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ApprendimentoTrascrizione
00:01ragazzi buongiorno benvenuti a questa nuova lezione di management sanitario oggi ci
00:09andremo ad occupare del ministro della salute del piano sanitario nazionale piano sanitario
00:16regionale piano attivo locale programma delle attività territoriali e piani di zona e l'ufficio
00:23di piano distrettuale ministro della salute è l'organo centrale del sistema sanitario nazionale
00:29ha preposto la funzione di indirizzo e programmazione in materia sanitaria alla definizione degli obiettivi
00:35da raggiungere per il miglioramento dello stato di salute della popolazione ed alla determinazione
00:41dei livelli di assistenza da assicurare a tutti i cittadini in condizioni di uniformità sull'intero
00:48territorio nazionale i famosi lea che altro non sono che un sotto insieme di quei livelli essenziali
00:56delle prestazioni previste dall'articolo 117 comma 2 lettera m della costituzione al ministero della
01:05salute sono attribuite le funzioni spettanti allo stato in materia di tutela della salute umana
01:10di coordinamento del sistema sanitario nazionale di sanità veterinaria tutela della salute nei luoghi
01:19di lavoro igiene e sicurezza degli alimenti ferme restando scusate le competenze esclusive delle
01:27regioni che le esercitano tramite le aziende sanitarie locali predispone il piano sanitario nazionale
01:35rappresenta l'elemento di raccordo con l'organizzazione mondiale della sanità oms e con l'agenzia europea per i
01:43medicinali e ma sotto la supervisione del ministro della salute sono posti altresì vari enti che
01:50compongono il servizio sanitario nazionale che trovavano nel ministero il proprio referente
01:55nazionale essi sono il consiglio superiore di sanità istituito addirittura dal reggio editto del re
02:03carlo alberto del 30 ottobre 1847 che è l'organo consultivo tecnico scientifico del ministro della
02:11salute l'attuale organizzazione e funzionamento del consiglio superiore di sanità sono regolati
02:16dal decreto legislativo 30 giugno 1993 numero 266 e dal decreto ministeriale 6 agosto 2003 numero 342
02:27che prevedono cinque sezioni le quali si occupano delle varie tematiche di natura sociale e sanitaria
02:34l'istituto superiore di sanità regolato dal decreto legislativo 29 ottobre 99 numero 419
02:41quale organo tecnico scientifico del sistema sanitario nazionale a funzione di ricerca sperimentazione
02:49controllo documentazione e formazione per quanto concerne la salute pubblica è composto da laboratori
02:56di controllo e di ricerca l'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro ispessel è
03:04l'ente pubblico che esercita in materia di salute funzione e compiti tecnico scientifici di
03:10coordinamento tecnico e organo tecnico scientifico del servizio sanitario nazionale ed è centro di
03:16riferimento nazionale di informazione documentazione ricerca sperimentazione controllo e formazione in
03:23materia di tutela della salute e della sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro l'agenzia nazionale
03:30per i servizi sanitari regionali agenas è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico che
03:36svolge un ruolo di collegamento di supporto decisionale del ministero e le regioni sulle
03:41strategie di sviluppo del servizio sanitario nazionale gli istituti di ricovero e cura a
03:49carattere scientifico irx sono appunto istituti che sono ospedali di eccellenza che perseguono
03:57finalità di ricerca nel campo biomedico ed in quello della organizzazione e gestione dei servizi
04:03sanitari sotto la vigilanza del ministero e sui quali anche torneremo gli istituti zooprofilattici
04:11sperimentali i zs sono enti sanitari di diritto pubblico dotati di autonomia gestionale ed amministrativa
