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Sociologia generale - Lez 12 - Il potere e l'autorità
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00:11Salve, eccoci dunque giunti alla lezione dodicesima del nostro corso, un corso che si intitola
00:20istituzione di sociologia, vale a dire un corso di sociologia generale e proprio in questa dodicesima
00:28lezione noi tratteremo il potere e l'autorità, vale a dire due concetti, anzi un concetto, il concetto di
00:37potere veramente centrale per l'analisi di qualsiasi società anche solo mediamente sviluppata.
00:46Vediamo dunque cos'è il potere. Comincerei col dire, va tenuto ben presente questo primo punto, il potere è un
01:03tipico concetto paravento. Che cosa voglio dire parlando di concetto paravento? Voglio dire che dietro il termine
01:11e il concetto di potere si nascondono o meglio si coprono, si trovano. Molti altri concetti correlativi
01:22legati in vario modo al potere. Si noti, io parlo di concetti, ma come abbiamo detto in altre lezioni di
01:30indole
01:30soprattutto metodologica, per l'analisi sociologica il concetto non va inteso in senso propriamente
01:40filosofico, cioè essenzialistico. Noi sociologi non presumiamo mai nelle nostre ricerche di esaurire
01:48completamente l'essenza dei fenomeni di cui ci occupiamo. I concetti sociologici sono non essenzialistici,
01:56ma sono concetti operativi, vale a dire sono concetti che si possono scomporre nei loro
02:05componenti e ognuno di questi componenti può essere collegato con i parametri empirici che
02:12poi aiuteranno a verificare o anche a falsificare le ipotesi di lavoro per giungere poi agli eventuali
02:22risultati risultati. Il potere come concetto paravento che cosa nasconde? Cosa c'è dietro
02:28il potere? Potrei cominciare col dire potere e influenza, potere e prestigio, potere e particolare
02:40ruolo è un ruolo permeato che veicola, esprime un'idea di prestigio sociale oppure invece un ruolo
02:53che non abbia abbastanza prestigio, che sia considerato un ruolo inferiore socialmente parlando e cioè
03:03ruolo è ruolo quindi status. Ho già detto, abbiamo già parlato del concetto di ruolo, ma ecco che qui
03:08la centralità del concetto di potere ci riporta a parlare del concetto di ruolo. Noi sociologi, e questo
03:17va ricordato da tutti gli studenti, noi sociologi quando parliamo di analisi sociale e della società,
03:27cioè la sociologia come scienza della società, e come abbiamo poi invece più raffinatamente
03:34determinato come scienza delle interconnessioni fra i vari aspetti della società, noi cosa abbiamo?
03:42Noi sociologi come termine ultimo della nostra analisi, cioè come elemento essenziale dell'analisi,
03:49non abbiamo l'individuo. Questa è la provincia degli psicologi, dalla psicologia sperimentale, fisico-psichica
04:02alla psicologia del profondo, alla psicoanalisi. Per noi l'individuo non va studiato in sé per sé,
04:11chiuso in sé come una monade quasi, una monade alla Leibniz, cioè senza porte né finestre,
04:18verso il mondo esterno. Per noi sociologi, un momento, noi abbiamo molto rispetto per gli studi
04:23di psicologia, va benissimo, ma per noi sociologi è concepibile l'individuo come portatore di un ruolo.
