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Sociologia generale - Lez 08 - Il concettto di gruppo
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00:14Salve, eccoci dunque alla nostra ottava lezione di questo corso. In questa ottava lezione
00:24noi ci occuperemo del concetto di gruppo ed è forse una lezione fra tutte quelle che
00:31faremo la più elusiva, la più difficile e nello stesso tempo la più importante. Addirittura
00:39nel secolo scorso alcuni sociologi nordamericani, non per caso nordamericani come cercheremo
00:48di spiegare, proponevano che il termine sociologia fosse mutato in quello di gruppologia. Perché?
00:59Ma perché a differenza dei fondatori della sociologia, in particolare del francese Auguste Comte
01:07e dell'inglese Herb Spencer, si pensava che la sociologia non poteva occuparsi della società
01:16come compagine razionale assoluta, onnicomprensiva. La società così intesa in fondo non poteva
01:26neppure essere studiata, era ancora un termine e un concetto latamente filosofico, quindi
01:33non si prestava all'analisi empirica in senso scientifico, quantitativo, preciso. E allora
01:41si diceva se noi guardiamo alla società che cosa troviamo? Non troviamo la signora società
01:48che cammina per le strade, troviamo dei gruppi, troviamo in altre parole uomini, donne, bambini,
01:56varie età, variamente vestiti che camminano oppure entrano nelle loro case, conversano
02:02o si ignorano, stanno in silenzio, si divertono, lavorano. In altre parole, il tema, l'oggetto
02:10della sociologia non può essere, si diceva, la società in generale, ma devono essere i
02:17gruppi umani specifici e quindi la sociologia deve trasformarsi in gruppologia. Che cosa dire
02:28di fronte a questa considerazione preliminare e su cui vale la pena di soffermarsi un istante?
02:36Bisogna dire che è vero che la società come tale è una astrazione, certamente. Non esiste
02:47la società con la S maiuscola, però bisogna stare molto attenti a ridurre la società soltanto
02:53ai gruppi e quindi cambiare il nome della sociologia in gruppologia. Quali inconvenienti
03:01dà luogo questa trasformazione? A quali difficoltà deve far fronte? Deve far fronte al fatto che
03:12i gruppi sociali, i gruppi umani di vario tipo, come vedremo, non sono in realtà dei fenomeni che
03:23nascono e si sviluppano o scompaiono nel vuoto sociale. In altre parole, la nozione di gruppo, di gruppo
03:31umano, rinvia sempre a qualche cosa che va al di là del gruppo. A che cosa? Al contesto, vale a
03:38dire
03:38allo spaccato sociale, all'ambito sociale in cui un determinato gruppo emerge, cresce, si sviluppa
03:46e poi eventualmente declina e scompare. Quindi teniamoci la nostra definizione, la nostra vecchia
03:56terminologia sociologia e non invece gruppologia, pur riconoscendo che i gruppi sono la materia
04:05prima della sociologia, sono molto importanti e per questo ci interroghiamo sul concetto di gruppo.
04:12Che cosa vuol dire gruppo? Ogni qualvolta due o più persone si trovano insieme e quindi ogni qualvolta
04:27si ha a luogo una compresenza, proprio compresenza, una presenza che va dal di là del puro individuo,
04:37quindi una compresenza, si ha un gruppo umano. Ma non basta la compresenza fisica, ogni qualvolta
04:44si ha la compresenza di due o più persone si ha il gruppo, ma il gruppo si ha veramente quando
04:51questa compresenza viene in qualche modo percepita consapevolmente dai membri del gruppo.
