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Sociologia generale - Lez 14 - Il potere carismatico ovvero la sfida dell'eccezione
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00:13Salve cari amici, siamo giunti alla lezione quattordicesima, una lezione che riguarda
00:24un tema difficile, come quasi tutti i temi sociologici, il potere carismatico, ovvero
00:33la sfida dell'eccezione. Ed è un tema difficile perché già il termine stesso, cioè l'aggettivo
00:44che accompagna il potere, è un aggettivo a dir poco ambiguo, comunque bivalente, perché
00:54mentre indica una situazione sociale, anche psicologica, una situazione di fatto, ha anche
01:02una valenza religiosa e in effetti il termine, l'aggettivo carismatico è di origine paolina,
01:13viene da alcune formule che si trovano nelle lettere, nelle famose lettere di San Paolo,
01:19Paolo di Tarso, noto anche come apostolo delle genti, che quindi ha viaggiato molto e per
01:28l'epoca in effetti ha viaggiato moltissimo, non c'erano certamente gli aerei a reazione,
01:34e ci ha dato questo aggettivo, questa idea come, diciamo, prerogativa di una particolare
01:48grazia, vale a dire, grazia perché caris caritos in greco significa grazia, vale a dire una
01:55particolare dote extra quotidiana, qualche cosa di straordinario che gli uomini e le donne comuni
02:03non potrebbero e non hanno, del resto non lo mostrano nella loro vita quotidiana, non possono
02:09averla. Da questo punto di vista il potere carismatico pone un problema definitorio piuttosto
02:17grave, anzi dirò subito che non lo si può neppure definire una volta per tutte, non si
02:23può parlare di potere carismatico né come potere che schiaccia né come autorità che
02:30fa crescere, perché è un po' tutte e due le cose e allora bisogna rendersi conto di un
02:38fatto purtroppo abbastanza comune nella storia contemporanea e moderna, ma anche nella storia
02:44classica della storia greca e romana, dell'età classica da cui soprattutto noi europei occidentali
02:52deriviamo. Infatti la lezione si intitola Il potere carismatico, ovvero la sfida dell'eccezione.
03:02Che cosa vuol dire questo? Intanto debbo chiarire che la storia non è come un treno che passa
03:14da stazione a stazione, con dei capi stazione, i grandi intellettuali che ne determinano non
03:22soltanto l'orientamento ma anche gli orari di arrivo e di partenza. Come diceva piuttosto
03:29spiritosamente un saggista molto noto e da poco scomparso, Isaia Berling, la storia non
03:38ha libretto, non è come un'opera, come la Traviata, come la Tosca, come il barbiere
03:43di Siviglia in cui c'è un libretto e noi leggendo il libretto sappiamo come va a finire.
03:48No, non è così. La storia non è neppure quello che si pensava che fosse da parte degli
03:55illuministi del Settecento, dei grandi autori della famosa enciclopedia, l'enciclopedia
04:04illuministica a cui collaboravano soprattutto Denis Diderot, Voltaire, d'Alembert, in un
04:13certo senso anche c'erano ispirazioni di Rousseau, nonostante le gravi divergenze fra Voltaire
04:18e Rousseau. Il progresso allora veniva concepito come una sorta di destino dell'umanità, si viveva
04:28allora in quello che giustamente si potrebbe chiamare il romanticismo della scienza, caduta
04:34la fede nella religione rivelata, caduto l'assolutismo del potere regio, affermatasi la capacità
04:46dell'uomo di costruire la sua storia, il progresso veniva considerato come una specie di fatalità
04:52cronologica, bastava andare avanti per andare bene. In realtà la storia umana è molto più
05:01complessa, la storia umana conosce momenti di avanzamento e di progresso, sia tecnico soprattutto
05:09che poi anche sociale, che poi anche civile in termini di diritti umani, ma conosce anche
05:15delle vistose regressioni, cioè dei passi indietro. Per dirla con un termine piuttosto
05:23abusato, la storia umana è un'impresa altamente problematica, che non ha nulla di automatico,
05:31che non si svolge secondo criteri meccanicistici, che rimanda sempre a una fondamentale responsabilità
05:41umana. Si può dire che l'uomo è un progetto per l'uomo, non è qualcosa di scontato.
