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  • 2 giorni fa
Sociologia generale - Lez 11 - Visioni della società
Trascrizione
00:12Salve, siamo arrivati alla undicesima lezione e proprio oggi noi ci occupiamo del concetto
00:22delle varie visioni di società. Come si concepisce la società? Ma più che da un punto di vista
00:31strettamente filosofico, come la gente comune, donne, uomini che passeggiano per la strada,
00:40che stanno in casa, che vanno a lavoro, quando dicono società che cosa hanno in mente?
00:45Questo ci interessa, quindi non si tratta per noi di definire la società in astratto, quanto
00:52invece di cercare di capire, quando uno chiude gli occhi e dice società, che cosa vede?
00:59Qual è l'immagine di società che configura nella sua mente? Da questo punto di vista parlare
01:08di visione della società significa entrare veramente nel vivo della sociologia come scienza
01:16della società o meglio, come abbiamo già chiarito nelle lezioni precedenti, come scienza delle
01:23interconnessioni tra i vari aspetti sociali che nel loro insieme costituiscono la società.
01:31In effetti c'è un paradosso molto divertente di quel brillante sociologo tedesco Georg Simmel,
01:39il quale riteneva che nel mondo ci siano soltanto 15 persone, ma che si muovono così in fretta
01:46che sembrano molte di più. In effetti sono molte di più, addirittura esiste il problema
01:52del sovraffollamento del pianeta, quella che si chiama la bomba demografica. Ora però parlare
02:00di visione può essere anche fuorviante e io me ne scuso. Un altro grande sociologo
02:06tedesco, Max Weber, per puro caso cito sociologi tedeschi, ma naturalmente ci sono sociologi
02:13italiani, francesi, nordamericani, inglesi, meno inglesi, in grande abbondanza. Comunque
02:20Max Weber diceva che chi vuole la visione se ne va dal cinematografo e chi invece ama le
02:28prediche si ritiri in convento ad ascoltare sermoni, noi non saremmo così drastici. In realtà
02:37quando diciamo società noi evochiamo nella nostra mente alcune figure, simboli, addirittura
02:46rappresentazioni grafiche di ciò che il termine società ci suggerisce. Vediamo allora in sostanza
02:58una prima raffigurazione della società come compagine globale. La prima raffigurazione
03:12sarebbe la società come sfera pulviscolare. Quando io dico società quindi evoco nella mia
03:20società è un complesso, un complesso sferico, sferico nel senso che tutti siamo compresi in questo
03:29complesso globalizzante nella società e ci muoviamo in maniera piuttosto imprevedibile, quasi come un
03:38pulviscolo dentro una sfera. E poi naturalmente c'è un altro aspetto antitetico a questo, un'altra
03:49raffigurazione o immagine o visione della società che invece è la società intesa come realtà dicotomica.
03:59Cosa vuol dire questo, diciamo, cacofonico, anche difficile pronunciarsi, aggettivo, realtà dicotomica?
04:07Una realtà, la società, e benché globale, non più pulviscolare, una sfera in cui tutti siamo
04:13ma invece una realtà spaccata in due ampi, spaccata in due metà, da una parte coloro che stanno
04:24sopra o a lato e dall'altra parte coloro che invece stanno sotto o dall'altro lato. Quindi la società
04:31come realtà dicotomica. E poi infine abbiamo una terza visione possibile di società ed è la società
04:42come realtà stratificata. Vane a dire, quando io penso allora alla società non è che veda più la gente
04:50per le strade, muoversi, ma vedo invece che cosa? Vedo dei gruppi, vedo, come abbiamo detto
04:58nelle volte scorse, anche delle classi, vedo degli strati, vedo cioè una realtà a vari strati.
05:05Questi strati corrispondono a che cosa? Corrispondono ai ruoli, cioè alle attività lavorative
05:11attraverso i quali le persone si procacciano i mezzi di sussistenza e questi strati, questi
05:20ruoli corrispondono a che cosa? Corrispondono a degli status, vale a dire delle condizioni sociali
05:26i quali possono avere più o meno prestigio o comunque possono essere autopercepite, percepite
05:33dagli altri in vario modo. Quindi noi abbiamo praticamente una, diciamo, triplice visione, tre visioni
05:44di società. La società come sfera pulviscolare che è fondata sulle intenzioni esplicite o implicite
05:52degli individui che si muovono dentro questa sfera e quindi muovendosi, comportandosi in vario modo
05:59dentro questa sfera, che cosa determina? Interessante, determina la società come effetto inintenzionale.
06:09Bisogna spiegare questo punto che è piuttosto complesso. La società come effetto inintenzionale
06:17dei comportamenti individuali è una risultante che nessun individuo come tale si propone. Ognuno
06:25in fondo segue il proprio disegno, il proprio mestiere, i propri scopi, chi vuole guadagnare,
06:32tutti quanti devono guadagnare per vivere, chi vuole sposarsi, chi vuole avere successo
06:36e così via. La somma, la risultante complessiva di questi effetti inintenzionali, o meglio di
06:45questi effetti voluti, intenzionali ma solo dagli individui, crea che creano che cosa?
