel periodo, le illustrazioni per due suoi romanzi. Uno si intitolava Racconti di Sardegna
22:41e l'altro invece l'ultima tappa. Nel 1939 ottenne un altro grande incarico, quello di affrescare la
22:49cappella del centro traumatologico di Iglesias, che avevano come temi delle scene della vita di Maria
22:56e di Gesù. Per apprendere questa tecnica, quella dell'affresco, che in Sardegna non era molto
23:02utilizzata, andò a Roma e lì appunto seguì i corsi di Ferruccio Ferrazzi, un grande maestro
23:10dell'affresco. Preparò i bozzetti a matita, che ancora conosciamo, abbiamo, che suggeriscono
23:18proprio quest'ambiente di carattere neorinascimentale. Purtroppo però lo scoppio della Seconda Guerra
23:25Mondiale, insomma, mandò in frantumi queste speranze e il progetto non si realizzò mai. Tra il
23:331939 e il 1940 comunque la vediamo partecipare ad altre mostre, nella, ad esempio, importantissima
23:41Biennale di Venezia, però in America centrale. Fu presente anche nel 1940 alla 38esima mostra della
23:50Galleria di Roma. Nello stesso anno si accostò anche alla tecnica del bulino. Ora, questa è una
23:58vera e propria sfida nella sua vita, nella sua arte. Diventa donna incisore. Ebbene, pensate, non esiste
24:05un termine al femminile perché è considerato ancora oggi un lavoro da uomini. La sua ultima lastra,
24:12intitolata lotta di temperamenti, rimase incompiuta a causa, insomma, della sua morte prematura.
24:24La morte sopraggiunse prematuramente il 30 luglio del 1941 a causa di un incidente aereo accaduto
24:35nella trasvolata tra Cagliari e l'idroscalo di Ostia. Al momento della morte Anna portava con sé la
24:45sua ultima opera, la sua ultima lastra, che è rimasta comunque incompiuta, dal titolo
24:51Lotta di animali, dove vediamo come protagonisti degli uomini, dai caratteri bestiali, zoomorfi,
24:58in una lotta convulsa. Ed era forse il preludio di chissà quale altra opera.
25:07A lei è intitolato il gabinetto disegni e stampe della biblioteca dell'Università di Cagliari,
25:15dove sono custoditi un ampio corpus di opere da lei realizzate e il torchio calcografico a lei
25:24appartenuto. Il 29 aprile del 2017, su iniziativa del Soroptimist Club di Cagliari e dell'amministrazione
25:35comunale di Cagliari, viene intitolata ad Anna Marongiu questa piazzetta con bel vedere situata
25:42alla fine del Colle di Viale Boncammino. Si conclude così la puntata dedicata alla vita e le opere di una
25:52delle più grandi artiste sarde degli anni trenta del novecento. Una vita, come abbiamo visto, spezzata
26:00in maniera prematura. Vogliamo avviarci alla conclusione ricordandola con una frase che a lei
26:09dedicò il suo amico, artista Felice Melis Marini, ad un anno dalla sua scomparsa. Per l'arte ha vissuto,
26:18goduto e sofferto, questa nobilissima artista che ha chiuso la sua breve esistenza, mentre nuovi sogni,
26:26nuove fatiche turbinavano nella sua mente, colta e meditativa.
26:49Grazie a tutti!
26:54Grazie a tutti!
26:55Grazie a tutti!
26:56Grazie a tutti!
26:58Grazie a tutti!
26:58Grazie a tutti!

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