05:49Da questo punto di vista che cosa accade? Accade che anche in quelle società che si reputano
05:57tecnicamente progredite, in società che si reputano e sono razionalmente organizzate,
06:04prospere? Prospere perché l'organizzazione scientifica della produzione, la divisione sociale
06:10del lavoro e così via, hanno dato modo di produrre, di produrre a costi decrescenti,
06:17di vendere su un mercato sempre più ampio e quindi di accumulare grandi ricchezze, grandi
06:24capitali. Già Marx, lo voglio solo ricordare come una piccola parente, una digressione, aveva
06:32però ricordato, aveva detto con chiarezza che esisteva una contraddizione oggettiva interna al sistema
06:41capitalistico, che era pure straordinariamente vittorioso per quanto riguarda l'accumulazione
06:49di ricchezze. In che senso? Nel senso che, secondo Marx, il capitalismo tende alla massimizzazione
06:57del profitto. Questo significa che tende naturalmente a comprimere i costi, ad avere una
07:07sempre maggiore efficienza nella famosa combinazione ottimale di cui abbiamo già parlato in altre
07:14lezioni, dei tre elementi fondamentali del processo di produzione, vale a dire terra, che è la materia
07:24prima, lavoro, la mano d'opera, subalterna e capitale. A un certo punto per massimizzare
07:31il proprio profitto il capitalismo tende a comprimere soprattutto salari e stipendi, cioè
07:38a comprimere l'elemento, ovvero fra i tre elementi, l'elemento più comprimibile di questa
07:46triade. Naturalmente allora arriva a massimizzare il profitto facendo decrescere i costi, facendo
07:53costare meno il lavoro e in questo modo accumulando sempre più. Però un momento, la massimizzazione
07:59del profitto raggiunta attraverso questa strada che cosa implica? Implica una pauperizzazione
08:06crescente, quindi implica anche un minore potere d'acquisto di consumo da parte della
08:12mano d'opera subalterna. Ed ecco che allora scatta il cortocircuito fra sovra produzione
08:18e sotto consumo. Macchine, automobili prodotte ma ferme sui piazzali delle fabbriche che le
08:28producono, per non parlare di molti altri prodotti. Quindi massimizzazione del profitto,
08:35grande supra produzione, ma siccome gli operai non sono solo operai, gli impiegati non sono
08:41solo impiegati, sono anche consumatori. Sono soprattutto poi oggi consumatori, viene meno
08:46la loro capacità di spesa, quindi la loro capacità di consumo e quindi si ha questo
08:54nodo contraddittorio fra sovra produzione e sotto consumo che secondo Marx era la contraddizione
09:00mortale del capitalismo. Cosa non poteva vedere Marx? Non poteva anticipare. Marx ha anticipato
09:08sviluppi straordinari come per esempio la nascita, l'emergere e lo svilupparsi del proletariato
09:13industriale che nel suo tempo non era ancora quello che poi abbiamo conosciuto, ma quello
09:19che non poteva Marx immaginare era invece lo sviluppo dei sindacati, i grandi sindacati
09:26come un contropotere rispetto al potere padronale. E quindi questo contropotere sindacale come fattore
09:35di difesa del potere d'acquisto, fattore di difesa quindi paradossalmente a favore dello
09:42stesso capitalismo che non consentiva al capitalismo di entrare in quella contraddizione mortale che
09:47avrebbe segnato la fine. Da questo punto di vista bisogna riconoscere che il proletariato
09:54razionalmente inquadrato come forza produttiva aiuta, aiuta la sopravvivenza, la continuazione
10:01e addirittura l'espansione del capitalismo. Ma il potere carismatico in che senso diventa
10:10fondamentale? Il potere carismatico diventa fondamentale ed è un potere con cui oggi soprattutto
10:21bisogna fare i conti, bisogna capire bene ed è un potere su cui l'analisi sociologica ha
10:27detto cose importanti che vanno ritenute. Diventa il potere carismatico essenziale quando
10:35si sviluppa quello che abbiamo chiamato la sfida dell'eccezione. Cosa significa? La società,