04:32Noi studiamo la società come una rete di ruoli, questi ruoli sono detenuti, portati, di questi ruoli
04:40sono titolari i vari individui e questi ruoli hanno uno status differenziato, cioè hanno una condizione
04:48sociale che li differenzia gli uni dagli altri. E naturalmente questo status si riporta a un'altra
04:54partizione della società, di cui abbiamo già parlato brevemente nelle lezioni precedenti,
05:00vale a dire la divisione della società in classi sociali, classi, ceti, strati, una suddivisione che
05:10richiama quella tecnica fondamentale che sta agli inizi della rivoluzione industriale, che è stata
05:17splendidamente illustrata da Adam Smith, il famoso autore dell'analisi o ricerca anzi delle
05:27cause della ricchezza delle nazioni, ma cosa che viene spesso dimenticata, Adam Smith, questo
05:34importante rappresentante della scuola illuministica scozzese, fine 700, prima 800, è anche l'autore
05:41di una teoria dei sentimenti, quindi oltre che economista era anche un moralista, questo
05:46viene spesso dimenticato perché evidentemente la sua fama è legata soprattutto al principio
05:52della divisione del lavoro come fattore di maggiore produttività per uomo ora e produzione
06:00globale in senso lato. Ma attenzione, questo principio della divisione del lavoro in sé tecnicamente
06:08è inappuntabile, ecco che a poco a poco si trasforma non solo in uno stacco tecnico
06:14funzionale, ma anche in una distanza psicologica e poi in una differenziazione di stipendi e
06:22di salari, cioè di emolumenti, il che significa una differenziazione di capacità di consumo,
06:29ma consumando in maniera differenziata ecco che noi troviamo subito un sopra e un sotto,
06:33c'è chi lo può fare, c'è chi può consumare di più, c'è chi può consumare di meno
06:38e c'è
06:40anche chi non può consumare niente o quasi niente. Quindi il concetto di potere è centrale
06:47perché richiama questa partizione della società e se mi è consentito qui un primo punto fondamentale,
06:57a parte queste considerazioni introduttive, è che il potere ha quasi sempre una diciamo
07:05accezione, viene concepito secondo un significato negativo, derogatorio, l'uomo di potere, la
07:12donna di potere, in Sicilia si direbbe nel gergo della mafia almeno di una volta, si diceva
07:18l'uomo di panza, perché in fondo nei paesi dove molte persone hanno fame, essere un po'
07:25obesi è indice di superiorità sociale, certamente di superiorità nella capacità di spendere,
07:33di consumare e quindi anche di mangiare e quindi anche di ingrassare. E no, il potere non ha
07:40solo questa connotazione negativa, se noi pensiamo, riflettiamo seriamente a qualsiasi
07:48società, noi ci accorgiamo che il potere ha in primo luogo una funzione integrativa fondamentale
07:56e infatti quando noi diciamo, questo è il linguaggio comune da cui si può sempre partire,
08:02perché è interessante, nel linguaggio comune quando noi diciamo, troviamo scritto nei giornali,
08:06è una situazione anarchica, qualcuno dovrebbe dire, qualcuno più intellettualmente, più
08:11raffinato, più consapevole direbbe invece, non anarcho, ma una situazione anarchoide,
08:17cosa vuol dire? In cui non c'è più potere di riferimento, in cui non si sa per esempio
08:22con chi trattare, perché ci sono molti gruppi, individui, piccoli signori della guerra locale
08:28che si fanno guerra l'un contro l'altro e dovendo trattare con qualche responsabile non lo
08:33non c'è nessun potere sovrastante e quindi responsabile. Questa notazione credo che vada
08:44attentamente considerata, perché la funzione integrativa del potere che cosa significa?
08:52Significa che non si dà società, anche solo mediamente, come abbiamo detto, sviluppata
09:00e quindi differenziata nelle sue funzioni, che non abbia bisogno di un potere responsabile.
09:10Naturalmente dobbiamo renderci conto che ogni potere comporta un certo status e dobbiamo
09:16anche, se mi è consentito una brevissima parentesi, ma collegato con questo discorso generale, abbiamo
09:23anche l'incongruenza di status. Che cosa significa questo concetto? Non semplice, ma che io cercherò
09:31di esprimere in termini molto semplici e spero non semplicistici. L'incongruenza di status consiste
09:42o rimanda a certe mansioni e quindi a certi ruoli, a certe parti sociali, le quali, mentre
09:53sono secondo i criteri valutativi generali nella società determinata di cui ci possiamo occupare,
10:00ci stiamo occupando, mentre sono questi criteri molto valutati, in realtà la funzione stessa,
10:10cioè la mansione, la mansione di cui ci occupiamo, può essere considerata come socialmente inferiore.