05:00Quindi un gruppo umano non è semplicemente un casuale accatastarsi di individui, un incontro,
05:09un gruppo umano non è, anche se a volte appare del tutto casuale, un gruppo propriamente umano
05:16è una compresenza consapevole di se stessa. E questa è una prima connotazione che pregherei
05:24di ricordare perché distingue allora evidentemente il gruppo umano dalle folle indiscriminate,
05:32dagli elementi che possono essere presenti nel mondo naturale, nel mondo animale non umano
05:39e così via. Procediamo. Interroghiamoci sulla natura del gruppo umano. La prima connotazione
05:49è che il gruppo umano è costituito da membri, da vari individui più o meno consapevoli di
05:57essere interdipendenti. In altre parole, ciò che costituisce l'umanità di un gruppo è
06:04la conversazione fra i propri membri. Sinotti, quando dico conversazione, subito si può
06:12pensare agli scambi vocali, cioè alle parole. Stiamo attenti, esiste un linguaggio del corpo,
06:25un linguaggio fondato sui gesti, sui movimenti, sulle smorfie, sull'aggrottare delle ciglia,
06:34il movimento degli occhi, la grottare della fronte e così via. Esiste un linguaggio del corpo
06:40che non ha nulla, anche se non contraddice, ma non ha nulla a che vedere con la lingua
06:46effettivamente intesa. Dunque noi diciamo linguaggio un sistema, lo chiamiamo linguaggio un sistema
06:54di comunicazione col corpo, con qualunque altra possibilità, altra maniera, in qualche modo,
07:04altra strumentazione. Poi la lingua è un sistema di comunicazione interindividuale molto più complesso,
07:13fondato sostanzialmente su due caratteristiche. La lingua come struttura grammaticale, la lingua come
07:21struttura sintattica, la struttura grammaticale, l'ordine delle parole, il movimento che con varie parole
07:29può costruire la frase, soggetto, complemento, predicato, verbale, nominale, complementi, eccetera.
07:36Questa è propriamente la fase grammaticale di ogni lingua e poi quella sintattica, vale a dire la sintassi,
07:43in altre parole l'ordine fra una proposizione e l'altra, per cui c'è una proposizione dominante,
07:52quella importante, la premessa, da cui possono dipendere altre proposizioni, che sarebbero le proposizioni
07:59dipendenti e poi addirittura le dipendenti dalle dipendenti. Per esempio, io mi passeggio una bella mattina,
08:09di maggio e naturalmente guardo la natura, ascolto gli uccelli, vedo gli alberi che stanno fiorendo,
08:19perché è primavera, da cui poi noi possiamo trarre l'estate, durante l'estate e poi l'autunno, i frutti
08:27e così via.
08:28Ecco, io cammino, passeggio, guardo gli alberi che stanno fiorendo, ecco una proposizione dipendente da dipendente,
08:35poi ancora un'altra proposizione temporale che ci dice quando noi potremo naturalmente gustare i frutti
08:44di questi alberi, che diventano fiori, poi frutti e così via. Questo è propriamente un sistema già molto più complesso,
08:52però il gruppo umano di per sé non ha bisogno di esplicitarsi, di manifestarsi con conversazioni complesse,
09:03basta la compresenza che sia però consapevole e allora una interdipendenza basata sulla conoscenza,
09:12il reciproco riconoscimento e quindi una interazione relativamente continuativa nel tempo.
09:21Che cosa voglio dire con questo? Certo, l'umanità vive in gruppo, se io vado a prendere il biglietto,
09:30faccio il biglietto per andare, che so io, al mare o in montagna o all'aeroporto o alla stazione ferroviaria,
09:37mi trovo in un gruppo. Ecco, non è un vero e proprio gruppo umano, questo è un gruppo certamente umano,
09:44ma casuale. Anzi, io per la verità, facendo il biglietto, sì, incontro, riconosco chi è davanti a me
09:54e per la verità, oltre che riconoscerlo, spero che faccia presto perché magari mi parte il treno,
09:59temo di non fare in tempo per l'aereo dovuto anche alla lunghezza dei controlli che oggi sono normalmente attuati.
10:06E quindi, voglio dire, c'è il gruppo umano esige che vi sia, per diventare propriamente umano,
10:15un vero e proprio scambio, anche solo a gesti, come abbiamo detto, non necessariamente a parole organizzate
10:23nella lingua sia grammaticale che sintattica, ma esige che ci sia questo mutuo, reciproco riconoscimento.
10:31Magari quando prendo il biglietto per andare in treno, no, ma quando sono poi seduto in treno,
10:35se attacco bottone con chi mi sta davanti, magari se posso cominciare solo con dire mi scusi,
10:42devo andare un momento al gabinetto, cioè si alza e poi si possono scambiare delle opinioni
10:48anche del tutto vaghe, tanto per attaccare conversazione, in certe culture, per esempio in quella inglese,
10:56il tempo è, le condizioni atmosferiche sono veramente il presupposto di qualsiasi riconoscimento mutuo.
11:04E allora la persona non è più sconosciuta, si comincia a parlare, il treno, il gruppo prende coscienza
11:12e quindi dà luogo a una interazione relativamente continuativa nel tempo.