10:46l'abbiamo detto prima, nella definizione iniziale di questo corso, può essere concepita come
10:51una molteplicità sistemica, cioè una compagine razionale quasi assoluta, cioè un insieme
11:01sistematico in cui le varie parti di questo sistema sono fondamentalmente congrue, cioè tendono
11:08alla loro coerenza. Ma la società come sistema complessivo è costituita da sub-sistemi, diciamo
11:19così che corrispondono alle varie funzioni e ai bisogni della società. Niente da dire
11:24su questo, vanno dalle fabbriche alle famiglie tra l'altro, ai gruppi professionali e così
11:32via. Questi sub-sistemi che nel loro insieme costituiscono la società non evolvono, questo
11:39è il punto delicato che la mentalità puramente giuridico, psicologico, antropologico, filosofica
11:44non può vedere con nettezza, ma che la nostra disciplina, l'analisi sociologica può vedere,
11:51interpretare, documentare e qualche volta anche spiegare. I vari sub-sistemi che nel loro insieme
11:58dicevo costituiscono la società non evolvono alla stessa velocità, evolvono, cambiano a velocità
12:05variabile. Quindi fra sub-sistema e un altro sub-sistema, cioè fra un sub-sistema e l'altro,
12:14si determinano degli iati, cioè delle fratture, degli scostamenti, degli scarti. Questi scarti
12:21danno luogo a delle discrasie, a delle frizioni. Queste frizioni danno luogo alla crisi, vale a
12:28dire il sistema complessivo, cioè costituito da vari sub-sistemi. Quando i sub-sistemi hanno
12:34una logica di sviluppo contraria l'uno rispetto all'altro, ecco che c'è una situazione d'emergenza,
12:42una situazione di crisi, una situazione che a volte potremmo anche considerare rivoluzionaria.
12:49Di fronte a questa situazione rivoluzionaria, la norma burocratica, il famoso regolamento,
12:56dietro al quale, secondo molti studiosi della burocrazia, soprattutto moderna, noi abbiamo
13:00citato un francese Michel Crozier, il fenomeno burocratico, ma è seguito anche da molti
13:06altri, dietro al quale il regolamento il burocratio si nasconde, così non ha mai uno showdown,
13:12come dicono gli americani, cioè non ha mai una risoluzione a faccia a faccia, proprio di
13:17brutto, non vede mai la persona che chiede che punto è la pratica, lui si trincera dietro
13:23l'articolo del regolamento nelle sue varie forme e evidentemente questa norma burocratica
13:30è impotente a fronteggiare la crisi perché la crisi non è prevista nella lettera dei
13:38regolamenti, perché la crisi emerge come una novità storica.
13:44Lo so che si pensa naturalmente alle grandi crisi storiche, alle grandi rivoluzioni a cui
13:49abbiamo fatto cenno in altre elezioni, questa volta vorrei dare un esempio più semplice,
13:55apparentemente più semplice, considerate la grande prova attraverso cui può passare
14:01tutta una nazione, un paese, un popolo, una grande guerra, terminata la guerra o terminata
14:07questa impresa eccezionale a cui hanno preso parte migliaia, centinaia di migliaia di cittadini,
14:13questi cittadini tornano a casa e in fondo vogliono, esigono che le promesse fatte loro
14:22quando erano in trincea siano rispettate, queste promesse devono essere mantenute, mi riferisco
14:29in particolare per esempio al fenomeno del reducismo dopo la prima guerra mondiale, quella
14:3515-18 per il nostro paese, è noto che le prime squadre nazionaliste etc. erano formate
14:44da arditi, cioè da coloro che erano partiti spesso volontari come combattenti di prima
14:52linea, trincea in questa lunga guerra, una guerra difficile, una guerra sanguinosa, l'Italia
14:59e allora perdete, se ben ricordo, 600 mila uomini, persone caduti e più di un milione
15:06di feriti, ora che fare con questi arditi? Questi arditi diventano i primi squadristi
15:15del movimento fascista dell'epoca, si costituiscono i fasci, non a caso chiamati fasci di combattimento