10:22Faccio un esempio. Considerate in una grande metropoli, come può essere la metropoli di Manhattan,
10:30di New York, il centro metropolitano di Manhattan, considerate la figura, una figura che raccomando,
10:39per la quale raccomando la massima attenzione perché è una figura cruciale, la figura del
10:45doorman, cioè del portinaio. Di regola ce n'è più di uno, di regola si tratta di un personaggio
10:53alto, robusto, una specie di armadio, gallonato, voi lo trovate alla porta di tutti questi grandi
11:02edifici, questi buildings, a volte grattacieli veri e propri, a volte ce n'è più di uno,
11:07in tutta una squadra di doorman, cioè uomini della porta, portieri, portinaio, eccetera.
11:14Di regola se uno ha bisogno, e si tratta naturalmente di grandi caseggiati con migliaia di persone,
11:21centinaia di famiglie, se uno ha bisogno di un tassi, naturalmente lo dice al doorman,
11:27questo portinaio cosa fa? Niente, dà un colpo di fischietto, eccetera, e subito attraverso
11:34le sue reti comunicative, formali e informali, ecco subito arriva il macchinone giallo, come
11:41uno squalo, e naturalmente il condomino, l'inquilino, buscendo allunga discretamente, mette nella
11:54mano già pronta, non aperta, no, che non è un'enemosa, ma così pronta comunque da questo
12:00biglietto verde, magari di 2, 5, 10 dollari, eccetera. Questi doorman guadagnano molto,
12:09credo anzi che riescano non solo a guadagnare molto, ma a non dovere, che non c'è ricevuto,
12:18non c'è niente, a non dover dichiarare al fisco quello che guadagnano in maniera, diciamo
12:22così, extra, che però è fondamentale. Quindi in una società che apprezzi il guadagno,
12:27anzi che vale ciò che costa, e meglio ciò che costa vale molto, ecco che questi individui
12:34hanno indubbiamente un forte guadagno a cui però non corrisponde la rispettabilità sociale
12:42che nella società soprattutto americana si collega con la capacità del guadagno, di
12:50molto guadagno, ecco una tipica incongruenza di status. Potrei addirittura, e siamo sempre
12:57nel tema nostro del potere in generale, quindi della differenziazione di status, perché il
13:02potere in una società non è distribuito evidentemente in parti uguali, non potrebbe esserlo, perché
13:09c'è un responsabile, c'è chi sta su, c'è chi sta giù, giù, giù, fino al fondo della
13:13scala sociale. E forse a questo punto potremmo anche definirlo. Propongo questa definizione.
13:19dicessi potere la facoltà, uso il termine facoltà che è giuridicamente legittimante,
13:29la facoltà, oppure la capacità, la pure semplice capacità di imporre il proprio disegno, la
13:36propria volontà ad altre persone indipendentemente dall'atteggiamento di queste persone a cui la
13:46mia volontà, il mio progetto può piacere o non piacere. Quindi il potere è una facoltà
13:52a volte giuridicamente spesso, anzi giuridicamente contemplata e giustificata, ma può essere anche
13:58la pura e semplice, nuda, brutale se volete capacità di imposizione. In questo senso noi
14:08abbiamo una definizione di potere la più lata possibile, ora si noti bene, questo potere
14:16non è distribuito ovviamente in parti eque in tutta la società e allora si danno casi
14:24di differenziazioni di potere e di status che possono avere delle conseguenze non indifferenti.
14:34Anche qui ho un esempio, un piccolo esempio, un esempio per certi aspetti tragico, pensate
14:41al 1945, è terminata finalmente la seconda guerra mondiale, una delle guerre più sanguinose,
14:50una guerra che ha contrassegnato e insanguinato il secolo XX che ci siamo appena lasciati alle
14:57spalle. L'Inghilterra dà il ben servito contro ogni aspettativa a chi? Al primo ministro
15:03Winston Churchill aveva vinto la guerra con lacrime e sangue, niente, gli inglesi in questo
15:08dimostrano un pragmatismo straordinario perché chi è capace a vincere la guerra di regola
15:14non è capace a vincere la pace, quindi Churchill nel 1945 e chi viene chiamato? Viene chiamato
15:19Clement Attlee, Attlee è un laburista ed è il primo ministro del governo laburista inglese
15:25dal 1945 e poi con grandi riforme, con grande spirito democratico, fra le altre cose in segno
15:32di democrazia cadono le vecchie barriere dei vecchi collegi e università più prestigiose
15:39private dell'Inghilterra, Oxford, Cambridge, Eton College e così via. Ci possono andare non
15:46più soltanto i rampolli della nobiltà, i figli dei lord e così via, ci possono andare
15:52anche ormai i figli della working class, cioè della classe operaia. Cosa avviene però?