11:18Questa interazione, questo scambio, questa reciprocità è relativamente continuativa,
11:23certo non può essere interrotta all'improvviso, cioè continua nel tempo, almeno il tempo del viaggio.
11:29Poi quando uno si alza e chi è arrivato alla stazione, bene, buon soggiorno, arrivederci,
11:33oppure buon proseguimento del viaggio. Tutto questo fa parte dell'emersione e del rendersi
11:44sempre più consistente del gruppo. Il gruppo umano ha bisogno di una reciprocità nel riconoscimento,
11:52ha bisogno di una certa continuazione, una continuità del tempo e ha bisogno, senza avere uno scopo preciso,
12:01ha bisogno però di una certa comune temperatura, un clima mentale, diciamo tale da essere partecipato,
12:11da poter in qualche modo essere in qualche modo gustato. Per esempio la barriera linguistica,
12:17tutti l'abbiamo conosciuto, viaggiando all'estero, per esempio la barriera linguistica può in effetti
12:23essere una gravissima barriera, un ostacolo alla formazione di un gruppo, però qui soccorre
12:34quello che chiamavamo il linguaggio e non c'è la lingua, d'accordo, però c'è il linguaggio del corpo
12:40e soprattutto per i membri della grande cultura mediterranea è chiaro che la lingua di per sé
12:48non conosce la lingua, non è mai una barriera definitiva, ci sono molti modi per trasmettere
12:54i propri sentimenti di piacere, di spiacere, di apprezzamento, di valutazione o di svalutazione,
13:00è vero. E allora noi abbiamo il gruppo, si forma il gruppo, quindi il gruppo è una compresenza
13:08consapevole di sé stessa, è una compresenza relativamente continuativa nel tempo, basata
13:16su dei messaggi di reciprocità, questi messaggi possono essere espliciti o impliciti, può essere
13:24il linguaggio del corpo o lingua in senso proprio, ma qui incontriamo una differenziazione fondamentale
13:34che intacca, investe la natura del gruppo. Il gruppo umano può essere primario oppure secondario,
13:44il gruppo primario è il gruppo che date le sue dimensioni, l'ambiente in cui si sviluppa
13:54oltre che le dimensioni e date anche le sue caratteristiche generali, a volte la fascia d'età,
14:03la lingua condivisa, una certa lucidità condivisa anche, è un gruppo a faccia a faccia, vale a dire
14:14i membri del gruppo primario comunicano in maniera diretta e non sono divisi dalla suddivisione
14:24burocratica in compartimenti stagni di certi ambienti, per esempio di certi uffici, luoghi
14:30di lavoro, fabbriche o così via. Il gruppo primario è un gruppo certamente a generazione
14:38spontanea che in secondo luogo naturalmente porta a una compresenza consapevole di sé e
14:45infine porta anche all'accettazione gli uni degli altri attraverso il rapporto a faccia
14:53a faccia. E questo è, nelle sue connotazioni fondamentali, il gruppo umano fondamentale,
14:59il gruppo umano essenziale, il gruppo umano a cui ci riferiamo quando diciamo il gruppo,
15:05la sociologia dei gruppi e la sociologia dei gruppi umani primari, ma non sono soltanto
15:14i gruppi primari quelli che contano. Ci sono i gruppi primari con rapporto a faccia a faccia
15:21come abbiamo detto, ci sono i gruppi che potremmo chiamare secondari, sono quelli in cui i membri
15:26del gruppo comunicano ma per via gerarchica, ci sono i gruppi formali e i gruppi informali,
15:32i gruppi primari cadono nella categoria del gruppo informale, nel senso che non è strutturato
15:39secondo regole esplicite, non c'è un regolamento, non c'è un organigramma e il gruppo si muove
15:45come un magma abbastanza mobile, libero e anche imprevedibile e poi ci sono i gruppi formali,
15:54i gruppi formali sono quelli tenuti insieme da un regolamento da tutti condiviso. Stiamo
15:59attenti però, quando si parla di gruppi spontanee o informali, si tende a considerare questi gruppi
16:10come se si sviluppassero per conto proprio nel deserto sociale, indipendentemente dalla società.
16:19E da questo punto di vista devo dire che uno dei più intelligenti o comunque dei più interessanti
16:25elaboratori di teoria del gruppo primario resta nella storia della sociologia Jacob L. Moreno,
16:36che era soprattutto un socio psicologo. Moreno addirittura inventa quella che noi chiamiamo oggi,
16:43devo dire, fu lui a coniare questo termine, sociometria. In che cosa consiste la sociometria?