15:22perché vogliono che siano in qualche modo esaudite le promesse loro fatte, ma non c'è
15:28posto, l'economia di un dopoguerra, soprattutto all'epoca, non ce la fa, non ci sono le risorse
15:34e allora c'è una grande insorgenza locale che si sviluppa, ci sono lotte tremende, soprattutto
15:41lotte fra gruppi di nazionalisti reduci dal fronte, arditi diventati squadristi, a volte
15:48anche artisti come i futuristi, Marinetti si schiera molto presto con Benito Mussolini,
15:53contro chi? Contro i gruppi socialisti, contro le camere lavoro, ci sono incendi, c'è una
15:58sorta di guerriglia urbana, il governo dell'epoca, di ogni epoca in questa situazione, io sto tipizzando,
16:07mi riferisco evidentemente a un fatto storico, ma ne astraggo le caratteristiche comuni, perché
16:12in ogni epoca cosa può fare un governo, cosa possono fare i ministri, gli impiegati, la struttura
16:19burocratica dello Stato che deve attenersi ai regolamenti, la norma burocratica non ce la
16:26fa, perché l'eccezione richiede provvedimenti eccezionali, questo è interessante, questo va
16:37tenuto ben presente, i tecnici della regola, come qui abbiamo scritto questa formula, me ne
16:49credo che i campioni dell'interpretazione letterale del regolamento sono paralizzati e
16:56più il movimento sociale cresce, l'insorgenza locale, poi non solo locale, diffusa in tutta
17:02la nazione, si sta facendo sentire e più aumenta e diventa quasi marmorea, perché oltretutto
17:09è anche condizionata poi dal terrore e dalla paura, la loro paralisi.
17:13noi siamo quindi in presenza di richieste che non possono venire soddisfatte seguendo
17:21la lettera, la pura e semplice lettera dei regolamenti vigenti, che cosa si può fare?
17:31Si è in attesa, si spera in un intervento eccezionale, si spera nell'uomo o nel gruppo
17:41di uomini che facciano fronte alla sfida dell'eccezione e in effetti questi uomini a volte sono chiamati
17:49addirittura uomini della provvidenza, perché solo una provvidenza non ha caso un termine
17:53ancora di natura religiosa, potere carismatico, abbiamo visto carisma, la grazia, è di natura
18:02religiosa. Possono solo questi uomini aiutati da una forza sovrumana, extracotidiana, far fronte
18:10a una situazione che è certamente di emergenza e che come tale è extracotidiana.
18:18Quello che mi sembra importante sottolineare è che il grande merito di una struttura burocratica
18:25che è la continuità nel tempo e lo scandire il tempo con ritmi e con modi sempre uguali
18:33a se stessi, questa continuità nel tempo diventa il suo limite. Posso anche dire che
18:40diventa la sua condanna, c'è bisogno di un uomo provvidenziale, forte, extracotidiano,
18:44lo chiamano Führer per esempio, colui che guida, oppure lo chiamano Duce, Dux, Duce, colui
18:50che conduce. In altre situazioni lo chiamano Conducator, il condottiero, il Conducator, il Duce
18:58che guida. È straordinario però questa specie di… non è più l'imperato romano
19:06che dal termine stesso voleva dire colui che dà ordine ai soldati, no, è colui che ci
19:11aiuta a uscire da una situazione d'emergenza e a risolvere i problemi di fronte ai quali
19:19i tecnici della regola sono paralizzati. Emerge dunque l'uomo di qualità extracotidiane
19:28con poteri carismatici. Questo è quindi un potere, da questo punto di vista il potere
19:34carismatico è di grande interesse. È di grande interesse e tuttavia, diciamo, il potere
19:41carismatico è di grande interesse anche poi perché scattano dei meccanismi di conformismo
19:46di gruppo, perché poi questo, chiamiamolo, uomo speciale, particolare, provvidenziale,
19:53viene… c'è tutta una mitologia, la gente così dalla piazza a dita, le sue finestre,
19:58anche la sua piccola finestra nel palazzo, ancora accese la notte, perché lui sta lavorando
20:04per tutti, non bisogna… nessuna opposizione, perché, come si diceva, come si è detto,