16:00Questo è interessante. E da un punto di vista psicologico la cosa non è spiegabile, solo
16:07in termini sociologici si può capire, guardando al contesto si capiscono certi comportamenti
16:13apparentemente irrazionali. Quando in un esame, in una prova, avendo sottomesso come avviene
16:20nelle università inglese un paper, cioè un contributo, una tesina noi diremmo in Italia
16:25al professore, quando si viene magari bocciati, la tesina viene ritenuta insufficiente, accade
16:33una cosa straordinaria. I rampolli dell'aristocrazia si liberano della delusione andando a fare una
16:42regata sul tamici oppure una gran bevuta in qualche pub alla moda, grande sbornia. Prendono
16:51la cosa in modo sportivo. I figli della working class, i figli che per la prima volta hanno
16:57trovato le porte aperte nelle grandi e prestigiosi università inglesi a cui prima non avrebbero
17:02mai potuto aspirare, si appendono alle finestre, commettono suicidio, c'è una ondata di suicidi.
17:11Perché? Perché questi nuovi venuti, questi figli di famiglie lavoratrici o proletarie non sono in
17:20grado, non possono assumere l'atteggiamento blasé, un po' snob di fronte alla bocciatura, perché la
17:27bocciatura non è percepita solo come un fatto individuale, sono stati bocciati loro, ma anche
17:32le loro famiglie, anche la loro classe d'origine, è un fallimento esistenziale che può essere
17:38lavato solo, risolto, non risolto, ma semplicemente può essere solo suggellato dal suicidio.
17:46Quindi noi abbiamo nella figura del potere e dei vari livelli di potere nella società legati
17:55naturalmente ai ruoli, legati ai ruoli allo status e così via, all'incongruenza anche
18:00di status. Noi abbiamo in realtà gli elementi per cominciare a capire meglio, fino in fondo,
18:11cos'è il potere. Il potere è in primo luogo, come abbiamo visto, un potere di decidere a
18:17dispetto eventuale della volontà altrui, di imporsi. E poi però il potere, come facoltà
18:27e capacità di piegare gli altri al proprio disegno, indipendentemente dalla loro volontà,
18:34il potere, oltre che coercizione pura, va anche visto come potere indiretto, come influenza,
18:43legata al prestigio, come capacità di manipolazione. Quindi il potere non è, c'è la coercizione
18:52pura, ma il potere può anche dar luogo a una dipendenza accettata. E qui cominciamo a vedere
19:04come il potere si dirompe, per così dire, si distingue dall'autorità. Purtroppo nel
19:14linguaggio comune, sia giornalistico che delle persone, degli uomini, delle donne della strada,
19:21potere e autorità sono termini usati in maniera interscambiabile, come se fossero sinonimi,
19:29come se il potere volesse dire l'autorità e l'autorità si incarnasse nel potere. Addirittura
19:38in alcune ricerche di cui io sono stato responsabile, proprio nell'area romana dove i poteri non
19:47mancano, oltretutto perché è la sede del governo nazionale e così via, con tre poteri
19:52come noto, cioè l'esecutivo, il legislativo, l'esecutivo, i ministri, i consigli e i ministri,
19:59il legislativo, il Parlamento, vale a dire, la Camera dei Deputati e il Senato e il potere
20:04giudiziario, tutta la magistratura. Proprio qui a Roma quando noi ponevamo il problema e
20:12domandavamo cosa pensa del potere oppure cosa pensa dell'autorità, una delle risposte
20:18più frequenti e per noi sconcertanti, per noi poveri sociologi pieni di nozioni libresche,
20:25formali, linde, come quelle che vengono elaborate, che si diffondono nel nostro manuale, la risposta
20:35era l'autorità? Le autorità si vedono sempre meno, cioè c'era la personalizzazione del potere,
20:44del potere era scambiato, interscambiato con l'autorità, come se fossero la stessa
20:50cosa, mentre sono cose, come vedremo, addirittura a mio giudizio, un giudizio che non è accettato