06:49Crea la società inintenzionale, cioè la società come effetto complessivo di volontà, scopi,
06:59intenzioni puramente individuali. Questa è una concezione della società che oggi è forse
07:12maggioritaria, è quella che sta vincendo come concetto. Perché? Perché la società
07:18come risultante di effetti individuali, di comportamenti individuali che producono effetti
07:23inintenzionali è molto vicina alla società di mercato. O se si vuole, anche qui io vorrei
07:30fare un esempio grossolano, un esempio che non va preso alla lettera, ma possiamo pensare
07:36a un supermercato. Ci sono molti clienti, uomini, donne, di varietà, entrano e chi compra
07:43pesce, chi compra frutta fresca, chi compra invece bottiglia di vino, formaggi, yogur,
07:49qualunque cosa, insomma, prosciutto. Alla fin fine questa varietà di atteggiamenti che
07:58corrispondono poi ai bisogni individuali che come tali non sono prevedibili, non si sa se poi
08:03ognuno preferisca o abbia più bisogno di latte intero o scremato parzialmente o invece
08:11di prosciutto. Però evidentemente le loro insieme costituiscono poi il supermercato, la
08:16società come grande mercato. Bisogna stare molto attenti però, perché ovviamente un'economia
08:25di mercato che sia concepita come il valore o meglio l'insieme di comportamenti dominanti
08:34in una data società, costituita com'è? Da rapporti utilitari, perché nel rapporto economico
08:41prevale il momento utilitario, cioè io faccio un certo lavoro perché mi aspetto un certo
08:47vantaggio, mi aspetto di essere pagato più o meno bene o più o meno adeguatamente. Ecco,
08:52bisogna stare attenti, questo rapporto utilitario quando dall'economia si estende alla società
08:59nel suo insieme, noi rischiamo di passare addirittura senza rendercene conto da una economia
09:07di mercato a una società di mercato. Che cosa significa questo? Significa allora che tutti
09:15i rapporti umani, tutte le relazioni interindividuali vengono concepite come relazioni o rapporti di puro
09:25interesse utilitario, mercantile, mentre noi sappiamo che molti rapporti, anzi sappiamo
09:32che i rapporti propriamente umani hanno valore in sé, non per quello che ci fanno guadagnare
09:39o perdere. La relazione umana è una relazione che ha valore in sé in quanto è un rapporto
09:48umano non utilitario, altrimenti noi rischieremmo di avere una società fatta unicamente, composta
09:56direi in tessuto unicamente da rapporti che sono in fondo poi non veri rapporti umani ma
10:06a rapporti utilitari e avremmo allora una società umanamente essiccata, una società
10:14che potrà essere tecnicamente molto progredita, economicamente molto prospera, molto ricca ma
10:22umanamente povera dal punto di vista dei rapporti e noi potremmo avere una grande povertà così
10:30come se la povertà fosse tutta intesa e solo come realtà dicotomica e quindi una
10:38realtà spezzata in due campi nemici a seconda degli interessi materiali di vita e noi evidentemente
10:46avremmo allora una società che si potrebbe configurare come una continua guerra di tutti
10:54contro tutti e non sarebbe più una società umana cioè una società propriamente vivibile
11:03così come la società come stratificazione supra e subordinata con al vertice il potere
11:10di decidere di cui parleremo in seguito variamente giustificato questo potere di decidere e che
11:16tipo di società sarebbe questa state attenti sarebbe una società a compartimenti stagno cioè
11:24una società in cui nessuno diventa niente cioè si nasce quel che si diventa uno nasce contadino
11:31uno nasce in campagna, vive in campagna e non ci sarebbe interscambio vivo fra i vari strati
11:41della società e in questo senso la società rischierebbe di essere bloccata o meglio la
11:48società intesa come pura stratificazione supra o subordinato con al vertice il potere
11:55di decidere sarebbe una società in fondo bloccata perché non consentirebbe a quelli che sono
12:03diciamo i gruppi umani nella parte subordinata della società manodopera salariato stipendiata
12:13a vario titolo non considerebbe a questi gruppi umani di fecondare di in qualche modo rendere
12:21più viva la parte stratificata cioè la stratificazione superiore e lo stesso vertice sociale avrebbe
12:31sì tutto il potere di decidere ma sarebbe un potere autoreferenziale che cosa vogliamo
12:38dire con questo aggettivo di nuovo un altro aggettivo un po' difficile vogliamo dire un
12:43potere che guarderebbe solo a se stesso i propri interessi e quindi condannato in qualche modo
12:50a essiccarsi perché non avrebbe più la linfa vitale la pressione degli interessi subalterni
12:58che sono gli interessi delle grandi maggioranze e qui devo dire che le visioni della società
13:06queste tre grandi visioni ci aprono il discorso a quello che è stato diciamo quello che è
13:13stato il tema l'argomento fondamentale di altre lezioni cioè qual è la sostanza di questi
