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Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:35Salve e benvenuti ad una nuova puntata di I reperti raccontano lo storia
00:41Il programma dedicato alla scoperta delle più antiche civiltà della Sardegna
00:47dal paleolitico all'etanuragica attraverso la conoscenza dei suoi reperti archeologici
00:55più interessanti e più significativi
00:58Ad accompagnarvi in questo viaggio millenario ci sarò io che sono appunto l'archeologo Nicola Desi
01:05Bene, oggi ci dedicheremo alla scoperta di una delle più longeve e anche prolifiche culture del Neolitico
01:19Siamo ormai nella fase finale di questo grande periodo che è stato rivoluzionario non solo per la Sardegna ma per
01:28tutto il Mediterraneo
01:29Infatti ricordiamo insomma che a partire proprio da circa 8.000 anni fa l'uomo comincia a domesticare gli animali
01:38a scoprire l'agricoltura e anche a costruire primi villaggi in pianta stabile
01:44Bene, la cultura di San Michele di Ozzieri è quella che subito dopo la civiltà nuragica ci ha lasciato più
01:52testimonianze
01:53Infatti parliamo di centinaia di villaggi fatti con capanne di forma circolare, rettangolare o anche quelle di forma mista
02:04che avevano una parte rettangolare e poi una parte absidata
02:08Parliamo di, pensate, oltre 3.500 Domus de Janas o Domus de Janas
02:15E cosa sono? Sono delle grotticelle artificiali quindi scavate dall'uomo nella roccia e su tutti i tipi di roccia
02:23dal basalto al granito passando addirittura per lo scisto
02:28che troviamo in tutta la Sardegna dal Sulcis fino alla Gallura
02:34e che sono state scavate dall'uomo interamente a mano
02:39Pensate, proprio con dei picconi di pietra che abbiamo rinvenuto proprio accanto alle Domus de Janas
02:45o addirittura qualche volta anche all'interno
02:48In questo periodo ancora, lo ricordiamo, non abbiamo la presenza dei metalli
02:55ma di lì a poco cominceremo a vedere i primi oggetti quando comincerà appunto l'età del rame
03:01Queste grotticelle che chiamiamo appunto Domus de Janas o Domus de Janas
03:06in alcuni casi però le ritroviamo anche menzionate col nome di forredos, furrighesos
03:15quindi piccoli forni perché effettivamente sembrerebbero insomma delle piccole fornaci scavate nella roccia
03:23ecco sono indubbiamente i monumenti più caratteristici di questa civiltà
03:28civiltà che anzitutto prende il nome dalla grotta di San Michele
03:33che venne trovata nel paese, pensate a pochi metri dal centro abitato di Ozzieri
03:38in provincia di Sassari agli inizi del Novecento proprio dal nostro archeologo Antonio Taramelli
03:44che all'interno di questa grotta che aveva diverse sale
03:47rinvenne tantissimi vasi insomma con delle decorazioni particolari che andremo appunto a vedere
03:54questa cultura è una cultura che come vi dicevo è molto longeva
03:59nasce all'incirca nel 4000 avanti Cristo
04:05e la troviamo pensate fino al 3300-3200 avanti Cristo circa
04:11ovviamente ci teniamo sempre abbastanza larghi nelle datazioni
04:15perché non possiamo essere precisi soprattutto quando si parla di tempi così lontani
04:20e le civiltà dopo tutto non nascevano improvvisamente ma allo stesso modo non finivano in maniera così traumatica
04:29quindi è un periodo lungo che vede tante evoluzioni, tanti cambiamenti
04:34pensate che sempre in questo periodo arriverà in Sardegna un fenomeno
