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  • 2 giorni fa
Sociologia generale - Lez 13 - Tipi di potere nella società contemporanea
Trascrizione
00:15Salve, eccoci giunti alla tredicesima, mi pare che sia proprio la tredicesima lezione
00:22del nostro corso, un corso che come dice il titolo tratta dei temi fondamentali, concetti,
00:32metodi un po' meno in questa nostra fase, ma soprattutto argomenti della analisi sociologica.
00:41In questa tredicesima lezione, approfondendo i temi toccati precedentemente come normale,
00:50noi vorremmo dare un'idea, acquisire un'idea meno vaga di quella che ci offre il linguaggio comune,
01:04un'idea più precisa dei vari tipi di potere nella società contemporanea.
01:11Ora, evidentemente la sociologia, come qualche volta si dice, con un po' di presunzione,
01:18piuttosto irritante anche, è la scienza del sociale e del vivente, cioè del sociale mentre si sta facendo,
01:27quindi è chiaro che parliamo di società contemporanea, però la comprensione profonda
01:34e l'interpretazione, se non la spiegazione, dei fenomeni sociali contemporanei non possono prescindere
01:44dall'esame dell'antefatto, dell'antefatto storico.
01:49Quindi noi quando diciamo tipi di potere nella società contemporanea, per capirli bene dobbiamo rifarci
01:55anche ai tipi di potere di una società pre-contemporanea, proto-contemporanea, paleo-industriale,
02:04addirittura pre-industriale, prima dell'industria, della società industriale che è quella in cui
02:11ci piace o no viviamo e dobbiamo vivere.
02:15Vorrei anche elaborare o esprimere una premessa, una seconda premessa, prima nella lezione dodicesima
02:26parlavamo della funzione positiva che va riconosciuto al potere, il potere non ha buona stampa,
02:33perché nel potere si teme sempre che faccia capolino o addirittura si sviluppi la coercizione,
02:46naturalmente.
02:48Però dicevamo che c'è una funzione integrativa del potere, per esempio in una situazione anarcoide
02:57la vita sociale diventa difficile per tutti, per tutti gli strati sociali, tutte le classi
03:03sociali perché non c'è più un punto di riferimento, ora il punto di riferimento integrativo
03:08che in qualche modo tiene insieme una società e dà senso ai rapporti sociali è appunto il
03:16potere, il potere come responsabilità collettiva, da questo punto di vista avrei conosciuto questo,
03:22non solo, c'è un secondo aspetto della nostra questione che a particolare cittadinanza
03:32si trova sviluppato nel pensiero comune, quando io dico pensiero comune dico conoscenza
03:39ordinaria, dico i pensieri dell'uomo e della donna della strada, badate ne parlo con grande
03:44rispetto perché la elaborazione scientifica non può mai partire se non dall'opinione
03:53pre-scientifica, è una base molto bella soprattutto per le scienze sociali, in particolare per la
03:59sociologia, ora quando noi diciamo potere la mentalità comune vede nel potere una forza
04:06spesso nascosta, certo misteriosa, anche per questo temibile perché ciò che è misterioso
04:12ci incute paura e anzi direi che una delle difese più normali rispetto a ciò che fa paura
04:20questo è cadere in sonno, diventare marmotte, tranquilli, questo noi l'abbiamo più volte
04:26storicamente sperimentato, cioè chiamarsi fuori, andarsene, perché fa paura? Perché noi
04:33concepiamo il potere in maniera un po' grossolana, parlo dell'opinione comune corrente, se volete
04:39anche dei luoghi comuni, ecco circa il potere, il potere come una forza che è lì pronta ad
04:45azzannarci, il potere che è pronto ad attaccarci, che in qualche modo ci guata nei nostri comportamenti
04:53quotidiani pronto ad aggredirci nel momento in cui meno ce l'aspettiamo. Nel dopoguerra,
04:59ma mi riferisco a molti anni fa, non dirà molto questo ai giovani d'oggi, però bisogna
05:04ricordarlo, esisteva un acronimo, una formula un po' ridicola oggi, ma all'epoca presa sul
05:12senso, che si chiamava Fodria, Fodria, F-O-D-R-I-A, sta per forze oscure della reazione in atto,
05:25il potere che è pronto ad azzannarci, ad aggredirci, forze oscure della reazione in atto,
05:33niente di tutto questo. Mi permetto di sottoporre alla considerazione degli studenti, degli ascoltatori,
05:39altri. Questa formula, uno degli aspetti più gravi, più negativi del potere è dato dal potere
05:48che rifiuta di esercitarsi come potere. Che cosa voglio dire con questo? Esiste una forma
05:57di potere che si potrebbe anche chiamare potere inerte, un potere che invece di intervenire,
06:04di aggredire i problemi, di cercare di risolverli, anche a costo di ledere, offendere alcuni interessi.