13:19strati noi abbiamo visto abbiamo visto nelle elezioni precedenti una situazione di frantumazione
13:28progressiva o se si vuole di specializzazione per ciò che riguarda il gruppo supraordinato
13:36cioè il vertice sociale abbiamo visto come ampliandosi le operazioni produttive il capitalista
13:44proprietario non può più essere l'amministratore dei suoi capitali deve chiamare in soccorso deve
13:51affidare delle mansioni della produzione a chi agli specialisti vale a dire ai dirigenti
13:56industriali di professione questi dirigenti industriali di professione d'altra parte sono
14:03dirigenti industriali che controllano il funzionamento quotidiano delle operazioni produttive ma a un
14:11certo punto quando queste operazioni produttive non si riferiscono più neppure al mercato nazionale
14:18ma diventano un'operazione come oggi si dice globale della globalizzazione cioè si rivolgono al mercato
14:24planetario mondiale e allora ci vogliono degli specialisti delle vendite che seguono il mercato
14:32non solo ci vogliono degli specialisti della pubblicità che creano il bisogno inducono i bisogni per certi
14:43prodotti per esempio per certi dentifrici e non altri per certi automobili e non altri non solo poi abbiamo
14:51bisogno al punto terminale di questo processo di straordinario interesse abbiamo bisogno anche
15:01dei controllori fiscali interni ed esterni all'azienda e qui mi permetto di aggiungere qualcosa che non avevo
15:13detto nelle elezioni precedenti oggi le grandi aziende non sono più legate a un territorio
15:20necessariamente specifico facciamo degli esempi che in italia sono notti ma non so anche fuori
15:27d'italia la fiat torino la ford detroit la general motors lo stesso detroit la dupont delaware
15:36le grandi ditte oggi le grandi ditte multinazionali non hanno patria in realtà vanno là dove possono
15:47lucrare i più importanti i maggiori più grassi profitti e come riescono lucrare e massimizzare il
15:58profitto nel minor tempo possibile molto semplice devono andare laddove uno dei tre termini della
16:08combinazione ottimale produttiva terra lavoro capitale e meno caro che altrove purtroppo mi
16:16vuole doverlo dire ma va ammesso è il lavoro il termine più comprimibile è infatti molte ditte molte
16:24società di paesi tecnicamente progrediti oggi impiantano aziende più o meno ciclo completo
16:33magari solo per produrre alcune parti in quei paesi del terzo e anche del quarto mondo dove la paga
16:42giornaliera e mensile gli stipendi e i salari sono una frazione minima di quelli pagati invece nella
16:52madrepatria ora da questo punto di vista noi dobbiamo capire che la frantumazione del capitale
17:00originario ha avuto effetti molto importanti cioè ha tagliato il rapporto la connessione fondamentale
17:08fra operazioni produttive e comunità in cui la fabbrica originaria risiedeva o ancora oggi risiede
17:18ma badate che lo stesso momento diciamo di divisione interna esito ad usare il termine frantumazione o
17:28comunque di specializzazione ha luogo anche per la classe operaia perché quando noi parliamo della società
17:35soprattutto della società tecnicamente provvedita che poi è o di fatto oppure come auspicio come scopo la meta
17:44comune di tutte le società di oggi su scala planetaria noi parliamo di due grandi attori gli imprenditori da una
17:50parte di cui abbiamo già detto e dall'altra il movimento operaio la classe operaia e qui c'è da
17:58dire non voglio farla
17:59troppo lunga perché fa parte però delle visioni della società stratificata soprattutto qui va detto che la classe operaia
18:09ha subito una trasformazione interna profonda sulla base di due variabili variamente connesse cioè di due forze
18:19di due fattori il primo fattore diciamo di specializzazione di suddivisione interna della classe operaia
18:28certamente è dato e costituito dalle decisioni degli imprenditori noi abbiamo saputo storicamente lo sappiamo
18:38in maniera molto semplice che l'operaio una volta era in realtà un artigiano ma con la rivoluzione
18:47industriale noi abbiamo avuto a poco a poco un processo di proletarizzazione dell'artigiano l'artigiano che era
18:54autonomo nella sua piccola bottega non era più in grado a un certo punto né di pagarsi la materia prima
19:01né di
19:02pagare gli affitti della piccola bottega né di pagare i semplici elementari strumenti utensili di cui si serviva
19:09per le sue operazioni e quindi cosa è diventato avendo perso la proprietà e il controllo dei propri mezzi di
19:20produzione è diventato un operaio dove nel grande capannone all'inizio sotto chi sotto la guida di un operaio più
19:28anziano
19:29il capoccia no caposquadra
19:32e poi però stiamo attenti
19:34secondo punto
19:36evolutivo
19:39arrivano gli ingegneri dai politecnici dentro la fabbrica e portano costituiscono l'ufficio progetti e metodi