04:39un fenomeno che ha una diffusione possiamo dire mondiale
04:44che è quello del megalitismo, dal greco mega, litos
04:47che vuol dire appunto grandi pietra, grande pietra
04:51proprio perché i monumenti di questo fenomeno architettonico ma anche culturale
04:57che vede forse la nascita, la sua culla ecco nella parte nord occidentale della Francia
05:04soprattutto Bretagna e Normandia dove abbiamo i megaliti più grandi
05:08arriva in Sardegna inizialmente nelle sue forme più semplici
05:12che sono due monumenti
05:14il primo è il menhir
05:16una parola menhir insomma sempre di origine bretone
05:19quindi quella minoranza linguistica che si parla nel nord della Francia
05:24men vuol dire pietra, ir vuol dire lunga
05:26infatti si tratta di pietre lunghe, alte, anzi anche alcuni metri
05:32che venivano conficcate nel terreno, nel suolo
05:36probabilmente a scopi fertilistici
05:38e le troviamo a volte isolate, a volte allineate
05:42sono conosciute in Sardegna con diversi nomi
05:45il più diffuso è quello di Perda Vitta
05:49quindi pietra conficcata
05:52il menhir più alto della Sardegna si trova nel territorio di Villa Sant'Antonio
05:57siamo in provincia di Oristano
05:58ne pensate è alto più di 6 metri
06:01e poi li troviamo sparsi un po' in tutta l'isola
06:03il sito megalitico più importante
06:06indubbiamente è quello di Biro e Goncas
06:07assorgono quindi nel Mandrolisai
06:09nel centro esatto della Sardegna
06:11dove abbiamo pensate oltre 200 menhir
06:14e poi ci sono i dolmen
06:16quindi delle tombe
06:17che nella loro forma più semplice venivano realizzate
06:20utilizzando tre lastre di pietra
06:22due che facevano da parete
06:24e una che faceva da copertura
06:26si tratta di tombe
06:27sempre realizzate all'interno di questa grandiosa
06:30cultura appunto che oggi denominiamo San Michele di Ozzieri
06:34ma veniamo al primo oggetto
06:36al primo vaso che esporremo
06:39nella cultura di San Michele di Ozzieri
06:42compaiono delle forme completamente nuove rispetto alla cultura precedente
06:46che abbiamo visto essere quella di Bonighini
06:49e della quale abbiamo parlato nella puntata precedente
06:52nascono i cosiddetti vasi a cestello
06:56come questi
06:57le ceramiche di San Michele di Ozzieri
07:00in genere presentano un impasto argilloso
07:05molto fine, molto depurato
07:08con pochi inclusi
07:09che sono appunto quei granellini di sabbio e di quarzo
07:13che venivano aggiunti all'impasto
07:15per far sì che tutto il vaso reggesse
07:19alle alte temperature
07:21ancora non abbiamo in questo periodo
07:23insomma dei forni specifici
07:25per la cottura delle ceramiche
07:27bastava, pensate, fare un fosso in terra
07:30e avvicinare pian piano il vaso
07:32ecco al fuoco
07:34ovviamente sempre calibrando
07:36la distanza
07:38proprio per evitare che ci fosse uno shock termico
07:41questi vasi sono fatti ancora una volta
07:44completamente a mano
07:46senza l'utilizzo del tornio
07:48che, lo ricordiamo, comparirà nella tarda etanuragica
07:52però, come potete vedere
07:54sono nonostante tutto
07:56molto fini, molto raffinati
07:59che vedono probabilmente l'utilizzo
08:01di una spatola o di un ciotolo fluviale
08:05per lisciare le pareti
08:07sia quelle esterne che quelle interne
08:11questo vaso è un vaso a cestello molto semplice
08:16è per lo più inornato
08:19cosa vuol dire inornato?