06:11Niente, se ne sta fermo, ha marmorizzato un potere che mira a durare, non a dirigere.
06:20Questo è forse il potere più terribile, perché non lo si può neppure attaccare, perché uno
06:26che miri solo, un uomo di potere, una donna di potere che miri solo a durare, ma non a dirigere,
06:30non prende azioni, non prende decisioni, quindi non ci sono attuazioni di decisioni prese,
06:37quindi non ci sono effetti delle decisioni praticate, prese, quindi gli effetti non possono
06:42mai essere né positivi né negativi, non sono valutabili. Il potere inerte è un potere
06:48che eternizza se stesso. Quindi il luogo comune del potere pronto ad aggredire, magari fosse
06:57pronta ad aggredire, almeno si potrebbe avere una reazione, un contropotere, potere contro
07:02potere. No, c'è un potere che mira a durare, ma che si rifiuta di dirigere. Pensate, voglio
07:10bene, ma chi viene offeso da questo potere? Non certo quelli che stanno bene, i vertici
07:15sociali non hanno quasi mai interesse allo sviluppo, semmai hanno interesse alla espansione,
07:22non allo sviluppo, perché da uno sviluppo può sempre venire una alterazione delle costellazioni
07:29sociali che a sua volta può intaccare le posizioni di privilegio relativo. E chi viene
07:39particolarmente offeso nei propri diritti dal potere inerte? Pensate al disoccupato, pensate
07:48all'emarginato? Il potere non fa nulla, il potere lo gratifica, se posso usare un termine
07:56che divenne famoso nella pubblicistica politica nordamericana, di un benign neglect, cioè di
08:03una trascuratezza benevola, benigna. Facciano i fatti loro, s'aggiustino, s'arraggino. Questo
08:12è il potere che è massimamente deleterio dal punto di vista sociale e che veramente
08:20l'analisi sociologica ha avuto il merito di chiarire in tutte le sue pieghe, antefatti,
08:27conseguenze e così via. Ma allora con quali tipi di potere abbiamo a che fare? Quando parliamo
08:34di potere nella società contemporanea e per società contemporanea, diciamo anche società
08:42moderna, prendiamo pure la società post rivoluzione francese dal Settecento, post rivoluzione
08:48inglese, non si parla quasi mai della rivoluzione inglese, ma la rivoluzione inglese del Seicento
08:54che ha dato poi luogo alla democrazia inglese, ai comuni, cioè alla possibilità per la popolazione
09:03sottostante le classi inferiori di far sentire la loro voce. Quella rivoluzione è stata
09:08tremenda, ha decapitato un re molto prima dei francesi nella rivoluzione del Settecento
09:15Ottantanove. Ora quella rivoluzione dà luogo poi anche alle elaborazioni culturali teoriche
09:25di un grande politologo, Thomas Hobbes, il De Cive, Leviatano e così via. Secondo Hobbes,
09:36ad evitare la guerra di tutti contro tutti, sto parlando di cose settecentesche, ottocentesche,
09:44ma si badi parlo anche della contemporaneità, pensate soltanto a certe situazioni medio orientali,
09:49cioè ad evitare una caduta della società nelle mani di gruppi irresponsabili e a volte
09:58neppure individuabili che siano diretti da sconosciuti signori della guerra locale, ad evitare
10:06questo. Le persone viventi in società cosa fanno storicamente? Riconoscono allo Stato,
10:14allo Stato che poi esprime il governo centrale, allo Stato riconoscono che cosa? Il monopolio
10:22della violenza e della forza legittima, l'unica forza legittima. Perché riconoscono questo?