19:48e allora l'ex artigiano diventato operaio
19:52che cosa come come si pone di fronte a questa situazione ha perso il controllo della materia prima il controllo
20:02della pia bottega il controllo la proprietà dei suoi mezzi di produzione molto semplici adesso sta perdendo anche il controllo
20:10sui propri movimenti sui suoi ritmi sui modi di erogare la sua attenzione mentale ma anche la sua forza muscolare
20:19fa il suo ingresso nei luoghi di lavoro
20:22l'organizzazione scientifica del lavoro
20:26cosa vuol dire tre cose
20:28ogni operazione produttiva non può essere lasciata
20:33sta per dire al capriccio alla pura volontà al gusto
20:37dell'operaio dell'operatore
20:41individuale
20:42deve essere programmata e allora ci sono tre caratteristiche dell'organizzazione scientifica del lavoro prima
20:49per ogni operazione industriale produttiva esiste un modo un modo ottimo e uno solo per essere eseguito
20:58secondo
20:59questo modo può essere scoperto non in maniera deduttiva
21:05cioè in maniera teorica
21:07a tavolino ma no
21:10può essere scoperto soltanto attraverso la prova empirica
21:15cioè l'osservazione diretta nei luoghi di lavoro del modo di lavorare
21:20terzo
21:22quello che è veramente ottimo
21:25il criterio che guida questa osservazione qual è l'operazione produttiva deve essere
21:32parcellizzata e compiuta nel più breve tempo possibile
21:38quindi l'organizzazione scientifica del lavoro in fondo cerca di tagliare tutti i comportamenti non previsti
21:47e ridurli al minimo pur che questi comportamenti dell'operaio siano cronometrabili
21:53siano conteggiati
21:56in maniera
21:57in maniera precisa
21:59in maniera perfetta
22:00domanda al riguardo
22:02ma
22:03visto che
22:05le direzioni aziendali organizzano scientificamente il lavoro sulla base della
22:10cosiddetta
22:11one best way
22:13cioè il modo ottimo per comprare le singole operazioni
22:15e questo modo ottimo sarebbe il modo
22:17più breve
22:19più rapido
22:20a chi tocca
22:22decidere questo
22:23questo fa parte delle
22:24è una prerogativa esclusiva
22:26fa parte
22:27del potere aziendale
22:29ma l'operaio a volte
22:31perché vive
22:32l'operaio vive il processo produttivo
22:34forse avrebbe qualcosa da dire
22:36e così si diceva
22:37dicevano gli stessi operai americani
22:39dove
22:40l'organizzazione scientifica del lavoro ha mosso i primi passi
22:43soprattutto
22:45direi
22:46spinta da un ingegnere di Filadelfia
22:48Taylor
22:49Frederick Winslow Taylor
22:52infatti si chiama Taylorismo questa organizzazione
22:55ma gli operai
22:56risposta di Taylor
22:58risposta gelida
23:00voi operai
23:01siete pagati
23:04per lavorare
23:05non per pensare
23:07c'è qualcuno
23:08che è pagato
23:09per questo
23:10e qui siamo veramente
23:12alla divaricazione
23:14totale
23:16totale
23:16ma c'è un secondo fattore
23:18vi dicevo ce n'era uno
23:19ed è questo
23:20poi un secondo fattore
23:21è l'evoluzione stesa
23:23del macchinario
23:24industriale
23:25produttivo
23:26e qui soprattutto
23:28naturalmente
23:29centrando la nostra attenzione
23:30sull'industria metallomeccanica
23:32di precisione
23:33che in sostanza
23:34quella automobilistica
23:36automotrice
23:36di vario tipo
23:37insomma è la
23:38cantieristica
23:39questa è la grande
23:40industria
23:41vero di punta
23:42come si chiama in America
23:44pace
23:46seta
23:47cioè che stabilisce il passo
23:49vero dello sviluppo
23:50e noi allora possiamo vedere come
23:52la condizione operaia
23:53non è solo determinata
23:55cambiata
23:56o migliorata
23:57dall'organizzazione scientifica
24:00del lavoro
24:01ma è
24:02profondamente
24:03influenzata
24:04anche
24:06dalla
24:06evoluzione
24:07stessa
24:08del macchinario
24:09industriale
24:10possiamo dire allora
24:11che c'è una prima fase
24:12io distingo
24:13tre fasi più una
24:14naturalmente
24:15mi scuso
24:16questo è molto semplicistico
24:17direi a fini espositivi
24:20però
24:20si ricordino bene
24:21quelle tre fasi
24:22più una
24:23la prima
24:24la prima fase
24:24è la fase
24:26delle macchine
24:27chiamate
24:27universali
24:28o flessibili
24:30perché
24:30universali
24:31e perché
24:32flessibili
24:32perché si adattano
24:34alle varie lavorazioni
24:35sono anche chiamate
24:36macchine intelligenti
24:37perché
24:38perché sono
24:39macchine
24:40il cui lavoro
24:41non può essere
24:42standardizzato
24:44al di là
24:44di un certo limite
24:45e richiedono
24:46un apporto
24:47di responsabilità
24:48e quindi
24:49di intelligenza
24:50dal singolo operaio
24:51o dalla singola operaia
24:53che in qualche modo
24:55fa funzionare queste macchine
24:56esempio
24:57bisogna fare degli esempi
24:58altrimenti non si può capire nulla
24:59la macchina per eccellenza
25:01la macchina intelligente
25:03è il tornio
25:04il tornio parallelo
25:06il tornio parallelo
25:07il tornio parallelo
25:08che cosa significa?