04:17che rappresentano lo strumento tecnico ed operativo del servizio sanitario nazionale per quanto riguarda
04:23la sanità animale il controllo di salubrità e qualità degli alimenti di origine animale l'igiene
04:28degli allevamenti e del corretto rapporto tra insediamenti umani animale ed ambientale sono
04:35dieci e raggruppano in ambito sovra sovra regionale le competenze in materia ed anche su questi torneremo
04:41l'agenzia italiana del farmaco AIFA è organismo di diritto pubblico che opera sulla base degli
04:48indirizzi e della vigilanza del ministero in autonomia trasparenza ed economicità in raccordo con le regioni
04:54l'istituto superiore di sanità gli istituti di ricovero cura a carattere scientifico le associazioni
05:00dei pazienti i medici e le società scientifiche le imprese produttrici e distributrici di farmaci
05:07al fine di definire gli standard la croce rossa italiana CRI quale ente di assistenza sanitaria
05:14in collegamento con la croce rossa internazionale dove occorra soccorso sia in tempo di guerra che di pace
05:27andiamo quindi a vedere finalmente la programmazione abbiamo il ministero della salute il piano sanitario
05:36nazionale il piano sanitario regionale e il piano attuativo locale che in Emilia Romagna si chiama
05:44piano programmatico o piano strategico il piano sanitario nazionale è il principale strumento di
05:53programmazione sanitaria attraverso cui in un dato arco temporale vengono definiti gli obiettivi da
05:59raggiungere attraverso l'individuazione di attività e di strategia strumentali alla realizzazione delle
06:06prestazioni istituzionali dell'SSN il piano sanitario nazionale a durata triennale ed è
06:12predisposto dal governo su proposta del ministro della salute sentite le commissioni parlamentari
06:17competenti per materia che si esprimono entro 30 giorni dalla trasmissione dell'atto nonché le
06:23confederazioni sindacali maggiormente rappresentative le quali comunicano il loro parere entro 20 giorni
06:32nell'ipotesi in cui il governo si voglia discostare dal parere espresso dalle commissioni deve darne
06:38adeguata motivazione deve inoltre tenere conto delle proposte di piano formulate dalle regioni entro
06:44il 31 luglio dell'ultimo anno di valenza con riferimento alle esigenze territoriali quando è
06:50terminato il predetto iter il piano sanitario nazionale viene adottato d'intesa con la conferenza
06:56unificata entro il 30 novembre dell'ultimo anno di vigenza nel corso del triennio il PSN può essere
07:04modificato con lo stesso procedimento. Lo scopo principale del piano sanitario nazionale è quello
07:14di determinare e programmare priorità in materia di salute traducendole in precisi obiettivi tra cui
07:21e qui cito solamente quelli che sono più attinenti al nostro corso le aree prioritarie di intervento anche
07:32ai fini delle disuguaglianze sociali e territoriali per quel che riguarda la salute la definizione dei
07:37lea che devono essere dati in condizioni di uniformità su tutto il territorio all'intera
07:44collettività e a parità di condizioni la quota capitale di finanziamento per ciascun anno di validità
07:49del piano e la sua disaggregazione per livelli di assistenza. Gli indirizzi finalizzati ad orientare
07:56l'SSN verso il miglioramento della qualità dell'assistenza anche con realizzazione di
08:01progetti sovra regionali. I progetti obiettivo adottati dal ministro con decreto di natura non
08:07regolamentare di concerto con gli altri ministri competenti per materia di attesa con la conferenza
08:13unificata da realizzare anche mediante l'integrazione funzionale ed operativa dei servizi sanitari e dei
08:19servizi socio assistenziali degli enti locali. Le finalità generali ed i settori principali della
08:25ricerca biomedica e sanitaria prevedendo altresì il relativo programma di ricerca. Le esigenze