20:10non bisogna disturbare il pilota. Pare anche che quest'uomo tutto sommato mangi poco, si
20:22contenta di poche cose e sa fare tutto. Ricordate la grande nuotata nello Yangtze di Mao
20:29Tse Tung? Direi che, poveretto, questo uomo provenziale è obbligato a fare tutto e quello
20:37Mao è stato un grande nuotatore, dicono, ma per quello che noi ne sappiamo, nell'esperienza
20:43mussoliniana soprattutto, sappiamo che si trattava di un uomo straordinario, certamente,
20:49per carità, nessuno vuole mancare di rispetto a certe figure, certamente, ma era avviatore,
20:56guidava gli aerei, era cavallerizzo tutte le mattine, Davida Torlonio, per aiutare il movimento
21:06intestinale, suppongo, era però anche grande amatore, cioè era, purtroppo, questi uomini
21:15provvidenziali, diciamo, chiamati a risolvere situazioni d'emergenza di fronte alle quali
21:22i regolamenti burocratici consueti sono, come dire, a dir poco, sono delle lettere morte,
21:30non riescono neppure a inquadrare il problema, sono poi obbligati, sono vittime della loro
21:35extra quotidianità, sono obbligati a provare sempre che sono i migliori, che in qualunque
21:41campo sono i più alti, sono veramente la crema della società che rappresentano, sono
21:50dei vertici inarrivabili, non solo, sono costretti, e questa credo sia una delle corcizioni più
21:58gravi, sono costretti ad avere sempre ragione, e quando però uno è costretto ad avere sempre
22:06ragione, finisce col credere di avere sempre ragione, attenzione, limite, un limite fondamentale
22:11del potere carismatico, la Beverum, come la chiamava Max Weber, e qui ci vuole davvero
22:18il termine tedesco che vuol dire la conferma delle proprie doti extracotidiane. Non solo
22:28il leader, il capo carismatico, il Führer, il Duce, il Conducato è obbligato ad avere sempre
22:37ragione, questo poveretto, poveretti anche noi però, questo poveretto non può mai sbagliare,
22:45perché se sbaglia, se dà luogo a una scelta infelice, se a un certo punto come un giocatore
22:56alla roulette, un biscazziere, un giocatore d'azzardo, non indovina il numero giusto, entra
23:02in una guerra sbagliata, provoca danni gravi che diventano esperienza quotidiana di dominio
23:09pubblico, questo uomo di potere carismatico è finito, la Beverum, ci vuole la conferma.
23:18Non solo, oltre alla conferma c'è un altro limite del potere carismatico che mi permetto
23:25di richiamare, ecco qui il limite del potere carismatico, la Beverum, in primo luogo, la
23:32conferma, venendo meno la quale l'uomo o leader carismatico perde il suo potere, non è proprio
23:38che lo perda subito, perché nessun potere lo si conquista immediatamente e nessun potere
23:42può essere perso di colpo, però infirma le basi del suo potere, direi che le basi della
23:51sua immagine pubblica vengono intaccate, non è più il profeta, vedete, va considerato
23:57che l'uomo dotato di qualità e oltre quotidiane e che diventa uomo di potere carismatico, è
24:03come il profeta dell'antico testamento, è colui che inventa una società nuova, una vita
24:09nuova, come il profeta, l'antico profeta ebraico che dice, sta scritto nei libri, sta scritto
24:19nella legge, ma io vi dico che comincia la nuova legge, comincia una nuova storia, un
24:25nuovo testamento, un nuovo patto con le grandi virtù sovranaturali, quindi il leader carismatico
24:34perde il suo potere a poco a poco e poi oltre che a perdere il potere attraverso la non confermata
24:44capacità extra quotidiana, straordinaria, la sua virtù profetica, cosa succede? C'è
24:49un altro limite, un limite che noi abbiamo studiato soprattutto come sociologi della storia
24:54attraverso le varie comparazioni nella storia romana, declino della Repubblica, avvento
24:59dell'impero, dopo Augusto comincia subito ad esserci questo premio della successione, un