16:52Voglio spendere poche parole sulla sociometria perché la sociometria serve a illuminare proprio
16:59il modo di porsi e di svilupparsi del gruppo primario, che resta certamente un gruppo fondamentale.
17:06La sociometria presuppone che ogni gruppo sia fatto da certi membri che si conoscono naturalmente
17:11in maniera diretta, in maniera spontanea e quindi a faccia a faccia, ma che ognuno di loro sia
17:18motivato, sia messo in moto, come dice Moreno, attuato, messo in moto, messo in atto
17:26da suoi scopi precisi. Che cosa sono questi scopi? Moreno li chiama tele, cioè gli scopi,
17:32tele da telos, termine greco per dire scopo, obiettivo, verso cui muovi. Sono le tele,
17:39le tele, da non confondersi naturalmente con la tele della televisione che vuol dire invece
17:44visione da lontano. Questi scopi finiscono, espressi dai vari individui del gruppo, di
17:51costruire una sorta di catena. Questa catena che tiene insieme i vari membri del gruppo
17:58primario, che di per sé sarebbe un gruppo dilagante, un gruppo magmatico, non dominabile,
18:06molto mobile, molto imprevedibile, in realtà questa catena tiene insieme questi vari gruppi
18:11e costituisce una rete. Quindi in primo luogo ci sono questi vari scopi, poi c'è naturalmente
18:21la catena che si forma e poi naturalmente la rete. Ogni gruppo primario, se noi lo studiamo
18:30e lo esaminiamo prendendo in considerazione l'insieme degli scopi individuali, in quanto
18:36si collegano o si scontrano e formano una catena e questa catena poi una rete, noi troviamo
18:42una specie di stella sociometrica. Che cosa serve questo? Noi prendiamo un punto, sono vari
18:50punti insieme, e vediamo per esempio quanti messaggi, quante comunicazioni i vari membri
18:57del gruppo primario ricevono. Coloro che ne ricevono di più sono naturalmente i punti
19:02di riferimento, li potremmo chiamare anche i leader, i capi, voglio dire le stelle quasi,
19:08il centro delle stelle di queste stelle sociometriche, poi ci sono quelli che ricevono meno messaggi
19:15e poi ci sono quelli anche che ne ricevono veramente pochi e addirittura ci sono dei membri
19:20del gruppo primario che non ricevono affatto messaggi e che quindi sono marginali e a forza
19:27di essere marginali sono sempre più emarginati e alla fine rischiano di essere esclusi.
19:35Devo dire che la sociometria da questo punto di vista certamente ci dà qualche cosa, ci
19:42dà uno strumento di analisi. Noi potremmo applicare per esempio la stella sociometrica,
19:47cioè questa impostazione della sociometria, la potremmo applicare per esempio in una scuola,
19:55dall'asilo, addirittura scuola materna, su su fino all'università, dovunque ci sia
20:00una, voglio dire, un gruppo umano tenuto insieme da uno scopo collettivo ma con una relativa
20:08libertà di interscambio fra i vari membri. Abbiamo allora una grossa scoperta qui, abbiamo
20:17la scoperta del leader, del capo naturale. Chiunque abbia avuto esperienza di vita di
20:23gruppi primari sa di che cosa sto parlando. Avete mai visto un gruppo anche di amici che
20:29si vede all'osteria? Si vedono per fare la partita a poker o si vedono così tutti i mercoledì
20:35sera o i venerdì, quando finalmente c'è il weekend, il giorno dopo non si va a lavorare,
20:41possono far tardi, possono lasciare a casa la moglie, possono in sostanza mettere tutto
20:46tra parentesi, le cure, le preoccupazioni sul lavoro e fuori dal lavoro, anche quelle familiari
20:53che a volte non sono poi le preoccupazioni minori, il figlio, la figlia, e stanno con gli
20:58amici. E si forma una specie di gruppo di veri e proprio commilitoni, sono come quelli
21:07che hanno fatto il servizio militare insieme. Ecco, di colpo, o non così di colpo, a un
21:14certo punto nell'evoluzione di questo gruppo, nella stessa serata, c'è uno che primeggia.
