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ApprendimentoTrascrizione
00:00Ragazzi buongiorno, benvenuti a questa lezione. Oggi parleremo della Costituzione italiana.
00:09Non ne parleremo in termini assoluti, nel senso non andremo a vedere tutti gli articoli che ci interessano,
00:20ma andremo a vedere esclusivamente quelle cose che interessano questo corso.
00:26Partiamo!
00:30Come nasce una Costituzione?
00:32Quindi l'amministrazione della giustizia è stata nel tempo sempre ad appannaggio del potere centrale
00:43e il principio di legalità, quello per cui la legge è uguale per tutti, viene a nascere quando la legge
00:54viene,
00:54si dice in termini tecnico promulgata.
00:58E la legge è, scusate il gioco di parole, legale in quanto emanata dall'organo che ha la forza o
01:07il potere di redigerla.
01:13Principio di legittimità è il diritto, lo ius latino, che dà la legittimità alla legge.
01:20È il diritto che dà dignità alla persona umana, quindi è il contenitore dei principi e dei valori fondati di
01:29una società.
01:33La legge è sempre espressione del potere e della sua forza, ecco perché oltre ad essere legale, deve essere anche
01:39legittima.
01:40La legittimità non deriva dalla forza, ma dalle fonti del diritto.
01:46Le costituzioni moderne rappresentano oggi la fonte del diritto.
01:53La legge è espressione della forza positiva e il giudice deve valutarne la sua legittimità alla luce dell'esigenza di
02:01giustizia.
02:03I beni possono essere letti alla luce dell'etica dei principi o dell'etica dei valori.
02:11Per i valori agisci come ti pare in vista del valore che affermi.
02:15Per i principi agisci in ogni situazione in modo che nella tua azione si rifletta il principio da cui sei
02:25partito.
02:29Andiamo più nel dettaglio a vedere le costituzioni.
02:31Le costituzioni sono il prodotto storico dell'evoluzione politica delle nostre società.
02:36Esse hanno il compito di stabilire i confini entro i quali l'autorità, quindi la forza, può legiferare l'autorità
02:44di chi comanda poi alla fine.
02:47Stabiliscono conseguentemente i diritti del cittadino nei confronti del potere e i suoi doveri, secondo il principio della convivenza e
02:55responsabilità.
02:57Sono il frutto di una storia secolare iniziata con la rivoluzione americana e francese.
03:02Nel 1800 erano di fatto statuti concessi dall'autorità.
03:07Oggi sono costituzioni che ambiscono a far sì che la legge non contraddica il diritto, cioè la giustizia.
03:16Le costituzioni sono sempre il prodotto di profonde trasformazioni sociali e politiche, guerre, rivoluzioni eccetera.
03:24Le costituzioni non fotografano il presente, ma prefigurano il futuro.
03:29Ci dicono non quello che siamo, ma quello che dovremmo essere.
03:32La nostra costituzione, come diceva Montesquieu, deriva dal processo storico del costituzionalismo liberale.
03:42Per quello che riguarda le generazioni di diritti, ci sono i diritti di prima generazione, i diritti civili,
03:49i diritti di seconda generazione, i diritti politici, i diritti di terza generazione, i diritti sociali,
03:56e i diritti di quarta generazione, i diritti della persona.
04:03Per quello che riguarda la separazione dei poteri nello Stato liberale, innanzitutto perché ci deve essere separazione dei poteri?
04:14Perché, come diceva il comico Benigni in un suo show, il potere logora chi ce l'ha?
04:22che era un modo ironico di dire sostanzialmente che tutto il potere accentrato nelle mani di una sola persona
04:42inevitabilmente genera delle distorsioni.
04:45Quindi il potere va diviso perché si deve comandare insieme, che poi è lo scopo della repubblica.
04:54Repubblica, res, pubblica, comandiamo insieme.
04:58Monarca era comando io.
05:01E quindi per comandare insieme bisogna dividere, frammentare il potere in più parti.
05:11Questo per impedire che uno da solo abbia il potere di fare tutto.
05:17Per farvi un esempio, nei comuni, articolo 107 del testo unico Enti locali,
05:25principio di separazione dei poteri fra il potere politico che ha l'indirizzo,
05:31sindaco, giunta e consiglio, e il dirigente che ha il potere di mettere in pratica quel indirizzo.
05:38Perché se vi fosse tutto il potere nelle mani dell'uno o dell'altro,
05:43inevitabilmente si avrebbero delle distorsioni, per usare poi un termine bonario.
05:49Quindi alla base dello Stato liberale vi è il principio della divisione dei poteri.
05:55Le tre funzioni fondamentali dello Stato, legislativa, esecutiva e giudiziaria,
06:00appartengono ad altrettanti organi.
06:02Il potere dello Stato è pur sempre unico, ma lo stesso viene suddiviso per garantire
06:07che non venga più esercitato in modo arbitrario.
06:11La separazione dei poteri, oltre che ad esigenze di buon funzionamento dell'apparato statale,
06:17risponde quindi all'esigenza di garanzia delle libertà riconosciute agli individui.
06:22Ogni potere, inteso come figura organizzativa,
06:26emana tendenzialmente i propri atti con una forma tipica,
06:29legislativo-legge, esecutivo-decreto, giudiziario-sentenza.
06:35I poteri devono però potersi condizionare reciprocamente, pesi e contrappesi.