08:20che non ha decorazioni
08:21se si fa eccezione
08:22per questa linea incisa
08:25che troviamo, vedete, nella parte interna
08:29e questa sarà una novità
08:30perché a differenza delle culture precedenti
08:33come quella cardiale o di Buonighino
08:35dove le decorazioni erano più concentrate
08:39anzi esclusivamente concentrate nella parte esterna
08:43nella cultura di San Michele di Ozieri
08:45le decorazioni le troveremo anche all'interno
08:48sono incisioni
08:50incisioni che venivano eseguite
08:53quando l'oggetto era ancora fresco
08:57quindi non esposto a cottura
08:59una cottura che chiaramente doveva essere fatta in assenza di ossigeno
09:05quindi veniva probabilmente coperto il vaso con della paglia
09:10questo riusciva a dare questa colorazione scura al vaso
09:16che sembra insomma per certi aspetti ricordare a volte insomma degli oggetti di bronzo ossidato
09:24ma in realtà insomma si tratta di ceramica
09:27ecco, la stessa tipologia di vaso
09:30la troviamo anche in forme, in dimensioni più ridotte
09:36qua abbiamo un vaso che come vedete ha la stessa forma
09:40ma è un terzo di quello che abbiamo appena visto
09:43si tratta sempre di un vaso a cestello
09:45bene, qua siamo di fronte a un vero e proprio horror vacui nella decorazione
09:52una decorazione che parte dal fondo
09:55un fondo che come vedete sembra quasi somigliare
10:00o meglio io lo associo a una ragnatela
10:03quindi non dimentichiamo che il mondo della natura
10:06era un mondo che loro osservavano
10:08e che spesso dava gli spunti
10:11era un punto di riferimento anche per le loro decorazioni
10:14ebbene, come potete vedere
10:16questo fondo è decorato con una figura geometrica
10:21che inizia con delle tacchette incise
10:26uno spazio libero
10:27poi nuovamente vedete una figura realizzata
10:30proprio con delle tacchette
10:32e che culmina con un doppio cerchio concentrico
10:37anche la cultura di ozzieri
10:39vedrà non solo le incisioni
10:43realizzate con uno strumento appuntito
10:45che poteva essere di osso o di legno
10:48o addirittura anche di ossidiana
10:50perché l'ossidiana è ancora abbondante
10:53presente insomma in questa cultura
10:55e poi queste tacchette
10:58queste incisioni venivano successivamente riempite
11:01con della pasta di calce
11:04che dava il colore bianco
11:05con dell'ocra rossa o gialla
11:08una volta troviamo sia il bianco che il rosso
11:11all'interno dello stesso vaso
11:12quindi pensate proprio alla policromia che si aveva
11:16quindi con il nero della superficie
11:19non decorata
11:21il bianco, il rosso o il giallo
11:24veniamo adesso al corpo centrale
11:27dove si parte appunto dal piede del vaso
11:32sempre con queste tacche incise
11:36e poi dei triangoli campiti
11:38che vengono chiamati anche in gergo tecnico
11:42che troviamo non solo nelle decorazioni dei vasi
11:48ma pensate anche nelle domus legianas decorate
11:53perché le domus legianas non erano semplici tombe
11:57semplici grotticelle scavate nella roccia
12:00tra l'altro potevano essere piccole
12:03con una sola camera e le chiamiamo monocellulari
12:06a domus legianas che addirittura arrivano ad avere
12:1022 cellette, 22 camere
12:14come la tomba maggiore della necropole domus legianas
12:17di Noedale a Ossi
12:19quindi siamo nella Sassarese
12:21dove in molti casi troviamo insomma
12:24delle decorazioni che possono essere incise o dipinte
12:29ma su questo poi, su questo aspetto ci torneremo
12:32vediamo infine la parte interna
12:34vedete che è decorata con questi festoni
12:38che stanno soprattutto nella parte superiore
12:42mentre invece manca completamente la decorazione
12:44vedete sul fondo del vaso
12:47questo vasetto, ecco, l'originale lo potete vedere
12:52è esposto nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari
12:57bene, con questo oggetto ci fermiamo per qualche minuto