10:32Per due fondamentali ragioni, secondo Hobbes ragioni ancora oggi del tutto valide, per essere
10:41garantiti rispetto al timore, il termine usato da Hobbes è in latino metus, il metus
10:48latino non è solo la paura e il timore di un momento, ma è la paura diffusa e direi quasi
10:56il tipo di paura che si può in fondo avere o sentire in profondità da parte di tutti,
11:04ma è di ciascuno anche in una situazione di terrorismo per esempio, come fenomeno di
11:10massa, non si sa quando si sarà colpito. Questa è la paura contro cui i cittadini vogliono
11:18essere difesi e per questo attribuiscono il monopolio della violenza e della forza legittima
11:23solo allo Stato, la paura di che cosa? Della morte violenta e anche, e qui non l'ho esplicitato
11:32ma lo aggiungo ora, non solo la paura della morte violenta ma anche per essere garantiti
11:37e protetti rispetto al legittimo uso della proprietà privata, perché la proprietà privata
11:43viene concepita come una protesi del cittadino, vale a dire quel mezzo, l'insieme dei mezzi
11:51attraverso i quali, attraverso l'uso dei quali il cittadino può in effetti riempire
11:55di azioni, dare corpo a che cosa? Alla sua libertà, perché è una libertà senza mezzi,
12:00è una libertà vuota, è una libertà vacua, astratta, priva di un effettivo senso sociale
12:09quotidiano e quindi protezione rispetto al temore da morte violenta, quindi difesa della
12:16proprietà privata come protesi del cittadino e quindi porre fino al bellum omnium contra omnes,
12:22cioè alla guerra di tutti contro tutti. Questo storicamente dobbiamo riconoscere che il potere
12:30dello Stato quindi ha questa grande fonte. Un momento, quando uno Stato è il governo centrale
12:41che lo esprime, che lo incarna, che può cambiare ma lo Stato permane, continua nel tempo, è una
12:48struttura continuativa, legittima in senso formale e in senso sostanziale, quando lo Stato attraverso
12:56il governo che esprime protempore, temporaneamente, non fosse in grado o fosse percepito da una grande
13:04maggioranza dei cittadini come inabile, non in grado di proteggere, si noti, i cittadini rispetto
13:12al timore della morte violenta e rispetto al godimento perfettamente legittimo, democratico
13:18della loro proprietà, legittima, proprietà privata legittima. Questo Stato rischia la delegittimazione.
13:27da questo punto di vista l'analisi sociologica ha dato un grande contributo nel differenziare
13:36i vari tipi di criminalità. Un conto è la criminalità rispetto ai beni di consumo, cioè
13:42i delitti contro il patrimonio e anche contro la persona, un omicidio per esempio per ragioni
13:50sentimentali, per gelosia, ma altro conto, altra situazione è messa in piedi dal delitto
14:00della criminalità organizzata, perché la criminalità organizzata costituisce una forma
14:08spurria di avocazione della violenza a un certo corpo, a questa certa organizzazione, per cui
14:15questa organizzazione lede il principio del monopolio della violenza legittima e della
14:20forza legittima allo Stato e si pone quindi come Stato dentro e contro lo Stato, si mette
14:25in concorrenza dello Stato. Non parlo neppure del cosiddetto nordamericano
14:33organized crime, della criminalità organizzata di tipo nordamericano, che benché organizzato
14:42non è mai una criminalità che arrivi a porsi come Stato dentro e contro lo Stato. Parlo
14:49soprattutto, e questo l'analisi sociologica e il merito di averlo reso evidente, parlo
14:56delle quattro forme di criminalità organizzata che purtroppo storicamente caratterizzano la
15:05vita del nostro paese e rendono l'azione statale e governativa del nostro paese particolarmente
15:11difficile. Parlo della mafia siciliana, dell'andrangheta calabrese, della camorra napoletana e ultima
15:20venuta, ma non last but not least, ultima venuta, ma da non ritenersi la più innocente o la meno
15:27offensiva, la sacra corona unita in quel di Puglia. Ecco come quindi il potere va in primo luogo
15:35concepito come potere statuale generale che ha il grande compito di esprimere la coesione nazionale e che non può