25:06problema che invece come è noto viene risolto per le case regnanti attraverso i legami di
25:12consanguineità, anche se purtroppo le eredità possono riservare delle brutte sorprese e non
25:20sempre i successori per via ereditaria, anche se sono di sangue nobile, di sangue blu, estremamente
25:27blu, danno poi buona prova, ma comunque è certamente una soluzione. Nel caso degli imperatori
25:36romani c'erano solo i generali alla fine che dichiaravano il nuovo imperatore sulla base
25:42del salario, del soldo di qui soldato, i soldati sono assoldati, soldo che riuscivano ad avere
25:54dal futuro imperatore. C'è un limite tremendo, il carisma non lo si passa in eredità, questo
26:04è un limite in tutti i campi, non soltanto nel campo del potere in senso ampio, politico
26:11e economico che stiamo considerando, ma anche proprio per quanto riguarda il potere industriale,
26:17il limite, il vero limite, che è anche una contraddizione in un certo senso, delle imprese
26:26a gestione dinastica, vale a dire delle imprese commerciali, industriali, economiche a conduzione
26:33familiare, è un limite proprio di questa natura, perché naturalmente il capo imprese, il fondatore
26:43vorrebbe giustamente passare ai figli o alle figlie ciò che ha fondato, ma non sempre le figlie
26:51o i figli sono in grado, possono avere ereditato il nome, hanno certamente ereditato una parte
26:58delle ricchezze, sono certamente titolari, proprietari quindi delle azioni di una data
27:04impresa, quando questa impresa è già andata in borsa, quando è un'impresa non più strettamente
27:10familiare, ma aperta al più vasto pubblico, però non è detto che questi eredi abbiano
27:17ereditato insieme con i soldi, insieme con le risorse, abbiano anche ereditato la capacità,
27:26l'ingegno, a volte anche solo la furbizia, la rapidità nel prendere decisioni che caratterizzano
27:34il grande, il vero imprenditore. Quindi noi abbiamo per quanto riguarda il potere carismatico
27:42extra quotidiano questa seconda, questo secondo limite, il primo è la conferma di queste doti
27:50e il secondo è la successione, la successione che è certamente molto grave, ma a questo
27:57riguardo io mi permetterei, terminando questa breve purtroppo trattazione, di far presente
28:03un duplice modo di affrontare i problemi del potere. Nella letteratura sociologica,
28:13diciamo importante e rilevante, i nostri studenti troveranno che ci sono due modalità, due impostazioni
28:20nello studio del potere e della sua analisi. La prima è una impostazione che chiamerei
28:26grosso modo relazionale e la seconda è un'impostazione strutturale. L'impostazione relazionale ha soprattutto
28:37a che vedere col potere come rapporto interpersonale e invece l'impostazione strutturale studia i gruppi
28:48e i contrastanti interessi che sono attivi in una data società. Nel loro scontrarsi questi interessi
28:58naturalmente chiamano in causa il potere, ma per chiamarlo in causa c'è un'altra duplice
29:07impostazione in questo studio. Il potere può essere considerato come un rapporto a somma zero
29:14e mi spiego. Il potere è a somma zero quando io considero che se A ha un potere x, B
29:23ha un potere
29:24meno x, vale a dire il potere dell'uno diventa meno potere per l'altro. Quindi il potere è una
29:34risorsa
29:34scarsa che deve essere in qualche modo conquistata e coloro che riescono ad averla in mano, in parte
29:44o in tutto quasi sempre solo in parte, sottraggono questa parte ai loro concorrenti, ai loro avversari,
29:54chiamiamoli avversari, non direi mai nemici perché i nemici sono quelli che vanno sterminati
29:58proprio nel senso, sono avversari, sono rivali, sono concorrenti, concorrenti politici. Ma c'è un altro
30:04modo di considerare il potere, un modo che è soprattutto usato nelle analisi sociologiche
30:16nordamericane, cioè il potere come una sorta di risorsa generale diffusa in tutta la comunità.