13:00e ci vediamo tra poco per parlare di un altro reperto
13:18continuiamo alla nostra puntata dedicata interamente
13:22la cultura di San Michele e di Ozzieri
13:24la cultura che abbiamo detto essere tra le più longeve
13:28tra le più prolifiche proprio del Neolitico in Sardegna
13:32e non solo
13:34perché insomma poi faremo dei riferimenti anche al resto del Mediterraneo
13:38passiamo ad un altro oggetto
13:40un oggetto che è sempre appunto di terracotta
13:43e voi direte ma perché si parla prevalentemente di terracotta
13:47perché dovete sapere che la terracotta
13:50benché non sia il materiale più antico utilizzato dall'uomo
13:53perché pensate abbiamo reperti di pietra
13:56che risalgono a 1.800.000 anni fa
14:00non in Sardegna
14:01chiaramente parliamo di reperti trovati nella gola di Olduvan in Africa
14:06e realizzati dall'homo habilis
14:07però tutto sommato la ceramica rimane ancora
14:13il fossile guida più importante per gli archeologi
14:17questo perché è il più diffuso
14:19perché si conserva molto bene
14:22abbiamo degli oggetti intatti che hanno superato i millenni
14:25ma soprattutto perché ci permette già ad un'analisi superficiale
14:30che riguarda soprattutto le forme e le decorazioni
14:34di inquadrarlo dal punto di vista cronologico
14:37quindi noi possiamo adattare questo oggetto
14:40anche non trovandolo magari in uno strato archeologico
14:44ma semplicemente appunto guardando e osservando le sue caratteristiche
14:49ebbene ci sono delle culture come quella appunto di San Michele di Ozieri
14:53che sono ben distintive
14:56proprio per forme ma soprattutto per decorazioni
14:59ora passiamo a un'altra tipologia di oggetto
15:03prima abbiamo visto un vaso a cestello di piccole dimensioni
15:07proveniente dal sito di Puisteri in San Mogoro
15:11e adesso ne vediamo un altro
15:13che proviene sempre da un villaggio neolitico
15:15si tratta di un piattino emisferico
15:19vedete nella parte inferiore
15:21che presenta ancora una volta vedete una decorazione
15:26che riempia, campisce tutto il fondo
15:31con un cerchio vedete realizzato con una linea
15:36anzi due linee incise
15:37una esterna e una interna
15:40e questo cerchio è vedete riempito
15:44con più di un centinaio di tacchette
15:48e all'interno vedete abbiamo dei triangoli
15:53dei triangoli che sono realizzati con delle linee incise continue
15:58una nella parte esterna e una nella parte interna
16:01e poi vedete delle piccole scalfiture
16:05eseguite nella parte interna
16:07che danno vita a proprio un elemento stellare
16:11quindi non sappiamo se volessero effettivamente
16:13rappresentare una stella o qualcos'altro
16:17sicuramente però è molto identificativo questo simbolo
16:21e ancora una volta ci troviamo a vedere la decorazione
16:25che prosegue anche nella parte interna
16:27soprattutto in quest'orlo
16:29vedete abbiamo un orlo chiamato espanso
16:32perché tende ad essere allungato
16:39leggermente allungato nella parte esterna
16:41e qua troviamo un altro simbolo geometrico
16:45fatto proprio con delle linee continue
16:47e poi riempite con delle tacchette
16:50e ora passiamo ad un altro oggetto
16:52di dimensioni più grandi
16:54si tratta di una grande ciotola
16:56tenete conto che queste sono riproduzioni
16:59fatte da artisti
17:02che molto spesso
17:04partendo magari da un singolo frammento
17:08riescono a ricostruire interamente il vaso
17:12di modo che noi possiamo avere un'idea più chiara
17:16insomma di com'era l'oggetto in origine
17:20questo ciotolone
17:22vedete ha una decorazione interna
17:25soprattutto nella parte superiore
17:27ma la parte più interessante
17:29e forse una delle figure più conosciute
17:32più caratteristiche della cultura di ossieri
17:34è proprio questa
17:36con tantissimi semicerchi
17:38vedete che si alternano