15:49tollerare concorrenti interni senza porsi in grave situazione di precarietà. Questo vale, a parte le quattro
15:59forme più o meno tradizionalizzate di violenza organizzata e di crimine, vale soprattutto per il
16:04terrorismo. Il terrorismo è oggi la sfida più grave che tutti gli stati democratici, predemocratici,
16:15parademocratici, tutti gli stati oggi esistenti, anche quelli dominati da oligarchia, oligarchie
16:23e addirittura familiari come nel caso dell'Arabia Saudita. Questi stati sono tutti minacciati fondamentalmente
16:31dal terrorismo come forma di attività extra e antistatuale che non concede compromessi per cui
16:43viene intessuta, viene dato corso rispetto allo stato una lotta mortale che può soltanto
16:50terminare con la sopravvivenza o dello stato o dell'antistato. Anche qui noi abbiamo dei poteri,
16:59come è ovvio, dei poteri che vanno attentamente analizzati. Storicamente parlando però noi abbiamo
17:05in primo luogo una figura di potere che chiameremo potere tradizionale. Vale a dire, questa è una frase
17:13un po' ad effetto e me ne scuso, ma a volte la frase ad effetto può riuscire utile per ricordare
17:20certe situazioni sociali in maniera fortemente riassuntiva ma non inesatta. Questo è il potere,
17:30abbiamo detto, come autorità dell'eterno ieri. Tipico potere che prevale nelle società
17:40tecnicamente semplici, non voglio dire tribali, ma società agricole, rurali, tradizionali,
17:50artigianali quindi anche e non ancora industrializzate. Questo potere tradizionale come autorità dell'eterno
18:00ieri come si manifesta. Qui vale ancora una volta l'analisi sociologica in quanto si distingue
18:09dall'analisi storica, filosofica, psicologica. L'analisi sociologica ci dice che il potere
18:15tradizionale è in realtà esercitato dal padre patriarca, padrone, patrono, difensore di tutti,
18:24cioè il famoso, detto in latino con un genitivo irregolare, pater familias. Il pater familias
18:34è il detentore di questo potere. Quali sono le caratteristiche? Non possiamo intrattenerci
18:40troppo lungo, sarebbe meraviglioso poter dilungarci su questo tema, ma quali sono le caratteristiche
18:46essenziali? Una caratteristica fondamentale, dominante del potere tradizionale è un potere
18:51discrezionale. Andare avanti nella vita, ottenere successo, avere delle ricompense, tutto
19:01questo è possibile in base alla simpatia oppure all'antipatia rispetto al padre patriarca,
19:09rispetto al padre padrone. Il padre pradone domina su tutto. Nell'antico diritto romano,
19:16nella famiglia allargata, il padre, il pater familias, era addirittura il detentore del diritto
19:25di vita e o di morte sui membri della famiglia, tutti i membri, a cominciare dalla moglie, per
19:31questo noi dobbiamo stare molto attenti quando parliamo per esempio di Nerone, esempio storico,
19:35è naturalmente un mostro che ha ucciso. No, bisogna ricordare che in quel contesto l'uccisione
19:43della moglie era consentita, ius vite acnecis, di tutti i membri della famiglia, al di sotto
19:50di lui, che sono infatti membri della famiglia come membri della famiglia chiamati famuli,
19:57sono tutti famuli, cioè famulus, servi, servo, sono il servo, l'incarnazione del servo di cui
20:04il padre familias può disporre in maniera completa, in maniera totale. Ora, da questo punto
20:11di vista noi dobbiamo considerare che tutte le elaborazioni romantico-sentimentali rispetto
20:22alla famiglia, al potere tradizionale, soprattutto noi le troviamo in certi poeti del romanticismo
20:32tedesco, per esempio Friedrich Hardenberg, detto Novalis, questo aggettivo è noto con questo aggettivo
20:40che vuol dire in latino primaverile, Novalis. Novalis è nel suo bellissimo, breve ma bello,
20:48intenso libro chiamato Cristianità o Europa, Christianheit o Europa, parla di questa società
20:59tradizionale, con il potere tradizionale, che belli i tempi dei re cristianissimi, quando
21:06tutti, vero, si riunivano i popoli intorno al loro banchetto ed erano, diciamo, privilegiati
21:14dalla loro saggezza, dal loro buonsenso, dalla loro amorevolezza, questi re, diciamo, cristianissimi