08:32relative alla formazione di base e gli indirizzi relativi alla formazione continua del personale
08:36nonché al fabbisogno ed alla valorizzazione delle risorse umane. Le linee guida di relativi
08:43percorsi diagnostico-terapeutici allo scopo di favorire all'interno di ciascuna struttura
08:48sanitaria lo sviluppo di modalità sistematica di revisione e valutazione della pratica clinica
08:54ed assistenziale e di assicurare l'applicazione dei LEA. I criteri e gli indicatori per la verifica
09:00dei livelli di assistenza assicurati in rapporto a quelli previsti. Quindi come vedete la conferenza
09:07unificata che è composta dalla conferenza permanente Stato-Regione-Provincia Autonoma e dalla conferenza
09:12Stato-Stato-Città insieme al Ministro della Salute che approva i LEA formano, danno vita
09:20al piano sanitario nazionale. Quindi il piano sanitario nazionale dovrei dire e invece purtroppo
09:29dico era un piano fortemente condiviso a più livelli. Dico era perché è dal 2014 che nonostante
09:40tornando sopra vediamo che il piano sanitario nazionale è il principale strumento di programmazione
09:47dice la normativa, il piano sanitario nazionale non viene più adottato. Non viene più adottato perché
09:55come avete visto il processo per l'adozione del piano è lungo e faraginoso e quindi siamo
10:07stati, siamo senza il piano, piano che diciamo quasi per consuetudine è stato sostituito dal
10:15patto per la salute. Uno strumento molto più snello, facile se vogliamo da approvare, sicuramente più facile
10:26rispetto al piano sanitario nazionale e questo è possibile anche perché comunque i LEA approvandoli
10:35il Ministero della Salute, sì se è vero che confluivano nel piano sanitario nazionale ma è altrettanto vero
10:41che non erano approvati lì dentro ma erano appunto approvati come abbiamo visto dal Ministro della Salute.
10:50Quindi che cos'è allora il patto per la salute? Il patto per la salute è un accordo finanziario
10:56programmatico tra il governo e le regioni che viene rinnovato ogni tre anni e serve a migliorare la
11:02qualità dei servizi, promuovere la proprietà delle prestazioni, garantire l'unitarietà del sistema.
11:07La salute è una delle materie in cui l'articolo 117 della Costituzione stabilisce la potestà
11:13legislativa concorrente tra Stato e regione. Quindi come vedete anche dalle cose che fa è
11:18terribilmente più snello rispetto al PSN. Il governo può quindi promuovere la sottoscrizione di intesi
11:26in sede di conferenze Stato-Regione per favorire l'armonizzazione delle legislazioni regionali e nazionali,
11:32il raggiungimento di posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni.
11:38Il patto per la salute 2014-2016, primo che c'è stato, è l'intesa tra governo, regioni e province
11:44autonome
11:44finalizzati a potenziare il sistema di governance della sanità, individuando gli strumenti necessari
11:50per assicurare la sostenibilità delle SSN, garantire l'equità e l'universalità del sistema,
11:57nonché appropriati livelli essenziali di assistenza. Quindi qui questo è quello che dovrebbe essere,
12:06ma al posto del piano sanitario nazionale oggi c'è il patto per la salute.
12:16Quindi la domanda sulla programmazione chiaramente è quella che ci sarà all'esame e la risposta sarà
12:28che sostanzialmente il ministro della salute approva, è l'organo centrale, è l'organo più importante,
12:37ma quello che ci interessa ai nostri fini è che approva ILEA. Per quel che riguarda il piano sanitario nazionale
12:45basta dire quello che vedete in questa slide che state vedendo in questo momento con l'aggiunta
12:52che non c'è più e che è stato sostituito dal patto per la salute e del patto per la
13:00salute
13:00basta dire quello che c'è in questa slide qui, mentre invece abbiamo ancora queste.