17:40si intersecano
17:41è un grande cerchio nella parte centrale
17:46proprio del fondo del vaso
17:48un'altra caratteristica che spesso troviamo
17:51nelle ceramiche della cultura di ossieri
17:53il fatto di avere dei fori passanti
17:57e proprio nascosti
17:58ricavati all'interno
18:00dello spessore del vaso
18:03allora è molto probabile
18:05che questi oggetti
18:07venissero appesi
18:09appesi
18:10è un po' come sto tenendo io questo vaso
18:13venivano appesi al soffitto
18:16quindi chi stava sotto
18:17riusciva proprio a vedere
18:19per intero insomma
18:20questa decorazione
18:22oppure potevano essere appesi alla parete
18:25ecco quindi la loro funzione
18:27non era solamente quella di contenitori
18:30ma anche di oggetti d'arredo
18:32della capanna
18:34ma qualche volta insomma
18:36anzi
18:37molte volte questi vasi
18:39venivano poi riutilizzati
18:41anche per accompagnare il defunto
18:44quindi il corredo funerario
18:47che aveva il compito ecco così
18:51di contenere probabilmente degli alimenti
18:54che avrebbero dovuto sostentare l'anima del defunto
18:57defunto che veniva messo in questo periodo
19:00all'interno delle domus dejanas
19:02o all'interno appunto dei dolmen
19:04ancora una volta
19:05lo ricordiamo
19:06i defunti
19:07venivano posizionati in posizione fetale
19:11quindi rannicchiati
19:13come se fossero all'interno del ventre materno
19:15perché poi la domus dejanas
19:16doveva rappresentare probabilmente
19:18simbolicamente il ventre materno
19:21che accoglieva per poi ripartorire
19:23veniamo ad un altro oggetto
19:25molto interessante
19:26questa volta ci troviamo di fronte
19:29a una forma chiusa
19:32una forma che
19:33vedete è globoide
19:36questo oggetto
19:39che nelle dimensioni reali
19:42è un po' più grande
19:43ed esposto nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari
19:47venne trovato
19:48sul finire degli anni 70
19:50in un villaggio neolitico
19:53che si trova proprio vicino al mare
19:55vicino alla spiaggia di Is Solinas
19:57siamo nel territorio di Masainas
19:59quindi siamo nel Sulcis
20:00nella zona
20:02nel territorio sud-occidentale della Sardegna
20:05che ha restituito moltissimi
20:08reperti
20:09ma anche monumenti di quest'epoca
20:11basti pensare alla necropoli
20:13a Domus de Janas di Montesso
20:14a Villa Peruccio
20:15che insieme a quella di Angeluruio di Alghero
20:17è quella che è il numero maggiore di Domus de Janas
20:20nello stesso sito
20:22pensate di oltre 40 tombe
20:24bene, questo oggetto però
20:26non ci proviene da un contesto funerario
20:29bensì da un contesto civile
20:32si tratta di un oggetto particolarmente raffinato
20:36che tra l'altro ha un gemello
20:38rinvenuto questa volta invece
20:40nella parte settentrionale della Sardegna
20:43proprio a rimarcare il fatto che
20:45pur con centinaia di chilometri di distanza
20:50la cultura era unica
20:52una cultura che poi vedremo
20:53aveva anche la stessa devozione
20:57nei confronti ecco della Dea Madre
20:59questo oggetto
21:01quindi questo vaso globulare
21:03ha un colletto ben distinto
21:06vedete, però non è proprio cilindrico
21:08perché sulla parte finale
21:09tende a curvare
21:11e ad essere leggermente estroflesso
21:14bene, partiamo proprio questa volta
21:16non dal fondo ma dalla parte superiore
21:18perché abbiamo una linea incisa
21:20ecco nella parte vedete
21:22superiore del collo
21:24vicino al labbro
21:26una parte o meglio
21:28un'altra linea incisa
21:29nella parte inferiore del collo
21:32ma la cosa più interessante
21:34io credo che sia proprio la presenza
21:36di questi cerchi concentrici
21:39sono ben cinque
21:41li troviamo in tutta la superficie esterna del vaso
21:46possono essere, vedete, isolati come questo
21:49o addirittura, vedete, associati
21:52un po' più piccoli
21:54e tra l'altro il tutto è ben studiato