21:21erano i re assoluti però, il potere tradizionale è un potere assoluto, in base alla formula fondamentale
21:31a Deo rex, a Rege lex, da Dio il re, dal re la legge, era il despotismo assoluto, perché
21:44il re, il padre padrone, il patriarca era l'unto del Signore. Le sue decisioni non erano
21:52assolutamente discutibili, non c'era alcuna possibilità di, come dire, farebbe ridere
22:00anche la formula, contraddittorio democratico. Quando a volte, soprattutto rispetto ai popoli
22:07medio orientali, orientali, nord africani, si parla di democrazia sotto la tenda, è una
22:14democrazia che non riconosce molti diritti all'opposizione, riconosce a coloro che non
22:21sono d'accordo la possibilità di dirsi d'accordo dopo un certo periodo di, diciamo, educazione,
22:31potremmo anche dire manipolazione, di persuasione, a poco a poco, questo è. Quindi il potere
22:38tradizionale, come autorità dell'eterno ieri, vale a dire come esaltazione dell'esperienza,
22:44questo è possibile in una società in cui non ci sia cambiamento, in una società statica,
22:49e allora l'esperienza conta, ciò che si è fatto ieri e che è andato bene ieri, andrà
22:53bene anche oggi, andrà bene anche domani, e però le cose cambiano, cambiano quando la
23:01società diventa più complessa, si sviluppa, si tecnicizza e allora c'è una, l'abbiamo
23:08detto più volte nel nostro corso, c'è una differenziazione di funzioni e di mansioni che
23:14si specializzano in base al principio della divisione del lavoro, che è un principio
23:19tecnico, di cui non mi stancherò mai abbastanza di sottolineare le diramazioni socio-psicologiche,
23:29umane, meta-tecniche, che vanno al di là del momento tecnico, il potere burocratico legale,
23:35il potere non è più legato alla persona del patriarca, bensì a che cosa? Alle regole
23:40impersonali degli statuti, qui veramente abbiamo un punto abbastanza interessante, la struttura
23:50burocratica, primo, è una struttura che prescinde dall'incombente, vale a dire è una struttura
23:57in cui l'ufficio, la poltrona vale al di là di chi la occupa, primo punto, secondo, è una
24:06struttura di potere a cui si accede immediate concorso, secondo lo statuto, secondo il bando
24:16di concorso, quindi è una struttura in cui il potere è legato alle conoscenze tecniche
24:25specifiche, quindi è una struttura in primo luogo continuativa nel tempo, mentre quando moriva
24:32il patriarca c'era un po' un problema di successione, questo è vero anche nella storia
24:36romana quando moriva gli imperatori, soprattutto nell'epoca della decadenza dell'impero, secondo,
24:41ma è vero anche per esempio per le grandi famiglie dinastiche oggi dei grandi affari,
24:46i grandi potentati economici, c'è sempre un problema di eredità, chi avrà le azioni,
24:50chi avrà la maggioranza, chi sarà presidente, amministratore, secondo, continuativa nel tempo,
24:56secondo, impersonalità, questo è l'aspetto più interessante, il potere burocratico è
25:02un potere impersonale nel senso che prescinde da chi in quel momento occupa la poltrona,
25:09l'ufficio, le persone cambiano, se ne vanno, muoiono, ma la poltrona burocratica resta,
25:18terzo, e questo è un aspetto che ancora oggi a volte ci rende molto dubbiosi, ci rende anche
25:25un po' nemici, scettici rispetto al potere burocratico, il potere burocratico decide in
25:31base al regolamento, in base alla pratica A, B, C, X, eccetera, senza ira e senza amore,
25:39sine ira ac studio, è impersonale e quindi è depersonalizzata, quindi è al di là della
25:46simpatia e antipatia, ogni pratica va trattata allo stesso modo e qui c'è un paradosso straordinario,
25:53mi permetto di sottolinearlo, perché noi tutti, io, chiunque, voi, gli studenti, chiunque,
26:01le persone, nel momento in cui hanno una domanda da fare, hanno un problema da risolvere con
26:07la burocrazia, vorrebbero naturalmente che il loro caso fosse trattato in termini umani,
26:13vogliono essere trattati come persone, no, il buon burocrate li tratta come la pratica
26:18A, B, C, X, Z e così via, perché questo? Qui c'è un paradosso straordinario, noi vogliamo