21:19Magari è il più rubizzo, è quello che ha la pressione più alta della media, è quello
21:26che ordina una birra in più, non so, magari può essere anche uno sbruffone, però emerge
21:32il capo naturale. Il gruppo primario, ogni gruppo primario è una rete di interdipendenza
21:40tra i vari membri, ma poi sia che misuriamo la situazione del gruppo con il metodo sociometrico,
21:48sia che semplicemente ci basiamo sulla nostra osservazione partecipante, noi notiamo che un
21:55personale, un membro del gruppo, per una sorta di misteriosa qualità che chiameremo prestigio
22:03naturale, forse perché ha una voce particolare, forse che parla più degli altri, più espansivo,
22:09più estroverso, e a un certo punto, o forse rischia di più nel gioco a carte, poniamo,
22:17acquista, ottiene e si conferma in una posizione di leadership, di comando, quello del gruppo.
22:23Qual è il limite della sociometria e il limite dei gruppi primari? Una sociologia che si voglia
22:36tramutare in gruppologia e che limiti la propria analisi, anche perché l'oggetto è più
22:44malleabile, maneggevole scientificamente, insomma, è più padroneggiabile, limiti la propria analisi
22:50del gruppo primario e non è che rischi soltanto di diventare gruppologia, poco male, qui non stiamo
22:56parlando, facendo questioni terminologiche, ma al contrario pesa. Il contesto sociale è l'insieme
23:08dei rapporti sociali e delle strutture sociali oggettive in cui questo gruppo primario si sviluppa.
23:14faccio un esempio banale, tanto per capirci. Il gruppo primario è certamente degno della
23:21massima considerazione, come un gruppo relativamente autosufficiente, però, però, questo gruppo
23:28di giocatori a carte, questo gruppo di cordiali sbevazzatori, mariti, padri che finalmente sono
23:37uscito di casa perché domani a sabato non si va a lavorare. E a un certo punto il locale
23:43chiude, chiude. Ecco una regola sociale. Eh sì, a un certo punto, persino le discoteche
23:50chiudono. Comunque questo, non voglio parlare però delle discoteche, sono un caso. Però
23:55questi giocatori di po', questi sbevazzatori, questi amici per la pelle, questi commilitoni
23:59che si riconoscono, direi, a pelle, che si danno pacche sulle spalle, che si vogliono
24:06bene, cioè che sviluppano questo clima di gruppo che è una realtà importante. Questo clima
24:15di gruppo non è autonoma a un certo punto, questo clima di gruppo viene alla fine perché
24:20il padrone locale ha detto, signori miei, qui si chiude, andate, tornate a casa, tornate
24:25alle vostre preoccupazioni domestiche, familiari e di lavoro. Il gruppo primario può dare
24:32l'illusione che si possa mettere tra parentesi la società, i suoi regolamenti, le sue strutture,
24:40ma è un'illusione. In realtà il gruppo primario, che è importante, però si sviluppa non nel
24:47deserto sociale, si sviluppa all'interno di strutture sociali oggettive e addirittura
24:54spesso amministrativamente cogenti, cioè costrittive, non solo, a volte addirittura
25:00regolamentate da leggi esplicite, che come tutte le leggi esplicite prevedono anche la
25:07sanzione per coloro che si rifiutano di adeguarsi. Quindi noi dobbiamo passare a un altro
25:16tipo di gruppo, è un gruppo non più spontaneo, ma finalizzato, un gruppo funzionale. Vale
25:24a dire, il gruppo non può essere considerato soltanto dalla relazione interna fra i vari
25:33membri del gruppo, il gruppo va considerato sia dal punto di vista dei rapporti interni
25:39tra i vari membri del gruppo, ma anche va considerato nel rapporto al di fuori di sé,
25:48al di fuori del gruppo primario come tale, il rapporto con le strutture e i regolamenti
25:53della società. Non solo regolamenti della società, ma funzioni della società, per cui
26:02ci sono gruppi che hanno funzioni molto precise rispetto ad altri che hanno altre funzioni e
26:10in questa multifunzionalità dei gruppi umani noi possiamo cogliere un elemento di spontaneità