25:09significa per esempio
25:10facciamo un esempio nell'esempio
25:12costruiamo un albero a gomito
25:14no?
25:15per la trasmissione in un'automobile
25:16albero a gomito
25:18c'è un tubo di metallo
25:19stretto fra la morsa
25:21e il cosiddetto mandrino
25:22e poi c'è
25:23scende su questo tubo
25:25che sta girando
25:26scende un utensile
25:28vale a dire
25:29scende un pezzo di ferro
25:32tenuto molto fortemente
25:34nella morsa
25:36vero sopra il tubo
25:38e questo pezzo di ferro
25:40ha l'utensile
25:40cioè ha una punta
25:41che taglia
25:42ora l'operaio
25:44notate bene
25:45al tornio
25:46per questo si chiamano anche
25:47l'asse del tornio
25:48il campione del tornio
25:49l'operaio
25:50addetto al tornio
25:52deve sulla base
25:53del disegno
25:54da realizzare
25:54sul tubo
25:56per creare naturalmente
25:57un albero a gomito
25:57deve sapere esattamente
25:59a quale velocità
26:01lanciare il torno
26:02in modo tale
26:02che rispetto
26:04alla durezza
26:05del metallo
26:06da incidere
26:06e la capacità
26:07di incisione
26:08dell'utensile
26:09che sta operando
26:10non ci sia
26:12una contraddizione
26:13tale da bruciare
26:14l'utensile
26:15quindi l'operaio
26:16deve mandare
26:17l'utensile
26:17a una certa velocità
26:19sapendo qual è
26:19il grado di incisione
26:21il grado di durezza
26:22del metallo
26:25da incidere
26:25e quindi
26:26ottenere
26:27il miglior risultato
26:27se la velocità
26:29non è calcolata bene
26:30che succede?
26:31beh succede
26:32che brucia
26:33l'utensile
26:34l'utensile
26:34si brucia
26:35cioè l'utensile
26:36non incide più
26:37si smussa
26:38e allora
26:39è una multa
26:41perché l'operaio
26:41deve chiamare il caporeparto
26:43ha bisogno di un altro utensile
26:44si fa il magazzino
26:45e chi brucia molti utensili
26:48purtroppo
26:50ha già pronta
26:52nella direzione personale
26:54la lettera di licenziamento
26:56per scarso rendimento
26:58quindi
26:59una macchina
27:00di grande intelligenza
27:01ma se io
27:02devo fare molti
27:03alberi
27:04cosa faccio?
27:05e allora c'è
27:06una seconda fase
27:07stupenda
27:08vale a dire
27:08c'è una sorta
27:10di automatizzazione
27:12dei torni
27:13c'è il tornio automatico
27:14che produce sempre
27:16nello stesso pezzo
27:17che quindi si specializza
27:18ma nel momento in cui
27:20seconda fase
27:20la macchina universale
27:23la macchina utensile
27:24il tornio nel nostro caso
27:25si specializza
27:27si specializza
27:28il tornio
27:28che è diventato automatico
27:29che lavora
27:30ma si dequalifica
27:32l'operaio
27:33l'operaio
27:34viene espropriato
27:35dalla sua particolare
27:37responsabilità
27:38rispetto alla velocità
27:40di taglio
27:41dell'utensile
27:42su un materiale
27:43da incidere
27:44quindi è straordinario
27:46questo
27:46si qualifica la macchina
27:48si dequalifica
27:49l'operaio
27:50terza fase però
27:51noi arriviamo
27:52dopo
27:53la specializzazione
27:56delle macchine
27:57attraverso
27:57l'automatismo
27:58dei torni
27:59dei telaie
28:00dei trapani
28:01delle frese
28:02sto menzionando
28:03tutte le
28:04le macchine
28:05flessibili
28:06universali
28:07fondamentali
28:08arriviamo a una terza fase
28:10la famosa
28:11macchina transfer
28:12la macchina transfer
28:14non fa più
28:15una sola operazione
28:16ne fa due
28:17ne fa tre
28:18secondo tempi previsti
28:20e allora cosa succede?