26:26essere trattati come persone perché siamo persone, vogliamo che la nostra pratica abbia
26:30un contenuto umano, che il burocrati ci guardi, vero, con simpatia, ma non può farlo, eccetera,
26:37nello stesso tempo vogliamo che la burocrazia tratti tutti allo stesso modo, ora questo criterio
26:43del trattamento egualitario di tutti allo stesso modo impone la trattazione di ogni caso
26:49come caso burocratico, pratica anonima, equivalente alle altre, cioè questo è un paradosso tuttora
27:00non risolto, si noti bene poi c'è un ultimo aspetto, un aspetto problematico su cui stanno
27:06lavorando ottimi sociologi, ne cito uno soltanto, un francese, Michel Crozier, allora, il suo
27:13bellissimo libro Il fenomeno burocratico, il fenomeno burocratico, Crozier sostiene a
27:23mio giudizio con argomenti non del tutto persuasibili, però è interessante, sostiene che il famoso
27:28regolamento burocratico che viene costantemente evocato da qualunque burocrate quando si trova
27:34un po' ad avere a che fare con una situazione problematica, altro non è che un paravento
27:41dietro cui si nasconde il burocrate per non prendere alcuna decisione, cioè ancora una
27:49volta noi abbiamo, straordinario questo, abbiamo un esempio di potere inerte che si nasconde,
27:57si giustifica facendo ricorso alla lettera del regolamento, quando la persona, il cittadino,
28:05la cittadina insiste, ma guardi che io in realtà avrei diritto, ah mi dispiace, il regolamento
28:11non lo prevede, il regolamento non lo permette, questa divinità, questo totem che è il regolamento
28:19burocratico impedisce al burocrati di prendere atto della umanità e cioè del carattere specifico
28:27del problema che gli viene sottoposto. Purtroppo bisogna riconoscere che il potere burocratico
28:38legale si va estendendo su scala planetaria ed è il tipo di potere prevalente ed è il tipo
28:44di potere necessario per una società fondata sulla divisione tecnica del lavoro, sulla partizione
28:51in classici etistrati della popolazione e quindi una società che ha bisogno di una organizzazione
29:00dell'amministrazione pubblica e privata, pubblica e privata, non c'è solo la burocrazia,
29:06quando dice burocrazia non pensa solo al pubblico, c'è anche la burocrazia privata,
29:08dei grandi potentati economici, continuativa nel tempo. Perché? Perché in effetti non c'è
29:16nessun oggi, nessun uomo o donna di potere che possa personalmente conoscere effettivamente
29:27le determinate empiriche quotidiane caratteristiche del funzionamento del meccanismo sociale del
29:37suo insieme. In questo senso va riconosciuto che c'è poi un'ultima caratteristica dei sistemi
29:48burocratici che all'opinione comune non va giù e che in effetti oggi si cerca da molti
29:54governi, compresi soprattutto i governi europei, occidentali e nordamericani, di cambiare l'avanzamento
30:02di carriera, la promozione nelle strutture burocratico formali legali, cioè formalmente
30:12godificate. Questo avanzamento di carriera non è mai, lo è qualche volta, ma non è legato
30:21alla competenza. La competenza ci vuole perché uno ha vinto il concorso, si è comportata bene
30:29in generale nel risolvere i problemi di routine, ma è legato soprattutto all'anzianità di servizio
30:36in base all'età. Direi la carriera è più che in base all'età proprio all'anzianità
30:42di servizio. Quindi è, se mi è consentita questa formula abbastanza ardita, la struttura
30:51burocratica si alimenta nei propri vertici e nei propri strati intermedi, vale a dire
30:57si fa la provvista dei talenti necessari in maniera endogamica, vale a dire dall'interno
31:07e non dall'esterno. Per questo si noti bene, questo è importante, tra il potere politico
31:15del governo che esprime la forza dello Stato e il potere burocratico, vale a dire la struttura
31:22burocratico continuativa nel tempo, si danno spesso delle frizioni molto forti, perché
31:27specialmente ai livelli medio-alti e alti, quando arriva un nuovo governo, per esempio
31:32parlo anche dell'esperienza democratica, anche degli Stati Uniti in questo caso, cosa avviene?