30:29un sociologo americano molto noto, mi permetto di fare il nome, Talcott Parsons, che è l'autore
30:36non solo della struttura dell'azione sociale, è anche l'autore di un importante libro tradotto
30:42anche in italiano, tutte le sue opere, si chiama Il sistema sociale. Secondo Parsons, quando
30:48una comunità è di fronte a un problema da risolvere, questo problema non diventa, non
30:55è, non costituisce la prerogativa esclusiva di un gruppo rispetto ad un altro, ma tutta
31:01la comunità si mobilita. Ed è naturale che qui siamo in presenza di un concetto di democrazia
31:08più o meno partecipativa. Tutta la comunità si mobilita e si muove, prende iniziative per
31:17risolvere quel problema. Ed è interessante, Parsons fa qui una metafora di tipo biologico,
31:24così come il sangue scorre in tutto un organismo, come il sangue scorre e vivifica e dà calore,
31:35forza, energia a un organismo biologico, così il potere non è mai nelle mani esclusivamente
31:42di uno rispetto ad un altro, ma è in qualche modo condiviso, compartecipato da tutti i membri
31:52della comunità. Questo purtroppo mi porta a un'ultima considerazione, una considerazione
32:00problematica che naturalmente va considerata con grande attenzione. Questa seconda concezione
32:08del potere ha valore e può guidare la ricerca, ma solo in un regime almeno formalmente democratico.
32:19Io so benissimo che in questo caso, più che i nemici, i critici del sistema di vita americano
32:27diranno che ci sono delle minoranze in America escluse dal gioco politico, erano escluse quasi
32:32totalmente fino a pochi decenni fa, come i neri per esempio, oggi ce ne sono altri,
32:38possono essere gli ispanici e così via, così come un tempo ai primi del Novecento erano
32:45gli analfabeti poveri, disperati, immigrati dall'Italia. Tutto questo suo benissimo.
32:51Io non voglio dire questo, voglio solo dire che è necessario per questa impostazione del potere
32:57avere almeno formalmente una costituzione democratica, qual è quella degli Stati Uniti.
33:04E allora noi possiamo a questo punto renderci conto che la struttura di classe di una società,
33:09una volta ancora, come dicevamo in altra lezione, parlando del ruolo, dello status collegato
33:16con i ruoli, dell'incongruenza di status e quindi del prestigio, del dominio, dell'influenza,
33:21una volta ancora noi dobbiamo riconoscere che la struttura di classe di una società
33:28oggi è ciò che la caratterizza in maniera fondamentale. E allora possiamo in maniera
33:34analitica, solo per avere un'idea generale, nulla di definitivo, considerare una specie
33:40di diagramma, uno spettro, una sorta di scala per cui noi passiamo dalle società in cui
33:47non c'è movimento di classe, non c'è eguaglianza di classe, non c'è neppure formalmente soltanto
33:56alcun seme o valore democratico condiviso. Queste sono le società, per esempio, fino a
34:02pochi decenni fa, indiane. Non si diventa nulla in queste società. Se uno nasce paria, resta
34:11paria, se uno nasce bramino, brachma, e allora resta naturalmente nel suo gruppo
34:18privilegiato. A me è accaduto in India, per esempio, di vedere che i lavori più umili,
34:24più pericolosi, più difficili, nell'attività dell'edilizia, per esempio, con delle impalcature
34:30mai in tubi, in metallo, ma soltanto in lunghi rami, più o meno in equilibrio, queste attività
34:39pericolose, questi lavori nocivi erano espletati, condotti avanti da donne, donne paria, vestite
34:46di rosso, con dei poveri sali rossi. Cioè era la casta degli intoccabili e questa casta
34:55degli intoccabili appunto costituisce uno dei nostri poli estremi. Non si diventa nulla,
35:03si nasce quel che si diventa. Tutto questo può essere accettato soltanto perché si pensa
35:08che con la mete psicosi, cioè con la trasmigrazione delle armi e la reincarnazione, chi accetta
35:15la donna, l'uomo paria, che accetta il suo triste destino di intoccabile, forse potrà
35:21rinascere, sperabile, in una posizione migliore. Certo è difficile considerare una posizione
35:30peggiore. Io ho visto alcuni gruppi di pari, per esempio a Calcutta, francamente siamo ben
35:37lontani da un'eguaglianza anche solo formale. Ecco, poi noi abbiamo al polo opposto, abbiamo
35:43appunto la società aperta, la società in cui ognuno può diventare quello che riesce
35:48a diventare, cioè si va avanti nella vita, si ha successo sulla base della propria competenza,
35:55non sulla base del nome, non sulla base della nascita. Uno può nascere in campagna, può
36:00nascere nel Mississippi, può niente, diventa amministratore delegato della City Corps, magari
36:06no. Ecco, a questo proposito, io devo dire, c'è un mito in questo, anche una società
36:14aperta, una società democratica, come quella nordamericana, e questo lo sanno i milioni
36:20vero di immigrati, coloro che sono andati in America a far fortuna, da tutti i paesi
36:25del mondo ormai, perché in effetti, diciamo la verità, questo magari non viene spesso
36:30considerato, ma gli Stati Uniti oggi costituiscono l'unica, la sola, enorme, straordinaria società
36:36multietnica, multiculturale, multireligiosa, multilinguista che esista al mondo, sul pianeta.