06:47Il condizionamento dei poteri è lo strumento attraverso il quale la Costituzione limita
06:53la forza del potere costituito, evitando così il rischio della concentrazione del potere
06:59nelle mani del solo potere esecutivo.
07:04Conseguentemente è la garanzia delle democrazie liberali.
07:09Il monopolio della forza riservata al potere politico garantisce contro il rischio di prevaricazione
07:16dei soggetti più forti sui più deboli, ma senza adeguate garanzie il potere politico
07:22potrebbe espandersi a dismisura, finendo per annullare le libertà che dovrebbe difendere.
07:28Rimedio il costituzionalismo, cioè la subordinazione del potere politico a limiti giuridici.
07:37Principio di legalità, principio di separazione dei poteri, le libertà costituzionali, che
07:42poi sono i cardini degli stati liberali sorti dopo le rivoluzioni statunitense e francese.
07:49Nel XX secolo tali principi si sono uniti al principio di sovranità popolare, producendo
07:55una sensibile democratizzazione delle strutture dello Stato.
07:59Da quel momento il potere politico si è collegato al libero consenso popolare.
08:06E quindi, dopo il crollo della dittatura fascista, quindi 2 giugno 1946, il popolo italiano viene
08:14chiamato a votare per la monarchia o per la repubblica.
08:17La scelta fu a favore della repubblica.
08:19Lo stesso giorno fu formata l'Assemblea Costituente, che aveva il compito di scrivere il testo della
08:25nuova Costituzione italiana, che entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
08:32La Costituzione stabilisce l'organizzazione politica e la divisione dei poteri, legislativo,
08:37esecutivo e giudiziario.
08:39Legislativo, Parlamento, elabore da prova leggi.
08:42Esecutivo, Governo, amministra lo Stato dando il via alle leggi.
08:46Giudiziario, Magistratura, fa rispettare le leggi.
08:49La struttura, la nostra Costituzione, è divisa nei principi fondamentali, articoli
08:53da 1 a 12, diritti e doveri dei cittadini, da 13 a 54, ordinamento della Repubblica
09:00da 55 a 139.
09:05Poi, a loro volta, sono divisi in rapporti civili, il titolo 1, etico-sociale, il titolo
09:112, economici, il titolo 3, politici.
09:13Il titolo 4, per quello che riguarda la parte seconda, Parlamento, Presidente della Repubblica,
09:18Governo, Magistratura, Regioni, Provincie, Comuni e Garanzie Costituzionali.
09:28Nel 1787, la Costituzione degli Stati Uniti d'America, che recita noi, popolo degli Stati
09:35Uniti, allo scopo di realizzare una più perfetta unione, stabilire la giustizia e garantire
09:42la tranquillità interna, provvedere per la difesa comune, promuovere il benessere generale
09:46ed assicurare le benedizioni della libertà a noi stessi e dalla nostra posterità, ordiniamo
09:51e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d'America.
09:57Francese, l'Assemblea nazionale, volendo stabilire la Costituzione francese sui principi
10:03che essa ha riconosciuto e dichiarato, abolisce irrevocabilmente le istituzioni che ferivano
10:09la libertà e l'eguaglianza dei diritti. Non vi è più nobiltà né paria né distinzioni
10:13ereditarie né distinzioni di ordine né regime feudale né giustizie patrimoniali
10:18né alcuno dei titoli, denominazioni e prerogative che ne derivavano, né alcun ordine di cavalierato
10:25né alcuna delle corporazioni o decorazioni per le quali si esigevano prove di nobiltà
10:30o che presupponevano distinzioni di nascita né alcuna altra superiorità se non quella
10:36dei funzionari pubblici nell'esercizio delle loro funzioni. Non vi è più né venalità
10:43né ereditarietà di alcun ufficio pubblico. Non vi è più per alcuna parte della nazione
10:49né per alcun individuo alcun privilegio né eccessione al diritto comune di tutti i francesi.
10:54Non vi sono più né giurande né corporazioni di professioni, arte e mestieri. La legge non
11:00riconosce più né i voti religiosi né alcun altro impegno che sia contrario ai diritti
11:07naturali o alla Costituzione.
11:11Quindi il complesso delle norme fondamentali scritte e non scritte che danno forma a ciascun
11:16ordinamento e che rappresentano il codice genetico che determinano l'identità del ordinamento
11:23giuridico stesso, forma di Stato, diritti e doveri dei consociati, forme di governo,
11:29fonti del diritto.
11:31Andiamo a vedere, andiamo sempre più addentro, i caratteri delle Costituzioni. Le Costituzioni
11:39possono essere scritte o consuetudinarie. Quelle scritte, le norme della Costituzione, sono
11:44formalizzate in un documento scritto che dà maggiore certezza e solennità. Quelle
11:50consuetudinarie si basano sull'assenza di forma scritta e le norme costituzionali sono
11:57semplicemente e principalmente prodotte da consuetudini formate nel tempo. Esempio classico
12:06è quello della Gran Bretagna. Poi le Costituzioni possono essere rigide o flessibili. Sono rigide
12:14quelle cui testo costituzionale richiede un provvedimento aggravato di revisione per essere
12:21modificato, come ad esempio maggioranze qualificate, referendum, tempi procedurali più lunghi, reiterazione
12:28della deliberazione, coinvolgimento delle entità territoriali substatali, speciale garanzia
12:34dei diritti delle minoranze politiche o delle componenti territoriali. La Costituzione
12:38italiana è rigida perché prevede all'articolo 138 appunto un procedimento aggravato di revisione.