31:37avviene che i direttori di ministeri, i direttori dei capi gabinetto vengono cambiati e quindi
31:44la burocrazia perde la sua testa ed arrivano invece i vincitori politici, quindi non c'è
31:51più, si interrompe questa crescita, questo avanzamento di carriera in base all'anzianità
31:56e in base al criterio endogamico, c'è l'occupazione politica degli alti livelli e questo però
32:07fino a che punto? Ah, stiamo attenti, i veri dirigenti, i veri capi politici e mi permetto
32:14di ritenere più che capi politici, i veri politici dotati di senso dello Stato, quindi
32:21li chiamerei piuttosto statisti, sanno che non possono decapitare la struttura burocratica
32:30senza in fondo soffrire poi essi stessi di un effetto boomerang rispetto alla loro gestione
32:38politica della cosa pubblica, perché la struttura burocratica soprattutto nei suoi livelli medio-alti
32:44e altissimi ha una serie di conoscenze, ha un know-how, ha una specie di concerto di competenze
32:54che non sono prontamente rimpiazzabili, sostituibili con i capi politici di nuova nomina che sono
33:01stati eletti deputati, senatori, eccetera, o con i loro attivisti, con coloro che li hanno
33:08aiutati nelle elezioni. Quando si commettesse il terribile errore da parte di un partito,
33:17di un movimento politico vittorioso di fare piazza pulita attraverso quello che in America
33:24chiama lo spoil system, cioè al vincitore tutto il bottino, bottino della vittoria, sconfitta
33:31degli altri. Quando uno esagerasse in questo rischierebbe di decapitare la stessa struttura
33:38statuale. Si noti, per dare un esempio se posso, nei pochi minuti che mi restano, si noti che
33:46nella storia italiana recente, parlo dell'immediato dopo guerra, dopo la seconda guerra mondiale,
33:5445, 46, 47. Si noti che ci fu allora uno straordinario fatto, un gesto di saggezza politica
34:05che io non cesto dall'ammirare, seppure con delle riserve molto grandi, ma le mie riserve
34:12rispecchiano i miei principi di preferenza personale che non hanno quasi nulla a che vedere con l'analisi
34:18sociologica scientifica. Gli antifascisti giunti al potere al termine della seconda guerra mondiale
34:25cosa fanno? Contro il parere, gli atteggiamenti di molti antifascisti radicali, coerenti certamente,
34:38pieni di meriti, grandi meriti che erano stati all'estero, cosa fanno? Concedono un'amnistia
34:43che salva tutti, quasi tutti, i quadri dell'amministrazione pubblica e in gran parte quella privata al fine
34:50di preservare la continuità istituzionale che è fondamentale, che è un bene fondamentale.