28:21viene inserito
28:22il materiale
28:23da lavorare
28:24e ne esce
28:25praticamente
28:25il materiale
28:27dopo due o tre
28:27dopo essere passate
28:29attraverso due o tre
28:29stazioni
28:31stazioni lavorative
28:32della macchina transfer
28:34che si chiama transfer
28:35proprio perché appunto
28:36trasporta
28:37la materia prima
28:38e allora l'operaio cosa diventa?
28:40l'operaio che è stato
28:41dequalificato
28:42dalla qualificazione
28:43ma l'operaio
28:44non è più un operaio
28:45l'operaio diventa un operatore
28:48in camice bianco
28:49l'operaio diventa un tecnico
28:52che sa leggere una tavola
28:54elettromagnetica
28:55di segnali
28:56sa quando c'è un inceppamento
28:58nella macchina transfer
28:59sa come bisogna intervenire
29:02chiamare gli specialisti
29:04dell'attrezzaggio
29:05e da questo punto di vista
29:08noi abbiamo veramente
29:10un operaio
29:11che inevitabilmente
29:14inevitabilmente
29:15non può più
29:17in qualche modo
29:19venire organizzato
29:20come massa operaia
29:22qui c'è
29:24mi si consenta di dirlo
29:25con molta chiarezza
29:26e i sociologi del lavoro
29:28su questo punto
29:29sono tutti d'accordo
29:30qui c'è forse
29:31un ritardo
29:32un ritardo storico
29:34dell'organizzazione operaia
29:37dell'organizzazione
29:39del lavoro
29:40della mano d'opera
29:41subalterna
29:42perché?
29:43perché fino a tempi
29:46relativamente recenti
29:48fino al termine
29:50della seconda guerra mondiale
29:52noi avevamo in effetti
29:54un tipo di lavoro
29:56industriale
29:57che chiamavamo
29:58soprattutto
29:59lavoro a catena
30:00vale a dire
30:04la produzione
30:06veniva suddivisa
30:07in una serie
30:08di operazioni
30:10micro operazioni
30:12operazioni molto veloci
30:13operazioni
30:14di pochi
30:15a volte di pochi secondi
30:16al massimo
30:16di un minuto primo
30:18e poi passava
30:19ad un'altra fase
30:20quindi noi abbiamo
30:21qui l'ho già menzionato
30:22un'altra volta
30:23ma vale la pena
30:23di ricordarlo
30:24perché è una caricatura
30:26però
30:26è una caricatura
30:27piena di senso
30:28si pensi a tempi moderni
30:30di Charlie Chaplin
30:31cioè di Charlot
30:32insomma quando
30:33quando addirittura
30:34l'operaio
30:35diciamo diventa
30:36così schiavo
30:37del movimento
30:38ripetitivo
30:39e monotono
30:40che anche quando non ha più
30:41il pezzo davanti
30:42comincia a fare
30:42lo stesso movimento
30:43delle mani
30:44come se ce l'avesse
30:46ecco
30:47indubbiamente
30:48questo tipo
30:49di lavoro industriale
30:51soprattutto nelle punte
30:53più avanzate
30:54laddove ha fatto
30:55il suo ingresso
30:55in fabbrica
30:56la società
30:57dell'informazione
30:58l'informatica
30:59il computer
31:01la comunicazione
31:03dei messaggi
31:03a distanza
31:05tutto questo evidentemente
31:06non ha più molto senso
31:09c'è stato quindi
31:10un rimescolamento
31:12della classe operaia
31:16anzi
31:16è persino un po' difficile
31:18che si possa continuare
31:21a parlare
31:21di classe operaia
31:23come tale
31:24ci sono dei gruppi
31:25di operai specializzati
31:27che vanno
31:29dagli specialisti
31:31dell'informatica
31:32o dei computer
31:33nelle banche
31:34ai controllori
31:35di volo
31:35sulle torri di controllo
31:37voglio dire
31:37ormai non abbiamo più
31:39una classe operaia
31:42omogeneizzata
31:43e si noti bene
31:45tutto questo
31:45viene a volte
31:47in qualche modo
31:49viene considerato
31:51questo spettacolo
31:53questa visione
31:54di una classe operaia
31:55che cammina
31:56solidale
31:57eccetera
31:57viene
31:58viene ricordato
32:00tutto questo
32:00con una punta di nostalgia
32:01comprensibile
32:05purtroppo però
32:06con
32:07con la nostalgia
32:08non si morde
32:10nella realtà
32:11la nostalgia
32:12il ricordo del passato
32:13è storicamente
32:14molto apprezzabile
32:16noi abbiamo bisogno
32:18di considerare
32:19sempre in maniera critica