12:45Quando invece tale procedimento aggravato non è previsto, le disposizioni costituzionali
12:52possono essere modificate o soppresse con la legge ordinaria, come era ad esempio con
12:56il nostro Statuto Albertino, che era quello in vigore fino appunto all'attuale Costituzione.
13:05Le Costituzioni possono essere brevi o lunghe. Quelle brevi, diffuse nel XIX secolo, contengono
13:14principalmente le norme sull'organizzazione dello Stato e si limitano molto brevemente
13:20ad indicare i più significativi diritti dei cittadini, come ad appunto era lo Statuto
13:25Albertino, che aveva solo 84 articoli. Quelle lunghe invece non pongono solo l'accento
13:31sul sistema dei poteri pubblici, ma disciplinano a fondo i rapporti fra l'individuo e l'autorità,
13:39diritti civili, diritti politici, diritti sociali, nonché i principi fondanti delle relazioni
13:46tra i privati un tempo relegati nei singoli codici. La Costituzione italiana appartiene
13:53a quest'ultima categoria. Poi le Costituzioni possono essere ottriate, e il termine viene
14:01dal francese octrie, concesse, diffuse nella prima metà del secolo XIX, provenienti da
14:07una concessione unilaterale del re, il quale in quanto sovrano, quindi la Costituzione francese
14:13del 1814 e lo Statuto Albertino del 1848. Possono essere pattizie, quindi un accordo
14:22tra il re ed un'assemblea rappresentativa del popolo, quindi coesistenza e compromesso
14:26tra principio monarchico e principio democratico, ad esempio la Costituzione francese del 1791
14:32e del 1830. Oppure approvate con procedimento popolare, quindi definitiva affermazione del
14:40principio della sovranità popolare su quello monarchico. Di solito elezione di un'assemblea
14:46costituente che redige ed approva il testo della Costituzione. Frequente il ricorso a referendum
14:52popolare sul testo appena approvato dall'assemblea. In Italia c'è stato un referendum preventivo
14:58monarchico, come abbiamo visto prima, che ha vincolato in partenza le scelte dell'assemblea
15:04costituente sulla forma di Stato, Repubblica o monarchia. Andiamo a vedere i principi fondamentali
15:15della Costituzione italiana, che sono quelli contenuti negli articoli 1 a 12. Il principio
15:22democratico, articolo 1, il principio personalista, il 2, principio pluralista, di nuovo il 2,
15:28principio di eguaglianza, il 3, il principio lavorista, 1 e 4, il principio autonomistico,
15:34il 5, il principio sul rapporto dell'ordinamento italiano con il diritto internazionale e con
15:39gli ordinamenti a carattere sopranazionale, che sono il 10 e l'11. Meritano inoltre di essere
15:45ricordati i principi sulla tutela delle minoranze linguistiche, il 6, e sui rapporti tra lo Stato
15:51e le confessioni religiose, 7 e 8. Le disposizioni sui principi fondamentali o almeno quelle degli
15:58articoli 1 e 5, secondo un orientamento dottrinale maggioritario, sono sottratte alla possibilità
16:07di revisione costituzionale prevista dall'articolo 138. La loro modifico-soppressione, infatti,
16:15stravolgerebbe l'identità stessa della Costituzione in quanto metterebbe in discussione la forma
16:21di Stato democratico pluralista da essa prevista.
16:25Articolo 1. Principio democratico. L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
16:30La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti previsti
16:35dalla Costituzione. Quindi, secondo il principio democratico, il potere politico trae principalmente
16:41la propria legittimazione dal consenso del popolo che è titolare della sovranità. Nella
16:48democrazia diretta il popolo esercita la sovranità partecipando direttamente alle decisioni politiche
16:55attraverso referendum, plebisciti o assemblee popolari. Nei sistemi di democrazia rappresentativa
17:02la sovranità popolare si traduce nel potere del popolo di scegliere i propri rappresentanti
17:07nei diversi organi elegibili a suffraggio universale, partecipando alla formazione della
17:13volontà politica anche attraverso gli altri strumenti previsti dalla Costituzione, come
17:19il diritto di associarsi in partiti politici. In Italia vige un sistema di democrazia rappresentativa.
17:25Il popolo esercita il potere sovrano, innanzitutto con l'elezione del Parlamento nazionale.
17:31La sovranità popolare non si esaurisce nel Parlamento nazionale ma si esprime anche
17:37nell'investitura degli organi rappresentativi delle autonomie territoriali, quindi siamo
17:42noi che votiamo il Presidente della Regione, il Sindaco dei Comuni, eccetera. Il carattere
17:47tendenzialmente rappresentativo del sistema italiano non esclude tuttavia la presenza di
17:52alcuni istituti di democrazia diretta. La Costituzione prevede infatti l'iniziativa
17:57legislativa popolare il diritto di petizione e soprattutto il referendum.
