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Sociologia generale - Lez 20 - La funzione sociale della ricerca sociologica
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00:14Questa è la lezione ventesima del nostro corso. Non dovrebbe meravigliare che abbia come argomento
00:24la funzione sociale della ricerca sociologica, perché è un problema che si pone costantemente
00:33quando uno sente parlare di sociologia, quando studia sociologia, ma a che cosa poi serve
00:40questa famosa sociologia, questa ultima arrivata tra le scienze?
00:48Io vorrei con molta tranquillità, se possibile e al di fuori di ogni tono polemico che del
00:57resto sarebbe del tutto incongruo in questa nostra sede didattica, vorrei intanto dire
01:04a che cosa non serve la sociologia. La sociologia in primo luogo non è un'arte magica. Negli
01:14anni 60 e 70, quando la sociologia forse in Italia come neo arrivata aveva toccato il
01:21più alto livello, non solo di gradimento, ma anche di aspettative e così via, per qualsiasi
01:30problema, per l'incomunicabilità, per la disoccupazione, per il disagio giovanile, si diceva costantemente
01:37andiamo a interrogare, andiamo a intervistare il sociologo. Il sociologo non è depositario
01:45di una scienza universale, non ha una panacea in mano che possa curare tutti i mali, quindi
01:55in primo luogo bisogna ricordare che la sociologia non serve a curare in maniera terapeutica diretta
02:05i problemi, i mali sociali. Che cos'è allora? Forse che è come si diceva polemicamente
02:13tuttologia, cioè il sociologo ha sempre un alibi perché si trova in ogni luogo, in ogni
02:21momento. No, neppur questo è vero. La sociologia ha una sua funzione, ha una sua utilità che diviene
02:31molto chiara quando noi ci interroghiamo su quando e come, in quale punto storico sorge
02:38la sociologia come scienza autonoma del sociale. Ed è allora che noi possiamo cominciare a
02:47capire qual è la funzione, l'utilità della sociologia. Quindi non facciamoci ingannare
02:54dal termine che non è proprio molto felice, noi l'abbiamo sempre saputo fin dagli inizi,
03:01Auguste Comte che l'ha coniato, lo sapeva molto bene, così uno dei primi sociologi, Herbert
03:07Spencer, lo utilizzava proprio perché non aveva trovato un altro. Sociologia, non pensiamo
03:14alla socialità, non pensiamo certamente al socialismo, non pensiamo all'azione sociale
03:21come far del bene a coloro che in fondo hanno bisogno. La sociologia non ha un intento terapeutico
03:33fondante. La sociologia invece, questo è il nostro primo argomento, si pone come e va riconosciuta
03:41come lo strumento privilegiato dell'autoosservazione e dell'autoconsapevolezza dei gruppi sociali.
03:50Allora però subito noi andiamo a toccare un secondo interrogativo che è molto interessante.
03:59Ma quale società ha bisogno della sociologia? Come mai la sociologia è stata formulata e si è
04:09in qualche modo preparata a fare il suo ingresso nel mondo delle scienze verso la metà dell'Ottocento?
04:17A parte tutte le premonizioni sociologiche che l'avevano anticipata, i classici greci,
04:25la politica di Aristotele e arrivando alla cultura italiana, i lavori, non solo il principe di
04:33Machiavelli, ma anche i discorsi sopra la prima decada di Tito Livio, etc. Quando è? Come mai?
04:41Ecco, la sociologia diventa necessaria per tutte le società che si pongono in maniera così ardimentosa
04:50e forse addirittura imprudente rispetto a se stesse. Queste società abbandonano la tradizione
04:58e presumono, pretendono, intendono esprimere da se stessi i propri valori, cioè esprimere
05:07i valori per via immanente e non più accettarli per via trascendente, esterna, sia pure da una
05:15grande tradizione o storica o religiosa, rivelata da un grande profeta e così via.