32:21l'antefatto
32:22ma per poter muovere
32:24un passo avanti
32:25e allora
32:25a quali condizioni
32:27oggi
32:28è possibile
32:29avere una visione
32:30realistica
32:31della controparte padronale
32:33cioè della manodopera
32:34subalterna
32:35che non è più
32:36omogenea
32:37come un tempo
32:38che si presenta
32:39catafratta
32:40in piccoli anche gruppi
32:42c'è una condizione
32:43e la condizione
32:44è il costante
32:47aggiornamento
32:48culturale
32:49perché ormai
32:50l'operaio
32:51di un tempo
32:52non c'è più
32:53c'è l'operatore tecnico
32:54c'è l'operaio
32:56in camice bianco
32:57non ci sono più
32:57le vecchie tute
32:58e noi allora
33:00abbiamo bisogno
33:01non solo
33:02di aggiornare
33:03gli ordinamenti scolastici
33:06di ogni ordine
33:06e grado
33:07ma abbiamo bisogno
33:08anche per
33:09gli operai
33:11gli operatori
33:12industriali
33:13che siano già
33:13arrivati
33:14alla mezza età
33:15abbiamo
33:16un costante
33:17bisogno
33:18di una
33:19educazione
33:20una istruzione
33:21un aggiornamento
33:22culturale
33:23continuo
33:24qui
33:25bisogna riconoscere
33:26che si apre
33:28una grande
33:30sfida
33:30comune
33:31qui non si può più
33:32parlare di divaricazione
33:34di stratificazione
33:36di separazione
33:37dicotomica
33:39fra alto
33:39e basso
33:40fra vertici
33:41industriali
33:42e manodopera
33:43subalterna
33:44manodopera
33:46operaia
33:47no
33:47è una sfida
33:49comune
33:49imprenditori
33:51e operai
33:52possono riconoscere
33:53nell'aggiornamento
33:55culturale
33:56costante
33:57e continuo
33:58possono riconoscere
33:59una sfida
34:00comune
34:01che li lega
34:02anche a un comune
34:03destino
34:04la possibilità
34:06in altre parole
34:07di sviluppare
34:09un sistema
34:10tecnicamente
34:11progredito
34:12quale che sia
34:13parlo del sistema
34:14americano
34:15inglese
34:16italiano
34:17spagnolo
34:17tedesco
34:18francese
34:19non ha importanza
34:20nelle parti
34:22diciamo avanzate
34:23del mondo
34:24tecnicamente progredite
34:25ebbene
34:26questa possibilità
34:27riposa
34:28sulla
34:29esistenza
34:31di una manodopera
34:32subalterna
34:33intellettualmente
34:35duttile
34:35cosa voglio dire
34:36con questo
34:37qualcuno ha presentato
34:38questo problema
34:39in termini sbagliati
34:40mi consento
34:42di dissentire
34:43da coloro
34:44che pensano
34:45che questo problema
34:46rinvii
34:47alla flessibilità
34:49e quindi
34:50al precariato
34:50è chiaro
34:52che gli esseri umani
34:53non possono essere
34:55flessibili
34:56o per un certo punto
34:57senza spezzarsi
34:58e questo
34:59non deve
35:00far pensare
35:02che finite
35:02le grandi carriere
35:04d'una volta
35:05dal
35:06diciamo così
35:07dal portiere
35:08dal messaggero
35:10che porta
35:12le notizie
35:13alla fabbrica
35:13dall'esterno
35:14ai vari piani
35:16delle varie direzioni
35:17all'amministratore delegato
35:18queste grandi carriere
35:19sono finite
35:20e quindi
35:21non si deve pensare
35:22che con questo
35:23la classe opraia
35:25di una volta
35:26sia condannata
35:27no
35:28occorre
35:29rinnovare
35:31intellettualmente
35:32gli operatori
35:34dell'industria
35:34questo vale anche
35:35per i dirigenti
35:36industriali
35:37e non soltanto
35:38per la mano d'opera
35:39subalterna
35:40ma soprattutto
35:41la mano d'opera
35:42subalterna
35:43deve acquisire
35:44una tale
35:45consevolezza
35:46del proprio valore
35:47della propria cultura
35:49da poter seguire
35:50e adattarsi
35:52in maniera creativa
35:53a una tecnologia
35:55produttiva
35:55in rapido sviluppo
35:57purtroppo
35:58i nostri
35:59sistemi
36:01scolastici
36:02di ogni ordine
36:04e grado
36:04purtroppo
36:05sono indietro
36:06sono in ritardo
36:07e da questo punto
36:09di vista
36:09noi avremo modo
36:10ancora parlando
36:11della società
36:12odierna
36:13avremo modo
36:14di analizzare
36:15le funzioni