18:04Quello che è la democrazia liberale, quindi la volontà del corpo elettorale e delle assemblee
18:09che lo rappresentano, si forma in genere secondo il principio maggioritario. In caso di divergenza
18:13di opinioni, cioè prevale la volontà della maggioranza. Un potere della maggioranza senza
18:18limiti però potrebbe schiacciare i diritti delle minoranze e dei singoli, cosiddetta tiranni
18:24della maggioranza. Di qui la necessità di individuare contrappesi all'arbitrio della
18:29maggioranza attraverso organi e congegni di garanzia. Negli ordinamenti di democrazia
18:34liberale, come quello italiano, il principio maggioritario non ha una valenza assoluta ma
18:38è adeguatamente controbilanciato da strumenti di garanzia delle minoranze e dei diritti dei
18:44singoli. Tra gli strumenti previsti dalla Costituzione italiana volti a temperare il potere
18:50della maggioranza si possono ricordare il procedimento aggravato di revisione costituzionale,
18:56il sindacato di legittimità costituzionale sulle leggi e sugli atti aventi di forza di
19:01legge da parte della Corte Costituzionale, il referendum con cui a certe condizioni e seguendo
19:07determinate procedure i cittadini possono deliberare sulla abrogazione di una legge o di un atto avente
19:13forza di legge, un ordine giudiziario autonomo ed indipendente dagli altri poteri. Meritano
19:20inoltre di essere menzionate le cosiddette autorità amministrative indipendenti, come
19:25l'autorità garante della concorrenza e del mercato, l'autorità garante della comunicazione,
19:31l'autorità garante per la protezione dei dati personali. Non sono previste dalla Costituzione
19:36ma istituite con legge ordinaria, per lo più in tempi recenti, le autorità indipendenti
19:41rispondono all'esigenza di regolare e controllare settori particolarmente delicati della vita
19:47economica e sociale, come il trattamento dei dati personali e le attività di emittenza
19:52televisiva, in maniera neutrale ed indipendente dal potere politico.
20:03Principio personalista. Articolo 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili
20:09dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali o dove si svolge la sua personalità
20:15e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
20:21La persona nei sistemi totalitari. I regimi totalitari hanno mostrato il più profondo
20:27disprezzo per la libertà e per la dignità della persona. Nelle diverse concezioni totalitarie
20:33la libertà dei singoli è sempre sacrificabile nell'interesse di entità superindividuali
20:39che sono ritenute portatrici di valori ed interessi preeminenti come lo Stato, la nazione
20:45o la collettività. La persona, nell'ispirazione democratico-liberale della Costituzione italiana,
20:52quello previsto dall'articolo 2, perché l'articolo 2 segna un'autentica e consapevole
20:57rivoluzione copernicana rispetto al modello totalitario. Quindi non più la persona in
21:04funzione dello Stato o della nazione o della collettività, ma lo Stato in funzione della
21:10persona, di cui sono riconosciuti e garantiti i diritti inviolabili. L'articolo 2 attribuisce
21:17alla persona un primato sostanziale rispetto allo Stato. La garanzia dei diritti inviolabili
21:24non solo costituisce il limite invalicabile all'intervento dello Stato e dei pubblici
21:29poteri nella sfera dell'individuo, ma rappresenta anche la principale finalità della loro azione.
21:34Pertanto i diritti della persona non sono tutelati solo nei confronti del potere pubblico, ma questo
21:41deve farsi carico della loro protezione anche contro le aggressioni provenienti da soggetti
21:48privati. L'articolo 2 parla anche del principio pluralista, perché dice che riconosce i diritti
21:56inviolabili non solo all'individuo considerato singolarmente, ma anche nelle formazioni sociali
22:05dove questo svolge la sua personalità. La società pluralista non si compone solo di una sommatoria
22:11di individui isolati, ma si articola in una molteplicità di formazioni intermedie, così
22:17chiamate perché si frappongono fra l'individuo e lo Stato, all'interno delle quali gli individui
22:22organizzano la propria vita. I gruppi intermedi sono considerati con favore in molteplici disposizioni
22:30particolari della Costituzione. Articolo 8 e 20, confessioni e associazioni religiose,
22:3718 associazioni in generale, 29 famiglia, 39 associazioni sindacali, 49 partiti politici,
22:45118, valorizzazione dell'iniziativa delle associazioni private per lo svolgimento di attività e compiti
22:54di interesse generale, cosiddetto principio di sussiderietà orizzontale.
23:01Libertà associative, diritti delle formazioni sociali e tutela del singolo all'interno di esse.
23:07Il principio del favore costituzionale per i corpi intermedi ha alcuni importanti corollari.
23:131. È riconosciuta ai singoli un'ampia libertà di dar vita ad aggregazioni sociali per il perseguimento
23:18delle più diverse finalità. In particolare i singoli possono riunirsi per esercitare in maniera
23:23più efficace i diritti che la Costituzione attribuisce loro. Le formazioni sociali, così
23:29costituite, godono con gli opportuni adattamenti delle libertà riconosciute ai singoli, esempio
23:35libertà domiciliare, diritto alla tutela giudiziaria, che sono comunemente riconosciute
23:40alle associazioni. Le formazioni sociali godono inoltre della libertà di darsi un ordinamento
23:46interno e dell'autonomia nell'esercizio dei poteri da esso previsti. Tuttavia il principio
23:53dell'autonomia organizzativa delle formazioni sociali non si spinge fino all'astensione
23:59dello Stato da qualsiasi interferenza e compito dei pubblici poteri, infatti garantisce il rispetto
24:07dei diritti del singolo anche all'interno e nei confronti delle formazioni sociali.