13:08Quindi le finalità che ciascuna regione deve raggiungere in materia sanitaria sono incluse nel piano sanitario regionale
13:13attraverso i quali vengono individuati gli aspetti strategici degli interventi da porre in essere per la tutela della salute
13:20nonché per il miglior funzionamento dei servizi. Il piano sanitario regionale deve essere predisposto
13:25tenendo conto degli obiettivi individuati dal PSN, oggi si deve leggere patto per la salute
13:31proprio al fine di assicurarne il coordinamento. Le regioni inviano i progetti al ministro della salute
13:37onde acquisirne il parere. Questo non ci interessa ai fini della risposta però lo leggo
13:42le regioni entro 150 giorni dall'entrata in vigore del PSN devono adottare il PSR
13:47la cui predisposizione è di competenza della giunta regionale. Chiaramente un importante ruolo partecipativo
13:53è svolto dagli enti locali, dalle formazioni sociali e private, abbiamo visto la famosa conferenza
13:59permanente per la programmazione socio-sanitaria regionale che è appunto la conferenza nel quale
14:05troviamo tutte le figure indicate qui. Ed eccola qua, citazione, questa invece me la dovete citare
14:15e il decreto legislativo 229-99 ha confermato tutti i poteri della regione prevedendo tuttavia
14:22che l'esercizio nella funzione programmatoria si realizzi in rapporto più immediato con i comuni.
14:29quindi questo è e la fanno parte della conferenza per ciascuna uso alcuni rappresentanti dell'autonomia locale
14:39quindi il sindaco o il presidente della conferenza dei sindaci o il presidente di circoscrizione a seconda
14:45delle dimensioni e i rappresentanti della sezione ragionale dell'autonomia locale. La conferenza esamina il progetto
14:51di PSR verifica i piani attuativi metropolitani e delle aziende ospedaliere e deve esprimere eventuali
14:56osservazioni in merito. Ripeto, il PSR deve uniformarsi al patto per la salute. Quindi questo è chi c'è
15:04all'interno della conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria regionale e troviamo appunto
15:12che qui c'è scritto PSN ma ripeto va letto oggi patto per la salute la nascita del PSR. L
15:19'ultimo strumento
15:20di programmazione è quello a livello locale, quello fatto quindi a livello di azienda, il piano attuativo
15:27locale appunto che si declina nei vari piani di azioni annuali e in caso di mancata attuazione del PAL
15:40il sindaco o la conferenza dei sindaci possono chiedere alla regione la revoca o la non conferma del direttore
15:46generale dell'azienda sanitaria locale in adempiente. Quindi un ruolo fondamentale per l'approvazione del piano
15:54è stato svolto quindi dal direttore generale della US e dai sindaci di rifluimento. Quest'ultimo per garantire
16:01il soddisfacimento delle esigenze sanitarie della popolazione nell'ambito della programmazione regionale
16:07provvede alla definizione delle linee di indirizzo per l'impostazione programmatica delle attività. Ne verifica
16:13l'andamento generale e contribuisce alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie
16:18valutazioni e proposte al direttore generale e alla regione. Sostanzialmente fine della risposta però
16:26per fare un approfondimento che è utile ai fini di capire l'argomento va detto che sempre alle regioni
16:33è affidato il compito di costituire appositi organi che elaborino per le aree metropolitane il piano
16:39attivo metropolitano nell'ipotesi in cui la regione non provvede non istituisca la conferenza
16:44permanente per la programmazione socio-sanitaria regionale il ministro della salute sentita la
16:49regione interessata e l'agenzia per i servizi sanitari regionali fisso un termine per provvedere
16:54del corso il quale il ministro propone al consiglio dei ministri di attuare un intervento sostitutivo
16:59anche con un commissario. L'intervento del governo non impedisce però alla regione di esercitare