26:17primaria all'interno dei gruppi, ma anche un elemento di correlazione significativa tra
26:24i vari gruppi che costituiscono la società. Tant'è che noi potremmo proprio sulla base dell'esistenza
26:31dei gruppi che possono essere primari o secondari, vale a dire spontanei oppure burocratizzati,
26:39possono essere aperti o chiusi, in altre parole possono accettare chiunque oppure avere una
26:45sorta di partecipazione limitata solo per gli iscritti, noi possiamo addirittura arrivare
26:54alla definizione della società. La sociologia dei gruppi è molto importante, secondo due fondamentali
27:04indirizzi che chiamerò in maniera un po', come sempre avviene in queste definizioni, in maniera
27:10un po' arbitraria, me ne scuso, ma sono due indirizzi fondamentali per capire la portata sociale
27:16dei gruppi. Un primo indirizzo che chiamerò nominalista per così dire, in altre parole il
27:21gruppo non ha una sua effettiva consistenza sociale, ma esiste solo in rapporto alla relazione
27:32che i vari membri del gruppo hanno fra di loro, quindi è un gruppo che non diventa consistente,
27:38è un gruppo casuale. Ecco, per intendermi meglio, cercare di spiegarmi meglio, direi che è il gruppo
27:47così come è stato concepito da un ricercatore americano, William Foote White, in una famosa
27:54ricerca, un famoso libro che si chiamava Street Corner Society, cioè la società dell'angolo
28:00di strada. E cosa voleva dire White? Voleva dire che sì, questi gruppi sociali erano gruppi
28:06di amici che si trovavano all'angolo di strada, cioè si trovavano nella loro comunità, erano
28:14quasi dei rapporti di vicinato. La ricerca di White era fatta tra l'altro nel quartiere
28:19italo-americano di Boston e dico Boston e bisogna ricordarlo perché proprio Boston era naturalmente
28:25città del New England, dove l'elemento WASP, l'elemento bianco protestante di ascendenza
28:32anglosassone molto forte e quindi questi italo-americani si trovavano un po', facevano
28:38gruppo a sé. Un altro ricercatore, Thrasher, ha studiato soprattutto le ghenge giovanili che
28:46nascono spesso come gruppi di vicinato in una certa parte della città, soprattutto nelle
28:52grandi metropoli e secondo i ricercatori di sociologia dei gruppi queste ghenge, queste
28:59bande, sono bande giovanili, sono la risposta al carattere anonimo impersonale della metropoli.
29:07I ragazzi si trovano disorientati, la famiglia è una famiglia per così dire, il papà è
29:12fuori, la mamma a volte c'è, a volte non c'è, allora cosa fanno? Si mettono d'accordo
29:18fra loro per ricreare una sorta di corpo sociale, gruppo primario che però viene in qualche modo
29:29a dare una risposta emotiva al loro isolamento. Trovano la possibilità di trovarsi fra loro
29:37in qualche modo avere quel tanto di partecipazione extraindividuale in un gruppo che ha una certa
29:48motivazione. Intendiamoci, questi gruppi poi, soprattutto le bande giovanili nelle grandi
29:53metropoli nordamericane, finiscono poi per avere, e non solo nordamericane, anche italiane,
29:58anche europee, occidentali, anche inglesi, i famosi Blaison Noir, i Teddy Boys e così via,
30:04ebbene finiscono poi a volte proprio per darsi uno scopo, addirittura per cementarsi,
30:11per avere un fattore di coesione supplementare fra i vari membri del gruppo, finiscono poi
30:15per considerare il nemico, cioè il senso del nemico in un altro gruppo. Il senso del nemico
30:21in questo caso non è il frutto di una malvagità morale, nequizia, cattiveria, istinto delinquenziale,
30:31non è solo questo, non è solo questo, è anche il senso del nemico serve a, usando una parola
30:37un po' così che non mi piace, compattare, cioè unificare il gruppo, un po' come quando
30:45certi sportivi, tra i tifosi adorano la squadra del cuore e naturalmente detestano la squadra
30:53concorrente. In questo senso il gruppo primario ha delle funzioni che non sempre sono quelle
31:02più esplicite, delle funzioni, dei significati profondi che vanno attentamente studiati.