24:15Principio di eguaglianza
24:18L'articolo 3,1 dice tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti
24:24alla legge, senza distinzione di sesso, rassa, lingua, religioni, opinioni politiche e condizioni
24:30personali e sociali. Nel suo modello semplificato il principio generale di eguaglianza comporta
24:36l'obbligo per il legislatore di disporre con norme generali ed astratte. La norma di legge
24:42deve essere astratta, cioè deve potersi applicare ad una molteplicità indefinita di
24:47fattispecie concrete e non deve riferirsi a soggetti predeterminati, né consegue il divieto
24:55delle leggi personali. La forma di legge deve essere generale, cioè comprendente tutte le
25:01fattispecie che rientrano nella sua razio. Ne consegue l'illegittimità delle norme speciali
25:07o eccezionali di quelle norme, cioè che derogano alle norme generali con riferimento ad una
25:12sottoclasse di soggetti o ad individui. Una interpretazione più articolata dell'articolo
25:223, primo comma, è che in base al principio di eguaglianza il legislatore deve trattare
25:30le situazioni uguali in modo uguale e le situazioni diverse in modo razionalmente diverso. Così
25:36ricostruito, il principio di eguaglianza si risolve in un generale principio di ragionevolezza.
25:41Ogni disparità di trattamento da parte del legislatore non deve essere arbitraria,
25:46irrazionale, ingiustificata. Anche le leggi personali e quelle speciali sono ricondotte
25:52al parametro della ragionevolezza, per cui non sono vietate fra di esse quelle leggi che
25:58siano riconducibili ad un obiettivo e ragionevole esigenza di differenziazione. Ciò che rileva i
26:05fini del giudizio di ragionevolezza e quindi la congruità dell'individuazione dell'elemento
26:10di differenziazione. Notare bene, non sono solo le norme speciali o quelle personali a poter
26:16violare il principio di eguaglianza. Egualmente contraria al principio può essere infatti una
26:22norma generale che stabilisca un trattamento irragionevolmente differenziato rispetto a quella
26:29di altra norma generale. Le specificazioni del principio di eguaglianza sono contenute
26:35nell'ultima parte dell'articolo 3, distinzioni per motivi di sesso, rassa, lingua, religioni,
26:40eccetera. Storicamente costituiscono i principali motivi di discriminazione, disparità uomo-donna
26:46o addirittura di persecuzioni per minoranze politiche, rassiali, linguistiche e religiosi
26:51da parte del potere politico. Il controllo di legittimità costituzionale di leggi che pongano
26:57in essere differenziazioni con riferimento a questi parametri deve essere particolarmente
27:02rigoroso. Secondo parte della dottrina per tali leggi vi sarebbe una presunzione di illegittimità
27:08costituzionale. Partiamo allora, faccio un inciso, lo volevo dire all'inizio, me lo sono
27:17dimenticato e ve lo dico adesso. La Costituzione, dovete immaginare come il sistema giuridico
27:27italiano come una piramide e la punta di questa piramide è la Costituzione, il che significa
27:36che le fonti primarie che stanno al centro della piramide o le fonti secondarie che stanno
27:42alla base della piramide, chiaramente non possono andare in nessun modo in contrasto con
27:50la Costituzione. Conseguentemente tutte le leggi vanno lette in un'ottica costituzionalmente
28:00orientata. Vi faccio un esempio banalissimo. L'articolo 97 della Costituzione dice che i
28:12pubblici uffici devono essere organizzati in modo da essere efficaci, efficienti ed economici.
28:20benissimo. Quindi immaginiamo che l'impiegato deve fare una pratica e ha due modi o più
28:33di farla. Ecco, lui per rispettare l'articolo 97 della Costituzione, ve lo dico senza entrare
28:39troppo nel dettaglio, deve applicare quello che è più economico, efficiente ed efficace.
28:50Quindi questo è per farvi capire come in sostanza nessuna legge può andare in contrasto con la
28:59Costituzione e, come scritto qua, se qualcosa va in contrasto, viene dichiarato costituzionalmente
29:07illegittima e quindi eliminata dall'ordinamento come se non fosse mai esistita. Torniamo a noi.
29:17Quindi le norme di legge che contrastano con l'articolo 3, come vi dicevo, sono dichiarate
29:22illegittime dalla Corte Costituzionale, che è l'organo di giudici chiamati a giudicare
29:27di questo tipo di caso. Il principio di eguaglianza si traduce in un giudizio di ragionevolezza
29:32da parte della Corte. Tale giudizio è particolarmente delicato perché rischia spesso di sconfinare
29:37in apprezzamenti di natura discrezionale o politica. Peraltro la Corte ha più volte dichiarato
29:43che gli interventi che invadano la discrezionalità dei legislatori esorbitano dai propri poteri.