17:03le funzioni loro attribuite fino a quando gli organi regionali non abbiano provveduto in materia
17:07per quel che riguarda l'attività di programmazione svolta a livello locale. Da ultimo il programma delle
17:16attività territoriali quindi quello svolto a livello di distretto è un documento col quale viene organizzata
17:23la localizzazione del funzionamento dei servizi per garantire l'assistenza sanitaria e socio-sanitaria
17:29avendo definiti gli obiettivi di salute e le risorse per proseguire. Il programma delle attività
17:35territoriali di cui all'articolo 3 4 del decreto legislativo 502 e 92 è lo strumento operativo di
17:43programmazione del distretto socio-sanitario. Quindi nel programma delle attività territoriali
17:49trovano esplicitazione i bisogni e gli obiettivi di salute prioritari, gli interventi di natura sanitaria
17:56e socio-sanitaria necessari per affrontarli, la localizzazione dei servizi e dei presidi distrettuali,
18:02la determinazione del budget di distretto, la copertura economica delle attività socio-sanitarie
18:09definite nel piano di zona. Il programma delle attività territoriali si inserisce nel complesso
18:15sistema programmatorio socio-sanitario e si coordina e si integra con quanto previsto dal piano di zona
18:21relativamente agli interventi sociali e socio-sanitari. È proposto dal direttore del distretto
18:28alla direzione aziendale, previo parere del comitato di distretto. Nel comitato di distretto
18:34ci sono, ripeto, tutti i sindaci dei comuni afferenti all'area geografica raccolta nel distretto
18:41ed è approvato dal direttore generale di intesa per l'attività di natura socio-sanitaria con il distretto
18:48stesso. Quindi con i sindaci viene elaborato a cadenza annuale in stretto accordo con il budget di distretto
18:55ed è recepito dal direttore generale nel piano attuativo locale. Quindi il programma delle attività
19:01territoriali è sostanzialmente un pezzo del piano attuativo locale, cioè così come il piano attuativo
19:10locale racchiude il programma dell'intera azienda, lo racchiude proprio perché al suo interno ci sono
19:17i programmi dei vari distretti nei quali la stessa azienda è suddivisa dalla regione, come abbiamo
19:25visto nella lezione sul decreto legislativo 229 del 99. Quindi il piano di zona per la salute e il
19:36benessere sociale introdotto dalla legge 328 del 2000, quindi si parla già più di sociale, per favorire il
19:44riordino, il potenzialmente la messa in rete di interventi e di servizi in modo da programmarli
19:50e realizzarli a sistema. Si individuano quattro finalità, la formazione di sistemi locali di
19:56interventi fondati su servizi e prestazioni che devono rispondere a criteri di efficacia,
20:02efficienza, unitarietà, complementarietà, flessibilità. C'è l'invito a valorizzare tutte le forme di solidarietà
20:08presenti nell'ambito territoriale e a responsabilizzare i cittadini. Possiamo
20:14affermare che il piano di zona è concepito come strumento capace di valorizzare forme di
20:18cittadinanza attiva e di promuovere accanto all'esigibilità dei diritti anche l'esercizio
20:24dei doveri inderogabili di solidarietà, così come specificati agli articoli 2 e 3 della Carta
20:30Costituzionale. La qualificazione della spesa e l'attivazione di risorse frutto della concertazione
20:36a livello locale. Possiamo affermare che la qualificazione della spesa passa attraverso
20:41diverse strategie, sia attraverso il sostegno economico finanziario pubblico utile a garantire
20:47i livelli essenziali delle prestazioni sociali, i LEPS. Anch'essi come i LEA fanno parte dei
20:54famosi LEPS, livelli essenziali delle prestazioni, che ripeto li troviamo in tutti gli ambiti della
21:01nostra vita, quindi ci sono i LEPS sanitari che si chiamano LEA, quindi quelli attinenti
21:07alla sanità, ci sono i LEPS, i livelli essenziali delle prestazioni sociali che si chiamano LEPS,
21:13ci sono quelli che potremmo definire LEPS del cittadino, accesso agli atti, trasparenza eccetera,