20:56da tutti, sono addirittura dilemmatiche, antitetiche, ma poi il concetto stesso d'autorità veniva
21:01immediatamente personalizzato e tradotto con le autorità, cioè quelle che vanno magari
21:09a tagliare i nastri quando c'è una cerimonia pubblica, oppure si presentano alla testa
21:18dei cortei, le autorità. E qui però dobbiamo stare attenti perché cosa significa? Vedete,
21:26a volte l'analisi sociologica fa bene a partire anche proprio dal linguaggio comune, da ciò
21:32che la gente dice, come mai la gente parla di autorità, poi dice le autorità, cioè personalizza
21:37immediatamente questa caratteristica di potere che si distingue però dal potere nudo, dalla
21:43coercizione. Dopotutto le autorità sono da noi, almeno in tutti i paesi democratici, sono
21:50elette, quindi sono rappresentanti legittimi, in altri paesi con altri sistemi politici sono
21:54comunque designate o hanno un prestigio che deriva dai loro studi teologici, religiosi,
22:00e così via. Comunque, come mai questo è interessante questo punto? Questo punto è interessante perché
22:06ci dice che ci può essere un potere, accanto a quello della coercizione dura, ci può essere
22:14un potere accettato, cioè una dipendenza accettata. E allora noi possiamo capire che il potere
22:29l'autorità e l'autorità non sono assolutamente sinonimi, non vogliono dire la stessa cosa,
22:33ma l'autorità, come dice l'etimologia, cioè l'origine, significato della parola originale
22:39dal latino autoritas, autoritas, autoritatis, cosa vuol dire? Deriva dal verbo latino augere,
22:46augere, augere. E cosa vuol dire augere? Vuol dire far crescere, fare aumentare, educare, orientare.
22:56Questo è quindi guai, è uno dei, direi, uno dei limiti più gravi, non solo della scienza
23:06sociale, ma del nostro tempo, quello che consiste nel confondere il potere con l'autorità.
23:13L'autorità può aiutare, il potere nudo, brutto, può soltanto schiacciare. Dove il potere
23:20schiaccia, opprime, ecco che invece l'autorità fa crescere. Da questo punto di vista noi dobbiamo
23:30dire che l'autorità si vede soprattutto nella famiglia, senza idealizzare per carità la vita
23:39familiare. Noi sappiamo che non sempre la famiglia è il mare della tranquillità, non
23:45sempre è il porto sicuro. Ci sono, soprattutto oggi, in un'epoca di grandi trasformazioni,
23:51molto rapide, ci sono conflitti fra le generazioni, scarti gravi anche di comprensione fra padri
23:58e figli, fra madri e figli e figli, eccetera. C'è la famiglia di per sé pone sempre un problema
24:05di convivenza, però è nella famiglia che noi vediamo soprattutto crescere, o quantomeno
24:13potremmo vedere crescere questo momento dell'autorità.
24:17Se noti bene, io voglio superare questo, ci torneremo sopra, magari più avanti perché
24:22è fondamentale. Quando l'autorità funziona bene, aiuta effettivamente i, chiamiamoli così,
24:31i sottoposti. Possono essere figli, possono essere cittadini, concittadini, li aiuta a crescere,
24:38a svilupparsi e allora è un'autorità autorevole. Ma quando? È nella misura in cui l'autorità
24:47cessa di essere autorevole, cosa diventa? Diventa la caricatura di se stessa, diventa
24:53la negazione di se stessa, perché diventa autorità autoritaria e allora noi abbiamo
24:58una coincidenza, allora, soltanto allora, fra autorità autoritaria e potere, potere
25:05schiacciante. Perché? Perché questo sta a significare il fallimento dell'autorità che
25:11si confonde, si trasforma, regredisce a forme di potere elementare. Ma a questo punto vorrei,
25:21avviandoci al termine di questa nostra, più che lezione, parlerei di questo nostro incontro,
25:28vorrei parlare dei paradossi del potere. Perché paradosso? Perché c'è un paradosso del potere?