31:10Ma il gruppo primario naturalmente non è, torno a dire, è proprio per queste ragioni,
31:16quelle che menzionavamo adesso, non è da considerarsi come totalmente estraneo alla più vasta
31:23società. Il gruppo primario è importante proprio come risposta a certi bisogni di gruppi
31:31umani rispetto alla grande società. Quando la grande società non offre ideali condivisi,
31:41non ha più una lucidità compartecipata, non esiste più proprio come, esiste certo come società,
31:51come regolamenti, come leggi, ma non esiste più come legame emotivo fra il singolo cittadino
31:58e le istituzioni sociali. Ora una prima corrente studia, come dicevamo, in maniera nominalistica
32:07i gruppi come il risultato delle relazioni interne fra i membri dei vari gruppi. Qui abbiamo
32:16la sociometria e così. Un altro indirizzo sociologico importante è quello che studia
32:21il gruppo in senso non più nominalistico, ma realistico. Vale a dire, studia i gruppi
32:29sociali in quanto sono gruppi tenuti insieme o da un elemento etnico, o da un elemento linguistico,
32:38o da un elemento fideistico religioso, o anche da un elemento legato al titolo di studio conseguito.
32:50Ecco, in questi casi la concezione del gruppo è una concezione che esce dal gruppo, non è più
32:58il gruppo che si autogiustifica in vario modo, come abbiamo visto, ma è invece il gruppo che risponde
33:05e si collega con delle caratteristiche del contesto sociale più vasto dentro cui il gruppo emerge e funziona.
33:17E allora qui abbiamo una notevole distinzione fra gruppi pubblici oppure gruppi segreti.
33:28Il gruppo, nella misura in cui si ricollega alle caratteristiche del contesto sociale, può essere
33:35un gruppo manifesto, può essere un gruppo che dichiara i propri statuti, i propri membri e così via,
33:44anche i propri regolamenti interni, per esempio quanto si paga per essere segreti, oppure il gruppo
33:51può essere segreto. E qui c'è un punto delicato, molto delicato per quanto riguarda i gruppi segreti
33:59ed è propriamente il significato della segretezza. Ogni società, per quanto ne sappiamo, nella storia
34:12fin qui nota, ha avuto e ha gruppi al proprio interno che sono segreti, voglio dire organizzazioni
34:20propriamente segreti. Si va dalla setta degli assassini, delle società segrete indiane, di secoli fa,
34:29dedicate proprio all'assassinio come sistema, alle società segrete che esistono tuttora e che addirittura,
34:38contrariamente a quanto noi credevamo, anche nelle società razionalmente più avanzate, anche in una
34:47democrazia dove essendoci libertà non ci sarebbe ragione per avere società segrete, anche in queste
34:55società le società segrete esistono. Come mai? Come esempi di società segrete è chiaro che oggi basta leggere
35:05la cronaca dei giornali, ma potremmo rifarci intanto per ciò che concerne l'area mediterranea e non solo
35:12mediterranea, anche quella nordamericana, potremmo rifarci e richiamare l'esempio delle varie mafie.
35:19La mafia è una società in primo luogo segreta, segreta come la massoneria per esempio, anche se la massoneria
35:29ha avuto storicamente funzioni importanti, positive, basta pensare al nostro risorgimento, per esempio,
35:37cioè al processo che ha condotto all'unificazione politica e sociale della penisola italiana e così via.
35:44La mafia, che quella è la mafia, è un'organizzazione segreta, ma non esiste solo la mafia in Italia,
35:50noi oggi dobbiamo considerare che abbiamo a che fare con almeno quattro fondamentali organizzazioni segrete
36:00in Italia, vale a dire organizzazioni che si sottraggono sistematicamente al controllo della legge,
36:08anche in una società come quella italiana, cioè democratica, in cui dovrebbe essere possibile a chiunque
36:15e di esprimere nell'ambito delle leggi i propri scopi, le proprie aspirazioni, le proprie caratteristiche
36:21organizzative. Abbiamo la mafia siciliana, l'endrangheta calabrese, la camorra napoletana
36:28e la sacra corona unita, la più recente, soprattutto in quel di Puglia, in sostanza.
36:34Quindi non solo, occorre considerare anche il terrorismo. Una delle ragioni per cui il terrorismo
36:44oppone una tremenda minaccia alle società democratiche, tendenzialmente egualitarie,
36:51articolate in varie istituzioni e fondamentalmente libere, è data dal fatto che il terrorismo
36:58per natura sua non solo è una società segreta, ma ha il vantaggio di colpire a sorpresa, nessuno
37:09può veramente prevedere con certezza la data, il modo, l'obiettivo che sarà colpito
37:20dall'organizzazione terroristica. Che senso ha? Perché l'organizzazione segreta?
37:26Che cosa significa questa segretezza? Ecco, io vorrei, da un punto di vista sociologico
37:31e sospendendo il giudizio di valore, qui non...
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