34:57Questo è carattere proprio burocratico, legale, cioè quell'amnistia. Per esempio altri esempi
35:04della storia contemporanea, per esempio quello che sta succedendo nella scena irachena, la mentalità
35:13in questo caso protestantica oserei dire, ma forse non si tratta di questo soltanto, diciamo anche
35:20la scarsa dimestichezza con la complessità di certe situazioni politiche non nordamericane,
35:29cosa fa? Induce a commettere errori per cui il mondo, anche il mondo politico, il mondo
35:36sociale, viene concepito a bianco e nero, per cui quelli che erano con Saddam Hussein, niente,
35:42dannati, l'esercito, via, la polizia, ma cosa? Non resta nulla! Che cosa resta? Non è che non resti
35:48nulla, emergono, emergono i gruppi anarchoidi dei signori della guerra, miliziani, religiosi,
35:57parareligiosi, in realtà sfruttano il Corano per i loro obiettivi settoriali privati di potere,
36:07perché è venuta a me, si è creato un vuoto, mi si dirà beh ma cosa bisogna fare? Non sta
36:14certo al sociologo dirgli il sociologo esamina la situazione, ma in quella situazione probabilmente
36:21è che dai gradi intermedi fino ai gradi bassi valeva la pena continuare a pagare certi stipendi
36:29e in qualche modo aiutare l'evoluzione, chiamiamolo fra virgolette, democratica di quelli che erano
36:36stati strumenti invece della feroce dittatura precedente. Ecco dove in fondo un'analisi sociologica
36:47accurata ci permette di comprendere anche la funzione positiva di questo mostro burocratico
36:57che certamente non è molto amato dalle persone comuni che hanno a che fare con gli uffici.
37:03Ora noi dobbiamo riconoscere che un merito fondamentale di quella che è la struttura burocratica
37:13è il mantenimento, la preservazione della continuità istituzionale. Le stesse grandi
37:23rivoluzioni, non mi riferisco a una rivoluzione pragmatica come è stata quella nordamericana
37:30del 776 contro la madrepatria Inghilterra, le colonie già inglesi assumono nelle loro mani
37:38nel proprio destino, proclama la loro indipendenza in base al principio molto pratico, molto
37:42un principio da bottegai, no taxation without representation, niente imposte, niente tasse
37:49senza rappresentanza. Questo è interessante, ma mi riferisco alla stessa rivoluzione francese,
37:58la stessa rivoluzione francese che evidentemente liquida, spazzavia, come avrebbero detto Marx
38:06e Engels, tutti gli idiotismi della vita rurale e vabbè, ma spazzavia naturalmente
38:12gran parte, quasi tutti i privilegi della nobiltà, sia dell'aristocrazia terriera tradizionale
38:18del re, naturalmente tagliando la testa, il xVI c'è il re, viene liquidato, ma anche
38:26della stessa aristocrazia ecclesiastica e tuttavia riconosce il diritto di voto, riconosce
38:35tutti i diritti di cittadinanza, riconosce i diritti umani fondamentali. A chi? Non a
38:42tutti, non a tutti, ma soltanto ai proprietari anche di un piccolo lembo del territorio francese.
38:51è una tipica rivoluzione borghese del terzo Stato, questa è la stessa rivoluzione francese.
39:01Quindi voglio dire che il potere burocratico legale, con tutto, diciamo, non sto a dire
39:10l'odio, ma con tutte le incomprensioni che si porta dietro, è in realtà un potere essenziale.
39:19Naturalmente abbiamo detto che il trattamento delle questioni che si pongono a questo potere
39:26devono essere trattate senza ira, ma nello stesso tempo senza benevolenza eccessiva, vanno
39:34trattate in base al regolamento. Resta in piedi una questione che indica il limite della
39:41struttura burocratica e pubblica e privata. Che succede quando si determina una situazione
39:49di emergenza? Sarà ancora possibile dominarla ripetendo in fondo le stesse cose, le stesse
39:58regolamenti, la stessa regola impersonale, quando l'emergenza batte alle porte di una
40:05società, forse la struttura burocratica, pur così essenziale sempre, non è più sufficiente.
40:13Per un approfondimento di questi temi e di altri temi consimili io pregherei di cliccare
40:19il sito.
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