05:21No, le società industriali tecnicamente progredite da un secolo e mezzo, due secoli a questa parte
05:29in qualche modo rinunciano a un disegno sovramondano, rinunciano a un supporto anche psicologico,
05:39di securizzazione psicologica dei propri membri che non faccia parte della società, che sia
05:45esterno alla società e presumono, pretendono, come abbiamo detto, di esprimere da sé i propri
05:51valori e allora evidentemente per arrivare a questo esido che cos'è importante? È importante
05:58che queste società comincino a interrogarsi autonomamente, queste società non accettano
06:07più l'autorità dell'eterno ieri, rinunciano alle grandi tradizioni, torno a dire forse
06:14in maniera imprudente, perché poi bisognerebbe sempre ricordare che la tradizione non è necessariamente
06:21tradizionalista, in tutte le grandi tradizioni vi sono dei semi, dei valori che attendono ancora
06:30di essere inverati, attuati sul piano politico pratico di oggi, quindi le tradizioni hanno
06:38anche un contenuto di avvenire che andrebbe tenuto sempre presente. Comunque le società
06:45tecnicamente progredite si interrogano e pensano di poter esprimere da sé attraverso questo
06:52auto interrogatorio i propri valori, soprattutto venire in chiaro con sé stesse intorno al loro
07:00orientamento, dove stanno andando e come andare verso le mete che si propongono. Queste società
07:09infatti sono società che pianificano il processo sociale, sono delle società che progettano il
07:17proprio domani, diciamo la verità, sono delle società così straordinariamente imprudenti
07:24da ipotecare il loro futuro prima di averlo in mano. Qual è lo strumento che consente
07:32l'auto interrogazione di una società, dei membri di una società? Questo strumento è certamente
07:39la sociologia. La sociologia come scienza non è una terapia dei mali sociali, non è un'arte
07:49magica, non ha la risposta a tutti i problemi, ma ha questa funzione fondamentale, rendere
07:57chiari a una data società i termini delle proprie scelte e il costo delle proprie decisioni. Non
08:08solo, un secondo momento è molto importante, riuscire a collegare i fini desiderati con i
08:18mezzi disponibili e da questo punto di vista si può dire che gran parte dell'attività
08:26dei governi di oggi, delle società tecnicamente progredite, che cos'è? È la preparazione,
08:34per esempio, facciamo l'esempio attuale, attualissimo, la preparazione della legge finanziaria
08:40e che cos'è la legge finanziaria? La legge finanziaria è la dichiarazione di certi scopi
08:45ritenuti desiderabili a fronte dei mezzi disponibili. Al di là di questa determinazione
08:54che può essere puramente politica amministrativa burocratica, occorre misurare il grado di consenso
09:02della popolazione nel suo insieme rispetto agli scopi che le autorità ritengono desiderabili.
09:12e qui abbiamo allora, subito lo si può dire, tre livelli di attività sociologica. Il primo
09:21livello è quello che vede, scorge nella sociologia la scienza non del sociale, ma dell'interconnessione
09:32del sociale. Esempio, bisogna fare un esempio. Dalla fine della seconda guerra mondiale, come si ricorderà
09:40da tutti, in Italia si è posto il problema della modernizzazione, industrializzazione, relativa
09:48prosperità del mezzogiorno, del mezzogiorno d'Italia attraverso la cura finalmente di quella
09:55piaga multisecolare che era la disoccupazione o la inoccupazione o la sotto occupazione.
10:05Benissimo, bisogna industrializzare il mezzogiorno, c'era la famosa cassa del mezzogiorno, c'erano
10:13degli specialisti, degli economisti, i quali speravano in sostanza di investire nel mezzogiorno
10:21e in questo modo dar corso a quello che si riteneva desiderabile, anzi possibile, anzi
10:28assolutamente inevitabile, uno sviluppo locale autogenerantesi, indefinito nel tempo, cioè
10:38un vero e proprio decollo economico. Come mai dobbiamo oggi, decenni dopo, registrare,
10:48non dirò un fallimento totale, ma certamente un fallimento relativo, perché ancora il mezzogiorno,
10:54che non ho più il mezzogiorno degli anni 50, però resta certamente, se non una palla
11:02di piombo al piede dello sviluppo italiano, certamente una regione solo parzialmente sviluppata.