21:57ben studiato dal punto di vista proprio geometrico
22:00perché all'interno di questi due cerchi
22:06fatti appunto con delle linee concentriche
22:09abbiamo un'ansa a scomparso
22:12cioè non è esterna
22:14quasi non si nota
22:16ma c'è un piccolo tunnel
22:18da una parte
22:19e dall'altra
22:20che passando all'interno
22:22del vaso
22:24ecco delle pareti
22:25permetteva di infilare
22:28delle cordicelle
22:30sia da una parte
22:31che dall'altra
22:32e di appendere appunto
22:35questo vasetto
22:36quindi poteva essere appeso
22:38pensiamo all'interno della capanna
22:42chiuso
22:43probabilmente con un tappo di sughero
22:46e poteva essere anche funzionale
22:48al trasporto di liquidi
22:51magari di acqua
22:53proprio magari nei viaggi
22:55e questo oggetto
22:57è indubbiamente
22:58uno dei più belli
23:00dal punto di vista estetico
23:01che la cultura di Ozzieri
23:03ci abbia restituito
23:04dobbiamo poi specificare un'altra cosa
23:07che siamo ancora di fronte
23:09alla cultura prettamente neolitica
23:12che realizza gli strumenti
23:15per la caccia
23:16ma anche per la pesca
23:18con la ossidiana del monte Arci
23:22quella roccia di origine vulcanica
23:25che si forma attraverso
23:26il raffreddamento molto veloce
23:28della lava
23:29e che in questo periodo
23:31conosce una delle massime espansioni
23:34anche perché non solo veniva commercializzata
23:38in Sardegna
23:39ma veniva anche esportata
23:41nel resto del Mediterraneo
23:43abbiamo appunto diverse tipologie
23:46di ossidiana
23:47quella più famosa e più diffusa
23:50è proprio questa
23:50che presenta un colore unico
23:54senza inclusioni
23:56ed è un colore nero e lucido
23:58e spesso nei siti archeologici
24:01soprattutto nelle tombe
24:02troviamo queste punte di freccia
24:06che possono essere
24:07vedete un po' più larghe
24:08come questa
24:10ma anche un po' più affusolate
24:13come questa
24:13si tratta di punte
24:16che non hanno più il bastoncino
24:19che era di legno
24:20quindi si è diperito
24:21nel corso del tempo
24:24ci rimane appunto solamente
24:25questo oggetto in ossidiana
24:29che veniva probabilmente poi legato
24:30al bastoncino
24:31utilizzato appunto
24:33con un arco
24:34queste punte di freccia
24:36le troviamo nei corredi funerari
24:39soprattutto maschili
24:40invece insomma
24:42nei corredi funerari femminili
24:44troviamo spesso oggetti
24:47legati alla tessitura
24:49quindi soprattutto
24:50pesi da telaio
24:52fusaiole
24:54chiaramente ci arrivano solamente
24:56gli oggetti in terracotta
24:57gli oggetti in pietra
24:59tutto quello che era in legno
25:01ovviamente si è diperito
25:02nel corso del tempo
25:04però
25:04ancora una volta
25:05l'ossidiana
25:07come
25:08dopo tutto
25:09anche la terracotta
25:10è proprio un fossile guida
25:12che ci aiuta a capire
25:14appunto
25:15di fronte a quale epoca
25:16ci troviamo
25:17quindi
25:18tenete conto che
25:20molto spesso
25:21poi l'ossidiana
25:21è un materiale
25:23che troviamo anche
25:24in superficie
25:25e se ci troviamo
25:27lontani da Monte Arci
25:30siete pur certi
25:31insomma
25:31che è stata portata lì
25:33appunto
25:34dall'oristanese
25:36e che è stata portata
25:37con molta probabilità
25:38proprio durante
25:39il Neolitico
25:40bene
25:41e con l'ossidiana
25:43io
25:43vi saluto
25:45in questa puntata
25:47insomma
25:47dedicata alla cultura
25:48di San Michele
25:49di Ozzieri
25:49della quale
25:51continueremo a parlare
25:52essendo stata insomma
25:53una grande cultura
25:55ne parleremo anche
25:56nella puntata successiva
25:58quindi
25:58vi invito
25:59a seguirci
26:01in una nuova puntata
26:02dei reperti
26:03raccontano la storia
26:04e vi ringrazio
26:05e vi auguro
26:06una buona serata
26:32e vi ringrazio
26:35che ci ritrovalo
26:35Grazie a tutti.

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