29:51Articolo 3,2. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico
29:57e sociale che, limitando di fatti la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono
30:03il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
30:10politica, economica e sociale del Paese. Quindi, nello Stato liberale ogni soggetto
30:16è posto su un piano di formale parità nel godimento dei diritti civili. Ma all'interno
30:22delle società esistono delle situazioni inevitabili di disparità economica e sociali, tali da rappresentare
30:28un ostacolo alla realizzazione della piena eguaglianza tra i cittadini e al pieno godimento
30:33delle libertà sancite dalla Costituzione. Il principio di eguaglianza davanti alla legge
30:38rischia così di esaurirsi in un riconoscimento meramente formale. Nel moderno Stato sociale
30:44i poteri pubblici intervengono nell'economia e nella società per assicurare realmente pari
30:51opportunità per ognuno. I diritti sociali. Gli interventi pubblici sono volti a garantire
30:59i diritti sociali. Sono quei diritti il cui riconoscimento è finalizzato a proteggere
31:04soggetti socialmente più vulnerabili ed a elevarne le condizioni di vita. La Costituzione
31:11italiana, ispirata ai principi dello Stato sociale, sancisce alcuni importanti diritti
31:16sociali. Il diritto all'assistenza sanitaria, 32 della Costituzione. Il diritto all'istruzione,
31:23sociale, articolo 34. Il diritto dei lavoratori alla giusta retribuzione, al riposo settimanale
31:28e alle ferie annuali, articolo 36. I diritti della donna lavoratrice e del lavoro minorile,
31:33articolo 37. L'assistenza e la previdenza sociale, articolo 38. Tra di essi è compreso
31:39anche il diritto al lavoro programmato dall'articolo 4 della Costituzione. Si possono inoltre ricordare
31:46quelle disposizioni della Costituzione che contengono i principi guida dell'intervento dello Stato
31:52nell'economia, per la realizzazione di più equi rapporti economici e di altri fini sociali.
31:59Non va trascurato infine il principio della imposizione fiscale progressiva. Queste disposizioni
32:06considerate nel loro insieme compongono il sistema costituzionale dello Stato sociale.
32:14L'articolo 3,2 è una norma di programma, perché chiaramente è priva di cogenza immediata,
32:21cioè è un qualcosa a cui lo Stato deve tendere.
32:28E per fare questo c'è bisogno dell'intervento del legislatore e dei pubblici poteri.
32:35Quindi, molta parte della dottrina ha intervisto in questo articolo un programma volto ad indirizzare
32:42l'azione del potere politico verso la trasformazione in senso egalitario della società attraverso
32:49gli strumenti redistributivi dello Stato sociale. Nelle letture più radicali la norma avrebbe
32:54consentito il superamento del sistema economico capitalista e il passaggio verso un mondo
32:59socialista. In dottrina non sono mancate però espressioni di scetticismo sulla reale efficacia
33:05ai noi dell'articolo 3,2. Secondo alcuni autori, il programma di riforma sociale in esso contenuto
33:12sarebbe privo di forza cogente e di valore normativo e pertanto non rappresenterebbe che
33:17una mera promessa per il futuro principio lavorista. Questo principio lo troviamo in tantissimi articoli
33:27della Costituzione, sicuramente più di 10, forse anche 12-13. Qui ne ho citati 3. L'1, l'Italia
33:37è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Il 4, la Repubblica riconosce a tutti i cittadini
33:42il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Il 35,
33:48la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Il lavoro è considerato
33:53dalla Costituzione come fondamentale strumento di realizzazione della personalità umana, il
33:59diritto al lavoro di cui l'articolo 4 rappresenta il primo diritto sociale. Non costituisce però,
34:05di nuovo, come prima, un diritto immediatamente azionabile, ma così come gran parte degli altri
34:11diritti sociali è visto dalla Costituzione come obiettivo da raggiungere attraverso l'intervento
34:18dello Stato nell'economia. Articolo 4, secondo comma, ogni cittadino ha il dovere di svolgere
34:25secondo le proprie possibilità e la propria scelta un'attività o una funzione che concorra
34:31al progresso materiale o spirituale della società. Quindi il lavoro non è concepito
34:37solo come diritto del singolo, ma anche come dovere di partecipare e contribuire al progresso
34:43sociale. Si dubita però che il diritto del lavoro costituisca un obbligo giuridico coercibile,
34:48perché altrimenti non ci sarebbe la disoccupazione, tutti avrebbero il lavoro, quindi è certamente
34:53da escludere che l'articolo 4, secondo comma, renda legittimo il lavoro coatto, che è invece
34:58tristemente conosciuto nei regimi autoritari e che si pone in contrasto con le disposizioni
35:03costituzionali a tutela della libertà personale. Articolo 13, Costituzione. Per questi motivi,
35:09secondo parte della dottrina, il dovere di lavorare si ridurrebbe ad un mero vincolo morale.
35:17Altra dottrina ha ritenuto in passato che l'articolo 4 non fosse completamente privo
35:22di una qualche portata giuridica, ma che al contrario potesse fornire un fondamento costituzionale
35:28per una serie limitata di provvedimenti come, ad esempio, le misure di prevenzione a carico
35:34degli oziosi e dei vagabondi previsti dalla legge 1423 del 56, ma l'articolo 2 della legge
35:41327 dell'88 ha espunto tali categorie di soggetti dall'ambito di applicazione della
35:48legge del 56. Principio autonomistico. Articolo 5, la Repubblica, una e indivisibile, promuove
35:55le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento
36:01amministrativo, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia
36:07e del decentramento. Articolo 114,1, la Repubblica è costituita dai comuni, province, città
36:15metropolitane, regioni e Stato. Faccio notare che la precedente versione, quella ante 2001
36:21dell'articolo 114 diceva la stessa cosa ma ribaltato, cioè diceva la Repubblica si divide
36:27in Stato, regioni, comuni. Il comune era l'ultimo. Qui non a caso in questa nuova formulazione
36:34il comune è stato messo al primo posto perché letto insieme all'articolo 5 dice che lo Stato
36:41attua nei servizi che dipendono da lui il più ampio decentramento significa in soldoni
36:47che i servizi demografici, l'anagrafe, l'elettorale, eccetera, dipendono dallo Stato, cioè è lo Stato
36:59che decide come ci si sposa, come si vota, eccetera. Quindi questo deve essere giocoforza
37:08uguale in tutta Italia. Però per sposarci o per avere una carta di identità non dobbiamo
37:15andare a Roma al Ministero perché questi servizi sono decentrati. E decentrati dove? Nel posto
37:22più vicino al cittadino, che è il comune, che di conseguenza diventa il posto più importante.