36:42neppure gli americani lo sanno bene questo. Momento, c'è un po' di mitologia in questo,
36:48si dice che c'è movimento, passaggio da una classe all'altra, da uno strato all'altro,
36:55si guadagna, sì, si lavora molto e si guadagna anche col sudore della fronte. Momento, però
37:05non sempre la mobilità è mobilità ascendente, vi spiego. Non sempre la mobilità è una mobilità
37:15che può venire considerata proprio come passaggio da un livello inferiore a un livello superiore.
37:22Cerco di fare un esempio. Ecco, l'esempio a cui potrei fare riferimento è questo. Fate conto che uno a
37:28Roma
37:29o in qualunque altra grande città del mondo, prende l'autobus o la metropolitana.
37:35Prendiamo un autobus. Alla stazione Termini io prendo l'autobus 64, perché voglio andare a San Pietro.
37:43E certo, io posso migliorare. Non sempre, ma insomma, se non è un'ora di punta, io posso
37:48migliorare la mia posizione. Magari ero in piedi, ero spintonato, ero calpestato,
37:54insomma, un paio di ditta schiacciati. Vabbè, invece a poco a poco, con una valigia nelle cose.
37:59No, riesco a muovermi. Trovo anche un posto a sedere, magari superata via nazionale.
38:07Ma l'autobus è sempre lo stesso. Ho cambiato posizione. Sono migliorato. La mia posizione
38:14è certamente migliorata. Arrivo a Piazza San Pietro, un po' ammaccato, però seduto, tranquillo.
38:19scendo. Però l'autobus è sempre 64. Da questo punto di vista io mi permetto di, non voglio
38:28essere cinico, ma mi permetto di sospendere l'istanza scettica sul potere democratico
38:37e democraticamente vissuto come potere, possibilità, facoltà di pura mobilità, soprattutto di
38:46mobilità orizzontale. Negli Stati Uniti oggi, ripeto, una società aperta, una società
38:53che ha le sue magagne, certamente anche originarie, la lotta contro gli indiani, che però oggi
38:58si presenta come una società multietnica, multilinguistica, multireligiosa, eccetera,
39:02eccetera. L'abbiamo già detto. Ebbene, in questa società evidentemente ci sono tuttavia
39:10dei limiti molto gravi. Si calcola che il 25% della popolazione americana ogni anno, ogni
39:19anno, cambi stato di residenza e professione. Noi ci lamentiamo in Europa della precarietà,
39:27quelli sono precari da decenni. Questo si dice è una grande conquista, un momento. Sarà
39:32una grande conquista. Ma noi sappiamo che ci sono anche molte, diciamo, nevrosi individuali,
39:42depressioni. Forse c'è, è un grande successo questa mobilità, ma questo eccesso di mobilità
39:50orizzontale, sia professionale che residenziale, in realtà ha veramente sovraffollato le anticamere
40:00degli psicoanalisti, ha prodotto cioè i gravi traumi psichici.
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