11:09Come mai? Perché la cassa del mezzogiorno e in generale tutti gli sforzi pur generosi
11:18dei vari governi che si sono succeduti, in sostanza si sono limitati a fare investimenti
11:24economici e finanziari senza porsi il problema di studiare il contesto esterno a questi investimenti,
11:33vale a dire senza avere una nozione precisa, primo, degli atteggiamenti della popolazione
11:39sottostante, cioè si faceva del bene a una popolazione senza dire niente, senza la partecipazione
11:44dal basso, secondo, senza rendersi conto che cambiare, modernizzare, industrializzare, voleva
11:52dire dar corso, se poteva aver corso dar corso, a un processo sociale globale. Industrializzare
11:59non era solo questione di investimenti tecnici, investimenti finanziari che poi erano fatti
12:06un po' a pioggia e che finivano paradossalmente per alimentare le varie cosche di trattamenti
12:13più o meno privilegiati invece di dare quella scossa di cui quella zona d'Italia aveva bisogno.
12:20Non si aveva alcuna notizia quindi circa l'atteggiamento della popolazione, nessuno aveva studiato
12:26il senso del tempo, un processo di industrializzazione cambia il senso del tempo nella popolazione,
12:33il tempo non è più una durata qualitativa, piove, non piove, sole, no, il tempo diventa
12:40una unità segmentaria indefinita, unilineare che va avanti, cronometrabile, in questo senso
12:49il lavoro non è più un lavoro rurale pretecnico, paleotecnico, ma è il lavoro industriale cronometrato
12:59sulla base dei gesti del lavoro, dei prodotti finiti, ottenuti e così via. Non si è assolutamente
13:06analizzata la struttura familiare, la struttura demografica, non si è capito che con l'industrializzazione
13:13mutava non solo il modo di lavorare, ma il modo di vivere, non solo, mutava anche la
13:19psicologia sociale delle persone, non bisognava più concepire i vicini, i propri coetanei
13:27o correligionari o concittadini e divideli fra amici e nemici, ma al contrario, il cittadino
13:35era un'unità neutra che andava trattata in base al rispetto delle regole e quindi bisognava
13:42andare al di là del familismo, del famigliocentrismo, bisognava andare al di là della raccomandazione
13:48nepotistica, bisognava soprattutto finalmente non domandare più alle persone che nome avevano,
13:56ma che competenze, quali lavori potevano effettivamente svolgere. Tutto questo è mancato ed è mancato
14:03soprattutto, è mancata la grande riforma scolastica. Ci fu e fu certamente cosa benemerita che va
14:13ricordata, ci fu l'unione della lotta contro l'analfabetismo, questo va ricordato, ci furono
14:20anche delle ricerche soprattutto animate dal gruppo di economisti agrari dell'Università
14:25di Portici guidati da Manlio Rossidoria, tutto questo va riconosciuto. Ci fu anche l'attività
14:32importante di stimolo della Svimez, un'associazione diretta per molti anni da Pasquale Saraceno,
14:43che vuol dire un'associazione per lo sviluppo del mezzogiorno a Svimez, ma in realtà mancò
14:49quasi completamente la ricerca sociologica come un atto di autoconsapevolezza e come
14:57strumento di partecipazione dal basso. Non si capì che fare un investimento in un dato
15:05settore così fondamentale come può essere l'economia, un investimento finanziario,
15:11un modo di lavorare, significava interconnettersi, significava avere quello che chiamerei proprio
15:19l'effetto reciproco o dialettico di tutti gli altri aspetti della società e quindi sviluppare
15:28il mezzogiorno significava inventare un nuovo modo di vita integrato per tutto il mezzogiorno.