25:35In che senso si può parlare di paradosso del potere? Il paradosso è una verità vera
25:40ma un po' strana, una verità in fondo un po' parziale, che sembra una contraddizione.
25:46Per esempio, il rapporto è, il potere è nello stesso tempo un rapporto fra due o più
25:52persone, è un rapporto. Se non c'è rapporto non c'è potere. Il mio esempio, l'esempio
25:59di cui mi valgo, del mio manuale, è quello di Robinson Crosway. Dopo il grande naufragio
26:04nell'isola, fin quando lui è solo, non esercita potere, non c'è potere. Cerca semplicemente
26:10di sopravvivere, di salvare dalla nave affondata tutte le cose che gli sono utili per la sopravvivenza
26:16fisica, per la sopravvivenza, direi anche psicologica, di valore. Robinson Crosway non esercita potere
26:22fino a quando non arriva il servo, che lui chiama venerdì. Allora c'è un rapporto.
26:29Se io prendo un treno o un autobus, io mi trovo di fronte spesso, direi non solo a Roma, anche
26:38a Tokyo, ovunque, anche Manhattan, la Subway, o a Londra, nella metropolitana, l'Underground,
26:45mi sono di fronte a molte persone. Io sto tranquillo, non parlo, ho occhi bassi, l'altro
26:51anche. Ma se girandomi io pesto un callo a qualcuno, questo mi guarda, se poi attacco
27:00come avviene soprattutto in treno, nelle lunghe di percorrenze, attacco conversazione
27:05col mio dirimpettaio, che fino a poco fa era uno strano, non c'era relazione, e allora
27:13immediatamente do luogo a un rapporto che è strano a dirsi, è anche un rapporto di potere.
27:18In che senso è un rapporto di potere? Che nello stesso linguaggio usato nella conversazione,
27:24nella stessa, direi, scelta dei vocaboli, a volte addirittura anche nell'accento, soprattutto
27:30in Inghilterra, come si parla l'inglese, l'inglese dipende dal modo in cui uno li parla,
27:36se uno parla inglese in un certo modo subito denota che fa parte di una certa classe sociale,
27:41eccetera, eccetera. E noi notiamo che appena apriamo bocca e l'altro ha luogo
27:47una asimmetria, proprio solo attraverso il linguaggio, ha luogo poco a poco un rapporto
27:54di potere, un rapporto fluido. Quindi il potere è in primo luogo un rapporto fra due
27:59o più persone, ma è anche nello stesso tempo il potere è una struttura più o meno formalmente
28:09codificata. Quindi è un rapporto fluido, direi soprattutto interpersonale, socio-psicologico,
28:17ma è poi anche una posizione giuridicamente codificata, cioè formalmente determinata e quindi
28:27è una posizione che prescinde dal rapporto psicologico con lui. Il mio capo ufficio, anche
28:34se non mi chiama, anche se non mi parla, anche se quando lo incontro in ascensore mi volta
28:39la schiena, è pur sempre il mio capo ufficio, non c'è niente da fare. Ecco che il potere,
28:45non solo, ci sono anche delle situazioni in cui il potere si manifesta in tutta la sua
28:55paradossalità. Si pensi per esempio, e questo è un esempio che io tolgo da Elias Canetti
29:01in Massa e potere, un grosso libro in cui questo nostro problema viene abbastanza persuasivamente
29:09non sempre, ma abbastanza persuasivamente analizzato. Secondo Canetti, la gloria, l'aspirazione
29:18di un generale è quella di trovarsi solo, sopravvissuto, solo dopo la grande battaglia,
29:26in mezzo alle macerie fumanti, il sangue, il cadavere. E lui guarda questo generale, questa
29:33è la sua incredibile distruzione e in qualche modo nemena vanto perché ha fatto bene il
29:38suo mestiere, diciamo così, di macellaio. Ma, questo è interessante, lo stesso generale
29:47ha bisogno, ha bisogno che ci sia qualcuno quando torna trionfante a Roma, pensate all'imperator
29:56che tornava a Roma con i vinti incatenati al suo seguito per il grande trionfo nel foro romano
30:04e questi vinti naturalmente diventavano poi schiavi, ovviamente. Ecco, pensate alla straordinaria