21:20ci sono i LEPS delle politiche attive del lavoro, primo fra tutti il famoso reddito di cittadinanza
21:27e similare eccetera, ci sono i LEPS in materia turistica, ecco ci sono i LEPS, livelli essenziali
21:34delle prestazioni in ogni ambito della nostra vita. Dicevamo erogabili questi LEPS sociali sotto
21:41forma di beni e servizi, sia attraverso l'attivazione di risorse aggiuntive necessarie per la realizzazione
21:49dei livelli essenziali stessi e delle diverse opportunità che il particolare sistema di welfare
21:54locale propone di realizzare. Tale risorse possono essere messe a disposizione da altri
21:59soggetti locali pubblici e privati, ad esempio dall'azienda US per la quota sanitaria connessa
22:04a prestazioni socio-sanitarie integrate all'interno di servizi sociali gestiti dai comuni o ad esempio
22:11da collaborazione tra comuni e altri soggetti sociali all'interno di esperienze di ricorso
22:17a forma negoziale nella gestione dei servizi. Chiaramente stiamo parlando della sussiderietà
22:24orizzontale e quindi degli enti del terzo settore. La definizione di riparto della spesa
22:29tra comuni nell'ambito territoriale e la US, gli altri soggetti firmatari dell'accordo di
22:34programma con il quale si adotta formalmente il piano di zona. La definizione di formazione
22:40e aggiornamento, tale sfone strategica è fondamentale per realizzare interventi integrati,
22:46personalizzati, unitari e per operare in un'organizzazione capace di configurarsi come
22:52sistema di rete da alimentare e governare. Quindi i contenuti del piano di zona riguardano
22:58gli obiettivi strategici e le priorità di intervento, le modalità organizzative dei servizi,
23:04le risorse messe in campo, i requisiti di qualità, l'impostazione del sistema informativo
23:10locale, le modalità per garantire l'integrazione tra servizi e prestazioni, le modalità per
23:17la collaborazione tra servizi e soggetti impegnati nelle diverse forme locali di solidarietà
23:22sociale, le modalità per realizzare il coordinamento con gli organi periferici delle amministrazioni
23:28statali, pensiamo ai rapporti tra i servizi sociali e i centri per la giustizia minorile,
23:33sistema scolastico locale, sistema formativo eccetera. E qui apro una importantissima
23:40parentesi. Quando è arrivata la legge 328 del 2000 sostanzialmente che cosa ha detto?
23:51Ha detto beh, visto che esiste già a livello geografico ideale un distretto sanitario dove
24:04si fanno le politiche sanitarie, quindi un'area geografica ben definita che racchiude più comuni,
24:13quindi il comune che so di Rimini col comune di Bellaria col comune di Sant'Arcangelo.
24:24ecco, se le politiche sanitarie vengono realizzate da questi tre comuni insieme,
24:34bisogna che la stessa area geografica valga per il sociale, ma la stessa area geografica valga per la
24:47giustizia minorile, per il sistema scolastico, per il sistema formativo e del lavoro. Questo perché?
24:53Perché quando noi, per esempio, il sociale, per parlare di sociale, si prende in carico un nucleo,
25:01un nucleo immaginatevi composto da un anziano, un nonno, che ha inevitabilmente magari problematiche di
25:09disabilità e magari ha bisogno di un os. Poi abbiamo in quel nucleo un babbo e una mamma,
25:19babbo che magari non ha il lavoro e quindi le politiche del lavoro devono essere fatte dagli
25:24stessi comuni. Possiamo avere un bambino che ha un problema di abbandono scolastico e quindi deve
25:34essere preso in carico da un educatore. Quindi vi immaginate anche solo lo spreco di risorse se il
25:40sociale venisse fatto da Rimini, Sant'Arcangelo e Bellaria, il sanitario da Rimini e Riccione,
25:49l'educativo da Rimini e Coriano, ecco, si avrebbe anche uno spreco di risorse. Invece la 328 ha proprio
26:00previsto che tutte queste politiche devono essere trattate insieme dallo stesso distretto,