15:36Da questo punto di vista bisogna dire che nelle società tecnicamente progredite odierne,
15:42come qui leggiamo, la sociologia si pone come strumento privilegiato dell'autosservazione
15:50e dell'autoconsapevolezza dei gruppi sociali. Questo però significa anche che noi abbiamo
15:58tre tipi, non è che tutta la sociologia si riassuma semplicemente in questa attività
16:05di mobilitazione della popolazione sottostante, che è già di per sé molto importante, una
16:12mobilitazione che poi porta alla partecipazione, alle decisioni rilevanti, qualora vi sia
16:19una testa politica, cioè ci siano dei gruppi dirigenti politici aperti, pronti ad ascoltare,
16:26perché si tratta di ascoltare le domande che salgono dal basso. Io qui devo dire che alcuni
16:33esempi sono rimasti importanti, per esempio l'azione di Danilo Dolci, naturalmente però
16:41a Partinico in Sicilia, ma si trattava e si tratta ancora storicamente, possiamo vedere
16:47queste imprese, si trattava di una, voglio dire, di azioni localmente circoscritte.
16:55Noi invece adesso dobbiamo occuparci della fenomenologia della ricerca sociologica, della
17:05sociologia, una parola difficile per dire che cosa. Dobbiamo cercare di rendere esplici,
17:11di rendere manifesto i vari modi, i vari atteggiamenti che il sociologo può assumere di fronte alla
17:19società che chiede, domanda il suo intervento. In primo luogo noi abbiamo, diciamo, possiamo
17:26in generale, abbiamo tre livelli di attività sociale. In primo luogo abbiamo lo scienziato
17:31sociale in senso proprio che integra teoria e ricerca. Che cosa si vuole dire con questo?
17:39Si vuole dire che la sociologia serve oltretutto a creare, a produrre dei sociologi, un po' come,
17:47non so io, i corsi umanistici di greco e di latino, servono a creare dei professori di
17:53greco e di latino. La sociologia serve proprio a creare dei sociologi in senso pieno. Che cosa
17:59voglio dire con questo? Il sociologo o la sociologa in senso pieno è quella persona, quel tipo di
18:06studioso che riesce in qualche modo a integrare, cioè a fare giocare l'uno rispetto all'altro
18:13due campi diversi. La teoria che si può mutuare dai classici della sociologia. Ormai
18:21noi disponiamo, la sociologia negli ultimi 200 anni ha prodotto delle opere a cui noi
18:27facciamo riferimento. Sono opere classiche, sono opere standard, come si dice, opere di
18:33riferimento che possono essere, per esempio, a parte quelle di Spencer e di Conte che sono
18:39gli iniziatori, ma poi quella del francese Emile Durkheim, quella dell'italiano Wilfredo
18:45Pareto e Gaetano Mosca, soprattutto Pareto, quella del tedesco Max Weber. Si tratta in sostanza
18:53di opere che contengono in sé, nelle loro esposizioni, una enorme ricchezza di notazioni teoriche, vale a dire
19:05di elaborazioni speculative, per cui i concetti sociologici fondamentali vengono enunciati, arricchiti,
19:16comprovati oppure meglio definiti. Per esempio il concetto di status, di ruolo, il concetto
19:22di potere, il concetto di classe sociale. Direi tra gli scienziati sociali in senso proprio
19:30includerei persino alcuni pensatori che di regola nella polemica politica spicciola vengono relegati
19:40in un loro campo a sé, in un loro settore piuttosto umbratile e marginato. Per esempio Marx, Carlo Marx
19:49può essere considerato uno dei sociologi originari. Perché? Per una ragione molto precisa. Perché nei
19:59suoi testi analitici fondamentali, per esempio il capitale, Marx cerca di vedere sempre la società
20:10nel suo insieme. Non studia soltanto un aspetto, per esempio una fabbrica, ma studia la fabbrica,
20:17l'evoluzione del sistema di macchine in una data fabbrica, in quanto fa parte, in quanto viene
20:24influenzata e influenza a sua voce l'insieme della società. Quindi ha una visione della società
20:29sinottica, globale e in questo senso si pone certamente come sociologo, come scienziato
20:39della società e soprattutto della interconnessione fra i vari aspetti della società. Noi abbiamo
20:48in ogni caso con lo scienziato sociale, abbiamo anche colui che può insegnare a livello universitario,
20:55certamente può insegnare la sociologia rifacendoci ai suoi grandi testi. Ci sono delle ricerche
21:02classiche, per esempio mi limito a citarne una, quella di Durkheim, sul suicidio. Il suicidio viene
21:10considerato sempre, non solo dal senso comune, ma anche da persone mediamente colte, come un
21:17gesto puramente individuale. Una persona si sveglia la mattina, depresso che si, o salta
21:22dalla finestra, oppure prende i barbiturici, oppure si spara. Ecco dove veramente lo scienziato
21:29sociale ci dà un modo nuovo di comprendere i problemi sociali. Per la sociologia, per lo scienziato
21:38sociale, il suicida non esiste mai come individuo che si suicida, ma è sempre un suicidato.