37:28Ecco perché l'articolo 114 è stato ribaltato mettendo i comuni al primo posto.
37:36Quindi il principio autonomistico comporta il riconoscimento e le garanzie delle regioni
37:40e degli altri enti territoriali minori. I poteri del governo non spettano solo lo Stato
37:45centrale ma sono ripartiti fra questi e gli altri enti territoriali. La divisione del potere
37:50tra più livelli territoriali, che è la cosiddetta sussidiarietà verticale, costituisce una garanzia
37:57delle libertà in maniera analoga alla divisione funzionale del potere centrale tra legislativo,
38:04esecutivo e giudiziario. Quindi quello che è la sussidiarietà orizzontale.
38:10Gli enti territoriali rappresentativi delle rispettive collettività danno vita ad un modello
38:15di gestione della cosa pubblica più vicina e rispondente alle istanze del cittadino rispetto
38:19al modello centralistico, come vi dicevo prima. Peraltro, come sancito dalla Corte Costituzionale
38:25106-2002, essi costituiscono espressione del principio di sovranità popolare e in definitiva
38:31del principio democratico. Come vi dicevo, con l'ampliamento delle funzioni legislative
38:38della Regione e delle funzioni amministrative avvenute con la riforma del titolo V del 2001,
38:43il principio autonomistico dell'articolo V ha assunto un particolare rilievo. Quindi il
38:49nuovo articolo 114, come vi dicevo, mette al primo posto il comune.
38:59Di nuovo, con la riforma del titolo V si è consolidato ed ha trovato definitiva consacrezione
39:04il principio del pluralismo istituzionale, caratterizzato dal decentramento politico e territoriale
39:10dei poteri di governo. Ma nella Costituzione italiana il pluralismo istituzionale non esaurisce
39:16il pluralismo sociale. Infatti, sulla base dell'articolo 2, che riconosce e garantisce
39:22il ruolo fondamentale delle formazioni sociali e sulla base dell'articolo 118, così come modificato
39:29nel 2001, attività e servizi di interesse generale possono essere svolti non solo dai
39:35poteri pubblici, ma anche da tutti quegli enti del terzo settore, associazioni, non profit
39:41piuttosto che singolo, che non appartengono agli enti pubblici e al circuito della rappresentanza
39:50politica. Quindi la vera e propria sussidiarietà orizzontale.
39:58La Corte Costituzionale, in alcune recenti pronunce, ha riconosciuto l'autonomia e la funzione
40:03di questi soggetti, come nel caso delle fondazioni bancarie e delle camere di commercio. L'articolo
40:08118, ultimo comma, struttura il rapporto tra soggetti pubblici e soggetti privati sulla
40:14base del principio di sussidiarietà che in questa particolare accezione, come vi dicevo,
40:18prende il nome di sussidiarietà orizzontale contrapponendosi a quello verticale, Stato, regioni,
40:24province e comuni. Il principio di sussidiarietà orizzontale indica un criterio di preferenza
40:29per l'iniziativa dei privati rispetto all'azione dei pubblici poteri nell'esercizio delle attività
40:34di interesse generale. Sanità, assistenza sociale, previdenza e il potere pubblico
40:38può intervenire solo laddove l'iniziativa privata si dimostri carente, insufficiente o
40:44inadeguata. È opportuno rimarcare che la Costituzione sottrae alcuni servizi all'operatività
40:50del principio di sussidiarietà, rendendo in ogni caso obbligatorio l'intervento diretto
40:54dello Stato e degli altri enti pubblici, pur garantendo il diritto dei privati dello
40:58svolgimento di iniziative parallele. È il caso della istruzione scolastica per cui
41:03la Repubblica istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
41:09Tutela delle minoranze linguistiche. Chiaramente ha una particolare rilevanza con riferimento
41:15alle popolazioni delle regioni a statuto speciale, come Valle d'Aosto e Trentino, contraddistinte
41:19da una forte presenza di minoranze linguistiche. Quindi, sulla base degli articoli 6, gli statuti
41:24regionali e la legislazione hanno introdotto diverse misure atte a promuovere e tutelare
41:29tali minoranze. Le più rilevanti sono a. La parificazione tra la lingua italiana e gli
41:35idiomi delle minoranze come lingue ufficiali per il territorio della regione, b. La possibilità
41:41di usufruire dell'insegnamento in lingua materna, c. Il principio della proporzione
41:45etnica, onde i ruoli dei pubblici uffici sono suddivisi tra gruppi linguistici in base alla
41:50consistenza dei gruppi stessi. Quest'ultimo aspetto rappresenta un aderogo al principio
41:54costituzionale di eguaglianza nell'accesso ai pubblici uffici, che trova fondamento in
41:59una norma della Costituzione, l'articolo 6 appunto, e si giustifica con l'opportunità
42:03di privilegiare i gruppi più deboli.
42:07Articolo 7. Lo Stato e la Chiesa sono cattolica, sono ciascuno nel proprio ordine, indipendenti
42:12e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai patti lateranensi. La modificazione dei patti
42:18accettati dalle due parti non richiedono un procedimento di revisione costituzionale.