26:08cioè da quei comuni che sono afferenti alla stessa ideologica area geografica chiamata
26:15distretto. Area geografica che altro non è che uno dei tanti pezzi di cui è composta l'azienda
26:24sanitaria che appunto copre un territorio che è suddiviso in distretti. Vado avanti,
26:30le forme di concertazione con l'azienda sanitaria locale per garantire l'integrazione tra servizi
26:36sociali di ambito e servizi sanitari distrettuali, come vi ho appena detto. Con la scelta degli
26:41obiettivi e delle priorità di intervento si specifica il tipo, la qualità, l'ampiezza
26:45del sistema di promozione e di protezione che si intende garantire a livello locale. Gli altri
26:50elementi contenuti nel piano di zona, quali vari coordinamenti, le forme di collaborazione
26:54vanno a qualificare nello specifico del contesto territoriale lo spessore e i connotati del
27:00welfare mix locale. La legge Emilia-Romagna, per parlare in questo momento dell'Emilia-Romagna
27:052 del 2003, all'articolo 15, stabilisce che i comuni sono titolari delle funzioni amministrative
27:11e dei compiti di programmazione, progettazione e realizzazione del sistema locale, dei servizi
27:16sociali a rete, dell'erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali. L'articolo 51,
27:23ancora parliamo dell'Emilia-Romagna, della legge 27 2004, nel quale nell'istituire il
27:29fondo regionale per la non autosufficienza FRNA si individua l'ufficio di piano costituito
27:35congiuntamente dagli enti locali nell'ambito distrettuale e dell'azienda USL come la struttura
27:41tecnica competente per l'elaborazione del piano delle attività per la non autosufficienza
27:46e per il monitoraggio dell'equilibrio e dei risultati del fondo distrettuale per la
27:51non autosufficienza. Che cosa sono gli uffici di piano? Sono nati a livello di zona sociale
27:57per la predisposizione, l'elaborazione e la gestione degli strumenti tecnici di pianificazione
28:01sociale, piani di zona triennale e programmi attuativi annuali, in riferimento alla delibera
28:07chiaramente nell'Emilia-Romagna, ed Emilia-Romagna 514-2003. Atti successivi hanno affidato agli
28:15uffici di piano funzioni più specifiche e strategiche quali quelle relative alla programmazione
28:20ed alla gestione dei processi di integrazione socio-sanitaria e, aspetto di non poca rilevanza,
28:26hanno stanziato apposite risorse per il loro funzionamento. La nuova delibera di giunta
28:32regionale 1004 del 2007 ridefinisce e puntualizza le funzioni del nuovo ufficio di piano come
28:37supporto tecnico al comitato di distretto, al quale affida tutte le funzioni riconducibili
28:43al presidio dell'integrazione socio-sanitaria, quale la pianificazione e la programmazione in
28:48area socio-sanitario, piano di zona distrettuale per la salute e il benessere sociale, i programmi
28:54attuativi annuali, i piani delle attività per la non autosufficienza, le attività connesse
28:59alla costituzione della nuova azienda servizio alla persona, ASP, il presidio e la promozione
29:04di progetti sociali e socio-sanitari integrati anche con altre politiche, esempio funzione
29:09di raccordo per minore, fasce deboli, disabili o le figure di sistema, il monitoraggio dell'andamento
29:15del benessere sociale in riferimento alle diverse determinate ed in base ai sistemi indicatori
29:21inserito nella programmazione annuale. Con ulteriore atto 509 del 2007 si attribuiscono
29:27a un nuovo ufficio di piano il presidio di tutte le attività di pianificazione e monitoraggio
29:32del fondo regionale per la non autosufficienza, quali l'elaborazione delle programmazioni
29:36distrettuali, piani per la non autosufficienza, il suo monitoraggio e la verifica dei risultati
29:42raggiunti, il monitoraggio e la verifica dell'equilibrio del fondo per la non autosufficienza, il monitoraggio
29:48dei regolamenti distrettuali sull'accesso e sulla compartecipazione degli utenti alla spesa
29:53in una logica di homogenizzazione degli stessi.