21:45Da che cosa? Dalle condizioni sociali, ma non generiche sapete, no, no, non così generiche.
21:55Per esempio Durkheim va a vedere le professioni religiose dichiarate del suicidio e scopre che
22:02fra i protestanti e comunque nei paesi tecnicamente più sviluppati ci sono più suicidi che non
22:10nei paesi economicamente depressi. Perché? Perché nei paesi più sviluppati c'è un più
22:16forte senso dell'autonomia individuale, quindi della responsabilità individuale, mentre più
22:23forti sono i legami naturali di sangue della famiglia allargata, della comunità non ancora
22:30intesa come società razionalmente organizzata, nei paesi sottosviluppati, dove in fondo il
22:38suicidio è quasi sconosciuto. Questo è un portato, è una scoperta sociologica importante.
22:48Naturalmente poi Durkheim deriva da questo il concetto di anomia, vale a dire un paese,
22:54una nazione, uno spaccato sociale, certamente ha le sue brave leggi, nomos in greco vuol dire
23:00legge, bene, ma a un certo punto si determina una situazione anomica, come se non ci fossero
23:07le leggi, vale a dire ci sono le leggi ma non sono percepite come regole vincolanti. Perché?
23:14Perché c'è, sì, si è verificato una sproporzione, uno scarto tra i desideri dell'individuo e
23:23le possibilità di soddisfazione di questi desideri offerti dall'ambiente, dallo spaccato
23:29sociale. Questi sono dei dati molto importanti, sono delle scoperte, delle vere e proprie scoperte
23:34che noi poi possiamo anche, se si vuole, applicare alla vita politica. Roberto Michels, di cui non
23:41abbiamo quasi mai parlato, anzi non abbiamo mai parlato in questo corso, Michels era un
23:45sociologo nato a Colonia, in Germania, ma vissuto per lo più in Italia, è insegnato e
23:51morto poi il professore. Negli anni 30 professore a Firenze, Michels nel 1912 pubblica un libro
24:00che ha tuttora una certa attualità, si chiama La sociologia del partito politico, prendendo
24:09come tema di ricerca il partito socialdemocratico tedesco, Michels riesce a dimostrare che nonostante
24:18le grandi affermazioni di giustizia sociale, di giustizia interindividuale e così via, in
24:28realtà in quel partito socialdemocratico tedesco vigeva, aveva corso quella che lui chiamò
24:35la legge di ferro, di bronzo, delle tendenze oligarchiche, indipendentemente dalle dichiarazioni
24:43programmatiche, Michels dimostra che in fondo anche nel più democratico dei partiti in realtà
24:50ci sono delle cricche, dei gruppi ristretti, una minoranza attiva che guida la grande maggioranza
24:58senza avere alcuna investitura da parte di questa maggioranza. Ma poi naturalmente abbiamo
25:06un secondo livello che non è più quello delle grandi teorizzazioni a livello pieno della
25:13teoria sociale, ma è il livello del ricercatore sociale primariamente interessato al fieldwork,
25:21work, uso questa parola americana perché in effetti è stato nel secondo dopoguerra che
25:27questa parola è diventata popolare anche in Europa, prima in Europa vigeva soprattutto,
25:34aveva grande sviluppo la sociologia teorica, allora il fieldwork o ricerca sul campo, dicevo
25:39su problemi sociali specifici e qui mi sia consentito veramente di sottolineare questo
25:48secondo livello, perché in fondo chiunque può leggere libri di sociologia, dei classici
25:55della sociologia, esistono delle ottime collezioni di questi classici, esiste la collezione dei
26:02classici di sociologia della UTET, anzi divisa in due rami, ci sono i classici classici per
26:09così dire, poi ci sono i sociologi moderni, cioè i classici contemporanei ancora viventi e poi
26:16c'è un'altra collezione molto ben curata dalle edizioni di comunità, Milano, classici
26:23della sociologia, certo si possono leggere, studiare, si possono fare applicazione di quelle