36:16dei sistemi
36:18scolastici
36:19che oggi
36:20non sono pronti
36:21di fronte a questa sfida
36:23ma qui veramente
36:24occorre
36:24un salto
36:26dell'immaginazione
36:27imprenditori
36:28e lavoratori
36:29uniti
36:30insieme
36:30occorre
36:31per garantire
36:33per garantire
36:34sostanzialmente
36:35la competitività
36:38e nello stesso tempo
36:40la qualità
36:41del lavoro
36:42debbano
36:43insieme
36:44ottenere
36:45una educazione
36:47una istruzione
36:48una
36:49informazione
36:50critica
36:51mediamente
36:51condivisa
36:52che investa
36:54la popolazione
36:55nel suo insieme
36:56lo so
36:57questo è un compito
36:58che molti hanno
37:00che da molte parti
37:02è stato
37:02ormai
37:05non solo
37:06definito
37:07ma addirittura
37:08invocato
37:09ci sono
37:10governi
37:11che hanno
37:12in qualche
37:13modo
37:15operato
37:16in questo senso
37:17creando
37:17nuove
37:18iniziative
37:19e pubbliche
37:20e private
37:21magari
37:22iniziative
37:23di interesse
37:24pubblico
37:25finanziate anche
37:26da fondi privati
37:27oppure
37:28fondi pubblici
37:30che vengono incontro
37:31a questa grande
37:31esigenza
37:32le vecchie
37:33demarcazioni
37:34pubblico
37:35e privato
37:35ormai
37:36non hanno più
37:37molto senso
37:38ma quello che
37:39ha senso
37:40in maniera
37:41fondamentale
37:42è che
37:43il nuovo operatore
37:45la nuova forza
37:47lavoro
37:47subalterna
37:48non è più subalterna
37:50come un tempo
37:51ha in sé
37:52le proprie capacità
37:53di muoversi
37:54da lavoro
37:55a lavoro
37:56e quindi
37:56non diventa
37:57per via
37:58di questa mobilità
38:00che qualcuno
38:01ha chiamato
38:01non sempre felicemente
38:02flessibilità
38:03non diventa
38:04precaria
38:05ciò che oggi
38:06spaventa
38:07e anche giustamente
38:08molti giovani
38:09è la precarizzazione
38:13generalizzata
38:15che investe
38:15tutta la società
38:16e perché questo
38:17perché quando un giovane
38:19sfiorati
38:20superati i 30 anni
38:2135
38:22oggi
38:23è tempo
38:24di mettere su famiglia
38:25avere una casa
38:27sposarsi
38:27avere figli
38:28ha bisogno magari
38:29di un mutuo
38:29non sempre
38:31gli istituti
38:32bancari
38:33sono abbastanza
38:34chiaroveggenti
38:36o consapevoli
38:37per concedere
38:38il mutuo
38:39non più
38:39e non tanto
38:40sulla base
38:41del famoso
38:42stipendio fisso
38:43regolare
38:44indefinito
38:44indeterminato
38:45nel tempo
38:46che può anche non esserci
38:47dovrebbero fare uno sforzo
38:49supplementare
38:49vale a dire
38:51rendersi conto
38:52di chi hanno davanti
38:54se si tratta
38:55di un giovane
38:57o di una
38:58giovane
38:58capace
38:59preparata
39:01seria
39:02senza strane abitudini
39:04ebbene
39:04allora
39:06indipendentemente
39:07dallo stato
39:08professionale
39:09non più
39:11fisso
39:12e determinato
39:13come un tempo
39:13il mutuo
39:14dovrebbe essere concesso
39:16dovrebbe essere concesso
39:18sulla base
39:18di una fiducia
39:20che nasce
39:20dalla considerazione
39:22complessiva
39:24del richiedente
39:26del mutuo
39:26ecco quindi
39:27che noi abbiamo finalmente
39:28una visione nuova
39:29della società
39:30la società
39:31non è né
39:32pulviscolo
39:33né stratificazione
39:34né realtà
39:35dicotomica
39:36spezzata
39:37la società
39:38del ventunesimo secolo
39:40è una società
39:41che pone
39:42su tutti gli individui
39:44in particolare direi
39:46su coloro
39:47che hanno il potere
39:48di decidere
39:49pone responsabilità
39:51massicce
39:51nuove
39:52che andranno
39:54affrontate
39:55se il mondo
39:56in cui viviamo
39:57ad avere
39:58come si spera
39:59un esito
40:00e un destino
40:01positivo
40:03per coloro
40:05che volessero approfondire
40:06alcuni di questi temi
40:07si prega di
40:08cliccare internet
40:14che
40:30che
40:33mi
40:33mi
40:33mi
40:33mi
40:33mi
40:33mi
40:33mi
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