30:14contradditorietà. Il potere vuole essere solo, l'uomo di potere vede in qualsiasi fumo
30:20all'orizzonte, vede la possibilità di un concorrente temibile, ma ha bisogno poi anche
30:27di avere il trionfo, cora un popolo davanti alla grande folla osannante, magari così con
30:33una corona, una coroncina dell'oro che, come nel caso dicono di Giulio Cesare, era molto
30:40amata da Cesare questa corona dell'oro perché gli copriva malamente la calvizie che progrediva
30:48aveva andato avanti gli anni, come sapete Cesare è stato assassinato più o meno 56 anni
30:54credo, era nato nel 100 a.C. e fu assassinato sui gradini del Senato nel 44. Ebbene c'è
31:05questa contradditorietà, l'uomo di potere vuole la solitudine, vuole essere solo a trionfare
31:11e però poi ha bisogno della corona. E qui le parole di Napoleone sono interessanti quando
31:18ottiene di essere incoronato addirittura dal Papa, Dio dice a proposito della sua corona,
31:23Dio me l'ha data, guai a chi me la tocca. Però c'era già in lontananza l'ombra di
31:31Waterloo,
31:32c'era già qualcuno che gliel'avrebbe toccata, anzi strappata. E da questo punto di vista
31:38il trionfo degli imperatores, cioè dei grandi comandanti romani è interessante perché dicono
31:46gli storici che dietro all'imperator, al comandante in trionfo c'era qualcuno che bruciava batuffoli
31:55di stoffa, mormorando a bassa voce, ma non così bassa da non essere udito dall'interessato,
32:03seek transit gloria mundi, così passa la gloria del mondo. E tuttavia è vero che un potere
32:11senza trionfo è un potere povero, è un potere che non si è manifestato. Io da questo punto
32:19di vista devo dire che abbiamo percorso, abbiamo visto in qualche modo i paradossi,
32:27le stranezze, le contradditorietà, abbiamo distinto fra potere e autorità, dobbiamo ancora
32:35addirittura far presente che anche nell'epoca odierna nostra, che pure è un'epoca, noi pensiamo
32:42tecnicamente progredita, quindi noi viviamo in società che sono razionalmente organizzate,
32:49eppure l'uomo di potere. E dobbiamo queste notazioni, soprattutto uno storico italiano
32:56spesso a torto dimenticato, Guglielmo Ferrero. Guglielmo Ferrero nota che l'uomo di potere
33:03è qualche volta ossessionato da strane, profonde, misteriose paure, quasi che queste
33:12paure fossero nient'altro che la manifestazione indiretta e non sempre consapevole del fatto
33:19che egli profana le anime degli altri e le manipola, e in qualche modo compie un atto
33:27di profanazione, nel più alto senso, anche in quello religioso. E allora noi non ci meravigliamo
33:34se apprendiamo dagli storici che per esempio lo stesso Cesare aveva paura dei temporali,
33:42si rifugiava in cantina, pensate, si tratta del vincitore dei Galli, si tratta di un grande
33:48comandante, oltre che astuto uomo politico, grande manovratore politico. Stiamo parlando
33:55di colui che poi ha dato il nome al potere in generale, cioè Cesare, dire Cesare, Cesare
34:01vuol dire l'uomo di potere, questo uomo aveva paura. Ma lo stesso Napoleone che già abbiamo
34:07citato, Napoleone pare accertato, usava molto frequentare le cartomanti, le chiromanti, coloro
34:17che potevano prevedere, anzi dicono di Napoleone che quando stava per nominare sul campo, come
34:23gli accadeva, un nuovo maresciallo, maresciallo di Francia. Una delle domande, questa specie
34:29di intervista prima dell'assunzione, si potrebbe dire pensando al mondo improditoriale moderno
34:35di oggi, domandava a questo suo futuro maresciallo, a questo personaggio che stava per dichiarare,
34:43vero, per investire nella più alta carica nel suo esercito, nel suo impero. Avevut la
34:50chance, mi scusi, domandava Napoleone al futuro maresciallo. Lei è o non è un uomo fortunato?