26:28teorie anche alle situazioni, ma ciò che definisce propriamente il sociologo non è la preparazione
26:40teorica in termini di storia delle dottrine sociali e politiche, ciò che definisce veramente
26:47il sociologo come tale, che lo distingue dal politologo, dallo psicologo, dallo storico e
26:55dal filosofo sociale in generale è questo secondo livello, è il sociologo come ricercatore sociale,
27:02il sociologo come ricercatore sociale è veramente colui che si attiene alla definizione della sociologia
27:13come scienza del presente e del vivente, è colui che si sporca le mani. Esempio, faccio un esempio
27:23direi in modo per contrasto di chiarire meglio, se uno vuole scrivere una biografia, una grande
27:32biografia di un personaggio, certamente controverso e tuttavia importante nella storia italiana,
27:37pensiamo a Renzo De Felice, lo storico famoso, giustamente famoso Renzo De Felice e la sua biografia
27:45di Mussolini, spende anni sui documenti all'archivio di Stato a Roma, all'Eur, così un altro grande
27:56storico, Rosario Romeo su Camilo Benzo Conte di Cavour, esplorando tutti gli epistolari, i documenti,
28:06i telegrammi, riescono, per il sociologo l'impostazione è completamente, radicalmente diversa, il sociologo
28:19va sul campo, se vuole in qualche modo studiare una sezione di partito o un sindacato va a parlare
28:29con i dirigenti, ma non solo con i dirigenti, con gli scritti di base, non solo con gli scritti
28:35di base, parla col vicinato, raccoglie informazioni, certamente gli antefatti storici sono importanti,
28:44non si dimentichi mai questo, la buona ricerca sul campo ha bisogno di ricercatori informati
28:51molto bene sugli antefatti storici, ma non bastano, non basta lavorare nella polvere degli
28:57archivi, bisogna lavorare, guardando in faccia, negli occhi, i contemporanei, gli oggetti della
29:07ricerca, guardarne i loro occhi e le loro fronti, non basta la polvere degli archivi, ci vuole
29:13anche il sudore delle fronti, dei propri intervistati, qui mi si dirà subito, ma c'è una difficoltà?
29:22la difficoltà è che qui scatta il famoso cortocircuito, come posso io studiare oggi, la società di oggi
29:31e andare per esempio in una borgata, interrogare le persone, studiare quindi la società, io
29:37che sono membro della società, quindi studio me stesso nel momento in cui io voglio studiare
29:43la società e in realtà chiamo in causa me stesso, perfetto, ogni ricercatore è anche
29:49un ricercato e per questo il secondo livello ricercatore sociale definisce seriamente la
30:00sociologia, perché? Lo so, è molto difficile andare sul campo, è difficile sporcarsi le
30:07mani, si rischia di prendersi d'inverno un raffreddore d'estate, fa molto caldo, si suda
30:11troppo, è vero, però stiamo attenti, qui bisogna assolutamente aver presente che ogni
30:19ricercatore è anche un ricercato, non solo, ma ogni ricercatore sociologico non può far valere
30:27la propria cultura come un capitale privato rispetto all'ignoranza degli intervistati, questo
30:34è il punto, molti studiosi eccellenti non sono in grado di condurre le ricerche sul campo,
30:40perché sono bloccati da un concetto normativo elitario di cultura come loro patrimonio privato
30:47che non si può spendere insieme con gli altri, mentre il ricercatore sociale sa di dovere
30:55imparare anche da coloro che va interrogando, ma con quali strumenti si dirà e in generale
31:02di che cosa si parla? Ecco, qui mi permetto di richiamare brevemente alcune notazioni metodologiche,
31:11in primo luogo si va a studiare una situazione umana guidati, orientati da un problema, il
31:18problema può essere l'alienazione, l'emarginazione urbana, la disoccupazione, l'inoccupazione,
31:24può essere anche una esplosione a volte di violenza per via di certi problemi cronicizzati