42:23Tutte le confessioni, quindi parlando anche delle altre confessioni, sono libere davanti
42:28alla legge. Le confessioni diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri
42:33statuti, a patto che non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo
42:39Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. L'articolo
42:458 enuncia il principio delle pari libertà delle confessioni religiose davanti alla legge
42:50e la loro autonomia rispetto allo Stato. Le prescrizioni dell'articolo 8 che parlano
42:56di confessioni religiosi si concentrano in particolare sul momento associative, garantendo
43:01l'autonomia organizzativa delle confessioni. Sotto questo profilo l'articolo 8 costituisce
43:06un richiamo del più generale principio pluralista di cui all'articolo 2. Le norme degli statuti
43:13di organizzazione interna delle confessioni religiose non devono però contrastare con l'ordinamento
43:18giuridico. La Corte Costituzionale, precisando il senso di questa disposizione, ha stabilito
43:24che le clausole degli statuti non devono porsi in contrasto con i soli principi fondamentali
43:31del ordinamento nazionale. Rispetto agli annunciati dell'articolo 8, il precedente articolo
43:367 contiene delle disposizioni speciali con riferimento ai rapporti Stato-Chiesa che sono
43:42appunto i patti lateranensi del 1929, anch'essi recepiti con legge e modificati col concordato
43:49dell'84. I patti lateranensi introducono una serie di privilegi per la Chiesa Cattolica,
43:55fra cui l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, cui peraltro non sono
44:00obbligati coloro che non intendono avvalersene, il riconoscimento degli effetti civili per i
44:06matrimoni contratti secondo le norme del diritto canonico. I patti lateranensi introducono numerose
44:12deroghe alle norme e principi costituzionali che sono considerate legittime perché fondate
44:18sull'articolo 7. La giurisprudenza costituzionale ha tuttavia stabilito che il contenuto dei patti
44:24non deve comunque urtare con i principi supremi della Costituzione.
44:31Articolo 10. L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale
44:39generalmente riconosciute. Secondo gran parte della dottrina e secondo la giurisprudenza
44:44costituzionale, l'articolo 10 contiene un principio implicante l'adattamento automatico
44:49del diritto italiano alle norme consuetudinarie dell'ordinamento internazionale. Le consuetudini
44:55internazionali che come tali appartengono all'ordinamento internazionale e non al diritto
45:00interno vengono immesse nell'ordinamento italiano attraverso il richiamo dell'articolo
45:0510. Questa disposizione non riguarda il recepimento dei trattati internazionali per i quali l'articolo
45:1280 della Costituzione prevede un'apposita disciplina. La condizione giuridica dello straniero
45:19è regolata dalla legge in conformità con le norme e i trattati internazionali. Lo straniero
45:24al quale si è impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite
45:29dalla Costituzione italiana a diritto di asilo nel territorio della Repubblica, secondo
45:34le condizioni stabilite dalla legge, non è ammessa l'estradizione dello straniero per
45:39reati politici. L'Italia ha aderito a trattati internazionali come ad esempio la Convenzione
45:44europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo che proteggono i diritti fondamentali della
45:49persona umana in quanto tale a prescindere dalla sua nazionalità.
45:54Ad ogni modo, secondo parte della dottrina e della luce di una certa giurisprudenza costituzionale,
46:00la titolarità dei diritti di libertà sanciti dalla stessa Costituzione o almeno di alcuni
46:05fra di essi non è limitata ai soli cittadini italiani, ma è da considerarsi estesa anche
46:10agli stranieri. È necessario ricordare che speciali diritti sono riconosciuti ai cittadini
46:17stranieri comunitari, infatti il Trattato sulla Comunità Europea garantisce loro il diritto
46:23di circolare, lavorare e stabilirsi in tutti gli Stati membri dell'Unione. Sul piano dei
46:27diritti politici il Trattato di Maastricht ha istituito una cittadinanza dell'Unione riconosciuta
46:33a tutti i cittadini degli Stati membri e che consente fra l'altro di votare ed essere
46:37eletti alle elezioni comunali e a quelle per il Parlamento europeo ai cittadini residenti
46:42in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza.
46:47Articolo 11. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri
46:53popoli e come mezzo di risoluzione delle controverse internazionali. Consente in condizione
46:59di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che
47:06assicuri la pace e la giustizia delle nazioni promuove e favorisce le organizzazioni internazionali
47:11rivolte a tale scopo. L'articolo 11 era stato originariamente pensato dal Costituente
47:17italiano in vista dell'imminente adesione dell'Italia alle Nazioni Unite, ma nella giurisprudenza
47:22costituzionale ha conosciuto maggiore fortuna con riferimento ai rapporti fra l'Italia e l'ordinamento
47:28comunitario. L'articolo 11 ha fornito infatti l'assist, quindi il fondamento costituzionale
47:35per il trasferimento di sovranità a favore della comunità e dell'Unione europea. Ecco
47:39perché le norme europee come decisioni, direttive, regolamenti piuttosto che quelle non vincolanti,
47:47raccomandazioni e pareri possono trovare riconoscimento all'interno dello Stato italiano
47:54implicito grazie all'articolo 11 della Costituzione. Quindi ho finito questa crelata introduttiva
48:04della Costituzione, vi ringrazio, vi saluto e ci vediamo alla prossima lezione. Buona giornata a tutti!