35:00Questa chance è interessante e allora noi arriviamo a una definizione forse più matura
35:05di quella che io vi ho dato all'inizio della lezione. Questa definizione è stata in parte
35:13elaborata da un sociologo tedesco che voi sentirete più volte menzionare e citare, un po' da me
35:21ma anche da altri, soprattutto da altri che sono più legati al suo insegnamento, Max Weber.
35:27Weber parla del potere come della capacità o possibilità o probabilità, addirittura usa
35:40il termine francese chance, in inglese chance, vale a dire una possibilità casuale offerta
35:49dalle circostanze per piegare la volontà altrui, per esercitare il proprio potere. Ma allora
35:54pensate, pensate quindi che noi finalmente, noi sociologi, possiamo dire qualcosa perché
36:01allora il potere, la questione del potere è nello stesso tempo individuale, individuale
36:05soggettiva, l'uomo, la donna di potere, ma non può prescindere dalle circostanze determinate,
36:13cioè dalle circostanze oggettive. Cioè il potere è come diceva Machiavelli, come la femmina
36:20che va in qualche modo presa e posseduta. Da questo punto di vista noi dobbiamo considerare
36:28che il potere pone problemi che sono in parte certamente soggettivi, ma in parte anche oggettivi.
36:36E noi nei prossimi incontri vedremo sempre meglio come in fondo la questione del potere,
36:45la legittimità del potere, la linearità razionale del potere, ponga un problema a tutti i regimi
36:55sociali e politici che oggi noi conosciamo, su scala planetaria. In questo senso ho potuto dire,
37:04fin dall'inizio di questo nostro incontro, ho potuto parlare del potere come di una questione
37:10veramente centrale. La definizione del potere non può essere fatta soltanto in termini giuridico
37:19formali. Il potere, d'altra parte, ha a che fare con circostanze oggettive. Ormai nella letteratura
37:31sociologica noi distinguiamo tre tipi di potere, di cui parleremo anche nel seguito delle nostre
37:39lezioni, dei nostri incontri, più una nuova forma di potere che è caratteristica della
37:48società dell'informazione. E questo va ripetuto due o tre volte. Una volta noi parlavamo del
37:55potere, potere militare, parlavamo del potere come potere politico, potere economico, potere
38:02industriale, potere burocratico, addirittura poi, e noi su questo ci soffermeremo, potere
38:08carismatico, cioè il potere che deriva da doti eccezionali. L'uomo o la donna nella
38:17psiche dei quali ha fatto irruzione la grazia dall'alto. Non basta. Esiste oggi una nuova
38:26forma di potere che io mi permetto di chiamare mass mediatico, vale a dire il potere prevalente
38:35nella società in cui viviamo, che è la società dell'informazione. L'informazione, come già
38:42abbiamo avuto modo di dire in passato, nelle passate lezioni, è a questo di straordinario,
38:46è una merce, è certamente una merce rara. Spesso si fanno lotte cruente per avere l'informazione,
38:55ma è una merce che si può rubare senza spostarla. Non solo, ma attraverso i mezzi di comunicazione
39:04di massa, attraverso la gestione oculata e attenta, una gestione, stavo per dire furba,
39:13no, non lo voglio dire, una gestione astuta, politicamente, ideologicamente avvertita dell'informazione,
39:22si possono ottenere dei fenomeni di manipolazione psicologica di massa, addirittura si possono
39:29ipnotizzare le folle. Questo è uno straordinario potere che sfugge ad ogni calcolo razionale,
39:38ma avremo tempo e occasione ancora di approfondire questo aspetto particolare. Per ora credo che,
39:47vorrei semplicemente ricordare che chi volesse approfondire alcuni aspetti di questi temi potrebbe
39:54naturalmente mettersi in rapporto con il sito Nettuno in internet e in questo modo avere tutte
40:03o quasi tutte le risposte di cui pensasse di aver bisogno.
40:33Grazie a tutti!
40:38Grazie a tutti!
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