31:33nella situazione sociale considerata che sono mai stati risolti, mancanza di un ponte, mancanza
31:39di un passaggio, una strada pericolosa e così via. Che cosa farà il ricercatore sociale
31:45sul campo? Una prima visita, la prima visita è quello che io chiamo, nel mio linguaggio,
31:51non è che lo voglio imporre, ma lo cito semplicemente, è la ricerca sul campo, la ricerca di sfondo,
31:58la ricerca di sfondo è una pre-ricerca, è una fase preliminare della ricerca, il ricercatore
32:06sociale, il sociolo va sul campo della ricerca e in qualche modo fiuta l'aria, sente che aria
32:12si guarda intorno, esiste un clima generale e sociale in qualsiasi aggregato umano, in
32:20qualsiasi quartiere, in qualsiasi borgata o borghetto o baraccopoli, c'è un modo di
32:29guardare della gente, il buon sociologo si rende conto se ci sono delle edicoli per i giornali,
32:35ci sono o no dei cinematografi, se la dotazione delle botteghe è adeguato o meno rispetto alla
32:46popolazione, questa è la ricerca di sfondo, in base a questa ricerca di sfondo si possono
32:54avere gli elementi per enunciare un primo problema, un dato problema, questo problema viene a poco
33:01a poco, diciamo deduttivamente e in maniera personale ovviamente da parte del singolo
33:09ricercatore, spiegato, c'è un tentativo di spiegazione in base a certe ipotesi specifiche
33:16di lavoro e queste ipotesi specifiche di lavoro sono poi naturalmente da verificare o falsificare
33:27con la raccolta dei dati empirici che sono poi le risposte date da coloro che vivono il problema,
33:35attraverso che cosa? Attraverso la preparazione dei questionari, i questionari pongono certamente
33:41un problema di per sé molto interessante, vale a dire il questionario di regola è fatto sulla base
33:51di domande con risposte precodificate, perché precodificate? Perché queste risposte prevedono
33:59tre possibilità di risposta, sì, no, non so e si chiamano precodificate perché poi è facile
34:05incrociarli con altre variabili e arrivare a delle risultanze matematicamente certe un momento.
34:13spesso accade anche per un buon ricercatore con grande esperienza che nelle risposte precodificate
34:23non vengano in fondo menzionate le ragioni vere di un certo disagio sociale e qui se mi è consentito
34:32voglio brevemente raccontare una mia esperienza personale. Molti anni fa io dovevo cercare, col mio gruppo
34:40di ricerca, dovevo cercare di dare un minimo di conoscenza critica alla direzione dei cantieri
34:52navali, della navalmeccanica di Castellamare di Stabi, i famosi cantieri navali, perché a un certo punto
34:59c'era una caduta molto forte di produttività per uomo ora e anche di produzione globale. Naturalmente
35:07io cominciai col mio gruppo di ricerca con un primo questionario pilota, non era proprio
35:15ancora un questionario definitivo e che suonava più o meno così, la domanda fondamentale è
35:20nel caso che lei abbia la sensazione di subire un torto, di aver subito un'ingiustizia, a chi
35:28si rivolgerebbe? Al membro di commissione interna, al rappresentante sindacale, al capetto che era
35:38il piccolo, al capoccia che era il vecchio operatore, oppure al caposquadra o al segretario
35:45della direzione del personale o ai sindacati? E naturalmente tutte queste erano previste per
35:52conteggiare le risposte, l'85% circa delle risposte, nel caso di un torto subito non mi
36:02rivolgò a nessuno. C'era da restare alle vite, questo ci fece capire che naturalmente il potere
36:13reale non era nell'azienda, ma attraverso una rete camorristica direi, una rete, camorristica
36:20è forte dirlo, comunque una rete informale di rapporti familiari, parafamiliari, di vari
36:29tipi di consociativismo dentro e fuori la fabbrica, il potere vero di decidere non era nel luogo
36:36di lavoro, era fuori, era nella comunità. Per capire l'atteggiamento degli operai sul luogo
36:43di lavoro era necessario capire in primo luogo l'atteggiamento della popolazione circostante
36:51rispetto a quell'azienda, a quel tipo di lavoro. Questo era veramente fondamentale ed è, debbo
36:58ammettere che è stata una lezione molto importante che ci ha portati poi, ha portato me in particolare,
37:07a ritenere sempre fondamentali i metodi quantitativi di verifica delle ipotesi di lavoro, ma nello
37:15stesso tempo mi portò anche a valutare seriamente se non era il caso di integrare i metodi quantitativi
37:27con i metodi qualitativi, addirittura se non era il caso per ogni ricerca di partire con i
37:35metodi qualitativi, vale a dire prima di elaborare dei questionari preconfezionati, fatti in ufficio,
37:45fatti nell'università, fatti da me così, come se noi già sapessimo qual era l'esperienza
37:50umana effettiva dei nostri futuri intervistati, ricercati, no, se non era il caso di raccogliere
37:58storie di vita in maniera qualitativa con delle schede al massimo di colloquio di coloro
38:05che avremmo intervistato per poter comprendere come la vita in quel quartiere, in quella borgata
38:12era vissuta e valutata da coloro che effettivamente la vivevano, non da gente esterna, non da gente
38:19che veniva dal centro, non da gente che veniva dall'università o dagli uffici studi e che
38:23presumeva di sapere quali erano i problemi, studiare i problemi in base alle dichiarazioni
38:30di coloro che li vivono e qui iniziò evidentemente una certa attività metodologica di tipo qualitativo
38:39che continua a dare parecchi risultati e li dà questi risultati soprattutto quando ho terzo
38:46livello di attività della sociologia, il primo è il teorico speculativo in senso pieno,
38:51il secondo è quella della ricerca sul campo in cui si sporca le mani e partecipa alla ricerca
38:56perché la ricerca è un'impresa umana che esige la partecipazione con i ricercati, terzo
39:01livello l'operatore sociale, vale a dire la sociologia, l'attività sociologica è importante
39:08quando parliamo degli operatori sociali per un numero di funzioni che sono in continuo aumento
39:14in cui la prospettiva sociologica è richiesta e qui bisogna stare molto attenti perché oggi
39:19si dice ma cosa farà il sociologo? Certo il sociologo non è un dentista, la sociologia
39:26non ha un contenuto professionale molto specifico ma il sociologo può dare una visione più ampia
39:34a una quantità di attività professionali specifiche. Per esempio un direttore del personale
39:43quando ha a che fare con dei suoi operai in ciopero, se questo direttore del personale
39:49conosce sociologicamente la storia del movimento operaio potrà intavolare una discussione con
39:57i suoi operai che ha senso proprio dal punto di vista dell'esperienza operaia e non solo
40:04si pensi agli assistenti sociali, che io preferrei chiamare lavoratori sociali, social workers, si pensi a questa
40:22grande funzione di mediazione fra istituzioni burocratiche, giustamente burocratiche, lontane, evidentemente lontane e cittadino.
40:30Spesso i cittadini che hanno più diritto ad avere certe facilitazioni, certi contributi
40:37dagli enti comunali d'assistenza e così via non sono in grado di preparare la domanda
40:43ed allora l'operatore sociale, l'assistente sociale, il lavoratore sociale munito della sua preparazione
40:50anche sociologica, non solo giuridico formale, non solo psicologica può essere un mediatore effettivamente
40:58importante, a volte decisivo nel rapporto fra burocrazia, istituzione e cittadino.
41:06Io vi prego per tutte, e so che saranno tante, per tutte le esigenze di approfondimenti supplementari,
41:18vi prego di collegarvi con internet.
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